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07 marzo 2010

ESORDIO COL BOTTO

Laurynas Grigelis - Foto da Daylife.com

Di Marco Caldara - 7 Marzo 2010
Articolo apparso sul sito www.tennis.it

Il week-end di Davis ha fornito, oltre al successo dell'Italia e gli otto incontri del primo turno del Gruppo Mondiale, anche una bella storia da raccontare, proveniente da Vilnius, capitale della Lituania, dove la rappresentativa locale ha centrato il successo più importante della sua storia tennistica, superando per 3-2 la Gran Bretagna, orfana del suo asso Andy Murray. Il punto decisivo è stato portato dal diciottenne Laurynas Grigelis, al debutto nella massima competizione mondiale a squadre, che al termine di un match "thriller" ha sconfitto per 6-4 al quinto set l'inglese Evans.

Il personaggio
Per chi non conoscesse Grigelis, il ragazzo vive e si allena in Italia, e precisamente nella provincia di Bergamo, dall'età di 14 anni. Attualmente seguito da William Rota presso la Future Talent di Brusaporto, Laurynas è oggi numero 521 della classifica mondiale (suo best ranking), e in carriera, oltre alla vittoria in un torneo Futures da 10.000$, ha ottenuto già due ottavi di finale Challenger (uno proprio a Bergamo il mese scorso) e vanta successi di rilievo su giocatori come Ignatik, Sorensen, Checa-Calvo e Janowicz. Da sempre amante delle superfici veloci, Grigelis è dotato di un grandissimo talento, e piano piano lo sta dimostrando. Gli ottimi risultati ottenuti negli ultimi mesi hanno convinto il coach di Davis lituano a convocarlo per la delicata sfida con i "british" e lui ha ricambiato regalando ai suoi conterranei, ma soprattutto regalandosi, una vittoria storica.


La condotta eccellente
Sceso in campo subito dopo che il numero uno della formazione Ricardas Berankis aveva agevolmente sconfitto James Ward, riportando la sfida in parità dopo la sconfitta del doppio, Laurynas è partito visibilmente teso, e con la consapevolezza di avere riposta in se la speranza di un intero paese. Nonostane qualchè difficoltà è riuscito a rimanere attaccato al rivale sino al tie-break, nel quale, dopo aver recuperato l'iniziale svantaggio di 0-3, si è portato sul 6-4. A quel punto però un piccolo errore di distrazione gli è risultato fatale, e Evans si è aggiudicato il primo set. Nella seconda partita è scattato più sciolto, e desideroso di riprendersi dopo l'ingenuo epilogo del set precedente. Ha dominato per lunghi tratti gli scambi, dando l'impressione di poter fare ciò che volesse con uno splendido rovescio bimane. Dopo aver annullato una palla break sul 4-4, e due sul 5-5, Evans si è guadagnato l'occasione per salire 6-5, ma nel punto seguente "Grigio" l'ha "infilato" con un sontuoso lob, trovando il primo colpo vincente del match con il diritto (da sempre la sua "croce") e ristabilendo la parità; ed ha poi piazzato due "bombe" col rovescio lungolinea, prendendosi di prepotenza un importantissimo break, confermato subito dopo per il 7-5. Sulle ali dell'entuasiasmo, e fortemente spinto dal calore degli oltre 2500 spettatori accorsi a Vilnius, Grigelis è scattato a razzo nella terza partita, iniziando a colpire meglio anche col il diritto e non dando scampo a Evans, tramortito con un eloquente 6-0. Quando la sfida sembrava ormai incanalata nella giusta direzione, Evans ha messo in mostra tutte le sue qualità, cercando sempre più la via della rete. Scelta che ha pagato, e complice un Grigelis un po' appagato, il britannico ha chiuso per 6 giochi a 2, approfittando di tre doppi falli di "Lory" nell'ottavo game e guadagnando il 5° set.


Emozioni interminabili
La differente situazione psicologica fra i due nella lunga pausa che ha preceduto il "decider", con Evans felice e sorridente, e il lituano teso e spento, avrebbe fatto pensare ad un finale in favore dell'ingelse; ma Grigelis ha dato ulteriore sfoggio del suo talento, sovvertendo nuovamente le sorti dell'incontro. Subito obbligato a fronteggiare due palle break (15-40), il giocatore dell'est Europa ha piazzato quattro buonissime prime di servizio, togliendosi dalle "grane"; e nel gioco seguente, il quinto, ha stupito tutti, tirando un favoloso diritto vincente lungolinea seguito da un passante di rovescio da 2 metri fuori dal campo. Le due giocate gli sono valse il break mantenuto, seppur con qualche difficoltà, sino al 5-3, dopo aver annullato una palla del 4-4 regalata da due doppi falli (la tensione si è fatta sentire). Nel nono game il bravo e fortunato Evans ha annullato un primo match-point con un nastro vincente, e ha tenuto il servizio. A quel punto la battuta è "passata" a Grigelis, il quale è andato a servire per chiudere incontro e sfida. Un paio di indecisioni l'hanno portato 0-30, e una dubbia correzione del giudice di sedia su una palla che ad onor del vero sembrava buona, ha dato un altro punto ad Evans, regalandogli tre possibilità per il 5-5. In una situazione complicatissima Grigelis non ha fatto una piega, e ha cancellato la prima occasione del rivale con l'ennesimo ace, in un punto nel quale gran parte dei suoi colleghi sarebbe crollata con un doppio fallo. Con la complicità di Evans ha quindi ristabilito la parità, riacciuffando in extremis un game che pareva compromesso. Nel punto seguente il britannico ha contribuito nuovamente ad aiutare Laurynas, sparando largo un comodo diritto con i piedi dentro al campo e regalandogli un secondo match point, che il lituano ha concretizzato con un passante di rovescio al termine di un lungo scambio, lasciandosi cadere a terra fra il boato e gli applausi del pubblico amico che l'ha accompagnato in uno storico successo, gridando poi ad alta voce il suo nome nell'obbligatorio giro d'onore (con bandiera nazionale sulle spalle).


Vittoria che profuma d'impresa
All'esordio in Coppa Davis Laurynas è stato subito "buttato" nella mischia, e inizialmente ha sofferto. Venerdì ha ceduto in tre set a Ward, e Sabato (con Sakinis) ci ha provato in doppio, ma la coppia Fleming/Skupski (42esimo duo del ranking di specialità) ha avuto la meglio in 4 sets. Le due vittorie della stella Berankis - di un anno più vecchio e in grandissima forma - han permesso alla rappresentativa di spingersi sino al singolare decisivo, e di continuare a sognare. E' toccato quindi al bergamasco acquisito giocare quello che forse è il match più importante della storia lituana, e Grigelis non ha tradito le attese. Sceso in campo davanti ad una bolgia di connazionali, tutti ovviamente schierati dalla sua parte, Laurynas ha dato sfoggio delle sue qualità, con l'accoppiata servizio-rovescio su livelli altissimi ed un diritto che, pur avendolo fatto soffrire nelle prime fasi dell'incontro, è cresciuto con il passare dei game, finendo per aiutarlo nei passaggi chiave della sfida. Un match disputato con autorità, serietà, concentrazione; mai un errore causato dalla fretta, mai una distrazione, e solo qualche piccola ingenuità, che sono però normalissime per un giovane come lui, che si è preso la responsabilità di un intera nazione. Lo si è spesso visto ripetersi (in italiano) espressioni come "dai", "forza", "andiamo", segno della grande convinzione nei propri mezzi e della voglia di dimostrare che ce l'avrebbe potuta fare. Alla fine ce l'ha fatta, e la soddisfazione è stata immensa. La vittoria potrebbe contribuire all'atteso salto di qualità di Laurynas, o meglio, anticiparlo, in quanto siamo sicuri che, prima o poi, arriverà comunque.

Che sia nata una stella? Ai posteri l'ardua sentenza.


LITUANIA b. GRAN BRETAGNA 3-2:

James Ward (GBR) b. Laurynas Grigelis (LTU) 64 62 64
Ricardas Berankis (LTU) b. Daniel Evans (GBR) 61 46 76 36 63
Fleming/Skupski (GBR) b. Grigelis/Sakinis (LTU) 60 67 75 63

Ricardas Berankis (LTU) b. James Ward (GBR) 76 63 64

Laurynas Grigelis (LTU) b. Daniel Evans (GBR) 67 75 60 26 64


IL VIDEO DELLA VITTORIA DI GRIGELIS


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12 gennaio 2010

'CI SONO ANCH'IO'

Foto Gabriele Villa - GDV Pixel.com
(Di Marco Caldara)

Qualche giorno fa vi avevamo portato una breve intervista realizzata con Walter Trusendi, indicando il giocatore toscano come uno di quegli azzurri attesi ormai da qualche anno al definitivo salto di qualità. In questa fascia di giocatori vi sono anche tennisti come Marco Crugnola, Matteo Trevisan, Matteo Marrai, e molti altri, posizionati nei bassifondi della classifica ATP. Fra questi spicca senza ombra di dubbio il nome di Alberto Giraudo, ragazzo mancino, estroso e molto appariscente, dotato di un tennis pulito, esplosivo ed efficace, con due ottimi fondamentali (un rovescio ad una mano di rara bellezza), un servizio molto incisivo e una buona dimestichezza nei pressi della rete. Un giocatore completo in grado di fare bene su tutte le superfici, come dimostrato dai risultati ottenuti in carriera.

Nato a Torino il 27 Giugno 1983, Alberto è attualmente numero 771 della classifica mondiale, e come miglior piazzamento vanta la posizione numero 495, raggiunta nell'estate del 2008. Una carriera sin qui molto altalenante la sua, con pochi tornei fra 2003 e 2005 e il vero è proprio ingresso nel circuito nel 2006. Al secondo torneo di quello'anno Alberto ebbe subito modo di farsi notare, e da numero 874 del mondo vinse un Futures 10.000$ sul cemento di Trento, infilando cinque facili successi in due set su giocatori classificati oltre 400 posizioni meglio di lui, e del livello di Vagnozzi, Golubev, Ocera e Stoppini. Il 2006 è stato anche l'anno dei quarti di finale nel Challenger di Torino, la sua città, risultato che però non ha mai avuto seguito. L'esplosione di Giraudo ha infatti continuato a tardare, ed oggi, a quattro anni di distanza, non è ancora arrivata.

La stagione appena terminata, a livello di tornei individuali, è andata sulla falsariga delle due precedenti, con pochi risultati soddisfacenti e la consapevolezza di poter fare molto meglio. Una semifinale al 15.000$ di La Spezia, con la bella vittoria sul polacco Przysiezny (oggi numero 190 ATP), è il miglior risultato del 2009 di Giraudo, anno che però sembrerebbe svoltato sul finire. Il torinese ha infatti preso parte alla serie A1, difendendo i colori del Tennis Club Sarnico, ed ha ottenuto risultati rilevanti. Vittorie su gente come Di Mauro e Pastorino (sulla terra), Iannuzzi e Vagnozzi (veloce indoor) e Bracciali (cemento all'aperto) hanno dato l'ennesima dimostrazione del valore del tennista piemontese. Tutti successi ottenuti, su superfici diverse, grazie ad una condotta pressoché perfetta sia tatticamente che psicologicamente (che gli ha anche permesso di battagliare tre set con uno dei migliori Stoppini visti quest'anno), due ambiti nei quali l'azzurro non è mai parso troppo 'ferrato'.

Sicuramente le vittorie di spicco ottenute nella competizione a squadre fanno morale e portano una buona dose di fiducia; ed Alberto, dopo un'operazione per un'ernia inguinale, sta per preparare una stagione 2010 che potrebbe (e mai come questa) decretare la sua definitiva consacrazione. Da sempre vicino a TENNIS MASCHILE.com, Giraudo si è confidato senza problemi ai nostri microfoni, lasciando intendere di essere lui stesso il primo ad attendersi molto dalla stagione in arrivo: "Ho appena ripreso ad allenarmi. Nello scorso fine settimana ho iniziato a fare un po' di nuoto e qualche esercizio con gli elastici; mentre domani proverò a correre ed anche a scambiare qualche palla da metà campo. Sono i primi passi verso una riabilitazione (si spera) piuttosto veloce. Mi sento bene e sono molto carico. L'obiettivo che mi pongo per la preparazione che fra qualche giorno inizierò è quello di viverla con calma, senza strafare, in modo da arrivare ai tornei pronto e senza troppa pressione addosso; insomma, con la tranquillità che mi porto dietro ormai da Settembre. Nelle stagioni passate infatti pur allenandomi bene, arrivavo all'inizio dei tornei teso come una corda di violino, finendo per fornire brutte prestazioni. Non lo voglio ripetere!"

(Foto Giulio Gabbanini)

Nonostante la tua partenza sia ancora lontana, hai già dei programmi per la stagione: "Non proprio. Ora sto valutando, insieme anche al mio nuovo preparatore atletico, quante settimane di preparazione fisica fare, se 5, 6, oppure ben 7. Partirò sicuramente con dei tornei Futures, per giocare più match possibile e recuperare il ritmo della partita, per poi giocare tornei di livello superiore. Potrei iniziare in Spagna, nonostante il posto sia davvero pessimo, o da altre parti. Non è certo questo che fa la differenza".

I risultati ottenuti in Serie A, quali ambizioni ti danno: "Sicuramente sono stati importanti. Ho iniziato a credere sepre più nei miei mezzi, cosa che prima, dentro di me, non facevo del tutto. So di poter fare bene e mi aspetto di salire notevolmente in classifica. L'obiettivo è quello di arrivare intorno alle posizioni che mi spettano, non perché in carriera sia arrivato chissà dove, ma perché sento di poter stare nei primi 300 giocatori del mondo. Una cosa che ci tengo a sottolineare però, è il fatto che io mi sia sempre impegnato al massimo, cercando di ottenere il meglio da me stesso, a differenza di quanto certe persone a volte abbiano sostenuto. Ora sto capendo sempre meglio in quale ambito direzionare i miei sforzi; in passato ho anche sofferto per questo. Tralasciando però la classifica, che è una conseguenza, punto a tenere un livello costante per tutto il corso dell'anno, iniziando bene da subito e mantenendo un buon livello. Negli ultimi anni ho sempre 'salvato' le mie stagioni con qualche risultato ottenuto nel giro di uno/due mesi, raccogliendo poco nel restante periodo. Voglio salire in maniera graduale, giocare una stagione in crescendo, in modo da poter giocare qualche torneo Challenger anche verso la fine dell'anno, nel periodo della Serie A".

20 dicembre 2009

UN VIAGGIO FRA GLI AZZURRI NEL 'WEB'


(di Marco Caldara)

Siamo agli sgoccioli del 2009, e la tecnologia di internet ha ormai raggiunto una diffusione mondiale; con milioni di siti, pagine, blogs ed anche social network, luoghi d'incontro 'caldissimi' negli ultimi mesi. Vi sono infatti numerosissime persone che li frequentano, dai più celebri, alla gente 'comune', se così la si può definire. Il più diffuso è senza dubbio Facebook, ma anche Twitter, utilizzato soprattutto negli States, con Andy Roddick e Serena Williams (non certo due a caso) che ne sono ormai degli abituer, sta facendo molta strada nel vecchio continente. Lasciando però perdere, almeno per oggi, i giocatori stranieri, andremo a fare insieme una ricerca tra siti ufficiali, profili Facebook e fan-page dei tennisti di casa nostra.

Sono 'solo' sei i giocatori italiani ad avere un sito web 'ufficiale', ossia cinque dei primi sei presenti nella classifica mondiale (escluso il solo Lorenzi che è arrivato 'in alto' da poco), e Filippo Volandri. Il più curato è senza dubbio quello di Fabio Fognini (www.fabiofognini.it), con analisi di tutti i match giocati, immagini, video, ed anche un diario curato dallo stesso Fabio, che aggiorna costantemente i suoi fan su viaggi, incontri e 'perle' dal circuito ATP. Ottimo anche il sito di Simone Bolelli (www.simonebolelli.it), senza dubbio il più bello a livello grafico, ricco di immagini e animazioni.

Un po' 'al palo' gli spazi di Starace (www.potitostarace.it) e Volandri (www.filippovolandri.it), fermi da tempo, probabilmente anche a causa del periodo non eccellente che i due stanno vivendo; o per lo meno inferiore ai loro picchi nella classifica mondiale, quando entrambi furono tra i primi 30 tennisti del mondo. In fase di 'restauro' il sito di Andreas Seppi (www.andreasseppi.com) che sta per essere lanciato con una nuova grafica ed un nuovo staff pronto a curarlo costantemente; mentre è ancora in creazione quello di Flavio Cipolla (www.flaviocipolla.com), già inserito nel web ma non ancora accessibile al pubblico.

Ciò che fa però molta più tendenza sono, al momento, le fan-page e i gruppi si supporto, creabili facilmente su Facebook: degli spazi nei quali con un semplice click i tifosi di un giocatore si possono trovare per discutere i match, commentare foto, video, o lasciare un messaggio al proprio campione preferito. Tutto rapido e semplice, accessibile anche a chi si trova in difficoltà con la tecnologia moderna.

La pagina Facebook più aggiornata è senza dubbio quella del monzese Stefano Ianni il quale, pur non essendo uno fra i migliori tennisti azzurri in termini di ranking, vanta oltre 550 sostenitori per via della sua simpatia e del suo fare piuttosto 'pazzo', che l'ha reso uno dei tennisti azzurri più celebri fra gli appassionati di tutto il mondo. Lo spazio presenta numerose foto esclusive e video, ed ha anche il contributo di Stefano stesso; il quale aggiorna i tifosi su tutto ciò che gli avviene 'in giro' per il circuito. [AD ESEMPIO. PROPRIO QUEST'OGGI L'AZZURRO AUGURA BUONE FESTE A TUTTI I FAN CON UNA SUA DIVERTENTISSIMA FOTO IN VERSIONE BABBO NATALE]. Molto curata è anche la pagina di Fabio Fognini (circa 800 fan), che si rivela così il tennista meglio seguito anche sul web, con un sito internet ed una pagina di Facebook collegati fra loro e davvero ben fatti.

Il primato nel numero di sostenitori se lo contendono però Andreas Seppi e Potito Starace, entrambi con più di 2100 tifosi dal web, ma con pagine solo create e mai aggiornate. Lo stesso discorso vale per Simone Bolelli, di poco dietro ai due, ed anche lui con uno spazio non certo al passo coi tempi. Viaggiano invece con circa 200 sostenitori (qualcosa più, qualcosa meno) Filippo Volandri, Paolo Lorenzi, Andreas Arnaboldi, Thomas Fabbiano, Uros Vico, Andrea Stoppini, Alberto Brizzi e Cipolla, con il gruppo 'Ultras Flavio Cipolla' (il meglio assortito dei tre presenti in Facebook dedicati al romano) che supera quota 250.

Numerosissimi i fan del giovane Federico Gaio, il quale, nonostante non sia ancora entrato nel tennis che conta, più vantare già oltre 600 sostenitori. Grande successo anche per il gruppo 'Solidarietà per Massimo Capone' (tennista campano colpito dal nuovo regolamento della Federtennis sulla serie A1, che danneggia apertamente il Capri Sports Academy, impossibilitato a schieralo nella prossima stagione), arrivato a circa 500 presenze, in meno di due settimane dalla sua creazione. Numerosi anche i sostenitori dell'ormai ex Giuseppe Menga che, con il suo talento e la sua simpatia, si è guadagnato oltre 230 tifosi. Sopra i 100 sostenitori anche Gianluca Naso, Simone Vagnozzi e Daniele Bracciali; mentre la pagina di Matteo Trevisan, e i gruppi creati in onore di Max Dell'Acqua, Leonardo Azzaro, Giulio Di Meo e Giacomo Pirozzi, non raggiungono i 100 iscritti.

Per quanto riguarda invece i giocatori 'veri', una gran parte degli azzurri sono presenti su Facebook con dei loro profili personali, e sono quindi contattabili da tutti senza alcun problema. Dei 105 tennisti italiani classificati nel ranking ATP infatti, solo 13 non sono attualmente iscritti a Facebook, e quattro di questi lo sono stati, salvo poi cancellare i propri account per problemi di privacy o altro. I primi dieci italiani del mondo (da Bolelli e Fognini a Stoppini e Crugnola) sono presenti; mentre gli unici che NON potrete rintracciare sono: Luigi D'Agord, Enrico Burzi, Francesco Piccari, Leonardo Azzaro, Federico Raffaelli, Mattia Livraghi, Nicola Ghedin, Andrea Agazzi ed Ettore Capello; ai quali si aggiungono Alberto Brizzi, Gianluca Naso, Daniele Bracciali e Alessandro Giannessi, tutti e quattro 'ritiratisi' da Facebook.

Insomma, magari ignoreranno la vostra richiesta d'amicizia, 'tempestati' da gente che costantemente li cerca; ma tentar non nuoce, no?!?

12 dicembre 2009

UNO SGUARDO ALLA CLASSIFICA

Foto Giulio Gabbanini
Di Marco Caldara - 12 Dicembre 2009
Articolo apparso sul sito www.mytennis.it

Nelle nostre numerose analisi di fine stagione, è giunta l'ora di dare uno sguardo alle principali variazioni riscontrabili fra la classifica ATP degli italiani di fine 2008 e quella odierna.

Il primo dato che balza all'occhio è l'incremento dei 'classificati' azzurri, aumentati da 102 a 105. Il giocatore con più punti è ovviamente Andreas Seppi (900 lunghezze), numero uno d'Italia come sul finire della passata stagione; mentre appaiati ad una sola lunghezza vi sono troviamo ben 20 giocatori. Il più vecchio azzurro presente è Davide Sanguinetti, ancora in classifica a 37 anni, grazie ai 5 punti guadagnati con il superamento del primo turno al Challenger di Caltanissetta; mentre il più giovane è il salentino Giammarco Micolani, nato il 12 Settembre 1992, a punti negli ITF di Palazzolo e Modena. Oltre ad essere il più vecchio, Sanguinetti detiene anche il record di miglior rapporto main draw giocati/match vinti, in quanto nella sua prima (ed unica) apparizione ha saputo superare un turno. Seguono altri quattro azzurri, capaci anch'essi di vincere il primo match stagionale in tabellone principale: Giorgio Galimberti, Stefano Tarallo, Mattia Barducci e Ettore Capello.

Abbiamo citato Galiberti e Tarallo, entrambi rientrati in classifica nel 2009, e quindi dedichiamoci per un attimo a tutti coloro che sono riusciti a rientrare nel ranking in questi 12 mesi. Con Tarallo e 'Galimba' vi è anche un altro 33enne, che risponde al nome di Giuseppe Menga, rientrato in classifica di prepotenza, con ben 10 punti guadagnati. Se per loro il reintegro in classifica conta però poco (in quanto si sono ormai ritirati e certo non ritorneranno sui propri passi), valgono invece molto di più i punti conquistati dal veneto Nicola Ghedin e da Matteo Marfia, i quali dopo una stagione di assenza tornano 'attivi'. Oltre ai cinque appena descritti, la classifica attuale presenta altri 18 nomi nuovi rispetto alla passata stagione, in quanto sono tutti giocatori ad aver guadagnato quest'anno il loro primo punto.

RIENTRATI IN CLASSIFICA: Nicola Ghedin, Matteo Marfia, Giorgio Galimberti, Stefano Tarallo, Giuseppe Menga.

PRIMO PUNTO NEL 2009: Francesco Garzelli, Marco Bortolotti, Davide Melchiorre, Manuel Mazzella, Corrado Pricone, Luca Pippi, Ettore Capello, Mattia Barducci, Andrea Stucchi, Alessandro Bega, Giammarco Micolani, Matthias Wolf, Francesco Picco, Emanuele Molina, Matteo Civarolo, Matteo Mauri, Claudio Fortuna, Roberto Marcora.

I 23 innesti, sono però stati accompagnati da numerose uscite, con ben 20 giocatori che in questa stagione hanno abbandonato (per gran parte definitivamente) la classifica. Una buona parte di loro ha infatti scelto la via del ritiro, per dedicarsi ad altre attività; mentre altri non sono riusciti a guadagnare nessun punto, giocando magari pochissimi tornei. Luca Stoppini, Fabio Colangelo e Alessandro Da Col hanno smesso per dedicarsi all'attività di maestri, rispettivamente a Trento (ATA Battisti), Caldaro (da Sartori) e Milano. Ritiri con scopi lavorativi anche per Davide Bramanti, che insieme al padre gestisce una delle più importanti agenzie immobiliari di Forte dei Marmi, e Andrea Fava, dedicatosi quasi interamente, e con buon successo, all'attività di disk jokey. Il bresciano Marco Pedrini invece, ha abbandonato il circuito internazionale per dedicarsi agli Open di 'casa nostra', dei quali è indiscusso dominatore. Tornei nazionali anche per il campano Giacomo Pirozzi, che però sembrerebbe intenzionato a rientrare. Deciso a riprovarci anche Nicolò Marchioretto, il quale a causa di un problema al crociato è stato costretto ad operare per due volte un ginocchio; ma ha ripreso da un paio di mesi gli allenamenti, e riprenderà presto coi Futures. Fermato da problemi fisici (polso sinistro) anche il pugliese Giorgio Portaluri, mai a segno nel corso di una travagliata stagione.

Vi è poi chi non ha ottenuto punti per 'scelta', come Alessandro Motti, dedicatosi interamente ai tornei di doppio, disciplina che l'ha visto ben figurare ed entrare fra i primi 100 giocatori della classifica ATP di specialità. Casella vuota anche per Paolo Benincà, Francesco Vilardo e Stefano Rodighiero, i tre peggiori azzurri dell'anno, capaci di non guadagnare nemmeno un punto in 12 mesi, nonostante abbiano preso parte a più di 20 tornei ITF. Infine sono passati inattivi all' ATP anche Simone Muresu, Fabio Tenneriello, Luca Serena, Riccardo Azzarita, Andrea Aloisi e Antonio Di Gaetano; i quali non han giocato alcun ITF (o Challenger che sia) nell'intera stagione.

USCITI DAL RANKING: Francesco Vilardo, Alessandro Da Col, Fabio Colangelo, Marco Pedrini, Antonio Di Gaetano, Davide Bramanti, Giacomo Pirozzi, Giorgio Portaluri, Andrea Fava, Alessandro Motti, Nicolò Marchioretto, Daniele Piludu, Luca Serena, Fabio Tenneriello, Riccardo Azzarita, Simone Muresu, Luca Stoppini, Paolo Benicnà, Andrea Aloisi, Stefano Rodighiero.

Per quanto riguarda invece il maggior numero di posizioni guadagnate, i due recordman sono Claudio Fortuna e Roberto Marcora, capaci di arrivare nei primi 1000 giocatori del mondo, dopoché nella passata stagione non figuravano in classifica. Salendo un po' troviamo invece Daniele Giorgini e Daniele Bracciali, entrambi con oltre 600 posizioni guadagnate, rispettivamente 674 e 607. Oltre le 600 anche per lo speziono Alessandro Giannessi, che da 1427 è passato 772. Parlato dei 'top' tocca ora ai 'flop', ossia coloro che hanno deluse, perdendo molto terreno. Se non consideriamo Da Col, che da numero 606 del mondo è uscito dal ranking, e lasciamo perdere anche i giocatori situati nei 'bassifondi' della classifica (Iannuzzi ne ha cedute quasi 600), il peggiore è stato senza dubbio Luca Vanni, in grado di perdere la bellezza di 359 gradini. Lo seguono a ruota Petrazzuolo (346) e Dell'Acqua (314), mentre più attardati, ma non meno deludenti, troviamo Federico Torresi (282) e Gianluca Naso (245).

Passiamo ora ad una breve analisi della parte 'alta' della classifica. A fine 2008 i top 100 azzurri erano quattro, con Volandri 102; mentre oggi sono cinque, con Paolo Lorenzi che si è aggiunto a questi. Calati di due i top300 (16 contro i 18 dell'anno scorso), e anche i giocatori compresi fra 100esima e 200esima posizione. Lo scorso anno trovavamo Volandri, Cipolla e Tenconi; mentre oggi vi è rimasto il solo Flavio.

Insomma, tutto sommato il 2009 non è stato del tutto negativo, ma si può e si deve fare di meglio! RIALZATI ITALIA!

04 dicembre 2009

ITF 2009: A SETACCIO LA STAGIONE DEGLI AZZURRI

Foto da Flickr.com
Di Marco Caldara - 4 Dicembre 2009
Articolo apparso sul sito
www.mytennis.it

Dopo la lunga analisi dedicata alla stagione 2009 degli azzurri a livello Challenger (CHE TROVATE QUI) è giunta l'ora di tirare le somme di questa stagione anche per quanto riguarda i tornei Futures.

L'Italia ha organizzato ben 32 eventi, dato che la pone al secondo posto sul panorama internazionale, seconda solo alla Spagna (36), e davanti agli Stati uniti (29) e al Brasile (28). Di questi trantadue eventi, 26 sono stati giocati sulla terra battuta (1 indoor) e sei sul veloce (1 indoor). Il primo evento ha avuto luogo alla Società Angiulli di Bari il 9 Febbraio 2009, e come presumibile dalla data è stato giocato al coperto; mentre l'ultimo evento italiano si è svolto sulla terra di Frascati (Roma) il 12 Ottobre, subito dopo il classico mese di cemento, quest'anno diviso fra Sardegna e Campania.

Gli azzurri hanno totalizzato ben 214 presenze nei quarti di finale. 106 sono coincise con un'eliminazione, mentre le altre 108 sono proseguite oltre. Le semifinali sono state 58, mentre in 50 occasioni (una media di una ogni settimana 'di gioco') un giocatore azzurro ha raggiunto la finale; vincendo il torneo in 22 occasioni e fermandosi all'ultimo atto in 28. Dei 22 successi 'solo' nove sono arrivati nello stivale (2 sul cemento e 7 sulla terra); mentre le altre 13 risultano sparse tra Asia, Africa e America. Questi risultati ci portano ad affermare con una certa sicurezza che l'Italia è la quarta potenza mondiale a livello di tornei ITF maschili, posizionata alle spalle di Francia, Spagna e Argentina sia nel totale di vittorie e finali, sia in quello di quarti e semifinali.


Poco meno di 1/5 dei successi azzurri targati 2009 sono giunti da un unico atleta, Luigi D'Agord (nella foto sopra). Il tennista italo-statunitense, nonostante la classifica e la continuità di risultati gli avrebbero probabilmente permesso di competer su buoni livelli anche nei tornei Challenger, ha impostato metà della sua stagione sui Futures. Nei 10 appuntamenti ai quali ha preso parte, il tennista cresciuto nell'università dell'Alabama ha centrato ben quattro successi, divisi fra America: Orange Park (Florida) e Puerto Vallarta (Messico) e Asia: Petaling Yaya e Kuala Lumpur (entrambi in Malesia). Dalla sua anche una finale, una semifinale (che hanno fermato rispettivamente a 14 e 13 due striscie di successi consecutivi) e due quarti di finale che, sommati a due ottavi, l'hanno portato a guadagnare la bellezza di 89 punti con i tornei ITF, e di posizionarsi secondo in questa speciale classifica nazionale. Meglio di lui ha saputo fare Claudio Grassi, bravo nel raccogliere 92 punti (77esimo in assoluto, in testa il francese Guez con 180). Va però detto che il giocatore toscano, noto per la capacità di utilizzare indifferentemente le mani (serve con la sinistra e gioca con entrambe, prevalentemente la destra), ha disputato la bellezza di 27 tornei ITF, solo Matteo Volante come lui, ottenendo in media 3,4 punti a torneo. Grassi ha vinto nel corso dell'anno ben 48 incontri (primo azzurro in assoluto), andando a segno nel 10.000$ greco sull'erba sintetica di Paros, e raggiungendo 3 finali, 3 semifinali (secondo in entrambe le classifiche specifiche), sette quarti di finale (primo) e otto ottavi (settimo).

Al terzo posto nella classifica dei punti troviamo il siciliano Francesco Aldi, il quale pur non avendo preso parte ad un altissimo numero di eventi (10), ha guadagnato 86 punti, programmandosi nel migliore dei modi. Le vittorie nei 15.000$ di Vicenza e Capri gliene hanno portati 50, le finali di Sabadell e Modena altri 23, mentre gli ultimi tredici arrivano da due semifinali e da un 'ottavo' un Marocco. Un punto meno di Aldi è il bottino del veneto Matteo Viola, presente in 23 tornei, vittorioso a Bucarest e finalista a Frascati, Portschach, Mestre e Quartu Sant'Elena. Per lui anche 2 semifinali, 6 quarti e cinque ottavi, per un totale di 44 partite vinte in main draw. Dietro a Viola troviamo Matteo Marrai (84 lunghezze), vincitore di due tornei da 10.000$, finalista in uno, e semifinalista in altri tre. Il primo successo è arrivato a Vercelli, mentre il secondo in Georgia. La finale risale al 10.000$ di Siena, mentre le semifinali sono divise fra Italia (Viterbo), Iran (Kish Island) e Georgia (Tblisi). Oltre ad Aldi e Marrai, altri due giocatori italiani sono riusciti a vincere due titoli nel corso della stagione. Daniele Giorgini ha centrato il successo nel 15.000$ di La Spezia e nel 10.000$ di Trieste, fermandosi in finale al Cairo e ad Avezzano; guadagnando 77 punti con la bellezza di 40 match vinti (33 nei main draw). Andrea Arnaboldi ha invece vinto a Parma (15.000$) e nel 10.000$ spagnolo di Cartagena, raggiungendo anche una semifinale e tre quarti. 56 i punti da lui guadagnati, poco meno di un terzo del bottino che gli ha permesso di entrare nei primi 250 giocatori della classifica ATP.



Nella top10 dei punti guadagnati con i tornei ITF troviamo anche Simone Vagnozzi e Walter Trusendi, entrambi con un successo ed appaiati a 64 punti. Il primo ha vinto a El Cairo, raggiunto tre finali (Pozzuoli, Belgrado e Palazzolo) e due semifinali, imponendosi in 26 incontri; mentre il secondo dopo il successo a Bari nel primo torneo italiano dell'anno, si è fermato cinque volte al penultimo atto, vincendo 27 match in tabellone principale. Decimo, con 52 punti, l'anziate Francesco Piccari che, nelle sue 24 apparizioni stagionali, ha vinto 34 partite (2 in qualificazioni) e raggiunto 2 finali (una sulla terra in Gran Bretagna e una sul cemento di Alghero), 3 semifinali, tre quarti e ben otto 'ottavi'. Gli è mancato solo la vittoria, che avrebbe portato a undici i suoi allori Futures in carriera.



Le rimanenti sei vittorie sono arrivate invece per mano di Marco Simoni, Antonio Comporto, Stefano Ianni, Daniele Bracciali, Stefano Galvani e Paolo Lorenzi. Il primo ha cambiato decisamente marcia dopo la semifinale di Palazzolo, raggiungendo una finale in Lettonia e poi ottenendo il primo titolo della carriera nel 10.000$ di Ankara (Turchia). Comporto invece, dopo la finale di Padova (15.000) sembrava leggermente calato, ma a seguito di una saggia decisione, che l'ha portato nel lontano Cile per un mese, ha vinto il primo Futures della carriera proprio in sudamerica, chiudendo il 2009 con 23 successi nei tabelloni principali (decimo azzurro). Ianni ha vinto a Napoli l'ultimo torneo sul cemento della stagione italiana, battendo in finale Andrea Falgheri (2 le finali perse dal bergamasco, entrambe sul 'veloce'). Arrivano dal cemento anche i successi di Bracciali, che nella sua seconda finale stagionale (a Piombino) ha sconfitto l'amico Max Dell'Acqua, e Paolo Lorenzi, in grado di infilare una vittoria e una semifinale negli unici due tornei ai quali ha partecipato, ossia due 15.000$ + H in Costa d'Avorio. Stefano Galvani ha invece vinto il 15.000$ + H di Este, raggiungendo anche una finale e un quarto. Per lui 50 punti, undicesimo azzurro dell'anno. Con le vittorie abbiamo terminato, mentre per completare le finali dobbiamo ancora citare Adriano Biasella, finalista in un 10.000$ messicano, e il mancino toscano Leonardo Azzaro, fermatosi due volte all'ultimo atto (a Bari e in Olanda).

Spostiamo ora la nostra attenzione sui tabelloni di qualificazione. L'Italia è la nazione leader al mondo in questa specialità, con la bellezza di 238 qualificazioni ottenute, 14 in più della Francia, e 23 più della Spagna. Il recordman azzurro è il romano Stefano Valenti, in grado di superare nove volte il tabellone cadetto, vincendo 34 match nel corso dell'anno (19 in 'quali'), e di raggiungere una semifinale ed un quarto di finale come migliori risultati. Seguono a ruota (8 qualificazioni) i giovani Fortuna e Travaglia, e l'aretino Federico Raffaelli. Il diciannovenne siciliano ha vinto 31 match nel corso della stagione, decimo azzurro assoluto, ma primo per quanto riguarda il tabellone secondario, con 25 successi. Il suo miglior torneo è stato il 10.000$ di Siena, dove si è spinto in semifinale a spese di due 'colossi' come Piccari e Giorgini, arrenendosi poi (con tre match-point falliti) al tedesco Poerschke, poi vincitore del torneo. 24 i match vinti per Travaglia (32 in totale) con un quarto di finale in Serbia come 'season best'. Appaiati a Travaglia, nel dato dei match vinti nelle qualificazioni, il veneto Nicola Ghedin e Lorenzo Giustino. Il primo ha ottenuto sette qualificazioni (in 18 presenze), mentre il secondo ne ha 5 in 17 presenze; anche per loro un quarto di finale come miglior risultato dell'anno.


Passiamo ora alle note dolenti. Il peggior azzurro della stagione è stato Paolo Benincà, anche se va detto che l'italiano ha avuto vari problemi fisici. Paolo ha preso parte a 24 tornei di qualificazione, superando il tabellone cadetto in due sole occasioni. Simile anche la stagione del veneto Stefano Rodighiero, qualificatosi una sola volta. Nelle 23 apparizioni infatti, Stefano ha rimediato 22 sconfitte, ma in ben tre occasioni è stata baciato dalla fortuna, e ripescato come lucky loser (perdente fortunato). Questi sono, senza dubbio, i motivi per i quali nessuno dei due ha racimolato zero punti ATP nel corso della stagione, uscendo dal ranking. Nessun punto anche per gli altri 'fedelissimi' delle qualificazioni, ovvero Alberto Tosti-Croce e Francesco Vilardo. Entrambi hanno superato le 'quali' una sola volta, 20-1 per Tosti-Croce e 23-1 per Vilardo, che è però stato ripescato tre volte come LL. Sono lui e Rodighiero i più 'fortunati' della stagione.



Appuntamento alla prossima settimana con un'analisi sul ranking. Prenderemo in considerazione le variazioni fra la classifica degli italiani di fine 2008 e quella attuale, soffermandoci sui giocatori usciti da questa, sulle new entry, e su chi vi è rientrato dopo un'anno (o più) di assenza.

Marco Caldara

15 ottobre 2009

2009: Annus orribilis?? Dipende dai punti di vista


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(di Marco Caldara)

Manca ancora oltre un mese al termine della stagione, ma per svariati motivi, che possono essere la scarsa attitudine dei nostri alfieri alle superfici veloci indoor, e l'inizio della serie A1, non ci si attende praticamente più alcun risultato da parte dei giocatori italiani. Terminati anche i Challenger in Italia, e con l'ultimo Futures in corso sulla terra di Frascati, l'anno di gran parte degli azzurri sembra ormai terminato. Ho quindi provato a tracciare una riflessione su come potrà essere catalogata questa stagione, soffermandomi quasi esclusivamente sui giovani alle prime esperienza nei tornei Futures.

Nell'opinione comune la stagione 2009 per il tennis maschile (e non per TENNIS MASCHILE) è stata decisamente pessima; con il solo Lorenzi in grado di far bene. Il crollo di Volandri e Tenconi, gli alti e bassi di Seppi (Foto Eurosport) e Starace; la non esplosione di Bolelli e Fognini, ma anche dei vari Fabbiano e Trevisan, e l'annata così così di Cipolla, che dopo una partenza sprint ha tentennato a lungo, bloccato anche da vari problemi di natura fisica; hanno portato grossa delusione e malcontento. Qualche bel risultato di Giorgini, Arnaboldi (Foto Gabriele Acquistapace) e D'Agord ovviamente non è bastato per soddisfare i più esigenti, tanto che questa stagione sta per essere archiviata con l'etichetta di 'annus orribilis'; ma in maniera, seconde me, erronea.

Mi spiego meglio. Sono ovviamente concorde sul fatto che, per quanto concerne i piani alti del ranking, si poteva certamente fare di meglio; anche se personalmente non mi sarei aspettato chissà quali cose. Avrei sperato in qualcosa in più da parte di Crugnola e Stoppini, ma non è certo a loro che vanno imputati i problemi (sempre se di problemi si può parlare) del movimento tricolore. Se però andiamo a dare uno sguardo attento ai tornei Futures, scopriamo che il 2009 ha regalato il primo punto ATP della carriera a ben 18 giocatori azzurri, gran parte dei quali con un età compresa fra i 17 e i 19 anni; e reintegrato nella classifica ATP anche altri otto azzurri che nel 2008 non avevano raccolto alcun punto, rimanendovene esclusi.

Colui che ha stupito maggiormente è stato Roberto Marcora, classe 1989, che dopo aver raccolto il primo punto in estate, ne ha guadagnati altri nove (sette con le semifinali di Piombino, e due con i quarti di Quartu Sant'Elena) varcando la soglia dei primi 1000 giocatori del mondo. Un altra sorpresa è stato il siciliano Claudio Fortuna (1990), che in un mese e mezzo ha fatto grandi cose. A Bolzano ha raggiunto per la prima volta un 'main draw' in Italia, e la settimana dopo ha preso il primo punto. A Settembre ha quindi raggiunto un'importantissima semifinale in quel di Siena, superando Piccari e Giorgini, e fallendo due match-points valevoli l'ultimo atto del torneo. Per la prima volta in classifica anche il ventiquatrenne lombardo Matteo Mauri (2.3), arrivato ai quarti di finale a Palazzolo e agli ottavi di Siena (con vittoria su Comporto).

Primi punti anche per altri giocatori poco conosciuti, o semplicemente cresciuti senza 'mamma FIT', come il leccese Giammarco Micolani (a punti a Palazzolo e Modena); Ettore Capello (2.7 in Italia e vittorioso di un match in Romania); Manuel Mazzella (classe 1991 e vittorioso su Rodighiero in Sardegna); Francesco Garzelli (diciottenne a punti in Spagna); e Davide Melchiorre, che ha guadagnato il primo punto Martedì in un 15.000$ egiziano. Lo stesso discorso vale anche per l'altoatesino Wolf, che ha superato un turno in Norvegia, e per il romano Andrea Stucchi, che però, dopo aver centrato il primo punto nel giorno del suo compleanno, ha leggermente deluso le attese.

Primi punti della vita anche per i più grandi Pricone e Barducci. Corrado, ventunenne siciliano, ha centrato la prima gioia in un Futures croato, mentre Mattia (classe 1985) l'ha fatto in Italia. Come dicevamo prima, hanno centrato almeno un punto anche quei giovani cresciuti 'sotto i riflettori', o che da junior avevano già dato segno di esserci. Parliamo del '92 Matteo Civarolo (1 punto), e dei 91 Picco (2), Bega (2), Bortolotti (1), ed Emanuele Molina (Foto Roberto Bontempi), capace di racimolare tre punti in tre tornei consecutivi fra Luglio ed Agosto.

Per quanto concerne gli otto 'rientri', quelli interessanti sono di Nicola Ghedin (1988), Matteo Marfia (1987), e del diciottenne Marco Speronello. Per onor di cronaca citiamo anche gli altri cinque, anche se vegnono tutti da giocatori ormai pressochè ritirati. Sanguinetti ha passato un turno al Challenger di Caltanissetta; Menga l'ha fatto a Cremona e si è quelificato a Bergamo; Galimberti l'ha fatto al 10.000$ di Siena, Galli a quello di Bergamo, e Tarallo a Roma.

Ovviamente ci sono stati anche giocatori usciti dalla classifica mondiale, come Paolo Benincà, Fabio Tenneriello, Francesco Vilardo, Davide Bramanti, Andy Fava, Simone Muresu, Luca Serena, Nicolò Marchioretto, Fabio Colangelo (ritiratosi), Alessandro Da Col, ed il giovane Giorgio Portaluri, incapaci di raccogliere punti nel corso della stagione.

Oltre ai suddetti risultati, han fatto vedere buonissime cose anche Federico Gaio, Stefano Travaglia, ed Alessandro Giannessi, rispettivamente classe 1992, 1991 e 1990, già a punti nella passata stagione. Il giovane faentino, oltre alla finale del Trofeo Bonfiglio, ha raccolto buoni risultati anche a livello Futures, con una semifinale, un quarto e due ottavi. Travaglia ha invece raccolto otto punti, cinque dei quali all'estero, con un quarto di finale in Serbia, e sicuramente gli va riconosciuta una lode per la voglia di viaggiare e di confrontarsi subito con altre realtà; cosa che è mancata a quasi tutti i nostri giovani. Per finire Giannessi, il migliore, che ha raggiunto sette volte il secondo turno e cinque volte i quarti di finale, guadagnando la bellezza di 21 punti, che lo portano nei primi 800 giocatori del mondo.

Insomma, annus orribilis mica troppo; ma sempre se vogliamo cogliere il lato positivo delle cose, ed evitare di 'attaccarsi' a tutte le scuse possibili ed immaginabili pur di criticare i giocatori azzurri. Se vi piace farlo fatelo, ma sappiate che serve a poco, molto poco.

FORZA ITALIA, E FORZA AZZURRI!

07 ottobre 2009

Dagli 'ATP' a Challenger e Futures: abissale vicinanza

Foto da ATP Amburgo e Circolo Tennis Avezzano.it
(di Marco Caldara)
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Nell' opinione comune, quella che spopola fra siti, forum e blog, i Challenger vengono spesso definiti tornei di 'seconda fascia', che non hanno niente a che fare con gli 'ATP'; e ancora meno pregio viene dato ai tornei Futures; anche se è proprio con questi che i giovani campioni si 'fanno le ossa' nel mondo del professionismo.
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Parlando però con vari giocatori 'pro', si nota come secondo loro, e secondo la maggior parte della gente che di tennis ne 'mastica' (che non sono assolutamente coloro che intasano forum accusando Tizio per una sconfitta, o lodando Caio per una vittoria), la differenza sostanziale fra i vari tipi di tornei sia pressoché pari a zero.
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Basti guardare esempi come quelli di Rajeev Ram o Albert Montanes. Il primo, dopo una stagione senza mai imporsi a livello Challenger ha centrato il successo nell' ATP di Newport, da lucky loser; mentre l'iberico, dopo un mese di Challenger con risultati al di sotto delle aspettative(una semifinale, una finale, ed un secondo turno), è tornato a giocare i tornei maggiori, ed ha subito vinto il '250' di Bucarest.
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La stessa cosa, al contrario, si può trovare tra tornei Challenger e Futures. Prendendo gli esempi di Marco Crugnola ed Andrea Stoppini, la vicinanza si nota benissimo. Il giocatore varesino, che in stagione ha raggiunto per cinque volte i quarti di finale a livello Challenger (con anche una semifinale), ottenendo vittorie rilevanti con giocatori come Maximo Gonzalez, Navarro, Golubev, Bellucci, e qualificandosi al Master 1000 di Madrid; ha giocato nel 2009 un solo Futures, perdendo al secondo turno. Ancora più lampante è il caso di Stoppini, capace di vincere il 75.000$ di Izmir, centrare il tabellone degli Australian Open e battere gente del calibro di Bohli, Stakhovsky, Young, Brzezicki, Isner e Bellucci. Bene, in questa stagione il trentino ha preso parte a due tornei ITF, sempre come primo favorito del seeding, e non è mai arrivato ai quarti di finale, rimediando un solo punto, frutto di un primo e un secondo turno.

Questo evidenzia la poca differenza che, esclusi i primi 50 giocatori del mondo, ci sia fra i top300 sul piano del gioco; e ancor più quella fra un top 300 e un top 600. Casi come quello di Ram non sono proprio all'ordine del giorno, ma non vanno certo considerati delle imprese. E' ovviamente più facile che un Roger Federer, per esempio, perda con un top 50, che con un giocatore fuori dai primi 300, ma semplicemente perchè i tennisti che attualmente vediamo fra i primi cinquanta hanno probabilmente una condizione fisica e mentale superiore e maggiore continuità rispetto a chi gli sta dietro; e nel tennis moderno i tre fattori appena citati sono FONDAMENTALI; molto più di servizio e rovescio.

Ripiegando sul tennis italiano, sono molto più appariscenti giocatori come Alberto Giraudo, Massimo Ocera, Giulio Di Meo e Walter Trusendi di gente come Cipolla, Di Mauro, Arnaboldi e Burzi. E allora perché degli ultimi quattro due sono stati nel tennis che conta (o lo sono tutt'ora) e gli altri due ne sono a ridosso; mentre Di Meo e Ocera giocano gli Open e Giraudo e Trusendi faticano fra Futures e qualificazioni dei Challenger?? Il talento che hanno gli permetterebbe tranquillamente di stare a ridosso dell'elite, ed anche di entrarci, rendendoli capaci di qualsiasi exploit, ma se non supportati da una buona tenuta mentale (cosa che manca a tutti e quattro) faticano per attirare su di loro le cosiddette 'luci della ribalta'. Non sono giocatori in grado di dare continuità ai propri risultati, e pur riuscendo talvolta a compiere delle 'mezze imprese' (Trusendi a Genova ha ampiamente meritato il successo contro Simon Greul; ma il tedesco al tie-break del terzo set ha alzato il livello, e ciaociao Walter) risultano difficilmente credibili. Il talento non si discute, magari sul match secco sono in grado di battere chiunque; ma il tennis non è fatto di match singoli, ma di tornei, che implicano continuità e preparazione.

E' proprio per questo motivo che un Monatanes magari non al 100% delle motivazioni psico-fisiche perde con un modesto Aranguren al secondo turno di un Challenger; e due settimane dopo, senza grandi mutamenti, va a vincere un '250' battendo in scioltezza Starace, Fognini e Monaco. La stessa cosa vale anche per Ram, Crugnola, Stoppini; chiunque.

Non stupiamoci quindi se Giraudo è 800 del mondo e Montanes vince tre tornei maggiori in due anni. Se Bolelli, accreditato come futuro top10 negli ultimi tre Challenger disputati ha raccolto due secondi turni ed un primo turno (ieri a Mons perdendo con lo slovacco Karol Beck). Non gridiamo allo scandalo se Roddick viene sconfitto da Kubot e Del Potro da Roger-Vasselin; se Karlovic perde tirando 78 aces, e Coria vince commettendo 23 doppi falli: THAT'S TENNIS!

Questo è il tennis, lo sport più scontato ma allo stesso tempo più imprevedibile che ci sia. E' per questo che passiamo da Wimbledon a un 10.000$ in Ruanda; da Federer a King-Turner, Berrer e Wassen. Probabilmente lo sport più maledetto e spietato che ci sia; ma è proprio per questo che ci piace; eccome se ci piace : )

25 agosto 2009

Impressioni da Manerbio: analisi dei match odierni

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Federico Del Bonis - Foto Edoardo De Campora
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Sono appena rientrato da Manerbio, dove tanto per cambiare il mio pc anche oggi non ne ha voluto sapere di connettersi. La notizia del giorno è sicuramente la sconfitta di Filippo Volandri, che avanti 5-0 nel terzo set del suo match con lo spagnolo Lopez-Jaen, ha ceduto sette games consecutivi. Ci tengo quindi subito a precisare che sono molti più i meriti dello spagnolo che i demeriti dell'azzurro. Sotto l'analisi di tutti i match che vedevano impegnati i nostri.

Trevisan-Del Bonis 3-6 1-6.
A differenza di quanto dica il punteggio il match è stato abbastanza combattuto, tranne nelle battute finali. Ho seguito la sfida accanto a Fabrizio Fanucci, ed è subito stato evidente che l'azzurro era davvero molto molto teso. Già in precedenza infatti, nella zona riservata ai giocatori, nonostante cercasse di 'smorzare' la tensione con numerose battute, si vedeva che non era per niente tranquillo. I motivi sono due. Per prima cosa Matteo non è per niente in fiducia, a causa dei continui malanni fisici, che ne hanno condizionato anche il rendimento odierno; e per seconda cosa è da un paio di giorni che al circolo di Manerbio si parla davvero bene di Del Bonis, giocatore che ha un immenso futuro davanti. Prima del match, mentre cercavamo tutti insieme di programmare i prossimi tornei di Ianni, Matteo m'ha chiesto di descrivergli il gioco dell'argentino. Al termine se n'è uscito con un: 'O vabbè Marco ma li faccio 2 game o no?'. Insomma, lo sapeva di andare in contro ad un match davvero duro, e così è stato.

Il toscano ha iniziato molto teso, e pur colpendo bene è subito finito sotto di un break. Nel game seguente l'ha recuperato, ma l'ha poi perso nuovamente, senza più riuscire a recuperarlo, e subendone un secondo sul finire della frazione. Si sono visti dei buoni scambi, con Matteo sempre volto a comandare, anche se, parola di Fanucci, soffre molto i giocatori mancini, che non gli permettono di impostare il suo ritmo e chiudere facilmente con il diritto ad uscire, decisamente il suo colpo migliore. L'azzurro ha però sempre avuto un atteggiamento negativo in campo (non parlo di modi di fare, assolutamente, ma di mentalità). Fanucci ha provato più volte a farlo tranquillizzare, riprendendolo spesso sulla sua eccessiva negatività, ma a poco è servito. Il secondo set è poi scivolato via abbastanza velocemente, con Del Bonis, che giocando sempre molto solido, ed aiutandosi con l'ottimo servizio, ha avuto vita relativamente facile.

Di Matteo si parla spesso male, è vero. Lo si critica per molte cose, ma semplicemente perché da lui ci si aspettava una crescita maggiore di quanto ha saputo fare sin ora, ma prima o poi manterrà le 'aspettative'. Il servizio viaggia, il diritto anche; e pure il rovescio, che da sempre è il colpo meno 'nobile' dell'azzurro, mi è parso in crescita. E' solo un problema di fiducia. I continui infortuni ne hanno praticamente azzerato il morale, e non è facile rialzarsi ogni volta; ma lui ha tutti i mezzi tecnici per farlo, e la dove è al momento un po' più carente, ossia sul piano mentale, spetta al suo coach farlo crescere. Matteo si trova davvero in buone mani; in quanto Fanucci è assolutamente la persona giusta per lui. Non disperate gente, fra qualche tempo (neanche troppo) arriverà anche il momento di Matteo Trevisan.

Volandri-Lopez Jaen 46 63 57.
Ho già letto di tutto a proposito di questo match, con Volandri che da 5-0 avanti nel terzo si è fatto rimontare ed ha perso. Ritengo però che vada levato il pronome riflessivo in quanto ci starebbe meglio un 'è stato rimontato'. Il 99% sono infatti meriti dello spagnolo, mentre forse solo l'1% è da attribuire alle colpe di Filippo. Ma andiamo con ordine.

L'azzurro è partito leggermente contratto, ed ha perso il servizio al primo gioco. Lo spagnolo ha imposto quasi sempre il suo ritmo da fondo, con entrambi i fondamentali molto precisi e pesanti; mentre Volandri faticava col diritto, lasciandosi spesso 'infilare' dal rivale. Rivale che ha però giocato un primo set perfetto, non lasciando il minimo spazio a Volandri. L'azzurro ha tenuto tutti i suoi turni di battuta ma il break subìto in apertura gli è costato la frazione. Lopez ha però fatto lo sbagli di rilassarsi ad inizio secondo set, e Filippo ne ha approfittato, riuscendo a manovrare meglio gli scambi e chiudendo 6-3.

Sulle ali dell'entusiasmo, Volandri ha quindi provato a dare il cosiddetto colpo di grazia al rivale, e ce l'ha fatta, portandosi molto velocemente 5-0 avanti. Da quel momento in poi è però tornato il Lopez del primo set, potente, preciso e 'pedalatore', che game dopo game si è sempre più avvicinato al nostro. Filippo ha fallito nel corso della frazione quattro match-point, ma su questi, come sulla maggior parte di tutti gli altri punti, è stato lo spagnolo a giocare in maniera perfetta. Volandri ha perso sei giochi di fila, e si è trovato 5-6. Ha giocato tre buoni 'quindici' ed è salito 40-0. Tutto si preparava quindi per l'imminente tie-break decisivo; tutti tranne l'avversario di Filippo, che ha deciso di tirare tre risposte vincenti e continuare a giocare il dodicesimo game, che in seguito, dopo un altro suo winner e un diritto largo di Volandri, si è rivelato quello vincente.
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Ero contento del fatto che Filippo sembrava essersi un po' ripreso dalla crisi di qualche mese fa, e pensavo che la finale di Trani potesse essere un nuovo punto di partenza. Peccato che l'azzurro abbia trovato oggi un rivale che ha giocato, a detta anche di molti suoi colleghi, decisamente al di sopra dei suoi standard, vincendo un match che era già perso. Temo che la sconfitta odierna si rivelerà molto dura da superare per il livornese, ma allo stesso tempo gli auguro di dimenticarla al più presto; magari già da subito, in modo da giocare da favorito il 30.000€ di Como.

Ianni-Brizzi 57 24 ritiro.
Prima del match ho avvicinato entrambi ed erano molto carichi e tesi. Brizzi soprattutto per il fatto che partiva favorito davanti al suo pubblico, in un match che poteva sembrare facile ma invece non lo era per niente; mentre Ianni perché al secondo Challenger consecutivo ci teneva a superare un turno.

La prima partita è stata piacevole e combattuta, ed ha visto Ianni soffrire un po' di più nei propri turni di battuta. E' stata però decisa da pochi punti, con Stefano che dopo aver fallito una palla break sul 4-4, ed una sul 5-5, si è portato 40-0 nel dodicesimo game, subendo il rientro di Brizzi, che l'ha brekkato ed ha chiuso la frazione. Al termine del set, con grande dispiacere, ho abbandonato il circolo (dovevo a tutti i costi prendere l'ultimo treno per casa), ma sono rimasto in contatto con Uros Vico. Decisamente provato dal pessimo esito del primo set, il monzese ha provato a rimanere in partita anche nel secondo, ma non ce l'ha fatta e per di più si è anche lievemente stirato ad un adduttore, che l'ha obbligato ad abbandonare il campo prima del tempo. Peccato, peccato davvero!

23 agosto 2009

Stefano Ianni is back, più forte di prima!!!

(di Marco Caldara)

Non lo nego. E' da molto tempo che seguo le vicende tennistiche dell'azzurro Stefano Ianni, giocatore dal talento indiscusso, e da una simpatia molto piacevole. Sempre con la battuta pronta, sempre con la voglia di scherzare, divertirsi. Un protagonista indiscusso anche fuori dal campo di gioco, insomma una persona come piace a me!

Stefano è infatti uno dei miei giocatori preferiti, anche se, fino a ieri, non l'avevo mai visto giocare (a parte uno spezzone di un'allenamento con Giorgini a Monza se non sbaglio). Ho deciso allora di andare quest'oggi a Manerbio, dove ho scelto di abbandonare per un giorno la mia veste di 'giornalista/cronista' per seguire da vicino gli impegni dell'azzurro.

Arrivato al circolo la mattina presto, mi sono subito posizionato ad un tavolo nella zona coperta dalla linea ADSL (anche se il mio computer non ne ha voluto sapere di connettersi); e dopo qualche minuto che ero li, sento un simpatico urlaccio accompagnato da una risata, era Stefano, che avendomi visto è subito venuto a salutarmi. Con lui Uros Vico, altro giocatore (o ex? neanche lui lo sa!!) molto simpatico e con il quale mi trovo sempre a mio agio, tanto che col tempo è nata anche una buona amicizia.

Mi faccio subito raccontare da Stefano qualcosa a proposito del suo match di ieri con Garcia. Il cileno si è ritirato a causa di un colpo di sole, con Stefano che per tutto il match, pur essendosi trovato anche nella situazione di set e break sotto, ha giocato un buon tennis. L'azzurro va poi a fare il pre-riscaldamento con Francesco Aldi.

Dopo qualche ora (il match precedente sul campo 2 è durato un eternità) arriva il momento del suo match con Kallias, mancino cipriota dotato di un gioco ottimo, e posizionato sul gradino numero 483 del mondo. Insieme a Vico creiamo una sorta di 'box' dell'azzurro, ed il match inizia. Non nascondo che sia io che Uros eravamo molto preoccupati per l'esito del match, in quanto 'Jean' soffre molto i mancini, che con il classico diritto 'ad arpione' lo costringono a giocare spesso col rovescio in una posizione nella quale non si trova a suo agio. Il primo set è molto combattuto, con i due che giocano ad un ritmo molto molto alto. Il punteggio (6-2 per Ianni) non rispecchia affatto l'andamento del match, che è stato davvero lottato. Nel secondo invece l'azzurro è più tranquillo e continuando a giocare un tennis preciso e potente, coadiuvato da una grande tenuta a livello mentale, si impone con un facile 6-1.

Circa un'ora e mezza dopo è già ora per il match del turno decisivo, con Stefano opposto al brasiliano Andre Ghem. Il giocatore sudamericno (pari classifica di Ianni ma già nei top200 prima di un grave infortunio alla spalla) arrivava da una vittoria sul numero 1 delle qualificazioni Cristian Villagran, che però si è dovuto arrendere a dei problemi fisici. Se io e Vico eravamo preoccupati per il match precedente, lo eravamo almeno il triplo per questo, in quanto Ghem gioca davvero un grande tennis (non a caso è stato 181 del mondo..).

La sfida inizia con la coppia Caldara-Vico che vede aggiungersi nell'improvvisato box di Ianni anche il doppista britannico Jamie Delgado e il davisman croato Lovro Zovko, entrambi amici di Uros. Pronti via e Ianni si porta 40-0 sul servizio dell'avversario (che stecca tre palle di fila). Il nostro ha però fretta di chiudere e si lascia riprendere, con Ghem che tiene poi il servizio. Già nel secondo game Ianni azione il servizio-bomba e tiene agevolmente la battuta. Nel terzo game il monzese spreca cinque palle break, ma alla sesta strappa la battuta a Ghem. In un batter d'occhio il 2-1 si trasforma poi in 6-1, con il brasiliano che, tenuto sotto pressione da Ianni, ha iniziato a tirare molte pallate a caso e come si sul dire: 'a non prendere nemmeno il circolo'.

Stefano è stato però molto bravo nel rimanere concentrato e non permettere al rivale di rientrare nel match (a questi livelli basta un minimo calo per fregarsi 'da soli'), ed in circa un'ora, tenendo un livello eccellente, ha chiuso con un altro 6-1.

L'azzurro è quindi uscito dal campo con un sorriso a 42 denti, saltellando, ed è subito stato ripreso dal suo coach-odierno Vico, che in simpatia gli ha subito detto: 'Non montarti la testa'. Nel tempo di defaticamento ho fatto una lunga chiacchierata con lui, che mi ha raccontato molte cose. Userò quindi il discorso indiretto per rendere il tutto meno frammentario.

Quando l'avevo intervistato, al Challenger di San Benedetto, mi era sembrato davvero molto giù, in quanto reduce da un periodo negativo, aveva quasi perso tutta la fiducia, diceva di non riuscire a fare cose che un tempo gli venivano naturali. Il brutto momento è durato sino a dopo il Challenger di Torino, quando qualcosa ha iniziato a muoversi. Stefano è finalmente riuscito ad allenarsi bene e come avrebbe voluto. Ha iniziato a recuperare fiducia, e dopo qualche buon match e la brutta sconfitta con Trevisan al turno decisivo di Cordenons (Ste non stava bene fisicamente), ha centrato queste due qualificazioni (qua e a Trani). Gli ultimi risultati pagano anche la scelta di abbadonare le sue Dunlop 500 per tornare alla vecchie Babolat Aeropro Drive (come nella foto), presa appena dopo Cordenons, e che gli ha fruttato le prime due qualificazioni della stagione, e per di più consecutive.

Si è detto davvero molto contento perché ha ritrovato il livello di gioco di quando ha raggiunto il suo apice in classifica (in effetti oggi ha stupito pure me, suo tifoso numero uno); e pronto per battagliare con chiunque gli capiti al primo turno. Dopo aver discusso su mille (o forse più altre cose) l'ho lasciato andare a fare la doccia. Nel frattempo mi sono spostato sul campo in cemento del circolo, dove Vico si stava allenando con Cristian Brandi, il coach di Thomas Fabbiano. Sul finire della sessione arriva pure Ianni, giusto in tempo per vedere Uros perdere 11-3 un tie-break speciale giocato dai due per chiudere la sessione (Brandi sarebbe ancora in grado di competere a buoni livelli!!!).

Quando i due se ne stanno per andare, mi accordo con Vico per venire a vedere il prossimo match di Stefano (Martedì) e con grande gentilezza mi offre un passaggio. Sono quindi tornato a casa in macchina con Uros e Stefano (loro rientravano a Milano), ed abbiamo avuto tempo per scambiare qualche chiacchiera sugli eventuali accoppiamenti.
Il giocatore da evitare è sicuramente il ceco Hajek, mentre gli altri tre sono tutti più o meno allo stesso livello. A Jean piacerebbe giocare con Trevisan, con il quale a Cordenons non ha potuto praticamente giocare.

Brizzi, Middelkoop, Trevisan e anche Hajek; oltre a tutti gli altri tennisti presenti nel tabellone del torneo sono avvisati. IANNI IS BACK!

20 agosto 2009

US Open: assegnate le otto wild card

Foto da Daylife.com

Sono stati resi noti ieri i nomi degli otto giocatori che beneficieranno di una wild card per gli US Open, ultimo torneo del Grande Slam di questa stagione, che inizierà il 31 Agosto.

Gli inviti della Federazione Statunitense (6), sono andati a Devin Britton, Chase Buchanan, Taylor Dent, Brendan Evans, Rajeev Ram e Jesse Levine. Le altre due wild card invece, in accordo con le federazioni australiana e francese (USTA, FFT e Federtennis australiana sono solite scambiarsi una wild card per i propri appuntamenti) sono andate a Chris Guccione e Michael Llodra.

Ecco una piccola analisi dei giocatori invitati:

Taylor Dent: Sicuramente il più noto fra i giocatori ad aver ricevuto l'invito. Taylor è stato numero 21 del mondo nel 2005, ma a causa di numerosi infortuni è scivolato alla posizione numero 202. Vanta quattro titoli ATP in carriera e tre finali. Come miglior risultato del 2009 presenta i quarti di finale nel Master 1000 di Miami, dove partendo dalle qualificazioni vinse cinque match consecutivi, prima di arrendersi a sua maestà Roger Federer. Giocatore che fa dell'assiduo serve&volley la sua arma principle, e per questo molto temibile per chiunque sul cemento; anche se ultimamente i suoi risultati scarseggiano.

Rajeev Ram: Altro giocatore che vive di serve&volley e chip&cahrge, e venuto alla ribalta durante la stagione sull'erba, quando da Lucky Loser vinse il torneo '250' di Newport, battendo in finale Sam Querrey. Attualmente numero 121 del mondo ha toccato il picco in carriera la settimana dopo l'unica vittoria della vita, posizionandosi sul gradino 105 della classifica. Dopo Newport ha vinto due soli match, con Britton e Gulbis, perdendo gli altri quattro. Giocatore temibile, ma sul cemento c'è molto di peggio.

Brendan Evans: Fenomeno mancato. Da piccolo la Nike investì su di lui, tanto che negli USA veniva definito il nuovo Agassi. Il ragazzotto del Michigan ha però tradito le attese dei suoi connazionali, e a 23 anni non si è mai spinto oltre alla sua attuale posizione, 122 del mondo. Nel 2009 ha vinto due Challenger (Noumea e Nottingham), fermandosi in finale a Dallas. Come miglior risultato ATP ha invece i quarti nel torneo di Newport. Insomma, anche lui come Ram gioca meglio sull'erba che sul cemento; e pur rimanendo in grado di far grandi cose, fatica spesso nell'ottenere risultati rilevanti.

Jesse Levine: Mancino, numero 112 del mondo, ha come miglior classifica di sempre la piazza 94, raggiunta sul finire della passata stagione. Nel 2009 vanta una finale sulla terra di Alessandria ed una semifinale a Savannah. Il suo miglior risultato è senza dubbio il terzo turno raggiunto a Wimbledon, dove partendo dalle qualificazioni vinse cinque match consecutivi (sconfitto Marat Safin), prima di arrendersi in quattro set tirati a Stan Wawrinka. Anche lui quarto finalista a Newport. Se in forma è in grado di esprimere un buon tennis; ma è un po' troppo 'leggero' per i picchiatori moderni.

Devin Britton (nella foto): Giovane classe 1991 che sta muovendo i primi passi nel circuito (sconfito da Bolelli la scorsa settimana nelle qualificazioni di Cincinnati), capace lo scorso anno di centrare la finale, da qualificato, al torneo juniores. Attualmente alla posizione numero 1378 del mondo (best ranking), ha vinto due sole partite professionistiche in carriera, entrambe in tornei ITF. E' sicuramente il giocatore che tutti vorrebbero incontrare al primo turno. Diventerà molto forte, ma al momento è secondo me troppo acerbo per poter competere con chiunque gli possa capitare nel torneo.

Chase Buchanan: Sono sincero, non l'ho mai sentito nominare. La cosa mi sembra davvero molto molto strana, anche perchè si è già costruito una discreta classifica (925 del mondo con best ranking di 736 ad Aprile). Anche lui appena maggiorenne, ha preso parte quasi esclusivamente a tornei Futures, vincendone uno ad Aprile 2008, e raggiungendo per cinque volte i quarti di finale. Come detto non lo conosco, e non l'ho mai visto giocare; quindi evito di dare un giudizio 'a pelle' sul giocatore dell' Ohio.

Michael Llodra: Appena visto il suo nome mi sono stupito! Non pensavo che il francese, giocatore che da sempre stimo, fosse scivolato così indietro nella classifica; lui che solo un anno fa era numero 34 del mondo. Si è infortunato sia dopo Miami che dopo Wimbledon ed è stato costretto ad almeno un mese e mezzo di stop in entrambi i casi; rientrando solo la scorsa settimana a Toronto. Ecco così spiegato il crollo in classifica, per lui che lo scorso anno vinse Rotterdam e Adelaide, e raggiunse gli ottavi al Roland Garros. Dotato di un gran servizio, fa del gioco d'attacco la sua arma principale. Negli ultimi due anni vanta vittorie con Davydenko, Karlovic (2), Soderling, Berdych, Ljubicic, Stepanek, Lopez (2), Simon, Youzhny e Zverev; e a Febbraio 2009 ha raggiunto la finale nell' ATP di Marsiglia perdendo a Tsonga. Con tre titoli vinti in carriera, ed altrettante finali (14/17 il bilancio nei tornei di doppio, con vittoria a Wimbledon, Australian Open [2] e una Master Cup), è un giocatore da evitare per tutti, teste di serie comprese.

Chris Guccione: Numero 124 del mondo, il gigante australiano (2 metri) ha un best ranking da numero 67, raggiunto nell'Aprile dello scorso anno. Fa del servizio (mancino, con angoli impressionanti) la sua arma migliore; e dopo un 2009 deludente si è risvegliato nell'ultimo periodo, vincendo il Challenger di Aptos e raggiungendo il terzo turno nel Master di Cincinnati, dove da qualificato cercherà oggi un posto nei quarti di finale, affrontando il ceco Berdych. Il suo servizio può far davvero male, ma se il ribattitore riesce ad entrare nello scambio, non è impossibile fargli punto, anzi!

12 agosto 2009

CEMENTO USA: COSA ATTENDERCI DAI NOSTRI?


Chiuso nella mia stanza dell’appartamento in montagna, senza connessione ad internet, ne altro da fare, mi interrogavo su come potrà essere la seppur breve stagione degli azzurri sul cemento americano.
Nessuno ha preso parte al primo Master 1000, quello di Montreal; ma lo stesso non dovrebbe accadere per il torneo di Cincinnati. I top4 azzurri dovrebbero poi ritrovarsi a New Haven, ultima tappa prima dell’appuntamento ‘clou’ di Flushing Meadows.

Andreas Seppi: L’azzurro ha deciso di rinunciare a Montreal per giocare il Challenger di San Marino; e dovrebbe iniziare la sua stagione ‘americana’ a Cincinnati. Si sposterà poi a New Haven, dove lo scorso anno perse nei quarti di finale con la sorpresa Gregorc; e giocherà poi agli US Open, nei quali difende il terzo turno targato 2008 (fuori con A-Rod). Quando si parla del giocatore altoatesino ci sono sempre dei grossi punti interrogativi. Indubbiamente Andreas è in grado di fare grandi cose; ma come sa battere Rafael Nadal, riesce anche a perdere con Hugo Armando e Dominik Meffert.
Il cemento è una superficie che gli si addice abbastanza, ma anche qua non si ha mai nessuna certezza. Qualcuno ritiene che si trovi ‘al top’ sulla terra, constatando che i due migliori risultati in carriera (finale Gstaad 2007 e semifinale Amburgo 2008) sono arrivati su quella superficie. C’è anche chi lo vede al meglio sull’erba. Nel 2009 fin ora non ha ottenuto alcun risultato importante sul cemento, perdendo con Federer agli Oz Open, e con Wawrinka nei due Master 1000 americani. Io sinceramente non mi schiero; ritenendolo in grado di esprimere lo stesso livello di gioco su tutte le superfici; e penso che dopo l’Open degli Stati Uniti, sorteggi permettendo, sarà l’italiano con il maggior numero di punti fatti; anche se non va dimenticato che i risultati del 2008 sopra citati gli implicano delle ‘scadenze’ non trascurabili.

Simone Bolelli: Il bolognese è a Montecarlo con il suo nuovo coach Riccardo Piatti, per preparare al meglio la stagione sul cemento (per chi non lo sapesse nel principato ci sono anche i campi duri). Anche per Simone la stagione dovrebbe aprirsi a Cincinnati, ma non vi è la certezza. Sicuramente giocherà poi a New Haven, dove lo scorso anno perse al primo turno con Fognini, e poi sarà la volta degli US Open, dove lo scorso anno si arrese al primo turno a Wawrinka. A mio parere il cemento è la superficie che valorizza a pieno il tennis di Bolelli, anche se, risultati alla mano, non sembrerebbe così; in quanto sia sul rosso che sull’erba (parlo del 2008) ha ottenuto riscontri migliori; mentre in questa stagione ha raccolto poco sul duro, perdendo al secondo turno di Melbourne con Fish, e subito anche nei Master 1000 USA, con Gabashvili e Gicquel.
Sul cemento lo vedo superiore a vari giocatori che gli stanno davanti in classifica, compreso un cospicuo numero di top30. L’azzurro è da poco rientrato dopo l’infortunio alla schiena che ne ha compromesso il torneo di Wimbledon (e non solo), e sulla terra di Umago ha disputato un ottimo torneo; cosa che credo potrà fare in tutti gli appuntamenti ai quali prenderà parte. Da lui, che non è mai andato oltre il terzo turno in un torneo dello slam, ci si aspetta finalmente un exploit in un major; e credo che Simone ne possa tranquillamente esserne capace.

Fabio Fognini: Il ligure è sulla carta il top100 azzurro meno quotato sul cemento; ma la ‘carta’ è fatta per essere smentita, ed il nostro ha tutti i mezzi per poterlo fare. Quest’anno sul veloce (erba esclusa) ha raccolto davvero poco, con una sola vittoria ottenuta agli Australian Open su Andrey Golubev, che comunque fa capire che l’azzurro ci sa fare, considerando l’ottima attitudine del kazako alle superfici rapide. Analizzando i risultati di Fabio, si nota anche come gli scontri diretti con Bolelli disputati sul veloce recitino 2-0 per il primo; anche se ad onor del vero, credo pure io che Bolelli abbia maggiori doti per sfondare sul duro, con un servizio più incisivo ed una palla più pesante. In ogni caso penso che Fognini (ha deciso di saltare Montreal considerando anche che avrebbe dovuto disputare le qualificazioni; scoprendo poi però che sarebbe entrato in tabellone) possa finalmente fare bene, in quanto sembra decisamente maturato sia sul piano mentale (si può comunque lavorare ancora) che sul piano del gioco. Ad inizio anno, quando lo intervistammo, l’azzurro dichiarò di tenere molto anche al cemento; in quanto riteneva che per diventare un grande giocatore era necessario saper giocare su tutte le superfici (niente di più corretto). Se la mentalità dell’azzurro, a differenza di altri nostri giocatori (in precedenza, ma anche adesso), sarà quella di dover fare bene a tutti i costi anche sul cemento, Fabio potrà regalarci e soprattutto regalarsi delle grandi soddisfazioni anche sulla superficie a lui meno (perché?) adatta. Fabio, come riportato in esclusiva da TENNIS MASCHILE è a Barcellona ad allenarsi con il suo coach Oscar Serrano ed il suo preparatore atletico Sosa, e dovrebbe saltare anche Cincinnati (nel caso entrasse però….) per riprendere da New Haven.

Potito Starace: Da sempre allergico al cemento, il campano è il giocatore che potrà stupire tutti in questa parte di stagione, in quanto se vuole ci sa davvero fare. Analizzando il tennis del giocatore di Cervinara si nota infatti che il servizio è un colpo molto solido (Starace ha una delle percentuali di prime più alta del circuito ATP) e abbastanza potente. E’ vero si che Potito cerca sempre (ora meno) di sorprendere i rivali con un kick carico e profondo; ma l’azzurro è in grado di servire in maniera efficace anche ‘piatto’, e sul duro gli tornerà molto utile. Il diritto è un colpo efficace e pesante, con il quale si potrà tranquillamente aprire il campo per poi buttarsi a rete, dove come mano non ha niente da invidiare a nessuno. Il rovescio è il colpo più attaccabile, ma prendendo in esame il match con Rochus (l’ultimo che ho visto dell’azzurro), anche questo è migliorato molto, ed in vista del cemento è un dato sicuramente positivo. Starace può inoltre contare su una delle migliori palle corte del circuito che, anche se negli USA utilizzerà meno, gli può sempre permettere di spezzare il ritmo ai ‘picchiatori’ moderni; il genere di avversari che dovrebbe soffrire maggiormente.
Sull’erba di Wimbledon ha messo in luce un grande tennis, tramortendo Acasuso al primo turno e lottando 5 set con Radek Stepanek; che sulle superfici veloci (erba su tutte) è davvero un giocatore dal grande valore. Ogni anno Starace prende parte solo all’appuntamento di Church Road, senza giocare alcun torneo di preparazione. Vista la prestazione di quest’anno però, l’azzurro ha deciso che dal prossimo affronterà con maggiore ‘attenzione’ quella fetta di stagione. La mentalità sembra quindi finalmente quella giusta; e se l’azzurro l’applicherà anche nel prossimo mese potrebbe veramente sorprendere tutti. Io sono con Starace, forza Potito!!

Flavio Cipolla: L’azzurro è fermo ai box per curare il problema al polso che da tempo ne caratterizza le prestazioni. C’è grande rammarico per aver giocato cinque tornei ATP in tabellone (non proprio una cosa che accade sempre a Flavio) senza poter esprimere il proprio tennis; e quindi, in vista dell’importante appuntamento con gli US Open, Cipolla ha deciso di fermarsi, rinunciando anche ad un oneroso contratto in Bundesliga. L’azzurro difende infatti il terzo turno dello scorso anno, quando –sconfitto nelle qualificazioni e ripescato come lucky loser- superò Hernych e Lu, prima di arrendersi in cinque set a Wawrinka e ad uno strappo alla coscia.
Il risultato dello scorso anno sorprese tutti, in quanto Flavio in precedenza, a parte la vittoria nel Challenger di Noumea in Gennaio, aveva fatto poco. Quest’anno (ultimo mese a parte) ha dimostrato di saperci fare eccome sul duro, sconfiggendo avversari del calibro di Tursunov, Johansson e Wawrinka, ai quali si aggiungono i tre set tirati giocati a Miami con Taylor Dent, che poi si spinse sino ai quarti di finale dell’importante evento ‘1000’, fermato solo da Roger Federer.
Flavio è già sicuro di un posto in tabellone (per la prima volta in carriera in uno slam), e se riuscirà a recuperare al meglio dall’infortunio, cosa che dovrebbe accadere facilmente, sorteggio permettendo, potrà secondo me ripetere l’exploit della passata edizione; ed entrare, questa volta stabilmente, fra i primi 100 giocatori della classifica mondiale.

Gli altri: Non so se qualcuno tenterà le qualificazioni degli ATP (tranne Stoppini, forse), e quindi prenderò in esame solo gli US Open.

Lo sapete, sono di parte. Ritengo infatti che il migliore Andrea Stoppini possa battere, e anche senza troppa difficoltà, moltissimi giocatori classificati nei primi 100 del mondo. Spero quindi che Andrea, uno dei miei amici nel circuito, possa superare le qualificazioni (è sufficiente un sorteggio possibile, al resto ci pensa lui), e poi, aiutato da un accoppiamento accettabile nel main draw (non Djokovic); possa riscattare con un grande risultato una stagione americana (l’azzurro è già da un mese negli USA per giocare sul cemento) sin qui abbastanza deludente.

Degli altri azzurri che prenderanno parte alle qualificazioni (sicuri di un posto i soli Lorenzi, Crugnola e Ghedin); penso che tutti e tre possano avanzare, ed avere anche la possibilità di qualificarsi.

Su tutti Marco Crugnola, che sul cemento esprime un tennis davvero ‘high level’ e non capisco per quale motivo abbia impostato il suo 2009 sulla terra. Io l’ho visto giocare a Bergamo, e un giocatore con un servizio da 15/20 aces in due set è secondo me sprecato per il lento. Marco infatti ha sconfitto nel torneo orobico due giocatori tostissimi come Golubev e Brendan Evans, per poi racimolare pochetto sulla terra (spicca solo la qualificazione al Master di Madrid). Se Crugnola riuscisse a giocare sciolto e senza troppa tensione, cosa che però non gli riesce quasi mai, ha il tennis per battere quasi tutti gli avversari che potrà incontrare nel tabellone cadetto; per poi potersela giocare con alcuni dei top100 presenti nel main draw.

Lo stesso discorso vale per il romano Riccardo Ghedin, che continua a crescere, e ha dimostrato a Wimbledon di saperci fare eccome. Il suo tennis continua a migliorare, e con un po’ di costanza in più (cosa che servirebbe anche a Crugnola), potrebbe qualificarsi anche per l’appuntamento di Flushing Meadows.

Infine, vedo bene anche il senese Paolo Lorenzi, autore sin qui di un’ottima annata, che non gli ha però sin qui fruttato nessun risultato nei tornei maggiori (anche se ci ha provato davvero poche volte). L’azzurro tenterà quindi di arricchire ulteriormente il suo 2009 con una buona prestazione in uno slam, e le importanti vittorie ottenute in stagione sul veloce (Petzschner, Zeballos e Lu su tutte) lasciano ben sperare.

Per gli altri, ammesso che riusciranno ad entrare nel tabellone cadetto (il primo fuori è Naso, a 16 posizioni dalle qualificazioni) la vedo veramente dura.

Vedremo come andrà, sperando che l’ultimissima parte della mia prafatio sia sbagliata : )