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18 aprile 2010

ROMA GARDEN - Resoconto degli ottavi di finale

Foto Roberto Bontempi

Dal corrispondente a Roma, Roberto Bontempi

Roma, 21 aprile 2010. Un magnifico sole primaverile, pubblico numeroso, personaggi folcloristici e tanto, tanto tennis. Sono questi gli ingredienti che ormai da molti anni fanno del challenger da 30.000 euro organizzato al TC Garden di Roma, un appuntamento imperdibile per gli appassionati romani e non solo. In questo mercoledì dedicato agli ottavi di finale si sono visti diversi incontri combattuti e spettacolari, alcuni dei quali proverò a raccontarvi.

Ungur b. Guez 1-6 6-4 7-6 (la più lunga)
Dopo due match a senso unico, quelli vinti da Ramirez-Hidalgo (7) e da Daniel Kollerer (3) rispettivamente su Millot (6-2 6-0) e Veic (6-1 6-2), una prima grande battaglia tennistica l’hanno giocata David Guez e Adrian Ungur. Il rumeno dal rovescio d’oro, tesserato in Italia per il TC Crema, è uscito vincitore in rimonta dopo tre ore di lotta all’ultimo punto. Partito male e ceduto facilmente un primo parziale pieno di errori, Ungur si è rimesso in carreggiata nel secondo riequilibrando le sorti della sfida. Nel terzo, però, Guez è parso più continuo nel rendimento e, complice il nervosismo del rivale, si è portato avanti 5-2. A quel punto però il rumeno semplicemente ha rifiutato la sconfitta: ha iniziato a spingere di più da fondocampo ed ha recuperato i due break di svantaggio trascinando l’incontro al tie-break dove, grazie alla sua maggiore classe, si è imposto per 7-3.

Brands b. Bracciali 4-6 7-6 6-2 (il match dei rimpianti)
Peccato. E’ andato davvero vicino il nostro Daniele Bracciali a battere la testa di serie numero 2 del torneo Daniel Brands. Il tedescone dal servizio intrattabile oggi è parso piuttosto vulnerabile e Daniele ha perso davvero un’ottima chance di cogliere il primo successo prestigioso dal rientro per quel maledetto infortunio alla spalla. Bracciali, uscito dalle quali, è partito benissimo con un tennis vario e tatticamente lucido si è portato in vantaggio strappando il servizio al numero 86 ATP. Via via, però, Daniele si confondeva le idee e si faceva prendere dal nervosismo. Nonostante questo, grazie agli involontari aiuti forniti da Brands, alla fine Braccio riusciva a mettere in cascina un parziale caratterizzato da 5 break su 10 giochi. Nel secondo set il discorso si ribaltava: era il tedesco a portarsi 3-1 poi al servizio sul 5-4 con due palle set a disposizione. In quel frangente Brands si disuniva, commetteva un paio di doppi falli e permetteva ad un Bracciali sempre più insofferente di ritornare in gioco. Il set approdava ad un tie-break dove risulterà decisivo un unico punto conquistato contro il servizio dal tedesco, che se lo aggiudicherà per 7-4. Da quel momento in campo ci sarà un solo giocatore, e non sarà il nostro. Brands recupera fiducia, servizio e regala meno, conquistando il match dopo due ore e mezza.

Mayer b. Arnaboldi 6-2 6-3 (c’è poco da fare)
Quando si affronta un avversario più forte e deciso a vincere non c’è troppo spazio per le recriminazioni. E non ha molto da recriminare il nostro Andrea Arnaboldi che si è dovuto arrendere in poco più di un’ora alla testa di serie numero 1 Florian Mayer. Non sono bastati gli incitamenti della bella ragazza bionda dall’accento vivamente spagnolo che seguiva a bordocampo le vicende del nostro giovane tennista: le variazioni di gioco e soprattutto l’anticipo dell’attuale numero 45 del mondo sono sembrati un ostacolo tecnicamente insormontabile per le caratteristiche di gioco del nostro, che si sarebbe trovato più a proprio agio con qualsiasi altro iscritto al tabellone. Comunque Arna non ha mollato una palla e si è impegnato al massimo come sua buona consuetudine.

Machado b. Ancic 4-6 6-4 7-5 (la più bella)
Un’altra grande battaglia, forse la migliore per contenuti tecnici, l’hanno disputata, sul centrale, il portoghese Rui Machado e il campione sfortunato Mario Ancic. Il ragazzo croato, ripetutamente fermato dalla mononucleosi e sprofondato oltre la 400esima posizione in classifica, era una delle stelle della manifestazione ed ha onorato con il massimo impegno l’invito offerto dall’organizzazione. Ha lottato, Mario, con l’umiltà dei campioni veri. Vinto il primo e perso il secondo entrambi di misura, nel terzo set Ancic si è trovato sotto per 4-1. Le parabole arcigne del piccolo rivale iberico sembravano a quel punto fiaccare definitivamente le velleità offensive del croato. Ma Mario non si arrendeva. Attingeva le forze nelle oscure profondità che appartengono solo ai grandi e recuperava issandosi addirittura sul 5-4 a proprio favore. Il pubblico che assiepava le gradinate in ogni ordine di posto si scaldava. Ma non era sufficiente. Il portoghese urlatore non aveva alcuna voglia di mollare e, sul 5-5, complice qualche svarione dell’ex Super Mario, gli strappava la battuta decisiva. Sul 6-5 e servizio succedeva di tutto: due match point annullati con coraggio dal croato e due palle break a suo favore sfumate per poca lucidità, consentivano al portoghese di chiudere, dopo quasi tre ore emozionanti.

Non ho avuto occasione di assistere al big-match Volandri-Klizan e alla sfida tra “Federichi” che opponeva il portoghese Gil e la speranza (sopravvlutata?) argentina Del Bonis. Vi daremo notizie in merito appena possibile.

24 marzo 2010

RESOCONTO 2°TURNO ITF ROMA-EUR 15.000$

Foto Giulio Gabbanini

Dal nostro corrispondente a Roma, Roberto Bontempi

Roma, 24 marzo 2010. Al TC Eur di Roma oggi si sono disputati tutti gli incontri validi per il secondo turno del tabellone di singolare del torneo future, con 15.000$ di montepremi, organizzato nella splendida cornice del prestigioso circolo capitolino. Tanti i match equilibrati e tanti azzurri in campo: ben 10, 6 dei quali impegnati in tre derby tricolore. Vediamo il resoconto dei match.

Marrai b. Aldi 6/2 4/6 7/6 (5)
L’incontro più bello della giornata è stato probabilmente quello che ha messo di fronte Aldi e Marrai. I due azzurri hanno dato vita ad una grande battaglia durata quasi due ore e mezza, con spunti di tennis piuttosto vario e divertente come nelle loro abituali caratteristiche. Marrai è uscito meglio dai blocchi portandosi subito avanti nel primo parziale concluso piuttosto agevolmente per 62. Più lotta nel secondo con Aldi, quarta testa di serie del tabellone e con un passato da top-150, che riesce a ritrovare fiducia e colpi pareggiando le sorti della sfida. Nel terzo regna l’equilibrio e dominano i servizi. Nell’undicesimo, interminabile, game Aldi ha annullato quattro delicate palle break all’avversario e, nel gioco successivo, raggiunge il match point. Sprecata la chance, il tennista siciliano ha accusato un po’ di nervosismo ma è stato bravo a restare aggrappato anche nel tie-break, dove ha ceduto solo di misura ad un Marrai incitato durante tutta la partita dal suo coach Michele Tellini. Da sottolineare ancora una volta lo splendido rovescio ad una mano del tennista toscano, un colpo straordinario che spesso fa la differenza.

Giorgini b. Crugnola 7/5 1/6 7/5
L’incontro più atteso era probabilmente quello che opponeva Giorgini e Crugnola. La qualità di questo match però non è stata entusiasmante: i due tennisti sembravano piuttosto nervosi e non riuscivano a mostrare il loro miglior tennis, forse perché amici. Crugnola in particolare, nonostante i suoi gesti sempre piacevoli da vedere, pareva una copia sbiadita del tennista ammirato in certi periodi dello scorso anno. Il problema sembra più questione di fiducia. Merito anche del solito Giorgini, molto ben preparato fisicamente e pronto a vendere cara la pelle e lottare fino all’ultima palla. Alla fine l’incontro durerà circa tre ore, e riuscirà a spuntarla, a sorpresa, il tennista di San Benedetto. Decisive, nel terzo set, le incertezze di Crugnola, seguito da Uros Vico, impegnato a prendere appunti durante il match del suo pupillo, incapace di sfruttare un break di vantaggio e la possibilità di servire per il match sul 5-4.

Giraudo b. Cabal 6/3 4/6 6/3
Ottima impressione ha destato Alberto Giraudo (nella foto), uscito fuori da un’altra grande lotta contro il colombiano Cabal. Alberto, le cui qualità tecniche non sono certo una sorpresa, è stato paziente e umile a tenere a bada un avversario ostico e tignoso, che ha cercato di imbrigliare la maggiore brillantezza del piemontese costruendo una fitta rete di scambi condite da pallonetti lentissimi per spezzare il ritmo. Alla fine dell’incontro Giraudo ha detto di essere sorpreso della sua tenuta atletica visto che, per l’operazione da poco subita, ha terminato la preparazione solo da una settimana. «Nel terzo pensavo di crollare – ha detto Alberto – invece il massaggio del fisioterapista alla fine del secondo set mi ha fatto davvero bene. Certo, in alcune fasi avverto ancora un po’ di tensione a causa dei pochi match giocati (non ha chiuso il match servendo sul 5-2 nel terzo n.d.a.), ma sono molto contento».

Comporto b. Sousa 6/3 6/2
Una buona notizia per i colori italiani è arrivata dal giovane siciliano Comporto, wild card, che ha superato in modo sorprendentemente agevole il portoghese Sousa. La grande differenza in questo match l’ha fatta la diversa tenuta mentale dei due. Il nostro Comporto, infatti, ha avuto un atteggiamento perfetto in campo, lottando su tutti i punti in modo composto e determinato. Al contrario, il rivale sembrava posseduto da uno spirito malvagio, ed ha passato tutto il (breve) tempo del match a urlare e a lamentarsi. Il risultato parla chiaro e Comporto, in possesso di un tennis solido ma a volte un po’ troppo passivo, si è tolto una bella soddisfazione.

Jaziri b. Vagnozzi 1/6 7/6 (5) 6/3
Al termine della partita si è avuta l’impressione che “Vagno” abbia perso una buona occasione. Non che Jaziri, il suo avversario tunisino, sia uno scarso, anzi, certamente ha mezzi fisici e una pesantezza di palla superiori al nostro, però con un pizzico di fortuna in più l’azzurro avrebbe anche potuto portare a casa il match. D’altra parte il primo parziale lo aveva vinto facilmente. Nel secondo set, però, è stata sempre una rincorsa: Vagnozzi, infatti, sempre indietro nel punteggio, ha annullato ben 7 set point complessivi all’avversario (3 sul 5-4, 1 sul 6-5 e altri 3 nel tie-break) prima di cedere per 7/5 nel gioco decisivo. A quel punto il marocchino, non proprio un cuor di leone quando si tratta di giocare i punti pesanti, è andato via piuttosto facilmente nel terzo set, salvo cedere un turno di battuta, ma quando era già in vantaggio 5-2.

Tra gli altri match disputati da segnalare gli agevoli successi del giovane e promettente belga Goffin (6/2 6/3 al nostro Valenti) e della seconda testa di serie Haider-Maurer (uscito vincitore 6/1 6/2 dal derby austriaco con Eitzinger). Gianluca Naso, infine, che sembra avere un peso di palla superiore a tutti i partecipanti a questo torneo, ha dovuto faticare un solo set: sotto per 7-5, infatti, il suo avversario Tenconi, ha preferito ritirarsi per un problema accusato al ginocchio.

Questi gli accoppiamenti dei quarti:
NASO – JAZIRI
GIORGINI – GOFFIN (8)
COMPORTO – MARRAI
GIRAUDO – HAIDER-MAURER (2)

09 febbraio 2010

STOPPINI NON VA, KUDRYAVTSEV SI

Alex Kudryavtsev - Foto da Daylife.com
Da Bergamo, Marco Caldara

Altro giorno lungo e divertente al Challenger di Bergamo. Il 'cartello' odierno prevedeva vari match di primo turno del torneo di singolare (altri 4 sono previsti per domani), e il completamento del primo round del tabellone di doppio. La giornata si è però rivelata avara per i colori azzurri, con le sconfitte di Andrea Stoppini e del doppio Crugnola/Galvani. In serata poi, l'esordio di Dominik 'Dominator' Hrbaty, che ha sconfitto l'ottimo svizzero Michael Lammer con un doppio e combattuto 6-4.

Kudryavtsev (RUS) b. Stoppini 6-1 7-6:
Il primo set non si è giocato. 20 minuti esatti di colpi vincenti del russo, e di grossi e ripetuti errori del nostro sono bastati per consegnare al talentuoso giocatore dell'est Europa la frazione. Andrea è poi partito leggermente contratto anche nella partita successiva; ma dopo aver vinto ai vantaggi l'importantissimo e molto combattuto quarto game, e mantenuto la parità è finalmente entrato nel match. Si è portato avanti di un break nel gioco seguente, ma l'ha perso, con buon merito del rivale, nell'ottavo. Un altro break gli ha consegnato l'opportunità di servire per il set, ma anche questa volta Kudryavtsev non è certo rimasto a guardare, ed ha impattato sul 5-5. Annullato un set-point sul 5-6, 'Stoppo' ha guadagnato il tie-break; che l'ha però visto spegnersi dopo una buona partenza. Una serie interminabile di 'vantaggi' non concretizzati, ha portato all'11-11, e Stoppini, rischiando una seconda piuttosto potente, ha commesso un ingenuo doppio fallo, con il rivale che, piazzando poi un ace, ha chiuso la contesa. Escludendo la prima frazione, Andrea non ha disputato un cattivo match, ma nei momenti importanti il maggiore estro del russo, ha fatto la differenza. Kudryavtsev è un giocatore dotato di un immenso bagaglio tecnico, che però troppo spesso non va d'accordo con la sua folle mente; ed è sicuramente questo il motivo per il quale il ragazzo non è mai definitivamente 'esploso'.

Hrbaty (SVK) b. Lammer (SUI) 6-4 6-4:
Entrambi giocatori dotati di un rovescio ottimo, e decisamente superiore al diritto, i due hanno dato vita ad un match avvincente e spettacolare, deciso su pochissimi punti, che hanno premiato la maggiore esperienza dello slovacco. I giocatori si sono tutto sommato equivalsi, con lo svizzero spesso volto a cercare il colpo meno 'nobile' di Hrbaty, il quale ha comunque colpito molto bene anche dalla parte destra, riuscendo spesso a mettere in serie difficoltà il rivale con i suoi numerosi cambi di direzione. Lammer si è trovato avanti di un break in entrambe le partite, ma non è riuscito a concretizzare il vantaggio, con Hrbaty che ha chiuso con un doppio 6-4, recuperando da 2-4 nel primo set e da 3-4 (e risposta) nel 2°.

07 febbraio 2010

SIGNORI, CHE BRACCIO (A META')

Foto Gabriele Villa (GDV Pixel.com)
(di Marco Caldara)

Altra giornata di ottimi match a Bergamo, con l'avvincente sfida fra l'austriaco Peya e il russo Andrey Kuznetsov, vinta dal secondo al tie-break del terzo set; e il bellissimo match fra Daniele Bracciali e il tedesco Simon Stadler. Eliminato Jacopo Locatelli, ultimo bergamasco rimasto in gara, in grado di combattere alla pari per un set contro il più quotato Go Soeda, allenato dal nostro Davide Sanguinetti. Fuori anche Stefano Galvani, che poco ha potuto contro lo svizzero Roman Valent, giocatore dotato di un talento immenso, che gli permise nel 2001 di dominare la stagione juniores sull'erba - con successi a Roheampton e Wimbledon - ma mai esploso (a causa anche di numerosi lunghi stop) nel circuito maggiore.

Bracciali (ITA) b. Stadler (GER) 4-6 6-4 6-4
I due giocatori, entrambi dotati di uno splendido rovescio ad una mano e propensi al gioco d'attacco, hanno dato vita al match più bello visto sin qui al PalaNorda, il palazzetto dello sport di Bergamo, che per il quinto anno consecutivo ospita l'evento. Dopo un primo set nel quale è apparso un po' contratto, ma comunque in grado di sostenere il ritmo rivale, Daniele ha alzato il suo livello di gioco, e il tedesco ha faticato per rimanergli attaccato, riuscendo comunque ad arginare il tennis del nostro con frequenti discese a rete e un servizio molto fruttuoso. La seconda partita si è decisa da un break in apertura in favore del nostro; mentre il terzo set ha visto Stadler agganciare Bracciali sul 4-4, salvo poi perdere nuovamente il servizio, e di conseguenza l'incontro, chiuso dal nostro con un grande rovescio incrociato (al momento il colpo che viaggia maggiormente). Quello che non è molto piaciuto di Daniele è la mentalità: in varie occasioni Daniele ha pronunciato frasi come "incredibile", "la mette dove vuole", "non ci posso credere", quasi non si capacitasse dell'alto livello di gioco del rivale; non certo un novellino. I tifosi di 'Dangerous Daniele' possono però stare tranquilli, in quanto il servizio, pur non essendo quello d'un tempo, è tornato su buoni livelli, e lo stesso si può dire per i due fondamentali, parsi tonici e sciolti. Vicine alla perfezione, come sempre, le volèes.

DANIELE HA POI PERSO AL TURNO DECISIVO DELLE QUALIFICAZIONI CONTRO L'UCRAINO SERGEI BUBKA, NON ENTRANDO MAI NEL MATCH (A CAUSA ANCHE DI UN PROBLEMA AD UN GINOCCHIO), E SUBENDO UN NETTISSIMO 6-2 6-1 IN APPENA 42 MINUTI DI GIOCO.

Andrey Kuznetsov - Foto Gabriele Villa

Kuznetsov (RUS) b. Peya (AUT) 4-6 6-0 7-6
Ottima prova per l'emergente russo Andrey Kuznetsov (classe 1991 e vincitore di Wimbledon Under 18 nel 2009), capace di superare un giocatore del calibro e dell'esperienza di Alex Peya. L'austriaco non è però apparso nella migliore condizione, con un servizio meno efficace del solito
e pochi punti vinti nei pressi della rete. Molti sono stati però i meriti del primo, che dopo un primo set difficile si è ripreso alla grande, recuperando poi nella frazione finale dalla spiacevole situazione di 4*-3 Peya, con un game fatto di tre risposte vincenti e un ottimo passante incrociato; che gli ha dato la giusta dose di fiducia per scattare benissimo nel tie-break decisivo. Il giovane, già numero 302 della classifica, è dotato di un servizio molto efficace, ed anche da fondo campo, specie con il diritto, dimostra di essere già praticamente completo; facendosi apprezzare anche nelle non rare discese a rete.

Locatelli e Soeda - Foto Gabriele Villa

Soeda (JPN) b. Locatelli (ITA) 6-1 6-4
Buona prova del diciottenne azzurro, al momento senza punti ATP, che è riuscito a combattere per un set con un giocatore decisamente superiore. Rimane sicuramente un po' di amarezza per il primo set gettato al vento dopo una buonissima partenza, e per il break subìto con un doppio fallo nell'ultimo game del match, dopo aver sprecato quattro break-points nel corso della frazione. L'azzurro ha fatto però vedere buone cose, riuscendo con colpi potenti e precisi ed un servizio di alto livello a dare del filo da torcere all'asiatico. Come spesso accade in questi incontri però, è l'esperienza a farla da padrona, e nei punti fondamentali Soeda non ha mai tardato a piazzare l'allungo vincente. Tutto sommato Locatelli è parso un buon giocatore da veloce, con ampi margini di miglioramento, un corretto e positivo atteggiamento in campo, e i mezzi tecnici per poter competere nei primi round dei tornei Futures.

Stefano Galvani - Foto Gabriele Villa

Valent (SUI) b. Galvani (ITA) 6-4 6-4
Poco da dire. Sicuramente non è lecito parlare di sconfitta a sorpresa, in quanto il giocatore svizzero ha più volte dimostrato, nel corso degli anni, di saperci fare davvero. Oggi è parso sicuramente più in palla del nostro, un po' attardato al servizio, come del resto già ieri, e anche dopo la vittoria di Sheffiled, ci aveva dichiarato. Qualche indecisione in battuta all'inizio di entrambe le frazioni è costata caro al nostro, che non è più stato in grado di recuperare, non riuscendo mai ad arrivare vicino al contro-break, a causa anche di un Valent davvero in grande spolvero; e lanciato verso la qualificazione, e perché no, un ottimo torneo.

06 febbraio 2010

ITALIA IN CHIAROSCURO A BERGAMO

Foto Antonio Milesi
(Di Marco Caldara)

E' scattato in mattinata il Challenger di Bergamo (Indoor Play It, 50.000$), primo appuntamento italiano della stagione 2010 e miglior torneo al coperto di tutto il calendario nazionale. Mi trovo a Bergamo (la mia città) e vi rimarrò per tutta la durata del torneo; di conseguenza cercherò ogni giorno di tracciare dei resoconti sugli incontri visti (con un occhio di riguardo agli azzurri), inserendo anche le opinioni e le dichiarazioni dei giocatori direttamente interessati.

Stefano Galvani b. Cerdik-Marcel Stebe (GER) 6-4 6-2
Match a tratti molto avvincente, che ha però visto l'esperienza del nostro Stefano prevalere sull'estro del rivale, forse ancora un po' acerbo nella gestione dei momenti chiave della partita. Il primo set è stato decisamente più complicato del successivo, con Galvani che in un'occasione ha anche perso il servizio, riprendendosi però senza problemi. L'azzurro è parso in buona forma (non a caso solo due settimane or sono ha vinto l'importante Future di Sheffiled), ed ha dominato il rivale anche sul piano puramente tennistico, concludendo la sfida in poco più di un'ora: "Ho giocato un buon match - spiega Stefano-, il mio rivale non giocava affatto male ma, probabilmente anche a causa della sua giovane età, sono riuscito a metterlo in difficoltà semplicemente tenendo un ritmo alto, che lui ha faticato a sostenere; calando nettamente nella seconda partita. Io sono soddisfatto della mia prova, per essere il primo match del torneo è stato positivo; ho faticato solo nei primi game, per abituarmi ai campi e alle palle Tretorn, con le quali non giocavo da tempo, che rimbalzano molto basse. Per il resto è andato tutto bene. Fisicamente sono a posto, ed anche a livello di colpi non mi lamento; anche se il servizio non mi ha aiutato molto, e posso fare di meglio. Domani gioco contro lo svizzero Valent. Non lo conosco, ma so che gioca molto bene".

Sergei Bubka (UKR) b. Claudio Scatizzi 6-2 6-0
Dopo una buona partenza, l'azzurro (bergamasco classificato 2.6 in Italia) si è spento. Claudio è andato sotto di un break nel terzo gioco, ma sul 3-2 in favore di Bubka - figlio del celebre saltatore con l'asta, tutt'ora detentore del record mondiale (6, 15 metri) - ha avuto due palle-break per provare a raddrizzare il set. Le ha però fallite entrambe, con buon merito dell'ucraino, e da quel momento ha raccolto davvero poco, con il rivale che è entrato a pieno regime nel match, chiudendo in 48 minuti di gioco.

Daniele Bracciali b. Roberto Marcora 6-4 6-4
Il miglior match visto quest'oggi. Il lombardo Marcora, classe 1989, molto migliorato dalla sua ultima apparizione in mia presenza (la scorsa estate), ha giocato un ottimo match, dominando i suoi game di battuta con un servizio a tratti devastante (11 gli ace ed almeno altrettanti i servizi vincenti), e con buoni fondamentali. Dal canto suo Bracciali, forte di maggiore esperienza, non è stato da meno, riuscendo ad arginare il gioco del rivale. La sfida è stata decisa da due break, entrambi subiti ingenuamente da Roberto, che ha poi fallito un'occasione di 'rientro' sul finire del secondo set: "Quella palla break è stata molto importante - racconta Marcora - ma Bracciali ha servito bene e si è preso il punto. In quell'occasione ho cercato di rimanere in difesa e lasciare a lui il pallino del gioco, ma giocatori di tale livello se hanno la minima possibilità di fare il punto lo fanno. Oggi ho servito bene, e sono soddisfatto della mia prova. Avrei potuto forse fare di più, a causa dei due break un po' regalati, ma all'inizio del match ero tesissimo, in quanto era la prima volta che giocavo in un palazzetto tale, e l'inesperienza si è fatta sentire".

Queste invece le parole del vincitore, Daniele Bracciali: "Ho giocato abbastanza bene, servito bene, e sono soddisfatto: per essere il primo match dell'anno le sensazioni sono state buone. Ho sentito abbastanza bene i colpi, ed anche la spalla ormai è quasi totalmente recuperata; il servizio purtroppo non è più quello d'un tempo, ma è comunque su buoni livelli. Lo scorso anno di questi tempi ero messo molto peggio; mentre ora mi sento bene, e questo mi rende felice".

Di seguito i risultati degli azzurri negli altri match di giornata:
Locatelli b. Civarolo 7-6 6-4
Valent (SUI) b. Marchegiani 7-6 6-1
Panfil (POL) b. Molina 6-4 6-2
Sitak (RUS) b. Mauri 7-5 6-4

Slabinsky (GBR) b. Carera 6-1 6-1
Raja (IND) b. Miccini 6-2 4-6 6-3

Kuznetsov (RUS) b. Della Tommasina 6-0 6-1