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16 settembre 2009

ULTIMO SGUARDO SULLO SLAM: LE PAGELLE

foto Getty Images
(di Backdoor)

L’ultimo Slam della stagione 2009 è andato in archivio. Tutto quello che è successo è ormai storia, argomento buono per la statistica e per le chiacchiere da tifosi.

E allora che chiacchiere siano: ecco le pagelle degli US Open.

JMDP, 10 e lode. GianMartino lo aveva anche ammesso; il torneo major, la città di New York, il cemento come superficie, tutti ingredienti per una ricetta perfetta. Il ragazzo di Tandil ha vinto con pieno merito il suo primo Slam battendo il n.2, Nadal, e il n.1, Federer (e se Murray non si fosse eliminato da solo, JMDP avrebbe fatto fuori anche il n.3 della classifica ATP). Al di là delle considerazioni tecnico-tattiche (a proposito, se non lo avete ancora fatto, andate a leggere l’analisi di Jacopo Lo Monaco sul suo blog) il ‘vero’ segreto del successo argentino sono i suoi piedi. Yes, avete letto bene, JMDP è alto due metri ma ha i piedi di uno alto 15 cm meno di lui. Decisamente un bel vantaggio.

Rogerio, 8. Federer ha illuso tutti noi a Cincinnati e anche nel corso dello Slam (almeno a tratti) con il suo gioco, con la sua intensità, con la sua capacità di variare, con il suo essere il più di tutti. Però ci ha illusi e forse si è illuso anche lui stesso. Un’ora, un’ora e mezzo di prestazioni galattiche bastano contro molti avversari, magari contro quelli sui quali esercita una certa pressione psicologica (penso a quelli con cui ha vinto 8-10 volte o più, tipo Roddick, Gonzalez, Soderling, Djokovic, per esempio). Ha perso la finale che ha certamente sentito di aver vinto almeno 3 volte nel corso della stessa. Un peccato di supponenza?

Nadal, 8. L’ho scritto a commento della sconfitta contro Del Potro. Rafa è tornato dopo un’assenza prolungata dal circuito, ha affrontato la superficie meno gradita e raggiunto, uguagliandolo, il suo miglior risultato (semifinale, mica 3rd round). C’è tantissimo per cui sentirsi soddisfatti.

Djokovic, 6. Ha raggiunto la semifinale nello Slam, risultato che ormai gli è abiutale a New York come negli altri major. Ma nel suo caso, a differenza di Nadal, non basta. Novak non dà più l’impressione di essere competitivo per la vittoria finale. E, forse la cosa peggiore, lo crede lui stesso. Pare rassegnato ad una mediocrità di alto livello.

Cilic, 7. Marin è un 1988 ed è stato capace di raggiungere per la prima volta un quarto di finale in uno dei tornei che contano davvero. E’ stato il primo quarto e non sarà l’ultimo. Il mio giudizio sul croato non è cambiato però: ha un servizio mediocre, un dritto ballerino e, a differenza del ‘gemello’ JMDP (stessa età e, in pratica, stessa altezza), ha dei piedi enormi.

Roddick, 6. A-Rod non è stato fortunato nel match contro Isner (voto 7, il gigante sta mostrando di essere cresciuto nei colpi da fondo e adesso vale tutta la posizione che occupa nel ranking). Sì forse, un paio di punti potevano girargli a favore invece che dirgli male. Ma non cambia la sostanza: Roddick avrà pure migliorato il rovescio, ma il suo dritto è un colpo tra i più involuti di tutto il circuito e il servizio tiene per un’ora e mezza ma poi cala. Se fosse un ciclista, direi che Andy è ormai uno buono per una classica del Nord ma non è più competitivo per una grande corsa a tappe. L’ultima chance l’ha avuta, Wimbledon, ma sappiamo bene come è andata (aaaaaahhhhh quella volee nel tiebreak!!!).

Verdasco e Soderling, 7. Li accoppio perché ai miei occhi sono i due giocatori che nel 2009, anche in momenti diversi, hanno fatto il salto di qualità. Li vedo come due top 10, parte bassa della classifica certo, ma lo spagnolo e lo svedese hanno maturato quella solidità che dovrebbe garantire loro un posto negli ‘ultimi otto’ di ciascuna prova dello Slam dei prossimi tre anni.

Monfils, 6. Lo segnalo perché, imo, esce con le ossa rotta dal match con Nadal. Con il maiorchino può perdere chiunque, certo, ma il francese ha dimostrato una certa ottusità sportiva. Al limite del ridicolo i suoi monologhi ‘pugilistici’ quando ormai a tutti era evidente quanto Nadal lo avesse suonato.

Blake e Wawrinka, 5. Tennisti alla frutta: l’americano per logorio più fisico che psichico, mentre per lo svizzero (il voto è mooolto generoso) si tratta di calo mentale bello e buono. Per i loro tifosi è iniziata la stagione delle sorprese, in negativo però.

Gasquet, 3. Il voto non può essere il riflesso del risultato (come detto, contro Nadal può perdere chiunque). Il voto è il riflesso del modo in cui il risultato è arrivato. Gasquet è parso molle e senza la motivazione che i miracolati dimostrano quando si stanno giocando la seconda chance della vita. E invece il fighetta francese se ne frega, forse pensando che le carte false fatte dalla sua federazione sono un atto dovuto.

Italiani, 1. Come il numero di set conquistati complessivamente nel tabellone principale. Mamma mia.

15 settembre 2009

J.M.D.P. defeated R.F: l'analisi del giorno dopo

Foto Getty Images

Premetto che ho visto sino al termine del secondo set, e quindi non sono probabilmente la persona giusta per poter compiere un'analisi precisa della finale degli Us Open, vinta da Juan Martin Del Potro su Roger Federer; ma ci proverò comunque.

Del Potro è partito molto contratto, e nel secondo gioco ha perso il servizio (con il passante di Federer che trovate nel primo video dl post precedente). Roger ha poi diretto agevolmente i giochi, e siglato il 6-3.

L'argentino si è poi trovato sotto di un break anche nel secondo set, con Federer salito 3-1. Ora, se per la finale di Wimbledon si è detto che Roddick avrebbe vinto semplicemente mettendo in campo l'ormai celebre voleè sul 6-5 del tie-break del secondo set, lo stesso si può probabilmente dire sul match di ieri. Se Federer infatti avesse approfittato di un vantaggio di 40-0 nel quinto game, che gli avrebbe permesso di salire 4-1 con due break in 'cassaforte', la sfida avrebbe probabilmente avuto un esito diverso. Va però detto che a differenza di Roddick (che si è beffato da solo), Federer non ha praticamente potuto salire 4-1, con Del Potro che ha piazzato cinque ottimi punti. Al momento, comunque, il break salvato da Del Potro non ha destato problemi in nessuno, nemmeno in Federer, che si è portato poco dopo sul 5-4. L'elvetico è presto volato 0-30; ma a quel punto Del Potro è 'rinato', recuperando il break e guadagnandosi il tie-break. Grazie ad un mini-break si è portato 6-3, e nonostante abbia fallito uno dei primi due match-point, con uno smash che neanche il Caldara dei giorni peggiori avrebbe sbagliato; ha piazzato un bel rovescio vincente incrociato sul 6-5, riaprendo le danze.

Federer ha poi vinto il terzo set, recuperando un break di svantaggio; mentre il quarto, che l'ha visto nuovamente recuperare da break sotto (l'elvetco si è però trovato anche 5-4 30-15, in risposta), l' ha ceduto al tie-break a causa di un doppio fallo nel punto iniziale. Come detto, non ho vista questa parte del match; ma vedere Federer che perde due tie-break nello stesso match, aprendone uno con un doppio fallo, lascia molto pensare. Il set finale è poi stata una formalità per l'argentino, che ha chiuso per 6-2 lasciandosi cadere a terra dall'emozione. Per almeno un minuto dopo il termine del match, Del Potro non sembrava rendersi conto dell'accaduto, ma, meritatamente, il campione è lui.

Alla prima finale in un torneo dello Slam Juan Martin è riuscito a vincere, e per di più l'ha fatto sconfiggendo in finale il giocatore più titolato di sempre (a livello Slam). La cosa che fa ben presagire per il futuro dell'argentino, oltre alla continua crescita del suo tennis, sono i grandi progressi fatti vedere negli ultimi tempi sul piano mentale e psicologico. Con Federer aveva perso in tutti i sei precedenti; fra i quali pesava sicuramente moltissimo la sconfitta degli Australian Open, patita per 6-3 6-0 6-0. Non deve poi essere stato facile recuperare da una situazione di 'quasi due set sotto', entrambi apparentemente compromessi da un'inizio blando. Il Del Potro di qualche tempo fa, quello che piangeva al termine delle sconfitte e che 'regalava' la Coppa Davis alla Spagna a causa di un eccesso di 'egocentrismo' non avrebbe mai vinto il match di ieri. Il Del Potro attuale invece l'ha vinto, anzi stravinto. Bravo Del Potro, ieri, meglio di Federer.

Oltre all'esito della finale, che probabilmente finirà presto in secondo piano; quello che ora attrae i media italiani è la partecipazione o meno di Federer al match di Coppa Davis che Venerdì, a Genova, vedrà affrontarsi Svizzera e Italia. Tutto fa presagire ad un forfait del numero uno del mondo; che sicuramente deluso dall'esito del torneo newyorkese, non avrà voglia di riprendere subito a giocare. Inoltre gli toccherebbe affrontare subito (oggi o massimo massimo domani) un lungo viaggio, che lo dovrà portare in Italia entro e non oltre Giovedì mattina, in modo da poter 'attutire' il cambio di superficie e soprattutto le sei ore di fuso orario; che per uno che è negli States da parecchio tempo, nonostante sia abituato ai frequenti viaggi, risultano davvero difficili da 'digerire'; esattamente come la sconfitta. Federer darà forfait; quasi sicuramente.

JUAN MARTIN DEL POTRO È IL CAMPIONE DEGLI US OPEN 2009

foto Getty Images
(di Backdoor)

JMDP ha sconfitto dopo poco più di quattro ore di gioco e in rimonta Roger Federer, col punteggio di 36 76 46 76 62.

Che sorpresa, mates. Una grande grandissima sorpresa. Ma m-e-r-i-t-a-t-i-s-s-i-m-a: JMDP è andato sotto nel punteggio e a tratti nel morale, ha tenuto duro si è portato in parità; quindi è scattato avanti ma è stato ripreso proprio mentre iniziava a credere di poter mettere la testa fuori dell’acqua. Ma non si è dato per vinto, ha di nuovo provato l’allungo ma l’avversario non gli ha lasciato strada. Alla fine, nel decider, ha stravinto. E, mi ripeto, ha finito per vincere con merito la sua prima finale di Slam.

Roger Federer dal suo canto, si è forse illuso di aver avuto in pugno il match troppe volte: nei primi due set è stato superiore trovandosi 63 54 e servizio; quindi ha recuperato un break di svantaggio nel terzo set finendo per vincerlo e anche nel quarto parziale ha riacciuffato l’argentino portandolo al tiebreak, dove forse lo svizzero contava di far pesare la sua esperienza. E invece il doppio fallo commesso nel primo punto gli è costato il set. E forse il match.

Adesso, però, non è tempo delle sole parole, ma anche di qualche immagine. I commenti seguiranno.



Con quel passante di dritto Roger Federer mette l'ipoteca sul primo set. E anche sul secondo, visto che JMDP accusa il colpo subito.

Il dritto steccato da Federer nel settimo punto del tiebreak gli costa il secondo parziale, nel quale ha servito per conquistarlo al decimo game.



Il match sta prendendo una direzione inattesa e Roger mostra qualche segno di insofferenza emotiva discutendo col chair umpire.



"Vamos caraco!!!!".

14 settembre 2009

PUO' NON FARE FINALE QUESTO QUI??

In un solo punto Backdoor ha raccolto, con questo spettacolare video, un intero match. Fatto sta che il finalista degli Us Open è ancora lui, Roger Federer, campione uscente, alla quarta finale Slam del 2009 (su quattro).

Come analizzato nel pezzo precedente, Del Potro ha sovrastato Nadal, ed oggi, nella sua prima finale della carriera in un major, tenterà di spodestare il numero uno del mondo dal trono di campione degli Us Open. Questa sera alle 22.00 la resa dei conti.

Ricordo, per chi non avrà la possibilità di seguire il match in televisione, che all'inidirizzo http://atdhe.net/ sarà presente, come di consueto, la diretta gratuita del match in live streaming, ad una qualità ottima.

13 settembre 2009

JMDP STRAVINCE PER LA SUA PRIMA FINALE SLAM

foto Getty Images
(di Backdoor)

La semifinale si è da poco conclusa con un vincitore e uno sconfitto. Il vincitore è JMDP mentre esce dal torneo Rafel Nadal. Il punteggio è severo, 62 62 62, ma giusto. Prima di entrare nel merito di quello che si è visto sul campo vorrei solo dire che il commento alle immagini di Eurosport è stato non altezza. Si tratta come ovvio di giudizi di valore, niente a che vedere con i dati di fatto ovvio, ma dopo una mezz’ora della stessa musica, “Nadal oggi non c’è, non è in condizione di giocare’, ho esercitato la pressione sui tasti del telecomando per passare sulle voci in lingua inglese. Peccato, perché temo si sia perso il gusto di vedere il match con le lenti della tecnica e della tattica, così da apprezzare la prova di JMDP e così da ricordarsi che oggi si giocava sul cemento, una superficie mal sopportata da Nadal e sulla quale, quella di NY, ha fatto al massimo semifinale (come oggi, uguagliando il suo best, quindi).

E quindi JMDP è alla sua prima finale di Slam. Dopo la semifinale di Parigi, l’argentino migliora il suo record nei major. Nemmeno nel suo miglior inner-tennis si sarebbe immaginato di superare l’ostacolo della semifinale in questo modo in 3 set senza storia, con qualche palla break concessa ma sempre salvata dal servizio che è il suo premium shot. E che avversario che affrontato JMDP. Complimenti GianMartino, well done. Ma non è stata da subito una passeggiata. Sì perché nei primi quattro game dell’incontro Rafa ha illuso i numerosissimi sostenitori, con un ritmo di palleggio che ha sistematicamente messo in difficoltà JMDP sul lato destro. Nadal è sembrato essere in grado di agganciare sistematicamente l’argentino in rallies lunghi e in questo modo l’efficacia del gioco in pressing di JMDP tende a perdere di efficacia. La rondine, però, non ha fatto primavera sull’isola di Maiorca.

Sì, per Nadal ha cominciato a volgere al brutto non appena JMDP ha carburato in particolare con un colpo: il rovescio incrociato colpito in avanzamento. Questo colpo ha iniziato a mandare ai matti Rafa e, imo, gli ha fatto capire che avrebbe fatto bene a trovarsi un maglioncino di lana e una sciarpona, per coprirsi. Il gigante di Tandil ci ha anche aggiunto un servizio solidissimo e vincente ogni volta che è stato necessario, e il quadro è completo. Rafa ha provato anche a mischiare un po’ le carte, cercando di giocare il rovescio in back lungolinea per far arrivare una palla senza pesa sul rovescio di JMDP e togliergli così il vantaggio di appoggiarsi e spingere in diagonale a sua volta. In questo modo, nei piani di Nadal, l’argentino avrebbe dovuto fargli arrivare una palla comoda sul dritto da spingere in lungo linea e mettere in difficoltà sul lato destro Del Potro. I risultati sono stati insoddisfacenti e il punteggio finale non ammette dubbi.

Grande JMDP e mi dispiace per Rafa, che ha comunque raggiunto i suoi obiettivi (tornare n.2 e fare almeno il risultato della scorsa edizione): per uno al rientro da due mesi di stop è stato un ottimo torneo.

JMDP def. R. Nadal 62 62 62.

12 settembre 2009

Us Open: Nadal inarrestabile, Gonzalez va subito KO

Foto Getty Images

Nella ripresa del match dei quarti di finale dello Us Open, che vedeva Fernando Gonzalez tentare di tener testa a Rafael Nadal, il cileno, nonostante un presunto (?) infortunio ad un piede, ha fatto davvero una pessima figura, pagando a caro prezzo la grande concentrazione subito mostrata dal maiorchino, entrato in campo maggiormente carico e in palla.

La sfida riprendeva sul 3-2 per Rafael (nella foto) nel tie-break del secondo set. Pronti via, doppio mini-break Nadal e 7-2, secondo set deciso da quattro punti consecutivi. Facilissimo anche il terzo set, che nonostante sia stato più combattuto del punteggio, ha visto lo spagnolo infliggere un pesante 6-0 a Gonzalez.

Domani le semifinali, che presentano, per la prima volta nel corso della stagione, i quattro favoriti (in Australia c'era Verdasco, a Parigi Soderling e a Londra Haas). E' vero si che manca Murray, ma uno fra lui e Del Potro doveva 'saltare', e lo scottish ha deciso di auto-eliminarsi prima del match con il ragazzotto di Tandil, evitandogli un grosso problema. Continua così l'ormai celebre saga 'Murray vs Torneo dello Slam', che gli costerà anche la seconda posizione mondiale da poco conquistata. Roger lo aveva avvisato, già molto tempo fa, e il numero 1 del mondo non sbaglia (link).

Us Open: la pioggia persiste, finale rimandata

Foto Julian Finney/Getty Images

A causa dell’incessante pioggia che ormai da quasi due giorni non da tregua nei cieli di New York, e che non ha ancora permesso di terminare l’ultimo match dei quarti di finale, la finale del singolare maschile è stata posticipata a Lunedì; come lo scorso anno, quando il match Murray-Federer venne sospeso Domenica e ripreso il giorno seguente.

Come saprete infatti, Nadal e Gonzalez si trovano da Giovedì notte sul punteggio di 7-6 6-6 (3-2) per il primo; ma il match non ha più avuto modo di riprendere. La sfida è stata ora prevista per oggi alle 18.00, nella speranza che il tempo ‘regga’. A seguire si giocheranno poi le due semifinali femminili.

Domani sarà invece la volta delle semifinali maschili e della finale femminile; e l’ultimo atto del torneo maschile, sicuramente il più atteso, è previsto per Lunedì sera intorno alle 22 italiane. Ricordo che nella prima semifinale si affronteranno Roger Federer e Novak Djokovic, entrambi fermi da Mercoledì sera; mentre nella seconda, il vincente dell’ultimo quarto, troverà un agguerrito Juan Martin Del Potro, sicuramente più rilassato e riposato di chiunque gli capiti Domenica; e quindi sempre più favorito per un posto in finale.

11 settembre 2009

JMDP È GIÀ IN VANTAGGIO

foto Getty Images
(di Backdoor)

La giornata di Giovedì, come previsto purtroppo, è stata caratterizzata dall’arrivo della pioggia. Per questo, il programma dei quarti di finale maschile, parte bassa del draw, non è stato completato. Solo il match JMDP v Cilic si è concluso, mentre Nadal v Gonzalez dovrebbe andare a conclusione oggi. Però dico dovrebbe perché anche oggi la pioggia pare timbrerà il cartellino. Vedremo. Al momento la prosecuzione del match sospeso, è fissata non prima delle 20:00 italiane.

Innanzitutto il match che si è concluso. JMDP ha conquistato il diritto a giocarsi un posto in finale battendo in 4 set il croato Marin Cilic col punteggio di 46 63 62 61. Il match ho potuto seguirlo live solo a partire dal primo quindici del quarto parziale, per miei motivi istituzionali; mentre i tre precedenti parziali li ho visti in replica durante le interruzioni per pioggia del match Nadal v Gonzalez. Prima del replay, però, contavo sul commento di Ferrero e Canè, che ripetevano di come il match tra l’argentino e il croato, fosse stato un match dai due volti, con un Cilic straripante nel primo set e mezzo (avanti di un set e un break) e in seguito caratterizzato per il calo di Marin contestuale alla crescita di JMDP.

Nel cercare di dare una storia alle loro parole, dominio di Cilic iniziale quindi, mi sono immaginato un croato che prendeva a pallate un JMDP inerme di fronte ad un avversario too good. Poi è arrivato il replay del match e, nel primo set, JMDP nell’ottavo game è andato 0-30 sul servizio dell’avversario, nel decimo va 15-30 e annulla il primo set point. Allora mi sono domandato dove fosse la dominanza croata. Intendiamoci sui termini, allora, perché vincere un set 6-4 come ha fatto Cilic non è dominare. Dominare è vincerlo con più break di vantaggio o, al limite, con un solo break di vantaggio ma senza concedere nulla sul proprio servizio (tipo i primi due set di Rogerio contro Soderling). Imvho.

Comunque, JMDP è stato bravo a far passare la buriana in fretta, e poi a iniziare il suo solito pressing tritatutto. Cilic si è opposto quanto ha potuto (e in questa occasione il suo servizio è stato anche migliore, con percentuali di prime di servizio vicine al 60%), però il 63 62 61 è un punteggio che non ammette troppe incertezze di giudizio. JMDP è in semifinale ed è sempre più una minaccia per i futuri avversari. Solo un’osservazione su JMDP e Cilic; i due giganti sono simili dal punto di vista fisico (certo JMDP è più robusto) ma JMDP ha dalla sua parte un vantaggio marginale ma non indifferente: ha i piedi più piccoli di Cilic di almeno un 4-5 numeri (stimo che Cilic abbia il 53 e JMDP il 48) e questo gli dà un bel vantaggio negli spostamenti laterali e verticali.

Ora, JMDP aspetta il vincente del quarto di finale tra Nadal v F. Gonzalez che è stato sospeso per pioggia durante il tiebreak del secondo set (e dopo che il primo parziale lo aveva vinto Rafa al tredicesimo gioco). L’interruzione avrà certamente giovato al maiorchino visto che anche ieri ha dovuto ricorrere al trainer per il riacutizzarsi dei dolori nella zona addominale. Alla ripresa del match, con Gonzalez al servizio sul punteggio di 2-3, sapremo quanto Rafa ha saputo approfittarne. Certo che chiunque la vinca, si troverà a partire da sfavorito nella semifinale contro l’argentino di Tandil.

JMDP def. M. Cilic 46 63 62 61
R. Nadal v F. Gonzalez 76 66 (3-2) sospesa per pioggia.

10 settembre 2009

FEDERER EVITA COMPLICAZIONI E ATTENDE L'ESITO DEI ‘MATCH TO WATCH’

foto AP
(di Backdoor)

Probabilmente avrete già letto, dopo magari aver assistito alla diretta, del match a due facce di Roger Federer contro Robin Soderling. Saprete già che il Re di Flashing Meadows ha chiuso in quattro set (60 63 67 76) per l’accesso alla ventiduesima (!) semifinale di Slam consecutiva.

L’espressione ‘a due facce’ che ho usato è un po’ tirata nel senso che non si riferisce tanto a Federer Jekyll e Roger Hyde, perché lo svizzero è sì un po’ calato dall’ultima parte del terzo set, ma complessivamente il n.1 ATP ha consegnato agli archivi una vittoria meritatissima e impreziosita da un’ora e mezzo almeno di lezione di tennis, a Soderling e al mondo intero.

Allora perché match a due facce? Perché fino a quando lo svedese non si è accorto che l’efficacia del suo servizio stava impercettibilmente crescendo, in campo c’era un solo giocatore. Poi appunto, il bazooka di Robin è diventato più consistente, e questo ha dato allo svedese più possibilità di colpire a rimbalzo con un minimo di agio in più. La differenza rispetto ai primi due velocissimi set sta tutta qui, anche perché Federer ha comunque continuato a servire in modo pazzesco, così da non lasciare alcuna speranza di break.

Si è in pratica realizzato quello che dicevamo qui ieri in sede di match to watch: se Soderling tiene la battuta e arriva al tiebreak allora avrà delle chance. E che chance: infatti poco ci è mancato che lo svedese riuscisse a conquistare anche il secondo ‘gioco decisivo’. Il risultato finale non sarebbe cambiato, quasi certamente, però sai che thrilling!

Adesso, match to watch. Devo ricordare che da oggi il rischio pioggia è diventato un fattore da considerare. Le probabilità sono al momento vicine al 50%. Sperem:
- M. Cilic v JMDP: non nascondo che JMDP è il mio favorito della parte bassa del draw. E con l’uscita di Murray, la candidatura del gigante argentino si è rafforzata. D’altronde, pur avendo riconosciuto il giusto merito a Cilic per il match stravinto sullo scozzese, però, bisogna considerare una cosa: è come quando, nel calcio, una squadra vince per 5-0. L’allenatore a fine partita si domanda quanto il risultato sia frutto del merito dei suoi ragazzi e quante invece sono le responsabilità degli avversari. Fuor di metafora, Murray non ha proprio giocato, l’altro giorno. Mi piacerebbe stare a dilungarmi su perché tatticamente e tecnicamente il match di oggi per il croato è diverso dall’ottavo di finale. Ma non mi compete. Per queste cose vi rimando alla competenza di Jacopo Lo Monaco. Per me oggi vince JMDP in 4 set.
- R. Nadal v F. Gonzalez: Rafa is back, lo abbiamo visto contro Monfils. Basta questo per inquadrare il match odierno. ElBombarderDeLaReina ha vinto bene con JWT, ma il francese rispetto a Nadal non è continuo e non ha un vero piano tattico di gioco. Nadal ha entrambe le cose, eccome se ce le ha. Gonzalez non ha scampo, gli concedo un set.

Have fun with US Open, mates.

09 settembre 2009

Nadal rimonta Monfils, Gonzalez batte Tsonga

Foto Getty Images

Nella giornata dell’eliminazione di Andy Murray, battuto 75 62 62 da un Cilic ‘normale’ (sempre percentuale di prime palle bassa per il croato); Rafael Nadal (nella foto) si è invece guadagnato un posto per i quarti di finale, che alla luce della sconfitta dello scottish, gli permetterà dopo lo slam newyorkese di tornare sul secondo gradino della classifica mondiale.

Il maiorchino ha sconfitto in rimonta il francese Gael Monfils, già capace di batterlo a Doha ad inizio stagione, imponendosi con il punteggio di 67 63 61 63. Per il giocatore allenato dallo zio Toni ora ci sarà il cileno Fernando Gonzalez, che al termine di un buon match ha sconfitto per 36 63 76 64 il francese J-W Tsonga.

Cilic invece se la vedrà con colui che è ora il secondo favorito del torneo, l’argentino Juan Martin Del Potro (6), che ieri ha regolato Juan Carlos Ferrero con un triplice 6-3.

Per la parte alta del tabellone torneranno in campo oggi Roger Federer, nettamente favorito nel suo match con lo svedese Robin Soderling (vincitore grazie al ritiro di Davydenko, quando il russo di trovava sotto per due set ad uno); e Novak Djokovic, che in un match che si prevede ricco di colpi di scena, affronterà lo ‘spanidard’ Fernando Verdasco, vittorioso 46 64 64 64 su John Isner.

Più tardi l’analisi di Backdoor sulle due sfide odierne.

08 settembre 2009

WHAT THE HELL IS GOIN' ON, ANDY?

foto AP
(di Backdoor)

Il match è ancora in corso ma quello che sta succedendo merita di iniziare a digitare sulla tastiera del laptop con un po' di anticipo. Mi assumo il rischio che le nel frattempo le cose possano girare a favore di Andy Murray anche se al momento le probabilità che accada sono davvero bassine.

Allo scozzese servirebbe un aiuto dal servizio di Marin Cilic: il fatto è che il croato sta servendo col 49% di prime di servizio in campo, cioè come al solito. Però quello che non è solito è che il Muzza sia flat as a pancake, per dirla con il commentatore di British Eurosport.

Polo Fred Perry scollacciata, manco fosse un Safin qualunque, bocca perennemente aperta a cercare una respirazione migliore e sguardo spento: questo è il Murray che sta soccombendo nella gara di ottavi di finale dello Slam, quell'altro animale che Andy sta dimostrando anche stavolta di non saper domare.

Se Marin Cilic, al momento opportuno, non si brekkerà da solo, allora saremo stati testimoni di una nuova 'stecca' di Murray quando conta veramente.

NOLE A VALANGA E "MATCH TO WATCH"

foto AP
(di Backdoor)

Prima di parlare dei match to watch odierni, voglio spendere due parole sulla prestazione di Novak Djokovic, vittorioso su Radek Stepanek col punteggio 61 63 63.

Premetto che il match l’ho visto fino al break iniziale nel secondo set, quando Radek in vantaggio 30-0 ha ceduto la battuta al serbo. A quel punto, mi sono deciso a prendere la via del letto visto che quanto avevo visto era più che sufficiente.

Mi ha sorpreso Novak. Mi ha sorpreso non come ti sorprende una Oudin che arriva ai quarti di finale di uno Slam a 17 anni, perché Novak con quella di ieri si è qualificato ai quarti di finale in otto degli ultimi dieci Slam; ma perché la performance di ieri sera non pensavo fosse nelle corde del Djokovic attuale. E non credo che Stepanek fosse in una cattiva giornata o avesse qualche limitazione fisica (a parte la gag con la lente a contatto), semplicemente il ceco è stato travolto, buttato a terra e non è riuscito ad alzarsi. Bravo Nole e ….. attento Rogerio.

Il programma odierno, adesso. Come ieri i match to watch sono quattro, ma a differenza di ieri l’inizio delle competizioni, per quanto riguarda i singolari, non comincerà alle 17:00, perché sono programmati match di doppio sia sull’AAS sia sul LAS. Presumibilmente, le prime immagini di quello che ci interessa dovrebbero andare in onda verso le 19:00 con JMDP v JCF.

Ecco i match to watch:
- M. Cilic v A. Murray: si continua a dire che Cilic è un futuro top10 e del resto è agli ottavi di finale, e quindi ci può anche stare. Ma continuo a sostenere che il croato è sopravvalutato attualmente, visto il rendimento mediocre del servizio e tutto sommato anche del dritto. Oggi non avrà scampo con lo scozzese. Forse si porta a casa un set, ma comunque Murray sarà messo alla prova.
- G. Monfils v R. Nadal: ahi ahi ahi Rafa, il moro oggi rischia di farti male; per cui preparati, fai in modo che il tuo rovescio magicamente si allunghi oppure per te saranno guai, guai seri. Il francese ha dato l’impressione di essere in condizioni fisiche esplosive. Monfils in 4.
- JMDP v JCF: Non credo che la prestazione contro Koellerer abbia un qualche significato per la gara di oggi. Con l’austriaco c’era una situazione pendente che ha toccato JMDP dal lato emotivo. Oggi con JCF tornerà ad essere lo schiacciasassi che preoccupa Muzza e Rogerio.
- JWT v F. Gonzalez: il match che mi attrae di meno. Pur apprezzando entrambi i giocatori singolarmente, la combinazione dei due non mi piace. Mi aspetto un match senza ritmo, come quelli tra big servers. Comunque, Gonzalez in 5.

Have fun with US Open, mates.

07 settembre 2009

US OPEN, OTTAVI DI FINALE. “MATCH TO WATCH”

foto Internet
(di Backdoor)

Lo Slam è entrato nella fase calda, ed è evidente anche perchè questo spazio non è più “DAY qualcosa” ma OTTAVI DI FINALE.

I ragazzi da 128 sono rimasti solamente in 16 e di questi, otto si sfidano nei quattro incontri in programma oggi lunedì 7 settembre, con inizio alle 17:00 italiane. I nomi dei players impegnati sull’Arthur Ashe Stadium e sul Louis Armstrong Stadium sono quelli di R. Federer (tds 1), N. Djokovic (4), N. Davydenko (8), F. Verdasco (10), R. Soderling (12), T. Robredo (14), R. Stepanek (15) e J. Isner. Quest’ultimo è l’unico a non aver iniziato il torno da testa di serie, comprendendo anche gli altri otto qualificati al 4th round e che scenderanno in campo domani.

“Match to watch”? Beh, comincia ad essere complicato fare una selezione, o meglio escludere qualche incontro dalla lista, perché, a parte Federer v Robredo, gli accoppiamenti ‘nascondono’ più di un motivo di interesse. Inoltre, dato che gli incontri sono solo 4, è probabile che si riuscirà a seguirli tutti. Forse, vedendo lo schedule of play odierno, ci potrebbe essere una sovrapposizione tra il match di Federer e quello tra Verdasco v Isner.

Comunque, la lista è completa, i match to watch sono tutti e quattro:
- Federer v Robredo: cosa aspettarsi da questo match? Dato che non è in dubbio l’esito, ciò che mi aspretto è una prova migliore di Rogerio rispetto a quella opaca contro Hewitt. E quindi molti meno colpi steccati. E una vittoria in 3 rapidi parziali.
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- Djokovic v Stepanek: questo è un match molto meno ‘lineare’ di quello precedente. Sia perché Novak ha fornito una prova opaca anch’egli, ma contro il numero 276 del ranking; sia perché Stepanek è un cliente più scomodo di Robredo su questa superficie e inoltre viene da un match giocato mostrando una condizione di forma sorprendente. E poi, come non considerare il precedente, 2nd round US Open 07, vinto da Novak per 67 76 57 75 76? Il 2007 è lontano però per Djokovic: quelli erano bei tempi, newcomer amato dalla folla, mentre adesso lui sa che quel feeling non c’è più, e la cosa gli pesa. Però va detto che sono passati due anni anche per Radek, per lui questione atletica soprattutto. Mah, vedremo. Per me match da coin toss; e dico Stepanek in 4.
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- Soderling v Davydenko: questi due non li ho proprio visti fin’ora, a parte qualche quindici di Robin contro Querrey. E proprio questo match e il modo in cui si è sviluppato, con Querrey giocatore caldo dell’estate americana reso inerme dalla potenza dei colpi dello svedese, a indurmi a credere che oggi pomeriggio andrà in onda la seconda parte della stesa che Nikolay subì sul clay di Parigi. Soderling in 3.
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- Verdasco v Isner: su Verdasco mi sono espresso in anticipo a conclusione del match con Haas. Su Isner ha scritto il Boss. Confermo la mia posizione, Isner è favorito. E Verdasco dovrà mantenere la concentrazione con continuità, oppure dirà bye allo Slam. Verdasco in 5.

Have fun with US Open, mates.

Murray e Nadal in tre set, si ritirano Simon e Acasuso

Foto Getty Images

E' terminata senza il minimo sussulto la sesta giornata degli Us Open, che vedeva in Campo tutti i giocatori rimasti nella parte bassa del tabellone, a caccia di un posto negli ottavi di finale. Come trovate nel pezzo sotto, Del Potro si è imposto in quattro set su 'Crazy Koellerer'; Murray, Nadal, Gonzalez, Cilic e Tsonga hanno vinto 'straight sets'. Ritiri invece per Acasuso e Simon.

Nadal ha sconfitto per 75 64 64 il connazionale Almagro, che se avesse regalato di meno nei momenti importanti avrebbe probabilmente potuto allungare, e di molto, la sfida. Nella prima frazione Nico è stato subito avanti di un b reak, ma Nadal ha subito ribaltato la situazione, portandosi 4-2. Sul 5-4 il maiorchino ha nuovamente perso il servizio, ma nel game seguente Almagro ha fatto lo stesso, permettendo a Nadal di issarsi 6-5. A qel punto Rafa ha dovuto fronteggiare due palle-break, ma salvandole ha chiuso poi per 7-5. Il secondo set ha visto Rafael salire di un break in apertura, ma perderlo sul 4-3. Nel nono game però Almagro ha nuovamente regalatoil break, e Nadal ha chiuso 6-4. Stesso esito per la terza frazione.

Quello che 'salta' subito all'occhio, come già evidenziato nei giorni precedenti, è che la risposta di rovescio di Nadal, quasi esclusivamente in back, rimbalza molto spesso nel 'rettangolo del servizio', questo permette(rebbe) ai suoi avversari facili chiusure. Cosa peraltro sottolineata anche da lui stesso al termine del match: 'I played a little bit short. I have to play more aggressive for next round, for sure. I gonna do'. Da migliorare anche il servizio, che ieri non l'ha quasi mai aiutato nei momenti importanti, e facendo riferimento alla differenza tra il match con Seppi di Cincinnati, la cosa è abbastanza preoccupante.

Tutto facile invece per Murray, che ha fermato la corsa di Dent con un eloquente 63 62 62. Tsonga ha sconfitto per 76 62 64 il connazionale Benneteau; mentre Gonzalez ha giocato un'ottimo match con Tomas Berdych, e senza mai perdere il servizio si è imposto 75 64 64 (grazie a tre solo break, sfruttati al meglio dal cileno). Vittoria in tre set anche per Marin Cilic che, senza 'strafare' (tre soli ace, e percentuale di prime ancora inferiore al 50%), non ha mai ceduto il servizio, sconfiggendo 61 64 63 l'uzbeko Denis Istomin.

Compiti più facili ancora per Juan Carlos Ferrero e Gael Monfils, che hanno approfittato del ritiro dei propri rivale. Simon, sotto 61 46 67 01 con Ferrero ha abbandonato il campo per un problema ad un ginocchio (mi pare di aver capito così mentre seguivo la telecronaca di un altro match); mentre del ritiro di Acasuso (36 46 01 sotto), non ho trovato il motivo.

Più tardi, da Backdoor, i 'match to watch' della giornata odierna.

TOH, JMDP È VULNERABILE (MA KRYPTONITE-KOELLERER NON BASTA)

foto Getty Images
(di Backdoor)

Quando è iniziato il palleggio di riscaldamento mi sono domandato, prevedendo l’andamento scontato del punteggio, cosa mai avrei trovato di interessante da scrivere. Però, avendo anticipato al Boss la copertura di questo match come quello di Muzza, mi sono detto che qualcosa avrei trovato.

“Ready. Play.” e il primo set è già finito: 6-1 con 30 punti a 16 per l’argentino. Le note a margine che vado scrivendo, mentre si consuma il rituale, più o meno mettono in evidenza come JMDP impone allo scambio un ritmo che Koellerer non è in grado di sostenere. Penso tra me e me che magari non essendo l’austriaco abituato a questo palcoscenico perché assiduo frequentatore del circuito Challenger, ha bisogno di qualche tempo per capire e alzare le sue capacità. Mi era evidente che stavo solo tracciando una possibilità, disegnando il possibile e che questo scenario aveva probabilità pari a ZERO. E infatti….. Concludevo le note del primo set con un “JMDP di oggi è quello dei tornei di Washington e del Masters canadese (finale esclusa): palleggio monstre, elevata potenza e comando degli scambi. Le sue quotazioni sono in crescita”.

Quando inizia il secondo set sono quasi rassegnato ad una replica del primo parziale, ma non sarà così. Infatti, comincia la saga dei break e contro-break, quattro nei primi cinque giochi. La sorpresa sono i due subiti dall’argentino di Tandil; l’impressione che ne traggo è che abbia momentaneamente perso il ritmo nel movimento della sua battuta: si è distratto lui o nel frattempo Koellerer ha alzato il suo ritmo in modo sensibile? Mentre considero il dilemma Carrolliano (‘o la chiave è troppo piccola o è la serratura troppo grande’) JMDP perde altre due volte il proprio turno di battuta (in pratica non lo ha mai tenuto) e così Daniel Koellerer from Austria, il bambino brutto e cattivo, si aggiudica con merito il secondo set per 6-3.

Che succede a Superman Del Potro? Non avrà mica incontrato Kryptonite-Koellerer (ricordando il precedente di qualche anno fa quando l’austriaco condusse alle lacrime il diciassettenne GianMartino)? Neanche il tempo di considerare la cosa, che inizia il terzo set e mi accorgo che Koellerer si è sgonfiato, non riesce a tenere quel livello che non gli appartiene, e così si torna allo scenario del primo set. E tutto fila liscio.

In conclusione, riconosco che questo match è andato come nelle attese nel primo, terzo e quarto set, mentre il secondo, inaspettatamente, ha raccontato di un JMDP vulnerabile e non esente da distrazioni.
JMDP def. D. Koellerer 61 36 63 63.

06 settembre 2009

Us Open Junior: buona la prima per Federico Gaio

Foto Tonelli

Debutto vincente per l'azzurro Federico Gaio (nella foto) nello Us Open riservato agli Under 18. Il giocatore faentino si è imposto in rimonta sul suo coetaneo statunitense Mitchell Frank, numero 44 della classifica juniores ITF.

Il romagnolo, che ha da pochi giorni ha interrotto la sua collaborazione con il coach Simone Ercoli, ha avuto una partenza al rilento, finendo subito sotto di due break (0-4) e cedendo 6-2 la prima frazione. Gaio ha poi alzato il suo livello di gioco nel secondo set, e giocando meglio i propri turni di servizio (il colpo dell'azzurro è già molto incisivo), è riuscito a chiudere 7-5 con un break piazzato nel game finale; dopo che nel precedente aveva annullato due pericolosissime palle break al rivale.

La terza partita è poi stata una formalità per il nostro, che una volta impostato il suo ritmo, ha chiuso con un rapido 6-1. Al secondo turno Federico è atteso da un match duro con l'argentino Collarini (7), attualmente numero 5 del mondo.

US OPEN JUNIORES, PRIMO TURNO SINGOLARE:
Federico Gaio (ITA) vs Mitchell Frank (USA) 26 75 61

US OPEN, DAY 7. "MATCH TO WATCH"

foto AP
(di Backdoor)

Oggi si conclude il programma dei match di terzo turno del tabellone di singolare maschile, con inizio, ancora per poco, alle solite ore 17:00 italiane.

Prima di passare ai match to watch, solo un pensiero su quanto è successo ieri, ma non nel torneo maschile bensì in quello femminile. La diciassettenne Melanie Oudin ha strapazzato Maria “quanto mi sento fica” Sharapova e al di là del significato tecnico c’è una cosa che penso vada sottolineata: ieri, e preceduto dalle sconfitte di Ivanovic, Jankovic & co., ha presentato i libri al Tribunale del Tennis per evidente fallimento tecnico il modello della tennista “tutta red carpet e poco commitment sportivo”. Questo è tennis non una sfilata di moda!!!

Torno a bomba con i miei match to watch:
- T. Dent v A. Murray: continua la favola del ragazzo che ritorna alla vita (tennistica), alias Dent(one). Oggi leggeremo il capitolo in cui affronta il cattivo drago scozzese, in un duello in cui si contrapporranno il serve&volley ai passanti e la necessità di scambi brevi all’opportunità di allungarli il più possibile. Non vi svelo il finale della storia perché la conoscete in anticipo.
- JCF v G. Simon: questo è il match tra tennisti ritrovati (o così è sembrato nei primi due turni). Lo spagnolo dopo un periodo di latitanza maggiore di quella del nizzardo, certo. Mi aspetto una gara di regolarità più adatta al clay, forse, che al cemento americano, ma tant’è. JCF vince in 4 set tirati; o il match finisce al quinto? Boh.
- JMDP v D. Koellerer: il provocatore austriaco che farà oggi? Metterà in atto il suo piano destabilizzante e irritante anche nei confronti del gigante argentino? E se sì, ha calcolato il rischio che JMDP faccia qualche buco in più, non solo sul cemento ma anche sulla sua capoccia?

Non ho inserito nella lista principale il match di Nadal contro Almagro perché lo ritengo un match ancora di routine per Rafa: Nicolas non è nello stato per impensierire il semifinalista dell’edizione 2008. Salvo smentite, ovvio.

Have fun with US Open, mates.

Us Open Juniores: il solo Federico Gaio al via

Foto Elisa Pozzo

Dopo le grandi delusioni arrivate dal torneo maschile degli Us Open, la speranza di rifarsi almeno un pochino è riposta nell'azzurrino Federico Gaio (classe 1992), che parteciperà da questo pomeriggio all'edizione del torneo riservata agli Under 18.

Il giovane talento faentino (nella foto), numero 1056 della classifica mondiale, e 20 di quella giovanile (ITF) se la vedrà al primo turno con lo statunitense Mitchell Frank (44 ITF). In caso di vittoria poi, il finalista del Bonfiglio 2009, se la vedrà molto probabilmente con l'argentino Andrea Collarini, numero 7 del torneo, ma attualmente 5 della classifica juiores.

Il torneo (a 64 partecipanti) è di un livello abbastanza alto, e presenta anche giocatori del calibro di Bernard Tomic e Chase Buchanan, reduce dal torneo 'maggiore'. In gara anche il numero 1 del mondo, l'indiano Yuki Bhambri, ed il numero 2, Daniel Berta.

US OPEN JUNIORES, PRIMO TURNO SINGOLARE:
Federico Gaio (ITA) vs Mitchell Frank (USA)

Us Open: John Isner mette k.o. Andy Roddick

Foto Getty Images

.A Flushing Meadows, grande, grandissima delusione per il pubblico locale, che ha perso nello stesso giorno Jesse Witten, Sam Querrey, James Blake, e soprattutto Andy Roddick. Se per il primo di questi ci si attendeva però una sconfitta (se Jesse avesse tenuto il servizio sul 6-5 del terzo set non so come sarebbe andata a finire..), negli altri gli USA riponevano sicuramente alcune speranze.

Blake è stato sconfitto 76 64 64 da Robredo; ma in fondo, che aspettarsi da un ormai ex giocatore come lui? Lo stesso discorso non vale invece per Sam Querrey, giovane in ascesa ed in un gran momento di forma, che si è arreso 62 75 67 61 a Robin Soderling. Decisamente troppi i turni di servizio persi da un giocatore che può contare su un fondamentale come il suo. Anche qui però la sconfitta ci stava, in quanto il nordico al momento è ancora superiore.

Il colpo di scena della giornata è sicuramente però l'eliminazione di Andy Roddick, uno dei potenziali 'successori' di Federer nel torneo, che ha lasciato incredibilmente strada a John Isner, suo connazionale, con il quale nei due precedenti aveva sempre vinto. Lo statunitense, dopo essersi trovato sotto per due set a zero, ed annullato varie palle break nel terzo, ha rimontato il rivale, salvo poi cedere al tie-break del quinto set; 76 63 36 57 76 lo score finale in favore del gigante della North Carolina, ex campione NCAA per l'università della Georgia.

La differenza sostanziale è stata fatta dal servizio, con Isner che ha 'sparato' 38 aces, e Roddick solo 20, decisamente poco per uno come lui, con una media di 1 ace su 5 prime di servizio (meno di 1/3 quella di Isner). Alla fine del match è proprio il più esperto Andy ad aver totalizzato più punti (162 contro 155); ma il finale si è giocato su pochissimi punti, ed Isner è stato più saldo del rivale, vincendo meritatamente l'incontro, dopo 3 ore e 55 minuti di gioco.

Delineati quindi gli ottavi di finale della parte alta del tabellone, che vedranno un impegno 'soft' per Federer, opposto a Tommy Robredo. Isner troverà l'altro 'mattatore' di giornata Fernando Verdasco; mentre Soderling affronterà Davydenko. Djokovic se la vedrà invece con il ceco Radek Stepanek. Oggi si giocheranno invece gli incontri del terzo turno della parte bassa del tabellone, dei quali vi parleremo più tardi.

VERDASCO v HAAS: ELOGIO DELLA FOLLIA.

foto AP
(di Backdoor)
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Fernando Verdasco e Tommy Haas non hanno avuto un comportamento normale, se normale è una parola che si adatta ad un tennista professionista. Si sono comportati come due folli; sono stati presi e posseduti dalla Follia, quella sportiva naturalmente, un po’ l’uno e un po’ l’altro, mai contemporaneamente, però.

Ha vinto Verdasco in cinque set e in rimonta nel decider, ma se il match fosse finito in tre set tirati a favore di Haas non ci sarebbe stato nulla di sbagliato, come ha fatto notare Federico Ferrero in telecronaca. E anche questa cosa tanto normale non è.

La Follia dunque è protagonista in questo match. Si è divertita con entrambi i giocatori, li ha presi, li ha scossi e poi lasciati. E quello tra i due che ne è uscito meglio è stato Verdasco, il quale nonostante abbia avuto “l’attacco di follia” per ultimo, è riuscito a mantenere i nervi saldi.

Haas già nel primo turno aveva mostrato di non essere tanto in qua con la testa e oggi ha pagato questo suo stato emotivo alterato. Troppo nervoso il Tommy teutonico. E folle, folle. Infatti, nel secondo set si porta col break in suo favore sul 5-4, non chiude, perde il servizio una volta e poi una seconda volta sul 5-6, concedendo un parziale di sua proprietà visto che Verdasco in ogni turno di servizio ha annullato palle break. Ma mica è finita. Eccerto, la Follia se li sceglie buoni e quindi Haas ripete la scena praticamente identica anche nel terzo set: break di vantaggio fino a quando serve per il parziale nel decimo game. Questa volta però Tommy perde solo una volta il game, sale al tiebreak, dove recupera da due minibreak sotto (2-5 e due servizi per lo spagnolo), ha set point ma vince Fernando. E Tommy schiuma di rabbia.

Adesso tocca a Verdasco, però. La Follia si prende lo spagnolo nel secondo game del quarto set e non lo molla fino a quando Fernando non si ‘libera’ sotto di un break nel quinto parziale. Ma torniamo al quarto, lo spaniard serve: 0-15 con uno smash al salto esagerato; poi tre facili punti per un comodo 40-15. A questo punto il raptus: dritto comodo largo; altro dritto comodo largo e siamo 40-40. Quindi doppio fallo e per concludere rovescio in rete. Break Haas e quarto set finito in 26 minuti perché Verdasco non gioca più un colpo. Alla conclusione del set lo spagnolo esce dal campo: si riprenderà? è la domanda che mi pongo. La risposta però alla ripresa del gioco è negativa visto che Haas brekka in apertura, e poi conferma 2-0, e poi 3-1.

Match finito? Macchè. Il Louis Armstrong Stadium è di proprietà della Follia, ricordate? Ebbene, questa ha deciso per un ultimo giro finale col tedesco, che infatti si fa prendere dalla fretta e sparacchia in corridoio qualche dritto di troppo. E alla fine paga due volte: perde il break di vantaggio nel sesto game e infine concede il game dell’incontro per il 6-4 finale.

In conclusione, ripeto quanto anticipato all’inizio. Questo match lo ha vinto Verdasco e quindi W Fernando, ma se avesse vinto Tommy in tre il risultato sarebbe comunque stato giusto. La considerazione finale che mi viene in mente è chi vince tra Isner e Roddick partirà favorito con lo spagnolo di Madrid.

F. Verdasco def. T. Haas 36 75 76 16 64.