17 giugno 2010

ROBIN HOOD


Di Marco Caldara e Riccardo Bisti - 23 Maggio 2010
Articolo apparso su www.tennisbest.com

Tibro è una cittadina di 8.000 abitanti, dimenticata da Dio. Si trova nel cuore della Svezia, tra i laghi Vanern e Vattern. Eppure ha dato i natali all’unico giocatore, almeno fino ad oggi, ad aver sculacciato Nadal sul campo Philippe Chatrier di Parigi. Pensi alla Svezia, alla regione dei Laghi, e ti viene un brivido di freddo solo a pensarci. Eppure Robin Soderling è fuoco sacro, caliente. Di svedese, oltre al passaporto, ha solo l’occhio ceruleo. E’ uno che non molla facilmente, il Robin Hood del Roland Garros 2009. Da bambino zampettava in bicicletta per andarsi ad allenare, da adulto è riuscito nell’impresa più difficile: diventare un campione a 25 anni, quando sembrava ormai destinato a un ruolo di immediato rincalzo ai primissimi. Outsider di lusso, ma pur sempre un outsider. Nonostante un tennis dal livello eccellente e la ricerca di un costante miglioramento, infatti, nel suo repertorio sembrava mancare qualcosa. Lo svedese veleggiava tra il numero 40 e il numero 70 del ranking ATP. Le prospettive, già minate da qualche infortunio di troppo, sembravano deboli. Qualche exploit, qualche torneucolo. Niente di più.

Grazie Magnus
La svolta è arrivata quando Robin ha deciso di cambiare coach, passando sotto la guida di Magnus Norman, suo connazionale e ex numero due del mondo. "In passato Robin ha spesso buttato via partite che avrebbe dovuto vincere. Troppi fattori condizionavano il suo rendimento, e alla lunga finiva per perdere la bussola” spiega Norman “Io ho semplicemente cercato di cambiare la sua mentalità, rendendola un punto di forza. All’inizio è stata dura, ma la settimana prima del Roland Garros è cambiato qualcosa. Robin ha capito cosa volessi veramente e ha iniziato a seguire a pieno i miei consigli, trovando una via di mezzo sulle scelte che non lo trovavano in accordo”. Come è andata a finire lo sappiamo: prima il golpe contro Nadal, una delle più grandi sorprese dell’Era Open, poi un inatteso percorso fino alla finale. Un risultato che l’ha fiondato nei primi 10 del mondo, e al quale ha saputo dare seguito, ottenendo altri successi ma soprattutto dando una sterzata totale alla mentalità, come ha ricordato anche Johan Brunstrom, doppista di buon livello: “Nell’ultimo anno Robin è migliorato mentalmente e ha imparato ad accettare che non sempre tutto va per il verso giusto: questo l’ha aiutato moltissimo".

Un guerriero che non molla mai
“Robin vive per i suoi tornei di tennis – spiega il suo vecchio coach Peter Carlsson – è sempre orientato a dare il massimo, ed è il tipico giocatore pronto a fare qualsiasi cosa per vincere un incontro”. Tesi confermata da Robert Lindstedt, suo compagno in Coppa Davis. “Robin è sicuramente la persona più legata alla competizione che abbia mai incontrato nella mia vita. La sua fame di vittoria è qualcosa di incredibile. Potete chiedere a qualunque persona che lo conosca, e tutti vi risponderanno la stessa identica cosa. E’ un guerriero di natura, un vichingo nel verso senso della parola”. Non potrebbe essere altrimenti per un giocatore che al primo torneo da professionista ha subito centrato il successo. Era il Settembre del 2001, e un Robin appena diciassettenne si imponeva nel Future svedese di Goteborg. Un vincente nato. Kalle Flygt, connazionale che lo affrontò due volte in due settimane, lo ricorda così: “Già a quell’età era evidente che fosse dotato di un gran tennis. La sua palla non era pesantissima, ma sapeva variare molto. Ma soprattutto già allora odiava perdere”. Nonostante in passato abbia mostrato un carattere spigoloso (da non dimenticare il mitico siparietto a Wimbledon con Nadal) ultimamente ha anche imparato a perdere e riconoscere i meriti dei rivali: ne è dimostrazione la premiazione del “500” di Barcellona, quando dopo la sconfitta in finale con Fernando Verdasco, arrivata dopo 3 set molto combattuti, ha chiosato: “Faccio i miei complimenti a Fernando, che oggi ha giocato molto bene e meritato questa vittoria”. E’ una delle leggi dello sport. Saper vincere è importante, ma saper perdere lo è ancora di più.

Lupo solitario ma addomesticabile
Ma come è Soderling fuori dal campo? Lo vediamo sempre così serio, concentrato, nervoso; ed invece, lontano dal terreno di gioco, Robin è completamente diverso, nonostante conservi la serietà e “chiusura” tipica dei nordici. Aprendo la sua pagina personale su Twitter si scopre che è uno dei giocatori più vicini ed affezionati ai propri fans: li tiene aggiornati di continuo sulle vicende tennistiche e non, informando sulle proprie trasferte, sui risultati e quant’altro. A giudizio di chi lo conosce però, capire la sua personalità non è affatto facile: "Non è il tipo che socializza facilmente" dice Carlsson "Bisogna prima imparare a conoscerlo, poi lo si apprezza come bravo ragazzo. Abbiamo avuto un ottimo rapporto”. Carattere forte vuol dire anche carisma: "Robin ha una personalità molto forte", afferma Norman. "Non è facile avvicinarsi a lui, ma col tempo le cose si semplificano. Ora è più aperto che in passato e il nostro rapporto è cambiato. Molto interessante anche vedere come gestisce la pressione "

I segreti di un tennis brutale
Robin è il tipico giocatore moderno, che fa dell’accoppiata servizio-diritto la sua forza, ma che può contare anche su un ottimo rovescio e una buona dimestichezza nei pressi della rete. Dotato di un tennis dalla potenza devastante, è riuscito col tempo a trovare la giusta continuità, e a ridurre al minimo le giornate negative, rischio sempre concreto per un rude picchiatore. E’ cresciuto a dismisura sul piano tattico, anche e soprattutto grazie ai consigli di Norman, uno che ha vinto al Foro Italico e giocato la finale a Parigi. "Robin è un perfezionista, lo rispetto per questo", afferma Ferguson, suo “customizzatore” personale. “Quando lo incontrai la prima volta stava tentando un sacco di mosse per rendere più confortevole l’impugnatura della propria racchetta, avvolgendo strati e strati di nastri. Dopo vari tentativi, nei quali ho capito perché Enqvist sostenesse che accontentare Soderling fosse impossibile, siamo riusciti a creare una speciale impugnatura che non cambia mai le sue dimensioni. Avreste dovuto vedere la sua felicità”. Gli rende omaggio anche Mats Wilander, ultimo svedese a vincere a Parigi e suo ex capitano di Davis: “Ha una grande fiducia nei propri mezzi e questo l’ha aiutato nei primi anni. Avrebbe potuto arrivare prima nelle posizioni che contano, ma non sempre tutto va per il verso giusto. Con Magnus è cresciuto mentalmente, e i consigli provengono dalla persona giusta. E’ pronto per vincere un grande torneo. Credo che sappia di potercela fare e penso che sia ormai giunta l’ora”. E se lo dice uno che ha vinto sette titoli del Grande Slam vale la pena crederci…

TENNIS MASCHILE.com, SI RIPARTE!!


Dopo un lungo periodo di pausa, dovuto a numerosi e svariati motivi, riparte l'attività quotidiana di Tennis Maschile.com. Come di consueto il nostro intento sarà quello di metterVi a diretto contatto con i giocatori, italiani e non, del circuito mondiale; con interviste, resoconti dai tornei e dichiarazioni dei protagonisti. Sempre attenti e puntuali nel fornirVi informazioni esclusive e piacevoli, abbiamo sfruttato questi giorni "off" per dare un notevole restyling al sito, in modo da renderlo sempre più interessante e ricco di contenuti.

Come potete constatare dalla "barra" inserita nella parte alta del blog, abbiamo realizzato otto nuove sezioni, che vanno ad aggiungersi alla homepage nella quale continuerete a trovare le consuete notizie. Di seguito una breve introduzione alle sezioni di maggior interesse:

ITALIAN ATP RACE: In esclusiva per Tennis Maschile.com la classifica "race" dei giocatori italiani, con tutti i punti raccolti nel corso dell'anno dai nostri portacolori, divisi per categorie di tornei.

ON THE ROAD: "On the road" è una sorta di diario che verrà aggiornato ogni giorno, nel quale inserirò le mie opinioni sulle vicende del tennis mondiale, con un occhio di riguardo ai giocatori azzurri, e tanto altro ancora.

RISULTATI AZZURRI 2010: Sezione esclusiva nella quale, settimana dopo settimana, verranno inseriti tutti i migliori risultati dei giocatori azzurri nel circuito internazionale, con i relativi tabelloni.

GDV PIXEL.COM: Pagina dedita interamente alla fotografia. Sarà possibile visitare le gallerie di Gabriele Villa, fotografo ufficiale di Tennis Maschile.com, che ci accompagna spesso e volentieri nei tornei visitati.

LINKS: Abbiamo sostituito la precedente sezione riservata ai siti consigliati con una più ampia e ricca, nella quale si possono trovare tutti i migliori siti web nazionali dedicati al tennis.

Nella speranza che le novità possano attirare un numero sempre maggiore di appassionati, vi auguriamo una buona navigazione!

18 aprile 2010

ROMA GARDEN - Resoconto degli ottavi di finale

Foto Roberto Bontempi

Dal corrispondente a Roma, Roberto Bontempi

Roma, 21 aprile 2010. Un magnifico sole primaverile, pubblico numeroso, personaggi folcloristici e tanto, tanto tennis. Sono questi gli ingredienti che ormai da molti anni fanno del challenger da 30.000 euro organizzato al TC Garden di Roma, un appuntamento imperdibile per gli appassionati romani e non solo. In questo mercoledì dedicato agli ottavi di finale si sono visti diversi incontri combattuti e spettacolari, alcuni dei quali proverò a raccontarvi.

Ungur b. Guez 1-6 6-4 7-6 (la più lunga)
Dopo due match a senso unico, quelli vinti da Ramirez-Hidalgo (7) e da Daniel Kollerer (3) rispettivamente su Millot (6-2 6-0) e Veic (6-1 6-2), una prima grande battaglia tennistica l’hanno giocata David Guez e Adrian Ungur. Il rumeno dal rovescio d’oro, tesserato in Italia per il TC Crema, è uscito vincitore in rimonta dopo tre ore di lotta all’ultimo punto. Partito male e ceduto facilmente un primo parziale pieno di errori, Ungur si è rimesso in carreggiata nel secondo riequilibrando le sorti della sfida. Nel terzo, però, Guez è parso più continuo nel rendimento e, complice il nervosismo del rivale, si è portato avanti 5-2. A quel punto però il rumeno semplicemente ha rifiutato la sconfitta: ha iniziato a spingere di più da fondocampo ed ha recuperato i due break di svantaggio trascinando l’incontro al tie-break dove, grazie alla sua maggiore classe, si è imposto per 7-3.

Brands b. Bracciali 4-6 7-6 6-2 (il match dei rimpianti)
Peccato. E’ andato davvero vicino il nostro Daniele Bracciali a battere la testa di serie numero 2 del torneo Daniel Brands. Il tedescone dal servizio intrattabile oggi è parso piuttosto vulnerabile e Daniele ha perso davvero un’ottima chance di cogliere il primo successo prestigioso dal rientro per quel maledetto infortunio alla spalla. Bracciali, uscito dalle quali, è partito benissimo con un tennis vario e tatticamente lucido si è portato in vantaggio strappando il servizio al numero 86 ATP. Via via, però, Daniele si confondeva le idee e si faceva prendere dal nervosismo. Nonostante questo, grazie agli involontari aiuti forniti da Brands, alla fine Braccio riusciva a mettere in cascina un parziale caratterizzato da 5 break su 10 giochi. Nel secondo set il discorso si ribaltava: era il tedesco a portarsi 3-1 poi al servizio sul 5-4 con due palle set a disposizione. In quel frangente Brands si disuniva, commetteva un paio di doppi falli e permetteva ad un Bracciali sempre più insofferente di ritornare in gioco. Il set approdava ad un tie-break dove risulterà decisivo un unico punto conquistato contro il servizio dal tedesco, che se lo aggiudicherà per 7-4. Da quel momento in campo ci sarà un solo giocatore, e non sarà il nostro. Brands recupera fiducia, servizio e regala meno, conquistando il match dopo due ore e mezza.

Mayer b. Arnaboldi 6-2 6-3 (c’è poco da fare)
Quando si affronta un avversario più forte e deciso a vincere non c’è troppo spazio per le recriminazioni. E non ha molto da recriminare il nostro Andrea Arnaboldi che si è dovuto arrendere in poco più di un’ora alla testa di serie numero 1 Florian Mayer. Non sono bastati gli incitamenti della bella ragazza bionda dall’accento vivamente spagnolo che seguiva a bordocampo le vicende del nostro giovane tennista: le variazioni di gioco e soprattutto l’anticipo dell’attuale numero 45 del mondo sono sembrati un ostacolo tecnicamente insormontabile per le caratteristiche di gioco del nostro, che si sarebbe trovato più a proprio agio con qualsiasi altro iscritto al tabellone. Comunque Arna non ha mollato una palla e si è impegnato al massimo come sua buona consuetudine.

Machado b. Ancic 4-6 6-4 7-5 (la più bella)
Un’altra grande battaglia, forse la migliore per contenuti tecnici, l’hanno disputata, sul centrale, il portoghese Rui Machado e il campione sfortunato Mario Ancic. Il ragazzo croato, ripetutamente fermato dalla mononucleosi e sprofondato oltre la 400esima posizione in classifica, era una delle stelle della manifestazione ed ha onorato con il massimo impegno l’invito offerto dall’organizzazione. Ha lottato, Mario, con l’umiltà dei campioni veri. Vinto il primo e perso il secondo entrambi di misura, nel terzo set Ancic si è trovato sotto per 4-1. Le parabole arcigne del piccolo rivale iberico sembravano a quel punto fiaccare definitivamente le velleità offensive del croato. Ma Mario non si arrendeva. Attingeva le forze nelle oscure profondità che appartengono solo ai grandi e recuperava issandosi addirittura sul 5-4 a proprio favore. Il pubblico che assiepava le gradinate in ogni ordine di posto si scaldava. Ma non era sufficiente. Il portoghese urlatore non aveva alcuna voglia di mollare e, sul 5-5, complice qualche svarione dell’ex Super Mario, gli strappava la battuta decisiva. Sul 6-5 e servizio succedeva di tutto: due match point annullati con coraggio dal croato e due palle break a suo favore sfumate per poca lucidità, consentivano al portoghese di chiudere, dopo quasi tre ore emozionanti.

Non ho avuto occasione di assistere al big-match Volandri-Klizan e alla sfida tra “Federichi” che opponeva il portoghese Gil e la speranza (sopravvlutata?) argentina Del Bonis. Vi daremo notizie in merito appena possibile.

25 marzo 2010

BRIZZI: "PUNTO ALLE QUALIFICAZIONI DEL ROLAND GARROS"


Di Marco Caldara - Foto da Trnava Challenger

Nel pomeriggio abbiamo contattato il bresciano Alberto Brizzi, che da Barletta si stava spostando a Napoli, pronto per prendere parte alle qualificazioni della Tennisl Napoli Cup, il classico torneo Challenger campano di inizio primavera, che quest'anno ha subito un netto "taglio" del montepremi, sceso a 30.000€. "Brizzo", che domani compirà 26 anni, ci ha parlato dei primi tornei stagionali, del suo attuale stato di forma, e dei programmi/obiettivi per la stagione.

Un giudizio ai primi tornei del 2010?
"Non male, ma avrei potuto fare di meglio. Nei Challenger marocchini sono stato molto sfortunato, anche se non prendo scuse, in quanto ho avuto un forte mal di schiena che non mi ha praticamente permesso di servire, infatti battevo proprio pianissimo. Nonostante questo ho battuto Ivan Navarro e sono andato vicino al successo con Veic, a segno che il livello del mio gioco è buono. Poi mi sono fermato per curare il problema e sono andato successivamente a Marrakech, dove non ho giocato affatto bene. I campi erano molto rapidi, e le condizioni troppo veloci a me non piacciono. Ho sofferto contro un giocatore locale, e poi ho perso malamente da Gremelmayr".

Venendo a Barletta, ottima qualificazione, ma poi la sconfitta con Bedene, anch'egli passato dal tabellone cadetto. Cosa non ha funzionato?
"Nelle qualificazioni mi sono ben espresso. Ho vinto con Alvarez e Del Bonis, un giovane che a mio modo di vedere gioca molto bene, e che è già numero 200 del mondo. Poi in tabellone ho avuto una buona occasione con Bedene, ma non ho giocato al top, ed ha vinto lui. Ho perso 6-4 6-4 sprecando numerosissime palle break (almeno una in quasi tutti i game di risposta), ma devo dire che in varie occasioni è stato bravo lui. Volendo dare un giudizio devo dire che per ora va bene così; anche se forse, senza i problemi alla schiena, avrei potuto raccogliere qualcosa di più".

Ti senti migliorato rispetto allo scorso anno?
"Sinceramente no; il mio livello di gioco è lo stesso dei mesi scorsi. E' nel 2009 che ho fatto dei grossi passi avanti: da quando ho iniziato a lavorare con Marcelo Charpentier credo di essere cresciuto notevolmente sul piano del gioco, ed anche i risultati lo dimostrano, in quanto ho giocato davvero delle ottime partite. Nel 2010 punto a tenere costantemente questo livello di gioco, e a non avere alcun problema di natura fisica".

Quali sono i tuoi obiettivi per la stagione?
"Volendo guardare nell'immediato, punto ad entrare nelle qualificazioni del Roland Garros. Ora giocherò Napoli, Monza e poi molto probabilmente il 15.000$ + H di Vercelli, nella speranza di raccogliere punti preziosi per Parigi. Al momento sono numero 254 del mondo, e perderò qualche punto a Monza, ma niente di che. Devo cercare di fare il maggior numero di punti in questi tornei, per avere la sicurezza di entrare; me ne servono sicuramente almeno 10. Lo scorso anno le "quali" chiusero a 250, quindi al momento sarei al limite. Per la stagione invece ambisco a migliorare il mio best ranking (230) e ad entrare nei top200, in modo poi da affrontare il 2011 con più calma; cioè giocare sempre i Challenger in tabellone, senza il bisogno di fare le qualificazioni, che a lungo andare risultano pesanti".

24 marzo 2010

RESOCONTO 2°TURNO ITF ROMA-EUR 15.000$

Foto Giulio Gabbanini

Dal nostro corrispondente a Roma, Roberto Bontempi

Roma, 24 marzo 2010. Al TC Eur di Roma oggi si sono disputati tutti gli incontri validi per il secondo turno del tabellone di singolare del torneo future, con 15.000$ di montepremi, organizzato nella splendida cornice del prestigioso circolo capitolino. Tanti i match equilibrati e tanti azzurri in campo: ben 10, 6 dei quali impegnati in tre derby tricolore. Vediamo il resoconto dei match.

Marrai b. Aldi 6/2 4/6 7/6 (5)
L’incontro più bello della giornata è stato probabilmente quello che ha messo di fronte Aldi e Marrai. I due azzurri hanno dato vita ad una grande battaglia durata quasi due ore e mezza, con spunti di tennis piuttosto vario e divertente come nelle loro abituali caratteristiche. Marrai è uscito meglio dai blocchi portandosi subito avanti nel primo parziale concluso piuttosto agevolmente per 62. Più lotta nel secondo con Aldi, quarta testa di serie del tabellone e con un passato da top-150, che riesce a ritrovare fiducia e colpi pareggiando le sorti della sfida. Nel terzo regna l’equilibrio e dominano i servizi. Nell’undicesimo, interminabile, game Aldi ha annullato quattro delicate palle break all’avversario e, nel gioco successivo, raggiunge il match point. Sprecata la chance, il tennista siciliano ha accusato un po’ di nervosismo ma è stato bravo a restare aggrappato anche nel tie-break, dove ha ceduto solo di misura ad un Marrai incitato durante tutta la partita dal suo coach Michele Tellini. Da sottolineare ancora una volta lo splendido rovescio ad una mano del tennista toscano, un colpo straordinario che spesso fa la differenza.

Giorgini b. Crugnola 7/5 1/6 7/5
L’incontro più atteso era probabilmente quello che opponeva Giorgini e Crugnola. La qualità di questo match però non è stata entusiasmante: i due tennisti sembravano piuttosto nervosi e non riuscivano a mostrare il loro miglior tennis, forse perché amici. Crugnola in particolare, nonostante i suoi gesti sempre piacevoli da vedere, pareva una copia sbiadita del tennista ammirato in certi periodi dello scorso anno. Il problema sembra più questione di fiducia. Merito anche del solito Giorgini, molto ben preparato fisicamente e pronto a vendere cara la pelle e lottare fino all’ultima palla. Alla fine l’incontro durerà circa tre ore, e riuscirà a spuntarla, a sorpresa, il tennista di San Benedetto. Decisive, nel terzo set, le incertezze di Crugnola, seguito da Uros Vico, impegnato a prendere appunti durante il match del suo pupillo, incapace di sfruttare un break di vantaggio e la possibilità di servire per il match sul 5-4.

Giraudo b. Cabal 6/3 4/6 6/3
Ottima impressione ha destato Alberto Giraudo (nella foto), uscito fuori da un’altra grande lotta contro il colombiano Cabal. Alberto, le cui qualità tecniche non sono certo una sorpresa, è stato paziente e umile a tenere a bada un avversario ostico e tignoso, che ha cercato di imbrigliare la maggiore brillantezza del piemontese costruendo una fitta rete di scambi condite da pallonetti lentissimi per spezzare il ritmo. Alla fine dell’incontro Giraudo ha detto di essere sorpreso della sua tenuta atletica visto che, per l’operazione da poco subita, ha terminato la preparazione solo da una settimana. «Nel terzo pensavo di crollare – ha detto Alberto – invece il massaggio del fisioterapista alla fine del secondo set mi ha fatto davvero bene. Certo, in alcune fasi avverto ancora un po’ di tensione a causa dei pochi match giocati (non ha chiuso il match servendo sul 5-2 nel terzo n.d.a.), ma sono molto contento».

Comporto b. Sousa 6/3 6/2
Una buona notizia per i colori italiani è arrivata dal giovane siciliano Comporto, wild card, che ha superato in modo sorprendentemente agevole il portoghese Sousa. La grande differenza in questo match l’ha fatta la diversa tenuta mentale dei due. Il nostro Comporto, infatti, ha avuto un atteggiamento perfetto in campo, lottando su tutti i punti in modo composto e determinato. Al contrario, il rivale sembrava posseduto da uno spirito malvagio, ed ha passato tutto il (breve) tempo del match a urlare e a lamentarsi. Il risultato parla chiaro e Comporto, in possesso di un tennis solido ma a volte un po’ troppo passivo, si è tolto una bella soddisfazione.

Jaziri b. Vagnozzi 1/6 7/6 (5) 6/3
Al termine della partita si è avuta l’impressione che “Vagno” abbia perso una buona occasione. Non che Jaziri, il suo avversario tunisino, sia uno scarso, anzi, certamente ha mezzi fisici e una pesantezza di palla superiori al nostro, però con un pizzico di fortuna in più l’azzurro avrebbe anche potuto portare a casa il match. D’altra parte il primo parziale lo aveva vinto facilmente. Nel secondo set, però, è stata sempre una rincorsa: Vagnozzi, infatti, sempre indietro nel punteggio, ha annullato ben 7 set point complessivi all’avversario (3 sul 5-4, 1 sul 6-5 e altri 3 nel tie-break) prima di cedere per 7/5 nel gioco decisivo. A quel punto il marocchino, non proprio un cuor di leone quando si tratta di giocare i punti pesanti, è andato via piuttosto facilmente nel terzo set, salvo cedere un turno di battuta, ma quando era già in vantaggio 5-2.

Tra gli altri match disputati da segnalare gli agevoli successi del giovane e promettente belga Goffin (6/2 6/3 al nostro Valenti) e della seconda testa di serie Haider-Maurer (uscito vincitore 6/1 6/2 dal derby austriaco con Eitzinger). Gianluca Naso, infine, che sembra avere un peso di palla superiore a tutti i partecipanti a questo torneo, ha dovuto faticare un solo set: sotto per 7-5, infatti, il suo avversario Tenconi, ha preferito ritirarsi per un problema accusato al ginocchio.

Questi gli accoppiamenti dei quarti:
NASO – JAZIRI
GIORGINI – GOFFIN (8)
COMPORTO – MARRAI
GIRAUDO – HAIDER-MAURER (2)
Contemporary Services Corporation
County’s Fabulous Inn
StorageMart Introduces StorageMart News
New iPhone 5C
Sourcing Journal Hosts Top Retail Executives Nov. 5
Top Lawyer
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