
Di Marco Caldara - Foto da Daylife.com
Intervista apparsa su www.tennis.it
E' tranquillo e sorridente Laurynas Grigelis; consapevole di averla "fatta grossa". Il tennista lituano (classe 1991), residente da parecchi anni nello "stivale", ha portato il punto decisivo alla sua nazione nella sfida di Coppa Davis contro la Gran Bretagna, regalando al suo paese il successo più importante di oltre 100 anni di tradizione. In esclusiva ci ha rilasciato questa lunga intervista, nella quale ci ha raccontato la sfida vista da dentro; soffermandosi sui momenti felici e i frangenti di difficoltà, e lasciando intendere che la vittoria sarà per lui un punto di partenza, dal quale prendere spunto per il futuro.
Innanzitutto. Prima volta in Coppa Davis, come è stato?
"Il primo giorno sono entrato in campo molto teso. Non avevo mai giocato di fronte a 2500 persone, ne tantomeno a Vilnius, capitale della Lituania. Ho sentito la tensione e non sono riuscito ad esprimermi al meglio, perdendo da Ward in tre set. Inizialmente non avrei dovuto scendere in campo per il doppio; ma il mio coach ha chiesto al capitano di poterlo giocare, alla luce del fatto che Domenica sarei dovuto tornare in campo per il singolare finale e di conseguenza, confrontarmi ancora con il numeroso pubblico amico, non poteva far altro che aiutarmi. Ho giocato un buon doppio, e nonostante la sconfitta mi sono rilassato, riuscendo poi Domenica a dare il meglio di me stesso. E' stata una buona tattica, che ha dato i suoi frutti".
Hai perso malamente il quarto set, e tutto sarebbe potuto cambiare. Non hai avuto la sensazione che il match ti fosse scivolato di mano?
"Io prima della partita ho detto a Willy (William Rota, il suo coach, ndr) di voler andare al quinto set! Poi ovviamente quando ho vinto secondo e terzo non ho fatto apposta a perdere il quarto, ed avrei volentieri chiuso prima. In ogni caso nel set decisivo sono entrato in campo motivato. Ho cercato di dare il meglio di me stesso, non dando troppo peso ad un eventuale esito negativo della sfida. Nel quarto game ho rischiato qualcosa, annullando due palle-break, e da li la frazione è "girata". Ho preso coraggio, ed il pubblico mi ha aiutato, accompagnandomi punto su punto. Non ho mai avuto così tante persone ad incitarmi, e questa è stata una bellissima sensazione".
Quali sono state le "chiavi" della vittoria decisiva?
"Ho servito bene per tutto il corso della sfida, e penso di aver giocato una grandissima partita di rovescio (il coach britannico l'ha definito un colpo da top20, ndr). Importante anche il fattore mentale. Sono stato sempre attento e concentrato, cercando di giocare punto su punto e regalare il meno possibile al mio avversario".
La vittoria ha mandato in visibilio il pubblico. Come sono stati quei momenti?
"Per i primi 10 minuti, o forse più, non mi sono reso conto di cosa stesse succedendo. Solo un gran "casino". Tutti saltavamo ovunque e il pubblico continuava a gridare. Poi ho realizzato di aver portato alla mia nazione la più importante vittoria in oltre 100 anni di storia, ed è stato davvero soddisfacente. Non si è mai parlato così tanto di me, e questo non fa altro che piacere".

Una squadra formata da giocatori giovanissimi che è riuscita ad ottenere uno storico successo su una nazione dalla grande tradizione tennistica come la Gran Bretagna. Sensazioni?
"E' stata sicuramente una grande esperienza per tutti. Berankis (1990) ha vinto due singolari, Saikinis (1992) ha giocato il doppio con me, che ho poi ottenuto il successo decisivo. Sono state grande emozioni che ci aiuteranno a crescere e ad andare avanti in futuro; ed in questo è stato fondamentale, e non smetterò di ripeterlo, il pubblico di Vilnius; che ringrazio ancora una volta".
Com'è stato, al rientro in Italia, trovare il tuo nome sul più importante quotidiano sportivo nazionale e su tutti i siti web specializzati, fra i quali anche il nostro?
"Ha fatto molto piacere, ma ci tengo a sottolineare che la mattina dopo ero subito in campo per allenarmi e preparare i prossimi tornei. La vittoria è stata qualcosa di speciale, ma dev'essere un punto di partenza per la mia carriera; infatti penso che mi possa aiutare molto per il futuro. Non capita spesso di giocare, e vincere, davanti ad un nutrito pubblico, e sono convinto che l'esperienza mi tornerà utile. Cercherò di entrare in campo con maggiore convinzione nei miei mezzi e la consapevolezza di poter far bene".
Al prossimo turno sarete ospiti dell'Irlanda. Cosa ti aspetti dalla sfida?
"Si, giocheremo in Irlanda dal 9 all'11 di Luglio. Credo che la squadra che ha battuto la Gran Bretagna possa avere buone possibilità di vittoria. Io lo scorso anno ho vinto con Sorensen, che è il loro numero 2, e O'Brien, il numero quattro, e me la sono giocata con Conor Niland (1), perdendo 6-4 al terzo set. Sarà un match aperto, ma ritengo che il successo sia alla nostra portata".
Quali sono i tuoi progetti per le prossime settimane?
"Domani (oggi, ndr) andrò a Trento per giocare il Future da 15.000$. Al primo turno affronterò Enrico Fioravante. L'obiettivo è quello di continuare a giocare come il Lituania, con la grinta e la concentrazione giuste; fare quello per cui sto lavorando in allenamento e continuare a giocare per divertirmi, cosa che di solito mi riesce. Successivamente andrò a giocare le qualificazioni del Challenger di Jersey, in Gran Bretagna, sempre che mi lascino entrare (ride, ndr) e poi molto probabilmente prenderò parte, sempre partendo dalle "quali", al Challenger francese di Saint Briuec, torneo che si gioca sulla terra rossa indoor con campi molto veloci".. Per i prossimi mesi invece non ho ancora deciso nulla, ma sicuramente continuerò a giocare su superfici rapide alternando Challenger a Futures. Il livello dei primi ITF sul veloce, escludendo forse quello di Trento, è abbastanza elevato, e se teniamo in considerazione che una semifinale Future vale "solo" 5 punti, è meglio provare con i Challengers, cercando la qualificazione per poi giocarsela in tabellone".
Ti sei posto degli obiettivi per il 2010?
"A livello di classifica mi piacerebbe arrivare attorno alla 350/400esima posizione della classifica; mentre per quanto riguarda il gioco l'obiettivo è sicuramente quello di continuare a migliorarmi sempre più, la stessa cosa che abbiamo cercato lo scorso anno. Il rovescio è giù un buon colpo, ma sono convinto di poter crescere ancora. Posso guadagnare un po' di precisione e ottenere più punti dopo il servizio. La stessa cosa vale per gli altri colpi, che non sono ancora al 100%".
... e per la carriera?
"Come tutti i giocatori punti ovviamente ai primi 100 giocatori della classifica mondiale, per poi cercare di progredire man mano. Il sogno è di poter arrivare fra i top10, e vincere un torneo del Grande Slam. Andrebbe bene uno qualsiasi".
Per concludere: ti alleni a Brusaporto (Bergamo), seguito dalla Future Talent, un gruppo emergente che si pone come obiettivo quello di seguire in tutto e per tutto dei giocatori, e trascinarli sino a grandi traguardi. Ci tieni a ringraziare qualcuno in particolare?
"Certamente. Per primo ringrazio William Rota, il mio allenatore, che mi segue tutti i giorni, e poi anche tutti i membri dello staff Future Talent; da Stelio Conti e Dragoljub Kladarin (i preparatori atletici) al massaggiatore Paolo Chiesa, passando per Roberto Manenti (che aiuta in campo), Daniele Monteleone, Massimo Gelmi, e tutti coloro che collaborano alla buona riuscita del progetto nel quale crediamo".
Intervista apparsa su www.tennis.it
E' tranquillo e sorridente Laurynas Grigelis; consapevole di averla "fatta grossa". Il tennista lituano (classe 1991), residente da parecchi anni nello "stivale", ha portato il punto decisivo alla sua nazione nella sfida di Coppa Davis contro la Gran Bretagna, regalando al suo paese il successo più importante di oltre 100 anni di tradizione. In esclusiva ci ha rilasciato questa lunga intervista, nella quale ci ha raccontato la sfida vista da dentro; soffermandosi sui momenti felici e i frangenti di difficoltà, e lasciando intendere che la vittoria sarà per lui un punto di partenza, dal quale prendere spunto per il futuro.
Innanzitutto. Prima volta in Coppa Davis, come è stato?
"Il primo giorno sono entrato in campo molto teso. Non avevo mai giocato di fronte a 2500 persone, ne tantomeno a Vilnius, capitale della Lituania. Ho sentito la tensione e non sono riuscito ad esprimermi al meglio, perdendo da Ward in tre set. Inizialmente non avrei dovuto scendere in campo per il doppio; ma il mio coach ha chiesto al capitano di poterlo giocare, alla luce del fatto che Domenica sarei dovuto tornare in campo per il singolare finale e di conseguenza, confrontarmi ancora con il numeroso pubblico amico, non poteva far altro che aiutarmi. Ho giocato un buon doppio, e nonostante la sconfitta mi sono rilassato, riuscendo poi Domenica a dare il meglio di me stesso. E' stata una buona tattica, che ha dato i suoi frutti".
Hai perso malamente il quarto set, e tutto sarebbe potuto cambiare. Non hai avuto la sensazione che il match ti fosse scivolato di mano?
"Io prima della partita ho detto a Willy (William Rota, il suo coach, ndr) di voler andare al quinto set! Poi ovviamente quando ho vinto secondo e terzo non ho fatto apposta a perdere il quarto, ed avrei volentieri chiuso prima. In ogni caso nel set decisivo sono entrato in campo motivato. Ho cercato di dare il meglio di me stesso, non dando troppo peso ad un eventuale esito negativo della sfida. Nel quarto game ho rischiato qualcosa, annullando due palle-break, e da li la frazione è "girata". Ho preso coraggio, ed il pubblico mi ha aiutato, accompagnandomi punto su punto. Non ho mai avuto così tante persone ad incitarmi, e questa è stata una bellissima sensazione".
Quali sono state le "chiavi" della vittoria decisiva?
"Ho servito bene per tutto il corso della sfida, e penso di aver giocato una grandissima partita di rovescio (il coach britannico l'ha definito un colpo da top20, ndr). Importante anche il fattore mentale. Sono stato sempre attento e concentrato, cercando di giocare punto su punto e regalare il meno possibile al mio avversario".
La vittoria ha mandato in visibilio il pubblico. Come sono stati quei momenti?
"Per i primi 10 minuti, o forse più, non mi sono reso conto di cosa stesse succedendo. Solo un gran "casino". Tutti saltavamo ovunque e il pubblico continuava a gridare. Poi ho realizzato di aver portato alla mia nazione la più importante vittoria in oltre 100 anni di storia, ed è stato davvero soddisfacente. Non si è mai parlato così tanto di me, e questo non fa altro che piacere".

Una squadra formata da giocatori giovanissimi che è riuscita ad ottenere uno storico successo su una nazione dalla grande tradizione tennistica come la Gran Bretagna. Sensazioni?
"E' stata sicuramente una grande esperienza per tutti. Berankis (1990) ha vinto due singolari, Saikinis (1992) ha giocato il doppio con me, che ho poi ottenuto il successo decisivo. Sono state grande emozioni che ci aiuteranno a crescere e ad andare avanti in futuro; ed in questo è stato fondamentale, e non smetterò di ripeterlo, il pubblico di Vilnius; che ringrazio ancora una volta".
Com'è stato, al rientro in Italia, trovare il tuo nome sul più importante quotidiano sportivo nazionale e su tutti i siti web specializzati, fra i quali anche il nostro?
"Ha fatto molto piacere, ma ci tengo a sottolineare che la mattina dopo ero subito in campo per allenarmi e preparare i prossimi tornei. La vittoria è stata qualcosa di speciale, ma dev'essere un punto di partenza per la mia carriera; infatti penso che mi possa aiutare molto per il futuro. Non capita spesso di giocare, e vincere, davanti ad un nutrito pubblico, e sono convinto che l'esperienza mi tornerà utile. Cercherò di entrare in campo con maggiore convinzione nei miei mezzi e la consapevolezza di poter far bene".
Al prossimo turno sarete ospiti dell'Irlanda. Cosa ti aspetti dalla sfida?
"Si, giocheremo in Irlanda dal 9 all'11 di Luglio. Credo che la squadra che ha battuto la Gran Bretagna possa avere buone possibilità di vittoria. Io lo scorso anno ho vinto con Sorensen, che è il loro numero 2, e O'Brien, il numero quattro, e me la sono giocata con Conor Niland (1), perdendo 6-4 al terzo set. Sarà un match aperto, ma ritengo che il successo sia alla nostra portata".
Quali sono i tuoi progetti per le prossime settimane?
"Domani (oggi, ndr) andrò a Trento per giocare il Future da 15.000$. Al primo turno affronterò Enrico Fioravante. L'obiettivo è quello di continuare a giocare come il Lituania, con la grinta e la concentrazione giuste; fare quello per cui sto lavorando in allenamento e continuare a giocare per divertirmi, cosa che di solito mi riesce. Successivamente andrò a giocare le qualificazioni del Challenger di Jersey, in Gran Bretagna, sempre che mi lascino entrare (ride, ndr) e poi molto probabilmente prenderò parte, sempre partendo dalle "quali", al Challenger francese di Saint Briuec, torneo che si gioca sulla terra rossa indoor con campi molto veloci".. Per i prossimi mesi invece non ho ancora deciso nulla, ma sicuramente continuerò a giocare su superfici rapide alternando Challenger a Futures. Il livello dei primi ITF sul veloce, escludendo forse quello di Trento, è abbastanza elevato, e se teniamo in considerazione che una semifinale Future vale "solo" 5 punti, è meglio provare con i Challengers, cercando la qualificazione per poi giocarsela in tabellone".
Ti sei posto degli obiettivi per il 2010?
"A livello di classifica mi piacerebbe arrivare attorno alla 350/400esima posizione della classifica; mentre per quanto riguarda il gioco l'obiettivo è sicuramente quello di continuare a migliorarmi sempre più, la stessa cosa che abbiamo cercato lo scorso anno. Il rovescio è giù un buon colpo, ma sono convinto di poter crescere ancora. Posso guadagnare un po' di precisione e ottenere più punti dopo il servizio. La stessa cosa vale per gli altri colpi, che non sono ancora al 100%".
... e per la carriera?
"Come tutti i giocatori punti ovviamente ai primi 100 giocatori della classifica mondiale, per poi cercare di progredire man mano. Il sogno è di poter arrivare fra i top10, e vincere un torneo del Grande Slam. Andrebbe bene uno qualsiasi".
Per concludere: ti alleni a Brusaporto (Bergamo), seguito dalla Future Talent, un gruppo emergente che si pone come obiettivo quello di seguire in tutto e per tutto dei giocatori, e trascinarli sino a grandi traguardi. Ci tieni a ringraziare qualcuno in particolare?
"Certamente. Per primo ringrazio William Rota, il mio allenatore, che mi segue tutti i giorni, e poi anche tutti i membri dello staff Future Talent; da Stelio Conti e Dragoljub Kladarin (i preparatori atletici) al massaggiatore Paolo Chiesa, passando per Roberto Manenti (che aiuta in campo), Daniele Monteleone, Massimo Gelmi, e tutti coloro che collaborano alla buona riuscita del progetto nel quale crediamo".























