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25 marzo 2010

BRIZZI: "PUNTO ALLE QUALIFICAZIONI DEL ROLAND GARROS"


Di Marco Caldara - Foto da Trnava Challenger

Nel pomeriggio abbiamo contattato il bresciano Alberto Brizzi, che da Barletta si stava spostando a Napoli, pronto per prendere parte alle qualificazioni della Tennisl Napoli Cup, il classico torneo Challenger campano di inizio primavera, che quest'anno ha subito un netto "taglio" del montepremi, sceso a 30.000€. "Brizzo", che domani compirà 26 anni, ci ha parlato dei primi tornei stagionali, del suo attuale stato di forma, e dei programmi/obiettivi per la stagione.

Un giudizio ai primi tornei del 2010?
"Non male, ma avrei potuto fare di meglio. Nei Challenger marocchini sono stato molto sfortunato, anche se non prendo scuse, in quanto ho avuto un forte mal di schiena che non mi ha praticamente permesso di servire, infatti battevo proprio pianissimo. Nonostante questo ho battuto Ivan Navarro e sono andato vicino al successo con Veic, a segno che il livello del mio gioco è buono. Poi mi sono fermato per curare il problema e sono andato successivamente a Marrakech, dove non ho giocato affatto bene. I campi erano molto rapidi, e le condizioni troppo veloci a me non piacciono. Ho sofferto contro un giocatore locale, e poi ho perso malamente da Gremelmayr".

Venendo a Barletta, ottima qualificazione, ma poi la sconfitta con Bedene, anch'egli passato dal tabellone cadetto. Cosa non ha funzionato?
"Nelle qualificazioni mi sono ben espresso. Ho vinto con Alvarez e Del Bonis, un giovane che a mio modo di vedere gioca molto bene, e che è già numero 200 del mondo. Poi in tabellone ho avuto una buona occasione con Bedene, ma non ho giocato al top, ed ha vinto lui. Ho perso 6-4 6-4 sprecando numerosissime palle break (almeno una in quasi tutti i game di risposta), ma devo dire che in varie occasioni è stato bravo lui. Volendo dare un giudizio devo dire che per ora va bene così; anche se forse, senza i problemi alla schiena, avrei potuto raccogliere qualcosa di più".

Ti senti migliorato rispetto allo scorso anno?
"Sinceramente no; il mio livello di gioco è lo stesso dei mesi scorsi. E' nel 2009 che ho fatto dei grossi passi avanti: da quando ho iniziato a lavorare con Marcelo Charpentier credo di essere cresciuto notevolmente sul piano del gioco, ed anche i risultati lo dimostrano, in quanto ho giocato davvero delle ottime partite. Nel 2010 punto a tenere costantemente questo livello di gioco, e a non avere alcun problema di natura fisica".

Quali sono i tuoi obiettivi per la stagione?
"Volendo guardare nell'immediato, punto ad entrare nelle qualificazioni del Roland Garros. Ora giocherò Napoli, Monza e poi molto probabilmente il 15.000$ + H di Vercelli, nella speranza di raccogliere punti preziosi per Parigi. Al momento sono numero 254 del mondo, e perderò qualche punto a Monza, ma niente di che. Devo cercare di fare il maggior numero di punti in questi tornei, per avere la sicurezza di entrare; me ne servono sicuramente almeno 10. Lo scorso anno le "quali" chiusero a 250, quindi al momento sarei al limite. Per la stagione invece ambisco a migliorare il mio best ranking (230) e ad entrare nei top200, in modo poi da affrontare il 2011 con più calma; cioè giocare sempre i Challenger in tabellone, senza il bisogno di fare le qualificazioni, che a lungo andare risultano pesanti".

23 marzo 2010

Bellotti: "Mi è mancato il coraggio, ho avuto paura"



Di Marco Caldara - Foto Riccardo Bellotti

Come avrete avuto modo di notare, nelle scorse settimane ha iniziato a giocare con nazionalità italiana il giovane classe 1991 Riccardo Bellotti, giocatore dal grande talento cresciuto e formatosi tennisticamente in Austria. Attualmente numero 1145 del mondo, Riccardo vanta già due quarti di finale a livello Future, e il suo miglior successo del 2009 l'ha ottenuto contro il laziale Francesco Piccari.

Subito sconfitto al 15k di Trento (dove ha ottenuto una wild card), "Rico" si è spostato a Roma, per giocare le qualificazioni del 15.000$ dell'Eur. Ha sconfitto prima Lorenzo Di Giovanni (5-7 6-0 6-4) e poi il piemontese Alessandro Colella (6-2 7-5), centrando l'accesso al tabellone principale. Nel "main draw" ha pescato Daniele Giorgini, avversario ostico, con il quale è però riuscito a battagliare strenuamente, arrendendosi "solo" per 6-4 al terzo set.

Come ci ha spiegato Roberto Commentucci di SPAZIO TENNIS, nessun azzurro della classe ‘91 possiede attualmente il livello di tennis di Bellotti, il quale ha messo in mostra notevole pulizia tecnica in tutti i fondamentali e un buon ordine tattico. Vinto per 6-3 un primo set di altissimo livello, Riccardo sembrava essersi spento, e dopo aver ceduto per 6-0 il secondo parziale, ha fallito due break-points in apertura di terzo, finendo sotto per 5-1. Riccardo però non ha mollato, ha ripreso a crederci, e tornando a comandare gli scambi ha cercato di girare l'inerzia del match. Recuperato uno dei due break di svantaggio si è caricato, ed ha accorciato sino al 4-5, salvo poi capitolare dopo aver fallito due palle del 5-5. Incuriositi dal commento di Roberto abbiamo raggiunto il diretto interessato, per conoscere le sue opinioni a riguardo:

"Penso di aver giocato un buon match, ma l'avrei dovuto vincere. Diciamo che mi è mancato un po' di coraggio: nei punti finali mi sono "impaurito", tirando piano e cercando di non sbagliare, ma la tattica non ha pagato. Non mi aspettavo di poter giocare un match così lottato con Daniele Giorgini, ma in fondo ero consapevole di non avere niente da perdere e ho dato il tutto per tutto".

Un commento al tuo torneo: "Penso sia da giudicare ottimo, anche perché il primo all'aperto di tutta la stagione. Posso essere contento di ciò che ho fatto vedere. Certo, se avessi vinto oggi sarebbe stato meglio; ma la sfida mi porta la consapevolezza di potermela giocare anche con tennisti di quel livello".

Programmi per le prossime settimane: "Giovedì vado a Napoli a fare un torneo Open, per giocare qualche incontro sulla terra in vista delle qualificazioni del Challenger 30.000$, nelle quali spero di poter giocare. Venerdì sera andrò a firmare, sperando di entrare nel tabellone cadetto. In seguito non ho dei programmi precisi, devo ancora parlare con il mio coach che torna questa settimana dall'Asia. In ogni caso posso affermare con certezza che quest'anno giocherò spesso anche in Italia e sulla terra battuta".

19 marzo 2010

ERIK CREPALDI: "OTTIMO INIZIO DI STAGIONE"


Di Marco Caldara - Foto Moreno Faina

Ospite oggi di TennisMaschile.com è il lombardo Erik Crepaldi (classe 1990), che nella settimana corrente si è messo in mostra positivamente al Future 15.000$ di Trento, qualificandosi, eliminando Rainer Eitzinger, e arrivando non troppo lontano dal "colpaccio" con Stefano Galvani, il quale alla fine ha prevalso in tre partite. Quello trentino si trattava del secondo torneo del 2010 di Erik, dopoché la settimana precedente l'azzurro aveva preso parte al 10.000$ svizzero di Taverne, entrando in tabellone come lucky loser ed arrendendosi al calabrese Stefano Valenti.

Erik, buon inizio di stagione, no?
"Direi ottimo inizio, soprattutto per il fatto che sono stato fermo due mesi per un problema allo stomaco. Ma la cosa più importante in tutte queste prime partite è stato l'approccio positivo al match ed agli allenamenti. Ho capito che se nella vita si vuole cambiare qualcosa, i primi a crederci fino in fondo e a dare l'anima siamo proprio noi: possono arrivare molti aiuti, di ogni genere, ma la chiave della nostra vita l'abbiamo solo noi, quindi vale la pena girarla".

Al primo turno, un po' a sorpresa, hai sconfitto per 6-2 7-5 l'austriaco Eitzinger, giocatore di alto livello, attualmente numero 362 ATP, ma top200 qualche anno fa. Come è andata?
"Se dico che me l'aspettavo può sembrare presuntuoso, ma non lo è, perchè se no che cosa si lavora a fare?? Per regalare partite?? Mmm no. Sono entrato in campo convinto, sapendo ciò che posso dare e quindi ci ho creduto; d'altronde se uno non lo fa, la partita non la vince. Io l'ho fatto, ed ho vinto".

Altro buon match con Galvani, perso 6-7 6-3 6-1. Sensazioni?
"Ottimo tutto l'incotro. Ottimo perché non c'è solo da contare il gioco materiale, ma il bagaglio di esperienza che da questa partita porto a casa. A differenza di altri giocatori, lui da un'occasione, se la prendi la partita è a vantaggio tuo, se non la prendi è tutto da rifare. Questo torneo, con ogni incontro giocato, è una conoscenza delle mie potenzialità, e ne esco felice perché so di poter fare di più; quindi mi metterò da subito al lavoro. Tra il primo set e gli altri non è cambiato molto, se non l'occasione sfuggita al primo game del secondo set, nel quale ho avuto subito una palla break. Nei game seguenti l'esperienza ha contato molto; lui ha mantenuto un ritmo costante, mentre io giocavo a sprazzi, confuso, perchè non abituato a giocare a questi ritmi. Pero sono soddisfatto del mio incontro".

Come imposterai le prossime settimane?
"Ora sono in Croazia, e sto giocando le qualificazioni di un Future, con il tabellone cadetto a 128 posti. L'obiettivo è quello di giocare molte partite, perché solo giocando si migliora e si comprendono i settori sui quali lavorare maggiormente".

ARTICOLI CORRELATI:
- Erik Crepaldi si racconta a TennisMaschile.com

18 marzo 2010

Trevisan supera R.Hidalgo: "Ho giocato veramente bene"


Di Marco Caldara - Foto Walter Lo Cascio

La notizia del giorno, è sicuramente l'importante successo del toscano Matteo Trevisan, che nel secondo turno del Challenger di Caltanissetta ha sconfitto agevolmente lo spagnolo Ruben Ramirez-Hidalgo, numero 5 del torneo e 148 del mondo, cogliendo il primo quarto di finale in un torneo da 42.500€ e una delle più importanti vittorie della sua vita. Matteo ha chiuso la sfida in 1 ora e 22 minuti, con il punteggio di 6-3 6-2, piazzando una striscia di nove giochi consecutivi dal 2-3 del primo set, che l'ha portato avanti per 6-3 5-0. Perso uno dei due break, il nostro non ha comunque avuto problemi a chiudere, e l'ha fatto in grande stile. In esclusiva l'abbiamo raggiunto telefonicamente pochi minuti fa, e ci ha dichiarato:

"Credo di aver giocato un ottimo match. All'inizio ero teso, e non ho servito benissimo, anche a causa del "solito" dolorino al braccio che mi colpisce nei primi giochi delle partite, salvo poi fortunatamente andarsene. Sono finito sotto di un break, ma sono stato tranquillo e giocando bene l'ho subito recuperato, con un paio di colpi ottimi in risposta. Da quel momento la sfida è "girata" in positivo: ho iniziato a sbagliare sempre meno, e sono stato solido. Ho corso molto e sono spesso riuscito a trovare delle accelerazioni vincenti".

Tornando al match di ieri, vinto con Franko Skugor per 6-3 3-6 6-2, quali sono le tue sensazioni: "Rispetto ad oggi è stata una partita totalmente diversa, in quanto Skugor è un avversario ottimo al servizio ma "giocabile" da fondo; mentre Ramirez-Hidalgo tende a lasciar giocare, dando ritmo. Non ho giocato male neanche ieri, ma ho preso un break all'inizio del secondo set e poi ho fallito una serie interminabile di occasioni per rientrare, una da 40-0 sul suo servizio, finendo per perdere il set. Poi nel terzo è andata meglio, ed ho chiuso".

Venerdì quarti di finale, con Lorenzi e Witten. Come la vedi? Chi preferiresti affrontare? "Non fa differenza, con qualcuno bisogna pur sempre giocare. Ora mi rilasso e da domattina inizieremo a preparare la sfida, a seconda dell'avversario che mi capiterà".

Lo scorso anno hai faticato molto per ottenere dei risultati; mentre il 2010 sembrerebbe iniziato nel modo giusto. Cosa è cambiato? "In generale nulla. Sono sempre io, ma tante piccole cose, insieme, mi stanno permettendo di fare meglio. Fisicamente sono più preparato, non ho ancora avuto alcun infortunio e spero di non averne; e questo mi permette di essere più sereno fuori dal campo; cosa che poi si trasmette anche durante gli incontri. Sono più fiducioso nei miei mezzi, e questo è fondamentale".

L'amico Roberto Commentucci di SPAZIO TENNIS ha invece contattato il coach di Matteo, Fabrizio Fanucci, del quale vi proponiamo le dichiarazioni: “Matteo ha giocato molto bene e ha sconfitto un giocatore esperto e temibile a questi livelli, e per giunta anche molto caldo, in quanto veniva dalla vittoria di domenica nel Challenger di Rabat. Trevisan il potenziale lo ha, come ho sempre detto. Oggi è stato molto bravo sul piano tattico, parte su cui stiamo lavorando molto. Sta imparando a gestire lo scambio, mentre prima tirava una serie di colpi, come del resto è normale per uno della sua limitata esperienza professionistica”.

E sul piano fisico? “Le cose vanno meglio, incrociando le dita. Stiamo lavorando per renderlo più flessibile, anche se proprio mentre mi hai chiamato lo stavo rimproverando perché non era ancora andato a fare stretching dopo il match".

Coach, ma non è che ce lo fate diventare un terraiolo, con tutti questi tornei sul rosso? "Ma no, ma no. Lui con il servizio e con i colpi che ha è un giocatore universale. In questo momento però ha bisogno della terra per crescere tatticamente e per avere meno traumi, visto che fisicamente e muscolarmente deve ancora consolidarsi. Giocherà anche sul veloce, eccome. Ma io oggi gli ho fatto un regalo..."

Che regalo coach? “Gli ho regalato un paio di Asics da erba. Perché lui quest’anno deve puntare a fare le quali di Wimbledon. E ce la può fare, credetemi!”

17 marzo 2010

DANIELE GIORGINI: "POSSO E DEVO FARE DI MEGLIO"


Di Marco Caldara - Foto Walter Lo Cascio

Nel pomeriggio di ieri abbiamo contattato Daniele Giorgini, uno degli storici "amici" di TennisMaschile.com, che si è confidato ai nostri microfoni parlandoci del suo inizio di stagione e del Challenger di Caltanissetta, dove proprio ieri ha seriamente impegnato lo spagnolo Ivan Navarro, numero 123 del mondo e quarto favorito del seeding.

Nonostante abbia dato numeroso filo da torcere ad un giocatore di livello superiore, l'azzurro non si è detto troppo soddisfatto della propria prova, sottolineando che l'incontro sarebbe potuto terminare in maniera diversa: "Per carità, ho giocato bene, ma posso e devo fare di più. Vinto al tie-break il primo set avrei dovuto rimanere concentratissimo ben primi games del secondo, cosa che invece non ho fatto. Ho preso subito un break, e da quel momento il mio avversario e salito di livello ed ha prevalso al terzo set. C'era tanto vento e lo condizioni non erano buone, ma non prendo scuse".

Nel turno finale delle qualificazioni hai vinto con Aranguren. Sensazioni? "Mah guarda, a dire il vero è stato un match normale. Ho vinto facile e non ho avuto alcuna difficoltà, nonostante lui sia un buon giocatore, come recita anche la sua classifica, 100 posizioni meglio della mia. In generale devo ancora crescere sul piano del gioco, e sono consapevole di poterlo fare. I risultati ne saranno una conseguenza".

I tuoi programmi per le prossime settimane? "Ora giocherò due Futures da 15.000$, prima a Roma e poi a Foggia, e poi a seconda di come andranno questi, deciderò. Come già ho detto in precedenza, uno degli obiettivi per il 2010 è quello di giocare con continuità a livello Challenger".

14 marzo 2010

ISMAR GORCIC: "SONO FELICE DELLA MIA SETTIMANA"


Di Marco Caldara - Foto da Sarajevo Challenger

Spesso si sente parlare di quei giocatori che potrebbero puntare davvero in altro, ma per un motivo o per un altro faticano ad esplodere e a confermare i propri risultati. Rientra a pieno titolo in questa categoria il bosniaco Ismar Gorcic, uno che, per intenderci, psicologicamente non ha nulla da invidiare a "cavallo pazzo" Marat Safin. Non conosce il significato della parola costanza, ma è forse proprio per questo motivo che i suoi match sono tutti molto molto spettacolari.

Dotato di un servizio al fulmicotone, Ismar gioca un grande tennis d'attacco, con colpi pesanti e grandi volees, e non disdegna affatto il serve&volley. Il problema è che il tennista europeo è solito alternare ace a doppi falli, sontuose giocate e banali errori, serve&volley d'altri tempi a volees steccate; rendendo spesso innocuo un tennis che potrebbe permettergli grandi cose, e che proprio per questa ragione non l'ha mai portato oltre la 443esima posizione della classifica mondiale, raggiunta nel lontano 2004. A 6 anni di distanza, e il giocatore ormai 27enne, Ismar continua a galleggiare in posizioni poco nobili per un tennista dal suo bagaglio tecnico ed è attualmente numero 577 del mondo.

Da sempre legato all'Italia, fino allo scorso inverno ha vissuto a Perugia allenandosi presso l'accademia di Alberto Castellani, Ismar si è tolto due grandissime soddisfazioni nella settimana corrente, riuscendo prima a portare il punto decisivo alla Bosnia nella sfida di Davis con i rivali macedoni, e poi a centrare i quarti di finale nel Challenger 30.000$ in corso nella sua Sarajevo, superando al termine di due match combattutissimi due tennisti dall'indiscutibile livello, quali Raemon Sluiter e Stephane Bohli, ed arrendendosi solo al tie-break del terzo set al croato Ivan Dodig nel "quarto" giocato Venerdì pomeriggio. A poche ore dal termine della deludente sfida, che l'ha visto sprecare tre match-points, l'abbiamo contattato in esclusiva e si è volentieri reso disponibile ai nostri "microfoni".

Ismar, parliamo innanzitutto della vittoria in Davis. Hai portato il punto decisivo alla tua nazionale battendo in tre set il macedone Magdincev. Sensazioni?
"Nel complesso è stata una sfida molto dura. Ho lavorato tutto l'inverno giocando sul veloce indoor per prepararmi nel migliore dei modi ai due 15.000$ di Sarajevo, ed andare un Macedonia a giocare sulla terra non era certo il massimo. C'erano almeno 2000 persone che ci fischiavano e tifavano contro; ma alla fine ce l'abbiamo fatta, e la soddisfazione è massima".


E poi i quarti nel Challenger 30.000$ di Sarajevo, a casa tua, da wild card, battendo due signori giocatori. Come è stato?
"Devo dire che nonostante le vittorie ero molto stanco. In Davis sono stati tre giorni davvero stressanti e poi ho fatto 13 ore di viaggio lunedì per arrivare nella mia città. Giocare ogni giorno è stato difficile, ma il servizio mi ha assistito. Ho "tirato" circa 30 ace contro Sluiter, annullando due match-points e chiudendo 8-6 al tie-break del terzo; e una ventina contro Bohli. Non ho giocato al meglio ma sono comunque riuscito a vincere due ottimi match".

Ai quarti di finale invece hai perso 7-6 al terzo contro Dodig, fallendo una buona occasione. Cosa ti è mancato?
"Ho servito malissimo. Avevo male al braccio, ma nonostante questo nel tie-break decisivo mi sono portato prima 6-3 e poi 6-5 e servizio, senza però riuscire a chiudere. Sul terzo match-point mi è mancata la freddezza per servire la prima e ho deciso di fare comunque serve&volley con la seconda, perdendo il punto. In ogni caso sono felice del mio torneo e della settimana; è stata una bella esperienza".

Tramite il gruppo Facebook del Circolo Tennis L'Aquila abbiamo notato che hai dedicato a loro le tue vittorie, sia di Davis che dell'ultimo torneo. Per quale motivo?
"Sono tesserato per quel circolo, dove gioco la Serie B italiana. Sono molto affezionato al posto e alla gente che lo circonda; tutte persone che stanno vivendo un brutto periodo a causa del terremoto che ha distrutto la città. Mi sembrava giusto ricompensare in qualche modo l'affetto che mi hanno sempre dato".

Fino a poco tempo fa vivevi e ti allenavi in Italia, perché la scelta di tornare a Sarajevo?
"Si, mi sono allenato a Perugia da Castellani sino all'inverno, seguito dal mio coach Franco Travaglini. Ho però avuto dei problemi economici e sono stato costretto a tornare a casa".

13 marzo 2010

Luca Vanni: "L'obiettivo è dar continuità ai risultati"


Di Marco Caldara - Foto da CircoloTennisAvezzano.it

Continua a stupire l'azzurro Luca Vanni, che dopo il prestigioso successo di ieri sullo svizzero Michael Lammer, primo favorito del torneo e numero 191 del mondo, si è imposto quest'oggi anche sul temibile rumeno Marius Copil (classe 1990), numero 4 della manifestazione. Vanni non ha mai perso la battuta, chiudendo la sfida con un doppio 6-4 e centrando la sesta finale ITF della carriera: "Sia ieri che oggi ho espresso un buon tennis - spiega l'azzurro - riuscendo a vincere grazie al servizio. Nella sfida con Lammer ho avuto delle ottime sensazioni e venendo da circa un anno intero nel quale non ho mai vinto match di livello, non posso essere altro che soddisfatto. E' stato un match molto duro, come si deduce dal punteggio, e alla fine l'ho spuntata. Ho un po' buttato la prima partita, prendendo break nel decimo game, ma mi sono "vendicato" nella seconda, strappandogli il servizio sul finire. Il terzo set invece è stato più agevole, ed avrei potuto fare almeno un break in più, ma non ce l'ho fatta, chiudendo comunque per 6-4. Oggi invece è stato più facile. Nei miei turni di servizio non ho concesso nessuna occasione all'avversario e con un break per set ce l'ho fatta".

Scivolato alla 766esima posizione della classifica a causa di un 2009 opaco (con una semifinale Future come miglior risultato), Luca sembra aver iniziato la stagione con il piede giusto, e la speranza è quella di tornare sui livelli del 2008, annata nella quale vinse due tornei consecutivi in Ucraina, raggiunse una finale, e si spinse anche ad un quarto e due ottavi Challenger, arrivando a ridosso dell'importante soglia dei top 300. Domani l'azzurro andrà a caccia del quarto titolo in carriera. A provare a negargli la gioia ci sarà il tedesco Marc Meigel, di tre anni più giovane, e di poco dentro ai primi 1000 del mondo: "Non conosco il mio avversario. Attualmente è numero 942, ma è già stato 400, quindi non sarà facile giocargli contro. Spero solamente che la voglia di giocare, vincere e far bene che mi porto dietro da qualche giorno continui ad assistermi, e di dar continuità ai risultati; anche se il tennis lo conosciamo tutti; è uno sport nel quale non si sa mai cosa può succedere".

12 marzo 2010

STEFANO VALENTI: "E' STATO UN BUON MATCH"


Di Marco Caldara - Foto da CircoloTennisAvezzano.it

In una settimana ricca di appuntamenti internazionali si è messo in mostra positivamente il calabrese Stefano Valenti, tennista classe 1989 residente da parecchi anni nella capitale. Il giocatore azzurro, attualmente numero 781 del ranking mondiale, ha combattuto strenuamente contro l'ostico Michael Lammer (191 ATP) nel Future 10.000$ di Taverne (Svizzera); mettendo in difficoltà il più quotato rivale, reduce dalla trasferta di Coppa Davis in Spagna.

L'incontro è terminato con il punteggio di 6-1 6-7 6-3 in favore del padrone di casa, primo favorito della manifestazione; e nel pomeriggio abbiamo contattato l'italiano, che ci ha parlato dei programmi per la stagione e della sfida di ieri: "E' stata una buona partita. Il primo set ero molto teso in quanto di fronte a me c'era un giocatore "vero" e mi sono lasciato sopraffare. Nel secondo invece ho giocato più sciolto e tranquillo e al tie-break lo spuntata. Il set decisivo è invece girato su pochi punti, ed qualche disattenzione sul 3-3, quando la fretta mi ha fatto commettere un paio di errori gratuiti, mi sono costate il break che ha deciso l'incontro. Sono però soddisfatto della mia prova perché sono riuscito a stare "attaccato" ad un tennista di alto livello e spesso anche a comandare gli scambi. Non ho notato grosse differenze anche se, come spesso accade, nei momenti importati Lammer ha dato sfoggio della propria superiorità, mettendo sempre la palla in campo".

Che obiettivi ti poni per la stagione? "A livello di classifica nessuno; solo cercare di star sereno, divertirmi, e giocare il maggior numero di incontri possibile. Per quanto concerne invece il "campo" devo migliorare a livello psicologico, ossia avere fiducia nei miei mezzi ed essere il primo a credere in me stesso. I colpi si migliorano giocando".

E i tuoi programmi? "Ora prenderò parte al secondo Future qui in Svizzera e poi tornerò a Roma per i classici 10.000$ primaverili. Per il resto dell'anno invece non ho alcun programma. Punto sicuramente a giocare anche qualche torneo Challenger, ma per il resto non so. L'importante è giocare bene".

08 marzo 2010

FALGHERI: "ADESSO VOGLIO I PRIMI 100"

Andrea Falgheri - Foto Ivano Viola

Di Cristian Sonzogni - 24 Febbraio 2010
Articolo apparso su "L'Eco di Bergamo"

Ospitiamo oggi su Tennis Maschile.com un articolo dell'amico Cristian Sonzogni, nota penna di TENNIS ITALIANO, apparso su "L'Eco di Bergamo" di Mercoledì 24 Febbraio. Cristian ha analizzato l'inizio di stagione del bergamasco Andrea Falgheri, raccogliendo le opinioni del diretto interessato, deciso a salire in classifica.

Ventiquattro anni sono un’età già troppo avanzata per un giocatore fuori dai 500 che voglia puntare ai top 100 del ranking Atp? Una volta lo si poteva pensare, oggi non più. Il mondo del tennis ha visto spesso elementi apparentemente di seconda o terza fascia avvicinarsi clamorosamente e in breve tempo ai vertici mondiali. Ma adesso queste vicende stanno diventando sempre più frequenti a causa del livellamento verso l’alto del circuito «pro», e proprio gli ultimi mesi hanno portato alla ribalta alcune storie che meriterebbero un approfondimento. Su tutte, c’è quella dello svizzero Marco Chiudinelli, ora 52 ma mai nei top 100 fino al 2009 e intorno alla posizione numero 700 nel 2008. Un salto in alto merito della fiducia, la stessa che sta consentendo al 25enne giamaicano Dustin Brown, recente protagonista agli Internazionali di Bergamo, di avvicinarsi al suo sogno. Poi si potrebbe parlare di Radek Stepanek, doppista di razza che grazie all’aiuto di Petr Korda si scoprì grande anche in singolare (fino a entrare nei top 10), o di Lukasz Kubot, polacco di 27 anni che dopo tante stagioni nelle retrovie oggi è nei primi 50; oppure ancora del tedesco Benjamin Becker, numero 500 circa fino ai 24 anni e poi sbocciato nel Tour maggiore fino a toccare quota 38.

Ma qui è il caso di soffermarsi su un atleta di casa nostra, il più forte bergamasco nella classifica mondiale, con record personale fresco fresco. Andrea Falgheri, classe 1985, è attualmente 587, e sta vivendo il miglior periodo della carriera, con oltre 400 posti guadagnati in dodici mesi e un obiettivo chiaro in testa. «I primi 100 al mondo - taglia corto il diretto interessato al rientro dal Messico - e non credo sia fuori dalla mia portata. Il mondo del tennis ormai è così: bisogna crederci, trovare continuità e lavorare duro. Nessuno si stupisce se il 500 batte il numero 100, e tutti questi personaggi che emergono non più giovanissimi non fanno altro che darmi morale». A lui, invece, stava per capitare di battere il 230, il tedesco Begemann. «Alla fine ho perso, ma solo per 9-7 al tie-break del terzo e dopo aver mancato un matchpoint. Ma adesso so, quando inizia un torneo, di poterlo vincere». Convinzione dunque è la parola chiave, quella che è mancata nei primi anni di professionismo. «Dai 16 ai 18 non ci ho creduto molto, poi sono anche stato un po’ sfortunato con un brutto infortunio alla schiena che mi ha tolto un anno e mezzo. Ora sono ripartito dalla Future Talent di Brusaporto, dove ho trovato uno splendido ambiente, e dai soliti consigli di "zio" Bassanelli, che non mi fa mai mancare il suo sostegno. Inoltre, fisicamente sto molto bene e so di poter competere allo stesso livello per una settimana intera».

La stagione di Falgheri è cominciata bene con una semifinale a Panama, e l’obiettivo per il 2010 è avvicinare i 300. «Per "vedere" i Challenger e le qualificazioni degli Slam, che sarebbero un primo traguardo stimolante. Giocherò sia sul rapido sia sulla terra europea, senza fare troppi calcoli». Sullo sfondo, per Andrea, le imprese di qualche illustre connazionale che, seppure un po’ in ritardo, ce l’ha fatta a coronare il suo sogno: come Davide Sanguinetti, top 100 per la prima volta a 25 anni, o Paolo Lorenzi, dentro i cento a quasi 28 anni. O ancora come quello che resta l’esempio più clamoroso di carriera «a scoppio ritardato»: Gianluca Pozzi, classe 1965, che raggiunse i primi 100 a 26 anni ma il best ranking (40) addirittura a 36, età in cui tanti giocatori hanno già smesso da un pezzo. Per chiudere con i ritardatari, l’avvio di 2010 ha portato per la prima volta ai vertici il 29enne francese Stephane Robert. Quello che, in Australia, fece dire al campano Potito Starace (sconfitto proprio dal transalpino) una frase già entrata negli annali: «Ormai, a tennis, hanno imparato a giocare tutti».

05 marzo 2010

IL PARERE DEI NOSTRI

Potito Starace - Foto Antonio Costantini
(Di Marco Caldara)

Grazie alle vittorie nei primi due singolari l'Italia si trova in vantaggio per 2-0 sulla Bielorussia, con un bilancio di 6-0 nei sets e di 36-14 nei singoli games. Pura formalità le vittorie di Potito Starace e Fabio Fognini, che hanno sconfitto rispettivamente Uladzmir Ignatik e Alexander Bury: il tennista di Cervinara si è imposto per 6-4 6-1 6-2, mentre il ligure ha chiuso la sfida per 6-2 6-4 6-1, dopo 1 ora e 24 minuti di gioco (31' più veloce del connazionale). Di seguito le dichiarazioni dei nostri (tratte da Supertennis) al termine della giornata:

POTITO STARACE: "All'inizio ho fatto fatica ad entrare in partita, e c'era anche del vento fastidioso. Era importante essere solido contro un giocatore giovane come lui. Non ho capito cosa sia successo fra i bielorussi, che ad un certo punto hanno avuto un piccolo diverbio e poi non si sono più rivolti la parola. Se Barazzutti mi chiederà di disputare anche il doppio, risponderò presente. Non sono al massimo, essendo tornato dal Messico 3 giorni fa, ma ho tanta voglia di fare bene".

FABIO FOGNINI: "Sono sicuramente soddisfatto della mia vittoria, in quanto ho fatto ciò che il capitano mi aveva chiesto, ossia portare il punto alla squadra. All'inizio il match sembrava facile, con il mio avversario che ha servito male e mi ha subito permesso di andare facilmente avanti. Poi però secondo me è salito di livello, ed ha provato ad impensierirmi di più. Sapevo di essere favorito, ma la Davis è ben altra cosa rispetto ai tornei individuali, e un giocatore può fare la differenza. Non avevo molta pressione addosso, ed infatti sono partito tranquillo, cercando di farlo giocare il più possibile ed approfittando dei suoi errori. Ho cercato di fare ciò che Barazzutti mi ha chiesto, e fatta eccezione per qualche palle giocata senza test,a credo di avercela fatta. Per quanto mi riguarda credo ci sia sempre da migliorare, ed ancora non mi ritengo un giocatore completo. Mi manca quel salto di qualità che mi potrebbe portare nelle zone alte della classifica, dove io punto ad arrivare. Sto lavorando ogni giorno per questo, e la strada è ancora lunga. In passato ho fatto magari qualche cavolata, ed ora la sto pagando, ma sono sereno. Devo diventare più solido e costante, e imparare a giocare il mio miglior tennis più a lungo possibile. In sudamerica ho espresso un buon tennis, anche se i risultati non mi hanno dato ragione; ma sono comunque fiducioso".

Fabio Fognini - Foto Antonio Costantini

SIMONE BOLELLI: "I ragazzi oggi sono stati molto bravi, e non hanno avuto problemi. Potito è partito un po' teso ed è andato sotto per 3-0, ma da quel momento ha cambiato marcia, dimostrando che il divario tecnico fra i due giocatori era molto elevato. Fabio invece ha condotto dall'inizio alla fine, concludendo senza distrazioni. Siamo più forti ed oggi l'abbiamo dimostrato. Domani dovrei giocare il doppio. Attualmente sono "segnato" con Filippo, ma le cose potrebbero cambiare, tutto ovviamente su scelta di Corrado. A Genova mi ero trovato molto bene con Starace e domani potrebbe magari avvenire la stessa cosa. Comunque siamo 2-0 sopra, ed è questo ciò che conta, e ci permetterà di guardare con più serenità alle rimanenti due giornate".

CORRADO BARAZZUTTI: "Va bene così, sono tranquillo ed è quello che mi aspettavo dai ragazzi. Noi sulla carta partivamo favoriti, ma in Coppa Davis non è mai facile e i match vanno giocati e vinti. C'erano tutti i presupposti per farlo, e noi l'abbiamo fatto nel migliore dei modi; per questo per oggi possiamo ritenerci soddisfatti. I risultati potrebbero dare l'immagine di due match facili, ma secondo me non è stato così: erano incontri non semplici da gestire, e i nostri sono stati bravi nell'aggiudicarseli agevolmente. Sono contento sia per il punteggio che per i ragazzi, ed in primis per Fabio, il quale ha dimostrato numerosi progressi e di essere una garanzia in solidità. Partire con i favori del pronostico non è mai semplice, ma Fabio e Potito hanno fatto il giusto, senza sbavature, ed è andato tutto liscio. Nel doppio potrebbero esserci cambiamenti. E' alla nostra portata, e noi confidiamo di poterlo vincere, per chiudere la sfida il prima possibile; cosa che ci viene permessa dalle due vittorie di oggi".

03 marzo 2010

Bortolotti supera Lobkov: "Sono al top fisicamente"


Di Marco Caldara - Foto Giulio Gabbarini

Nella giornata di ieri si è messo in mostra nel 10.000$ spagnolo di Terrasa il giovane elimiano Marco Bortolotti, che dopo aver superato quattro lunghi turni di qualificazione, ha sconfitto con un agevole 6-4 6-1 il russo Lobkov, di un anno più vecchio, e già numero 481 della classifica mondiale. La vittoria ha portato all'azzurro il secondo punto ATP della carriera (il primo stagionale), dopo quello conquistato nello scorso Ottobre sul cemento sardo di Porto Torres.

Entrambi i punti sono giunti da quando Bortolotti ha abbandonato le cure di "mamma Fit" (dopo 4 anni di collaborazione) per trasferirsi in Spagna, dove tutt'ora si allena nell'accademia di Sergi Bruguera. L'abbiamo raggiunto per conoscere le sue impressioni sull'importante vittoria, l'attuale stato di forma, e i programmi per le prossime settimane: "Il match di ieri è stato molto duro, come del resto tutti e quattro i turni di quali. Vinto per 6-4 il primo set sono riuscito ad approfittare del fatto che Lobkov, vedendo sempre la palla tornare indietro nonostante avesse dei colpi piuttosto pesanti, ha finito per sbagliare spesso, perdendo fiducia nei propri mezzi. Per questo motivo il secondo set è "volato via" molto velocemente. Sono stato sono molto solido e consistente, ma la cosa più importante è che mi sento al top fisicamente".

Cosa è cambiato da quanto ti sei trasferito? "Mi sono trasferito a Barcellona a Settembre, e mi sono subito trovato bene, iniziando subito ad allenarmi duramente. Ho fatto un ottima preparazione invernale, in particolare sotto il punto di vista fisico. Per quanto riguarda invece l'aspetto del gioco, lavoriamo più che altro sul sistema di questo, mentre ci focalizziamo poco sulla tecnica. Mi piace molto la mentalità combattiva che hanno i giocatori spagnoli ed è quella che sto cercando di acquisire, perché per il mio tennis lottare ogni singolo punto è basilare. Ho deciso di trasferirmi perché, dopo 4 anni nel centro tecnico federale, vedevo che i progressi erano ormai minimi, e quindi era meglio cambiare. Il settore tecnico non ha chiesto di trattenermi, condividendo a pieno la mia scelta, e quindi sono venuto qua. Gli orari di allenamento sono simili a quelli di Tirrenia, ma c'è la differenza che non frequento la scuola; ma il metodo è diverso: qui lavoriamo molto di più al cesto e l'allenamento è più vario, non schematico".

Quali sono i tuoi obiettivi per la stagione? E i Programmi?
"Quest'anno punto ad entrare nei primi 500 del mondo; anche se il mio coach dice che ho già il livello da top 300. Devo solo cercare di migliorare sul piano mentale. Per quanto riguarda la programmazione, ora giocherò altri 2 Futures nei pressi di Barcellona, per poi probabilmente andare in Turchia. Questo però non è ancora sicuro, in quanto giocherà anche la Serie B (per il TC Albinea), e quindi dipenderà dagli impegni che avrò con il campionato a squadre".

26 febbraio 2010

ROBERTO MARCORA: "IL SERVIZIO E' DA MIGLIORARE"

Roberto Marcora - Foto Antonio Milesi
(Di Marco Caldara)

Ospite oggi di TennisMaschile.com è il lombardo Roberto Marcora, tennista classe 1989 venuto alla ribalta nella scorsa stagione; quando "dal nulla" raggiunse un'importante semifinale al 15.000$ di Piombino, per poi ottenere altri buoni risultati. Attualmente numero 901 della classifica mondiale, Roberto difende un solo punto sino a fine Agosto, e sta quindi cercando di vincere più match possibile in modo da scalare il ranking.

Dopo la trasferta statunitense, che l'ha visto partecipare senza grande successo a due tornei Futures, Marcora ha preso parte alle qualificazioni del Challenger di Bergamo (dove non è dispiaciuto affatto al cospetto di Daniele Bracciali), e si è poi recato a Sarajevo, dove la scorsa settimana ha perso, all'esordio nel main draw, contro il temibile britannico Chris Eaton. L'azzurro, si sta ora preparando per i prossimi mesi, e ci svela di non essere affatto soddisfatto del proprio servizio, anche se questo è già un ottimo colpo in grado di regalargli numerosi punti diretti: "Ho sempre pensato di avere un discreto servizio; ma negli ultimi mesi ho visto con i miei occhi la gente che serve veramente bene, e io non sono tra quelli. Nel match con Eaton, ad esempio, la differenza l'ha fatta proprio la solidità con questo colpo, e si sono viste le mie lacune in battuta. Il veloce è la mia superficie preferita, ma il mio servizio non è ancora all'altezza, e quindi sto cercando di modificare qualcosa nel movimento, per renderlo più efficace".

"In questi giorni sto giocando un torneo Open a Beinasco (Torino), e sto facendo molta fatica a servire, in quanto sto cercando di costruire un colpo diverso. Ieri ho giocato con Civarolo, vincendo 6-4 al terzo al termine di una pessima prova. Oggi invece è andata meglio, e con Gianluca Luddi ho vinto per 4-0 ritiro sempre al terzo set, servendo un po' meglio. Domani giocherò contro il vincitore fra Alberto Giraudo e Alessandro Petrone. Fisicamente mi sento molto bene, e sono contento perché quest'inverno ho lavorato bene sul piano atletico".

AGGIORNAMENTO: ROBERTO HA POI VINTO IL TORNEO OPEN SUPERANDO, NELL'ORDINE: PETRONE, AZZARO E PIETRO ANSALDO.

Quali sono i tuoi programmi? "La prossima settimana andrò in Svizzera, per giocare sul veloce indoor, e poi non ho una meta precisa. In Svizzera farò sicuramente il primo torneo, per poi vedere se giocarne anche un secondo, spostarmi in Francia, o gareggiare a Trento, dove mi piacerebbe molto recarmi. Sono iscritto in numerosi tornei, ed andrò dove avrò la certezza di entrare in tabellone. Uno dei miei obiettivi per questi tornei è infatti quello di guadagnare più punti possibile in modo da dover evitare le qualificazioni, che non mi piacciono affatto. In seguitò deciderò se continuare con i tornei sul veloce o spostarmi sulla terra, con i Future di Roma e Foggia".

25 febbraio 2010

GIUSEPPE MENGA: "MI DIVERTO ANCORA MOLTO"

Giuseppe Menga - Foto Moreno Faina
(Di Marco Caldara)

Negli ultimi giorni è tornato a far parlare di se il lombardo Giuseppe Menga, ritiratosi dal circuito alla fine del 2006 (anno nel quale raggiunse il suo best ranking in singolare alla posizione numero 432) ed ora coach di Andrea Stoppini presso la Future Talent di Brusaporto (Bergamo), associazione che permette a vari giocatori - fra i quali Grigelis, Falgheri, Prpic, Remedi, ed altri - di allenarsi con serenità e una buona struttura alla spalle. "Beppe" ha infatti raggiunto il secondo turno nel Future 15.000$ di Sarajevo partendo dalle qualificazioni, facendo meglio dei suoi "osservati" Grigelis e Stoppini, entrambi fermati all'esordio nel main draw.

Il cremonese, classe 1976, si diletta talvolta nel giocare i tornei ai quali accompagna i suoi "allievi", e con 6 apparizioni (fra 2009 e 2010) è uno dei tennisti più longevi a vantare il maggior numero di punti nel circuito mondiale. Giuseppe è attualmente numero 900, e vanta ben 11 punti, frutto della qualificazione raggiunta lo scorso anno nel Challenger di Bergamo (dove superò, su tutti, Max Dell'Acqua), del secondo turno centrato nella sua Cremona (a spese di Burzi), e dei risultati ottenuti in Bosnia, dove dopo le due vittorie nelle qualificazioni ha sconfitto in tabellone il russo Krotiuok (496 ATP) con il punteggio di 6-4 2-6 7-5, per poi arrendersi con un periodico 6-4 all'austriaco Alexandre Peya.

Mancino dal talento purissimo, Menga si è rivelato come sempre disponibile ai nostri "microfoni", e l'abbiamo raggiunto per conoscere le sue impressioni sull'inizio di stagione di "Stoppo" e "Grigio"; per poi soffermarci anche sulle sue prestazioni: "I primi due mesi di Stoppini non sono certo stati dei migliori, ma bisogna tener presente che nel corso dell'inverno abbiamo lavorato su cose nuove, e sicuramente avrà bisogno di un po' più di tempo per assimilarle. Grigelis ha invece iniziato discretamente, superando un buon giocatore come Ignatik a Bergamo, dove ha raggiunto il secondo turno. Anch'egli ha lavorato molto nella preparazione invernale e secondo me farà una bella stagione".

"Per quanto mi riguarda ho giocato il torneo per ritrovare una buona forma fisica e tennistica, in quanto giocherò la Serie A2 a Crema, e gli obiettivi sono di alto livello. Lo scorso anno perdemmo ai playoff per la promozione in A1, e quest'anno puntiamo a far di meglio (d'altronde, con una squadra che annovera Ungur, Ocera, Motti, Menga, Remedi e Melchiorre tutto è possibile, ndr). Poi non nascondo il fatto che mi diverta ancora tanto, e che non abbia affatto perso lo spirito agonistico. In ogni caso ci tengo a sottolineare che il mio obiettivo adesso è quello di diventare un buon coach, e a Brusaporto ci sono tutte le possibilità per lavorare bene; sia per me che per i nostri ragazzi. Concludo con una nota polemica: una cosa non è cambiata da quando ho smesso di giocare., ossia gli arbitri, e specialmente i loro errori!!"

19 febbraio 2010

QUANDO LA PASSIONE PRENDE IL SOPRAVVENTO

Luca Rovetta - Foto Flush Design
(di Marco Caldara)

Si sente spesso gente parlare della "bella vita" dei tennisti. E' innegabile che, in determinate posizioni della classifica, si guadagnano cifre che permettono di mantenersi per una vita intera con i risultati di una sola stagione, e spesso anche meno; ma bisogna anche tener conto di quei giocatori che lo fanno unicamente per passione, spesso rimettendoci anche del denaro, ma con il sogno di poter un giorno vivere con l'attività professionistica, o di salire il più possibile in classifica, per avere un po' di notorietà, o semplicemente per fare ciò che sin da bambini li ha emozionati maggiormente, facendoli innamorare di fatica, sudore, racchette e palline.

Vi proponiamo oggi la storia del bergamasco Luca Rovetta, senza dubbio uno dei migliori esempi (se non il migliore) per descrivere la vita di questo genere di giocatori. L'azzurro, classe 1986 ed attualmente con due punti ATP (best ranking 900), ha vissuto un momento difficile a livello di motivazioni, arrivando a pensare al ritiro, e perdendo una grossa quantità di denaro che, venuto a scarseggiare, l'ha obbligato a ripiegare su altre attività. Luca si è allenato per un lungo periodo a Milano, alla corte di Maurizio Riva, Gianluca Pozzi e Barbara Rossi, firmando un contratto che gli imponeva di rimanere legato al "Garden" per due anni e mezzo. Dopo qualche tempo l'orobico ha iniziato a lamentare dei problemi con lo staff, ed arrivato al punto di volersene andare non l'ha potuto fare, a causa del contratto da lui stesso trascritto. Terminato il periodo di permanenza, l'azzurro aveva ormai perso tutte le motivazioni, e praticamente abbandonato l'attività: "Ho firmato quel contratto perché non avevo alternative. Era l'unico modo per potermi allenare la, ad altri posti non ne avevo. Appena ho potuto me ne sono andato, in quanto quel posto era un disastro, mi era passata la voglia di giocare. Praticamente a Giugno me ne sono andato e ho smesso, continuando a giocare qualche torneo senza allenarmi. Da Agosto a Ottobre invece ho proprio smesso del tutto".

Ha deciso però saggiamente di riprendere, e l'ha fatto in una maniera "tutta sua", iscrivendosi personalmente, e a prorie spese, ad una palestra e iniziando ad allenarsi da solo: "Quando ho deciso di riprovarci mi sono subito organizzato bene. Ho deciso di allenarmi per tre giorni la settimana, due ore al giorno, su un campo che un'amica mi ha gentilmente messo a disposizione, e per il resto solo atletica e palestra, alla quale ho provveduto ad iscrivermi e nella quale ho lavorato sempre da solo. Nei rimanenti giorni della settimana invece ho lavorato come maestro di tennis, facendo molte lezioni private nella zona di Bergamo (in base a dove avevo i "clienti") in modo da guadagnare il più possibile".

Ultimata la preparazione Luca si è recato in Spagna per giocare il suo primo torneo dell'anno, un Future da 10.000$, ed ha subito ottenuto un preziosissimo punto ATP: "Sono andato in Spagna per giocare qualche torneo, ma purtroppo sono dovuto rientrare dopo il primo, a causa di ho un problema al ginocchio, insorto sotto la guida di Riva, che mi trascino ormai da un sacco di tempo. Andando a giocare dei match però il male aumentava sempre di più e quindi ne ho fatto uno solo. Ho iniziato le qualificazioni giocando malissimo; in quanto erano parecchi mesi che non giocavo un match ufficiale, ed in allenamento era tutto totalmente diverso: diciamo che ero un po' bloccato. Il secondo turno invece ho giocato con un russo, c'era molto freddo quel giorno, ed anche del vento, e il ginocchio mi faceva malissimo; fortunatamente mi sono salvato con il servizio e da quel momento ho iniziato a giocare sempre meglio. Una volta entrato in tabellone ho giocato con uno spagnolo, anch'egli qualificato, ed ho vinto agevolmente per 6-4 6-3, portandomi avanti sin dall'inizio ed imponendomi senza quasi nessun momento di difficoltà. Al secondo invece, ha purtroppo piovuto durante il giorno, e la temperatura si è abbassata molto, con il ginocchio che ne ha risentito: ho fatto fatica a scaldarmi bene e ad entrare bene nel match; e questo mi dispiace, perché una volta entrato ho giocato bene ed ho perso il secondo set per 7-6 fallendo anche 4 set-points in risposta".

Al momento Luca si trova fermo dal giorno del rientro dalla Spagna, in quanto non vuole sforzare il ginocchio. Fra qualche giorno avrà il responso della visita effettuata, e saprà come proseguire la stagione: "Appena avrò il responso degli esami, "sconterò" il periodo di riposo, e poi mi allenerò una decina di giorni prima di riprendere con i tornei. L'obiettivo è quello di farne ancora qualcuno prima dell'inizio della Serie B, che giocherò presso il TC Lombardo, per poi cercare di prender parte a più eventi possibili nel corso dell'estate".

Non ci resta che augurare a Luca un grosso in bocca al lupo!

18 febbraio 2010

Brizzi batte Navarro: "Buon match e buona vittoria"

Foto Edoardo De Campora
(Di Marco Caldara e Riccardo Stiglich)

Dopo una lunga serie di acquazzoni che ha completamente stravolto il programma del Challenger 35.000$ sulla terra marocchina di Tanger, si è giocato questa mattina il match di primo turno del bresciano Alberto Brizzi che, opposto all'attaccante spagnolo Ivan Navarro (numero 7 del torneo e 132 del ranking mondiale), ha disputato un'ottima prova imponendosi con il punteggio di 7-5 2-6 6-3.

Perso il primo set a causa di un unico break, Navarro si è prontamente ripreso nel secondo, avvantaggiandosi sin da subito e chiudendo con un veloce 6-2. Il terzo set ha però segnato il ritorno di Brizzi, che ha piazzato due break e chiuso 6-3, siglando la sin qui più importante vittoria della propria stagione: "Oggi ho giocato bene e nel complesso sentivo bene tutti i colpi, fatta eccezione per il servizio che mi limitavo a mettere in campo, visto un fastidioso dolore alla schiena che mi ha colpito in questi giorni. La chiave della vittoria è stata sicuramente la risposta: sono riuscito quasi sempre a rispondere bene; e questo è stato fondamentale per poter affrontare al meglio un giocatore come Navarro, che predilige il serve&volley".

Si sono qualificati per il secondo round anche tre degli altri quattro azzurri impegnati in Marocco, con il solo Arnaboldi sconfitto al primo round dal tunisino Malek Jaziri. Aldi e Vagnozzi si sono imposti rispettivamente sugli spagnoli Ramos-Vinolas e Munoz-De La Nava, e domani saranno chiamati all'impresa contro Stephane Robert (1) e Steve Darcis (2). Avanza anche Alessio Di Mauro, che dopo una maratona di oltre 3 ore e mezza ha superato il croato Veic, e domani sfiderà il portoghese Rui Machado. Un avversario sulla carta più facile è invece capitato allo stesso Brizzi, che domani sarà opposto al ceco Dusan Lojda, numero 234 del mondo: "Non conosco affatto il mio rivale: so solo che è mancino, nient'altro! Sicuramente sarà una partita difficile nella quale dovrò esprimermi al meglio per vincere. In ogni caso sono fiducioso! Purtroppo i campi sono in condizioni pessime, ma se teniamo presente che sono ormai cinque giorni che piove incessantemente, direi che stanno tenendo anche troppo bene".

JACOPO LOCATELLI: "ESPERIENZA MOLTO POSITIVA"

Jacopo Locatelli - Foto Antonio Milesi
(Di Marco Caldara)

E' terminato da qualche giorno il Challenger di Bergamo, e tirando le somme sulla quinta edizione del torneo orobico, ci sembrava giunto dedicare spazio al bergamasco Jacopo Locatelli (classe 1991), wild card dell'organizzazione, e capace di mettersi in mostra nelle qualificazioni, superando la giovane promessa Matteo Civarolo - l'unico azzurrino presente agli scorsi Australian Open - e giocando un buon match contro il giapponese Go Soeda, attualmente fuori dai primi 200 giocatori del mondo ma capace, un anno esatto fa, di spingersi sul gradino numero 106.

Jacopo, tipico tennista moderno con un gioco molto esplosivo adatto principalmente alle superfici veloci, è già piuttosto completo; anche se i margini di miglioramento sono ancora ampi. L'azzurro, classificato 2.4 in Italia ed attualmente senza punti ATP, sta affrontando l'ultimo anno delle scuole superiori (che purtroppo ne limitano l'attività), ed al momento si allena al Centro Tennis Mongodi di Cividino, seguito principalmente dall' ex professionista Matteo Galli.

Quella con Civarolo è stata la sua prima vittoria in un torneo del circuito Challenger, seppur giunta nel tabellone cadetto: "Era la seconda volta che giocavo un Challenger, per di più in casa (Jacopo è tesserato proprio per il TC Bergamo, ndr), e per questo motivo ho sentito molto la tensione. Penso di aver giocato abbastanza bene, anche se nella prima frazione non ho sfruttato numerose palle break. Mi sono subito trovato in sintonia con il campo, anche perché la superficie sulla quale mi alleno a Cividino è molto simile. Una volta vinto al tie-break il primo set, sono partito più motivato nel secondo, sfruttando le incertezze del rivale che mi ha permesso di piazzare un break sul 2-2, e conservarlo sino al 6-4 finale".

Buon match anche con Soeda, no? "Devo dire che il primo set proprio non l'ho giocato, in quanto sentivo molta pressione per via della classifica alta dell'avversario. Nel secondo ho però incominciato a giocare più rilassato, prendendo qualche rischio in più, e sono riuscito ad avere 2 palle break sul 3-3. Una l'ha annullata Soeda con un servizio vincente, mentre il secondo punto l'ho giocato male io. Poi sul 5-4 mi ha brekkato, ed ha chiuso il match. Ad essere sincero non ho notato gran difficoltà nello scambio e neanche a rispondere al servizio. L'esperienza è stata molto positiva, e mi ha dato la consapevolezza di dover lavorare ancora molto per migliorare. Spero di poter giocare questo torneo anche il prossimo anno, e magari ambire all'ingresso nel main draw".

Come proseguirà la tua stagione? "Oltre ai tornei Open, ho imprevisone di giocare un Future 10.000$ in Croazia verso la metà di Marzo; e poi poco altro fino all'estate, a causa della maturità che dovrò sostenere a Luglio. In seguito dovrei prender parte a molti Futures, con l'obiettivo di dare tutto me stesso per raggiungere i massimi risultati che il mio gioco può permettere. Non mi dò alcun limite, punto ad arrivare il più in alto possibile".

15 febbraio 2010

TREVISAN: "CONTENTO DELLA MIA SETTIMANA"

Matteo Trevisan - Foto 'La Stampa'
(Di Marco Caldara)

Inutile nascondere che il miglior azzurro della scorsa settimana è stato il toscano Matteo Trevisan, giovane classe 1989 in grado di raggiungere la semifinale nel 10.000$ spagnolo di Murcia, con vittorie su giocatori quali Trujillo-Soler e Daniele Giorgini, e la sconfitta in semifinale arrivata 'solo' per 7-6 al terzo, da un giocatore del livello di Pablo Santos, top200 nella scorsa stagione.

Tutti conosciamo Matteo: il suo elevato livello di gioco gli ha permesso da Under 18 di spingersi sul primo gradino della classifica mondiale; ma una serie di infortuni e problemi non gli ha permesso sin qui di mettere in mostra il suo indiscutibile talento anche nel circuito maggiore. La collaborazione con Fabrizio Fanucci sembra però aver iniziato a dare i suoi frutti nel finale della scorsa stagione, e Matteo si è confermato anche nel 2010, con una buonissima partenza che gli ha permesso di guadagnare ben 5 punti già nel primo torneo dell'anno, e di centrare ottime vittorie, sicuramente portatrici di serenità e fiducia. Nel pomeriggio di oggi l'abbiamo contattato:

"Tutto sommato sono soddisfatto del mio torneo, e anche fisicamente mi sento bene. Ho un po' di dolori, ma questo è abbastanza normale. Quello di Murcia è stato il mio primo torneo dell'anno, e ho giocato molti match, combattendo spesso, quindi è prevedibile un po' di stanchezza. Non credo che le vittorie con Trujillo e Giorgini siano frutto di grandi 'soluzioni tattiche', ma soprattutto dell'atteggiamento: ho cercato di essere costante, e rimanere attaccato a tutti i punti. Con lo spagnolo credo di aver giocato bene nei momenti importanti; mentre con Daniele ho cercato di mettergli maggior pressione possibile, dando sempre il 100% in ogni occasione, anche quando magari mi trovavo 40-0 sotto sul suo servizio. Erano i primi match dell'anno e quindi ho fatto un po' di fatica a riniziare, ma devo dire di essermi sentito bene in campo, e di aver già parzialmente ritrovato il mio tennis".

E sul match di semifinale? "A mio modo di vedere l'interruzione per pioggia quando mi trovavo avanti per 2-0 nel terzo set, che ci ha permesso di riprendere il match solo Domenica mattina, è stata fondamentale. La partita si era indirizzata nel verso giusto, e Santos era visibilmente più stanco di me. Non che il giorno dopo sia stato diverso, in quanto nel terzo set sono stato avanti per 5-0, ma non stavo "dominando" come il giorno precedente. Ho avuto anche tre match-points ma li ho falliti: ho avuto un po' di fretta e voglia di chiudere il match il più velocemente possibile, e in un paio di occasioni mi è girata male; sono stati dei game lottati, e il mio avversario ha prevalso".

Ora quali saranno i tuoi programmi? "Sarei dovuto andare a giocare in Egitto, ma fisicamente era un po' difficile esserci; visto che ho giocato Domenica mattina, e trovare un volo per Il Cairo la sera prima della partenza non è facile. Quindi ho cambiato destinazione, decidendo di recarmi in Turchia per due tornei. A seconda dei risultati deciderò il da farsi per le settimane successive, anche se avrei già in programma di iniziare con i tornei Challenger".

BECK CONQUISTA BERGAMO

Karol Beck - Foto Antonio Milesi

Da Bergamo, Marco Caldara - 14 Febbraio 2010
Articolo apparso ieri sul sito www.tennis.it

E’ lo slovacco Karol Beck, numero 139 della classifica mondiale, il vincitore della quinta edizione degli Internazionali di Bergamo. L’atleta dell’est Europa si è imposto oggi con un doppio 6-4 su Gilles Muller, wild card, giocando un match di elevatissimo livello, sicuramente il migliore della settimana orobica. Nelle ultime due edizioni del torneo, Beck ha centrato tre finali (due in doppio) e nel pomeriggio è arrivato il suo secondo successo, dopo la vittoria del 2009 (in coppia con Michael Mertinak) e la sconfitta di ieri sera (con Krkoska) contro il duo britannico Murray/Marray, arrivata per 10-8 al match tie-break a causa di un suo doppio fallo.

69 minuti di partita. A decretare il successo finale è stato un match meno combattuto del previsto, con Beck che ha avuto la meglio sul rivale in maniera molto più netta di quanto dica il punteggio, dominando sin dalle prime battute con un servizio davvero efficace e dei colpi precisi e profondi. Beck, oltre alla grande serietà e concentrazione, e al ‘solito’ rovescio bimane, è piaciuto per l’essere stato in grado di sfruttare al meglio il suo tennis, rendendo al massimo con un servizio di buono, ma non ottimo livello, e anche col diritto, un colpo “costruito” e a volte troppo poco incisivo. Muller invece è parso meno tonico dei giorni scorsi, ottenendo molti meno punti diretti in battuta (anche se sei momenti fondamentali il suo grande servizio l’ha spesso aiutato) e commettendo nel complesso troppi errori gratuiti, fra i quali un numero elevatissimo di risposte finite lunghe o in rete. La contesa è rimasta in equilibrio sino al 3-3, quando Muller ha ceduto la battuta dopo un game interminabile, nel quale aveva in precedenza annullato già quattro occasioni al rivale. Beck ha consolidato il break nel gioco successivo, e dopo aver fallito un primo set-point in risposta sul 5-3, ha chiuso per 6 giochi a 4. Meno combattuta invece la seconda frazione, con lo slovacco che ha giocato un grandissimo terzo game, aperto con una superba risposta di rovescio su uno degli sporadici serve&volley di Muller, e chiuso con un altro colpo vincente, che gli ha regalato il break poi mantenuto agevolmente sino al 6-4 finale, siglato con il 7mo ace del match per l’ovazione del pubblico del PalaNorda.

La gioia di Beck. Al termine dell’incontro lo slovacco si è dichiarato molto contento di aver confermato il successo nel primo precedente fra i due, giocato nel lontano 2003: “Sono molto soddisfatto della mia settimana, culminata con un grande match e la vittoria finale. Ho cercato stare molto concentrato, specie nei punti in cui Muller serviva la seconda palla, provando ad aggredirlo con la risposta e a vincere il punto. E’ per me un grande piacere giocare a Bergamo, dove ho numerosi parenti (una folta schiera di famigliari di Beck risiede in provincia, precisamente a Sotto il Monte, comune bergamasco di 4100 abitanti “intitolato” a Papa Giovanni XXIII, al quale diede i natii, ndr) e vincere qui è di conseguenza più piacevole che in altri tornei. Questo successo, il primo del mio 2010, dà morale e fiducia, e spero di poter rientrare al più presto fra i primi 100 giocatori del mondo; magari confermando il momento positivo già la prossima settimana, quando giocherò a Belgrado". Alla domanda se ambisse a migliorare il suo best ranking di sempre, ossia la posizione numero 36, il giocatore ha accennato una risata, rispondendo: “Quello per me sarebbe il massimo”. I 90 punti guadagnati oggi gli permetteranno di assestarsi intorno al 120esimo gradino; un passo alla volta…

La premiazione - Foto Gabriele Villa

La settimana di Muller. Alla vigilia della finalissima, i favori del pronostico sembravano rivolti verso Muller, alla luce di quanto mostrato nelle scorse giornate sul Play It bergamasco; ma il lussemburghese ha deluso le attese; fornendo una prestazione da bocciatura in risposta, con solo 7 punti conquistati in tutto l’incontro, e davvero troppi punti regalati al rivale. La sua settimana, macchiata dal match odierno, è però senza dubbio stata ottima, e dovrà essere un punto di partenza per la “rinascita” tennistica di Gilles. Vittorie su giocatori quali Hrbaty, Kukushkin e Przysiezny (decisamente in forma negli ultimi mesi) non possono che dargli la consapevolezza di poter tornare su ottimi livelli. I 55 punti ottenuti con la finale gli permetteranno un salto di oltre 100 posizioni nel ranking, con la possibilità di ritornare nei primi 350 giocatori della classifica, e la speranza di poter presto costruirsi una classifica utile per poter prender parte con una certa regolarità ai tornei Challenger, trampolino di lancio verso una vera e propria ripartenza.

Bergamo sul tetto" d’Italia. Per concludere un plauso all’organizzazione del torneo, coordinato dalla Olme Sport, società che ha come patron Gabriele Merelli. Nonostante il montepremi sia stato notevolmente ridotto, il livello della manifestazione è comunque da ritenersi eccellente, grazie anche a delle vere e proprie ‘chicche’ per un torneo di tale grado. Come ogni anno vi è stata una spettacolare cerimonia di apertura, con gli inni nazionali dei giocatori giunti all’ultimo atto, ballerine di ogni genere, e la presentazione di tutte le persone impegnate per la buona riuscita dell’evento. D’obbligo il ricordo a Federico Luzzi e Mathieu Montcourt, entrambi passati da Bergamo prima del tragico epilogo toccato alle proprie vite; e molto piacevole pure la presenza di Fabrice Santoro, legato da una grande amicizia con lo staff del Challenger e giunto al palazzetto dello sport per onorare una promessa della passata stagione, quando disse che sarebbe tornato fra un pubblico che tanto l’ha amato (e continua a farlo) nelle sue tre apparizioni al torneo. “Le magicien” ha inoltre praticamente firmato il suo ritorno per la sesta edizione, rendendosi disponibile per un’esibizione.

08 febbraio 2010

Stoppini: "Non so cosa aspettarmi da Kudryavtsev"

Andrea Stoppini - Foto da Flickr.com
Da Bergamo, Marco Caldara

Nella giornata di ieri, al termine della sfida di doppio che ha visto la coppia Grigelis/Stoppini (wild card) prevalere sui favoriti Dodig/Moser con il punteggio di 5-7 6-3 10-6, ho scambiato qualche parola con l'esperto giocatore trentino che, oltre a descriverci l'incontro, ci ha parlato della non troppo fortunata trasferta USA, e del suo impegno odierno, che lo opporrà al folle russo Alex Kudryavtsev: "Non so davvero cosa aspettarmi dal match di primo turno. La scorsa estate, a Binghamton persi in due set; ma Kudryavtsev è un pazzo scatenato, non si sa mai cosa si può inventare. La sfida sarà sicuramente dura, e la mia speranza è quella che la palla non gli stia in campo (ride, ndr). A Bergamo non ho mai vinto una partita in tabellone principale, e spero sia giunto il momento. Ogni incontro mi sento sempre meglio, e di conseguenza spero di giocare nel migliore dei modi".

Un commento alla vittoria in doppio? "Sicuramente un buon match. Il mio livello di gioco è andato in crescendo col passare dei minuti, anche se ho faticato in risposta per quasi tutto l'arco della sfida. Fortunatamente nel tie-break finale sono riuscito a trovare maggiormente la palla in risposta, e questo è stato fondamentale per la vittoria".

E la mini-tournee statunitense? "Sui due tornei negli States, Honolulu e Dallas c'è davvero poco da dire. In entrambi ho perso dal futuro finalista, e quindi si può immaginare come siano andate le cose. Nella sfida con Zemlja c'era tantissimo vento, ma lo sloveno giocava come se non ci fosse; non c'è stata davvero partita, a lui il merito. L'incontro con Ball invece l'ho un po' regalato. Ero in vantaggio di un break in entrambi i set, e l'australiano ha tenuto un livello di gioco costante. La colpa è mia, ho fatto davvero troppi errori stupidi, ed alla fine li ho pagati".

Laurynas Grigelis: "Il servizio la chiave della vittoria"

Laurynas Grigelis - Foto Moreno Faina
Da Bergamo, Marco Caldara

Come avrete avuto modo di notare, nella mattinata odierna al Challenger di Bergamo, il lituano Laurynas Grigelis, wild card, ha superato il promettente bielorusso Uladzimir Ignatik, top 200 ATP, con il punteggio di 6-7 6-2 6-3. Quella di Grigelis, che da lungo tempo vive e si allena nel capoluogo orobico, è una vittoria di grande spessore, considerando le quasi 400 posizioni che separano i due in classifica e l'ottimo livello di tennis espresso.

Nel pomeriggio il ragazzo, classe 1991 e capace nella passata stagione di vincere un Future e battere giocatori del calibro di Sorensen, Janowicz e Checa-Calvo, ha esordito anche nel torneo di doppio, vincendo in coppia con Andrea Stoppini un incontro davvero divertente contro il forte duo Dodig/Moser. L'incontro si è disputato sul campo secondario del torneo, dove mi sono recato oggi, ed ho quindi avuto modo di scambiare due parole con il tennista lituano:

"Il match con Ignatik è stato senza dubbio duro. Ho giocato bene, in particolare al servizio, e credo sia stata quella la chiave della mia vittoria. Oltre al servizio poi, anche la grinta è stata fondamentale. Ho lottato punto su punto, cercando di giocare nel migliore dei modi, ed alla fine sono riuscito a portare a casa l'incontro. Un'altra nota positiva viene dai campi, che mi piacciono davvero molto e mi permettono di esprimermi al meglio".

"Anche nel doppio ho giocato abbastanza bene. Gli avversari concedevano davvero poco al servizio, e io e Stoppo abbiamo cercato di rimanergli vicino il più possibile. Siamo riusciti a prendere l'importantissimo break sul 3-2 del secondo set e da li in poi le cose sono cambiate. Abbiamo giocato un match tie-break davvero perfetto, e ce l'abbiamo fatta. Fisicamente mi sento bene, ho giocato due lunghi match, ma non ho il minimo problema; e anche a livello di gioco sta andando tutto bene".