25 Ottobre 2008 / 25 Ottobre 2009
Un anno; è già passato un anno. Trecentosessantacinque giorni fa, è venuto a mancare nel mondo del tennis italiano l'aretino Federico Luzzi, uno dei giocatori che, per non avendo mai raggiunto una classifica eccelsa, ha sempre saputo farsi riconoscere, far parlare di se, per via della sua grande scaltrezza, sincerità, ed infinita voglia di vivere.
Era per me un normalissimo Sabato pomeriggio, e prima di uscire di casa, mi ero curato di preparare la macchina fotografica, un pennarello, ed una foto di Federico Luzzi. Si perché il giorno dopo si sarebbe giocata la terza giornata del campionato di Serie A1, e la squadra del giocatore toscano, il Tc Parioli, sarebbe venuta a giocare a Cividino, contro il 'mio' Tennis Club Sarnico. Avevo invitato anche qualche amico a venir con me a vedere la sfida, per poter ammirare il talento di Federico Luzzi, il mio tennista preferito, come manifestato da numerosi 'pezzi' scritti su di lui nel periodo buio dell'assurda squalifica.
Erano circa le 16, ed una mia amica, alla quale da mesi parlavo praticamente sempre di Federico, mi invia un messaggio: 'Ho sentito alla radio che Luzzi è stato stroncato da una leucemia'. L'ho chiamata al telefono, e dopo aver urlato qualsiasi tipo d'offesa ho capito che non scherzava affatto. Ho acceso il computer, ed ho subito trovato la notizia. Il sangue mi è gelato nelle vene; non sentivo le gambe, le braccia. Respiravo a fatica. Al momento non ho avuto alcuna reazione, e man mano capivo che non era uno scherzo, facevo sempre più fatica a crederci. Io ero 'alle prime armi', e non avendo ancora le giuste conoscenze in questo mondo, non ero minimamente al corrente della malattia di Federico, neanche me lo immaginavo lontanamente.
Poi numerosi avvenimenti, articoli, eventi in memoria, ed un grandissimo lavoro che ha portato subito alla fondazione di Fedelux, un'associazione benefica diretta da Paola Cesaroni, la mamma di Federico, che ha subito messo in moto una grandissima macchina organizzativa (ha davvero dell'incredibile la forza con la quale Paola sta portando avanti questo progetto), volta a mantenere vivo il ricordo di appassionati e non, nei confronti di un grande tennista, ma prima di tutto di una grande persona, di 28 anni, stroncata nel giro di 6 giorni da una leucemia fulminante.
Un anno dopo faccio ancora molta fatica a trovare le parole per raccontare di un giocatore che, pur avendo incontrato una sola volta, ha lasciato un segno indelebile dentro di me; e nel cuore di tutti gli appassionati di questo sport. E' anche grazie al lui, al suo ricordo, che sto portando avanti questo progetto con TENNIS MASCHILE.com. Lui era un guerriero, lottava, non mollava mai; e nel suo ricordo mi sembra doveroso provare ad interpretare il messaggio che lui, venendo da un altro pianeta (come tanto gli piaceva dire), abbia provato a lasciarci.
Ci tengo a mandare un caloroso abbraccio a mamma Paola, che come detto sta dimostrando una forza di volontà ai limiti del reale, e anche a tutti i familiari e parenti di Federico. Il vuoto lasciato è incolmabile all'interno di me, e posso quindi immaginare quanto lo sia in voi, che l'avete messo al mondo, cresciuto, educato, ed amato sin dai primi giorni di vita. Vi mando anche un grosso in bocca al lupo per il grande lavoro che state facendo, per non far finire Federico nel 'dimenticatoio', e mantenere vivo il suo ricordo, con iniziative benefiche volte ad evitare, in futuro, altri dolori come questo.
CI MANCHI FEDERICO, RIPOSA IN PACE!

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