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12 dicembre 2009

UNO SGUARDO ALLA CLASSIFICA

Foto Giulio Gabbanini
Di Marco Caldara - 12 Dicembre 2009
Articolo apparso sul sito www.mytennis.it

Nelle nostre numerose analisi di fine stagione, è giunta l'ora di dare uno sguardo alle principali variazioni riscontrabili fra la classifica ATP degli italiani di fine 2008 e quella odierna.

Il primo dato che balza all'occhio è l'incremento dei 'classificati' azzurri, aumentati da 102 a 105. Il giocatore con più punti è ovviamente Andreas Seppi (900 lunghezze), numero uno d'Italia come sul finire della passata stagione; mentre appaiati ad una sola lunghezza vi sono troviamo ben 20 giocatori. Il più vecchio azzurro presente è Davide Sanguinetti, ancora in classifica a 37 anni, grazie ai 5 punti guadagnati con il superamento del primo turno al Challenger di Caltanissetta; mentre il più giovane è il salentino Giammarco Micolani, nato il 12 Settembre 1992, a punti negli ITF di Palazzolo e Modena. Oltre ad essere il più vecchio, Sanguinetti detiene anche il record di miglior rapporto main draw giocati/match vinti, in quanto nella sua prima (ed unica) apparizione ha saputo superare un turno. Seguono altri quattro azzurri, capaci anch'essi di vincere il primo match stagionale in tabellone principale: Giorgio Galimberti, Stefano Tarallo, Mattia Barducci e Ettore Capello.

Abbiamo citato Galiberti e Tarallo, entrambi rientrati in classifica nel 2009, e quindi dedichiamoci per un attimo a tutti coloro che sono riusciti a rientrare nel ranking in questi 12 mesi. Con Tarallo e 'Galimba' vi è anche un altro 33enne, che risponde al nome di Giuseppe Menga, rientrato in classifica di prepotenza, con ben 10 punti guadagnati. Se per loro il reintegro in classifica conta però poco (in quanto si sono ormai ritirati e certo non ritorneranno sui propri passi), valgono invece molto di più i punti conquistati dal veneto Nicola Ghedin e da Matteo Marfia, i quali dopo una stagione di assenza tornano 'attivi'. Oltre ai cinque appena descritti, la classifica attuale presenta altri 18 nomi nuovi rispetto alla passata stagione, in quanto sono tutti giocatori ad aver guadagnato quest'anno il loro primo punto.

RIENTRATI IN CLASSIFICA: Nicola Ghedin, Matteo Marfia, Giorgio Galimberti, Stefano Tarallo, Giuseppe Menga.

PRIMO PUNTO NEL 2009: Francesco Garzelli, Marco Bortolotti, Davide Melchiorre, Manuel Mazzella, Corrado Pricone, Luca Pippi, Ettore Capello, Mattia Barducci, Andrea Stucchi, Alessandro Bega, Giammarco Micolani, Matthias Wolf, Francesco Picco, Emanuele Molina, Matteo Civarolo, Matteo Mauri, Claudio Fortuna, Roberto Marcora.

I 23 innesti, sono però stati accompagnati da numerose uscite, con ben 20 giocatori che in questa stagione hanno abbandonato (per gran parte definitivamente) la classifica. Una buona parte di loro ha infatti scelto la via del ritiro, per dedicarsi ad altre attività; mentre altri non sono riusciti a guadagnare nessun punto, giocando magari pochissimi tornei. Luca Stoppini, Fabio Colangelo e Alessandro Da Col hanno smesso per dedicarsi all'attività di maestri, rispettivamente a Trento (ATA Battisti), Caldaro (da Sartori) e Milano. Ritiri con scopi lavorativi anche per Davide Bramanti, che insieme al padre gestisce una delle più importanti agenzie immobiliari di Forte dei Marmi, e Andrea Fava, dedicatosi quasi interamente, e con buon successo, all'attività di disk jokey. Il bresciano Marco Pedrini invece, ha abbandonato il circuito internazionale per dedicarsi agli Open di 'casa nostra', dei quali è indiscusso dominatore. Tornei nazionali anche per il campano Giacomo Pirozzi, che però sembrerebbe intenzionato a rientrare. Deciso a riprovarci anche Nicolò Marchioretto, il quale a causa di un problema al crociato è stato costretto ad operare per due volte un ginocchio; ma ha ripreso da un paio di mesi gli allenamenti, e riprenderà presto coi Futures. Fermato da problemi fisici (polso sinistro) anche il pugliese Giorgio Portaluri, mai a segno nel corso di una travagliata stagione.

Vi è poi chi non ha ottenuto punti per 'scelta', come Alessandro Motti, dedicatosi interamente ai tornei di doppio, disciplina che l'ha visto ben figurare ed entrare fra i primi 100 giocatori della classifica ATP di specialità. Casella vuota anche per Paolo Benincà, Francesco Vilardo e Stefano Rodighiero, i tre peggiori azzurri dell'anno, capaci di non guadagnare nemmeno un punto in 12 mesi, nonostante abbiano preso parte a più di 20 tornei ITF. Infine sono passati inattivi all' ATP anche Simone Muresu, Fabio Tenneriello, Luca Serena, Riccardo Azzarita, Andrea Aloisi e Antonio Di Gaetano; i quali non han giocato alcun ITF (o Challenger che sia) nell'intera stagione.

USCITI DAL RANKING: Francesco Vilardo, Alessandro Da Col, Fabio Colangelo, Marco Pedrini, Antonio Di Gaetano, Davide Bramanti, Giacomo Pirozzi, Giorgio Portaluri, Andrea Fava, Alessandro Motti, Nicolò Marchioretto, Daniele Piludu, Luca Serena, Fabio Tenneriello, Riccardo Azzarita, Simone Muresu, Luca Stoppini, Paolo Benicnà, Andrea Aloisi, Stefano Rodighiero.

Per quanto riguarda invece il maggior numero di posizioni guadagnate, i due recordman sono Claudio Fortuna e Roberto Marcora, capaci di arrivare nei primi 1000 giocatori del mondo, dopoché nella passata stagione non figuravano in classifica. Salendo un po' troviamo invece Daniele Giorgini e Daniele Bracciali, entrambi con oltre 600 posizioni guadagnate, rispettivamente 674 e 607. Oltre le 600 anche per lo speziono Alessandro Giannessi, che da 1427 è passato 772. Parlato dei 'top' tocca ora ai 'flop', ossia coloro che hanno deluse, perdendo molto terreno. Se non consideriamo Da Col, che da numero 606 del mondo è uscito dal ranking, e lasciamo perdere anche i giocatori situati nei 'bassifondi' della classifica (Iannuzzi ne ha cedute quasi 600), il peggiore è stato senza dubbio Luca Vanni, in grado di perdere la bellezza di 359 gradini. Lo seguono a ruota Petrazzuolo (346) e Dell'Acqua (314), mentre più attardati, ma non meno deludenti, troviamo Federico Torresi (282) e Gianluca Naso (245).

Passiamo ora ad una breve analisi della parte 'alta' della classifica. A fine 2008 i top 100 azzurri erano quattro, con Volandri 102; mentre oggi sono cinque, con Paolo Lorenzi che si è aggiunto a questi. Calati di due i top300 (16 contro i 18 dell'anno scorso), e anche i giocatori compresi fra 100esima e 200esima posizione. Lo scorso anno trovavamo Volandri, Cipolla e Tenconi; mentre oggi vi è rimasto il solo Flavio.

Insomma, tutto sommato il 2009 non è stato del tutto negativo, ma si può e si deve fare di meglio! RIALZATI ITALIA!

04 dicembre 2009

ITF 2009: A SETACCIO LA STAGIONE DEGLI AZZURRI

Foto da Flickr.com
Di Marco Caldara - 4 Dicembre 2009
Articolo apparso sul sito
www.mytennis.it

Dopo la lunga analisi dedicata alla stagione 2009 degli azzurri a livello Challenger (CHE TROVATE QUI) è giunta l'ora di tirare le somme di questa stagione anche per quanto riguarda i tornei Futures.

L'Italia ha organizzato ben 32 eventi, dato che la pone al secondo posto sul panorama internazionale, seconda solo alla Spagna (36), e davanti agli Stati uniti (29) e al Brasile (28). Di questi trantadue eventi, 26 sono stati giocati sulla terra battuta (1 indoor) e sei sul veloce (1 indoor). Il primo evento ha avuto luogo alla Società Angiulli di Bari il 9 Febbraio 2009, e come presumibile dalla data è stato giocato al coperto; mentre l'ultimo evento italiano si è svolto sulla terra di Frascati (Roma) il 12 Ottobre, subito dopo il classico mese di cemento, quest'anno diviso fra Sardegna e Campania.

Gli azzurri hanno totalizzato ben 214 presenze nei quarti di finale. 106 sono coincise con un'eliminazione, mentre le altre 108 sono proseguite oltre. Le semifinali sono state 58, mentre in 50 occasioni (una media di una ogni settimana 'di gioco') un giocatore azzurro ha raggiunto la finale; vincendo il torneo in 22 occasioni e fermandosi all'ultimo atto in 28. Dei 22 successi 'solo' nove sono arrivati nello stivale (2 sul cemento e 7 sulla terra); mentre le altre 13 risultano sparse tra Asia, Africa e America. Questi risultati ci portano ad affermare con una certa sicurezza che l'Italia è la quarta potenza mondiale a livello di tornei ITF maschili, posizionata alle spalle di Francia, Spagna e Argentina sia nel totale di vittorie e finali, sia in quello di quarti e semifinali.


Poco meno di 1/5 dei successi azzurri targati 2009 sono giunti da un unico atleta, Luigi D'Agord (nella foto sopra). Il tennista italo-statunitense, nonostante la classifica e la continuità di risultati gli avrebbero probabilmente permesso di competer su buoni livelli anche nei tornei Challenger, ha impostato metà della sua stagione sui Futures. Nei 10 appuntamenti ai quali ha preso parte, il tennista cresciuto nell'università dell'Alabama ha centrato ben quattro successi, divisi fra America: Orange Park (Florida) e Puerto Vallarta (Messico) e Asia: Petaling Yaya e Kuala Lumpur (entrambi in Malesia). Dalla sua anche una finale, una semifinale (che hanno fermato rispettivamente a 14 e 13 due striscie di successi consecutivi) e due quarti di finale che, sommati a due ottavi, l'hanno portato a guadagnare la bellezza di 89 punti con i tornei ITF, e di posizionarsi secondo in questa speciale classifica nazionale. Meglio di lui ha saputo fare Claudio Grassi, bravo nel raccogliere 92 punti (77esimo in assoluto, in testa il francese Guez con 180). Va però detto che il giocatore toscano, noto per la capacità di utilizzare indifferentemente le mani (serve con la sinistra e gioca con entrambe, prevalentemente la destra), ha disputato la bellezza di 27 tornei ITF, solo Matteo Volante come lui, ottenendo in media 3,4 punti a torneo. Grassi ha vinto nel corso dell'anno ben 48 incontri (primo azzurro in assoluto), andando a segno nel 10.000$ greco sull'erba sintetica di Paros, e raggiungendo 3 finali, 3 semifinali (secondo in entrambe le classifiche specifiche), sette quarti di finale (primo) e otto ottavi (settimo).

Al terzo posto nella classifica dei punti troviamo il siciliano Francesco Aldi, il quale pur non avendo preso parte ad un altissimo numero di eventi (10), ha guadagnato 86 punti, programmandosi nel migliore dei modi. Le vittorie nei 15.000$ di Vicenza e Capri gliene hanno portati 50, le finali di Sabadell e Modena altri 23, mentre gli ultimi tredici arrivano da due semifinali e da un 'ottavo' un Marocco. Un punto meno di Aldi è il bottino del veneto Matteo Viola, presente in 23 tornei, vittorioso a Bucarest e finalista a Frascati, Portschach, Mestre e Quartu Sant'Elena. Per lui anche 2 semifinali, 6 quarti e cinque ottavi, per un totale di 44 partite vinte in main draw. Dietro a Viola troviamo Matteo Marrai (84 lunghezze), vincitore di due tornei da 10.000$, finalista in uno, e semifinalista in altri tre. Il primo successo è arrivato a Vercelli, mentre il secondo in Georgia. La finale risale al 10.000$ di Siena, mentre le semifinali sono divise fra Italia (Viterbo), Iran (Kish Island) e Georgia (Tblisi). Oltre ad Aldi e Marrai, altri due giocatori italiani sono riusciti a vincere due titoli nel corso della stagione. Daniele Giorgini ha centrato il successo nel 15.000$ di La Spezia e nel 10.000$ di Trieste, fermandosi in finale al Cairo e ad Avezzano; guadagnando 77 punti con la bellezza di 40 match vinti (33 nei main draw). Andrea Arnaboldi ha invece vinto a Parma (15.000$) e nel 10.000$ spagnolo di Cartagena, raggiungendo anche una semifinale e tre quarti. 56 i punti da lui guadagnati, poco meno di un terzo del bottino che gli ha permesso di entrare nei primi 250 giocatori della classifica ATP.



Nella top10 dei punti guadagnati con i tornei ITF troviamo anche Simone Vagnozzi e Walter Trusendi, entrambi con un successo ed appaiati a 64 punti. Il primo ha vinto a El Cairo, raggiunto tre finali (Pozzuoli, Belgrado e Palazzolo) e due semifinali, imponendosi in 26 incontri; mentre il secondo dopo il successo a Bari nel primo torneo italiano dell'anno, si è fermato cinque volte al penultimo atto, vincendo 27 match in tabellone principale. Decimo, con 52 punti, l'anziate Francesco Piccari che, nelle sue 24 apparizioni stagionali, ha vinto 34 partite (2 in qualificazioni) e raggiunto 2 finali (una sulla terra in Gran Bretagna e una sul cemento di Alghero), 3 semifinali, tre quarti e ben otto 'ottavi'. Gli è mancato solo la vittoria, che avrebbe portato a undici i suoi allori Futures in carriera.



Le rimanenti sei vittorie sono arrivate invece per mano di Marco Simoni, Antonio Comporto, Stefano Ianni, Daniele Bracciali, Stefano Galvani e Paolo Lorenzi. Il primo ha cambiato decisamente marcia dopo la semifinale di Palazzolo, raggiungendo una finale in Lettonia e poi ottenendo il primo titolo della carriera nel 10.000$ di Ankara (Turchia). Comporto invece, dopo la finale di Padova (15.000) sembrava leggermente calato, ma a seguito di una saggia decisione, che l'ha portato nel lontano Cile per un mese, ha vinto il primo Futures della carriera proprio in sudamerica, chiudendo il 2009 con 23 successi nei tabelloni principali (decimo azzurro). Ianni ha vinto a Napoli l'ultimo torneo sul cemento della stagione italiana, battendo in finale Andrea Falgheri (2 le finali perse dal bergamasco, entrambe sul 'veloce'). Arrivano dal cemento anche i successi di Bracciali, che nella sua seconda finale stagionale (a Piombino) ha sconfitto l'amico Max Dell'Acqua, e Paolo Lorenzi, in grado di infilare una vittoria e una semifinale negli unici due tornei ai quali ha partecipato, ossia due 15.000$ + H in Costa d'Avorio. Stefano Galvani ha invece vinto il 15.000$ + H di Este, raggiungendo anche una finale e un quarto. Per lui 50 punti, undicesimo azzurro dell'anno. Con le vittorie abbiamo terminato, mentre per completare le finali dobbiamo ancora citare Adriano Biasella, finalista in un 10.000$ messicano, e il mancino toscano Leonardo Azzaro, fermatosi due volte all'ultimo atto (a Bari e in Olanda).

Spostiamo ora la nostra attenzione sui tabelloni di qualificazione. L'Italia è la nazione leader al mondo in questa specialità, con la bellezza di 238 qualificazioni ottenute, 14 in più della Francia, e 23 più della Spagna. Il recordman azzurro è il romano Stefano Valenti, in grado di superare nove volte il tabellone cadetto, vincendo 34 match nel corso dell'anno (19 in 'quali'), e di raggiungere una semifinale ed un quarto di finale come migliori risultati. Seguono a ruota (8 qualificazioni) i giovani Fortuna e Travaglia, e l'aretino Federico Raffaelli. Il diciannovenne siciliano ha vinto 31 match nel corso della stagione, decimo azzurro assoluto, ma primo per quanto riguarda il tabellone secondario, con 25 successi. Il suo miglior torneo è stato il 10.000$ di Siena, dove si è spinto in semifinale a spese di due 'colossi' come Piccari e Giorgini, arrenendosi poi (con tre match-point falliti) al tedesco Poerschke, poi vincitore del torneo. 24 i match vinti per Travaglia (32 in totale) con un quarto di finale in Serbia come 'season best'. Appaiati a Travaglia, nel dato dei match vinti nelle qualificazioni, il veneto Nicola Ghedin e Lorenzo Giustino. Il primo ha ottenuto sette qualificazioni (in 18 presenze), mentre il secondo ne ha 5 in 17 presenze; anche per loro un quarto di finale come miglior risultato dell'anno.


Passiamo ora alle note dolenti. Il peggior azzurro della stagione è stato Paolo Benincà, anche se va detto che l'italiano ha avuto vari problemi fisici. Paolo ha preso parte a 24 tornei di qualificazione, superando il tabellone cadetto in due sole occasioni. Simile anche la stagione del veneto Stefano Rodighiero, qualificatosi una sola volta. Nelle 23 apparizioni infatti, Stefano ha rimediato 22 sconfitte, ma in ben tre occasioni è stata baciato dalla fortuna, e ripescato come lucky loser (perdente fortunato). Questi sono, senza dubbio, i motivi per i quali nessuno dei due ha racimolato zero punti ATP nel corso della stagione, uscendo dal ranking. Nessun punto anche per gli altri 'fedelissimi' delle qualificazioni, ovvero Alberto Tosti-Croce e Francesco Vilardo. Entrambi hanno superato le 'quali' una sola volta, 20-1 per Tosti-Croce e 23-1 per Vilardo, che è però stato ripescato tre volte come LL. Sono lui e Rodighiero i più 'fortunati' della stagione.



Appuntamento alla prossima settimana con un'analisi sul ranking. Prenderemo in considerazione le variazioni fra la classifica degli italiani di fine 2008 e quella attuale, soffermandoci sui giocatori usciti da questa, sulle new entry, e su chi vi è rientrato dopo un'anno (o più) di assenza.

Marco Caldara

30 novembre 2009

Punto sui Challenger: il dominio degli 'unseeded'

Foto da Toyota Challenger
(di Marco Caldara)

Dopo numerose settimane segnate da grande regolarità, la scorsa ha visto prevalere le 'sorprese', con tre giocatori non compresi fra le teste di serie che hanno fatto centro negli altrettanti tornei previsti dal 'cartello' dell' ATP Challenger Tour. La vittoria più sorprendente è senza dubbio quella del polacco Michal Przysiezny, che da qualificato ha fatto suo il ricco evento di Helsinki, dotato di un' entry list di tutto rispetto. Importante successo anche per il diciannovenne bielorusso Ignatik; ed altro successo per Ramon Delgado, il quale a 33 anni sta continuando a stupire.


Helsinki (Finlandia, 106.500€, Sintetico): L'acuto di Przysiezny
Qualcuno di voi lo ricorderà per aver attirato su di se l'attenzione, soprattutto dei 'media' italiani, nel 2007, quando nel torneo di Sopot sconfisse al primo turno un Filippo Volandri reduce dall'impresa della semifinale al Foro Italico ed allora 28 del mondo, guadagnandosi, da wild card numero 207 della classifica, il secondo turno nel più importante evento nazionale. La carriera del giocatore polacca è stata spesso contraddistinta da qualche acuto positivo, (anche se l'unica vittoria ATP è proprio quella sul livornese) ma anche da numerosi match negativi. Il suo 2009 era iniziato nel migliore dei modi, con la qualificazione per il 250 di Doha nella prima settimana dell'anno; ma era poi proseguito in maniera pessima, sino a vederlo sprofondare fuori dai primi 670 giocatori del mondo. Quando i risultati erano ormai deludentissimi, la svolta. Una semifinale Futures in Spagna ha dato il via alla rinascita, che l'ha visto imporsi in tre Futures consecutivi (in tre settimane) fra Germania e Bielorussia. Recuperate oltre 300 posizioni ha deciso di provare nuovamente a livello Challenger ed è subito riuscito a far bene. Ad Aachen si è qualificato ed ha raggiunto i quarti di finale, mentre a Bratislava si è fermato agli ottavi. E' stata quindi la volta di Helsinki, dove al termine di un torneo eccezionale Michal ha potuto alzare al cielo il trofeo più importante della sua sin qui 'tranquilla' carriera.

Superate le qualificazioni a spese di Bednarek e del buon Valent, il polacco ha esordito subito col botto, superando il numero 5 Harel Levy con un doppio 6-3. Al secondo turno ha facilmente sconfitto l'alternate russo Kirillov, e nei quarti ha fatto lo stesso con Karlol Beck, numero 90 del mondo e secondo favorito del torneo, in grado di raccogliere quattro soli games. Nella prima semifinale dell'anno ha impegnato due tie-break per superare l'olandese Robin Haase (il quale sta pian pian ritrovando il suo tennis); ed in una non facile finale si è imposto in tre set sullo svizzero Bohli, perdendo il primo parziale dell'intera settimana per poi imporsi 4-6 6-4 6-1. Il successo, oltre ai 15.300€ del monteprimi, che fanno sempre comodo, gli regala un balzo in avanti in classifica di ben 112 posizioni, che lo portano nei primi 200 giocatori della classifica mondiale, precisamente sul gradino numero 186 (suo nuovo best ranking). Chapeau!

Torneo da ricordare anche per il giovane finlandese Henri Kontinen, classe 1990, che dopo due eccellenti vittorie su Michael Berrer e Julian Reister è riuscito nell'impresa di superare ai quarti di finale il connazionale Jarkko Nieminen, numero uno del torneo e da molti anni miglior giocatore finlandese della classifica mondiale. La sua corsa si è poi fermata in semifinale, nella quale ha comunque venduto cara la pelle, arrendendosi a Bohli solo dopo tre set combattutissimi e con l'esito del match deciso dal tie-break finale, vinto dall'elvetico per 7-5. Henri Kontinen, ne senitremo parlare spesso, molto spesso! [CONTINUA]

RICORDO, A CHI VOLESSE LEGGERE LE 'PUNTATE' PRECEDENTI DELLA NOSTRA RUBRICA, CHE LE PUÒ TROVARE A QUESTO INDIRIZZO.

23 novembre 2009

Punto sui Challenger: la settimana di Pistolesi

Foto da Bratislava Challenger
(di Marco Caldara)

Quella appena terminata sarà una settimana da ricordare per Claudio Pistolesi, che ha visto i suoi Michael Berrer e Takao Suzuki imporsi in due tornei Challenger. Per Claudio quello di Berrer si tratta inoltre del terzo successo a Bratislava; città che ha visto trionfare anche i suoi due precedenti allievi: Sanguinetti (2000) e Bolelli (2007). Negli altri tre Challenger settimanali, a segno gli americani Michael Russel, Eduardo Schwank e Nicolas Massu.

Bratislava (Slovacchia, 125.000$, sintetico I): Il turno di Berrer
Come citato nell'introduzione, il tedesco Michael Berrer è il terzo allievo di Claudio Pistolesi a trionfare in quel di Bratislava. Che il buon Claudio abbia uno sconosciuto feeling con la città slovacca? Probabilmente si! Fatto sta che il prestante mancino tedesco, ha vinto Domenica il secondo Challenger del 2009, dopo una serie di ottimi risultati che l'han visto raggiungere il secondo turno agli Us Open e qualificarsi agli ATP di Metz, Stoccolma e Vienna. Arrivato in Slovacchia senza i favori del pronostico, Michael ha avuto un esordio piuttosto combattuto con il qualificato ceco Jan Minar, che l'ha visto imporsi per 3-6 6-4 6-3. Match duro anche al secondo round, con la wild card polacca Jerzy Janowicz che ha dato del filo da torcere a Michael, arrendendosi solo per 6-2 al terzo set. Nei quarti il tedesco ha regolato Stefan Koubek per 6-4 7-6; e poi ha messo fine ai tornei dei primo due slovacchi nel ranking, Lacko e Hrbaty, sconfitti entrambi per 7-6 al terzo rispettivamente in semifinale e finale. Continua quindi nel migliore dei modi l'ennesima sfida del nostro Claudio, che dopo la rottura con la Federtennis ha deciso di dedicarsi ad un giocatore straniero, riuscendo con questa vittoria a riportarlo nei primi 100 giocatori del mondo; e puntando quindi per la prossima stagione al miglioramento del best ranking (51 ATP).

Eliminati al primo turno il numero uno del torneo Denis Istomin, sconfitto dal qualificato australiano Junaid (poi battuto 7-6 al terzo da Hrbaty nei quarti di finale), e il finlandese Jarkko Nieminen (5), fermato dal kazako Andrey Golubev, poi ritiratosi nei quarti a causa di un attacco febbrile. Fuori al secondo turno Bjorn Phau (4), superato da Alex Bogdanovic, poi arresosi a Harel Levy. Buon secondo turno per i lucky loser Michal Przysiezny e Marek Smejan.

CAPITOLO ITALIANI: Torneo amaro per il canturino Andrea Arnaboldi che, perdendo 6-3 6-0 all'esordio con il tedesco Tobias Kamke, si è rivelato il giocatore ad aver raccolto il minor numero di game di tutti (escluso solo il ceco Vik, ritiratosi 6-2 sotto con il locale Martin). (CONTINUA)
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16 novembre 2009

PUNTO SUI CHALLENGER: SETTIMANA NUOVA, VECCHIO EQUILIBRIO

Foto da Aachen Challenger
(di Marco Caldara)

Altra settimana contraddistinta da grande regolarità quella appena trascorsa a livello Challenger, la quarantacinquesima del 2009. Tutti e quattro gli eventi (due in America e due in Europa) sono stati vinti da giocatori compresi fra le teste di serie, ed il caso ha voluto che il numero uno del torneo vincesse ad Aachen, il numero 2 a Guayaquil, il numero tre a Knoxville, ed il numero quattro nel secondo evento stagionale a Jersey (Gran Bretagna).

Aachen (Germania, 42.500€ + H, Sintetico I):
Partiamo dunque dal torneo che ha rispettato a pieno le attese della vigilia, ossia il 50.000$ tedesco di Aachen. Il primo favorito era l'indiano, di passaporto statunitense, Rajeev Ram, in grado a Newport di vincere la lucky loser il primo titolo ATP della carriera; e nonostante quattro match molto lottati, nei quali è stato più volte ad un passo dalla sconfitta, è riuscito a centrare la sua prima vittoria stagionale a livello Challenger, dopo la finale persa mesi fa a Baton Rouge. Esordito contro l'alternate svizzero Sadecky, il tennista cresciuto nell'università dell'Illinois ha perso la prima frazione per 6-4, ma si è ripreso, ed ha quindi chiuso 6-4 6-2. Grande sofferenza anche nel secondo turno, nel quale la wild card tedesca Sebastian Rieschick è arrivata addirittura a servire per il match sul 5-4 della partita decisiva. La maggiore esperienza di Ram ha però fatto la differenza, e con due break consecutivi lo statunitense si è imposto 6-4 3-6 7-5. Nei quarti ha quindi regolato con un doppio 7-5 il lucky loser irlandese Louk Sorensen, ed in semifinale è riuscito ad avere la meglio per 6-3 4-6 7-6 sul numero 3 Daniel Brands, ottimo giocatore tedesco e favorito alla vigilia del match. All'atto finale Ram non si è smentito, combattendo nuovamente per tre set, e riuscendo ad avere la meglio per 7-2 al tie-break del terzo con il funambolico giamaicano di Germania Dustin Brown, arresosi 'solo' dopo tre lunghissimi set, terminati tutti nel game decisivo.

Se nella parte alta del tabellone c'è stata grande regolarità, con Brands (3), Ram (1), Darcis (5) e Sorensen (sostituto del numero 6 Gremelmayr) approdati ai quarti di finale; lo stesso non si può dire per la 'parte bassa', dove i quattro favoriti si sono fermati tra primo e secondo turno. Il numero due Stephan Koubek ha ceduto all'esordio a Brown (bravo nel metter poi in fila anche Pashanski, Stadler e Bemelmans), Reister ha perso con Stadler, Kavcic con il qualificato Przysiezny, e Kindlmann con l'emergente belga Ruben Bemelmans, poi approdato in semifinale.

CAPITOLO ITALIANI: In gara vi erano i lombardi Marco Crugnola ed Andrea Arnaboldi, entrambi però sconfitti al primo turno. Il varesino si è arreso per 7-5 6-4 all'ottimo Darcis; mentre il più giovane mancino ha ceduto 6-1 7-5 al potente tedesco Dieter Kindlmann (8). (CONTINUA)

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07 novembre 2009

Stagione italiana nei Challenger: chi su e chi giu


Di Marco Caldara - 7 Novembre 2009
Articolo apparso sul sito www.mytennis.it
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L'Italia è la nazione leader al mondo per numero di tornei Challenger organizzati; con ben 25 eventi fra i quali il ricco appuntamento di San Marino, un torneo sul sintetico indoor (Bergamo), due sul cemento all'aperto (Recanati e Cremona), e ben 21 Challenger sulla terra rossa outdoor che attraversano tutto lo stivale, articolandosi da Palermo (il più a sud) a Cordenons (il più a nord); e che permettono all'Italia di poter vantare ben sei tornei dell' ATP Challenger Tour in più rispetto agli USA, che presentano una superficie di oltre trenta volte maggiore alla nostra e sono composti da ben 51 stati. Per quanto riguarda il numero di tornei vinti siamo però ben al di sotto della media 'tornei organizzati/tornei vinti' di gran parte delle nazioni del 'vecchio continente', e non solo. Nel 2009 infatti gli azzurri sono andati a segno in soli otto tornei, quattro dei quali all'estero (compreso quello di San Marino). Il numero è abbastanza preoccupante, perché a fronte di numerosissime partecipazioni sono arrivati due titoli in meno del 2008, che venne definito a tratti 'disastroso', e rimangono pochissimi tornei (una manciata quelli in Europa, ai quali molto probabilmente la partecipazione dei nostri portacolori sarà pressoché nulla), per cercare di mettere in cascina almeno un altro 'alloro'.

Nel corso della stagione il miglior azzurro è stato senza ombra di dubbio il senese Paolo Lorenzi (nella foto), uno che, per intenderci, solo a Febbraio giocava Futures in Costa d'Avorio, ed ha chiuso la stagione con l' ATP di Lione e la certezza di un posto fra i 128 dell'Open d'Australia, suo primo slam di sempre. Il toscano ha giocato 34 tornei nel corso dell'anno, spostandosi in tutti i continenti e prendendo parte a 25 appuntamenti del circuito Challenger (sparsi fra Europa, America, Asia e Oceania). Può vantare tre successi (Rijeka, Reggio Emilia e Lubiana), 3 finali (San Luis Potosi, Tenerife e Tarragona), due semifinali (Como e Roma Garden), sette quarti di finale e tre ottavi; con vittorie su gente del calibro di Lu, Petzschner, Zeballos, Greul e Hajek. Tutto ciò l'ha portato a guadagnare ben 532 punti solo nei Challenger (secondo assoluto dopo Zeballos in questa speciale classifica), ed a posizionarsi questa settimana sul gradino numero 84 della classifica, suo miglior risultato di sempre ottenuto a 29 anni d'età.

La brillante stagione di Paolo:

SLAM:
Primo turno qualificazioni Australian Open.
Turno decisivo qualificazioni Roland Garros.
Primo turno qualificazioni Wimbledon.
Primo turno qualificazioni Us Open.

ATP:
Secondo turno qualificazioni Dubai.
Primo turno qualificazioni Queen's.
Primo turno main draw Lione.

CHALLENGER:
Vittoria: Reggio Emilia, Rijeka, Lubiana.
Finale: San Luis Potosi, Tenerife, Tarragona.
Semifinale: Como, Roma Garden.
Quarti di finale: Recanati, Busan, Orbetello, Todi, Izmir, Khorat, Bangkok.
Secondo turno: Alphen aan den rijn, Noumea, Rimini.
Primo turno: Cherbourg, Napoli-2, Cordenons, San Marino, Furth, Alessandria, Mexico City.

FUTURES:
Vittoria Costa d'Avorio F1 (15.000+H).
Finale Costa d'Avorio F2 (15.000+H).

Un altro italiano che si è fatto notare è il giovane mancino Andrea Arnaboldi, il quale nonostante la sua 'leggerezza' ha saputo ben figurare e spesso vincere con giocatori più blasonati, quali Crivoi, Ouanna, Villagran, Evans e Bozoljac. La sua stagione era scattata con 4 tornei ITF consecutivi in Spagna, e dopo la vittoria nell'ultimo il giocatore nativo di Cantù ha deciso di lanciarsi a pieno regime nei Challenger, riuscendo spesso a mettersi in mostra. Due semifinali (Todi e Lugano), e i quarti di Roma Rai e Alphen aan den rijn (con successi su Bubka, Lorenzi e tre set lottati con il francese Stephane Robert, uno dei protagonisti a livello Challenger e poi vincitore del torneo); ai quali si aggiungono due vittorie, una semifinale, e tre quarti a livello Futures, gli han permesso di issarsi ad un passo dai top 200 (206 per l'esattezza) e gli consentiranno nella prossima stagione di poter subito iniziare ad alti livelli, cercando magari di prendere maggior confidenza con il cemento (Australia) che sino ad oggi si è rivelato il suo 'tallone d'Achille'.
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Ottima stagione anche per il campano Potito Starace, che con soli sette tornei ha raccolto circa metà del suo bottino targato 2009 (320 su 682) posizionandosi al ventesimo posto dello Special Ranking Challenger (classifica redatta ogni Lunedì dall'amico Riccardo Bisti, Tennisbest). Il tennista di Cervinara (Benevento) ha centrato il successo in quel di Torino, fermandosi quindi all'ultimo atto a Lugano (sconfitto da Wawrinka), San Marino (da Seppi) e Napoli Posillipo (da Gil). Dalla sua anche una semifinale nel ricco evento ceco di Prostejov e due primi turni (Napoli-1 e Sunrise). Come appena citato l'azzurro è stato sconfitto nella finale di San Marino dall'altoatesino Andreas Seppi, numero 1 d'Italia, e bravo nel centrare il bottino massimo nel primo ed unico torneo al quale ha preso parte. Un successo anche per Fabio Fognini, Andrea Stoppini e Alessio Di Mauro. Il primo (2 partecipazioni) ha fatto suo il 30.000€ di San Benedetto, dopo che nei primi mesi dell'anno si era fermato in semifinale a Napoli. Il giocatore di Riva Del Garda (Trento) ha invece centrato il primo titolo della carriera nel 75.000$ turco di Izmir (Smirne), arrivato all'apice di una buona prima parte di stagione, che non è poi stata confermata nel prosieguo, con numerosi alti e bassi e una trasferta USA al di sotto delle aspettative. Il siciliano ha invece raggiunto il picco massimo all'Harbour Club di Milano, conquistando il 30.000€ ma regredendo poi improvvisamente e notevolmente nei tornei successivi: tredici appuntamenti Challenger che non l'hanno mai visto andare oltre il secondo turno (8 le eliminazioni all'esordio).

Molto vicini ad una vittoria che è però mancata il patavino Stefano Galvani, fermato all'ultimo atto nel torneo di Wolfsburg (da Ruben Bemelmans), e il romano Riccardo Ghedin, stoppato dal locale Salamanca nella finale di Bogotà-3. Il primo ha avuto una stagione ricca di alti e bassi, principalmente 'bassi', e ben distante dalle sue aspettative (Stefano ambiva ai top80 del ranking). Il portacolori dell' SSD Empire invece ha mantenuto costante la classifica di fine 2008, con l'importante finale nel torneo della Copa Petrobras (sei eventi consecutivi sulla terra sudamericana) e la 'ciliegina sulla torta' della qualificazione al torneo di Wimbledon.

Coloro che invece non sono riusciti a difendere le vittorie della stagione precedente sono Flavio Cipolla, Filippo Volandri e Tomas Tenconi. Il giocatore romano, che nel corso della stagione è entrato per la prima volta in carriera nei top100 (99), non è riuscito a vincere alcun torneo Challenger (nel 2008 vinse a Noumea il primo torneo dell'anno); anche se va detto che ha optato per una programmazione ambiziosa, giocando quasi esclusivamente a livello ATP e ripiegando sui tornei minori solo nel finale di stagione, quando una serie di problemi fisici ne ha però limitato notevolmente le capacità. Sottotono invece il 2009 di Volandri e Tenconi.

Il livornese, dopo l'ingiusta squalifica subita appena prima dell'Australian Open (gli venne imputato del 'doping' per un'eccessiva quantità di salbutamolo riscontratagli in un test effettuato a Miami 2008 e dovuta al regolare e consentito uso che Filippo faceva del 'Ventolin') è rientrato nel torneo di Monza, e nel corso dell'anno ha giocato sempre a livello Challenger, eccezion fatta per il Roland Garros e gli ATP di Umag e Bucarest. Come miglior risultato ha raggiunto la finale nel 50.000$ di Trani, non riuscendo però a difendere i ricchi successi ottenuti nella stagione precedente a San Marino e Cordenons, e perdendo molto spesso match alla sua portata. Stesso discorso vale per l'italo-argentino, uno dei migliori azzurri del 2008 e uno dei peggiori del 2009. Lo scorso anno scalò oltre 900 posizioni, vincendo numerosi tornei Futures e arrivando a ridosso dei top150, con la 'doppietta' negli ultimi due Challenger italiani della stagione (Todi e Napoli Posillipo), vinti consecutivamente. Quest'anno ha invece deluso le attese, raggiungendo solo tre volte i quarti di finale (Como, Roma Rai e Scheveningen) ed infilando una serie di sconfitte all'esordio. Fino a Luglio/Agosto è riuscito a 'galleggiare' attorno ai 150, entrandovi anche, difendendo con qualche vittoria Challenger i successi Futures dell'anno precedente. Da li in poi però, con la 'scadenza' dei punti del 15.000 +H di Bolzano, e dei due Challenger Tomas è precipitato in classifica e perdendo circa 250 posizioni. Oggi è numero 400 del mondo, ma entro fine anno indietreggierà ancora.

Grande crollo anche per Giancarlo Petrazzuolo, che in tutto il 2009 non è riuscito mai a superare il secondo turno di un torneo, Challenger o Futures che fosse, perdendo oltre 300 posizioni e rialzandosi sono parzialmente con 4 buoni match negli ultimi due tornei Challenger della sua stagione, nei quali ha sconfitto gli ottimi Rosol e Aranguren, giocando poi alla pari con Greul e Hernandez. Con i suoi risultati deludenti rientra in quella serie di azzurri che non sono stati in grado di confermare una finale ottenuta lo scorso anno (Lubiana nella fattispecie). A fargli compagnia Simone Vagnozzi e Marco Crugnola, che nonostante una buona stagione non sono riusciti a confermare le finali di Alessandria e Vigo. Rispondono 'presente' anche Enrico Burzi (Siviglia) e Walter Trusendi (Rimini), autori di un 2009 non degno dei propri mezzi e notevolmente calati in classifica. All'interno di questo spiacevole rango pure il siciliano Gianluca Naso, a mio avviso la maggior delusione dell'anno. Dopo un 2008 brillante e ambizioso, che l'aveva visto qualificarsi per vari tornei ATP (Amburgo, Umag e Monaco per citarne alcuni) e raggiungere la finale a Genova, ci si aspettava per lui la definitiva consacrazione, ed invece dopo il terzo turno raggiunto nelle qualificazioni dell'Australian Open ha iniziato una preoccupante parabola discendente, perdendo con chiunque capitasse, e riuscendosi a mettere in mostra solo per i tre match point consecutivi sprecati con Filippo Volandri nel secondo turno del Challenger di Milano. La sua stagione (mai un quarto di finale per lui) è poi terminata in anticipo a causa di un brutto infortunio al polso e se non riuscisse quest'inverno ad attuare la giuste contromisure al precipitoso calo, c'è il grosso rischio di aver perso un giocatore dal potenziale veramente elevato.
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Per quanto riguarda invece gli 'altri', ossia tutti coloro ad aver giocato spesso dei tornei Challenger, viene subito alla luce il nome di Alberto Brizzi, autore di una buona 'annata' che l'ha visto raggiungere il miglior risultato nel primo torneo dell'anno giocato a Tanger, in Marocco, dove il nostro si è fermato ad un passo dalla finalissima, sconfitto da Pere Riba (semifinale poi bissata a Tampere, Finlandia). Grazie a numerose wild card concessagli dalla Federtennis (della quale è consigliere) ha ben figurato anche l'aretino Daniele Bracciali, semifinalista in tre tornei (Recanati, San Remo e Trani). Qualche bella vittoria l'hanno ottenuta anche Thomas Fabbiano, quarto finalista nel 100.000$ di Torino, e il marchigiano Daniele Giorgini, nei quarti a San Remo e Manerbio. Per concludere, otto le partecipazioni stagionali del siciliano Francesco Aldi, che ha raggiunto il 'season best' con la semifinale nel Challenger 30.000€ rumeno di Brasov.

Questi tutti gli altri italiani ad aver superato almeno un turno in un torneo del circuito Challenger:

-Matteo Trevisan: ottavi Torino (WC), 5 primi turni
-Luigi D'Agord: ottavi Santiago, 3 primi turni
-Giuseppe Menga: ottavi Cremona (WC), primo turno Bergamo (q)
-Matteo Marrai: ottavi Ginevra
-Francesco Piccari: ottavi Milano
-Antonio Comporto: ottavi Palermo (WC)
-Manuel Jorquera: ottavi Orbetello (WC)
-Davide Sanguinetti: ottavi Caltanissetta (WC)

Questi invece i rimanenti azzurri ad aver preso parte ad un evento Challenger (senza vincere):

-Federico Torresi: primo turno Recanati (WC), Roma-2 (q), Blumenau
-Stefano Ianni: primo turno Monza (WC), Manerbio (q), Trani (q)
-Giacomo Miccini: primo turno Recanati (WC), San Benedetto (WC)
-Enrico Fioravante: primo turno Napoli-1 (WC), Napoli-2 (WC)
-Simone Bolelli: primo turno Mons
-Stefano Travaglia: primo turno San Benedetto (WC)
-Luca Vanni: primo turno Milano (WC)
-Matteo Viola: primo turno Samarcanda
-Federico Gaio: primo turno Orbetello (WC)
-Mauro Bosio: primo turno Cremona (WC)
-Alberto Cammarata: primo turno Palermo (WC)
-Jacopo Marchegiani: primo turno Alessandria (WC)
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MARCO CALDARA

02 novembre 2009

Punto sui Challenger: Bellucci e Lacko sorridono

Foto da Copa Petrobras de tenis.com
(di Marco Caldara)

La settimana appena terminata presentava eventi Challenger in due sole località, ossia San Paolo (Brasile) e Seoul (Korea). Nel primo evento ha trionfato Thomaz Bellucci, primo giocatore brasiliano nella classifica mondiale e superfavorito della vigilia. In Asia invece il titolo è andato allo slovacco Lukas Lacko, anche lui classe 1987.

San Paolo (Brasile, 75.000$, Terra Rossa): Bellucci, e chi sennò?
Dopo la semifinale raggiunta nell' ATP di Stoccolma, il brasiliano Thomaz Bellucci a deciso di rientrare 'a casa' per giocare l'ultimo evento della 'Copa Petrobras', situato a San Paolo (secondo torneo stagionale per la città sudamericana). Non ha avuto troppi problemi nel far suo il titolo, che gli permette di guadagnare altre sei posizioni e salire sul gradino numero 37 della classifica mondiale.

Il suo cammino verso il successo finale era però iniziato in maniera piuttosto affannosa, e sotto di un set con il promettente connazionale Joao Souza. Sicuramente Bellucci ha pagato il cambio di superficie, dal velocissimo sintetico svedese alla terra sudamericana; ma dopo un'oretta di assestamento ha ribaltato il punteggio, imponendosi 46 63 62. Da li in poi il suo torneo è stato in discesa, o così ha voluto far sembrare, in quanto nonostante abbia affrontato avversari di livello alto, ha sempre vinto 'straight sets'. Al secondo turno ha sconfitto per 63 64 Santiago Gonzalez, e nei quarti si è imposto 62 63 su Nicolas Massu. In semifinale ha battuto per 64 63 David Marrero, e all'ultimo atto, opposto all'ecuadoriano Nicolas Lapentti, ha vinto con un doppio 6-4, facendo su il secondo Challenger stagionale (dopo Rimini). (CONTINUA)

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26 ottobre 2009

Punto sui Challenger: le tre promesse e il veterano

Foto da Orleans Challenger
(di Marco Caldara)

Ecco come ogni Lunedì il nostro consueto punto sui tornei Challenger appena terminati. La scorsa settimana presentava quattro tornei, con il più importante che si è svolto in Francia, ad Orleans, ed ha visto trionfare un giocatore dal talento indiscusso che negli ultimi tempi era apparso in netta ripresa, dopo un grosso calo patito in precedenza. Gli altri tre appuntamenti, tutti nel continente americano, hanno invece incoronato tre giovani giocatori emergenti (o già emersi e risucchiati nel 'baratro' dei Challenger).

Orleans (Francia, 125.000$, Sintetico I): la rimonta di Xavier!
Il belga Xavier Malisse (nella foto) è sicuramente uno dei giocatori ad aver meglio figurato nel corso della stagione a livello Challenger. Il giocatore francofono però, dopo il successo nell’evento canadese di Granby, non era più andato a segno, raccogliendo due sconfitte in finale (entrambe con Baghdatis), due quarti e un secondo turno. Questa settimana la sua bestia nera cipriota ha deciso di giocare a Stoccolma (regalandosi pure la vittoria), e quindi Malisse ha potuto alzare al cielo il secondo trofeo della stagione, rientrando così finalmente fra i primi 100 giocatori del mondo, dopo che esattamente tre mesi fa era scivolato fuori dai 250.

E pensare che il torneo di Xavier era iniziato con un netto 61 subito dal francese Sidorenko. Malisse però non si è dato per vinto, rimontando il match e chiudendo per 63 61. Partito con un set di svantaggio anche nei tre match successivi, il funambolico giocatore belga ha sempre recuperato, superando avversari di livello decisamente alto, come Hrbaty (36 63 76), Brands (46 62 63) e Llodra (36 75 60). In finale si è quindi trovato di fronte il sorprendente Stephane Robert, giunto all’ultimo atto con quattro vittorie contro-pronostico su gente del calibro di Kevin Anderson, De Chaunac, Chardy (36 ATP) e l’elvetico Bohli. All’ultimo atto ha raccolto tre soli giochi, arrendendosi 61 62, ma questo torneo, oltre a lanciarlo sul gradino numero 120 della classifica (era appena dentro ai 400 ad inizio 2009), gli da la consapevolezza di potersela giocare anche ad altissimi livelli. Per lui tre Futures vinti, e due finali, e due Challenger vinti, ed una finale. Stagione da incorniciare.
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Oltre al ventinovenne francese, c’è ben poco da segnalare, con le quattro teste di serie della parte bassa del tabellone che, pur affannosamente, hanno raggiunto le semifinali. ‘Sopra’ invece eliminato all’esordio il numero 7 Carsten Ball battuto da un redivivo Nicolas Mahut, poi spintosi sino ai quarti dove ha ceduto a Bohli, giustiziere al secondo turno di Josselin Ouanna (3).

CAPITOLO ITALIANI: In gara vi erano il romano Flavio Cipolla e il patavino Stefano Galvani. Il primo si è arreso ad un secco 64 60 inflittogli dal tedesco Kindlmann; mentre il ‘sempreverde’ Stefano ha lottato strenuamente per tre set con il francese Roger-Vasselin (uno che tre settimane fa ha sconfitto Del Potro), arrendendosi ‘solo’ per 46 63 76. (continua)
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20 ottobre 2009

Punto sui Challenger: Delgado, 33 anni di vittorie


Ecco con un giorno di ritardo il nostro consueto Punto sui Challenger. Questa settimana non è avvenuto nulla di strano, e quindi abbiamo dato spazio a Ramon Delgado, trentatreenne paraguaiano che nella sua Asuncion ha centrato il primo titolo di un 2009 decisamente opaco.

Asuncion (Paraguay, 75.000$, Terra): Sorpresa Delgado!
In una stagione che l’aveva visto raggiungere come miglior risultato un quarto di finale Challenger, il paraguaiano Ramon Delgado, numero 52 del mondo nel lontano 1999, ha centrato a 33 anni un’importantissima vittoria, dominando il torneo nella sua Asuncion, e scalando grazie ai 90 punti guadagnati, ben 146 posizioni, riportandosi all’interno dei top300 (260 per l’esattezza).

In gara grazie ad una ‘dovuta’ wild card concessagli dagli organizzatori, la strada di Ramon sembrava doversi fermare già al primo turno, al cospetto di Ruben Ramirez-Hidalgo, numero 6 del torneo. Delgado ha invece vinto per 76 40 ritiro, ed ha poi messo in fila altri due avversari duri, quali Bogolomov Jr. (64 64), ed il terzo favorito Santiago Ventura, tramortito con un secco 63 62. In semifinale ha quindi sconfitto 76 46 61 lo sloveno Blaz Kavcic, ed all’ultimo atto, opposto al ‘treno’ Daniel Gimeno-Traver, all’apice della sua carriera proprio nelle ultime settimane, si è imposto per 76 16 63, mandando in visibilio il pubblico amico.

In evidenza anche Diego Junquiera, arrampicatosi sino alla semifinale con vittorie su Recouderc, Poch-Gradin, ed il sorprendente Facundo Bagnis, qualificato classe 1990, che dopo aver battuto il promettente Guido Pella, ha superato anche Munoz-De La Nava. Bene anche Juan Martin Arangueren, che prima di arrendersi a Kavcic, ha sconfitto due giocatori di rilievo come Federico Del Bonis, e Maximo Gonzalez (68 ATP); numero uno del torneo. (continua)

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12 ottobre 2009

Punto sui Challenger: due per la 1 e due per la 6

Foto da Copa Petrobras De Tenis

Due per la uno e due per la sei si, perché i quattro tornei Challenger della settimana appena terminata sono stati tutti vinti da ‘seeded players’. I due più importanti, Mons e Montevideo, sono andati al primo favorito del torneo; mentre a Tarragona e Sacramento il successo è toccato alla testa di serie numero sei. Altra finale per gli azzurri, con Lorenzi fermato all’ultimo atto del torneo spagnolo.

MONS (Belgio, 125.000$, sintetico): Janko in scioltezza!
Per uno che sul cemento ha saputo portare Roger Federer ad oltranza al quinto set, vincere un Challenger non dovrebbe essere impresa ardua, ed infatti così è stato. Il ‘filosofo’ serbo Janko Tipsarevic (nella foto) si è infatti aggiudicato senza troppi problemi, e soprattutto senza mai perdere un set, il ricco Challenger belga di Mons; nel quale il solo Xavier Malisse nei quarti di finale, è riuscito a strappargli la battuta. 47 game di servizio vinti su 49 disputati, davvero invidiabile. Con la vittoria Tipsarevic rientrerà nei top50, saltando dalla posizione 60 alla 46.

Come detto quello del serbo è stato un torneo piuttosto agevole, apertosi con un 64 64 all’ucraino Sergei Bubka, e terminato con un 76 63 ad un altro ucraino, Sergiy Stakhovsky. In mezzo Falla (62 61), ed i padroni di casa Malisse (75 64) a Steve Darcis (64 63). Escluso all’assoluto dominio di Janko, quello francofono è stato un torneo davvero strano, e nonostante ci fossero delle teste di serie con una classifica davvero notevole, solo due di queste sono riuscite ad arrivare ai quarti di finale; uno è il vincitore del torneo, mentre il secondo è il russo Korolev (3), fermato poi dal finalista.

In evidenza anche la wild card locale David Goffin (classe 1990), che ha battuto in tre set Olivier Rochus, prima di arrendersi a Lukas Lacko. Lo slovacco ha poi a sua volta alzato bandiera bianca al cospetto di Illya Marchenko, qualificato ucraino capace di stendere Ball, Back e Lacko, per poi lottare tre set col più noto connazionale.

CAPITOLO ITALIANI: In gara vi era il solo Simone Bolelli, testa di serie numero 2, e sconfitto al primo turno dallo slovacco Karol Beck. Il bolognese ha sprecato numerosissime occasioni, ed è finito per lasciarsi beffare da Karol, bravo nel valorizzare a pieno un break sul 4-4 del set decisivo. (continua)
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05 ottobre 2009

Punto sui Challenger: Starace delude la sua Napoli


Nella nostra consueta rubrica del Lunedì che analizza i Challenger della settimana appena terminata, si parlerà oggi di tre tornei (Napoli, Quito e Buenos Aires), con gli azzurri che grazie alla finale conquistata da Starace nell'evento italiano, raggiungono quota tre finali in due settimane, con il solo successo di Paolo Lorenzi a Ljubljana.

Napoli (75.000$, Terra): Gil gela Posillipo, Starace è battuto
Nel secondo Challenger stagionale disputato a Napoli, sui campi del Green Park Posillipo per la precisione, chiunque si sarebbe atteso una vittoria del campano Potito Starace idolo di casa, che avrebbe dovuto riscattare la prematura sconfitta patita a Marzo nel primo dei due appuntamenti partenopei. Fino alla finale tutto è filato liscio per Starace, che ha agevolmente sconfitto avversari decisamente tosti, quali Lorenzi, Crugnola, Gabashvili e Hernandez. All’ultimo atto di fronte a lui c’era il portoghese Frederico Gil, numero 100 della classifica mondiale e sesto favorito del torneo. Dopo un primo set vinto agevolmente dall’azzurro (62), l’iberico si è però ripreso, ed ha chiuso 61 64 le rimanenti due frazioni, aggiudicandosi, fra lo stupore locale, la manifestazione.

Volendo guardare anche il cammino di Gil (nella foto - da Daylife.com) era stato molto semplice, con il portoghese che non aveva mai concesso un set, superando nell’ordine Dodig, Sidorenko, Granollers e Ungur, tutti avversari non certo facili; ma da Starace, a Napoli, ci si sarebbe facilmente auspicati una vittoria; invece non è stato così. A Gil vanno 9200€ e ben 90 punti ATP, che da oggi lo proiettano sul gradino numero 83 della classifica mondiale. Saranno invece 6 le posizioni guadagnate da Starace, alla quinta finale in quel di Napoli (3 vittorie e una sconfitta con Gasquet nel 2005), che da oggi rientra nei primi 80 giocatori del mondo.

In un torneo fortemente dominato dalle teste di serie, è ‘il solito’ Adrian Ungur a far parlare di se, con l’ennesima settimana da incorniciare. Sconfitto al primo turno il numero otto del torneo Lamine Ouahab, Adrian ha regolato per la seconda settimana consecutiva lo spagnolo Ramos-Vinolas, e nei quarti, opposto al numero uno del torneo Peter Luczak, si è imposto per 57 63 62, arrivando per il quarto torneo di fila, almeno in semifinale (in cinque settimane). A quel punto ci ha pensato Gil a fermare la sua corsa (64 76), ma il suo cammino verso il proprio best ranking (169), suo obiettivo per il finale di stagione, continua a progredire. Adrian, residente a Firenze, dove si allena con Fanucci e il suo staff, ha infatti guadagnato altre 24 posizioni, rientrando nei top200. Sino al 30 Agosto era fuori dai primi 500, ed ora, nel giro di cinque settimane ha scalato ben 339 posizioni, arrivando alla centonovantaquattresima piazza. CHAPEAU!

CAPITOLO ITALIANI: Oltre alla finale di Starace, arrivano buone prove anche da vari altri giocatori azzurri. Crugnola, ripescato come lucky loser, ha facilmente superato Ivan Navarro, arrendendosi poi a Potito. Bene anche Petrazzuolo, che dopo aver sconfitto l’ostico ceco Lukas Rosolo (62 26 64), ha lottato alla pari con il numero due del torneo Oscar Hernandez, alzando bandiera bianca per 64 76. Secondo turno anche per il qualificato Alberto Brizzi, che sconfitto in tre set lo spagnolo Lopez Jaen, ha ceduto con un doppio 6-4 a Teimuraz Gabashvili. Fuori al secondo round anche Filippo Volandri, il quale dopo aver regolato Levy con un doppio 64 si è fermato al cospetto di Luczak (75 62). Sconfitti subito invece il defending champion Tomas Tenconi e il giovane Enrico Fioravante. (continua)
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28 settembre 2009

Punto sui Challenger: Lorenzi ancora vincitore


Ecco come ogni Lunedì la nostra consueta rubrica sui tornei Challenger della settimana precedente. I tornei in questione erano quattro. Due sono andati secondo pronostico (o quasi); mentre i rimanenti due sono stati vinti da outsider. Vediamo insieme nel dettaglio tutti gli appuntamenti.

Ljubljana (Slovenia, 50.000$, Terra): Il tris di Paolino!
E’ l’azzurro Paolo Lorenzi (nella foto – ringraziamo Matjaz della TZS per avercela inviata poco dopo la premiazione), il vincitore del ‘BMW Ljubljana Open 2009’, torneo Challenger da 50.000$ andato in scena nella cittadina slovena. Il giocatore allenato da Claudio Galoppini ha così vinto il suo quinto torneo Challenger in carriera, il terzo del 2009 (dopo Reggio Emilia, Rijeka e due finali perse); e con i punti guadagnati da oggi sarà numero 106 del mondo, suo miglior risultato di sempre, e a solo una trentina di punti dall’accesso nell’elite del tennis mondiale.

Numero uno del torneo, l’azzurro ha facilmente rispettato i pronostici, soffrendo quasi solo nella finale. Sconfitto al primo turno con un doppio 6-0 la wild card Zakovsek, Paolo ha poi rifilato un facile 6-3 6-1 al monegasco Balleret. Nei quarti di finale, opposto all’emergente serbo Filip Krajinovic (classe 1992) ha perso il primo set del torneo, imponendosi poi per 6-0 4-6 6-2. In semifinale ha regolato con un rapidissimo 6-1 6-2 il locale Janez Semrajc; e nella finalissima, disputata Sabato, ha recuperato dalla spiacevole situazione di set e break sotto (1-6 0-2) e dopo aver vinto 7-4 al tie-break la seconda frazione, ha gelato il pubblico di casa (circa 1000 unità), ovviamente dalla parte di Zemlja, chiudendo la sfida con un 6-2.

Da sottolineare il buon torneo dello sloveno Janez Semrajc, wild card classe 1989 e numero 456 del mondo. Il giocatore, che ho visto in gara a Luglio, è dotato di un tennis molto potente e incisivo, e non mi stupisco quindi di trovarlo in una semifinale di tale livello; per lui che nel 2009 vanta già una vittoria ed una finale ITF. Sconfitto al primo turno il croato Ivan Dodig (63 61), Janez è uscito vincitore da una durissima battaglia con il montenegrino Tosic, battuto 76 57 63. Lo sloveno ha poi superato il bolognese Enrico Burzi, ottimo quarto finalista, prima di subire una secca batosta da Lorenzi. Arrivato la scorsa settimana alla sua miglior classifica di sempre, Semrajc farà, grazie ai 27 punti guadagnati, un ulteriore balzo in classifica.

CAPITOLO ITALIANI: Oltre alla vittoria finale di Lorenzi si sono messi in mostra anche Vagnozzi, Burzi e Arnaboldi. Il marchigiano ha rifilato un doppio 6-0 al monegasco Lisnard (meglio classificato di lui) e poi ha sconfitto per 7-6 3-6 6-4 l’italo-argentino Tenconi (vittorioso al primo turno su Lojda). Nei quarti di finale poi, Vagnozzi si è arreso con un netto 6-0 6-2 al suo compagno di doppio Stephane Robert. In coppia con Robert ha poi raggiunto la sua sesta finale negli ultimi sette tornei, ma ha perso nuovamente (Simone è riuscito a vincere solo a Manerbio con Di Mauro). Quarti anche per Enrico Burzi, che ha brillantemente sconfitto il locale Blaz Kavcic (63 64), numero quattro del torneo; e il giamaicano Dustin Brown (60 64), prima di arrendersi a Semrajc. Arnaboldi invece ha lottato a lungo con Roko Karanusic, secondo favorito del torneo, salvo però uscir sconfitto col punteggio di 6-3 1-6 6-3. (continua)

21 settembre 2009

Punto sui Challenger: le teste di serie dettano legge

Foto da Pekaoszczecinopen.eu

Ecco come di consueto la nostra rubrica del Lunedì che va ad analizzare i risultati dei tornei Challenger della settimana precedente. La cosa che salta subito all'occhio nell'analizzare i tabelloni è che quattro dei cinque in questione hanno visto arrivare in finale il numero uno del seeding, con due vittorie e due sconfitte. L'unico torneo che si è differenziato è stato quello polacco di Szczecin, il più importante, che ha visto il numero 1 del seeding Albert Montanes fermarsi in semifinale al cospetto di Evgeny Korolev, futuro vincitore. L'unico torneo che invece non ha visto affrontarsi all'ultimo atto due 'seedeed players' è stato l'evento umbro di Todi, con la sorpresa del qualificato rumeno Adrian Ungur.

Szczecin (125.000$, Polonia, Terra): Korolev mette tutti in fila!
Il torneo più ricco, e con il livello più alto di questa settimana, la trentottesima del circuito Challenger 2009, era l'evento polacco di Sczecin, che presentava al via giocatori del calibro di Montanes, Hernandez, Korolev, Serra, Gil, Ramirez Hidalgo; tutti usuali frequentatori del circuito maggiore. Alla fine il titolo è andato proprio a Korolev quarto favorito alla vittoria finale, al suo primo titolo Challenger del 2009, su quattro partecipazioni. (CONTINUA)

14 settembre 2009

Punto sui Challenger: la rivincita dei veterani


I tornei Challenger sono spesso il trampolino di lancio per tutti i giocatori che diventeranno poi stelle del circuito mondiale e non. Ogni tennista forte ha preso parte almeno una volta ad un torneo Challenger; e non sono pochi i top50 che, vuoi per guadagnare qualcosa di più, vuoi per acquisire un po’ di fiducia vincendo dei match, hanno scelto talvolta di giocare qualche torneo ‘minore’. Gli eventi di questa settimana erano quattro, e solo quello di Siviglia ha visto trionfare un giovane, lo spagnolo Pere Riba (classe 1988), su un altro giovane, Ramos-Vinolas. Gli altri tre tornei sono stati invece una sorta di rivincita dei veterani, con le vittorie di Stephane Robert (1980), Alberto Martin (1978) e Marcos Baghdatis (1985); arrivate inoltre su giocatori non certo emergenti (quali Michael Russel, Carlos Berlocq e Xavier Malisse).

Genova (Italia, 100.000$, Terra Rossa): Alberto Martin non molla!
E’ lo spagnolo Alberto Martin (nella foto sopra – da http://www.genoaopen.com/) il vincitore dell’ Aon Open Challenger 2009, il 100.000$ disputatosi sui campi del circolo Valletta Cambiaso di Genova. L’iberico, ex numero 34 della classifica mondiale, è arrivato a Genova dopo una stagione molto scarsa di risultati, che l’ha visto raggiungere i quarti di finale a Costa do Sauipè come miglior risultato. In liguria ha però trovato le condizioni e le motivazioni giuste per fare bene, e si è aggiudicato il primo torneo della stagione. (continua..)

11 settembre 2009

Ritorna MyTennis.it

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(di Luca Brancher)
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Dopo quasi 2 mesi di assenza, dovuti ai più svariati motivi, che non staremo di certo qui ad elencarvi, Mytennis.it riapre i propri battenti per provare a raccontarvi, a proprio modo, l’attuale mondo del tennis, in tutte le sue sfaccettature. Colgo proprio quest’occasione per annunciarvi che gli scopi e gli obiettivi che ci prefiggiamo non solo quelli di garantirvi aggiornamenti costanti oppure puntuali articoli sugli appuntamenti tennistici che via via vanno disputandosi nel corso delle giornate, limitando il nostro apporto cronistico alla cura delle Entry List, in particolar specie in ambito femminile, le quali, è inutile celarlo, sono state il nostro traino negli scorsi mesi.

Cosa potete trovare, quindi, in queste pagine? Articoli su come vediamo il tennis e su cosa ci piace del tennis: inutile ripetere e riportare notizie e match che potreste trovare già su altri siti, ben più noti e accessibili di noi. Racconteremo il nostro tennis, senza vincolarci ad etichette che derivano dall’importanza o meno dei tornei, ma altresì senza voler cadere nella banale ricerca di ciò che, a forza di cose, risulta essere alternativo. Saremo quello che siamo e cercheremo di trasmettervi, ognuno di noi, quanto del tennis pensiamo valga la pena raccontare. Più che un giornale, saremo un diario, in cui manifesteremo le nostre emozioni.
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Come saprete anche io facevo parte dello staff del neonato sit web, e continuerò ovviamente a collaborare con Luca Brancher e tutti gli altri amici. Vi annuncio subito che la nostra consueta rubrica del Lunedì sui Challenger della settimana precedente verrà trasferita su MyTennis, anche se ogni Lunedì riporterò comunque introduzione e link su TENNIS MASCHILE. Vi invito quindi a seguire My Tennis.it, per trovare dei miei articoli di taglio editoriale e tanto altro ancora. Ho già sancito con un mio pezzo la riapertura di battenti del sito. Lo trovate a questo indirizzo: [link].