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24 marzo 2010

RESOCONTO 2°TURNO ITF ROMA-EUR 15.000$

Foto Giulio Gabbanini

Dal nostro corrispondente a Roma, Roberto Bontempi

Roma, 24 marzo 2010. Al TC Eur di Roma oggi si sono disputati tutti gli incontri validi per il secondo turno del tabellone di singolare del torneo future, con 15.000$ di montepremi, organizzato nella splendida cornice del prestigioso circolo capitolino. Tanti i match equilibrati e tanti azzurri in campo: ben 10, 6 dei quali impegnati in tre derby tricolore. Vediamo il resoconto dei match.

Marrai b. Aldi 6/2 4/6 7/6 (5)
L’incontro più bello della giornata è stato probabilmente quello che ha messo di fronte Aldi e Marrai. I due azzurri hanno dato vita ad una grande battaglia durata quasi due ore e mezza, con spunti di tennis piuttosto vario e divertente come nelle loro abituali caratteristiche. Marrai è uscito meglio dai blocchi portandosi subito avanti nel primo parziale concluso piuttosto agevolmente per 62. Più lotta nel secondo con Aldi, quarta testa di serie del tabellone e con un passato da top-150, che riesce a ritrovare fiducia e colpi pareggiando le sorti della sfida. Nel terzo regna l’equilibrio e dominano i servizi. Nell’undicesimo, interminabile, game Aldi ha annullato quattro delicate palle break all’avversario e, nel gioco successivo, raggiunge il match point. Sprecata la chance, il tennista siciliano ha accusato un po’ di nervosismo ma è stato bravo a restare aggrappato anche nel tie-break, dove ha ceduto solo di misura ad un Marrai incitato durante tutta la partita dal suo coach Michele Tellini. Da sottolineare ancora una volta lo splendido rovescio ad una mano del tennista toscano, un colpo straordinario che spesso fa la differenza.

Giorgini b. Crugnola 7/5 1/6 7/5
L’incontro più atteso era probabilmente quello che opponeva Giorgini e Crugnola. La qualità di questo match però non è stata entusiasmante: i due tennisti sembravano piuttosto nervosi e non riuscivano a mostrare il loro miglior tennis, forse perché amici. Crugnola in particolare, nonostante i suoi gesti sempre piacevoli da vedere, pareva una copia sbiadita del tennista ammirato in certi periodi dello scorso anno. Il problema sembra più questione di fiducia. Merito anche del solito Giorgini, molto ben preparato fisicamente e pronto a vendere cara la pelle e lottare fino all’ultima palla. Alla fine l’incontro durerà circa tre ore, e riuscirà a spuntarla, a sorpresa, il tennista di San Benedetto. Decisive, nel terzo set, le incertezze di Crugnola, seguito da Uros Vico, impegnato a prendere appunti durante il match del suo pupillo, incapace di sfruttare un break di vantaggio e la possibilità di servire per il match sul 5-4.

Giraudo b. Cabal 6/3 4/6 6/3
Ottima impressione ha destato Alberto Giraudo (nella foto), uscito fuori da un’altra grande lotta contro il colombiano Cabal. Alberto, le cui qualità tecniche non sono certo una sorpresa, è stato paziente e umile a tenere a bada un avversario ostico e tignoso, che ha cercato di imbrigliare la maggiore brillantezza del piemontese costruendo una fitta rete di scambi condite da pallonetti lentissimi per spezzare il ritmo. Alla fine dell’incontro Giraudo ha detto di essere sorpreso della sua tenuta atletica visto che, per l’operazione da poco subita, ha terminato la preparazione solo da una settimana. «Nel terzo pensavo di crollare – ha detto Alberto – invece il massaggio del fisioterapista alla fine del secondo set mi ha fatto davvero bene. Certo, in alcune fasi avverto ancora un po’ di tensione a causa dei pochi match giocati (non ha chiuso il match servendo sul 5-2 nel terzo n.d.a.), ma sono molto contento».

Comporto b. Sousa 6/3 6/2
Una buona notizia per i colori italiani è arrivata dal giovane siciliano Comporto, wild card, che ha superato in modo sorprendentemente agevole il portoghese Sousa. La grande differenza in questo match l’ha fatta la diversa tenuta mentale dei due. Il nostro Comporto, infatti, ha avuto un atteggiamento perfetto in campo, lottando su tutti i punti in modo composto e determinato. Al contrario, il rivale sembrava posseduto da uno spirito malvagio, ed ha passato tutto il (breve) tempo del match a urlare e a lamentarsi. Il risultato parla chiaro e Comporto, in possesso di un tennis solido ma a volte un po’ troppo passivo, si è tolto una bella soddisfazione.

Jaziri b. Vagnozzi 1/6 7/6 (5) 6/3
Al termine della partita si è avuta l’impressione che “Vagno” abbia perso una buona occasione. Non che Jaziri, il suo avversario tunisino, sia uno scarso, anzi, certamente ha mezzi fisici e una pesantezza di palla superiori al nostro, però con un pizzico di fortuna in più l’azzurro avrebbe anche potuto portare a casa il match. D’altra parte il primo parziale lo aveva vinto facilmente. Nel secondo set, però, è stata sempre una rincorsa: Vagnozzi, infatti, sempre indietro nel punteggio, ha annullato ben 7 set point complessivi all’avversario (3 sul 5-4, 1 sul 6-5 e altri 3 nel tie-break) prima di cedere per 7/5 nel gioco decisivo. A quel punto il marocchino, non proprio un cuor di leone quando si tratta di giocare i punti pesanti, è andato via piuttosto facilmente nel terzo set, salvo cedere un turno di battuta, ma quando era già in vantaggio 5-2.

Tra gli altri match disputati da segnalare gli agevoli successi del giovane e promettente belga Goffin (6/2 6/3 al nostro Valenti) e della seconda testa di serie Haider-Maurer (uscito vincitore 6/1 6/2 dal derby austriaco con Eitzinger). Gianluca Naso, infine, che sembra avere un peso di palla superiore a tutti i partecipanti a questo torneo, ha dovuto faticare un solo set: sotto per 7-5, infatti, il suo avversario Tenconi, ha preferito ritirarsi per un problema accusato al ginocchio.

Questi gli accoppiamenti dei quarti:
NASO – JAZIRI
GIORGINI – GOFFIN (8)
COMPORTO – MARRAI
GIRAUDO – HAIDER-MAURER (2)

23 marzo 2010

Bellotti: "Mi è mancato il coraggio, ho avuto paura"



Di Marco Caldara - Foto Riccardo Bellotti

Come avrete avuto modo di notare, nelle scorse settimane ha iniziato a giocare con nazionalità italiana il giovane classe 1991 Riccardo Bellotti, giocatore dal grande talento cresciuto e formatosi tennisticamente in Austria. Attualmente numero 1145 del mondo, Riccardo vanta già due quarti di finale a livello Future, e il suo miglior successo del 2009 l'ha ottenuto contro il laziale Francesco Piccari.

Subito sconfitto al 15k di Trento (dove ha ottenuto una wild card), "Rico" si è spostato a Roma, per giocare le qualificazioni del 15.000$ dell'Eur. Ha sconfitto prima Lorenzo Di Giovanni (5-7 6-0 6-4) e poi il piemontese Alessandro Colella (6-2 7-5), centrando l'accesso al tabellone principale. Nel "main draw" ha pescato Daniele Giorgini, avversario ostico, con il quale è però riuscito a battagliare strenuamente, arrendendosi "solo" per 6-4 al terzo set.

Come ci ha spiegato Roberto Commentucci di SPAZIO TENNIS, nessun azzurro della classe ‘91 possiede attualmente il livello di tennis di Bellotti, il quale ha messo in mostra notevole pulizia tecnica in tutti i fondamentali e un buon ordine tattico. Vinto per 6-3 un primo set di altissimo livello, Riccardo sembrava essersi spento, e dopo aver ceduto per 6-0 il secondo parziale, ha fallito due break-points in apertura di terzo, finendo sotto per 5-1. Riccardo però non ha mollato, ha ripreso a crederci, e tornando a comandare gli scambi ha cercato di girare l'inerzia del match. Recuperato uno dei due break di svantaggio si è caricato, ed ha accorciato sino al 4-5, salvo poi capitolare dopo aver fallito due palle del 5-5. Incuriositi dal commento di Roberto abbiamo raggiunto il diretto interessato, per conoscere le sue opinioni a riguardo:

"Penso di aver giocato un buon match, ma l'avrei dovuto vincere. Diciamo che mi è mancato un po' di coraggio: nei punti finali mi sono "impaurito", tirando piano e cercando di non sbagliare, ma la tattica non ha pagato. Non mi aspettavo di poter giocare un match così lottato con Daniele Giorgini, ma in fondo ero consapevole di non avere niente da perdere e ho dato il tutto per tutto".

Un commento al tuo torneo: "Penso sia da giudicare ottimo, anche perché il primo all'aperto di tutta la stagione. Posso essere contento di ciò che ho fatto vedere. Certo, se avessi vinto oggi sarebbe stato meglio; ma la sfida mi porta la consapevolezza di potermela giocare anche con tennisti di quel livello".

Programmi per le prossime settimane: "Giovedì vado a Napoli a fare un torneo Open, per giocare qualche incontro sulla terra in vista delle qualificazioni del Challenger 30.000$, nelle quali spero di poter giocare. Venerdì sera andrò a firmare, sperando di entrare nel tabellone cadetto. In seguito non ho dei programmi precisi, devo ancora parlare con il mio coach che torna questa settimana dall'Asia. In ogni caso posso affermare con certezza che quest'anno giocherò spesso anche in Italia e sulla terra battuta".

19 marzo 2010

ERIK CREPALDI: "OTTIMO INIZIO DI STAGIONE"


Di Marco Caldara - Foto Moreno Faina

Ospite oggi di TennisMaschile.com è il lombardo Erik Crepaldi (classe 1990), che nella settimana corrente si è messo in mostra positivamente al Future 15.000$ di Trento, qualificandosi, eliminando Rainer Eitzinger, e arrivando non troppo lontano dal "colpaccio" con Stefano Galvani, il quale alla fine ha prevalso in tre partite. Quello trentino si trattava del secondo torneo del 2010 di Erik, dopoché la settimana precedente l'azzurro aveva preso parte al 10.000$ svizzero di Taverne, entrando in tabellone come lucky loser ed arrendendosi al calabrese Stefano Valenti.

Erik, buon inizio di stagione, no?
"Direi ottimo inizio, soprattutto per il fatto che sono stato fermo due mesi per un problema allo stomaco. Ma la cosa più importante in tutte queste prime partite è stato l'approccio positivo al match ed agli allenamenti. Ho capito che se nella vita si vuole cambiare qualcosa, i primi a crederci fino in fondo e a dare l'anima siamo proprio noi: possono arrivare molti aiuti, di ogni genere, ma la chiave della nostra vita l'abbiamo solo noi, quindi vale la pena girarla".

Al primo turno, un po' a sorpresa, hai sconfitto per 6-2 7-5 l'austriaco Eitzinger, giocatore di alto livello, attualmente numero 362 ATP, ma top200 qualche anno fa. Come è andata?
"Se dico che me l'aspettavo può sembrare presuntuoso, ma non lo è, perchè se no che cosa si lavora a fare?? Per regalare partite?? Mmm no. Sono entrato in campo convinto, sapendo ciò che posso dare e quindi ci ho creduto; d'altronde se uno non lo fa, la partita non la vince. Io l'ho fatto, ed ho vinto".

Altro buon match con Galvani, perso 6-7 6-3 6-1. Sensazioni?
"Ottimo tutto l'incotro. Ottimo perché non c'è solo da contare il gioco materiale, ma il bagaglio di esperienza che da questa partita porto a casa. A differenza di altri giocatori, lui da un'occasione, se la prendi la partita è a vantaggio tuo, se non la prendi è tutto da rifare. Questo torneo, con ogni incontro giocato, è una conoscenza delle mie potenzialità, e ne esco felice perché so di poter fare di più; quindi mi metterò da subito al lavoro. Tra il primo set e gli altri non è cambiato molto, se non l'occasione sfuggita al primo game del secondo set, nel quale ho avuto subito una palla break. Nei game seguenti l'esperienza ha contato molto; lui ha mantenuto un ritmo costante, mentre io giocavo a sprazzi, confuso, perchè non abituato a giocare a questi ritmi. Pero sono soddisfatto del mio incontro".

Come imposterai le prossime settimane?
"Ora sono in Croazia, e sto giocando le qualificazioni di un Future, con il tabellone cadetto a 128 posti. L'obiettivo è quello di giocare molte partite, perché solo giocando si migliora e si comprendono i settori sui quali lavorare maggiormente".

ARTICOLI CORRELATI:
- Erik Crepaldi si racconta a TennisMaschile.com

13 marzo 2010

Luca Vanni: "L'obiettivo è dar continuità ai risultati"


Di Marco Caldara - Foto da CircoloTennisAvezzano.it

Continua a stupire l'azzurro Luca Vanni, che dopo il prestigioso successo di ieri sullo svizzero Michael Lammer, primo favorito del torneo e numero 191 del mondo, si è imposto quest'oggi anche sul temibile rumeno Marius Copil (classe 1990), numero 4 della manifestazione. Vanni non ha mai perso la battuta, chiudendo la sfida con un doppio 6-4 e centrando la sesta finale ITF della carriera: "Sia ieri che oggi ho espresso un buon tennis - spiega l'azzurro - riuscendo a vincere grazie al servizio. Nella sfida con Lammer ho avuto delle ottime sensazioni e venendo da circa un anno intero nel quale non ho mai vinto match di livello, non posso essere altro che soddisfatto. E' stato un match molto duro, come si deduce dal punteggio, e alla fine l'ho spuntata. Ho un po' buttato la prima partita, prendendo break nel decimo game, ma mi sono "vendicato" nella seconda, strappandogli il servizio sul finire. Il terzo set invece è stato più agevole, ed avrei potuto fare almeno un break in più, ma non ce l'ho fatta, chiudendo comunque per 6-4. Oggi invece è stato più facile. Nei miei turni di servizio non ho concesso nessuna occasione all'avversario e con un break per set ce l'ho fatta".

Scivolato alla 766esima posizione della classifica a causa di un 2009 opaco (con una semifinale Future come miglior risultato), Luca sembra aver iniziato la stagione con il piede giusto, e la speranza è quella di tornare sui livelli del 2008, annata nella quale vinse due tornei consecutivi in Ucraina, raggiunse una finale, e si spinse anche ad un quarto e due ottavi Challenger, arrivando a ridosso dell'importante soglia dei top 300. Domani l'azzurro andrà a caccia del quarto titolo in carriera. A provare a negargli la gioia ci sarà il tedesco Marc Meigel, di tre anni più giovane, e di poco dentro ai primi 1000 del mondo: "Non conosco il mio avversario. Attualmente è numero 942, ma è già stato 400, quindi non sarà facile giocargli contro. Spero solamente che la voglia di giocare, vincere e far bene che mi porto dietro da qualche giorno continui ad assistermi, e di dar continuità ai risultati; anche se il tennis lo conosciamo tutti; è uno sport nel quale non si sa mai cosa può succedere".

12 marzo 2010

STEFANO VALENTI: "E' STATO UN BUON MATCH"


Di Marco Caldara - Foto da CircoloTennisAvezzano.it

In una settimana ricca di appuntamenti internazionali si è messo in mostra positivamente il calabrese Stefano Valenti, tennista classe 1989 residente da parecchi anni nella capitale. Il giocatore azzurro, attualmente numero 781 del ranking mondiale, ha combattuto strenuamente contro l'ostico Michael Lammer (191 ATP) nel Future 10.000$ di Taverne (Svizzera); mettendo in difficoltà il più quotato rivale, reduce dalla trasferta di Coppa Davis in Spagna.

L'incontro è terminato con il punteggio di 6-1 6-7 6-3 in favore del padrone di casa, primo favorito della manifestazione; e nel pomeriggio abbiamo contattato l'italiano, che ci ha parlato dei programmi per la stagione e della sfida di ieri: "E' stata una buona partita. Il primo set ero molto teso in quanto di fronte a me c'era un giocatore "vero" e mi sono lasciato sopraffare. Nel secondo invece ho giocato più sciolto e tranquillo e al tie-break lo spuntata. Il set decisivo è invece girato su pochi punti, ed qualche disattenzione sul 3-3, quando la fretta mi ha fatto commettere un paio di errori gratuiti, mi sono costate il break che ha deciso l'incontro. Sono però soddisfatto della mia prova perché sono riuscito a stare "attaccato" ad un tennista di alto livello e spesso anche a comandare gli scambi. Non ho notato grosse differenze anche se, come spesso accade, nei momenti importati Lammer ha dato sfoggio della propria superiorità, mettendo sempre la palla in campo".

Che obiettivi ti poni per la stagione? "A livello di classifica nessuno; solo cercare di star sereno, divertirmi, e giocare il maggior numero di incontri possibile. Per quanto concerne invece il "campo" devo migliorare a livello psicologico, ossia avere fiducia nei miei mezzi ed essere il primo a credere in me stesso. I colpi si migliorano giocando".

E i tuoi programmi? "Ora prenderò parte al secondo Future qui in Svizzera e poi tornerò a Roma per i classici 10.000$ primaverili. Per il resto dell'anno invece non ho alcun programma. Punto sicuramente a giocare anche qualche torneo Challenger, ma per il resto non so. L'importante è giocare bene".

08 marzo 2010

FALGHERI: "ADESSO VOGLIO I PRIMI 100"

Andrea Falgheri - Foto Ivano Viola

Di Cristian Sonzogni - 24 Febbraio 2010
Articolo apparso su "L'Eco di Bergamo"

Ospitiamo oggi su Tennis Maschile.com un articolo dell'amico Cristian Sonzogni, nota penna di TENNIS ITALIANO, apparso su "L'Eco di Bergamo" di Mercoledì 24 Febbraio. Cristian ha analizzato l'inizio di stagione del bergamasco Andrea Falgheri, raccogliendo le opinioni del diretto interessato, deciso a salire in classifica.

Ventiquattro anni sono un’età già troppo avanzata per un giocatore fuori dai 500 che voglia puntare ai top 100 del ranking Atp? Una volta lo si poteva pensare, oggi non più. Il mondo del tennis ha visto spesso elementi apparentemente di seconda o terza fascia avvicinarsi clamorosamente e in breve tempo ai vertici mondiali. Ma adesso queste vicende stanno diventando sempre più frequenti a causa del livellamento verso l’alto del circuito «pro», e proprio gli ultimi mesi hanno portato alla ribalta alcune storie che meriterebbero un approfondimento. Su tutte, c’è quella dello svizzero Marco Chiudinelli, ora 52 ma mai nei top 100 fino al 2009 e intorno alla posizione numero 700 nel 2008. Un salto in alto merito della fiducia, la stessa che sta consentendo al 25enne giamaicano Dustin Brown, recente protagonista agli Internazionali di Bergamo, di avvicinarsi al suo sogno. Poi si potrebbe parlare di Radek Stepanek, doppista di razza che grazie all’aiuto di Petr Korda si scoprì grande anche in singolare (fino a entrare nei top 10), o di Lukasz Kubot, polacco di 27 anni che dopo tante stagioni nelle retrovie oggi è nei primi 50; oppure ancora del tedesco Benjamin Becker, numero 500 circa fino ai 24 anni e poi sbocciato nel Tour maggiore fino a toccare quota 38.

Ma qui è il caso di soffermarsi su un atleta di casa nostra, il più forte bergamasco nella classifica mondiale, con record personale fresco fresco. Andrea Falgheri, classe 1985, è attualmente 587, e sta vivendo il miglior periodo della carriera, con oltre 400 posti guadagnati in dodici mesi e un obiettivo chiaro in testa. «I primi 100 al mondo - taglia corto il diretto interessato al rientro dal Messico - e non credo sia fuori dalla mia portata. Il mondo del tennis ormai è così: bisogna crederci, trovare continuità e lavorare duro. Nessuno si stupisce se il 500 batte il numero 100, e tutti questi personaggi che emergono non più giovanissimi non fanno altro che darmi morale». A lui, invece, stava per capitare di battere il 230, il tedesco Begemann. «Alla fine ho perso, ma solo per 9-7 al tie-break del terzo e dopo aver mancato un matchpoint. Ma adesso so, quando inizia un torneo, di poterlo vincere». Convinzione dunque è la parola chiave, quella che è mancata nei primi anni di professionismo. «Dai 16 ai 18 non ci ho creduto molto, poi sono anche stato un po’ sfortunato con un brutto infortunio alla schiena che mi ha tolto un anno e mezzo. Ora sono ripartito dalla Future Talent di Brusaporto, dove ho trovato uno splendido ambiente, e dai soliti consigli di "zio" Bassanelli, che non mi fa mai mancare il suo sostegno. Inoltre, fisicamente sto molto bene e so di poter competere allo stesso livello per una settimana intera».

La stagione di Falgheri è cominciata bene con una semifinale a Panama, e l’obiettivo per il 2010 è avvicinare i 300. «Per "vedere" i Challenger e le qualificazioni degli Slam, che sarebbero un primo traguardo stimolante. Giocherò sia sul rapido sia sulla terra europea, senza fare troppi calcoli». Sullo sfondo, per Andrea, le imprese di qualche illustre connazionale che, seppure un po’ in ritardo, ce l’ha fatta a coronare il suo sogno: come Davide Sanguinetti, top 100 per la prima volta a 25 anni, o Paolo Lorenzi, dentro i cento a quasi 28 anni. O ancora come quello che resta l’esempio più clamoroso di carriera «a scoppio ritardato»: Gianluca Pozzi, classe 1965, che raggiunse i primi 100 a 26 anni ma il best ranking (40) addirittura a 36, età in cui tanti giocatori hanno già smesso da un pezzo. Per chiudere con i ritardatari, l’avvio di 2010 ha portato per la prima volta ai vertici il 29enne francese Stephane Robert. Quello che, in Australia, fece dire al campano Potito Starace (sconfitto proprio dal transalpino) una frase già entrata negli annali: «Ormai, a tennis, hanno imparato a giocare tutti».

03 marzo 2010

Bortolotti supera Lobkov: "Sono al top fisicamente"


Di Marco Caldara - Foto Giulio Gabbarini

Nella giornata di ieri si è messo in mostra nel 10.000$ spagnolo di Terrasa il giovane elimiano Marco Bortolotti, che dopo aver superato quattro lunghi turni di qualificazione, ha sconfitto con un agevole 6-4 6-1 il russo Lobkov, di un anno più vecchio, e già numero 481 della classifica mondiale. La vittoria ha portato all'azzurro il secondo punto ATP della carriera (il primo stagionale), dopo quello conquistato nello scorso Ottobre sul cemento sardo di Porto Torres.

Entrambi i punti sono giunti da quando Bortolotti ha abbandonato le cure di "mamma Fit" (dopo 4 anni di collaborazione) per trasferirsi in Spagna, dove tutt'ora si allena nell'accademia di Sergi Bruguera. L'abbiamo raggiunto per conoscere le sue impressioni sull'importante vittoria, l'attuale stato di forma, e i programmi per le prossime settimane: "Il match di ieri è stato molto duro, come del resto tutti e quattro i turni di quali. Vinto per 6-4 il primo set sono riuscito ad approfittare del fatto che Lobkov, vedendo sempre la palla tornare indietro nonostante avesse dei colpi piuttosto pesanti, ha finito per sbagliare spesso, perdendo fiducia nei propri mezzi. Per questo motivo il secondo set è "volato via" molto velocemente. Sono stato sono molto solido e consistente, ma la cosa più importante è che mi sento al top fisicamente".

Cosa è cambiato da quanto ti sei trasferito? "Mi sono trasferito a Barcellona a Settembre, e mi sono subito trovato bene, iniziando subito ad allenarmi duramente. Ho fatto un ottima preparazione invernale, in particolare sotto il punto di vista fisico. Per quanto riguarda invece l'aspetto del gioco, lavoriamo più che altro sul sistema di questo, mentre ci focalizziamo poco sulla tecnica. Mi piace molto la mentalità combattiva che hanno i giocatori spagnoli ed è quella che sto cercando di acquisire, perché per il mio tennis lottare ogni singolo punto è basilare. Ho deciso di trasferirmi perché, dopo 4 anni nel centro tecnico federale, vedevo che i progressi erano ormai minimi, e quindi era meglio cambiare. Il settore tecnico non ha chiesto di trattenermi, condividendo a pieno la mia scelta, e quindi sono venuto qua. Gli orari di allenamento sono simili a quelli di Tirrenia, ma c'è la differenza che non frequento la scuola; ma il metodo è diverso: qui lavoriamo molto di più al cesto e l'allenamento è più vario, non schematico".

Quali sono i tuoi obiettivi per la stagione? E i Programmi?
"Quest'anno punto ad entrare nei primi 500 del mondo; anche se il mio coach dice che ho già il livello da top 300. Devo solo cercare di migliorare sul piano mentale. Per quanto riguarda la programmazione, ora giocherò altri 2 Futures nei pressi di Barcellona, per poi probabilmente andare in Turchia. Questo però non è ancora sicuro, in quanto giocherà anche la Serie B (per il TC Albinea), e quindi dipenderà dagli impegni che avrò con il campionato a squadre".

26 febbraio 2010

ROBERTO MARCORA: "IL SERVIZIO E' DA MIGLIORARE"

Roberto Marcora - Foto Antonio Milesi
(Di Marco Caldara)

Ospite oggi di TennisMaschile.com è il lombardo Roberto Marcora, tennista classe 1989 venuto alla ribalta nella scorsa stagione; quando "dal nulla" raggiunse un'importante semifinale al 15.000$ di Piombino, per poi ottenere altri buoni risultati. Attualmente numero 901 della classifica mondiale, Roberto difende un solo punto sino a fine Agosto, e sta quindi cercando di vincere più match possibile in modo da scalare il ranking.

Dopo la trasferta statunitense, che l'ha visto partecipare senza grande successo a due tornei Futures, Marcora ha preso parte alle qualificazioni del Challenger di Bergamo (dove non è dispiaciuto affatto al cospetto di Daniele Bracciali), e si è poi recato a Sarajevo, dove la scorsa settimana ha perso, all'esordio nel main draw, contro il temibile britannico Chris Eaton. L'azzurro, si sta ora preparando per i prossimi mesi, e ci svela di non essere affatto soddisfatto del proprio servizio, anche se questo è già un ottimo colpo in grado di regalargli numerosi punti diretti: "Ho sempre pensato di avere un discreto servizio; ma negli ultimi mesi ho visto con i miei occhi la gente che serve veramente bene, e io non sono tra quelli. Nel match con Eaton, ad esempio, la differenza l'ha fatta proprio la solidità con questo colpo, e si sono viste le mie lacune in battuta. Il veloce è la mia superficie preferita, ma il mio servizio non è ancora all'altezza, e quindi sto cercando di modificare qualcosa nel movimento, per renderlo più efficace".

"In questi giorni sto giocando un torneo Open a Beinasco (Torino), e sto facendo molta fatica a servire, in quanto sto cercando di costruire un colpo diverso. Ieri ho giocato con Civarolo, vincendo 6-4 al terzo al termine di una pessima prova. Oggi invece è andata meglio, e con Gianluca Luddi ho vinto per 4-0 ritiro sempre al terzo set, servendo un po' meglio. Domani giocherò contro il vincitore fra Alberto Giraudo e Alessandro Petrone. Fisicamente mi sento molto bene, e sono contento perché quest'inverno ho lavorato bene sul piano atletico".

AGGIORNAMENTO: ROBERTO HA POI VINTO IL TORNEO OPEN SUPERANDO, NELL'ORDINE: PETRONE, AZZARO E PIETRO ANSALDO.

Quali sono i tuoi programmi? "La prossima settimana andrò in Svizzera, per giocare sul veloce indoor, e poi non ho una meta precisa. In Svizzera farò sicuramente il primo torneo, per poi vedere se giocarne anche un secondo, spostarmi in Francia, o gareggiare a Trento, dove mi piacerebbe molto recarmi. Sono iscritto in numerosi tornei, ed andrò dove avrò la certezza di entrare in tabellone. Uno dei miei obiettivi per questi tornei è infatti quello di guadagnare più punti possibile in modo da dover evitare le qualificazioni, che non mi piacciono affatto. In seguitò deciderò se continuare con i tornei sul veloce o spostarmi sulla terra, con i Future di Roma e Foggia".

19 febbraio 2010

QUANDO LA PASSIONE PRENDE IL SOPRAVVENTO

Luca Rovetta - Foto Flush Design
(di Marco Caldara)

Si sente spesso gente parlare della "bella vita" dei tennisti. E' innegabile che, in determinate posizioni della classifica, si guadagnano cifre che permettono di mantenersi per una vita intera con i risultati di una sola stagione, e spesso anche meno; ma bisogna anche tener conto di quei giocatori che lo fanno unicamente per passione, spesso rimettendoci anche del denaro, ma con il sogno di poter un giorno vivere con l'attività professionistica, o di salire il più possibile in classifica, per avere un po' di notorietà, o semplicemente per fare ciò che sin da bambini li ha emozionati maggiormente, facendoli innamorare di fatica, sudore, racchette e palline.

Vi proponiamo oggi la storia del bergamasco Luca Rovetta, senza dubbio uno dei migliori esempi (se non il migliore) per descrivere la vita di questo genere di giocatori. L'azzurro, classe 1986 ed attualmente con due punti ATP (best ranking 900), ha vissuto un momento difficile a livello di motivazioni, arrivando a pensare al ritiro, e perdendo una grossa quantità di denaro che, venuto a scarseggiare, l'ha obbligato a ripiegare su altre attività. Luca si è allenato per un lungo periodo a Milano, alla corte di Maurizio Riva, Gianluca Pozzi e Barbara Rossi, firmando un contratto che gli imponeva di rimanere legato al "Garden" per due anni e mezzo. Dopo qualche tempo l'orobico ha iniziato a lamentare dei problemi con lo staff, ed arrivato al punto di volersene andare non l'ha potuto fare, a causa del contratto da lui stesso trascritto. Terminato il periodo di permanenza, l'azzurro aveva ormai perso tutte le motivazioni, e praticamente abbandonato l'attività: "Ho firmato quel contratto perché non avevo alternative. Era l'unico modo per potermi allenare la, ad altri posti non ne avevo. Appena ho potuto me ne sono andato, in quanto quel posto era un disastro, mi era passata la voglia di giocare. Praticamente a Giugno me ne sono andato e ho smesso, continuando a giocare qualche torneo senza allenarmi. Da Agosto a Ottobre invece ho proprio smesso del tutto".

Ha deciso però saggiamente di riprendere, e l'ha fatto in una maniera "tutta sua", iscrivendosi personalmente, e a prorie spese, ad una palestra e iniziando ad allenarsi da solo: "Quando ho deciso di riprovarci mi sono subito organizzato bene. Ho deciso di allenarmi per tre giorni la settimana, due ore al giorno, su un campo che un'amica mi ha gentilmente messo a disposizione, e per il resto solo atletica e palestra, alla quale ho provveduto ad iscrivermi e nella quale ho lavorato sempre da solo. Nei rimanenti giorni della settimana invece ho lavorato come maestro di tennis, facendo molte lezioni private nella zona di Bergamo (in base a dove avevo i "clienti") in modo da guadagnare il più possibile".

Ultimata la preparazione Luca si è recato in Spagna per giocare il suo primo torneo dell'anno, un Future da 10.000$, ed ha subito ottenuto un preziosissimo punto ATP: "Sono andato in Spagna per giocare qualche torneo, ma purtroppo sono dovuto rientrare dopo il primo, a causa di ho un problema al ginocchio, insorto sotto la guida di Riva, che mi trascino ormai da un sacco di tempo. Andando a giocare dei match però il male aumentava sempre di più e quindi ne ho fatto uno solo. Ho iniziato le qualificazioni giocando malissimo; in quanto erano parecchi mesi che non giocavo un match ufficiale, ed in allenamento era tutto totalmente diverso: diciamo che ero un po' bloccato. Il secondo turno invece ho giocato con un russo, c'era molto freddo quel giorno, ed anche del vento, e il ginocchio mi faceva malissimo; fortunatamente mi sono salvato con il servizio e da quel momento ho iniziato a giocare sempre meglio. Una volta entrato in tabellone ho giocato con uno spagnolo, anch'egli qualificato, ed ho vinto agevolmente per 6-4 6-3, portandomi avanti sin dall'inizio ed imponendomi senza quasi nessun momento di difficoltà. Al secondo invece, ha purtroppo piovuto durante il giorno, e la temperatura si è abbassata molto, con il ginocchio che ne ha risentito: ho fatto fatica a scaldarmi bene e ad entrare bene nel match; e questo mi dispiace, perché una volta entrato ho giocato bene ed ho perso il secondo set per 7-6 fallendo anche 4 set-points in risposta".

Al momento Luca si trova fermo dal giorno del rientro dalla Spagna, in quanto non vuole sforzare il ginocchio. Fra qualche giorno avrà il responso della visita effettuata, e saprà come proseguire la stagione: "Appena avrò il responso degli esami, "sconterò" il periodo di riposo, e poi mi allenerò una decina di giorni prima di riprendere con i tornei. L'obiettivo è quello di farne ancora qualcuno prima dell'inizio della Serie B, che giocherò presso il TC Lombardo, per poi cercare di prender parte a più eventi possibili nel corso dell'estate".

Non ci resta che augurare a Luca un grosso in bocca al lupo!

15 febbraio 2010

TREVISAN: "CONTENTO DELLA MIA SETTIMANA"

Matteo Trevisan - Foto 'La Stampa'
(Di Marco Caldara)

Inutile nascondere che il miglior azzurro della scorsa settimana è stato il toscano Matteo Trevisan, giovane classe 1989 in grado di raggiungere la semifinale nel 10.000$ spagnolo di Murcia, con vittorie su giocatori quali Trujillo-Soler e Daniele Giorgini, e la sconfitta in semifinale arrivata 'solo' per 7-6 al terzo, da un giocatore del livello di Pablo Santos, top200 nella scorsa stagione.

Tutti conosciamo Matteo: il suo elevato livello di gioco gli ha permesso da Under 18 di spingersi sul primo gradino della classifica mondiale; ma una serie di infortuni e problemi non gli ha permesso sin qui di mettere in mostra il suo indiscutibile talento anche nel circuito maggiore. La collaborazione con Fabrizio Fanucci sembra però aver iniziato a dare i suoi frutti nel finale della scorsa stagione, e Matteo si è confermato anche nel 2010, con una buonissima partenza che gli ha permesso di guadagnare ben 5 punti già nel primo torneo dell'anno, e di centrare ottime vittorie, sicuramente portatrici di serenità e fiducia. Nel pomeriggio di oggi l'abbiamo contattato:

"Tutto sommato sono soddisfatto del mio torneo, e anche fisicamente mi sento bene. Ho un po' di dolori, ma questo è abbastanza normale. Quello di Murcia è stato il mio primo torneo dell'anno, e ho giocato molti match, combattendo spesso, quindi è prevedibile un po' di stanchezza. Non credo che le vittorie con Trujillo e Giorgini siano frutto di grandi 'soluzioni tattiche', ma soprattutto dell'atteggiamento: ho cercato di essere costante, e rimanere attaccato a tutti i punti. Con lo spagnolo credo di aver giocato bene nei momenti importanti; mentre con Daniele ho cercato di mettergli maggior pressione possibile, dando sempre il 100% in ogni occasione, anche quando magari mi trovavo 40-0 sotto sul suo servizio. Erano i primi match dell'anno e quindi ho fatto un po' di fatica a riniziare, ma devo dire di essermi sentito bene in campo, e di aver già parzialmente ritrovato il mio tennis".

E sul match di semifinale? "A mio modo di vedere l'interruzione per pioggia quando mi trovavo avanti per 2-0 nel terzo set, che ci ha permesso di riprendere il match solo Domenica mattina, è stata fondamentale. La partita si era indirizzata nel verso giusto, e Santos era visibilmente più stanco di me. Non che il giorno dopo sia stato diverso, in quanto nel terzo set sono stato avanti per 5-0, ma non stavo "dominando" come il giorno precedente. Ho avuto anche tre match-points ma li ho falliti: ho avuto un po' di fretta e voglia di chiudere il match il più velocemente possibile, e in un paio di occasioni mi è girata male; sono stati dei game lottati, e il mio avversario ha prevalso".

Ora quali saranno i tuoi programmi? "Sarei dovuto andare a giocare in Egitto, ma fisicamente era un po' difficile esserci; visto che ho giocato Domenica mattina, e trovare un volo per Il Cairo la sera prima della partenza non è facile. Quindi ho cambiato destinazione, decidendo di recarmi in Turchia per due tornei. A seconda dei risultati deciderò il da farsi per le settimane successive, anche se avrei già in programma di iniziare con i tornei Challenger".

31 gennaio 2010

Brizzi sconfitto in finale: 'Ho commesso troppi errori'

Foto Marcelo Charpentier
(Di Marco Caldara e Riccardo Stiglich)

Si è purtroppo concluso con una sconfitta il primo torneo stagionale del bresciano Alberto Brizzi, fermato nella finalissima del Future 15.000$ di Casablanca, primo torneo marocchino della stagione. L'azzurro, dopo la brillante vittoria di ieri sul secondo favorito Cervantes-Huegun, arrivata per 3-6 6-3 6-4 (recuperando da 3-6 0-2), si è arreso oggi con il punteggio di 6-7 6-2 6-0 allo slovacco Martin Klizan, quarto favorito del torneo (e con il quale aveva vinto nelle due precedenti sfide, entrambe targate 2009). Nonostante l'amaro in bocca per il mancato successo, l'azzurro potrà consolarsi con un nuovo best ranking, frutto dei 15 punti guadagnati con la finale: il tennista allenato da Marcelo Charpentier migliorerà infatti sensibilmente il suo primato (231), portandosi a ridosso della 225esima posizione della classifica ATP.

"Quest'oggi Klizan ha giocato un'ottima partita
- spiega Alberto- ma la mia prestazione non è stata delle migliori. Ho commesso troppi errori, e nel complesso non ho giocato troppo bene; cosa che mi è costata cara. Tutto sommato sono però soddisfatto del mio torneo, anche perché sono riuscito ad adattarmi bene a delle condizioni per niente facili; e questo alla fine ha influito sulle mie prestazioni. Ogni giorno sento sempre meglio i colpi, e fisicamente sto bene. Ora proseguirò con altri tre tornei in Marocco: per la precisione giocherò (da domani) il 15.000$ di Rabat e poi tornerò in Italia per una settimana di allenamento. Terminata quella sarà di nuovo Marocco, con i Challenger 35.000$ di Tanger e Meknes, ai quali ho partecipato anche lo scorso anno".


Oltre al nuovo primato in classifica, Brizzi ha conquistato a Casablanca anche il torneo di doppio (in coppia con Simone Vagnozzi), rifilando nell'ultimo atto della manifestazione un secco 6-3 6-2 al duo formato dall'ungherese Adam Kellner e dallo slovacco Martin Klizan, il quale si è poi vendicato in singolare, eliminando in rimonta entrambi i nostri connazionali: "Nel doppio è andato tutto per il verso giusto, - continua Brizzi - Vagno è un ottimo doppista, come dimostrato dai suoi frequenti risultati, e di conseguenza lo reputo un grande partner: mi trovo molto bene con lui. E poi, soprattutto, giochiamo bene in coppia".

Per Brizzi e Vagnozzi si tratta del primo titolo del 2010; con Simone alla seconda finale in due tornei disputati, dopo quella persa in coppia con Flavio Cipolla al Challenger di Noumea. Nella passata stagione il tennista marchigiano raggiunse per 11 volte l'atto finale di un torneo di doppio (7 a livello Challenger e 4 nei Futures, con una vittoria per 'categoria'). Vedremo se quest'anno sarà in grado di fare di meglio.

29 gennaio 2010

Marocco F1, Brizzi in semifinale: 'L'importante è vincere'

Foto da Trnava Challenger
(Di Marco Caldara e Riccardo Stiglich)

Continua con i migliori auspici il Futures 15.000$ di Casablanca, in Marocco, nel quale i nostri Simone Vagnozzi e Alberto Brizzi si sono qualificati quest'oggi per le semifinali. Li avevamo lasciati al termine dei rispettivi match di primo turno; con Vagnozzi abbastanza teso per la sfida del giorno dopo, che lo opponeva al temibile spagnolo Miguel Angel Lopez Jaen. L'ascolano, numero 5 del torneo, si è imposto sul rivale per 6-3 6-4; ed oggi ha sconfitto con un doppio 6-3 il tedesco Bastian Knittel, autore ieri dello scalpo del torneo, con la vittoria su Lamine Ouahab (146 ATP).

Brizzi invece, Giovedì si è imposto in rimonta sul qualificato francese Dorian Descloix (numero 818 del mondo), battuto 3-6 6-1 6-2; mentre oggi ha superato per 6-3 6-3 il promettente portoghese Pedro Sousa, classe 1988. Domani, in semifinale, Alberto affronterà il secondo favorito del torneo, lo spagnolo Inigo Cervantes-Huegun; mentre Vagnozzi se la vedrà con lo slovacco Martin Klizan (4), reduce dalle qualificazioni di Melbourne, dove perse al primo turno dal nostro Stoppini. Comporto ha invece perso al secondo turno, per 7-6(10) 6-2, contro il locale Reda El Amrani, numero 8 del seeding, e passato attraverso il tabellone cadetto.

A coronamento di un'ottima settimana, che lo potrebbe diventare ancor più con una finale tutta italiana, i due si sono qualificati in coppia per l'atto finale del torneo di doppio, che li vedrà opposti al duo dell'est Europa composto da Klizan e dall'ungherese Adam Kellner. Ricordo che per i nostri non è la prima finale in coppia, in quanto lo scorso anno (stagione chiusa da Vagnozzi con 11 finali di doppio, due le vittorie) accadde lo stesso nel Challenger di Siviglia.

L'amico Riccardo Stiglich ha contattato il tennista bresciano, raccogliendo le sue impressioni sulla sfida di oggi e anche sull'ottavo di finale di ieri:

Brizzi def. Descloix (FRA) 3-6 6-1 6-2
"Il match è partito nel migliore dei modi, e strappandogli subito la battuta sono salito sul 3-1. A quel punto ho subito una brutta involuzione, quasi mi sia fermato, e giocando con troppa fretta ho commesso numerosi errori. Descloix, secondo me più adatto ai campi veloci, ha iniziato di pari passo a giocare davvero bene, rischiando molto; e tutto gli è andato per il verso giusto. Fortunatamente già all'inizio del secondo set lo cose sono cambiate radicalmente. Mi sono calmato e ho giocato con maggiore pazienza, tirando la palla più alta sopra la rete. Le cose si sono notevolmente semplificate, ed ho chiuso abbastanza agevolmente".

Brizzi def. Sousa (POR) 6-3 6-3
"Oggi ho incontrato un giocatore che a mio modo di vedere possiede un talento pazzesco. Era un match da dover interpretare bene soprattutto dal punto di vista tattico, e credo di averlo fatto nel migliore dei modi. Ho continuato a variare il ritmo per tutto il corso del match, giocando spesso il rovescio in back, e alternando numerose smorzate a improvvise accelerazioni. Mi sono portato sul 6-3 5-0, e lui a quel punto ha iniziato a tirare tutto al massimo: così facendo ha accorciato sul 5-3; ma sono comunque poi riuscito a chiudere l'incontro. Non posso dire di sentirmi troppo bene su questi campi, in quanto non sono affatto belli, e giocare in queste condizioni è difficile. L'importante però è vincere e fin ora ce l'ho sempre fatta; anche se è davvero dura giocare al meglio".

26 gennaio 2010

Stefano Ianni: 'La stanchezza inizia a farsi sentire'

Stefano Ianni - Foto Tennis Maschile.com
(Di Marco Caldara)

Come avrete avuto modo di leggere, la scorsa settimana l'azzurro Stefano Ianni, da sempre uno dei giocatori più vicini a TennisMaschile.com ha raggiunto la finale nel 10.000$ di Hollywood, riscattando la brutta prestazione della settimana precedente, quando si fece sorprendere dallo svedese Lindell ancor prima di entrare nel tabellone principale. L'avevamo raggiunto nel corso delle 'quali', pronto a giocare il terzo e penultimo round; ed a suon di vittorie (su Saojus e Bruno Agostinelli nel tabellone cadetto) e sugli ottimi Benoit Paire, Matteo Viola, e Alex Ward nel main draw (al secondo turno l'italiano ha beneficiato del ritiro del temibilissimo Marco Mirnegg) ha raggiunto una brillante finale.

All'ultimo atto del torneo, che si giocava, come di consueto, sulla terra verde, Ianni ha ceduto con il punteggio di 6-4 7-6 al favorito francese Eric Prodon, numero 115 del mondo meno di due anni fa, ed attualmente nei top300: "La settimana è stata molto dura su diversi aspetti (Stefano fra singolare e doppio ha giocato 12 incontri, ndr); ma fisicamente sono ben preparato e ho tenuto duro fino alla fine, arrivando in fondo al torneo. In finale ero stanco, ma al di la di quello ho incontrato un buonissimo giocatore. Ad essere sincero ho anche avuto le mie occasioni, ma nei punti importanti Prodon ha sempre giocato bene, a lui il merito".

L'approdo ai quarti di finale del torneo (disputati Venerdì) gli ha inoltre permesso di ottenere uno Special Exempt per il torneo di Tamarac (sempre un ITF 10k) nel quale avrebbe nuovamente dovuto disputare le qualificazioni. Il sorteggio, che l'ha opposto al venezuelano Jose De Armas (quinta testa di serie e numero 363 del mondo) non è stato dei migliori, ma 'Jean', mantenendo un buon livello di gioco, l'ha superato piuttosto nettamente: "Ho vinto per 6-4 6-0, nonostante sentissi la stanchezza. Per fortuna De Armas non era al massimo della forma, e sono riuscito a spuntarla senza troppi problemi. Ora al secondo turno affronterò nuovamente Matteo Viola. La scorsa settimana ho vinto io per 6-4 6-4, ma lui Giovedì sarà sicuramente più fresco. Si vedrà".

Infine un dato statistico: nella tournee statunitense (sin qui tre tornei, compreso quello in corso di svolgimento), Ianni ha vinto, fra singolare e doppio, 20 dei 22 match disputati (compresa la sfida con Mirnegg) raggiungendo una finale in singolare e vincendo entrambi i tornei di doppio ai quali ha preso parte (con il lettone Pavlovs e Matteo Viola).

ITF PLANTATION (10.000$):
Singolare: Sconfitta al terzo turno di 'quali' (2V, 1S)
Doppio: Vittoria del torneo in coppia con Pavlovs (4 V, 0S)

ITF HOLLYWOOD (10.000$):
Singolare: Sconfitta in finale (8V, 1S)
Doppio: Vittoria del torneo in coppia con Viola (4V, 0S)

ITF TAMARAC (10.000$):
Singolare: Ianni è al secondo turno (1V, 0S)
Doppio: Ianni/Viola sono al secondo turno (1v, 0S)

07 gennaio 2010

Andrea Falgheri: 'Imperativo salire, salire, salire'

Andrea Falgheri - Foto da Zenith Tennis Cup
(Di Marco Caldara)

La scorsa settimana, con tre tornei maggiori e due Challenger si è ufficialmente aperta la stagione 2010 dell' ATP Tour; mentre quella a livello ITF non è ancora scattata, e lo farà proprio questa sera (nella notte italiana), con le qualificazioni del 10.000$ di Plantation (Florida). Al torneo risultano iscritti la bellezza di sette giocatori azzurri, tutti impegnati nel tabellone cadetto, in quanto il 'cut off' del main draw è stato di un livello eccelso per un torneo di tale montepremi.

Abbiamo raggiunto il bergamasco Andrea Falgheri, uno dei tennisti azzurri sicuramente più affezionati agli Stati Uniti (vi ha trascorso due mesi nella passata stagione), e secondo giocatore di maggior rilievo - in termini di ranking ATP- della 'spedizione italiana', il quale ci parla dei suoi programmi per questo inizio di stagione, della condizione fisica, e degli obiettivi per l'anno nuovo.

Andrea, si parte. Pronto?

‘Sì. Sono a Miami da ormai oltre una settimana, ho trascorso qui il capodanno, insieme a vari amici. Rimarrò in Florida per 3 o 4 tornei; devo solo decidere se fare il quarto o rientrare per le qualificazioni del Challenger di Bergamo. I due tornei si ‘accavallano’, quindi non posso giocarli entrambi'.
Tennisticamente mi sento bene, mi sono preparato leggermente meno dello scorso anno, ma in maniera ed intensa, insieme a Laurynas Grigelis e Andrea Stoppini, nel centro di Brusaporto (provincia di Bergamo, ndr). Sono state 6/7 settimane di duro lavoro, e spero diano buoni frutti. Ora devo semplicemente iniziare da subito a vincere dei match di torneo, per acquisire fiducia, elemento fondamentale ad inizio anno. In questo verso il dover giocare le qualificazioni mi sarà certamente d’aiuto. Il posto è ovviamente molto bello, anche se fa abbastanza freddo. Per me credo sia però un vantaggio, sul piano del gioco.

Ti sei posto obiettivi per questa nuova stagione?
‘Per il 2010 il mio obiettivo è quello di salire il più possibile in classifica; più in alto riuscirò ad arrivare e meglio sarà, non mi pongo naturalmente alcun limite’
.

Come accennato in precedenza, fra i giocatori azzurri che hanno deciso di iniziare dalla Florida la propria stagione 2010, non vi è il solo Falgheri, in quanto (oltre all'ovvia presenza di Stefano Ianni, che ormai da qualche anno fa spesso tappa sulla terra verde statunitense) hanno scelto gli States anche i giovani Federico Gaio e Alessandro Giannessi, entrambi allievi di Nicola Ceragioli. Stessa decisione anche per Roberto Marcora e Alessandro Petrone, altri due 'principianti' del circuito professionistico, e compagni di allenamento di Ianni presso il 'Marconi' di Segrate, sotto la guida di Corrado Borroni. Infine, iscritto alle qualificazioni del torneo vi è anche Alessandro Sarra, tennista azzurro che risiede a Boca Raton (Miami), dove studia e difende i colori del college locale. Il tabellone cadetto presenta ben 128 iscritti, dei quali solo otto avranno la possibilità di competere nel main draw; per 'qualificarsi' sarà quindi necessario vincere quattro incontri consecutivi.

04 dicembre 2009

ITF 2009: A SETACCIO LA STAGIONE DEGLI AZZURRI

Foto da Flickr.com
Di Marco Caldara - 4 Dicembre 2009
Articolo apparso sul sito
www.mytennis.it

Dopo la lunga analisi dedicata alla stagione 2009 degli azzurri a livello Challenger (CHE TROVATE QUI) è giunta l'ora di tirare le somme di questa stagione anche per quanto riguarda i tornei Futures.

L'Italia ha organizzato ben 32 eventi, dato che la pone al secondo posto sul panorama internazionale, seconda solo alla Spagna (36), e davanti agli Stati uniti (29) e al Brasile (28). Di questi trantadue eventi, 26 sono stati giocati sulla terra battuta (1 indoor) e sei sul veloce (1 indoor). Il primo evento ha avuto luogo alla Società Angiulli di Bari il 9 Febbraio 2009, e come presumibile dalla data è stato giocato al coperto; mentre l'ultimo evento italiano si è svolto sulla terra di Frascati (Roma) il 12 Ottobre, subito dopo il classico mese di cemento, quest'anno diviso fra Sardegna e Campania.

Gli azzurri hanno totalizzato ben 214 presenze nei quarti di finale. 106 sono coincise con un'eliminazione, mentre le altre 108 sono proseguite oltre. Le semifinali sono state 58, mentre in 50 occasioni (una media di una ogni settimana 'di gioco') un giocatore azzurro ha raggiunto la finale; vincendo il torneo in 22 occasioni e fermandosi all'ultimo atto in 28. Dei 22 successi 'solo' nove sono arrivati nello stivale (2 sul cemento e 7 sulla terra); mentre le altre 13 risultano sparse tra Asia, Africa e America. Questi risultati ci portano ad affermare con una certa sicurezza che l'Italia è la quarta potenza mondiale a livello di tornei ITF maschili, posizionata alle spalle di Francia, Spagna e Argentina sia nel totale di vittorie e finali, sia in quello di quarti e semifinali.


Poco meno di 1/5 dei successi azzurri targati 2009 sono giunti da un unico atleta, Luigi D'Agord (nella foto sopra). Il tennista italo-statunitense, nonostante la classifica e la continuità di risultati gli avrebbero probabilmente permesso di competer su buoni livelli anche nei tornei Challenger, ha impostato metà della sua stagione sui Futures. Nei 10 appuntamenti ai quali ha preso parte, il tennista cresciuto nell'università dell'Alabama ha centrato ben quattro successi, divisi fra America: Orange Park (Florida) e Puerto Vallarta (Messico) e Asia: Petaling Yaya e Kuala Lumpur (entrambi in Malesia). Dalla sua anche una finale, una semifinale (che hanno fermato rispettivamente a 14 e 13 due striscie di successi consecutivi) e due quarti di finale che, sommati a due ottavi, l'hanno portato a guadagnare la bellezza di 89 punti con i tornei ITF, e di posizionarsi secondo in questa speciale classifica nazionale. Meglio di lui ha saputo fare Claudio Grassi, bravo nel raccogliere 92 punti (77esimo in assoluto, in testa il francese Guez con 180). Va però detto che il giocatore toscano, noto per la capacità di utilizzare indifferentemente le mani (serve con la sinistra e gioca con entrambe, prevalentemente la destra), ha disputato la bellezza di 27 tornei ITF, solo Matteo Volante come lui, ottenendo in media 3,4 punti a torneo. Grassi ha vinto nel corso dell'anno ben 48 incontri (primo azzurro in assoluto), andando a segno nel 10.000$ greco sull'erba sintetica di Paros, e raggiungendo 3 finali, 3 semifinali (secondo in entrambe le classifiche specifiche), sette quarti di finale (primo) e otto ottavi (settimo).

Al terzo posto nella classifica dei punti troviamo il siciliano Francesco Aldi, il quale pur non avendo preso parte ad un altissimo numero di eventi (10), ha guadagnato 86 punti, programmandosi nel migliore dei modi. Le vittorie nei 15.000$ di Vicenza e Capri gliene hanno portati 50, le finali di Sabadell e Modena altri 23, mentre gli ultimi tredici arrivano da due semifinali e da un 'ottavo' un Marocco. Un punto meno di Aldi è il bottino del veneto Matteo Viola, presente in 23 tornei, vittorioso a Bucarest e finalista a Frascati, Portschach, Mestre e Quartu Sant'Elena. Per lui anche 2 semifinali, 6 quarti e cinque ottavi, per un totale di 44 partite vinte in main draw. Dietro a Viola troviamo Matteo Marrai (84 lunghezze), vincitore di due tornei da 10.000$, finalista in uno, e semifinalista in altri tre. Il primo successo è arrivato a Vercelli, mentre il secondo in Georgia. La finale risale al 10.000$ di Siena, mentre le semifinali sono divise fra Italia (Viterbo), Iran (Kish Island) e Georgia (Tblisi). Oltre ad Aldi e Marrai, altri due giocatori italiani sono riusciti a vincere due titoli nel corso della stagione. Daniele Giorgini ha centrato il successo nel 15.000$ di La Spezia e nel 10.000$ di Trieste, fermandosi in finale al Cairo e ad Avezzano; guadagnando 77 punti con la bellezza di 40 match vinti (33 nei main draw). Andrea Arnaboldi ha invece vinto a Parma (15.000$) e nel 10.000$ spagnolo di Cartagena, raggiungendo anche una semifinale e tre quarti. 56 i punti da lui guadagnati, poco meno di un terzo del bottino che gli ha permesso di entrare nei primi 250 giocatori della classifica ATP.



Nella top10 dei punti guadagnati con i tornei ITF troviamo anche Simone Vagnozzi e Walter Trusendi, entrambi con un successo ed appaiati a 64 punti. Il primo ha vinto a El Cairo, raggiunto tre finali (Pozzuoli, Belgrado e Palazzolo) e due semifinali, imponendosi in 26 incontri; mentre il secondo dopo il successo a Bari nel primo torneo italiano dell'anno, si è fermato cinque volte al penultimo atto, vincendo 27 match in tabellone principale. Decimo, con 52 punti, l'anziate Francesco Piccari che, nelle sue 24 apparizioni stagionali, ha vinto 34 partite (2 in qualificazioni) e raggiunto 2 finali (una sulla terra in Gran Bretagna e una sul cemento di Alghero), 3 semifinali, tre quarti e ben otto 'ottavi'. Gli è mancato solo la vittoria, che avrebbe portato a undici i suoi allori Futures in carriera.



Le rimanenti sei vittorie sono arrivate invece per mano di Marco Simoni, Antonio Comporto, Stefano Ianni, Daniele Bracciali, Stefano Galvani e Paolo Lorenzi. Il primo ha cambiato decisamente marcia dopo la semifinale di Palazzolo, raggiungendo una finale in Lettonia e poi ottenendo il primo titolo della carriera nel 10.000$ di Ankara (Turchia). Comporto invece, dopo la finale di Padova (15.000) sembrava leggermente calato, ma a seguito di una saggia decisione, che l'ha portato nel lontano Cile per un mese, ha vinto il primo Futures della carriera proprio in sudamerica, chiudendo il 2009 con 23 successi nei tabelloni principali (decimo azzurro). Ianni ha vinto a Napoli l'ultimo torneo sul cemento della stagione italiana, battendo in finale Andrea Falgheri (2 le finali perse dal bergamasco, entrambe sul 'veloce'). Arrivano dal cemento anche i successi di Bracciali, che nella sua seconda finale stagionale (a Piombino) ha sconfitto l'amico Max Dell'Acqua, e Paolo Lorenzi, in grado di infilare una vittoria e una semifinale negli unici due tornei ai quali ha partecipato, ossia due 15.000$ + H in Costa d'Avorio. Stefano Galvani ha invece vinto il 15.000$ + H di Este, raggiungendo anche una finale e un quarto. Per lui 50 punti, undicesimo azzurro dell'anno. Con le vittorie abbiamo terminato, mentre per completare le finali dobbiamo ancora citare Adriano Biasella, finalista in un 10.000$ messicano, e il mancino toscano Leonardo Azzaro, fermatosi due volte all'ultimo atto (a Bari e in Olanda).

Spostiamo ora la nostra attenzione sui tabelloni di qualificazione. L'Italia è la nazione leader al mondo in questa specialità, con la bellezza di 238 qualificazioni ottenute, 14 in più della Francia, e 23 più della Spagna. Il recordman azzurro è il romano Stefano Valenti, in grado di superare nove volte il tabellone cadetto, vincendo 34 match nel corso dell'anno (19 in 'quali'), e di raggiungere una semifinale ed un quarto di finale come migliori risultati. Seguono a ruota (8 qualificazioni) i giovani Fortuna e Travaglia, e l'aretino Federico Raffaelli. Il diciannovenne siciliano ha vinto 31 match nel corso della stagione, decimo azzurro assoluto, ma primo per quanto riguarda il tabellone secondario, con 25 successi. Il suo miglior torneo è stato il 10.000$ di Siena, dove si è spinto in semifinale a spese di due 'colossi' come Piccari e Giorgini, arrenendosi poi (con tre match-point falliti) al tedesco Poerschke, poi vincitore del torneo. 24 i match vinti per Travaglia (32 in totale) con un quarto di finale in Serbia come 'season best'. Appaiati a Travaglia, nel dato dei match vinti nelle qualificazioni, il veneto Nicola Ghedin e Lorenzo Giustino. Il primo ha ottenuto sette qualificazioni (in 18 presenze), mentre il secondo ne ha 5 in 17 presenze; anche per loro un quarto di finale come miglior risultato dell'anno.


Passiamo ora alle note dolenti. Il peggior azzurro della stagione è stato Paolo Benincà, anche se va detto che l'italiano ha avuto vari problemi fisici. Paolo ha preso parte a 24 tornei di qualificazione, superando il tabellone cadetto in due sole occasioni. Simile anche la stagione del veneto Stefano Rodighiero, qualificatosi una sola volta. Nelle 23 apparizioni infatti, Stefano ha rimediato 22 sconfitte, ma in ben tre occasioni è stata baciato dalla fortuna, e ripescato come lucky loser (perdente fortunato). Questi sono, senza dubbio, i motivi per i quali nessuno dei due ha racimolato zero punti ATP nel corso della stagione, uscendo dal ranking. Nessun punto anche per gli altri 'fedelissimi' delle qualificazioni, ovvero Alberto Tosti-Croce e Francesco Vilardo. Entrambi hanno superato le 'quali' una sola volta, 20-1 per Tosti-Croce e 23-1 per Vilardo, che è però stato ripescato tre volte come LL. Sono lui e Rodighiero i più 'fortunati' della stagione.



Appuntamento alla prossima settimana con un'analisi sul ranking. Prenderemo in considerazione le variazioni fra la classifica degli italiani di fine 2008 e quella attuale, soffermandoci sui giocatori usciti da questa, sulle new entry, e su chi vi è rientrato dopo un'anno (o più) di assenza.

Marco Caldara

20 novembre 2009

ROBERTO MARCORA: DA 'SCONOSCIUTO' A CERTEZZA

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(di Marco Caldara)

La stagione italiana a livello Futures ci ha regalato numerosi spunti e vicende da raccontare. Una delle più rilevanti è, senza dubbio, l'esplosione di Roberto Marcora, ventenne lombardo in grado di guadagnare dieci punti in tre tornei, nelle sue prime vere esperienze con gli ITF professionistici. Insieme all'azzurro, da molto tempo uno degli amici di TENNIS MASCHILE.com, abbiamo tracciato una dettagliata analisi del suo 2009, e dei progetti per l'anno venturo.

Nato il 30 Agosto del 1989, Roberto ha iniziato a giocare all'età di 5 anni presso il Tennis Club Busto Arstizio, il circolo della propria città e quello nel quale tutt'ora si sente di casa. La sua crescita tennistica è proseguita di anno in anno sotto la guida di Aldo Mei, e l'ha visto entrare nell'elite della seconda categoria nel 2005, quando da 3.4 scalò ben 4 categorie in una stagione, passando 2.8. Giocando tornei Open (gli eventi nazionali italiani) ha migliorato la sua classifica nazionale sino a 2.3. Per cominciare bisogna subito evidenziare il fatto che Roberto, come pochissimi dei suoi colleghi (viene in mente l'amico e compagno d'allenamenti Matteo Mauri) abbia scelto la via del professionismo pur continuando saggiamente ad impegnarsi negli studi, in tal caso universitari. Ciò comporta quindi del tempo obbligatorio da dedicare allo studio, e che viene a mancare dal tennis. Proprio per questo motivo l'azzurro ha giocato quasi esclusivamente tornei Open sino all'ultima estate, non potendosi permettere numerose assenze dovute a grandi spostamenti.

Appena terminata la 'stagione' universitaria ha iniziato ad impegnarsi nelle qualificazioni dei tornei ITF (in precedenza ne aveva giocati pochissimi, di cui solo 4 nel 2009), qualche anno in ritardo rispetto ai suoi coetanei: "I miei genitori ci hanno sempre tenuto molto a farmi frequentare un liceo scientifico statale e a fare in modo che io non trascurassi la scuola. Dopo aver dato la maturità, ho potuto dedicarmi un po' più seriamente al tennis. Inoltre devo dire che da under non ero affatto un fenomeno, anzi: era più la gente con cui perdevo che viceversa. Sono sempre stato piuttosto indietro rispetto ai miei coetanei! Questa rivoluzione positiva ha stupito un po' tutti, ed il merito è del mio maestro di sempre ed in parte anche mio".

Ha giocato le qualificazioni nell'ITF di Bologna, e subito dopo, a Carpi, le ha superate per la prima volta in carriera, guadagnandosi l'approdo nel tabellone principale. Il sorteggio l'ha opposto al giovane Alessandro Colella, e Roberto si è imposto 6-1 6-1, guadagnando il primo punto ATP della vita. Al secondo turno si mise poi in mostra contro il belga Goffin (attualmente top300 e poi semifinalista al Challenger di Todi), vendendo cara 'la pelle' ed arrendendosi solo dopo tre set combattuti. Subito dopo è spostato a Palazzolo, e dopo aver sconfitto Travaglia e Benincà, ha impegnato seriamente Francesco Piccari, che al termine del match vinto 6-3 7-6, stupito, dichiarò proprio ai microfoni di TENNIS MASCHILE.com: 'Ho vinto un match piuttosto sofferto. Sinceramente non mi aspettavo che Marcora potesse giocare così bene per così lungo tempo. Io ho sbagliato l'impostazione tattica del match; continuavo ad attendere un suo calo, sicuro che ci sarebbe stato, ed invece no, ha tenuto un livello alto per tutto l'incontro'.

Dopo un mese di riposo e vacanza, Roberto ha partecipato al Futures 15.000$ di Piombino, uno dei tornei ITF più importanti della stagione italiana. Superate le qualificazioni per la terza volta consecutiva e opposto al primo turno a un ostacolo durissimo come Claudio Grassi, Roberto, sorprendendo tutti, si è imposto in due set. Altre due vittorie molto importanti con Travaglia e il portoghese Sousa gli hanno quindi regalato la prima semifinale della stagione, e l'azzurro è addirittura riuscito ad aggiudicarsi il primo set del match con Massimo Dell'Acqua, poi vittorioso 6-7 6-3 6-3. Entusiasta per il risultato Roberto venne letteralmente inondato da giornalisti e siti web desiderosi di conoscerlo, fra i quali ovviamente anche noi. (INTERVISTA REALIZZATA DOPO PIOMBINO).
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Il successivo torneo è stato il 10.000$ di Siena. Qualificazioni superate e buon match con Giulio Torroni, risultato però vittorioso in tre set molto combattuti. Ma non è certo la terra la superficie sulla quale il lombardo, dotato grazie all'altezza di un ottimo servizio, deve ambire ad ottenere i maggiori risultati; e quindi, per il torneo successivo, e ultimo della stagione, ha scelto nuovamente il veloce. Grazie ad una wild card ha evitato le qualificazioni nell' ITF 10.000$ di Quartu Sant'Elena, in Sardegna, e non ha perso l'occasione per farsi notare. Sconfitto al primo turno il giovane Civarolo, Roberto ha poi superato anche il promettente Federico Gaio, in un match molto interessante per il futuro, guadagnandosi i quarti, ed il re-match con Piccari, questa volta su una superficie più favorevole a se. Roberto ha giocato un buon match, ma ha perso 6-4 7-6, non senza avere varie occasioni: 'Ho perso; mi dispiace perché nel secondo set sono stato avanti per 5-2, e sul 5-3 ho fallito ben quattro set-points. In ogni caso sono abbastanza soddisfatto; nel complesso ho giocato bene, a parte un game folle sul 4-4 del primo set nel quale dove ho commesso due doppi falli che mi sono costati break e set. Nel secondo invece ho avuto un po' di sfortuna sul 5-3 40-15 e servizio; quando Piccari mi ha prima annullato bene la prima occasione, e poi approfittato di un nastro vincente sulla seconda. Gli altri due set-ball sono invece stati lottati; e li ha vinti lui'. (Per l'intera intervista post-torneo, vi rimando a questo indirizzo).

"Il giudizio che dò alla mia stagione è positivo. Il mio obiettivo era quello di prendere il mio primo punto e ne ho presi 10; e la soddisfazione si moltiplica punto dopo punto. A stagione in corso mi sono detto "proviamo a entrare nei primi 1000" e ci sono riuscito. Perciò da quel punto di vista sono molto soddisfatto. L'unico neo è la parte iniziale della stagione dove ho accumulato troppi 'negativi' (sconfitte con giocatori di classifica italiana peggiore, ndr) facendo i tornei Open. Probabilmente queste sconfitte mi costeranno care per quanto riguarda la classifica italiana in quanto pur avendo i punti necessari credo che non riuscirò a passare 2.2 a causa di questi 'negativi'".

'A mio parere ciò che invece non è andato è il fatto di non avere alle spalle una struttura adeguata, ma solo un maestro e 2/3 compagni d'allenamento. Per questo motivo son sempre dovuto andare in giro da solo e la preparazione atletica era molto "fai da te"; perché pur avendo un preparatore molto bravo, egli non poteva dedicarsi totalmente a me'.

Colpito egli stesso dal proprio rendimento, Roberto è arrivato qualche mese fa al punto di porsi la fatidica domanda: 'che sia il caso di dedicarmi al professionismo?'. L'ultima volta che l'avevamo raggiunto infatti, ci aveva dichiarato di essere in una fase di stallo, nella quale stava discutendo con allenatore e genitori sul da farsi. Ora ha invece le idee chiare, ed orientate nel verso giusto (a giudizio di noi appassionati, ovviamente): "Mi sto allenando come mai ho fatto prima. Ho deciso di provare a fare veramente il tennista. In ogni caso rimango comunque iscritto all'università e il 18 dicembre proverò a dare un esame; vedrò come andrà. In ogni caso se ho una certezza è che il mio abbandono è solo temporaneo, e prima o poi tornerò a studiare. Proprio per cercare di fare tutte le cose adeguate ad un'attività professionistica ho deciso di andare ad allenarmi al centro Marconi, diretto da Corrado Borroni con l'ausilio di Uros Vico e Mattia Livraghi; nel quale con me si allenano Ianni, Crugnola, Vagnozzi, Mauri ed altri. In quel centro, avendo a che fare con giocatori di alto livello sono organizzati nel minimo dettaglio. Speriamo sia la scelta giusta e che dia i suoi frutti. Abbiamo iniziato già con il 'carico' invernale: cercherò di lavorare in primis su servizio e risposta; e poi sulla solidità dei colpi da fondo che ancora mi manca, soprattutto quando trovo un avversario difficile da sfondare".

Anche a livello di programmazione il giocatore azzurro sembra già essersi organizzato in maniera adeguata: "Il 5 gennaio 2010 partirò insieme agli altri ragazzi che si allenano come me per Miami, a giocare tornei Futures sulla terra verde. Da lì credo mi sposterò in centro america (Costa Rica e Panama) a giocare sul veloce all'aperto. Per fine Febbraio e Marzo giocherò sul veloce indoor in Europa; e poi probabilmente sarà la volta della terra".

Insomma, il ragazzo sembra avere già le idee chiare, e quindi, ringraziandolo, non ci resta altro che augurargli un grosso 'in bocca al lupo', e che possa ottenere le soddisfazioni sperate sia sul piano tennistico che su quello universitario.

17 novembre 2009

Futures World - SETTIMANA 45

Foto da Copa Petrobras De Tenis
(di Alessio Baldi)

Rieccovi come di consueto l'appuntamento con Futures World, posticipato a oggi in via del tutto eccezionale. La stagione è ormai sulla via del tramonto, ed esclusivamente quattro azzurri erano infatti impegnati nella settimana presa in esame, dotata di soli sei appuntamenti, cinque dei quali in continenti extraeuropei.

Iran F7 (15.000$, Kish Island, Terra rossa)
Vincitore: Attila Balazs (HUN)

In Iran erano al via il romano Riccardo Ghedin (nella foto), speranzoso di chiudere in bellezza una stagione positiva arricchita dalla qualificazione a Wimbledon, e il forte-marmino Matteo Marrai, che sta cercando di risalire la china e di tornare nei top 300, in posizioni nelle quali ha tutti gli attributi per rimanere stabilmente. "Ghedo" forte della testa di serie numero 1 è approdato comodamente in semifinale grazie alle vittorie su Galic, Govaerts (a cui ha ceduto un set) e Lessiak; mentre il toscano ha avuto un percorso più complicato per raggiungere i last four , dopo le agevoli affermazioni sui locali Shirazi e Shahgholi, ha vinto per 7-5 4-6 7-5 un'autentica battaglia con il russo Kumantsov, riuscito in carriera a perdere tutte e sei le finali Futures disputate e quartofinalista quest'anno al Challenger di Tashkent. A questo punto si pregustava un derby per la conquista del titolo: ma l'ungherese Balazs e il serbo Savic hanno rovinato la festa ai nostri due portacolori. Il primo ha sconfitto Ghedin per 6-4 4-6 6-3 mentre Matteo si è arreso a Savic (6-3 4-6 6-3).

Turchia F13 (10.000$, Antalya, Terra rossa)
Vincitore: Aljaz Bedene (SLO)

E' andata molto peggio invece ai due azzurri impegnati in Turchia, entrambi eliminati al primo turno. Marco Simoni, si è arreso nel suo ultimo match della stagione al promettente qualificato sloveno Andraz Bedene (75 64); mentre il lucky loser Lorenzo Giustino è stato sconfitto dal bulgaro Grozdanov, che lo precede di circa 400 posti nel ranking. Il torneo è stato poi vinto dal forte sloveno Aljaz Bedene, gemello di Andraz (da lui battuto nei quarti di finale), il quale ha perso la miseria di ventuno giochi in tutto il torneo, sconfiggendo nell'atto decisivo un'altra giovane promessa, il bosniaco Nikola Mektic. Per Aljaz si tratta del quinto titolo Futures della stagione che gli permetterà di portarsi a ridosso dei primi 300 giocatori della classifica ATP.

Niland-Lemke 1-1. Atto finale in vista!
Un curioso fatto è avvenuto nei Futures nordamericani su terra battuta: negli ultimi due appuntamenti si sono infatti scontrati in finale l'irlandese Conor Niland e il giovane australiano James Lemke. Due settimane fa la spuntò Lemke per 4-6 6-2 7-5, mentre la scorsa settimana l'irlandese si è saputo prendere la rivincita con il punteggio di 3-6 6-4 6-0. Questa settimana i due sono di nuovo in parti opposte del tabellone; riusciranno a dare vita alla terza battaglia consecutiva in finale??

El Salvador si aggrappa agli Arevalo!
Passiamo ora sul giovane rappresentante di El Salvador Marcelo Arevalo, che in Messico è riuscito a vincere il suo primo titolo Futures della carriera, sconfiggendo in finale il macedone Roman Borvanov, che in precedenza aveva eliminato il grande favorito Vasek Pospisil. Per Marcelo la vittoria ITF arriva a coronamento di un'ottima stagione, che l'ha visto raggiungere anche un'altra finale (sempre in Messico, persa per un niente con Gallardo-Valles), e due semifinali sempre a livello Futures. A difendere i colori della piccola nazione dell'America meridionale c'è anche il ben più noto Rafael, fratello maggiore e coach di Marcelo. Il più anziano dei due non gioca però da Maggio di quest'anno, dopo aver raggiunto nella passata stagione un best ranking di 374 al mondo e il secondo turno alle Olimpiadi (sconfisse Lee e non sfigurò al cospetto di sua maestà Federer). Per la piccola nazione di El Salvador, poco conosciuta a livello sportivo (basti pensare che a Pechino 2008 era rappresentata da soli undici atleti), arrivano quindi buoni segnali dal minuscolo 'movimento tennistico', e la notizia non può far altro che piacere.

Ecco di seguito i vincitoridi tutti i Futures disputati nella settimana:
Argentina F23 (10.000$, Terra rossa): Valverde (ARG) def. Fabbri (ARG)
Iran F7 (15.000$, Terra rossa): Balasz (HUN) def. Savic (SRB)
Cile F6 (10.000$, Terra rossa): Garcia (CHI) def. Picco (ARG)
Messico F15 (10.000$, Cemento): Arevalo (ESA) def. Borvanov (MDA)
Usa F28 (10.000$, Terra rossa): Niland (IRL) def. Lemke (AUS)
Turchia F13 (10.000$, Terra rossa): Al. Bedene (SLO) d. Mektic (BIH)

RICORDO, A CHI VOLESSE LEGGERE LE PUNTATE PRECEDENTI DELLA NOSTRA RUBRICA, CHE LE PUO' TROVARE A QUESTO INDIRIZZO.

09 novembre 2009

Futures World - SETTIMANA 44

Foto da Nrc.nl
(di Alessio Baldi)

Torna dopo una settimana di stop l'appuntamento del Lunedì sera con Futures World, rubrica che analizza i risultati ottenuti dagli azzurri nei Futures dei sette giorni precedenti. Nella quarantaquattresima settimana dell'anno si sono giocati solo sette tornei, con la supremazia delle prime teste di serie che si sono aggiudicate ben quattro appuntamenti.

Senegal F2 (15.000$, Dakar, Cemento)
Vincitore: Niels Desein (BEL)


Questa settimana si è recato in Senegal, per concludere la sua stagione, il pisano Claudio Grassi; e l'annata è terminata nel migliore dei modi con una finale inaspettata. Il toscano, accreditato della terza testa di serie, è arrivato all'atto conclusivo senza cedere un solo set, battendo nell'ordine Witmeur, la promessa ugandese Mugabe, Lucassen e il francese Coco, sorpresa del torneo. All'ultimo atto Claudio si è trovato di fronte il belga Niels Desein, uno dei migliori giocatori della stagione a livello ITF e stabilmente nei top 300, che l'ha sconfitto nettamente con il punteggio di 6-2 6-0.

Brasile F26 (10.000$, Porto Alegre, Terra rossa)
Vincitore: Juan-Pablo Amado (ARG)


Nonostante l'altissimo cut-off dei tornei brasiliani di fine stagione, nessun tennista azzurro aveva optato nelle passate settimane per una trasferta sudamericana. Nella scorsa si è invece schierato in campo Filippo Leonardi, il quale sfruttando un buon tabellone si è spinto fino alle semifinali. Nel match di primo turno avrebbe dovuto affrontare la sesta testa di serie, ma si è invece trovato di fronte il LL Pereira dando il via ad una buona striscia di vittorie su avversari più quotati di lui. L'azzurro infatti si è tolto lo sfizio di eliminare anche i brasiliani De Andrade e Guidolin e di togliere un set, in semifinale, al futuro vincitore Amado, nettamente il più forte del tabellone.

Cile F5 (10.000$, Santiago, Terra rossa)
Vincitore: Jorge Aguilar (CHI)


In Cile continua il buon momento di forma dell'ex promessa del tennis italiano Daniel Lopez che per la terza settimana consecutiva ha raggiunto i quarti di finale delle manifestazioni cilene intascandosi così sei preziosi punti ATP. Questa settimana dopo aver dominato facilmente Hinzmann e Jotovski si è arreso, dopo una dura lotta terminata con il punteggio di 5-7 6-2 7-6, al locale Saavedra-Corvalan. Dalla prossima settimana l'azzurro si sposterà in Argentina per giocare gli ultimi tornei della stagione.

Spagna F37 (10.000, Vilafranca, Terra rossa)
Vincitore: Pedro Clar-Rossello (ESP)

Dopo aver ottenuto il nulla dalle qualificazioni Challenger disputate sul cemento statunitense, il toscano Matteo Marrai è tornato a giocare sull'amata terra cercando di raccogliere punti importanti per migliorare la propria classifica, dopo i problemi avuti ad inizio anno. Nel trentasettesimo Futures spagnolo il fortemarmino si è spinto fino ai quarti di finale dove ha ceduto, con un duplice 6-4, allo spagnolo Sabate-Bretos. Ripescato nel torneo come lucky loser il giovane romano Andrea Stucchi, che è riuscito a vincere un buon match di primo turno con l'iberico Boje-Ordonez prima di cedere nettamente ad un altro giocatore di casa, Coll-Riudavets.

Turchia F12 (10.000, Antalya, Terra rossa)
Vincitore: Jesse Huta Galung (NED)


Dopo la ottima semifinale raggiunta due settimane fa è continuata con buoni auspici la trasferta turca di Matteo Trevisan. Ad Antalya infatti Matteo ha concesso le briciole all'uzbeko Uzakov nel primo turno, ma poi è giunto l'ennesimo problema fisico che lo ha costretto al forfait per il match di secondo turno con l'olandese Jesse Huta Galung, numero uno del seeding.

Ma che ci fa Huta Galung nei Futures?!
Questa settimana parliamo dell'olandese Jesse Huta Galung (nella foto) che ha vissuto una bruttissima stagione dopo una buona partenza condita dal successo nel Challenger di Caltanissetta, primo torneo Challenger italiano del 2009 sulla terra battuta. Dal mese di Maggio infatti, dopo la vittoria nelle quali del Roland Garros con Schukin, il 'belloccio' Jesse non ha più vinto un match sino a fine ottobre. Nel mezzo nove sconfitte ai primi turni in tornei Challenger, una al torneo di Hertogenbosch dove era stato invitato, e due nello spareggio di Davis con la Francia dove non sfigurò contro Tsonga. Per recuperare fiducia e condizione Jesse è ripartito a giocare tornei Futures, ed ha subito dimostrato il suo livello, vincendone due consecutivi in Turchia.

Ecco di seguito i vincitori degli altri 3 Futures disputati questa settimana:
Argentina F22 (10.000$, Terra rossa): Trungelliti (ARG) def. Noviski (ARG)
Mexico F14 (10.000$, Cemento): Pospisil (CAN) def. Ramirez (MEX)
Usa F27 (10.000$, Terra rossa): Lemke (AUS) def. Niland (IRL)