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24 marzo 2010

RESOCONTO 2°TURNO ITF ROMA-EUR 15.000$

Foto Giulio Gabbanini

Dal nostro corrispondente a Roma, Roberto Bontempi

Roma, 24 marzo 2010. Al TC Eur di Roma oggi si sono disputati tutti gli incontri validi per il secondo turno del tabellone di singolare del torneo future, con 15.000$ di montepremi, organizzato nella splendida cornice del prestigioso circolo capitolino. Tanti i match equilibrati e tanti azzurri in campo: ben 10, 6 dei quali impegnati in tre derby tricolore. Vediamo il resoconto dei match.

Marrai b. Aldi 6/2 4/6 7/6 (5)
L’incontro più bello della giornata è stato probabilmente quello che ha messo di fronte Aldi e Marrai. I due azzurri hanno dato vita ad una grande battaglia durata quasi due ore e mezza, con spunti di tennis piuttosto vario e divertente come nelle loro abituali caratteristiche. Marrai è uscito meglio dai blocchi portandosi subito avanti nel primo parziale concluso piuttosto agevolmente per 62. Più lotta nel secondo con Aldi, quarta testa di serie del tabellone e con un passato da top-150, che riesce a ritrovare fiducia e colpi pareggiando le sorti della sfida. Nel terzo regna l’equilibrio e dominano i servizi. Nell’undicesimo, interminabile, game Aldi ha annullato quattro delicate palle break all’avversario e, nel gioco successivo, raggiunge il match point. Sprecata la chance, il tennista siciliano ha accusato un po’ di nervosismo ma è stato bravo a restare aggrappato anche nel tie-break, dove ha ceduto solo di misura ad un Marrai incitato durante tutta la partita dal suo coach Michele Tellini. Da sottolineare ancora una volta lo splendido rovescio ad una mano del tennista toscano, un colpo straordinario che spesso fa la differenza.

Giorgini b. Crugnola 7/5 1/6 7/5
L’incontro più atteso era probabilmente quello che opponeva Giorgini e Crugnola. La qualità di questo match però non è stata entusiasmante: i due tennisti sembravano piuttosto nervosi e non riuscivano a mostrare il loro miglior tennis, forse perché amici. Crugnola in particolare, nonostante i suoi gesti sempre piacevoli da vedere, pareva una copia sbiadita del tennista ammirato in certi periodi dello scorso anno. Il problema sembra più questione di fiducia. Merito anche del solito Giorgini, molto ben preparato fisicamente e pronto a vendere cara la pelle e lottare fino all’ultima palla. Alla fine l’incontro durerà circa tre ore, e riuscirà a spuntarla, a sorpresa, il tennista di San Benedetto. Decisive, nel terzo set, le incertezze di Crugnola, seguito da Uros Vico, impegnato a prendere appunti durante il match del suo pupillo, incapace di sfruttare un break di vantaggio e la possibilità di servire per il match sul 5-4.

Giraudo b. Cabal 6/3 4/6 6/3
Ottima impressione ha destato Alberto Giraudo (nella foto), uscito fuori da un’altra grande lotta contro il colombiano Cabal. Alberto, le cui qualità tecniche non sono certo una sorpresa, è stato paziente e umile a tenere a bada un avversario ostico e tignoso, che ha cercato di imbrigliare la maggiore brillantezza del piemontese costruendo una fitta rete di scambi condite da pallonetti lentissimi per spezzare il ritmo. Alla fine dell’incontro Giraudo ha detto di essere sorpreso della sua tenuta atletica visto che, per l’operazione da poco subita, ha terminato la preparazione solo da una settimana. «Nel terzo pensavo di crollare – ha detto Alberto – invece il massaggio del fisioterapista alla fine del secondo set mi ha fatto davvero bene. Certo, in alcune fasi avverto ancora un po’ di tensione a causa dei pochi match giocati (non ha chiuso il match servendo sul 5-2 nel terzo n.d.a.), ma sono molto contento».

Comporto b. Sousa 6/3 6/2
Una buona notizia per i colori italiani è arrivata dal giovane siciliano Comporto, wild card, che ha superato in modo sorprendentemente agevole il portoghese Sousa. La grande differenza in questo match l’ha fatta la diversa tenuta mentale dei due. Il nostro Comporto, infatti, ha avuto un atteggiamento perfetto in campo, lottando su tutti i punti in modo composto e determinato. Al contrario, il rivale sembrava posseduto da uno spirito malvagio, ed ha passato tutto il (breve) tempo del match a urlare e a lamentarsi. Il risultato parla chiaro e Comporto, in possesso di un tennis solido ma a volte un po’ troppo passivo, si è tolto una bella soddisfazione.

Jaziri b. Vagnozzi 1/6 7/6 (5) 6/3
Al termine della partita si è avuta l’impressione che “Vagno” abbia perso una buona occasione. Non che Jaziri, il suo avversario tunisino, sia uno scarso, anzi, certamente ha mezzi fisici e una pesantezza di palla superiori al nostro, però con un pizzico di fortuna in più l’azzurro avrebbe anche potuto portare a casa il match. D’altra parte il primo parziale lo aveva vinto facilmente. Nel secondo set, però, è stata sempre una rincorsa: Vagnozzi, infatti, sempre indietro nel punteggio, ha annullato ben 7 set point complessivi all’avversario (3 sul 5-4, 1 sul 6-5 e altri 3 nel tie-break) prima di cedere per 7/5 nel gioco decisivo. A quel punto il marocchino, non proprio un cuor di leone quando si tratta di giocare i punti pesanti, è andato via piuttosto facilmente nel terzo set, salvo cedere un turno di battuta, ma quando era già in vantaggio 5-2.

Tra gli altri match disputati da segnalare gli agevoli successi del giovane e promettente belga Goffin (6/2 6/3 al nostro Valenti) e della seconda testa di serie Haider-Maurer (uscito vincitore 6/1 6/2 dal derby austriaco con Eitzinger). Gianluca Naso, infine, che sembra avere un peso di palla superiore a tutti i partecipanti a questo torneo, ha dovuto faticare un solo set: sotto per 7-5, infatti, il suo avversario Tenconi, ha preferito ritirarsi per un problema accusato al ginocchio.

Questi gli accoppiamenti dei quarti:
NASO – JAZIRI
GIORGINI – GOFFIN (8)
COMPORTO – MARRAI
GIRAUDO – HAIDER-MAURER (2)

08 marzo 2010

FALGHERI: "ADESSO VOGLIO I PRIMI 100"

Andrea Falgheri - Foto Ivano Viola

Di Cristian Sonzogni - 24 Febbraio 2010
Articolo apparso su "L'Eco di Bergamo"

Ospitiamo oggi su Tennis Maschile.com un articolo dell'amico Cristian Sonzogni, nota penna di TENNIS ITALIANO, apparso su "L'Eco di Bergamo" di Mercoledì 24 Febbraio. Cristian ha analizzato l'inizio di stagione del bergamasco Andrea Falgheri, raccogliendo le opinioni del diretto interessato, deciso a salire in classifica.

Ventiquattro anni sono un’età già troppo avanzata per un giocatore fuori dai 500 che voglia puntare ai top 100 del ranking Atp? Una volta lo si poteva pensare, oggi non più. Il mondo del tennis ha visto spesso elementi apparentemente di seconda o terza fascia avvicinarsi clamorosamente e in breve tempo ai vertici mondiali. Ma adesso queste vicende stanno diventando sempre più frequenti a causa del livellamento verso l’alto del circuito «pro», e proprio gli ultimi mesi hanno portato alla ribalta alcune storie che meriterebbero un approfondimento. Su tutte, c’è quella dello svizzero Marco Chiudinelli, ora 52 ma mai nei top 100 fino al 2009 e intorno alla posizione numero 700 nel 2008. Un salto in alto merito della fiducia, la stessa che sta consentendo al 25enne giamaicano Dustin Brown, recente protagonista agli Internazionali di Bergamo, di avvicinarsi al suo sogno. Poi si potrebbe parlare di Radek Stepanek, doppista di razza che grazie all’aiuto di Petr Korda si scoprì grande anche in singolare (fino a entrare nei top 10), o di Lukasz Kubot, polacco di 27 anni che dopo tante stagioni nelle retrovie oggi è nei primi 50; oppure ancora del tedesco Benjamin Becker, numero 500 circa fino ai 24 anni e poi sbocciato nel Tour maggiore fino a toccare quota 38.

Ma qui è il caso di soffermarsi su un atleta di casa nostra, il più forte bergamasco nella classifica mondiale, con record personale fresco fresco. Andrea Falgheri, classe 1985, è attualmente 587, e sta vivendo il miglior periodo della carriera, con oltre 400 posti guadagnati in dodici mesi e un obiettivo chiaro in testa. «I primi 100 al mondo - taglia corto il diretto interessato al rientro dal Messico - e non credo sia fuori dalla mia portata. Il mondo del tennis ormai è così: bisogna crederci, trovare continuità e lavorare duro. Nessuno si stupisce se il 500 batte il numero 100, e tutti questi personaggi che emergono non più giovanissimi non fanno altro che darmi morale». A lui, invece, stava per capitare di battere il 230, il tedesco Begemann. «Alla fine ho perso, ma solo per 9-7 al tie-break del terzo e dopo aver mancato un matchpoint. Ma adesso so, quando inizia un torneo, di poterlo vincere». Convinzione dunque è la parola chiave, quella che è mancata nei primi anni di professionismo. «Dai 16 ai 18 non ci ho creduto molto, poi sono anche stato un po’ sfortunato con un brutto infortunio alla schiena che mi ha tolto un anno e mezzo. Ora sono ripartito dalla Future Talent di Brusaporto, dove ho trovato uno splendido ambiente, e dai soliti consigli di "zio" Bassanelli, che non mi fa mai mancare il suo sostegno. Inoltre, fisicamente sto molto bene e so di poter competere allo stesso livello per una settimana intera».

La stagione di Falgheri è cominciata bene con una semifinale a Panama, e l’obiettivo per il 2010 è avvicinare i 300. «Per "vedere" i Challenger e le qualificazioni degli Slam, che sarebbero un primo traguardo stimolante. Giocherò sia sul rapido sia sulla terra europea, senza fare troppi calcoli». Sullo sfondo, per Andrea, le imprese di qualche illustre connazionale che, seppure un po’ in ritardo, ce l’ha fatta a coronare il suo sogno: come Davide Sanguinetti, top 100 per la prima volta a 25 anni, o Paolo Lorenzi, dentro i cento a quasi 28 anni. O ancora come quello che resta l’esempio più clamoroso di carriera «a scoppio ritardato»: Gianluca Pozzi, classe 1965, che raggiunse i primi 100 a 26 anni ma il best ranking (40) addirittura a 36, età in cui tanti giocatori hanno già smesso da un pezzo. Per chiudere con i ritardatari, l’avvio di 2010 ha portato per la prima volta ai vertici il 29enne francese Stephane Robert. Quello che, in Australia, fece dire al campano Potito Starace (sconfitto proprio dal transalpino) una frase già entrata negli annali: «Ormai, a tennis, hanno imparato a giocare tutti».

10 febbraio 2010

LITUANO D'ITALIA

Laurynas Grigelis - Foto Moreno Faina

E' con grande piacere che quest'oggi ospitiamo su Tennis Maschile.com l'amico Riccardo Bisti di TennisBest.com e TENNIS MAGAZINE, in questi giorni a Bergamo in qualità di addetto stampa del torneo Challenger. Riccardo ci guida alla scoperta di Laurynas Grigelis, con un' intervista nata da un' idea comune, e portata avanti dal più 'avvezzo' dei due.

Da Bergamo, Riccardo Bisti - 10 Febbraio 2010
Articolo apparso sul sito www.tennisbest.com

Sarà per il cibo o forse per il clima, chissà. E' però un dato di fatto che molti tennisti stranieri scelgono l'Italia come base per sviluppare la loro carriera. Il più noto è Andrey Golubev, top 100 kazako residente a Bra. Ma c’è un nome nuovo all'orizzonte: si tratta di Laurynas Grigelis, lituano nato a Klaipeda (terza città più importante del paese) il 14 Agosto 1991. Laurynas è dunque “nato” lituano e non sovietico, giacché il paese si è proclamato indipendente nel 1990 (fu la prima Repubblica a staccarsi dall’Unione Sovietica). Laurynas ha preso in mano la prima racchetta all'età di 6 anni, ma per un lungo periodo ha giocato 2-3 volte alla settimana, conducendo una vita del tutto simile a quella dei coetanei. “Poi si sono accorti delle mie potenzialità e ho iniziato a giocare più seriamente”. E così è arrivato il primo contatto con l’Italia, poi tramutatosi in una vera e propria migrazione. Oggi vive a Bergamo con i genitori e si allena presso il Tennis Club Brusaporto con il supporto dell’organizzazione “Future Talent”. Ma le tappe ce le racconta direttamente lui: “Venni la prima volta a Cividino all’età di 12 anni, accompagnato dalla mia allenatrice, di nome Povilionine, e rimasi una ventina di giorni. Poi tornai in Lituania e smisi di lavorare con lei perché iniziò ad occuparsi di altri giocatori. Allora mandai un po’ di e-mail in Italia e in Inghilterra. A Cividino furono ben contenti di accogliermi”. Papà Stanislovas e mamma Aukse hanno deciso di supportarlo. “Si, al punto che si sono trasferiti con me. Infatti li ringrazio per il loro supporto. Come ringrazio anche la Future Talent che crede in me e mi sta supportando in ogni modo”.

Sorpresa del torneo
Grigelis è uno dei personaggi degli Internazionali di Bergamo (42.500€, Play-It). Entrato in tabellone grazie ad una wild card, ha infilato la sorpresa del torneo battendo Uladzmir Ignatik, numero 1 di Bielorussia e prossimo avversario dell’Italia in Coppa Davis. I risultati di fine 2009 autorizzavano l’Italtennis ad un minimo di preoccupazione, svanita dopo averlo visto all’opera. Tennista muscolare, dotato di due buoni fondamentali ma nulla di più. Resta da capire quanto abbia influito l’ottima prestazione di Grigelis, accompagnato dal suo staff al gran completo. “Della mia prestazione mi è piaciuto l’atteggiamento” dice “Grigio” “Ho lottato punto su punto. All’inizio ero molto emozionato, ma è passata quasi subito”. “E’ vero, era molto teso, per lui è una situazione nuova” interviene coach William Rota, che lo segue a Brusaporto in un team di cui fanno parte anche Andrea Stoppini, Andrea Falgheri e Filip Prpic. Allora gli chiediamo che tipo di giocatore ha tra le mani. “Laurynas è un giocatore adatto alle superfici veloci. E’ dotato di un buon servizio, deve sfruttarlo di più. Ha due buoni fondamentali, colpi pesanti…insomma, un tennis moderno. Certamente deve migliorare in tante situazioni”. A noi è piaciuto sia per il tennis (davvero elegante il movimento del servizio) che per l’atteggiamento: perso il primo set al tie break, in una situazione così emotiva, contro un avversario più esperto, in molti avrebbero mollato. Lui ha finito addirittura dominando. E oggi, nel secondo match a partire dalle 10 se la vedrà con Roman Valent, proveniente dalle qualificazioni. Un match possibile. “Ma per me è indifferente l’avversario, a questi livelli sono tutti forti”.

Laurynas, ci sono poche tracce di te a livello juniores. Come mai?
In realtà a livello Under 14 ed Under 16 ho giocato abbastanza. A 14 anni sono stato tra i primi 20 nella classifica ETA, poi tra gli Under 16 numero 3. Tra gli Under 18 ho giocato qualche torneo, ma poi ho preferito buttarmi nel circuito dei professionisti. Volevo fare esperienza il prima possibile. Certamente mi sarebbe piaciuto giocare qualche Slam, il mio preferito è Wimbledon, però non ho rimpianti in questo senso.

Che tipo di programmazione svolgerai?
Nell’immediato potrei andare a firmare per le qualificazioni di Marsiglia o del challenger di Belgrado. Poi c’è un impegno importante: giocheremo in Coppa Davis contro la Gran Bretagna priva di Andy Murray. Penso sia un match fattibile, anche perché il nostro numero 1 è Ricardas Berankis, altro giovane in ascesa. Certamente abbiamo la panchina un po’ corta, visto che in classifica ATP siamo solo tre lituani. Poi vedremo: certamente più challenger rispetto all'anno scorso. Il mio coach dice che dovrò anche "meritarmi" di giocare certi tornei.

Dove giocherete in Coppa Davis? Il tennis è seguito in Lituania?
Giocheremo a Vilnius (la capitale, ndr) sul sintetico indoor in un palazzetto con circa 3.000 spettatori di capienza. Il tennis è abbastanza seguito, c’è interesse sia da parte dei giornali che della TV.

Torni spesso nel tuo paese natale?
In realtà non troppo. Capita in occasione di impegni come questo oppure scolastici (Laurynas è iscritto all’ultimo anno di scuola superiore e sta per prendere il diploma. Ovviamente studia a distanza, ndr). Altrimenti qualche volta in vacanza.

Quali sono, secondo te, i giovani più interessanti del circuito?
Ce ne sono tanti. Così su due piedi direi Ryan Harrison, Yuri Bhambri, Grigor Dimitrov, lo stesso Berankis, Bernard Tomic. Però non ho ancora giocato contro nessuno di loro. Il più forte che ho incontrato? Direi il polacco Jarzy Janowicz. In assoluto, il giocatore più forte che ho affrontato è Benjamin Becker.

Domanda d’obbligo per un ragazzo come te. Il tuo sogno?
Mi piacerebbe entrare tra i primi 10 al mondo e giocare e vincere un torneo del Grande Slam. Speriamo.

Anticipiamo il sito ATP, che a breve ti farà questa domanda per inserirla nella tua scheda. Cosa ti piace fare fuori dal campo?
Hobby molto comuni: mi piace guardare film, ascoltare musica ed apprezzo il calcio. Sono un tifoso interista...

05 gennaio 2010

IL BLOG DI UROS (1) - NOUMEA CHALLENGER

Flavio Cipolla - Foto Ray Giubilo

Considerato il grande succes
so riscosso dal pezzo di Lunedi, nel quale Uros Vico faceva il punto della situazione sugli azzurri impegnati in quel di Noumea, illustrandoci l'andamento degli incontri dei nostri portacolori, abbiamo deciso di ripetere da subito l'iniziativa, e di dargli una certa continuità. L'amico Uros ci ha dato la sua disponibilità, e nasce quindi oggi su TENNIS MASCHILE.com una nuova rubrica, curata proprio dal nostro 'inviato speciale', che prende il nome de 'Il Blog di Uros', nella quale il tennista azzurro ci terrà aggiornati sui match dei suoi 'colleghi' in giro per i tornei da lui frequentati in veste di coach. La prima 'fetta' della rubrica comprenderà il torneo di Noumea e l'imminente Australian Open.

Come saprete, Uros, dopo una carriera di ottimo livello (numero 166 in singolare e 80 in doppio come migliori, e invidiabili, piazzamenti) ha ormai abbandonato il circuito professionistico, per dedicarsi, insieme a Corrado Borroni e a Mattia Livraghi, all'attività di coach presso il Centro Marconi di Segrate (Milano), circolo che annovera fra i giocatori che vi si allenano numerosi atleti professionisti, come Crugnola, Vagnozzi, Ianni, Mauri e Marcora; e anche vari giovani con buoni auspici per il futuro. I due tennisti di maggiore rilievo (in termini di ranking), ossia Marco Crugnola e Simone Vagnozzi, hanno optato per la trasferta ocenica (il Challenger 75k di Noumea e gli Australian Open), e Uros li ha seguiti come allenatore.

Nella 'puntata' di oggi, la prima del nostro nuovo diario, Vico ci parlerà dei tre match di secondi turno del torneo francese (con le belle vittorie di Vagnozzi e Cipolla e la sconfitta di Crugnola), e dei due quarti di finale, nei quali Cipolla ha sconfitto Simon Stadler, e Vagnozzi ha combattuto strenuamente con il temibile tedesco Florian Mayer (top70 ATP), poi vittorioso per 6-3 al terzo set. Lascio quindi la parola al nostro inviato, che in ordine cronologico ci illustrerà gli incontri.

(Uros - Foto Gisberto Ianni)

Dal nostro inviato a Noumea, Uros Vico


OTTAVI DI FINALE:

Simone Vagnozzi b. Grega Zemlja (SLO) 62 36 63
Il match è stato condizionato da un forte vento, che ha reso difficile ad entrambi giocare un tennis regolare. Simone è partito fortissimo, ha vinto 6-2 il primo set e si è portato sopra di un break ad inizio del secondo. Spingeva bene e variava molto il ritmo con il diritto, mettendo il grossa difficoltà l'avversario. A quel punto però ha un po' rallentato, e Zemlja ne ha approfittato, iniziando a 'palleggiare' e riducendo al minimo gli errori, cosa che gli ha permesso di portare a casa la frazione. Lo sloveno si è poi portato avanti di un break anche ad inizio terzo set, ma Simone ha ripreso a giocare benissimo, spingendo nel modo giusto e con ottime variazioni, ed è volato 4-1.terzo e da li ha incominciato di nuovo a fare bene il gioco variando. Sul 4-2 e servizio c'è stato un game lunghissimo e molto lottato, ed ai vantaggi Vagnozzi ha perso il servizio. Zemlja gli ha però subito restituito il favore, in quanto, con vento a favore, ha giocato male gli ultimi due game, permettendo a Simone di portare a casa l'incontro.

Flavio Cipolla b. Vincent Millot (FRA) 64 62
Flavio è stato sotto di un break nel corso della frazione, ma da quel momento ha cambiato notevolmente, incrementato molto il livello di gioco e chiudendo molto bene, poco da dire.

Kevin Anderson (RSA) b. Marco Crugnola 62 62
Anche su questo match poco da dire. Marco non è mai stato in partita, si può quasi dire che non abbia giocato. Il suo match è iniziato sul 26 03, insomma, troppo tardi. C'era moltissimo vento ma questo non è assolutamente un valido motivo per una prestazione del genere. Peccato perché anche lui sta giocando bene in questi giorni.

QUARTI DI FINALE:

Florian Mayer (GER) b. Simone Vagnozzi 63 26 63
Simone era in vantaggio 3-0 nel primo set, ma poi, sul 3-1 e servizio ha sbagliato due dritti abbastanza facili, permettendo a Mayer di rientrare e prendere fiducia. Il tedesco ha iniziato a giocare molto bene; gli scambi era lunghi e lottati, ma alla fine i punti li faceva sempre l'avversario. C'è stato equilibrio sino al 2-2 del secondo set, quando Simone ha fatto il break al rivale, ha preso fiducia, e ha iniziato a variare bene il ritmo costringendo spesso Mayer all'errore, e vincendo così per 6-2 la frazione. Nel terzo set Simo ha avuto tre pericolosissime palle break sul 3-3, ma Florian ha sempre servito bene; peccato perché quel game lunghissimo è stato, alla fine, decisivo. Sono dispiaciuto perché Vagno ha giocato molto bene oggi e poteva fare il colpaccio. Spero che questo match, giocato alla pari contro un' avversario ottimo, e in generale l'andamento del torneo gli dia fiducia in quanto dimostra che può giocare bene anche sul cemento all'aperto.

Flavio Cipolla b. Simon Stadler (GER) 36 61 62
Flavio ha giocato anche oggi in maniera molto solida. Nel primo set si può dire che i due si siano ammazzati a suon di game lottati, tutti terminati ai vantaggi, con il tedesco che oggi serviva particolarmente bene. Non è un giocatore che tira molto forte, però è mancino ,si muove bene, e mette la palla dove vuole. Flavio è stato bravissimo a continuare a giocare come nel primo set, mentre Stadler è calato alla distanza, perdendo facilmente secondo e terzo. Domani la semifinale con il francese David Guez. Il match non sarà facile, però secondo me Cipo ha il gioco adatto per dare fastidio al rivale. La cosa importante e fondamentale è che sia a posto fisicamente, in quanto qui le temperature sono altissime e giocare tutti i giorni singolare e doppio non è semplice. Dopo la semifinale del singolare infatti, Flavio in coppia con Simone giocherà la finale del doppio, che i due hanno già vinto qui a Noumea nel 2008.

Non perdete quindi domani la seconda puntata del 'diario', nella quale Uros ci parlerà della semifinale fra Flavio Cipolla e David Guez e della finale del doppio, che vedrà la coppia numero uno del seeding, composta da Cipolla e Vagnozzi, contendersi il titolo con l'ottimo duo Devilder/Roger-Vasselin.

04 gennaio 2010

NOUMEA SORRIDE AGLI AZZURRI

Simone Vagnozzi - Foto Gisberto Ianni
(di Marco Caldara e Uros Vico)

Se la stagione a livello ATP non è ancora scattata (i primi tre azzurri giocheranno oggi in quel di Doha); a livello Challenger gli italiani si sono già tolti ottime soddisfazioni, con tutti e tre i nostri portacolori che, pur con degli accoppiamenti non semplici, si sono guadagnati il secondo turno del Challenger 75.000$ di Noumea, cittadina francese situata in Nuova Caledonia, isola oceanica non lontana dall' Australia.

Marco Crugnola ha sconfitto lo statunitense Lester Cook per 3-6 6-2 7-6; Flavio Cipolla ha battuto il francese Devilder per 4-6 6-4 6-2, e Simone Vagnozzi, dopo aver superato le qualificazioni, si è imposto 4-6 6-4 6-3 sul promettente belga Ruben Bemelmans. Il torneo non dispone di un 'livescore', e quindi l'andamento dei match è praticamente sconosciuto a tutti. Non lo è però a TENNIS MASCHILE.com, che ha raggiunto Uros Vico (a Noumea in qualità di allenatore di Vagnozzi e Crugnola), il quale ci ha illustrato gli incontri, analizzando anche i prossimi incontri dei nostri.

Crugnola def. Cook 36 62 76
'Marco ha giocato così così nel primo set, ed infatti l'ha perso. Poi ha alzato il suo livello di tennis, ed ha dominato sino a portarsi 4-1 con due break nel terzo set. A quel punto avrebbe dovuto chiudere l'incontro, invece ha permesso al suo avversario di rientrare nel match. Sul 6-5 per Cook, Marco ha annullato anche due match points (con un ace e un servizio vincente), e poi ha giocato un ottimo tie-break, e vinto meritatamente l'incontro. Ora l'impegno con Kevin Anderson. E' un match difficile, ma se Crugnola gioca bene lo può battere'.

Vagnozzi def. Bemelmans 46 64 63
'Bemelmans è davvero un bel giocatore. Il match è stato bello e combattuto, con Simone che ha perso il primo set a causa di un break sul 4-4, quando ha giocato un brutto game di servizio. La sfida era girata male anche nel secondo set, con Simone che nel quinto game ha perso il servizio. A quel punto però 'Vagno' ha iniziato a spingere di più e giocare meglio; ha recuperato il break e ne ha piazzato un secondo, chiudendo 6-4. Nel terzo poi, un solo break ha fatto la differenza, ed è stato a favore del nostro, il quale ha siglato il 6-3 finale. Ora Simone gioca con Grega Zemlja, con il quale ha sempre vinto, ma sulla terra; sul veloce il rivale è un po' più ostico, quindi sarà un match aperto'.

Cipolla def. Devilder 46 64 62
'Cipolla è stato molto bravo, in primis perché ha battuto Devilder, un giocatore forte con il quale nelle due precedenti sfide aveva perso in due set. Nel primo set Flavio stava giocando molto bene, e si è portato avanti per 4-2. Poi ha sbagliato qualche palla di troppo ed ha buttato via il set. E' stato però abilissimo nel riprendersi, ed alla fine l'ha spuntata. Ora gioca con Millot; il francese esprime un buon tennis, simile a Devilder'.

Gli abbiamo poi chiesto un giudizio sulla stato di forma di Vagnozzi e Crugnola, i suoi due 'osservati speciali' nel torneo (al quale ricordiamo che anche Uros ha preso parte, perdendo all'ultimo turno di qualificazioni con il locale Frost): 'Li ho visti abbastanza bene. Quest'inverno si sono impegnati ed allenati nel migliore dei modi. Entrambi stanno bene fisicamente, e ci sono quindi buoni auspici per il torneo. Va detto inoltre che tutti e tre i nostri giocatori hanno perso il primo set per poi vincere in rimonta al terzo set, e con questo caldo non è affatto facile; anche se Flavio e Simone hanno giocato praticamente di sera. Bravissimi'.

31 dicembre 2009

TENNISTI ITALIANI: IL PAGELLONE DEL 2009

Fabio Fognini - Foto Andrea Gabrielli

In compagnia di Fabio Colangelo, ex giocatore professionista di ottimo livello, ed ora opinionista per SPAZIO TENNIS, il blog dell'amico Alessandro Nizegorodcew, ho tracciato il bilancio dei tennisti italiani della stagione appena conclusasi. Non sono stati inseriti dei voti veri e propri, quanto piuttosto dei giudizi sull’andamento del 2009, accompagnati dagli immancabili aggettivi alla Ziliani, uno dei 'punti di forza' del grande Fabio. Il pezzo è disponibile, ovviamente, anche sul sito di SPAZIO TENNIS, l'unica (e ottima) radiotrasmissione nazionale interamente dedicata al nostro favoloso sport.

(di Marco Caldara e Fabio Colangelo)

ANDREAS SEPPI: LEGGERMENTE NEGAT
IVO
In questo 2009 la sorte non è certo stata dalla sua parte, opponendolo (fra primo e secondo turno dei vari tornei) per quattro volte a F
ederer, e due a Murray, Verdasco e Nadal. Almeno in un’occasione ha fatto match pari con tutti, ma ogni volta è mancato l’acuto. Ha preso parte ad un solo Challenger e, pur con qualche difficoltà, l’ha vinto, dimostrando di essere di un livello superiore. Ha salvato per pochissime posizioni il ‘trono’ di numero uno d’Italia, e con qualche aggiustamento tecnico, ma soprattutto tattico, nella prossima stagione potrà avvicinare il suo best ranking; ma il 2009, sul piano dei risultati, non è stato soddisfacente.
FORTUNATO IN AMORE

FABIO FOGNINI: POSITIVO
Si contende con Lorenzi lo scettro di miglior azzurro della stagione; ma il suo 2009 è stato senza dubbio più qualitativo che quantitativo
(a differenza di Paolo), e per questo merita qualcosa in più. Pochi Challengers (2) e una programmazione ambiziosa, che l’ha visto recarsi pure in Asia, hanno portato buoni risultati, con una semifinale a Stoccarda e un quarto a Bucarest come migliori; e vittorie su Davydenko, Almagro, Cilic e Berdych (terra) e Gulbis e Golubev (veloce). Sul piano del gioco è quasi completo (il servizio può crescere) e se riuscisse a progredire ancora mentalmente, potrà puntare in alto.
IN MATURAZIONE

POTITO STARACE: NEUTRO
Un quarto a Monaco come miglior risultato ATP, e vari piazzamenti, fra cui la vittoria a Torino, nei Challengers. Ha dimostrato di potersela c
avare anche sull’erba, portando al quinto set Radek Stepanek (non proprio uno ‘di passaggio’); mentre continua a evitare, o quasi, il cemento; sul quale, ad opinione di tutti, potrebbe tranquillamente far bene (e l’ha dimostrato più di una volta). A livello di gioco è in continuo miglioramento, e nel 2010, con una programmazione un po’ più coraggiosa, potremmo ritrovarlo in posizioni che contano.
PIGRONE

PAOLO LORENZI: MOLTO POSITIVO

Stagione entusiasmante. Chi se lo sarebbe aspettato? Ad inizio anno ha preso parte addirittura a due Futures, vincendone uno, ed oggi lo troviamo numer
o 84 del mondo, con un posto di diritto all’ Open d’Australia ed in quasi tutti i tornei ATP successivi. Quattro vittorie e due finali Challenger l’hanno spinto nell’elite del tennis, a dimostrazione che il sacrificio e l’allenamento pagano, e non poco. La stagione in arrivo si prospetta per lui piuttosto difficile, in quanto a livello ATP non ha praticamente mai giocato; ma dopo un 2009 simile è lecito attendersi di tutto. Bravo Paolino!
PIACEVOLE SORPRESA

SIMONE BOLELLI: NEGATIVO
Vuoi per vari problemi di natura fisica, vuoi per il mat
rimonio (che per quanto piacevole possa essere, un po’ distoglie sicuramente dall’attività), la stagione del tennista di Budrio è stata senza dubbio negativa. Oltre 50 le posizioni perse da inizio anno, e una serie di otto sconfitte consecutive (Davis compresa) da New Haven in poi. Il cambio di coach, per ora, non gli ha affatto giovato, e per uno con i suoi mezzi (tecnici e non) essere di poco dentro ai top100 non è sufficiente. Solo tre volte nel corso dell’anno ha saputo vincere due match consecutivi nello stesso torneo, raggiungendo i quarti una sola volta (Umago). Può, e DEVE, fare di più.
SMARRITO

(Simone Bolelli - Foto Antonio Costantini)

FLAVIO CIPOLLA: POSITIVO
Il suo 2009 è partito benissimo, con i secondi turni r
aggiunti a Chennai e agli Aussie Open (sempre partendo dalle qualificazioni), con vittorie su giocatori del calibro di Tursunov e la ‘vendetta’ su Wawrinka. Qualche altro buon risultato, come i quarti a Belgrado e la qualificazione a Montecarlo (con vittime come Nieminen e Starace) l’hanno portato per la prima volta in carriera nei top100; e senza gli infortuni che ne hanno rovinato la seconda metà di stagione, probabilmente vi sarebbe ancora ‘dentro’. Un grosso in bocca al lupo a Flavione nazionale!
TALENTO SFORTUNATO

ANDREA STOPPINI: POSITIVO
Anche per lui vale lo stesso discorso fatto per Cipolla. Stagione iniziata nel migliore dei modi, con la qualificazione agli Australian Open e a San Jose (perse 7-6 7-6 da Del Potro); proseguita con la vittoria del primo Challenger in carriera (Smirne, 75.000$) e il nuovo best ranking (166); e terminata decisamente male. Il trentino è calato nel periodo estivo, sul cemento americano, la superficie che gli si addice di più. La trasferta USA è iniziata con due amare sconfitte per 7-6 al terzo, e Andrea non si è più ripreso, scivolando fuori dai 200. A 29 anni ha ancora tanta voglia di mettersi in gioco, ed è già in Australia, pronto per una nuova stagione, che dire, la determinazione non gli manca di certo.
DISCONTINUO


FILIPPO VOLANDRI: NEGATIVO
E’ stato per molte stagioni il numero uno azzurro, e se
nza dubbio il miglior italiano dell’ultimo decennio, quindi da lui ci si aspetta certamente di più di quanto fatto vedere nel corso dell’anno. Bisogna però tener conto anche dell’assurda squalifica per doping (poi revocata, ma poco prima del termine), che ha a mio modo di vedere influito notevolmente sul piano morale. Vederlo fuori dai 200, e con una finale Challenger come ‘season best’, è un po’ triste, ma il tennis di Filippo è sempre quello d’un tempo, e con le giuste motivazioni potrebbe recuperare molto terreno.
SFIDUCIATO

MARCO CRUGNOLA: POSITIVO (MA DEVE ESSERE UN PUNTO DI PARTENZA)
Molto (forse troppo) spazio alla terra, e poco al c
emento. Ottiene il nuovo best ranking, dei buoni risultati: quattro quarti di finale Challenger e una semi (Roma-Rai), ed anche delle ottime vittorie (Golubev, Navarro, Di Mauro e Maxi Gonzalez su tutte); ma dal suo tennis ci si attende senza dubbio di più. La ciliegina sulla torta è stata la qualificazione per il Master 1000 di Madrid, dove la tensione (più che altro) l’ha poi messo K.O. con Wawrinka. Per la seconda volta gli sfugge la qualificazione a Wimbledon nel turno decisivo (idem nei tornei ATP di Stoccolma e Monaco); a segno che manca ancora qualcosa, a livello psicologico, per fare il definitivo, e tanto atteso, salto di qualità.
INCOMPIUTO

ALESSIO DI MAURO: NEUTRO
Il miglior risultato del suo 2009 arriva al Challenger di Milano, dove, dopo l’inaspettato successo del primo turno sulla wild card Fabio Colangelo acquisisce una grande dose di fiducia, che lo porta alla vittoria finale. A quel punto la stagione, che gli aveva sin li regalato 3 quarti di finale, subisce una brutta involuzione, co
n Alessio che rimedia sette sconfitte consecutive nei successivi tornei. Si riprende a Cordenons, dove torna a vincere un match, e supera poi un turno (ma solo uno) anche nei successivi quattro appuntamenti, salvo poi rimediare altri due miseri primi turni. A 32 anni suonati ha già raggiunto l’apice della sua carriera (fu numero 68 due anni or sono), ma se il fisico lo supporterà, e l’ha sempre fatto, a livello Challenger potrà ancora dire la sua.
IMMORTALE

(Fabio Colangelo - Foto Paolo Cresta)

ANDREA ARNABOLDI: POSITIVO
Oltre 100 posizioni scalate in questa stagione, e il
nuovo best ranking a ridosso dei primi 200 implicano positività, e Andrea pare inoltre cresciuto anche sul piano mentale. Ha dimostrato di poter competere con avversari spesso superiori, e nonostante sul duro abbia ancora ampi margini di miglioramento, in Serie A si è tolto delle buone soddisfazioni (battuti Vanni sulla moquette e Starace nella finale di Bra). Nel 2010 ci si attende la sua esplosione, e il canturino, pur essendo (forse) ancora un po’ troppo leggero, ha le qualità per poter emergere.
(SEMPRE PIU’) SPAGNO
LO

RICCARDO GHEDIN: POSITIVO
Il suo obiettivo per la stagione era quello di mantenere la classifica di fine 2008, e l’ha fatto. Ha confermato anche la finale di Cali, arrivando all’ultimo atto a Bogotà. Grandissimo risultato è stata la qualificazione per il torneo di Wimbledon,
nel quale ha vinto due ottimi match (con il russo Kudryavtsev, e con Crugnola) prima di cedere dignitosamente a Gulbis. Sulla terra può crescere notevolmente, e sul duro deve solo trovare continuità. Quando questa arriverà, i risultati ne saranno una conseguenza.
STUPEFACENTE

FEDERICO GAIO: POSITIVO

Sicuramente il giovane più promettente di casa nostra, ha raggiunto la finale nel torneo Bonfiglio (gli Internazionali d’Italia Under18) per poi dedicarsi quasi interamente ai tornei Futures, che gli hanno regalato qualche buona soddisfazio
ne, su tutte la semifinale nel 10.000$ di Palazzolo sull’Oglio, la vittoria su Matteo Viola, e i buoni match con i veterani Piccari e Ianni. Se Federico farà tutto nella maniera giusta (e le prospettive non sono affatto negative) ha la strada spianata verso il tennis che conta, ma non sempre tutto va per il verso giusto. Forza e coraggio.
PROMESSA

MATTEO TREVISAN: NEGATIVO (LUI CENTRA POCO)
Stagione negativa, ma non per colpa del giocatore stesso. Raggiunge il suo nuovo best ranking (635) proprio nella classifica di fine anno, e lo fa co
n soli nove (!) tornei ‘contabili’. Ha preso infatti parte a soli 19 tornei, ed in 10 non è riuscito ad andare a punti. La sua miglior settimana è coincisa con il 100.000$ di Torino, dove ha battuto il francese Recouderc, e battagliato per tre set con il tedesco Simon Greul, dimostrando che, se a posto fisicamente, può andare davvero lontano. Se libero dagli infortuni (e con qualche progresso psicologico), il 2010 potrebbe essere il suo anno.
GODOT


STEFANO IANNI: INDESCRIVIBILE
Come giustamente sottolineato da Fabio, quando si parla di tennisti italiani non ci si può dimenticare del buon Stefano Ianni, ed ecco quindi una valutazione anche alla sua stagione. Parte malino, rallentato anche da problemi di salute, e
fino a Maggio vince poco. Pur giocando male raccoglie una semifinale e un quarto Futures negli States e poi torna in Italia. Si lancia nei Challenger, ma con scarsi risultati, ed arriva quasi all’esasperazione. Riprende ad allenarsi seriamente e bene, e complice il cambio di racchetta, infila due qualificazioni consecutive a Trani e Manerbio. A fine anno centra poi la vittoria nei 10.000$ sul cemento di Napoli, e inizia la lunga preparazione per il 2010. La sua ambizione/certezza è quella di tornare fra i primi 300 giocatori del mondo, e non possiamo fare altro che augurarglielo di cuore.
APPUNTAMENTO A NEW YORK

Lo staff di TENNIS MASCHILE.com coglie l'occasione per porgervi i più sentiti auguri di buon anno, e per comunicarvi che nella nuova stagione Alessio Baldi non sarà più dei nostri. Alessio ha scelto di abbandonare, questa volta definitivamente, il nostro sito, per dedicarsi ad un altro. Non ci rimane quindi che augurargli tanta fortuna nella sua nuova esperienza, ringraziandolo per il sostegno portato a TENNIS MASCHILE.com. Buon 2010 ragazzi!

09 dicembre 2009

UNO SGUARDO AL 2009: SIMONE BOLELLI

Foto Antonio Costantini

Continua con Simone Bolelli la serie di articoli del nostro Roberto Bontempi che, con cadenza settimanale, analizza per TENNIS MASCHILE.com le stagioni dei primi 10 giocatori azzurri nella classifica mondiale.

(di Roberto Bontempi)

Trovare Simone Bolelli al numero 90 del mondo fa un effetto non propriamente positivo. Il ventiquattrenne di Budrio, la più concreta speranza del nostro tennis, dopo un buon 2008 che lo aveva portato nei primi quaranta del mondo, sembrava destinato a fare il grande salto in questo 2009, ma il suo rendimento non è stato assolutamente all’altezza delle aspettative.

Un dato su tutti testimonia questa stagione di vacche magre: mai, nei 25 appuntamenti ufficiali cui ha preso parte, Simone è stato in grado di vincere più di due match di fila, fatto che, tra l’altro, è avvenuto solo tre volte (a Montecarlo, Umago e New Haven). Per il resto 9 secondi turni e ben tredici sconfitte al primo incontro (di cui ben sette consecutive negli ultimi sette appuntamenti dell’anno) a completare un quadro a tinte fosche. Per comprendere appieno questo rendimento, inspiegabile per un giocatore del suo livello, si deve andare oltre il fronte tennistico in senso stretto. Capita spesso agli appassionati di uno sport, ed anche a tanti giornalisti, di dimenticare che un professionista è prima di tutto un uomo che vive una vita fuori dal campo che non può non condizionare, almeno in parte, le prestazioni agonistiche.

Da questo punto di vista il 2009 per Bolelli è stato un anno fondamentale per almeno tre avvenimenti. Innanzitutto il suo 1) matrimonio: Simone si è sposato il 6 agosto con la splendida modella uruguaiana Ximena Fleitas. Alcuni potrebbero far notare che, dal giorno del “fatidico si”, Bolelli non ha vinto un solo match in un tabellone principale di un torneo del circuito (ha battuto solo Britton e Kim nelle qualificazioni di Cincinnati), ma la coincidenza è troppo clamorosa per avere qualche fondamento di credibilità... Lasciando da parte le combinazioni più o meno attendibili, un’influenza ben maggiore sulla stagione di transizione del Bole ha avuto, a mio avviso, la sua 2) separazione da Claudio Pistolesi avvenuta alla vigilia del Roland Garros dopo tre anni e mezzo di fruttuosa collaborazione. Non so se ci siano altre cause oltre quelle ufficiali dietro l’interruzione di questo efficace sodalizio sportivo, ma non è possibile ritenere ininfluente tutta la questione esplosa l’anno scorso con la FIT che aveva portato alla esclusione di Simone dalla Davis. E’ probabile (anche se potrei sbagliarmi) che questa situazione di lotta armata con la FIT abbia pesato sulla psiche del nostro giocatore soprattutto dopo la brutta figura di Roma (dove indossando una provocatoria maglietta con su scritto “Italia”, aveva rimediato una gran stesa contro Kohlschreiber) anche perché nella prima parte della stagione, pur non ottenendo piazzamenti straordinari, Simone aveva giocato qualche match ad alto livello: il successo nella Hopman Cup contro il top-10 Gilles Simon, una fantastica partita disputata a Dubai con Richard Gasquet persa per 7-6 al terzo, i successi a Montecarlo contro Soderling e al Roland Garros con Berdych e un match meraviglioso giocato punto-a-punto contro Andy Murray a Madrid. Va anche detto, però, che, dalla primavera fino al termine dell’estate, Bolelli ha avuto anche dei 3) problemi fisici che ne hanno certamente condizionato il rendimento.

Fatto sta, una volta concluso il rapporto con Claudio, Simone ha ricucito in fretta i rapporti con la FIT ed è riuscito a prendere parte all’incontro di Davis con la Svizzera di Federer al quale teneva, comprensibilmente, in modo particolare. Dopo qualche torneo senza allenatore, Bolelli da fine luglio si è affidato alle mani sapienti di Riccardo Piatti, il coach italiano più titolato e stimato al mondo. Pochi mesi non sono sufficienti nemmeno per pensare di giudicare il lavoro di un allenatore ma va registrato che la scossa psicologica che molti si attendevano non c’è stata: quattro incontri vinti in nove tornei disputati parlano da soli, ma c’è tempo per lavorare. Sistemate queste questioni extratennistiche in senso stretto, l’anno prossimo Simone potrà ripartire con la mente certamente più libera e con rinnovata tranquillità.
.
In questo momento il Bole si sta allenando a Montecarlo con gli altri giocatori della scuderia Piatti. Simone dovrà migliorare in particolare la gestione mentale e tattica del match, soprattutto nei suoi momenti importanti. L’Italia tennistica, oggi, non può prescindere da Bolelli.

01 dicembre 2009

UNO SGUARDO AL 2009: PAOLO LORENZI

Foto Giulio Gabbanini

Continua con Paolo Lorenzi la serie di articoli del nostro Roberto Bontempi che, con cadenza settimanale, analizza per TENNIS MASCHILE.com le stagioni dei primi 10 giocatori azzurri nella classifica mondiale.


(di Roberto Bontempi)

Per alcuni è solo la sintesi del tennis di oggi in cui la tecnica tennistica in senso stretto conta in modo relativo, per altri, invece, è un esempio per tutti i giovani tennisti italiani che spesso mancano della necessaria tenacia ed applicazione per migliorare ed emergere. Per me Paolo Lorenzi è un mezzo miracolo e l’unica cosa certa è che il tennista tesserato per la Società Tennis Bassano ha iniziato il 2009 da numero 207 e l’ha finita al numero 83 del ranking mondiale diventando, di fatto, il quarto italiano del mondo.

Per analizzare la stagione del simpatico ventisettenne nato a Roma, dobbiamo addentrarci in un mondo diverso da quello del tennis d’elite. Il tennista azzurro, infatti, ha costruito la sua straordinaria scalata del 2009 esclusivamente su tornei del cosiddetto circuito minore dal momento che ben 26 dei 33 appuntamenti da lui disputati e soprattutto 55 dei 58 match vinti, si riferiscono a Challenger e Futures. Va riconosciuto che, a questo livello, la continuità di risultati di Lorenzi è stata straordinaria: quattro tornei vinti (i Challenger di Reggio Emilia, Rijeka, Lubjana sulla terra e un Future in Costa d’Avorio sul duro), tre finali, tre semifinali e ben sei quarti spiegano bene il balzo in classifica.

Nei tabelloni principali dei tornei ATP, invece, Lorenzi ha disputato un solo match, l’ultimo della sua stagione tra l’altro, a Lione, perdendolo contro Benjamin Becker. Detto ciò bisogna notare come la programmazione di Paolo sia stata praticamente perfetta per il raggiungimento dell’ obiettivo prefissato: ha giocato i tornei nei quali entrava in tabellone e li ha giocati bene, piazzandosi su tutte le superfici. Inoltre, quando il ranking gliel’ha permesso, ha tentato (senza mai peraltro riuscire a superarle) le qualificazioni negli appuntamenti più importanti: ha preparato bene la trasferta australiana e giocato tutti gli Slam. A Parigi, tra l’altro, non è stato troppo lontano dal main-draw, giungendo al terzo turno e perdendo da Bozoljac. Pur non raccogliendo di fatto alcun beneficio in termini di punti, Lorenzi, proprio in questi appuntamenti ha acquisito quella fiducia che gli ha permesso di fare il grande salto nella top-100.

Proprio questo è il punto. Lorenzi, da sempre forte fisicamente, è piuttosto migliorato tecnicamente ed oggi, nei momenti importanti, tenta soluzioni che fino a qualche tempo fa non gli appartenevano. Ma la grande risorsa di Paolo, quella qualità che gli ha permesso di raggiungere questo livello, è certamente la forza mentale. Ancora più di qualche tempo fa, lui che in campo ha avuto sempre un body language corretto e un atteggiamento professionale, ha acquisito ancor più fiducia in sé ed oggi è consapevole di essere un giocatore vero che può dar fastidio a tanti colleghi sulla carta più dotati.

L’augurio che si può fare a Lorenzi per il suo 2010, ora che la classifica è buona, è quello di puntare ancora più in alto e di giocare sempre i grandi tornei. Chissà che non ci siano altri miracoli…

CHI VOLESSE LEGGERE I TRE PRECEDENTI PROFILI TRACCIATI DA ROBERTO LI PUÒ TROVARE A QUESTO INDIRIZZO.

27 novembre 2009

UNO SGUARDO AL 2009: POTITO STARACE

Foto da Flickr.com

Continua con Potito Starace la serie di articoli del nostro Roberto Bontempi che, con cadenza settimanale, analizza per TENNIS MASCHILE.com le stagioni dei primi 10 giocatori azzurri nella classifica mondiale.

(di Roberto Bontempi)

Trovare Starace tra i primi cento tennisti del mondo (precisamente numero 63) per il quarto anno consecutivo fa piacere, oltre che per la cosa in sé, per il modo in cui Potito, a ventotto anni e con un best-ranking numero 27 alle spalle, dimostra di non aver perso la voglia di lavorare e migliorare il suo tennis. Chi ha avuto modo di vederlo giocare, infatti, converrà con me che il tennista campano ha migliorato il rovescio e la tenuta atletica e che, proprio in quest’ultima stagione, sia stato in grado di esprimere, a tratti, il miglior tennis della carriera. Un bell’esempio per i nostri ragazzi più giovani.

Ma vediamo un po’ di numeri. Potito ha preso parte a 33 eventi ufficiali tra cui i 4 Slam, 4 Master 1000, 16 ATP, le due sfide azzurre di Davis e 7 challenger disputando, in totale, 75 incontri, vincendone 44 e perdendone 31 (questo il dettaglio: ATP, Davis, Slam 16-24; quali 8-1; challenger 20-6). Come si può notare è nei tornei Challenger sulla terra che Starace ha colto i migliori risultati dell’anno, in particolare la vittoria a Torino, le finali a Lugano e San Marino e la semi a Prostejov. Va premesso, infatti, che il giocatore di Cervinara predilige di gran lunga il mattone rosso a qualsiasi altra superficie ed imposta gran parte della sua programmazione sulla terra (quasi il 75% degli appuntamenti cui ha preso parte) sacrificando gran parte della preparazione di tornei importanti, ad esempio, Wimbledon e US Open, a vantaggio di appuntamenti minori sul rosso. Bisogna aggiungere che, anche se questo sembrerà a molti poco ambizioso, i risultati sembrano essere dalla sua parte.

A livello ATP il miglior piazzamento sono stati i quarti di finale raggiunti a Monaco, dove si è ritirato contro il tedesco Brands, ma, anche se in termini di punti sono stati poco generosi, vanno segnalati anche i secondi turni di Bastad e Amburgo, ottenuti dopo aver superato tre match di quali, e il terzo turno di Barcellona, dove Potito ha ottenuto il più prestigioso scalpo della stagione superando lo svedese Robin Soderling, che un paio di settimane dopo sarebbe stato finalista a Parigi dopo l’impronosticabile successo su Nadal.

Proprio al Roland Garros e, incredibile a dirsi, a Wimbledon, Starace ha probabilmente espresso la più alta qualità di gioco di tutto il suo 2009. A Parigi, dove nel 2004 si era fatto conoscere al grande pubblico guadagnandosi gli ottavi di finale e giocando un match epico contro Safin, l’azzurro, dopo aver approfittato del ritiro di Zverev, ha incrociato la racchetta al secondo turno con Andy Murray allora fresco numero 3. Potito, sulla situazione di un set pari, si è trovato in vantaggio per 5-1 nel terzo parziale giocando in maniera fantastica, prima di subire la rimonta dello scozzese e cedere, senza mai mollare, in quattro partite. Sull’erba dei Championships non c’erano precedenti positivi cui appellarsi, per questo, forse, il superbo match disputato da Starace al secondo turno contro il favoritissimo Stepanek ha un sapore ancora più dolce. Questa volta Potito, attaccando e rispondendo colpo su colpo alle invenzioni dell’avversario, si spingerà addirittura fino al quinto set prima di cedere 6-3 ad un rivale certo più adattabile di lui ai prati.

Per finire, non possiamo non citare i due appuntamenti di Davis, in particolare quello di settembre a Genova dove, (ahilui e ahinoi!) il campano ha fatto il possibile per ostacolare, invano, la classe del numero uno di tutti i tempi, re Roger Federer, autore di una prestazione sublime che, ne siamo certi, neanche il buon Poto dimenticherà.

Non so quali ambizioni abbia ancora Starace, certo è che sul suo talento e sui suoi risultati sulla terra, gli appassionati italiani potranno ancora contare per diverse stagioni. Ne abbiamo ancora bisogno.

CHI VOLESSE LEGGERE I DUE PRECEDENTI PROFILI TRACCIATI DA ROBERTO LI PUÒ TROVARE A QUESTO INDIRIZZO.

22 novembre 2009

UNO SGUARDO AL 2009: FABIO FOGNINI

Foto da Flickr.com

Continua con Fabio Fognini la serie di articoli del nostro Roberto Bontempi che, con cadenza settimanale, analizza per TENNIS MASCHILE.com le stagioni dei primi 10 giocatori azzurri nella classifica mondiale.

(di Roberto Bontempi)

Parlare di Fabio Fognini non è semplice. Il ventiduenne tennista di Arma di Taggia, infatti, fin da bambino, ha acceso le discussioni degli appassionati italiani, indecisi se considerarlo uno dei tanti azzurri capricciosi e viziati oppure il grande talento che l’Italtennis aspetta da anni. In medio stat virtus, dicevano i latini, e anche in questo caso probabilmente il proverbio trova conferma. Al momento l’unica realtà è che Fognini, che negli ultimi dodici mesi ha guadagnato 32 posizioni nel ranking, è il più giovane italiano nei top-60, numero 54 per la precisione, dai tempi di Andrea Gaudenzi ed è numero due d’Italia.

In questa stagione il taggiasco ha preso parte a 31 eventi ufficiali tra cui i quattro Slam, 6 Master 1000, i due incontri di Davis disputati dall’Italia e due challenger. Proprio a livello challenger, come è successo anche ad Andreas Seppi, è arrivato il primo ed unico successo dell’azzurro: al 30.000$ di San Benedetto del Tronto. Il bilancio complessivo è di 65 match giocati con 37 vittorie (13 delle quali conquistate nei tabelloni di qualificazione) e 28 sconfitte.

Il 2009 del ligure non era iniziato nel migliore dei modi: a causa dei postumi dell’intervento al menisco del 30 ottobre 2008, infatti, Fognini non ha potuto preparare al meglio la trasferta australiana ed anche gli scarsi risultati ottenuti nei quattro tornei sudamericani sull’amata terra rossa, sono stati condizionati dal precario stato di forma del nostro, per la verità nemmeno troppo aiutato dai sorteggi. Questi risultati negativi avevano fatto scivolare Fabio fuori dai top-100.

Fino alla primavera l’unico acuto di Fognini è stata la buona affermazione in Coppa Davis a Cagliari: pur battendo due tennisti non straordinari come Lacko e Hrbaty, è stato lui il grande protagonista della sfida contro la Slovacchia ed ha certamente guadagnato un bagaglio di fiducia che, archiviata rapidamente la parentesi dei Master 1000 nordamericani, gli ha dato lo slancio per una buona primavera sulla terra rossa, il migliore momento della sua stagione. In questo periodo, infatti, Fabio ha colto la semifinale nel ricco challenger di Napoli e ha passato le qualificazioni al Roland Garros, ai due Master 1000 di Montecarlo e Madrid e a Barcellona. Il torneo più importante di questo 2009 è stato certamente Montecarlo dove Fabio, superate le quali, è stato capace di battere due ottimi tennisti come Berdych e Cilic (quest’ultimo addirittura umiliandolo), prima di perdere un match incredibile contro Andy Murray. Gli appassionati non dimenticheranno la qualità e la varietà di gioco offerta da Fognini in quel primo set nel quale è arrivato a condurre per 5-0 impartendo una lezione di tennis al campione britannico, prima di perdere 7-6 un tie-break combattutissimo e pieno di pathos. Questo match è un po’ la sintesi di quello che è oggi Fabio, il rissunto della sua annata e della sua vita tennistica.

Se escludiamo una parentesi erbivora tutt’altro che entusiasmante (un solo match vinto per ritiro dell’avversario) e la ancor più deludente trasferta americana, il buon momento di Fabio sul rosso è proseguito in estate grazie al già ricordato successo a San Benedetto, la semifinale a Stoccarda (miglior piazzamento ATP) e i quarti a Bucarest. In questi due appuntamenti Fabio ha colto rispettivamente il più illustre scalpo della sua carriera superando, nei quarti del torneo tedesco, l’allora numero 11 Davydenko, ancora un po’ convalescente per un infortunio per la verità, e giocando una delle più incolori partite contro Montanes in Romania.

Chiusa la stagione sul rosso Fabio è stato l’unico tennista azzurra a provare la trasferta asiatica. Di questo va dato ampio merito al nostro che ha mostrato la mentalità giusta ed ha anche giocato piuttosto bene qualificandosi sia all’ATP 500 di Pechino che al nuovo Master 1000 di Shanghai dove è stato fermato al secondo turno da Djokovic. Proprio grazie a questi risultati autunnali, Fognini è infatti riuscito a raggiungere il suo best ranking.

Ora Fabio, terminata la convalescenza per un intervento alle tonsille, è pronto a prepararsi (senza più Riccardo Piatti) per un 2010 durante il quale i suoi tanti estimatori si aspettano il vero salto di qualità. Una programmazione da grande giocatore, concentrata sui grandi tornei ed un intenso lavoro umano sulla psicologia del ragazzo, possono essere le chiavi di volta per quel balzo che tutti ci auguriamo. Tutti tra cui anche il sottoscritto che crede in Fabio potenziale top-30 da quel giorno in cui, al primo turno del challenger del Garden del 2005, vide dal vivo un Fognini 17enne recuperare e vincere un match incredibile contro il solido Luckas Dlohuy recuperando da 6-0 5-1 40/15…

17 novembre 2009

Futures World - SETTIMANA 45

Foto da Copa Petrobras De Tenis
(di Alessio Baldi)

Rieccovi come di consueto l'appuntamento con Futures World, posticipato a oggi in via del tutto eccezionale. La stagione è ormai sulla via del tramonto, ed esclusivamente quattro azzurri erano infatti impegnati nella settimana presa in esame, dotata di soli sei appuntamenti, cinque dei quali in continenti extraeuropei.

Iran F7 (15.000$, Kish Island, Terra rossa)
Vincitore: Attila Balazs (HUN)

In Iran erano al via il romano Riccardo Ghedin (nella foto), speranzoso di chiudere in bellezza una stagione positiva arricchita dalla qualificazione a Wimbledon, e il forte-marmino Matteo Marrai, che sta cercando di risalire la china e di tornare nei top 300, in posizioni nelle quali ha tutti gli attributi per rimanere stabilmente. "Ghedo" forte della testa di serie numero 1 è approdato comodamente in semifinale grazie alle vittorie su Galic, Govaerts (a cui ha ceduto un set) e Lessiak; mentre il toscano ha avuto un percorso più complicato per raggiungere i last four , dopo le agevoli affermazioni sui locali Shirazi e Shahgholi, ha vinto per 7-5 4-6 7-5 un'autentica battaglia con il russo Kumantsov, riuscito in carriera a perdere tutte e sei le finali Futures disputate e quartofinalista quest'anno al Challenger di Tashkent. A questo punto si pregustava un derby per la conquista del titolo: ma l'ungherese Balazs e il serbo Savic hanno rovinato la festa ai nostri due portacolori. Il primo ha sconfitto Ghedin per 6-4 4-6 6-3 mentre Matteo si è arreso a Savic (6-3 4-6 6-3).

Turchia F13 (10.000$, Antalya, Terra rossa)
Vincitore: Aljaz Bedene (SLO)

E' andata molto peggio invece ai due azzurri impegnati in Turchia, entrambi eliminati al primo turno. Marco Simoni, si è arreso nel suo ultimo match della stagione al promettente qualificato sloveno Andraz Bedene (75 64); mentre il lucky loser Lorenzo Giustino è stato sconfitto dal bulgaro Grozdanov, che lo precede di circa 400 posti nel ranking. Il torneo è stato poi vinto dal forte sloveno Aljaz Bedene, gemello di Andraz (da lui battuto nei quarti di finale), il quale ha perso la miseria di ventuno giochi in tutto il torneo, sconfiggendo nell'atto decisivo un'altra giovane promessa, il bosniaco Nikola Mektic. Per Aljaz si tratta del quinto titolo Futures della stagione che gli permetterà di portarsi a ridosso dei primi 300 giocatori della classifica ATP.

Niland-Lemke 1-1. Atto finale in vista!
Un curioso fatto è avvenuto nei Futures nordamericani su terra battuta: negli ultimi due appuntamenti si sono infatti scontrati in finale l'irlandese Conor Niland e il giovane australiano James Lemke. Due settimane fa la spuntò Lemke per 4-6 6-2 7-5, mentre la scorsa settimana l'irlandese si è saputo prendere la rivincita con il punteggio di 3-6 6-4 6-0. Questa settimana i due sono di nuovo in parti opposte del tabellone; riusciranno a dare vita alla terza battaglia consecutiva in finale??

El Salvador si aggrappa agli Arevalo!
Passiamo ora sul giovane rappresentante di El Salvador Marcelo Arevalo, che in Messico è riuscito a vincere il suo primo titolo Futures della carriera, sconfiggendo in finale il macedone Roman Borvanov, che in precedenza aveva eliminato il grande favorito Vasek Pospisil. Per Marcelo la vittoria ITF arriva a coronamento di un'ottima stagione, che l'ha visto raggiungere anche un'altra finale (sempre in Messico, persa per un niente con Gallardo-Valles), e due semifinali sempre a livello Futures. A difendere i colori della piccola nazione dell'America meridionale c'è anche il ben più noto Rafael, fratello maggiore e coach di Marcelo. Il più anziano dei due non gioca però da Maggio di quest'anno, dopo aver raggiunto nella passata stagione un best ranking di 374 al mondo e il secondo turno alle Olimpiadi (sconfisse Lee e non sfigurò al cospetto di sua maestà Federer). Per la piccola nazione di El Salvador, poco conosciuta a livello sportivo (basti pensare che a Pechino 2008 era rappresentata da soli undici atleti), arrivano quindi buoni segnali dal minuscolo 'movimento tennistico', e la notizia non può far altro che piacere.

Ecco di seguito i vincitoridi tutti i Futures disputati nella settimana:
Argentina F23 (10.000$, Terra rossa): Valverde (ARG) def. Fabbri (ARG)
Iran F7 (15.000$, Terra rossa): Balasz (HUN) def. Savic (SRB)
Cile F6 (10.000$, Terra rossa): Garcia (CHI) def. Picco (ARG)
Messico F15 (10.000$, Cemento): Arevalo (ESA) def. Borvanov (MDA)
Usa F28 (10.000$, Terra rossa): Niland (IRL) def. Lemke (AUS)
Turchia F13 (10.000$, Terra rossa): Al. Bedene (SLO) d. Mektic (BIH)

RICORDO, A CHI VOLESSE LEGGERE LE PUNTATE PRECEDENTI DELLA NOSTRA RUBRICA, CHE LE PUO' TROVARE A QUESTO INDIRIZZO.

16 novembre 2009

UNO SGUARDO AL 2009: ANDREAS SEPPI

Foto Getty Images

Parte oggi su TENNIS MASCHILE.com una serie di articoli del nostro Roberto Bontempi che, con cadenza settimanale, andrà ad analizzare nel dettaglio le stagioni dei primi 10 giocatori azzurri nella classifica mondiale. Il primo pezzo della serie 'uno sguardo al 2009' è dedicato all'altoatesino Andreas Seppi.

(di Roberto Bontempi)

Cominciamo l’analisi della stagione 2009 dei primi dieci italiani in classifica da colui che, con certezza, si confermerà il primo azzurro nel ranking mondiale: Andreas Seppi. Il venticinquenne altoatesino, al momento 49esimo tennista al mondo, ha avuto un anno non proprio entusiasmante, privo di grandi acuti. Va ad ogni modo evidenziata la perdita di 15 posizioni in classifica rispetto al 2008, la sua migliore stagione durante la quale era stato capace di issarsi fino alla top-30.

Veniamo ai numeri. L’allievo di Massimo Sartori ha disputato 31 manifestazioni ufficiali tra cui tutti e quattro gli Slam, 7 Master 1000, lo spareggio di Davis e un solo challenger a San Marino (dove, tra l’altro, è arrivata anche la seconda vittoria challenger in carriera in finale su Potito Starace), con un bilancio di 29 incontri vinti e 30 persi. I migliori risultati dell’anno di Seppi, vittoria a San Marino a parte, sono le due semifinali colte nei tornei di Belgrado, in maggio, e Umag in agosto. Per il resto tre eliminazioni al terzo ostacolo (Wimbledon, Master 1000 di Madrid e New Haven), 13 secondi turni e 9 bocciature al primo esame.

Di fronte a queste cifre tutt’altro che esaltanti, però, bisogna sottolineare che, a parte 5-6 partite perse contro avversari decisamente alla sua portata (Korolev, Maximo Gonzalez, Gabashvili, Ramirez Hidalgo, Hajek), delle restanti sconfitte dodici, anche in tornei importanti, sono arrivate contro avversari che si sono qualificati per il Master di Londra (4 con Federer, 2 rispettivamente con Nadal, Djokovic, Murray e Verdasco), e le altre contro avversari che concluderanno il 2009 almeno tra i primi venticinque-trenta del ranking (3 con Wawrinka e 2 con Soderling, appena fuori dal Master, e Andreev). Inoltre va ammesso con soddisfazione che, in tanti di questi incontri, Seppi ha giocato alla pari con i suoi validissimi avversari. Ciò significa a mio avviso due cose: innanzitutto che Seppi, a parte l’eccezione di San Marino, ha fatto sempre la scelta giusta e coraggiosa di giocare, su qualsiasi superficie, i tornei più importanti, nei quali, ovviamente, è più facile incontrare avversari forti fin dai primi turni e dunque più complicato andare avanti; poi, e questa è la nota dolente, che Andreas difficilmente è riuscito a vincere un match contro pronostico.

Ci è riuscito solo tre volte, in pratica. Vediamole. Una volta sull’erba di Wimbledon contro un James Blake, numero 17, fresco della finale disputata contro Murray al Queen’s in quello che, a mio parere, costituisce il successo più importante della stagione dell’altoatesino. Ci è poi riuscito surclassando l’allora numero 31 Jurgen Melzer sulla terra del Master 1000 di Montecarlo, ed infine appena qualche giorno fa, ancora in un Master 1000, a Parigi Bercy, contro uno spento Philipp Kohlschreiber, 26 ATP. Tre giocatori Blake, Melzer e Kolschreiber che, bisogna riconoscerlo, non brillano certo per continuità di rendimento. Per il resto, le altre vittorie di Seppi sono maturate solitamente con avversari di valore inferiore, spesso fuori dalla top-100.

Ora, va da se che vincere un incontro nel tennis professionistico di oggi è complicato anche se si gioca contro il numero 300, per cui a Seppi va dato il grande merito di aver solitamente vinto gli incontri nei quali era favorito, è pur vero, però, che un tennista che abbia qualche ambizione maggiore del 50esimo posto in classifica, dovrebbe, ogni tanto portare a casa qualche match contro tennisti più forti. Mi sembra questo, al momento, il limite maggiore del nostro numero uno, ed è un limite, a mio modesto parere, di ordine soprattutto tecnico e, in seconda battuta, psicologico. Seppi è un ottimo incontrista che, sul ritmo, riesce a giocare alla pari con tantissimi e a fare paura a tanti. Quando però, è il momento di inventarsi qualcosa, di variare un po’ gli schemi nei frangenti caldi di un match contro un top-player, l’azzurro dimostra tutte le sue lacune e, alla fine, finisce per soccombere contro avversari più forti sul piano della personalità. Match come quello con Ferrero ad Umago, ad esempio, o come con Verdasco a Bercy o ancora (dico un’eresia) con Nadal a Cincinnati, un giocatore con una maggiore varietà di schemi ed una personalità più spiccata li avrebbe forse portati a casa, insieme ad conseguente cospicuo carico di fiducia.

Detto ciò i sostenitori italiani si aspettano grandi cose da Seppi cui auguriamo un 2010 pieno di successi: un tennista come lui, già ora con questi limiti, può stare tra i primi trenta e certamente Seppi, che è ancora giovane ed è un ragazzo serio, insieme al suo valido staff, non lasceranno nulla di intentato per provare a completarsi e tentare la grande scalata alla top-20.

PER CHI VOLESSE LEGGERE L'INTERVISTA RILASCIATA DALL'AZZURRO A TENNIS MASCHILE.COM PRIMA DELLA TRASFERTA STATUNITENSE DI AGOSTO, LA PUO' TROVARE A QUESTO INDIRIZZO.

09 novembre 2009

Futures World - SETTIMANA 44

Foto da Nrc.nl
(di Alessio Baldi)

Torna dopo una settimana di stop l'appuntamento del Lunedì sera con Futures World, rubrica che analizza i risultati ottenuti dagli azzurri nei Futures dei sette giorni precedenti. Nella quarantaquattresima settimana dell'anno si sono giocati solo sette tornei, con la supremazia delle prime teste di serie che si sono aggiudicate ben quattro appuntamenti.

Senegal F2 (15.000$, Dakar, Cemento)
Vincitore: Niels Desein (BEL)


Questa settimana si è recato in Senegal, per concludere la sua stagione, il pisano Claudio Grassi; e l'annata è terminata nel migliore dei modi con una finale inaspettata. Il toscano, accreditato della terza testa di serie, è arrivato all'atto conclusivo senza cedere un solo set, battendo nell'ordine Witmeur, la promessa ugandese Mugabe, Lucassen e il francese Coco, sorpresa del torneo. All'ultimo atto Claudio si è trovato di fronte il belga Niels Desein, uno dei migliori giocatori della stagione a livello ITF e stabilmente nei top 300, che l'ha sconfitto nettamente con il punteggio di 6-2 6-0.

Brasile F26 (10.000$, Porto Alegre, Terra rossa)
Vincitore: Juan-Pablo Amado (ARG)


Nonostante l'altissimo cut-off dei tornei brasiliani di fine stagione, nessun tennista azzurro aveva optato nelle passate settimane per una trasferta sudamericana. Nella scorsa si è invece schierato in campo Filippo Leonardi, il quale sfruttando un buon tabellone si è spinto fino alle semifinali. Nel match di primo turno avrebbe dovuto affrontare la sesta testa di serie, ma si è invece trovato di fronte il LL Pereira dando il via ad una buona striscia di vittorie su avversari più quotati di lui. L'azzurro infatti si è tolto lo sfizio di eliminare anche i brasiliani De Andrade e Guidolin e di togliere un set, in semifinale, al futuro vincitore Amado, nettamente il più forte del tabellone.

Cile F5 (10.000$, Santiago, Terra rossa)
Vincitore: Jorge Aguilar (CHI)


In Cile continua il buon momento di forma dell'ex promessa del tennis italiano Daniel Lopez che per la terza settimana consecutiva ha raggiunto i quarti di finale delle manifestazioni cilene intascandosi così sei preziosi punti ATP. Questa settimana dopo aver dominato facilmente Hinzmann e Jotovski si è arreso, dopo una dura lotta terminata con il punteggio di 5-7 6-2 7-6, al locale Saavedra-Corvalan. Dalla prossima settimana l'azzurro si sposterà in Argentina per giocare gli ultimi tornei della stagione.

Spagna F37 (10.000, Vilafranca, Terra rossa)
Vincitore: Pedro Clar-Rossello (ESP)

Dopo aver ottenuto il nulla dalle qualificazioni Challenger disputate sul cemento statunitense, il toscano Matteo Marrai è tornato a giocare sull'amata terra cercando di raccogliere punti importanti per migliorare la propria classifica, dopo i problemi avuti ad inizio anno. Nel trentasettesimo Futures spagnolo il fortemarmino si è spinto fino ai quarti di finale dove ha ceduto, con un duplice 6-4, allo spagnolo Sabate-Bretos. Ripescato nel torneo come lucky loser il giovane romano Andrea Stucchi, che è riuscito a vincere un buon match di primo turno con l'iberico Boje-Ordonez prima di cedere nettamente ad un altro giocatore di casa, Coll-Riudavets.

Turchia F12 (10.000, Antalya, Terra rossa)
Vincitore: Jesse Huta Galung (NED)


Dopo la ottima semifinale raggiunta due settimane fa è continuata con buoni auspici la trasferta turca di Matteo Trevisan. Ad Antalya infatti Matteo ha concesso le briciole all'uzbeko Uzakov nel primo turno, ma poi è giunto l'ennesimo problema fisico che lo ha costretto al forfait per il match di secondo turno con l'olandese Jesse Huta Galung, numero uno del seeding.

Ma che ci fa Huta Galung nei Futures?!
Questa settimana parliamo dell'olandese Jesse Huta Galung (nella foto) che ha vissuto una bruttissima stagione dopo una buona partenza condita dal successo nel Challenger di Caltanissetta, primo torneo Challenger italiano del 2009 sulla terra battuta. Dal mese di Maggio infatti, dopo la vittoria nelle quali del Roland Garros con Schukin, il 'belloccio' Jesse non ha più vinto un match sino a fine ottobre. Nel mezzo nove sconfitte ai primi turni in tornei Challenger, una al torneo di Hertogenbosch dove era stato invitato, e due nello spareggio di Davis con la Francia dove non sfigurò contro Tsonga. Per recuperare fiducia e condizione Jesse è ripartito a giocare tornei Futures, ed ha subito dimostrato il suo livello, vincendone due consecutivi in Turchia.

Ecco di seguito i vincitori degli altri 3 Futures disputati questa settimana:
Argentina F22 (10.000$, Terra rossa): Trungelliti (ARG) def. Noviski (ARG)
Mexico F14 (10.000$, Cemento): Pospisil (CAN) def. Ramirez (MEX)
Usa F27 (10.000$, Terra rossa): Lemke (AUS) def. Niland (IRL)

27 ottobre 2009

Futures World - SETTIMANA 43

Foto da Flickr.com
(di Alessio Baldi)

Ecco, con un giorno di ritardo, il consueto appuntamento con il mondo dei Futures, che seppur la stagione sia verso il tramonto, continuano in gran numero: ben 16 tornei sparsi per il mondo questa settimana. Da segnalare gli exploit in tornei casalinghi di Souto e Andrew Anderson e la debacle degli azzurri, capaci di raccogliere solamente una semifinale e due quarti di finale.

Gran Bretagna F15 (15.000$, Glasgow, Cemento Indoor)
Vincitore: Yannick Mertens (BEL)

Ben tre azzurri erano al via nel Futures britannico, ma il solo pisano Claudio Grassi è riuscito ad approdare nei migliori quattro. Claudio, accreditato dell'ottava testa di serie, ha sconfitto agevolmente all'esordio il qualificato Arlidge ed è poi riuscito a superare per l'accesso alle semifinali i promettenti tennisti di casa Slabinsky e Rice, entrambi battuti nettamente, 6-1 6-1 il primo e 6-3 6-3 il secondo. Nel match di semifinale si è arreso di fronte al giovane di casa Daniel Evans, protagonista di una buona stagione a livello Challenger e wild card a Wimbledon, che lo ha battuto con un veloce 6-2 6-1. Prova sufficente anche per il portacolari del Tc Udinese Matteo Viola che dopo aver battuto lo slovacco Semjan (4) ha fallito la prova del nove con l'irlandese Mcgee. Esce invece al primo turno Luca Vanni, battuto in tre set da King.

Bielorussia F2 (15.000$, Minsk, Cemento Indoor)
Vincitore: Michal Przisiezny (POL)

Nella fredda Minsk si è recato il solo Andrea Falgheri che, dopo gli ottimi risultati ottenuti a Napoli e in Grecia, è volato in Bielorussia per chiudere la stagione con questo 15.000$. L'orobico ha deluso un po' le aspettative perchè, dopo aver sconfitto la wild card Kruk al primo ostacolo, si è arreso nel match di secondo turno allo svedese Stefan Borg, forte dello scalpo dell'ucraino Molchanov (prima testa di serie) al primo turno e spintosi poi fino alle semifinali.

Croazia F10 (15.000$, Dubrovnik, Terra)
Vincitore: Pedro Clar-Rossello (ESP)

Il solo Andrea Arnaboldi ha optato per giocare un altro Futures in Croazia, terra molto piovosa in questa stagione se si pensa che al sabato si dovevano ancora disputare i quarti di finale. Il canturino, forte della prima testa di serie, pareva fortemente in grado di conquistare il torneo, ma ci ha pensato lo spagnolo Pedro Clar-Rossello ad estromettere l'azzurro dalla competizione e a vincere poi il torneo, cedendo un set solo al primo turno. Per Arnaboldi quindi altra settimana al di sotto della sue potenzialità perchè le vittorie con Sancic e il comunque buon Gorcic erano obbligate.

Cile F3 (10.000$, Santiago, Terra)
Vincitore: Ivan Miranda (PER)

Dal Cile ci aspettavamo il miglior torneo della settimana per quanto riguarda gli azzurri, invece abbiamo raccolto solo un quarto di finale e due secondi turni. Oltre ai soliti noti Comporto e Fortuna ha giocato in Cile anche la promessa mai mantenuta del tennis italiano Daniel Lopez (nella foto) che è poi risultato il migliore. Il giovane azzurro, accreditato della settima testa di serie, ha superato con estrema facilità i primi due turni, battendo altrettanti cileni, per arrivare alla sfida dei quarti di finale con il favorito del seeding Miranda. Lopez non è riuscito a superare anche questo ostacolo, ma si è arreso con un dignitoso 6-4 6-4 al peruviano che si apprestava pochi giorni dopo a vincere il torneo.

Il più atteso era il siciliano Antonio Comporto, reduce dalla vittoria nel precedente torneo cileno, che aveva un buon tabellone fino alle semifinali; l'azzurro non è però riuscito a sfruttare quest'occasione e si è fatto sorprendere al secondo turno dall'argentino (poi finalista) Facundo Arguello, che molti ricorderanno come vincitore del Bonfiglio in finale su Gaio. Prosegue invece senza intoppi il trend di secondi turni per l'altro palermitano Claudio Fortuna che, come per i due precedenti appuntamenti, supera il primo ostacolo e perde al secondo turno con una testa di serie, stavolta l'argentino Picco.

Spagna F35 (15.000$, Sabadell, Terra)
Vincitore: Sergio Gutierrez-Ferrol (ESP)

Anche in Spagna un solo nostro rappresentante ai nastri di partenza, si tratta di Marco Viola, che svolge il suo compitino superando un turno a discapito del qualificato tedesco Dorfler, per poi fermarsi agli ottavi di finale al cospetto del più quotato spagnolo Menendez-Maceiras, tennista con un passato da top 200 e con un livello di gioco non certo da Futures.

Egitto F15 (15.000$, Cairo, Terra)
Vincitore: Karim Maamoun (EGY)

Hanno continuato la loro tournee in terra egiziana Davide Melchiorre e Marco Simoni, ma questa settimana si è rivelata decisamente più amara con i due che hanno conquistato la miseria di sei giochi in due partite. Melchiorre, bravo però a qualificarsi, è stato battuto 6-4 6-0 dall'egiziano Hedayet in un match da cui ci aspettavamo tutti un esito diverso; mentre il toscano si è arreso con un eloquente 6-2 6-0 allo slovacco Martin, quarta testa di serie.

Venezuela F9 (10.000$, Caracas, Cemento)
Vincitore: David Souto (VEN)

In Venezuela riscatta la prova opaca di due settimana fa il campano Vittorio Rubino che è riuscito a conquistarsi un altro importante punto ATP. Vittorio, dopo un bruttissimo avvio di stagione è pian piano cresciuto fino ad arrivare a conquistarsi quattro punti negli ultimi due mesi, tutti ottenuti fuori dall'Italia. Nella nona tappa venezuelana Rubino ha superato le qualificazioni e al primo turno ha battuto, molto agevolmente con il punteggio di 6-2 6-1, un altro dei qualificati, il meno quotato statunitense Kelly. Il secondo turno lo opponeva al russo Dmitriev, anche lui passato dalle quali e dall'ottima vittoria con Quintero al primo turno, in un match che sembrava alla portata del nostro. Vittorio invece è stato sconfitto in due set fallendo così l'accesso per la seconda volta in carriera ai quarti di un Futures.

Di seguito i vincitori degli altri 9 Futures disputati in questa settimana:
Francia F19 (15.000$+H, Cemento Indoor): Desein (BEL) def. Dupuy (FRA)
Giappone F9 (15.000$, Terra rossa): Sugita (JPN) def. Capkovic (SVK)
Nigeria F2 (15.000$+H, Terra rossa): El Amrani (MAR) def. Ben Zvi (ISR)
Sud Africa F1 (15.000$, Cemento): Anderson (RSA) def. Rieschick (GER)
Usa F26 (15.000$, Cemento): Brugues-Davi (ESP) def. Rodriguez (MEX)
Argentina F20 (10.000$, Terra rossa): Galdon (ARG) def. Collarini (ARG)
Brasile F24 (10.000+H, Terra rossa): Bonatto (BRA) def. Amado (ARG)
Thailandia F6 (10.000$, Cemento): King-Turner (NZL) d. Thompson (USA)
Turchia F10 (10.000$, Cemento): Angelinos (GRE) def. Jelenic (CRO)

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