Visualizzazione degli ultimi post con etichetta Sfoghi. Mostra i post precedenti
Visualizzazione degli ultimi post con etichetta Sfoghi. Mostra i post precedenti

24 ottobre 2009

UN ANNO: 365 GIORNI SENZA TE, FEDERICO


(di Marco Caldara)

25 Ottobre 2008 / 25 Ottobre 2009

Un anno; è già passato un anno. Trecentosessantacinque giorni fa, è venuto a mancare nel mondo del tennis italiano l'aretino Federico Luzzi, uno dei giocatori che, per non avendo mai raggiunto una classifica eccelsa, ha sempre saputo farsi riconoscere, far parlare di se, per via della sua grande scaltrezza, sincerità, ed infinita voglia di vivere.

Era per me un normalissimo Sabato pomeriggio, e prima di uscire di casa, mi ero curato di preparare la macchina fotografica, un pennarello, ed una foto di Federico Luzzi. Si perché il giorno dopo si sarebbe giocata la terza giornata del campionato di Serie A1, e la squadra del giocatore toscano, il Tc Parioli, sarebbe venuta a giocare a Cividino, contro il 'mio' Tennis Club Sarnico. Avevo invitato anche qualche amico a venir con me a vedere la sfida, per poter ammirare il talento di Federico Luzzi, il mio tennista preferito, come manifestato da numerosi 'pezzi' scritti su di lui nel periodo buio dell'assurda squalifica.

Erano circa le 16, ed una mia amica, alla quale da mesi parlavo praticamente sempre di Federico, mi invia un messaggio: 'Ho sentito alla radio che Luzzi è stato stroncato da una leucemia'. L'ho chiamata al telefono, e dopo aver urlato qualsiasi tipo d'offesa ho capito che non scherzava affatto. Ho acceso il computer, ed ho subito trovato la notizia. Il sangue mi è gelato nelle vene; non sentivo le gambe, le braccia. Respiravo a fatica. Al momento non ho avuto alcuna reazione, e man mano capivo che non era uno scherzo, facevo sempre più fatica a crederci. Io ero 'alle prime armi', e non avendo ancora le giuste conoscenze in questo mondo, non ero minimamente al corrente della malattia di Federico, neanche me lo immaginavo lontanamente.

Poi numerosi avvenimenti, articoli, eventi in memoria, ed un grandissimo lavoro che ha portato subito alla fondazione di Fedelux, un'associazione benefica diretta da Paola Cesaroni, la mamma di Federico, che ha subito messo in moto una grandissima macchina organizzativa (ha davvero dell'incredibile la forza con la quale Paola sta portando avanti questo progetto), volta a mantenere vivo il ricordo di appassionati e non, nei confronti di un grande tennista, ma prima di tutto di una grande persona, di 28 anni, stroncata nel giro di 6 giorni da una leucemia fulminante.

Un anno dopo faccio ancora molta fatica a trovare le parole per raccontare di un giocatore che, pur avendo incontrato una sola volta, ha lasciato un segno indelebile dentro di me; e nel cuore di tutti gli appassionati di questo sport. E' anche grazie al lui, al suo ricordo, che sto portando avanti questo progetto con TENNIS MASCHILE.com. Lui era un guerriero, lottava, non mollava mai; e nel suo ricordo mi sembra doveroso provare ad interpretare il messaggio che lui, venendo da un altro pianeta (come tanto gli piaceva dire), abbia provato a lasciarci.

Ci tengo a mandare un caloroso abbraccio a mamma Paola, che come detto sta dimostrando una forza di volontà ai limiti del reale, e anche a tutti i familiari e parenti di Federico. Il vuoto lasciato è incolmabile all'interno di me, e posso quindi immaginare quanto lo sia in voi, che l'avete messo al mondo, cresciuto, educato, ed amato sin dai primi giorni di vita. Vi mando anche un grosso in bocca al lupo per il grande lavoro che state facendo, per non far finire Federico nel 'dimenticatoio', e mantenere vivo il suo ricordo, con iniziative benefiche volte ad evitare, in futuro, altri dolori come questo.

CI MANCHI FEDERICO, RIPOSA IN PACE!

15 ottobre 2009

2009: Annus orribilis?? Dipende dai punti di vista


.
(di Marco Caldara)

Manca ancora oltre un mese al termine della stagione, ma per svariati motivi, che possono essere la scarsa attitudine dei nostri alfieri alle superfici veloci indoor, e l'inizio della serie A1, non ci si attende praticamente più alcun risultato da parte dei giocatori italiani. Terminati anche i Challenger in Italia, e con l'ultimo Futures in corso sulla terra di Frascati, l'anno di gran parte degli azzurri sembra ormai terminato. Ho quindi provato a tracciare una riflessione su come potrà essere catalogata questa stagione, soffermandomi quasi esclusivamente sui giovani alle prime esperienza nei tornei Futures.

Nell'opinione comune la stagione 2009 per il tennis maschile (e non per TENNIS MASCHILE) è stata decisamente pessima; con il solo Lorenzi in grado di far bene. Il crollo di Volandri e Tenconi, gli alti e bassi di Seppi (Foto Eurosport) e Starace; la non esplosione di Bolelli e Fognini, ma anche dei vari Fabbiano e Trevisan, e l'annata così così di Cipolla, che dopo una partenza sprint ha tentennato a lungo, bloccato anche da vari problemi di natura fisica; hanno portato grossa delusione e malcontento. Qualche bel risultato di Giorgini, Arnaboldi (Foto Gabriele Acquistapace) e D'Agord ovviamente non è bastato per soddisfare i più esigenti, tanto che questa stagione sta per essere archiviata con l'etichetta di 'annus orribilis'; ma in maniera, seconde me, erronea.

Mi spiego meglio. Sono ovviamente concorde sul fatto che, per quanto concerne i piani alti del ranking, si poteva certamente fare di meglio; anche se personalmente non mi sarei aspettato chissà quali cose. Avrei sperato in qualcosa in più da parte di Crugnola e Stoppini, ma non è certo a loro che vanno imputati i problemi (sempre se di problemi si può parlare) del movimento tricolore. Se però andiamo a dare uno sguardo attento ai tornei Futures, scopriamo che il 2009 ha regalato il primo punto ATP della carriera a ben 18 giocatori azzurri, gran parte dei quali con un età compresa fra i 17 e i 19 anni; e reintegrato nella classifica ATP anche altri otto azzurri che nel 2008 non avevano raccolto alcun punto, rimanendovene esclusi.

Colui che ha stupito maggiormente è stato Roberto Marcora, classe 1989, che dopo aver raccolto il primo punto in estate, ne ha guadagnati altri nove (sette con le semifinali di Piombino, e due con i quarti di Quartu Sant'Elena) varcando la soglia dei primi 1000 giocatori del mondo. Un altra sorpresa è stato il siciliano Claudio Fortuna (1990), che in un mese e mezzo ha fatto grandi cose. A Bolzano ha raggiunto per la prima volta un 'main draw' in Italia, e la settimana dopo ha preso il primo punto. A Settembre ha quindi raggiunto un'importantissima semifinale in quel di Siena, superando Piccari e Giorgini, e fallendo due match-points valevoli l'ultimo atto del torneo. Per la prima volta in classifica anche il ventiquatrenne lombardo Matteo Mauri (2.3), arrivato ai quarti di finale a Palazzolo e agli ottavi di Siena (con vittoria su Comporto).

Primi punti anche per altri giocatori poco conosciuti, o semplicemente cresciuti senza 'mamma FIT', come il leccese Giammarco Micolani (a punti a Palazzolo e Modena); Ettore Capello (2.7 in Italia e vittorioso di un match in Romania); Manuel Mazzella (classe 1991 e vittorioso su Rodighiero in Sardegna); Francesco Garzelli (diciottenne a punti in Spagna); e Davide Melchiorre, che ha guadagnato il primo punto Martedì in un 15.000$ egiziano. Lo stesso discorso vale anche per l'altoatesino Wolf, che ha superato un turno in Norvegia, e per il romano Andrea Stucchi, che però, dopo aver centrato il primo punto nel giorno del suo compleanno, ha leggermente deluso le attese.

Primi punti della vita anche per i più grandi Pricone e Barducci. Corrado, ventunenne siciliano, ha centrato la prima gioia in un Futures croato, mentre Mattia (classe 1985) l'ha fatto in Italia. Come dicevamo prima, hanno centrato almeno un punto anche quei giovani cresciuti 'sotto i riflettori', o che da junior avevano già dato segno di esserci. Parliamo del '92 Matteo Civarolo (1 punto), e dei 91 Picco (2), Bega (2), Bortolotti (1), ed Emanuele Molina (Foto Roberto Bontempi), capace di racimolare tre punti in tre tornei consecutivi fra Luglio ed Agosto.

Per quanto concerne gli otto 'rientri', quelli interessanti sono di Nicola Ghedin (1988), Matteo Marfia (1987), e del diciottenne Marco Speronello. Per onor di cronaca citiamo anche gli altri cinque, anche se vegnono tutti da giocatori ormai pressochè ritirati. Sanguinetti ha passato un turno al Challenger di Caltanissetta; Menga l'ha fatto a Cremona e si è quelificato a Bergamo; Galimberti l'ha fatto al 10.000$ di Siena, Galli a quello di Bergamo, e Tarallo a Roma.

Ovviamente ci sono stati anche giocatori usciti dalla classifica mondiale, come Paolo Benincà, Fabio Tenneriello, Francesco Vilardo, Davide Bramanti, Andy Fava, Simone Muresu, Luca Serena, Nicolò Marchioretto, Fabio Colangelo (ritiratosi), Alessandro Da Col, ed il giovane Giorgio Portaluri, incapaci di raccogliere punti nel corso della stagione.

Oltre ai suddetti risultati, han fatto vedere buonissime cose anche Federico Gaio, Stefano Travaglia, ed Alessandro Giannessi, rispettivamente classe 1992, 1991 e 1990, già a punti nella passata stagione. Il giovane faentino, oltre alla finale del Trofeo Bonfiglio, ha raccolto buoni risultati anche a livello Futures, con una semifinale, un quarto e due ottavi. Travaglia ha invece raccolto otto punti, cinque dei quali all'estero, con un quarto di finale in Serbia, e sicuramente gli va riconosciuta una lode per la voglia di viaggiare e di confrontarsi subito con altre realtà; cosa che è mancata a quasi tutti i nostri giovani. Per finire Giannessi, il migliore, che ha raggiunto sette volte il secondo turno e cinque volte i quarti di finale, guadagnando la bellezza di 21 punti, che lo portano nei primi 800 giocatori del mondo.

Insomma, annus orribilis mica troppo; ma sempre se vogliamo cogliere il lato positivo delle cose, ed evitare di 'attaccarsi' a tutte le scuse possibili ed immaginabili pur di criticare i giocatori azzurri. Se vi piace farlo fatelo, ma sappiate che serve a poco, molto poco.

FORZA ITALIA, E FORZA AZZURRI!

08 ottobre 2009

Volandri, Bracciali: ma che razza di Open è questo?

Foto da Trani Cup

Come vi sarete accorti col tempo, seguendo i miei pezzi su TENNIS MASCHILE.com, non sono uno che ama criticare i tennisti, per vari motivi. In primo luogo ritengo che se un giocatore prende delle decisioni, a livello di programmazione, abbia valutato diversi aspetti, e quindi sappia sicuramente meglio di me quello che sta andando a fare. Anche per quanto riguarda vittorie e sconfitte; mi piace esaltare le vittorie, ma allo stesso tempo non amo parlare delle sconfitte. Ritengo sbagliato e molto ignorante titolare oggi (ad esempio) 'Impresa di Sanguinetti', e domani 'Sanguinetti si deve ritirare', è troppo facile seguire la 'corrente mediatica' che volge il mondo del tennis italiano. Se vinci con Matteo Viola al Martedì sei un fenomeno, se perdi con Ianni al Giovedì sei un altro dei soliti 'fuochi di paglia' italiani.

E' per questo motivo che spesso mi arrabbio nel leggere critiche a Seppi che invece di andare Montreal ha preferito giocare (e vincere!) a San Marino. Critiche a Starace che invece di scegliere l'Asia è rimasto nella sua Campania per il Challenger di Napoli; e lo stesso vale per Bolelli, andato in quel di Mons. A Fognini ne hanno dette di tutti i colori per aver giocato il 30.000€ di San Benedetto, definendo i Challenger la sua dimensione. Quando la settimana dopo ha battuto Davydenko a Stoccarda è però subito diventato un fenomeno, un futuro top20. Troppa ipocrisia, e ignoranza (e non poca conoscenza, proprio ignoranza!) intorno a noi.

Vengo al dunque. Dicevo che non sono uno che ama criticare i nostri; ma l'altro ieri, quando mi è 'capitato in mano' un pezzo (link) su un Open 3000€ in corso a Sorrento, ho pensato di tutto; ora mi spiego. Gli Open sono i tornei italiani, che danno punti per la classifica Fit ma non per quella ATP. Il circuito Open, come tutto ciò che è comandato dalla Federtennis, è conosciuto per essere totalmente inverosimile e 'truccato'; dominato dal denaro e soprattutto dai sottobanchi.

A questo tornei sono iscritti: Filippo Volandri, Alessio Di Mauro, Daniele Bracciali, Adrian Ungur, Giancarlo Petrazzuolo (ora capite perché a Napoli ha perso con Giannessi?!?) e Massimo Dell'Acqua; ai quali si aggiungono Giorgio Galimberti, e i classici frequentatori del circuito, come Gianluca Luddi, Giulio Di Meo, etc.. Volandri, rimasto in Campania dopo il Challenger per la conferenza stampa del Capri Sport Academy, che gioca un Open da 3000€? Non vi sembra strano? E tutti gli altri iscritti illustri? Bracciali? Di Mauro? Tutta gente passata nell'elite del tennis mondiale e ancora in discrete zone della classifica, che centra con i tornei Open?

Semplice! Ognuno di questi giocatori riceverà almeno il doppio del montepremi del torneo, giocando due/tre partite in scioltezza. Cosa si farebbe per i soldi! Se proprio non riusciamo a fare a meno di sparare sentenze gratuite su chiunque, spariamole almeno su chi se le potrebbe meritare!

07 luglio 2009

Au revoir, Mathieu


Non conoscevo Montcourt; ma 'a pelle' mi era sempre stato simpatico, con quella sua espressione sempre divertita e quei suoi capelli 'sparati'.
In campo era un grande lottatore, gran cuore, grande coraggio. L' ultima volta che l'ho visto è stata al Challenger di Monza, con Di Mauro, perse. Durante quel match fece di tutto per farsi odiare, insultò l'arbitro, il pubblico; se la prese con il campo, con le righe. Mi ricordo che quel giorno non mi fece un'impressione positiva, ma in fondo stava giocando male, e perdendo.

Era un po' un personaggio alla Luzzi, che scatenava amore o odio, o piaceva o non piaceva. Solo sabato era in campo per le semifinali del torneo di Rijeka; quel campo tanto amato sul quale non potrà tornare mai più . La morte se l'è portato via, improvvisamente, a 24 anni, presto, troppo presto per un ragazzo che aveva ancora tutto da dare e dimostrare. Anche lui, come Federico, spazzato via da un giorno all'altro.

Ed ora, solo tanto sconforto, tanta amarezza, ed un solo grido ricorrente nel cuore, nella mente, in tutto: RIPOSA IN PACE, MAT!

11 maggio 2009

SUPER-Solidarietà per Fabio Fognini..



Nel pomeriggio ha iniziato a diffondersi la notizia di un presunto fattaccio accaduto ieri durante la sfida fra Fabio Fognini e Alberto Martin.

Ne ho lette di tutti i colori, e visto che ho trovato una fonte assolutamente attendibile riporto come sono andate realmente le cose:
Nel tie-break del terzo set, sul 3-2 e servizio per Fognini, è stato chiamato al ligure l'ennesimo fallo di piede (questa volta erroneamente). Fabio ha perso poi il punto, e molto infastidito ha scagliato la racchetta per terra, subendo un penality point, che ha regalato il 4-3 a Martin.

A quel punto, nel cambiare campo, Fognini ha scagliato la racchetta sulla sua panchina, questa è rimbalzata ed ha sfiorato Martin.
Il giudice di sedia ha subito provveduto a squalificare Fabio; ma a quel punto è sceso in campo il Supervisor dell'ATP, che constatato che il fatto che il gesto è stato involontario e non ha danneggiato nessuno ha ordinato la ripresa dell'incontro, in quanto non c'è stata nessuna infrazione del regolamento tale da portare alla squalifica.

Bene, ne ho lette di tutti i colori. Gente che ha paragonato il gesto di Fabio al dito medio della Pennetta al giudice di linea in Fed Cup, chi ha detto che Fabio debba essere squalificato a vita, e bla bla bla...

Ci tengo a dire cosa ne penso dell'accaduto:
Sinceramente non sono proprio la persona giusta per giudicare Fabio, visto che anche nei miei match le racchette volano spesso; però l'azzurro dovrebbe evitare di farlo in continuazione, anche se spesso preso dalla rabbia.

A questo punto però, se Martin (l'ha rischiata lui la botta in faccia, non voi), non ha detto nulla, ed il Supervisor ATP ha valutato il gesto come involontario (era lui sul campo, non voi), con quale coraggio vi mettete a giudicare l'accaduto??

Attendo risposte :)

05 maggio 2009

Beck e Zverev: anche la Germania sorride..




Questo pomeriggio ho seguito il match di primo turno dell' ATP di Monaco, fra i tedeschi Andreas Beck (sinistra) e Mischa Zverev (destra).
Per la cronaca l'incontro non è stato particolarmente emozionante e se l'è aggiudicato il primo (grazie a 2 break a 1 in entrambi i set) con il punteggio di 6-3 6-4.
.
Non è però l'esito dell'incontro ciò sul quale mi voglio soffermare, ma il tennis espresso dai due giocatori, entrambi mancini.
Entrambi vengono da un risultato di un certo livello. Beck ha raggiunto i quarti di finale a Montecarlo (fermato da Wawrinka), mentre Zverev a Roma (fuori con Federer).
.
Sia Zverev che Beck sono dotati del classico diritto 'arpione' mancino, anche se fra i due colpi vi è una notevole differenza. Il diritto di Beck è infatti molto molto incisivo, sia incrociato che lungolinea, sia piatto che carico di rotazione. Il fondamentale di Zverev invece, sembra non creare troppi problemi ai rivali, anche perché è sempre poco profondo.
.
Dalla parte del rovescio invece, Zverev è sicuramente migliore. Mischa gioca un rovescio a due mani molto incisivo, e nel 90% dei casi lo gioca piatto, la palla esce fluida dalle corde ed è spesso difficile da 'leggere' per gli avversari. Anche il back non è da meno, molto basso e tagliente.
Beck invece non ha nel rovescio il suo colpo migliore, e spesso si limita a 'buttarla di là'.
.
Capitolo Servizio. Entrambi servono in maniera ottima. Beck, a parte il movimento di rara bruttezza, spara palle velocissime; la prima è sempre sopra i 200 km/h, spesso passa anche i 210 ed è quindi difficile da interpretare; ed anche la seconda non è da meno, con un kick molto profondo che tiene gli avversari 2/3 metri lontano dalla baseline.
Anche Zverev serve molto bene; non ha i picchi di velocità del rivale, ma anche le sue palline non sono facili. Spesso cerca un servizio esterno molto 'carico' e si butta a rete, la zona dove sicuramente si sente maggiormente a proprio agio.
.
E' infatti nei colpi di volo che Zverev eccelle particolarmente. Volèe alte, basse, di diritto, di rovescio, per il tedesco non fa differenza; gli scambi nei pressi della rete infatti, sono quasi sempre 'roba' sua.
Anche Beck dal canto suo non sfigura, ma avendo assistito a pochi incontri del tedesco, non mi sento di dare un giudizio ben preciso.
.
Insomma, classe 1986 Beck (58 ATP) e 1987 Zverev (56 ATP), anche la Germania sembrerebbe aver trovato due giocatori giovani, completi, e in grado di far bene su tutte le superfici.
Quando toccherà a noi??? Capiterà prima o poi?!?

15 aprile 2009

Montecarlo: Fognini scherza Cilic e va agli ottavi!!



Fabio Fognini è scarso..
Fabio Fognini è arrogante..
Fabio Fognini è presuntuoso..
Fabio Fognini è maleducato..
Fabio Fognini è viziato..
Fabio Fognini è una primadonna..
Fabio Fognini è un modesto giocatore da Challenger..

In questi mesi, nei forum tennistici, la gente ha usato molti aggettivi per descrivere Fabio Fognini; ma se n'è dimenticato uno, il fondamentale:

FABIO FOGNINI E' FORTE!!!

Credo che la dimostrazione la si possa trovare nel match odierno, l'oretta di allenamento con la quale Fabio (nella foto) si è sbarazzato del croato Marin Cilic, numero 18 del mondo, 6-2 6-0 il punteggio.

Sicuramente il Cilic di oggi non era il migliore visto sin ora, con zero ace ed una percentuale irrisoria di punti vinti al servizio: il 38% sia con la prima che con la seconda; ma il match del nostro è stato pressoché ottimo.

Fabio ha aperto l'incontro strappando la battuta al rivale, e portandosi subito 2-0.
Nel game successivo poi, l'azzurro ha sprecato quattro (forse 5) palle-break per il 3-0, con Cilic che ha prima accorciato sul 2-1, e poi controbrekkato Fognini per il 2-2.
Punto. Il match è terminato li. Fabio ha infilato da li in poi ben 10 game consecutivi (con 5 break) e ha chiuso l'incontro in un' ora e sei minuti.

Agli ottavi di finale ora, Fabio se la vedrà con lo scozzese Andy Murray, numero 4 del mondo.
Fra i due vi è un unico precedente; e risale al Master Series del Canada del 2007, quando su una superficie molto più congeniale al britannico, si impose l'azzurro con un doppio 6-2.
Quindi almeno sperare è lecito. FORZA FOGNA!!

MASTER 1000 MONTECARLO, SECONDO TURNO:
Simone Bolelli (ITA) b. Janko Tipsarevic (SRB) 75 63
(2)Roger Federer (SUI) b. Andreas Seppi (ITA) 64 64
(q)Fabio Fognini (ITA) b. (14)Marin Cilic (CRO) 62 60

MASTER 1000 MONTECARLO, OTTAVI DI FINALE:
Simone Bolelli (ITA) vs vincente Ljubicic/(5)Del Potro
(q)Fabio Fognini (ITA) vs (4)Andy Murray (GBR)

08 marzo 2009

Un anno dopo..


Fino allo scorso anno eri qua; a lottare sul campo, ad emozionare decine e decine di tifosi con le tue giocate spettacolari e sopraffine.

Penso che lo scrosciante applauso dedicatoti oggi dal pubblico del PalaNorda di Bergamo, durante la cerimonia d'apertura della finale, faccia capire a pieno ciò che hai lasciato in tutti noi tuoi tifosi ed amanti di questo meraviglioso sport.

Per me eri un mito, per molta gente una persona favolosa.
Voglio continuare a pensare che anche oggi, in un momento così toccante, tu sia qui vicino a noi, con il sorriso stampato sulle labbra; pronto a vivere una splendida giornata di tennis.

25 gennaio 2009

Fede..


Sono passati esattamente 3 mesi dall'improvvisa scomparsa del nostro Federico Luzzi.
Un grande atleta, un grande lottatore ed una grande persona.
Credo e spero che molti di noi continuino a tener vivo il ricordo di Fede, e, su esempio anche di Fabio Fognini, a dedicare le loro vittorie ed i loro successi a Federico, perché se lo merita, se lo merita davvero.

CIAO CAMPIONE!

03 gennaio 2009

Auguri Federico..

.
03-01-1980/03-01-2009


AUGURI CAMPIONE,
OVUNQUE TU SIA...

25 novembre 2008

Federico, il doveroso ricordo!!

Non seguo il tennis direttamente, tuttavia ad un mese dalla scomparsa di Federico Luzzi, è doveroso scrivere un pensiero.
Marco è un amico per me, un mese fa sono stata io a dargli la triste notizia; proprio il giorno prima di un loro incontro per il match di Serie A fra Sarnico e Parioli, al quale probabilmente avrei assistito molto volentieri anche io.
Non ci voleva credere, io ho sentito la notizia alla radio e sono rimasta basita; a volte sarebbe giusto chiedersi che valore ha la vita, se da un momento all'altro possiamo essere privati in quel modo.
Federico era un idolo per tanti, una passione ed un esempio.
Ad un mese dalla sua scomparsa tutti lo rimpiangiamo ed urliamo in coro: "Grazie Fede!!".
Anche questa volta ha lasciato il segno, probabilmente veniva davvero da un altro pianeta, e non c'è nulla da aggiungere...

-Laura Galbu-

Foto Nizegorodcew: (http://spaziotennis.sport-blog.it/)

04 novembre 2008

-FL-

Un colpo spettacolare, in recupero, per riprendere con stile le redini del gioco. Lui non mollava mai, era un guerriero, sfacciato, non gli creava problemi il nome di chi stava dall'altra parte della rete, il protagonista doveva essere lui. E ci provava in tutti i modi, lasciando spesso delle perle indimenticabili, in grado oggi di strapparci qualche lacrima, ma che sotto sotto, in fondo, nel ricordo, ci fanno sorridere...

02 novembre 2008

Dicono di Luzzi...

“Luzzi era un giocatore molto divertente e amava giocare davanti ad uno stadio gremito, contro Gaudio a Buenos Aires fece scendere giù lo stadio. Una volta a Melbourne dopo essersi qualificato, mi chiese di truccare il sorteggio per giocare contro Andre Agassi nel match serale, dicendo che avrebbe fatto un grandissimo show…” (Vittorio Selmi, Tour Manager ATP)

“Federico è un personaggio incredibile, ogni tanto ha delle uscite fantastiche, ma molte, purtroppo, sono irripetibili…” (Uros Vico)

"Federico nello spogliatoio era un mattatore, era uno di quelli che entrava negli spogliatoi dei tornei dello slam, dove c'era grandissima tensione, e lui se ne usciva fuori con barzellette, battute che davano buon umore a tutti e toglievano la tensione, per questo che è ricordato tantissimo dai tennisti, perché non si faceva problemi, lui non sentiva la tensione della partita, e regalava battute divertenti, anche a volte abbastanza cattive, da toscanaccio, però riusciva ad allietare tutti..." (Vittorio Campanile)

“Ricordo per esempio quella festa che avrebbe voluto organizzare per quando sarebbe entrato nei top100, ‘alla faccia di Rino Tommasi’, era quello il suo primo obiettivo, fare la conferenza stampa contro Rino Tommasi…” (Alessandro Nizegorodcew-Matteo Torrioli)

"Io non ci ho mai giocato contro, però mi piaceva tanto guardarlo, e fuori dal campo era troppo divertente..." (Roger Federer)

Conobbi Fede al Garden a Roma l’anno scorso, era simpaticissimo. Ricordo che perdendo uno scambio si girò verso il pubblico, e guardandoci gridò: “sono proprio una sega”. (Web)

Ricordo un episodio bellissimo: fu quando al Challenger di Torino, alla ripresa del gioco, un vecchietto, con tutta la calma del mondo attraversò tutta la tribuna per andare nella curva..e Fede si girò e gli disse ad alta voce: “Faccia pure con comodo!” , ricevendo l’ovazione del pubblico…(Web)

“Tra i tanti ricordi del Challenger G2 di Roma, mi rimane impresso l’inizio del suo incontro con Paolo Lorenzi. Federico arrivò un po’ in ritardo ed entrò in campo scavalcando ostentatamente la recinzione tra campo e tribune, con arbitro ed avversario un po’ perplessi…Per qualche motivo quest’immagine mi è sempre rimasta impressa, più dei tanti elementi di riflessione che Federico ci ha sempre dato, l’ho sempre visto come un ragazzo in perenne ritardo, ma sempre pronto a risolvere il tutto scavalcando con aria spavalda, ma sotto sotto sentendosi in fallo…”
(Web-Massimo Capone)

"Ricordo nel 1997 all'ITF Under 18 di Firenze, tutti parlano di Fede come della grande speranza del nostro tennis, c'era molta attenzione su di lui.
Giocava contro Olivier Rochus, c'era molto pubblico, e i due, si ammazzarono di palle, con mille variazioni, furono 3 set tiratissimi. Fede sbuffa, lotta, tra palle corte e recuperi, urla di grinta, e regala ampi sorrisi dopo qualche colpo spettacolare sottolineato dagli applausi dei presenti.
Alla fine la spunta Luzzi, uno degli ultimi scambi fu una smorzata micidiale seguita da un lob di controbalzo spettacolare. Rochus guarda attonito, sconfitto; Fede, tornando verso il fondocampo sorride, e guarda il sole ad occhi chiusi, pareva sospeso in aria, in estasi, per quella giocata così divina". (Web-Marco Mazzoni)

“Ciao Federico siamo sicuri che sei già lassù a giocare a tennis con San Pietro, sfinendolo di palle corte…” (Potito Starace-Daniele Bracciali)

E questo è come lo ricordo io: Australian Open 2006, Luzzi umilia Coria...

CIAO FEDE!

30 ottobre 2008

-FL-

"NESSUNO
MUORE MAI
COMPLETAMENTE"
.

28 ottobre 2008

Ricordi di Federico...

Seguo il tennis professionistico ormai da tre anni, e mi ricordo che circa due anni fa, un giorno da qualche parte, lessi di Federico Luzzi.
Il toscano era descritto come un giocatore funambolico, capace di giocate fuori dal comune; una persona di carattere che mai si tirava indietro; celebre anche per le sue liti con i giudici. Insomma, da quanto letto, Federico ero proprio il tipo di giocatore che mi sarebbe piaciuto.
Da subito ho iniziato ad informarmi di lui, cercando sue foto, i suoi risultati più importanti, e guardando i suoi video sul web. Rientrava nei miei giocatori preferiti pur senza averlo mai visto dal vivo.
Poi, lo scorso Novembre, sono andato a vederlo giocare in Serie A1, nella partita tra Sarnico e Parioli, la sua squadra.
Al mio arrivo al circolo, ho notato subito che sul campo numero 2 Federico stava facendo dei palleggi con Farrukh Dustov, e mi sono subito seduto in tribuna ad osservarlo.
Fede rideva e scherzava con il compagno di squadra, inventandosi dei 'numeri' pazzeschi già nel riscaldamento. Ho capito che Fede era così di natura, non giocava in quel modo per il pubblico, giocava così perché quello era il suo modo di vivere il tennis; infatti in tribuna, alle 8 di mattina c'ero solamente io!
Ho fatto un paio di foto e qualche video, e lui, finito il riscaldamento, si è seduto su una sedia non troppo lontano da me, ed ha fatto una telefonata. Finita la telefonata, timidamente mi sono avvicinato per chiedergli un autografo, e gli ho passato un pennarello e una cartolina.
Mi ricordo che nell'aprire il pennarello Federico fece cadere la cartolina, e nel raccoglierla si accorse che non era un semplice pezzo di carta, davanti infatti c'era una sua foto. Mi disse: "bella sta foto, è del torneo di Bergamo vero?"- "si"- "bella, mi piace!". "Come ti chiami?"- "Marco".
Appena autografata la foto mi guardò, e con il suo tipico sorriso, quello che allargava talmente tanto le guance da nascondere gli occhi, e che sprizzava gioia, mi disse: "Questo pennarello non vale un ca**o!", ed entrambi scoppiammo a ridere, perché Federico era così, schietto.
Poi mi disse che sarebbe dovuto andare a farsi una doccia, e ci salutammo.
Questo mezzo minuto passato con Federico è stato uno dei momenti più belli della mia vita; per la prima volta avevo scambiato due parole con un giocatore professionista, e non con uno qualsiasi, ma con il grande Federico Luzzi, il mio preferito.
Qualche ora più tardi Federico scese in campo, contro Dennis Van Scheppingen, numero 1 del TC Sarnico. L'aretino vinse abbastanza agevolmente il primo set, per poi cedere secondo e terzo all'olandese, entrambi al tie-break. In quella partita lottò ininterrottamente per tre ore, mettendo in mostra tutto il suo repertorio, grandi giocate a volo, spettacolari colpi in mezzo alle gambe e anche delle simpatiche sfuriate con i giudici.
Ricordo che alla fine del match mi avvicinai a Federico per fargli comunque i complimenti, e nonostante fosse visibilmente stanco ed arrabbiato, sorrise e mi ringraziò.
Quella giornata si concluse li, e me ne tornai a casa molto molto felice, grazie a Federico.
In questo 2008 poi, non ho potuto seguire molto Luzzi, ha giocato fino a Marzo, e poi la squalifica, che lo ha tenuto lontano 200 giorni dai campi da gioco, e dai suoi tifosi.
Ricordo che precedentemente al suo rientro, sul suo sito ufficiale: http://www.federicoluzzi.com/, qualcuno scrisse brutte cose su di lui, dicendo che pensava a tutto tranne che al tennis, e io ci rimasi molto male, difendendolo.
Poi la notizia che sarebbe rientrato a Todi, una vera carica di felicità, lo sapevo che uno come Federico non si sarebbe abbattuto, sarebbe tornato per far vedere che Luzzi non molla mai. In quel torneo, stupì subito tutti, eliminando Menendez e Villagran, entrambi battuti 'straight sets', per poi perdere da Marco Crugnola, litigando.
E anche li, un sacco di persone ad insultarlo, che dicevano fosse a sempre il solito cog***ne, e io sempre l'unico a difenderlo.
Anche a Napoli, fuori subito contro Fanucci, e avanti con le critiche.
Poi la serie A1; con la vittoria di carattere con Accardo alla prima giornata, ed il ritiro con Tenconi nella seconda giornata, di cui non si sapeva nulla, si pensava una semplice influenza.
Nella terza giornata il Parioli avrebbe dovuto giocare con Sarnico, e io sarei dovuto andare a veder la partita, e Federico. Ero contentissimo, era un anno che aspettavo questo momento, ne avevo parlato con tanti amici, e alcuni li avevo anche invitati a venire con me alla partita.
Poi, purtroppo lo sappiamo tutti come è andata a finire, la malattia l'ha portato via, veloce, troppo veloce, talmente veloce che stavolta, anche se come al solito Federico non si è dato per vinto, nulla ha potuto, il suo carattere da gladiatore non è bastato.
La vita spesso è ingiusta, e in questo caso lo è stata, ma sono certo che Federico anche lassù dove si trova ora, sarà ancora capace di render felici le persone, e di farsi amare da tutti, a suon di luzzate!

GRAZIE FEDERICO!