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18 aprile 2010

ROMA GARDEN - Resoconto degli ottavi di finale

Foto Roberto Bontempi

Dal corrispondente a Roma, Roberto Bontempi

Roma, 21 aprile 2010. Un magnifico sole primaverile, pubblico numeroso, personaggi folcloristici e tanto, tanto tennis. Sono questi gli ingredienti che ormai da molti anni fanno del challenger da 30.000 euro organizzato al TC Garden di Roma, un appuntamento imperdibile per gli appassionati romani e non solo. In questo mercoledì dedicato agli ottavi di finale si sono visti diversi incontri combattuti e spettacolari, alcuni dei quali proverò a raccontarvi.

Ungur b. Guez 1-6 6-4 7-6 (la più lunga)
Dopo due match a senso unico, quelli vinti da Ramirez-Hidalgo (7) e da Daniel Kollerer (3) rispettivamente su Millot (6-2 6-0) e Veic (6-1 6-2), una prima grande battaglia tennistica l’hanno giocata David Guez e Adrian Ungur. Il rumeno dal rovescio d’oro, tesserato in Italia per il TC Crema, è uscito vincitore in rimonta dopo tre ore di lotta all’ultimo punto. Partito male e ceduto facilmente un primo parziale pieno di errori, Ungur si è rimesso in carreggiata nel secondo riequilibrando le sorti della sfida. Nel terzo, però, Guez è parso più continuo nel rendimento e, complice il nervosismo del rivale, si è portato avanti 5-2. A quel punto però il rumeno semplicemente ha rifiutato la sconfitta: ha iniziato a spingere di più da fondocampo ed ha recuperato i due break di svantaggio trascinando l’incontro al tie-break dove, grazie alla sua maggiore classe, si è imposto per 7-3.

Brands b. Bracciali 4-6 7-6 6-2 (il match dei rimpianti)
Peccato. E’ andato davvero vicino il nostro Daniele Bracciali a battere la testa di serie numero 2 del torneo Daniel Brands. Il tedescone dal servizio intrattabile oggi è parso piuttosto vulnerabile e Daniele ha perso davvero un’ottima chance di cogliere il primo successo prestigioso dal rientro per quel maledetto infortunio alla spalla. Bracciali, uscito dalle quali, è partito benissimo con un tennis vario e tatticamente lucido si è portato in vantaggio strappando il servizio al numero 86 ATP. Via via, però, Daniele si confondeva le idee e si faceva prendere dal nervosismo. Nonostante questo, grazie agli involontari aiuti forniti da Brands, alla fine Braccio riusciva a mettere in cascina un parziale caratterizzato da 5 break su 10 giochi. Nel secondo set il discorso si ribaltava: era il tedesco a portarsi 3-1 poi al servizio sul 5-4 con due palle set a disposizione. In quel frangente Brands si disuniva, commetteva un paio di doppi falli e permetteva ad un Bracciali sempre più insofferente di ritornare in gioco. Il set approdava ad un tie-break dove risulterà decisivo un unico punto conquistato contro il servizio dal tedesco, che se lo aggiudicherà per 7-4. Da quel momento in campo ci sarà un solo giocatore, e non sarà il nostro. Brands recupera fiducia, servizio e regala meno, conquistando il match dopo due ore e mezza.

Mayer b. Arnaboldi 6-2 6-3 (c’è poco da fare)
Quando si affronta un avversario più forte e deciso a vincere non c’è troppo spazio per le recriminazioni. E non ha molto da recriminare il nostro Andrea Arnaboldi che si è dovuto arrendere in poco più di un’ora alla testa di serie numero 1 Florian Mayer. Non sono bastati gli incitamenti della bella ragazza bionda dall’accento vivamente spagnolo che seguiva a bordocampo le vicende del nostro giovane tennista: le variazioni di gioco e soprattutto l’anticipo dell’attuale numero 45 del mondo sono sembrati un ostacolo tecnicamente insormontabile per le caratteristiche di gioco del nostro, che si sarebbe trovato più a proprio agio con qualsiasi altro iscritto al tabellone. Comunque Arna non ha mollato una palla e si è impegnato al massimo come sua buona consuetudine.

Machado b. Ancic 4-6 6-4 7-5 (la più bella)
Un’altra grande battaglia, forse la migliore per contenuti tecnici, l’hanno disputata, sul centrale, il portoghese Rui Machado e il campione sfortunato Mario Ancic. Il ragazzo croato, ripetutamente fermato dalla mononucleosi e sprofondato oltre la 400esima posizione in classifica, era una delle stelle della manifestazione ed ha onorato con il massimo impegno l’invito offerto dall’organizzazione. Ha lottato, Mario, con l’umiltà dei campioni veri. Vinto il primo e perso il secondo entrambi di misura, nel terzo set Ancic si è trovato sotto per 4-1. Le parabole arcigne del piccolo rivale iberico sembravano a quel punto fiaccare definitivamente le velleità offensive del croato. Ma Mario non si arrendeva. Attingeva le forze nelle oscure profondità che appartengono solo ai grandi e recuperava issandosi addirittura sul 5-4 a proprio favore. Il pubblico che assiepava le gradinate in ogni ordine di posto si scaldava. Ma non era sufficiente. Il portoghese urlatore non aveva alcuna voglia di mollare e, sul 5-5, complice qualche svarione dell’ex Super Mario, gli strappava la battuta decisiva. Sul 6-5 e servizio succedeva di tutto: due match point annullati con coraggio dal croato e due palle break a suo favore sfumate per poca lucidità, consentivano al portoghese di chiudere, dopo quasi tre ore emozionanti.

Non ho avuto occasione di assistere al big-match Volandri-Klizan e alla sfida tra “Federichi” che opponeva il portoghese Gil e la speranza (sopravvlutata?) argentina Del Bonis. Vi daremo notizie in merito appena possibile.

25 marzo 2010

BRIZZI: "PUNTO ALLE QUALIFICAZIONI DEL ROLAND GARROS"


Di Marco Caldara - Foto da Trnava Challenger

Nel pomeriggio abbiamo contattato il bresciano Alberto Brizzi, che da Barletta si stava spostando a Napoli, pronto per prendere parte alle qualificazioni della Tennisl Napoli Cup, il classico torneo Challenger campano di inizio primavera, che quest'anno ha subito un netto "taglio" del montepremi, sceso a 30.000€. "Brizzo", che domani compirà 26 anni, ci ha parlato dei primi tornei stagionali, del suo attuale stato di forma, e dei programmi/obiettivi per la stagione.

Un giudizio ai primi tornei del 2010?
"Non male, ma avrei potuto fare di meglio. Nei Challenger marocchini sono stato molto sfortunato, anche se non prendo scuse, in quanto ho avuto un forte mal di schiena che non mi ha praticamente permesso di servire, infatti battevo proprio pianissimo. Nonostante questo ho battuto Ivan Navarro e sono andato vicino al successo con Veic, a segno che il livello del mio gioco è buono. Poi mi sono fermato per curare il problema e sono andato successivamente a Marrakech, dove non ho giocato affatto bene. I campi erano molto rapidi, e le condizioni troppo veloci a me non piacciono. Ho sofferto contro un giocatore locale, e poi ho perso malamente da Gremelmayr".

Venendo a Barletta, ottima qualificazione, ma poi la sconfitta con Bedene, anch'egli passato dal tabellone cadetto. Cosa non ha funzionato?
"Nelle qualificazioni mi sono ben espresso. Ho vinto con Alvarez e Del Bonis, un giovane che a mio modo di vedere gioca molto bene, e che è già numero 200 del mondo. Poi in tabellone ho avuto una buona occasione con Bedene, ma non ho giocato al top, ed ha vinto lui. Ho perso 6-4 6-4 sprecando numerosissime palle break (almeno una in quasi tutti i game di risposta), ma devo dire che in varie occasioni è stato bravo lui. Volendo dare un giudizio devo dire che per ora va bene così; anche se forse, senza i problemi alla schiena, avrei potuto raccogliere qualcosa di più".

Ti senti migliorato rispetto allo scorso anno?
"Sinceramente no; il mio livello di gioco è lo stesso dei mesi scorsi. E' nel 2009 che ho fatto dei grossi passi avanti: da quando ho iniziato a lavorare con Marcelo Charpentier credo di essere cresciuto notevolmente sul piano del gioco, ed anche i risultati lo dimostrano, in quanto ho giocato davvero delle ottime partite. Nel 2010 punto a tenere costantemente questo livello di gioco, e a non avere alcun problema di natura fisica".

Quali sono i tuoi obiettivi per la stagione?
"Volendo guardare nell'immediato, punto ad entrare nelle qualificazioni del Roland Garros. Ora giocherò Napoli, Monza e poi molto probabilmente il 15.000$ + H di Vercelli, nella speranza di raccogliere punti preziosi per Parigi. Al momento sono numero 254 del mondo, e perderò qualche punto a Monza, ma niente di che. Devo cercare di fare il maggior numero di punti in questi tornei, per avere la sicurezza di entrare; me ne servono sicuramente almeno 10. Lo scorso anno le "quali" chiusero a 250, quindi al momento sarei al limite. Per la stagione invece ambisco a migliorare il mio best ranking (230) e ad entrare nei top200, in modo poi da affrontare il 2011 con più calma; cioè giocare sempre i Challenger in tabellone, senza il bisogno di fare le qualificazioni, che a lungo andare risultano pesanti".

18 marzo 2010

Trevisan supera R.Hidalgo: "Ho giocato veramente bene"


Di Marco Caldara - Foto Walter Lo Cascio

La notizia del giorno, è sicuramente l'importante successo del toscano Matteo Trevisan, che nel secondo turno del Challenger di Caltanissetta ha sconfitto agevolmente lo spagnolo Ruben Ramirez-Hidalgo, numero 5 del torneo e 148 del mondo, cogliendo il primo quarto di finale in un torneo da 42.500€ e una delle più importanti vittorie della sua vita. Matteo ha chiuso la sfida in 1 ora e 22 minuti, con il punteggio di 6-3 6-2, piazzando una striscia di nove giochi consecutivi dal 2-3 del primo set, che l'ha portato avanti per 6-3 5-0. Perso uno dei due break, il nostro non ha comunque avuto problemi a chiudere, e l'ha fatto in grande stile. In esclusiva l'abbiamo raggiunto telefonicamente pochi minuti fa, e ci ha dichiarato:

"Credo di aver giocato un ottimo match. All'inizio ero teso, e non ho servito benissimo, anche a causa del "solito" dolorino al braccio che mi colpisce nei primi giochi delle partite, salvo poi fortunatamente andarsene. Sono finito sotto di un break, ma sono stato tranquillo e giocando bene l'ho subito recuperato, con un paio di colpi ottimi in risposta. Da quel momento la sfida è "girata" in positivo: ho iniziato a sbagliare sempre meno, e sono stato solido. Ho corso molto e sono spesso riuscito a trovare delle accelerazioni vincenti".

Tornando al match di ieri, vinto con Franko Skugor per 6-3 3-6 6-2, quali sono le tue sensazioni: "Rispetto ad oggi è stata una partita totalmente diversa, in quanto Skugor è un avversario ottimo al servizio ma "giocabile" da fondo; mentre Ramirez-Hidalgo tende a lasciar giocare, dando ritmo. Non ho giocato male neanche ieri, ma ho preso un break all'inizio del secondo set e poi ho fallito una serie interminabile di occasioni per rientrare, una da 40-0 sul suo servizio, finendo per perdere il set. Poi nel terzo è andata meglio, ed ho chiuso".

Venerdì quarti di finale, con Lorenzi e Witten. Come la vedi? Chi preferiresti affrontare? "Non fa differenza, con qualcuno bisogna pur sempre giocare. Ora mi rilasso e da domattina inizieremo a preparare la sfida, a seconda dell'avversario che mi capiterà".

Lo scorso anno hai faticato molto per ottenere dei risultati; mentre il 2010 sembrerebbe iniziato nel modo giusto. Cosa è cambiato? "In generale nulla. Sono sempre io, ma tante piccole cose, insieme, mi stanno permettendo di fare meglio. Fisicamente sono più preparato, non ho ancora avuto alcun infortunio e spero di non averne; e questo mi permette di essere più sereno fuori dal campo; cosa che poi si trasmette anche durante gli incontri. Sono più fiducioso nei miei mezzi, e questo è fondamentale".

L'amico Roberto Commentucci di SPAZIO TENNIS ha invece contattato il coach di Matteo, Fabrizio Fanucci, del quale vi proponiamo le dichiarazioni: “Matteo ha giocato molto bene e ha sconfitto un giocatore esperto e temibile a questi livelli, e per giunta anche molto caldo, in quanto veniva dalla vittoria di domenica nel Challenger di Rabat. Trevisan il potenziale lo ha, come ho sempre detto. Oggi è stato molto bravo sul piano tattico, parte su cui stiamo lavorando molto. Sta imparando a gestire lo scambio, mentre prima tirava una serie di colpi, come del resto è normale per uno della sua limitata esperienza professionistica”.

E sul piano fisico? “Le cose vanno meglio, incrociando le dita. Stiamo lavorando per renderlo più flessibile, anche se proprio mentre mi hai chiamato lo stavo rimproverando perché non era ancora andato a fare stretching dopo il match".

Coach, ma non è che ce lo fate diventare un terraiolo, con tutti questi tornei sul rosso? "Ma no, ma no. Lui con il servizio e con i colpi che ha è un giocatore universale. In questo momento però ha bisogno della terra per crescere tatticamente e per avere meno traumi, visto che fisicamente e muscolarmente deve ancora consolidarsi. Giocherà anche sul veloce, eccome. Ma io oggi gli ho fatto un regalo..."

Che regalo coach? “Gli ho regalato un paio di Asics da erba. Perché lui quest’anno deve puntare a fare le quali di Wimbledon. E ce la può fare, credetemi!”

17 marzo 2010

DANIELE GIORGINI: "POSSO E DEVO FARE DI MEGLIO"


Di Marco Caldara - Foto Walter Lo Cascio

Nel pomeriggio di ieri abbiamo contattato Daniele Giorgini, uno degli storici "amici" di TennisMaschile.com, che si è confidato ai nostri microfoni parlandoci del suo inizio di stagione e del Challenger di Caltanissetta, dove proprio ieri ha seriamente impegnato lo spagnolo Ivan Navarro, numero 123 del mondo e quarto favorito del seeding.

Nonostante abbia dato numeroso filo da torcere ad un giocatore di livello superiore, l'azzurro non si è detto troppo soddisfatto della propria prova, sottolineando che l'incontro sarebbe potuto terminare in maniera diversa: "Per carità, ho giocato bene, ma posso e devo fare di più. Vinto al tie-break il primo set avrei dovuto rimanere concentratissimo ben primi games del secondo, cosa che invece non ho fatto. Ho preso subito un break, e da quel momento il mio avversario e salito di livello ed ha prevalso al terzo set. C'era tanto vento e lo condizioni non erano buone, ma non prendo scuse".

Nel turno finale delle qualificazioni hai vinto con Aranguren. Sensazioni? "Mah guarda, a dire il vero è stato un match normale. Ho vinto facile e non ho avuto alcuna difficoltà, nonostante lui sia un buon giocatore, come recita anche la sua classifica, 100 posizioni meglio della mia. In generale devo ancora crescere sul piano del gioco, e sono consapevole di poterlo fare. I risultati ne saranno una conseguenza".

I tuoi programmi per le prossime settimane? "Ora giocherò due Futures da 15.000$, prima a Roma e poi a Foggia, e poi a seconda di come andranno questi, deciderò. Come già ho detto in precedenza, uno degli obiettivi per il 2010 è quello di giocare con continuità a livello Challenger".

14 marzo 2010

ISMAR GORCIC: "SONO FELICE DELLA MIA SETTIMANA"


Di Marco Caldara - Foto da Sarajevo Challenger

Spesso si sente parlare di quei giocatori che potrebbero puntare davvero in altro, ma per un motivo o per un altro faticano ad esplodere e a confermare i propri risultati. Rientra a pieno titolo in questa categoria il bosniaco Ismar Gorcic, uno che, per intenderci, psicologicamente non ha nulla da invidiare a "cavallo pazzo" Marat Safin. Non conosce il significato della parola costanza, ma è forse proprio per questo motivo che i suoi match sono tutti molto molto spettacolari.

Dotato di un servizio al fulmicotone, Ismar gioca un grande tennis d'attacco, con colpi pesanti e grandi volees, e non disdegna affatto il serve&volley. Il problema è che il tennista europeo è solito alternare ace a doppi falli, sontuose giocate e banali errori, serve&volley d'altri tempi a volees steccate; rendendo spesso innocuo un tennis che potrebbe permettergli grandi cose, e che proprio per questa ragione non l'ha mai portato oltre la 443esima posizione della classifica mondiale, raggiunta nel lontano 2004. A 6 anni di distanza, e il giocatore ormai 27enne, Ismar continua a galleggiare in posizioni poco nobili per un tennista dal suo bagaglio tecnico ed è attualmente numero 577 del mondo.

Da sempre legato all'Italia, fino allo scorso inverno ha vissuto a Perugia allenandosi presso l'accademia di Alberto Castellani, Ismar si è tolto due grandissime soddisfazioni nella settimana corrente, riuscendo prima a portare il punto decisivo alla Bosnia nella sfida di Davis con i rivali macedoni, e poi a centrare i quarti di finale nel Challenger 30.000$ in corso nella sua Sarajevo, superando al termine di due match combattutissimi due tennisti dall'indiscutibile livello, quali Raemon Sluiter e Stephane Bohli, ed arrendendosi solo al tie-break del terzo set al croato Ivan Dodig nel "quarto" giocato Venerdì pomeriggio. A poche ore dal termine della deludente sfida, che l'ha visto sprecare tre match-points, l'abbiamo contattato in esclusiva e si è volentieri reso disponibile ai nostri "microfoni".

Ismar, parliamo innanzitutto della vittoria in Davis. Hai portato il punto decisivo alla tua nazionale battendo in tre set il macedone Magdincev. Sensazioni?
"Nel complesso è stata una sfida molto dura. Ho lavorato tutto l'inverno giocando sul veloce indoor per prepararmi nel migliore dei modi ai due 15.000$ di Sarajevo, ed andare un Macedonia a giocare sulla terra non era certo il massimo. C'erano almeno 2000 persone che ci fischiavano e tifavano contro; ma alla fine ce l'abbiamo fatta, e la soddisfazione è massima".


E poi i quarti nel Challenger 30.000$ di Sarajevo, a casa tua, da wild card, battendo due signori giocatori. Come è stato?
"Devo dire che nonostante le vittorie ero molto stanco. In Davis sono stati tre giorni davvero stressanti e poi ho fatto 13 ore di viaggio lunedì per arrivare nella mia città. Giocare ogni giorno è stato difficile, ma il servizio mi ha assistito. Ho "tirato" circa 30 ace contro Sluiter, annullando due match-points e chiudendo 8-6 al tie-break del terzo; e una ventina contro Bohli. Non ho giocato al meglio ma sono comunque riuscito a vincere due ottimi match".

Ai quarti di finale invece hai perso 7-6 al terzo contro Dodig, fallendo una buona occasione. Cosa ti è mancato?
"Ho servito malissimo. Avevo male al braccio, ma nonostante questo nel tie-break decisivo mi sono portato prima 6-3 e poi 6-5 e servizio, senza però riuscire a chiudere. Sul terzo match-point mi è mancata la freddezza per servire la prima e ho deciso di fare comunque serve&volley con la seconda, perdendo il punto. In ogni caso sono felice del mio torneo e della settimana; è stata una bella esperienza".

Tramite il gruppo Facebook del Circolo Tennis L'Aquila abbiamo notato che hai dedicato a loro le tue vittorie, sia di Davis che dell'ultimo torneo. Per quale motivo?
"Sono tesserato per quel circolo, dove gioco la Serie B italiana. Sono molto affezionato al posto e alla gente che lo circonda; tutte persone che stanno vivendo un brutto periodo a causa del terremoto che ha distrutto la città. Mi sembrava giusto ricompensare in qualche modo l'affetto che mi hanno sempre dato".

Fino a poco tempo fa vivevi e ti allenavi in Italia, perché la scelta di tornare a Sarajevo?
"Si, mi sono allenato a Perugia da Castellani sino all'inverno, seguito dal mio coach Franco Travaglini. Ho però avuto dei problemi economici e sono stato costretto a tornare a casa".

18 febbraio 2010

Brizzi batte Navarro: "Buon match e buona vittoria"

Foto Edoardo De Campora
(Di Marco Caldara e Riccardo Stiglich)

Dopo una lunga serie di acquazzoni che ha completamente stravolto il programma del Challenger 35.000$ sulla terra marocchina di Tanger, si è giocato questa mattina il match di primo turno del bresciano Alberto Brizzi che, opposto all'attaccante spagnolo Ivan Navarro (numero 7 del torneo e 132 del ranking mondiale), ha disputato un'ottima prova imponendosi con il punteggio di 7-5 2-6 6-3.

Perso il primo set a causa di un unico break, Navarro si è prontamente ripreso nel secondo, avvantaggiandosi sin da subito e chiudendo con un veloce 6-2. Il terzo set ha però segnato il ritorno di Brizzi, che ha piazzato due break e chiuso 6-3, siglando la sin qui più importante vittoria della propria stagione: "Oggi ho giocato bene e nel complesso sentivo bene tutti i colpi, fatta eccezione per il servizio che mi limitavo a mettere in campo, visto un fastidioso dolore alla schiena che mi ha colpito in questi giorni. La chiave della vittoria è stata sicuramente la risposta: sono riuscito quasi sempre a rispondere bene; e questo è stato fondamentale per poter affrontare al meglio un giocatore come Navarro, che predilige il serve&volley".

Si sono qualificati per il secondo round anche tre degli altri quattro azzurri impegnati in Marocco, con il solo Arnaboldi sconfitto al primo round dal tunisino Malek Jaziri. Aldi e Vagnozzi si sono imposti rispettivamente sugli spagnoli Ramos-Vinolas e Munoz-De La Nava, e domani saranno chiamati all'impresa contro Stephane Robert (1) e Steve Darcis (2). Avanza anche Alessio Di Mauro, che dopo una maratona di oltre 3 ore e mezza ha superato il croato Veic, e domani sfiderà il portoghese Rui Machado. Un avversario sulla carta più facile è invece capitato allo stesso Brizzi, che domani sarà opposto al ceco Dusan Lojda, numero 234 del mondo: "Non conosco affatto il mio rivale: so solo che è mancino, nient'altro! Sicuramente sarà una partita difficile nella quale dovrò esprimermi al meglio per vincere. In ogni caso sono fiducioso! Purtroppo i campi sono in condizioni pessime, ma se teniamo presente che sono ormai cinque giorni che piove incessantemente, direi che stanno tenendo anche troppo bene".

15 febbraio 2010

BECK CONQUISTA BERGAMO

Karol Beck - Foto Antonio Milesi

Da Bergamo, Marco Caldara - 14 Febbraio 2010
Articolo apparso ieri sul sito www.tennis.it

E’ lo slovacco Karol Beck, numero 139 della classifica mondiale, il vincitore della quinta edizione degli Internazionali di Bergamo. L’atleta dell’est Europa si è imposto oggi con un doppio 6-4 su Gilles Muller, wild card, giocando un match di elevatissimo livello, sicuramente il migliore della settimana orobica. Nelle ultime due edizioni del torneo, Beck ha centrato tre finali (due in doppio) e nel pomeriggio è arrivato il suo secondo successo, dopo la vittoria del 2009 (in coppia con Michael Mertinak) e la sconfitta di ieri sera (con Krkoska) contro il duo britannico Murray/Marray, arrivata per 10-8 al match tie-break a causa di un suo doppio fallo.

69 minuti di partita. A decretare il successo finale è stato un match meno combattuto del previsto, con Beck che ha avuto la meglio sul rivale in maniera molto più netta di quanto dica il punteggio, dominando sin dalle prime battute con un servizio davvero efficace e dei colpi precisi e profondi. Beck, oltre alla grande serietà e concentrazione, e al ‘solito’ rovescio bimane, è piaciuto per l’essere stato in grado di sfruttare al meglio il suo tennis, rendendo al massimo con un servizio di buono, ma non ottimo livello, e anche col diritto, un colpo “costruito” e a volte troppo poco incisivo. Muller invece è parso meno tonico dei giorni scorsi, ottenendo molti meno punti diretti in battuta (anche se sei momenti fondamentali il suo grande servizio l’ha spesso aiutato) e commettendo nel complesso troppi errori gratuiti, fra i quali un numero elevatissimo di risposte finite lunghe o in rete. La contesa è rimasta in equilibrio sino al 3-3, quando Muller ha ceduto la battuta dopo un game interminabile, nel quale aveva in precedenza annullato già quattro occasioni al rivale. Beck ha consolidato il break nel gioco successivo, e dopo aver fallito un primo set-point in risposta sul 5-3, ha chiuso per 6 giochi a 4. Meno combattuta invece la seconda frazione, con lo slovacco che ha giocato un grandissimo terzo game, aperto con una superba risposta di rovescio su uno degli sporadici serve&volley di Muller, e chiuso con un altro colpo vincente, che gli ha regalato il break poi mantenuto agevolmente sino al 6-4 finale, siglato con il 7mo ace del match per l’ovazione del pubblico del PalaNorda.

La gioia di Beck. Al termine dell’incontro lo slovacco si è dichiarato molto contento di aver confermato il successo nel primo precedente fra i due, giocato nel lontano 2003: “Sono molto soddisfatto della mia settimana, culminata con un grande match e la vittoria finale. Ho cercato stare molto concentrato, specie nei punti in cui Muller serviva la seconda palla, provando ad aggredirlo con la risposta e a vincere il punto. E’ per me un grande piacere giocare a Bergamo, dove ho numerosi parenti (una folta schiera di famigliari di Beck risiede in provincia, precisamente a Sotto il Monte, comune bergamasco di 4100 abitanti “intitolato” a Papa Giovanni XXIII, al quale diede i natii, ndr) e vincere qui è di conseguenza più piacevole che in altri tornei. Questo successo, il primo del mio 2010, dà morale e fiducia, e spero di poter rientrare al più presto fra i primi 100 giocatori del mondo; magari confermando il momento positivo già la prossima settimana, quando giocherò a Belgrado". Alla domanda se ambisse a migliorare il suo best ranking di sempre, ossia la posizione numero 36, il giocatore ha accennato una risata, rispondendo: “Quello per me sarebbe il massimo”. I 90 punti guadagnati oggi gli permetteranno di assestarsi intorno al 120esimo gradino; un passo alla volta…

La premiazione - Foto Gabriele Villa

La settimana di Muller. Alla vigilia della finalissima, i favori del pronostico sembravano rivolti verso Muller, alla luce di quanto mostrato nelle scorse giornate sul Play It bergamasco; ma il lussemburghese ha deluso le attese; fornendo una prestazione da bocciatura in risposta, con solo 7 punti conquistati in tutto l’incontro, e davvero troppi punti regalati al rivale. La sua settimana, macchiata dal match odierno, è però senza dubbio stata ottima, e dovrà essere un punto di partenza per la “rinascita” tennistica di Gilles. Vittorie su giocatori quali Hrbaty, Kukushkin e Przysiezny (decisamente in forma negli ultimi mesi) non possono che dargli la consapevolezza di poter tornare su ottimi livelli. I 55 punti ottenuti con la finale gli permetteranno un salto di oltre 100 posizioni nel ranking, con la possibilità di ritornare nei primi 350 giocatori della classifica, e la speranza di poter presto costruirsi una classifica utile per poter prender parte con una certa regolarità ai tornei Challenger, trampolino di lancio verso una vera e propria ripartenza.

Bergamo sul tetto" d’Italia. Per concludere un plauso all’organizzazione del torneo, coordinato dalla Olme Sport, società che ha come patron Gabriele Merelli. Nonostante il montepremi sia stato notevolmente ridotto, il livello della manifestazione è comunque da ritenersi eccellente, grazie anche a delle vere e proprie ‘chicche’ per un torneo di tale grado. Come ogni anno vi è stata una spettacolare cerimonia di apertura, con gli inni nazionali dei giocatori giunti all’ultimo atto, ballerine di ogni genere, e la presentazione di tutte le persone impegnate per la buona riuscita dell’evento. D’obbligo il ricordo a Federico Luzzi e Mathieu Montcourt, entrambi passati da Bergamo prima del tragico epilogo toccato alle proprie vite; e molto piacevole pure la presenza di Fabrice Santoro, legato da una grande amicizia con lo staff del Challenger e giunto al palazzetto dello sport per onorare una promessa della passata stagione, quando disse che sarebbe tornato fra un pubblico che tanto l’ha amato (e continua a farlo) nelle sue tre apparizioni al torneo. “Le magicien” ha inoltre praticamente firmato il suo ritorno per la sesta edizione, rendendosi disponibile per un’esibizione.

10 febbraio 2010

LITUANO D'ITALIA

Laurynas Grigelis - Foto Moreno Faina

E' con grande piacere che quest'oggi ospitiamo su Tennis Maschile.com l'amico Riccardo Bisti di TennisBest.com e TENNIS MAGAZINE, in questi giorni a Bergamo in qualità di addetto stampa del torneo Challenger. Riccardo ci guida alla scoperta di Laurynas Grigelis, con un' intervista nata da un' idea comune, e portata avanti dal più 'avvezzo' dei due.

Da Bergamo, Riccardo Bisti - 10 Febbraio 2010
Articolo apparso sul sito www.tennisbest.com

Sarà per il cibo o forse per il clima, chissà. E' però un dato di fatto che molti tennisti stranieri scelgono l'Italia come base per sviluppare la loro carriera. Il più noto è Andrey Golubev, top 100 kazako residente a Bra. Ma c’è un nome nuovo all'orizzonte: si tratta di Laurynas Grigelis, lituano nato a Klaipeda (terza città più importante del paese) il 14 Agosto 1991. Laurynas è dunque “nato” lituano e non sovietico, giacché il paese si è proclamato indipendente nel 1990 (fu la prima Repubblica a staccarsi dall’Unione Sovietica). Laurynas ha preso in mano la prima racchetta all'età di 6 anni, ma per un lungo periodo ha giocato 2-3 volte alla settimana, conducendo una vita del tutto simile a quella dei coetanei. “Poi si sono accorti delle mie potenzialità e ho iniziato a giocare più seriamente”. E così è arrivato il primo contatto con l’Italia, poi tramutatosi in una vera e propria migrazione. Oggi vive a Bergamo con i genitori e si allena presso il Tennis Club Brusaporto con il supporto dell’organizzazione “Future Talent”. Ma le tappe ce le racconta direttamente lui: “Venni la prima volta a Cividino all’età di 12 anni, accompagnato dalla mia allenatrice, di nome Povilionine, e rimasi una ventina di giorni. Poi tornai in Lituania e smisi di lavorare con lei perché iniziò ad occuparsi di altri giocatori. Allora mandai un po’ di e-mail in Italia e in Inghilterra. A Cividino furono ben contenti di accogliermi”. Papà Stanislovas e mamma Aukse hanno deciso di supportarlo. “Si, al punto che si sono trasferiti con me. Infatti li ringrazio per il loro supporto. Come ringrazio anche la Future Talent che crede in me e mi sta supportando in ogni modo”.

Sorpresa del torneo
Grigelis è uno dei personaggi degli Internazionali di Bergamo (42.500€, Play-It). Entrato in tabellone grazie ad una wild card, ha infilato la sorpresa del torneo battendo Uladzmir Ignatik, numero 1 di Bielorussia e prossimo avversario dell’Italia in Coppa Davis. I risultati di fine 2009 autorizzavano l’Italtennis ad un minimo di preoccupazione, svanita dopo averlo visto all’opera. Tennista muscolare, dotato di due buoni fondamentali ma nulla di più. Resta da capire quanto abbia influito l’ottima prestazione di Grigelis, accompagnato dal suo staff al gran completo. “Della mia prestazione mi è piaciuto l’atteggiamento” dice “Grigio” “Ho lottato punto su punto. All’inizio ero molto emozionato, ma è passata quasi subito”. “E’ vero, era molto teso, per lui è una situazione nuova” interviene coach William Rota, che lo segue a Brusaporto in un team di cui fanno parte anche Andrea Stoppini, Andrea Falgheri e Filip Prpic. Allora gli chiediamo che tipo di giocatore ha tra le mani. “Laurynas è un giocatore adatto alle superfici veloci. E’ dotato di un buon servizio, deve sfruttarlo di più. Ha due buoni fondamentali, colpi pesanti…insomma, un tennis moderno. Certamente deve migliorare in tante situazioni”. A noi è piaciuto sia per il tennis (davvero elegante il movimento del servizio) che per l’atteggiamento: perso il primo set al tie break, in una situazione così emotiva, contro un avversario più esperto, in molti avrebbero mollato. Lui ha finito addirittura dominando. E oggi, nel secondo match a partire dalle 10 se la vedrà con Roman Valent, proveniente dalle qualificazioni. Un match possibile. “Ma per me è indifferente l’avversario, a questi livelli sono tutti forti”.

Laurynas, ci sono poche tracce di te a livello juniores. Come mai?
In realtà a livello Under 14 ed Under 16 ho giocato abbastanza. A 14 anni sono stato tra i primi 20 nella classifica ETA, poi tra gli Under 16 numero 3. Tra gli Under 18 ho giocato qualche torneo, ma poi ho preferito buttarmi nel circuito dei professionisti. Volevo fare esperienza il prima possibile. Certamente mi sarebbe piaciuto giocare qualche Slam, il mio preferito è Wimbledon, però non ho rimpianti in questo senso.

Che tipo di programmazione svolgerai?
Nell’immediato potrei andare a firmare per le qualificazioni di Marsiglia o del challenger di Belgrado. Poi c’è un impegno importante: giocheremo in Coppa Davis contro la Gran Bretagna priva di Andy Murray. Penso sia un match fattibile, anche perché il nostro numero 1 è Ricardas Berankis, altro giovane in ascesa. Certamente abbiamo la panchina un po’ corta, visto che in classifica ATP siamo solo tre lituani. Poi vedremo: certamente più challenger rispetto all'anno scorso. Il mio coach dice che dovrò anche "meritarmi" di giocare certi tornei.

Dove giocherete in Coppa Davis? Il tennis è seguito in Lituania?
Giocheremo a Vilnius (la capitale, ndr) sul sintetico indoor in un palazzetto con circa 3.000 spettatori di capienza. Il tennis è abbastanza seguito, c’è interesse sia da parte dei giornali che della TV.

Torni spesso nel tuo paese natale?
In realtà non troppo. Capita in occasione di impegni come questo oppure scolastici (Laurynas è iscritto all’ultimo anno di scuola superiore e sta per prendere il diploma. Ovviamente studia a distanza, ndr). Altrimenti qualche volta in vacanza.

Quali sono, secondo te, i giovani più interessanti del circuito?
Ce ne sono tanti. Così su due piedi direi Ryan Harrison, Yuri Bhambri, Grigor Dimitrov, lo stesso Berankis, Bernard Tomic. Però non ho ancora giocato contro nessuno di loro. Il più forte che ho incontrato? Direi il polacco Jarzy Janowicz. In assoluto, il giocatore più forte che ho affrontato è Benjamin Becker.

Domanda d’obbligo per un ragazzo come te. Il tuo sogno?
Mi piacerebbe entrare tra i primi 10 al mondo e giocare e vincere un torneo del Grande Slam. Speriamo.

Anticipiamo il sito ATP, che a breve ti farà questa domanda per inserirla nella tua scheda. Cosa ti piace fare fuori dal campo?
Hobby molto comuni: mi piace guardare film, ascoltare musica ed apprezzo il calcio. Sono un tifoso interista...

09 febbraio 2010

STOPPINI NON VA, KUDRYAVTSEV SI

Alex Kudryavtsev - Foto da Daylife.com
Da Bergamo, Marco Caldara

Altro giorno lungo e divertente al Challenger di Bergamo. Il 'cartello' odierno prevedeva vari match di primo turno del torneo di singolare (altri 4 sono previsti per domani), e il completamento del primo round del tabellone di doppio. La giornata si è però rivelata avara per i colori azzurri, con le sconfitte di Andrea Stoppini e del doppio Crugnola/Galvani. In serata poi, l'esordio di Dominik 'Dominator' Hrbaty, che ha sconfitto l'ottimo svizzero Michael Lammer con un doppio e combattuto 6-4.

Kudryavtsev (RUS) b. Stoppini 6-1 7-6:
Il primo set non si è giocato. 20 minuti esatti di colpi vincenti del russo, e di grossi e ripetuti errori del nostro sono bastati per consegnare al talentuoso giocatore dell'est Europa la frazione. Andrea è poi partito leggermente contratto anche nella partita successiva; ma dopo aver vinto ai vantaggi l'importantissimo e molto combattuto quarto game, e mantenuto la parità è finalmente entrato nel match. Si è portato avanti di un break nel gioco seguente, ma l'ha perso, con buon merito del rivale, nell'ottavo. Un altro break gli ha consegnato l'opportunità di servire per il set, ma anche questa volta Kudryavtsev non è certo rimasto a guardare, ed ha impattato sul 5-5. Annullato un set-point sul 5-6, 'Stoppo' ha guadagnato il tie-break; che l'ha però visto spegnersi dopo una buona partenza. Una serie interminabile di 'vantaggi' non concretizzati, ha portato all'11-11, e Stoppini, rischiando una seconda piuttosto potente, ha commesso un ingenuo doppio fallo, con il rivale che, piazzando poi un ace, ha chiuso la contesa. Escludendo la prima frazione, Andrea non ha disputato un cattivo match, ma nei momenti importanti il maggiore estro del russo, ha fatto la differenza. Kudryavtsev è un giocatore dotato di un immenso bagaglio tecnico, che però troppo spesso non va d'accordo con la sua folle mente; ed è sicuramente questo il motivo per il quale il ragazzo non è mai definitivamente 'esploso'.

Hrbaty (SVK) b. Lammer (SUI) 6-4 6-4:
Entrambi giocatori dotati di un rovescio ottimo, e decisamente superiore al diritto, i due hanno dato vita ad un match avvincente e spettacolare, deciso su pochissimi punti, che hanno premiato la maggiore esperienza dello slovacco. I giocatori si sono tutto sommato equivalsi, con lo svizzero spesso volto a cercare il colpo meno 'nobile' di Hrbaty, il quale ha comunque colpito molto bene anche dalla parte destra, riuscendo spesso a mettere in serie difficoltà il rivale con i suoi numerosi cambi di direzione. Lammer si è trovato avanti di un break in entrambe le partite, ma non è riuscito a concretizzare il vantaggio, con Hrbaty che ha chiuso con un doppio 6-4, recuperando da 2-4 nel primo set e da 3-4 (e risposta) nel 2°.

08 febbraio 2010

Stoppini: "Non so cosa aspettarmi da Kudryavtsev"

Andrea Stoppini - Foto da Flickr.com
Da Bergamo, Marco Caldara

Nella giornata di ieri, al termine della sfida di doppio che ha visto la coppia Grigelis/Stoppini (wild card) prevalere sui favoriti Dodig/Moser con il punteggio di 5-7 6-3 10-6, ho scambiato qualche parola con l'esperto giocatore trentino che, oltre a descriverci l'incontro, ci ha parlato della non troppo fortunata trasferta USA, e del suo impegno odierno, che lo opporrà al folle russo Alex Kudryavtsev: "Non so davvero cosa aspettarmi dal match di primo turno. La scorsa estate, a Binghamton persi in due set; ma Kudryavtsev è un pazzo scatenato, non si sa mai cosa si può inventare. La sfida sarà sicuramente dura, e la mia speranza è quella che la palla non gli stia in campo (ride, ndr). A Bergamo non ho mai vinto una partita in tabellone principale, e spero sia giunto il momento. Ogni incontro mi sento sempre meglio, e di conseguenza spero di giocare nel migliore dei modi".

Un commento alla vittoria in doppio? "Sicuramente un buon match. Il mio livello di gioco è andato in crescendo col passare dei minuti, anche se ho faticato in risposta per quasi tutto l'arco della sfida. Fortunatamente nel tie-break finale sono riuscito a trovare maggiormente la palla in risposta, e questo è stato fondamentale per la vittoria".

E la mini-tournee statunitense? "Sui due tornei negli States, Honolulu e Dallas c'è davvero poco da dire. In entrambi ho perso dal futuro finalista, e quindi si può immaginare come siano andate le cose. Nella sfida con Zemlja c'era tantissimo vento, ma lo sloveno giocava come se non ci fosse; non c'è stata davvero partita, a lui il merito. L'incontro con Ball invece l'ho un po' regalato. Ero in vantaggio di un break in entrambi i set, e l'australiano ha tenuto un livello di gioco costante. La colpa è mia, ho fatto davvero troppi errori stupidi, ed alla fine li ho pagati".

07 febbraio 2010

SIGNORI, CHE BRACCIO (A META')

Foto Gabriele Villa (GDV Pixel.com)
(di Marco Caldara)

Altra giornata di ottimi match a Bergamo, con l'avvincente sfida fra l'austriaco Peya e il russo Andrey Kuznetsov, vinta dal secondo al tie-break del terzo set; e il bellissimo match fra Daniele Bracciali e il tedesco Simon Stadler. Eliminato Jacopo Locatelli, ultimo bergamasco rimasto in gara, in grado di combattere alla pari per un set contro il più quotato Go Soeda, allenato dal nostro Davide Sanguinetti. Fuori anche Stefano Galvani, che poco ha potuto contro lo svizzero Roman Valent, giocatore dotato di un talento immenso, che gli permise nel 2001 di dominare la stagione juniores sull'erba - con successi a Roheampton e Wimbledon - ma mai esploso (a causa anche di numerosi lunghi stop) nel circuito maggiore.

Bracciali (ITA) b. Stadler (GER) 4-6 6-4 6-4
I due giocatori, entrambi dotati di uno splendido rovescio ad una mano e propensi al gioco d'attacco, hanno dato vita al match più bello visto sin qui al PalaNorda, il palazzetto dello sport di Bergamo, che per il quinto anno consecutivo ospita l'evento. Dopo un primo set nel quale è apparso un po' contratto, ma comunque in grado di sostenere il ritmo rivale, Daniele ha alzato il suo livello di gioco, e il tedesco ha faticato per rimanergli attaccato, riuscendo comunque ad arginare il tennis del nostro con frequenti discese a rete e un servizio molto fruttuoso. La seconda partita si è decisa da un break in apertura in favore del nostro; mentre il terzo set ha visto Stadler agganciare Bracciali sul 4-4, salvo poi perdere nuovamente il servizio, e di conseguenza l'incontro, chiuso dal nostro con un grande rovescio incrociato (al momento il colpo che viaggia maggiormente). Quello che non è molto piaciuto di Daniele è la mentalità: in varie occasioni Daniele ha pronunciato frasi come "incredibile", "la mette dove vuole", "non ci posso credere", quasi non si capacitasse dell'alto livello di gioco del rivale; non certo un novellino. I tifosi di 'Dangerous Daniele' possono però stare tranquilli, in quanto il servizio, pur non essendo quello d'un tempo, è tornato su buoni livelli, e lo stesso si può dire per i due fondamentali, parsi tonici e sciolti. Vicine alla perfezione, come sempre, le volèes.

DANIELE HA POI PERSO AL TURNO DECISIVO DELLE QUALIFICAZIONI CONTRO L'UCRAINO SERGEI BUBKA, NON ENTRANDO MAI NEL MATCH (A CAUSA ANCHE DI UN PROBLEMA AD UN GINOCCHIO), E SUBENDO UN NETTISSIMO 6-2 6-1 IN APPENA 42 MINUTI DI GIOCO.

Andrey Kuznetsov - Foto Gabriele Villa

Kuznetsov (RUS) b. Peya (AUT) 4-6 6-0 7-6
Ottima prova per l'emergente russo Andrey Kuznetsov (classe 1991 e vincitore di Wimbledon Under 18 nel 2009), capace di superare un giocatore del calibro e dell'esperienza di Alex Peya. L'austriaco non è però apparso nella migliore condizione, con un servizio meno efficace del solito
e pochi punti vinti nei pressi della rete. Molti sono stati però i meriti del primo, che dopo un primo set difficile si è ripreso alla grande, recuperando poi nella frazione finale dalla spiacevole situazione di 4*-3 Peya, con un game fatto di tre risposte vincenti e un ottimo passante incrociato; che gli ha dato la giusta dose di fiducia per scattare benissimo nel tie-break decisivo. Il giovane, già numero 302 della classifica, è dotato di un servizio molto efficace, ed anche da fondo campo, specie con il diritto, dimostra di essere già praticamente completo; facendosi apprezzare anche nelle non rare discese a rete.

Locatelli e Soeda - Foto Gabriele Villa

Soeda (JPN) b. Locatelli (ITA) 6-1 6-4
Buona prova del diciottenne azzurro, al momento senza punti ATP, che è riuscito a combattere per un set con un giocatore decisamente superiore. Rimane sicuramente un po' di amarezza per il primo set gettato al vento dopo una buonissima partenza, e per il break subìto con un doppio fallo nell'ultimo game del match, dopo aver sprecato quattro break-points nel corso della frazione. L'azzurro ha fatto però vedere buone cose, riuscendo con colpi potenti e precisi ed un servizio di alto livello a dare del filo da torcere all'asiatico. Come spesso accade in questi incontri però, è l'esperienza a farla da padrona, e nei punti fondamentali Soeda non ha mai tardato a piazzare l'allungo vincente. Tutto sommato Locatelli è parso un buon giocatore da veloce, con ampi margini di miglioramento, un corretto e positivo atteggiamento in campo, e i mezzi tecnici per poter competere nei primi round dei tornei Futures.

Stefano Galvani - Foto Gabriele Villa

Valent (SUI) b. Galvani (ITA) 6-4 6-4
Poco da dire. Sicuramente non è lecito parlare di sconfitta a sorpresa, in quanto il giocatore svizzero ha più volte dimostrato, nel corso degli anni, di saperci fare davvero. Oggi è parso sicuramente più in palla del nostro, un po' attardato al servizio, come del resto già ieri, e anche dopo la vittoria di Sheffiled, ci aveva dichiarato. Qualche indecisione in battuta all'inizio di entrambe le frazioni è costata caro al nostro, che non è più stato in grado di recuperare, non riuscendo mai ad arrivare vicino al contro-break, a causa anche di un Valent davvero in grande spolvero; e lanciato verso la qualificazione, e perché no, un ottimo torneo.

06 febbraio 2010

ITALIA IN CHIAROSCURO A BERGAMO

Foto Antonio Milesi
(Di Marco Caldara)

E' scattato in mattinata il Challenger di Bergamo (Indoor Play It, 50.000$), primo appuntamento italiano della stagione 2010 e miglior torneo al coperto di tutto il calendario nazionale. Mi trovo a Bergamo (la mia città) e vi rimarrò per tutta la durata del torneo; di conseguenza cercherò ogni giorno di tracciare dei resoconti sugli incontri visti (con un occhio di riguardo agli azzurri), inserendo anche le opinioni e le dichiarazioni dei giocatori direttamente interessati.

Stefano Galvani b. Cerdik-Marcel Stebe (GER) 6-4 6-2
Match a tratti molto avvincente, che ha però visto l'esperienza del nostro Stefano prevalere sull'estro del rivale, forse ancora un po' acerbo nella gestione dei momenti chiave della partita. Il primo set è stato decisamente più complicato del successivo, con Galvani che in un'occasione ha anche perso il servizio, riprendendosi però senza problemi. L'azzurro è parso in buona forma (non a caso solo due settimane or sono ha vinto l'importante Future di Sheffiled), ed ha dominato il rivale anche sul piano puramente tennistico, concludendo la sfida in poco più di un'ora: "Ho giocato un buon match - spiega Stefano-, il mio rivale non giocava affatto male ma, probabilmente anche a causa della sua giovane età, sono riuscito a metterlo in difficoltà semplicemente tenendo un ritmo alto, che lui ha faticato a sostenere; calando nettamente nella seconda partita. Io sono soddisfatto della mia prova, per essere il primo match del torneo è stato positivo; ho faticato solo nei primi game, per abituarmi ai campi e alle palle Tretorn, con le quali non giocavo da tempo, che rimbalzano molto basse. Per il resto è andato tutto bene. Fisicamente sono a posto, ed anche a livello di colpi non mi lamento; anche se il servizio non mi ha aiutato molto, e posso fare di meglio. Domani gioco contro lo svizzero Valent. Non lo conosco, ma so che gioca molto bene".

Sergei Bubka (UKR) b. Claudio Scatizzi 6-2 6-0
Dopo una buona partenza, l'azzurro (bergamasco classificato 2.6 in Italia) si è spento. Claudio è andato sotto di un break nel terzo gioco, ma sul 3-2 in favore di Bubka - figlio del celebre saltatore con l'asta, tutt'ora detentore del record mondiale (6, 15 metri) - ha avuto due palle-break per provare a raddrizzare il set. Le ha però fallite entrambe, con buon merito dell'ucraino, e da quel momento ha raccolto davvero poco, con il rivale che è entrato a pieno regime nel match, chiudendo in 48 minuti di gioco.

Daniele Bracciali b. Roberto Marcora 6-4 6-4
Il miglior match visto quest'oggi. Il lombardo Marcora, classe 1989, molto migliorato dalla sua ultima apparizione in mia presenza (la scorsa estate), ha giocato un ottimo match, dominando i suoi game di battuta con un servizio a tratti devastante (11 gli ace ed almeno altrettanti i servizi vincenti), e con buoni fondamentali. Dal canto suo Bracciali, forte di maggiore esperienza, non è stato da meno, riuscendo ad arginare il gioco del rivale. La sfida è stata decisa da due break, entrambi subiti ingenuamente da Roberto, che ha poi fallito un'occasione di 'rientro' sul finire del secondo set: "Quella palla break è stata molto importante - racconta Marcora - ma Bracciali ha servito bene e si è preso il punto. In quell'occasione ho cercato di rimanere in difesa e lasciare a lui il pallino del gioco, ma giocatori di tale livello se hanno la minima possibilità di fare il punto lo fanno. Oggi ho servito bene, e sono soddisfatto della mia prova. Avrei potuto forse fare di più, a causa dei due break un po' regalati, ma all'inizio del match ero tesissimo, in quanto era la prima volta che giocavo in un palazzetto tale, e l'inesperienza si è fatta sentire".

Queste invece le parole del vincitore, Daniele Bracciali: "Ho giocato abbastanza bene, servito bene, e sono soddisfatto: per essere il primo match dell'anno le sensazioni sono state buone. Ho sentito abbastanza bene i colpi, ed anche la spalla ormai è quasi totalmente recuperata; il servizio purtroppo non è più quello d'un tempo, ma è comunque su buoni livelli. Lo scorso anno di questi tempi ero messo molto peggio; mentre ora mi sento bene, e questo mi rende felice".

Di seguito i risultati degli azzurri negli altri match di giornata:
Locatelli b. Civarolo 7-6 6-4
Valent (SUI) b. Marchegiani 7-6 6-1
Panfil (POL) b. Molina 6-4 6-2
Sitak (RUS) b. Mauri 7-5 6-4

Slabinsky (GBR) b. Carera 6-1 6-1
Raja (IND) b. Miccini 6-2 4-6 6-3

Kuznetsov (RUS) b. Della Tommasina 6-0 6-1

05 gennaio 2010

IL BLOG DI UROS (1) - NOUMEA CHALLENGER

Flavio Cipolla - Foto Ray Giubilo

Considerato il grande succes
so riscosso dal pezzo di Lunedi, nel quale Uros Vico faceva il punto della situazione sugli azzurri impegnati in quel di Noumea, illustrandoci l'andamento degli incontri dei nostri portacolori, abbiamo deciso di ripetere da subito l'iniziativa, e di dargli una certa continuità. L'amico Uros ci ha dato la sua disponibilità, e nasce quindi oggi su TENNIS MASCHILE.com una nuova rubrica, curata proprio dal nostro 'inviato speciale', che prende il nome de 'Il Blog di Uros', nella quale il tennista azzurro ci terrà aggiornati sui match dei suoi 'colleghi' in giro per i tornei da lui frequentati in veste di coach. La prima 'fetta' della rubrica comprenderà il torneo di Noumea e l'imminente Australian Open.

Come saprete, Uros, dopo una carriera di ottimo livello (numero 166 in singolare e 80 in doppio come migliori, e invidiabili, piazzamenti) ha ormai abbandonato il circuito professionistico, per dedicarsi, insieme a Corrado Borroni e a Mattia Livraghi, all'attività di coach presso il Centro Marconi di Segrate (Milano), circolo che annovera fra i giocatori che vi si allenano numerosi atleti professionisti, come Crugnola, Vagnozzi, Ianni, Mauri e Marcora; e anche vari giovani con buoni auspici per il futuro. I due tennisti di maggiore rilievo (in termini di ranking), ossia Marco Crugnola e Simone Vagnozzi, hanno optato per la trasferta ocenica (il Challenger 75k di Noumea e gli Australian Open), e Uros li ha seguiti come allenatore.

Nella 'puntata' di oggi, la prima del nostro nuovo diario, Vico ci parlerà dei tre match di secondi turno del torneo francese (con le belle vittorie di Vagnozzi e Cipolla e la sconfitta di Crugnola), e dei due quarti di finale, nei quali Cipolla ha sconfitto Simon Stadler, e Vagnozzi ha combattuto strenuamente con il temibile tedesco Florian Mayer (top70 ATP), poi vittorioso per 6-3 al terzo set. Lascio quindi la parola al nostro inviato, che in ordine cronologico ci illustrerà gli incontri.

(Uros - Foto Gisberto Ianni)

Dal nostro inviato a Noumea, Uros Vico


OTTAVI DI FINALE:

Simone Vagnozzi b. Grega Zemlja (SLO) 62 36 63
Il match è stato condizionato da un forte vento, che ha reso difficile ad entrambi giocare un tennis regolare. Simone è partito fortissimo, ha vinto 6-2 il primo set e si è portato sopra di un break ad inizio del secondo. Spingeva bene e variava molto il ritmo con il diritto, mettendo il grossa difficoltà l'avversario. A quel punto però ha un po' rallentato, e Zemlja ne ha approfittato, iniziando a 'palleggiare' e riducendo al minimo gli errori, cosa che gli ha permesso di portare a casa la frazione. Lo sloveno si è poi portato avanti di un break anche ad inizio terzo set, ma Simone ha ripreso a giocare benissimo, spingendo nel modo giusto e con ottime variazioni, ed è volato 4-1.terzo e da li ha incominciato di nuovo a fare bene il gioco variando. Sul 4-2 e servizio c'è stato un game lunghissimo e molto lottato, ed ai vantaggi Vagnozzi ha perso il servizio. Zemlja gli ha però subito restituito il favore, in quanto, con vento a favore, ha giocato male gli ultimi due game, permettendo a Simone di portare a casa l'incontro.

Flavio Cipolla b. Vincent Millot (FRA) 64 62
Flavio è stato sotto di un break nel corso della frazione, ma da quel momento ha cambiato notevolmente, incrementato molto il livello di gioco e chiudendo molto bene, poco da dire.

Kevin Anderson (RSA) b. Marco Crugnola 62 62
Anche su questo match poco da dire. Marco non è mai stato in partita, si può quasi dire che non abbia giocato. Il suo match è iniziato sul 26 03, insomma, troppo tardi. C'era moltissimo vento ma questo non è assolutamente un valido motivo per una prestazione del genere. Peccato perché anche lui sta giocando bene in questi giorni.

QUARTI DI FINALE:

Florian Mayer (GER) b. Simone Vagnozzi 63 26 63
Simone era in vantaggio 3-0 nel primo set, ma poi, sul 3-1 e servizio ha sbagliato due dritti abbastanza facili, permettendo a Mayer di rientrare e prendere fiducia. Il tedesco ha iniziato a giocare molto bene; gli scambi era lunghi e lottati, ma alla fine i punti li faceva sempre l'avversario. C'è stato equilibrio sino al 2-2 del secondo set, quando Simone ha fatto il break al rivale, ha preso fiducia, e ha iniziato a variare bene il ritmo costringendo spesso Mayer all'errore, e vincendo così per 6-2 la frazione. Nel terzo set Simo ha avuto tre pericolosissime palle break sul 3-3, ma Florian ha sempre servito bene; peccato perché quel game lunghissimo è stato, alla fine, decisivo. Sono dispiaciuto perché Vagno ha giocato molto bene oggi e poteva fare il colpaccio. Spero che questo match, giocato alla pari contro un' avversario ottimo, e in generale l'andamento del torneo gli dia fiducia in quanto dimostra che può giocare bene anche sul cemento all'aperto.

Flavio Cipolla b. Simon Stadler (GER) 36 61 62
Flavio ha giocato anche oggi in maniera molto solida. Nel primo set si può dire che i due si siano ammazzati a suon di game lottati, tutti terminati ai vantaggi, con il tedesco che oggi serviva particolarmente bene. Non è un giocatore che tira molto forte, però è mancino ,si muove bene, e mette la palla dove vuole. Flavio è stato bravissimo a continuare a giocare come nel primo set, mentre Stadler è calato alla distanza, perdendo facilmente secondo e terzo. Domani la semifinale con il francese David Guez. Il match non sarà facile, però secondo me Cipo ha il gioco adatto per dare fastidio al rivale. La cosa importante e fondamentale è che sia a posto fisicamente, in quanto qui le temperature sono altissime e giocare tutti i giorni singolare e doppio non è semplice. Dopo la semifinale del singolare infatti, Flavio in coppia con Simone giocherà la finale del doppio, che i due hanno già vinto qui a Noumea nel 2008.

Non perdete quindi domani la seconda puntata del 'diario', nella quale Uros ci parlerà della semifinale fra Flavio Cipolla e David Guez e della finale del doppio, che vedrà la coppia numero uno del seeding, composta da Cipolla e Vagnozzi, contendersi il titolo con l'ottimo duo Devilder/Roger-Vasselin.

04 gennaio 2010

NOUMEA SORRIDE AGLI AZZURRI

Simone Vagnozzi - Foto Gisberto Ianni
(di Marco Caldara e Uros Vico)

Se la stagione a livello ATP non è ancora scattata (i primi tre azzurri giocheranno oggi in quel di Doha); a livello Challenger gli italiani si sono già tolti ottime soddisfazioni, con tutti e tre i nostri portacolori che, pur con degli accoppiamenti non semplici, si sono guadagnati il secondo turno del Challenger 75.000$ di Noumea, cittadina francese situata in Nuova Caledonia, isola oceanica non lontana dall' Australia.

Marco Crugnola ha sconfitto lo statunitense Lester Cook per 3-6 6-2 7-6; Flavio Cipolla ha battuto il francese Devilder per 4-6 6-4 6-2, e Simone Vagnozzi, dopo aver superato le qualificazioni, si è imposto 4-6 6-4 6-3 sul promettente belga Ruben Bemelmans. Il torneo non dispone di un 'livescore', e quindi l'andamento dei match è praticamente sconosciuto a tutti. Non lo è però a TENNIS MASCHILE.com, che ha raggiunto Uros Vico (a Noumea in qualità di allenatore di Vagnozzi e Crugnola), il quale ci ha illustrato gli incontri, analizzando anche i prossimi incontri dei nostri.

Crugnola def. Cook 36 62 76
'Marco ha giocato così così nel primo set, ed infatti l'ha perso. Poi ha alzato il suo livello di tennis, ed ha dominato sino a portarsi 4-1 con due break nel terzo set. A quel punto avrebbe dovuto chiudere l'incontro, invece ha permesso al suo avversario di rientrare nel match. Sul 6-5 per Cook, Marco ha annullato anche due match points (con un ace e un servizio vincente), e poi ha giocato un ottimo tie-break, e vinto meritatamente l'incontro. Ora l'impegno con Kevin Anderson. E' un match difficile, ma se Crugnola gioca bene lo può battere'.

Vagnozzi def. Bemelmans 46 64 63
'Bemelmans è davvero un bel giocatore. Il match è stato bello e combattuto, con Simone che ha perso il primo set a causa di un break sul 4-4, quando ha giocato un brutto game di servizio. La sfida era girata male anche nel secondo set, con Simone che nel quinto game ha perso il servizio. A quel punto però 'Vagno' ha iniziato a spingere di più e giocare meglio; ha recuperato il break e ne ha piazzato un secondo, chiudendo 6-4. Nel terzo poi, un solo break ha fatto la differenza, ed è stato a favore del nostro, il quale ha siglato il 6-3 finale. Ora Simone gioca con Grega Zemlja, con il quale ha sempre vinto, ma sulla terra; sul veloce il rivale è un po' più ostico, quindi sarà un match aperto'.

Cipolla def. Devilder 46 64 62
'Cipolla è stato molto bravo, in primis perché ha battuto Devilder, un giocatore forte con il quale nelle due precedenti sfide aveva perso in due set. Nel primo set Flavio stava giocando molto bene, e si è portato avanti per 4-2. Poi ha sbagliato qualche palla di troppo ed ha buttato via il set. E' stato però abilissimo nel riprendersi, ed alla fine l'ha spuntata. Ora gioca con Millot; il francese esprime un buon tennis, simile a Devilder'.

Gli abbiamo poi chiesto un giudizio sulla stato di forma di Vagnozzi e Crugnola, i suoi due 'osservati speciali' nel torneo (al quale ricordiamo che anche Uros ha preso parte, perdendo all'ultimo turno di qualificazioni con il locale Frost): 'Li ho visti abbastanza bene. Quest'inverno si sono impegnati ed allenati nel migliore dei modi. Entrambi stanno bene fisicamente, e ci sono quindi buoni auspici per il torneo. Va detto inoltre che tutti e tre i nostri giocatori hanno perso il primo set per poi vincere in rimonta al terzo set, e con questo caldo non è affatto facile; anche se Flavio e Simone hanno giocato praticamente di sera. Bravissimi'.

09 dicembre 2009

UNO SGUARDO AL 2009: SIMONE BOLELLI

Foto Antonio Costantini

Continua con Simone Bolelli la serie di articoli del nostro Roberto Bontempi che, con cadenza settimanale, analizza per TENNIS MASCHILE.com le stagioni dei primi 10 giocatori azzurri nella classifica mondiale.

(di Roberto Bontempi)

Trovare Simone Bolelli al numero 90 del mondo fa un effetto non propriamente positivo. Il ventiquattrenne di Budrio, la più concreta speranza del nostro tennis, dopo un buon 2008 che lo aveva portato nei primi quaranta del mondo, sembrava destinato a fare il grande salto in questo 2009, ma il suo rendimento non è stato assolutamente all’altezza delle aspettative.

Un dato su tutti testimonia questa stagione di vacche magre: mai, nei 25 appuntamenti ufficiali cui ha preso parte, Simone è stato in grado di vincere più di due match di fila, fatto che, tra l’altro, è avvenuto solo tre volte (a Montecarlo, Umago e New Haven). Per il resto 9 secondi turni e ben tredici sconfitte al primo incontro (di cui ben sette consecutive negli ultimi sette appuntamenti dell’anno) a completare un quadro a tinte fosche. Per comprendere appieno questo rendimento, inspiegabile per un giocatore del suo livello, si deve andare oltre il fronte tennistico in senso stretto. Capita spesso agli appassionati di uno sport, ed anche a tanti giornalisti, di dimenticare che un professionista è prima di tutto un uomo che vive una vita fuori dal campo che non può non condizionare, almeno in parte, le prestazioni agonistiche.

Da questo punto di vista il 2009 per Bolelli è stato un anno fondamentale per almeno tre avvenimenti. Innanzitutto il suo 1) matrimonio: Simone si è sposato il 6 agosto con la splendida modella uruguaiana Ximena Fleitas. Alcuni potrebbero far notare che, dal giorno del “fatidico si”, Bolelli non ha vinto un solo match in un tabellone principale di un torneo del circuito (ha battuto solo Britton e Kim nelle qualificazioni di Cincinnati), ma la coincidenza è troppo clamorosa per avere qualche fondamento di credibilità... Lasciando da parte le combinazioni più o meno attendibili, un’influenza ben maggiore sulla stagione di transizione del Bole ha avuto, a mio avviso, la sua 2) separazione da Claudio Pistolesi avvenuta alla vigilia del Roland Garros dopo tre anni e mezzo di fruttuosa collaborazione. Non so se ci siano altre cause oltre quelle ufficiali dietro l’interruzione di questo efficace sodalizio sportivo, ma non è possibile ritenere ininfluente tutta la questione esplosa l’anno scorso con la FIT che aveva portato alla esclusione di Simone dalla Davis. E’ probabile (anche se potrei sbagliarmi) che questa situazione di lotta armata con la FIT abbia pesato sulla psiche del nostro giocatore soprattutto dopo la brutta figura di Roma (dove indossando una provocatoria maglietta con su scritto “Italia”, aveva rimediato una gran stesa contro Kohlschreiber) anche perché nella prima parte della stagione, pur non ottenendo piazzamenti straordinari, Simone aveva giocato qualche match ad alto livello: il successo nella Hopman Cup contro il top-10 Gilles Simon, una fantastica partita disputata a Dubai con Richard Gasquet persa per 7-6 al terzo, i successi a Montecarlo contro Soderling e al Roland Garros con Berdych e un match meraviglioso giocato punto-a-punto contro Andy Murray a Madrid. Va anche detto, però, che, dalla primavera fino al termine dell’estate, Bolelli ha avuto anche dei 3) problemi fisici che ne hanno certamente condizionato il rendimento.

Fatto sta, una volta concluso il rapporto con Claudio, Simone ha ricucito in fretta i rapporti con la FIT ed è riuscito a prendere parte all’incontro di Davis con la Svizzera di Federer al quale teneva, comprensibilmente, in modo particolare. Dopo qualche torneo senza allenatore, Bolelli da fine luglio si è affidato alle mani sapienti di Riccardo Piatti, il coach italiano più titolato e stimato al mondo. Pochi mesi non sono sufficienti nemmeno per pensare di giudicare il lavoro di un allenatore ma va registrato che la scossa psicologica che molti si attendevano non c’è stata: quattro incontri vinti in nove tornei disputati parlano da soli, ma c’è tempo per lavorare. Sistemate queste questioni extratennistiche in senso stretto, l’anno prossimo Simone potrà ripartire con la mente certamente più libera e con rinnovata tranquillità.
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In questo momento il Bole si sta allenando a Montecarlo con gli altri giocatori della scuderia Piatti. Simone dovrà migliorare in particolare la gestione mentale e tattica del match, soprattutto nei suoi momenti importanti. L’Italia tennistica, oggi, non può prescindere da Bolelli.

01 dicembre 2009

UNO SGUARDO AL 2009: PAOLO LORENZI

Foto Giulio Gabbanini

Continua con Paolo Lorenzi la serie di articoli del nostro Roberto Bontempi che, con cadenza settimanale, analizza per TENNIS MASCHILE.com le stagioni dei primi 10 giocatori azzurri nella classifica mondiale.


(di Roberto Bontempi)

Per alcuni è solo la sintesi del tennis di oggi in cui la tecnica tennistica in senso stretto conta in modo relativo, per altri, invece, è un esempio per tutti i giovani tennisti italiani che spesso mancano della necessaria tenacia ed applicazione per migliorare ed emergere. Per me Paolo Lorenzi è un mezzo miracolo e l’unica cosa certa è che il tennista tesserato per la Società Tennis Bassano ha iniziato il 2009 da numero 207 e l’ha finita al numero 83 del ranking mondiale diventando, di fatto, il quarto italiano del mondo.

Per analizzare la stagione del simpatico ventisettenne nato a Roma, dobbiamo addentrarci in un mondo diverso da quello del tennis d’elite. Il tennista azzurro, infatti, ha costruito la sua straordinaria scalata del 2009 esclusivamente su tornei del cosiddetto circuito minore dal momento che ben 26 dei 33 appuntamenti da lui disputati e soprattutto 55 dei 58 match vinti, si riferiscono a Challenger e Futures. Va riconosciuto che, a questo livello, la continuità di risultati di Lorenzi è stata straordinaria: quattro tornei vinti (i Challenger di Reggio Emilia, Rijeka, Lubjana sulla terra e un Future in Costa d’Avorio sul duro), tre finali, tre semifinali e ben sei quarti spiegano bene il balzo in classifica.

Nei tabelloni principali dei tornei ATP, invece, Lorenzi ha disputato un solo match, l’ultimo della sua stagione tra l’altro, a Lione, perdendolo contro Benjamin Becker. Detto ciò bisogna notare come la programmazione di Paolo sia stata praticamente perfetta per il raggiungimento dell’ obiettivo prefissato: ha giocato i tornei nei quali entrava in tabellone e li ha giocati bene, piazzandosi su tutte le superfici. Inoltre, quando il ranking gliel’ha permesso, ha tentato (senza mai peraltro riuscire a superarle) le qualificazioni negli appuntamenti più importanti: ha preparato bene la trasferta australiana e giocato tutti gli Slam. A Parigi, tra l’altro, non è stato troppo lontano dal main-draw, giungendo al terzo turno e perdendo da Bozoljac. Pur non raccogliendo di fatto alcun beneficio in termini di punti, Lorenzi, proprio in questi appuntamenti ha acquisito quella fiducia che gli ha permesso di fare il grande salto nella top-100.

Proprio questo è il punto. Lorenzi, da sempre forte fisicamente, è piuttosto migliorato tecnicamente ed oggi, nei momenti importanti, tenta soluzioni che fino a qualche tempo fa non gli appartenevano. Ma la grande risorsa di Paolo, quella qualità che gli ha permesso di raggiungere questo livello, è certamente la forza mentale. Ancora più di qualche tempo fa, lui che in campo ha avuto sempre un body language corretto e un atteggiamento professionale, ha acquisito ancor più fiducia in sé ed oggi è consapevole di essere un giocatore vero che può dar fastidio a tanti colleghi sulla carta più dotati.

L’augurio che si può fare a Lorenzi per il suo 2010, ora che la classifica è buona, è quello di puntare ancora più in alto e di giocare sempre i grandi tornei. Chissà che non ci siano altri miracoli…

CHI VOLESSE LEGGERE I TRE PRECEDENTI PROFILI TRACCIATI DA ROBERTO LI PUÒ TROVARE A QUESTO INDIRIZZO.