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28 novembre 2009

NON È FINITA FINO A QUANDO NON È FINITA

foto AP
(di Backdoor)

Quando si dice che non è finita fino a quando non è finita. Avevo iniziato a scrivere così:

“Come pre-visto. Ovvero visto in precedenza, nei tre precedenti incontri di questo Master, cioè. Roger parte male e perde il primo set. Era già successo con Verdasco, Murray e JMDP. Con Davydenko il set perduto, per Re Roger è stato all’insegna del numero quaranta: 40 % di prime di servizio in campo, 40% di punti vinti con la battuta, 40% di punti conquistati in risposta e, ovviamente, 40% dei punti complessivi.

Naturale, quindi, che Davydenko si sia aggiudicato il primo parziale col punteggio di 6-2, frutto di tre break a Rogerio.

Dal secondo set è cambiata la musica alla battuta per Federer e, anche se ha fatto una qualche fatica a conquistare il break, lo svizzero si porta a casa il parziale per 6-4. Davydenko, dal canto suo, ha tenuto bene la battuta per tre turni consecutivi ma poi, all’ottavo game il russo ha dovuto ricorrere alle magie per aggiudicarsi il game e quindi, al decimo si è arreso.

Il terzo set è come il secondo e la chiave che apre la porta alla vittoria è il servizio di Roger:
- Set1: % di prime 40; % di punti sulla prima 63; % di punti sulla seconda 25
- Set2: % di prime 73; % di punti sulla prima 84; % di punti sulla seconda 71
- Set3: % di prime _; % di punti sulla prima _; % di punti sulla seconda _”


A questo punto del match sto solo attendendo il break decisivo per completare la tabellina delle statistiche. Il punteggio dice 5-4 Rogerio servizio Davydenko e sta per iniziare l’impre-visto: Nikolay si infila nella buca dello 0-30 per ‘colpa’ di un nastro svizzero e di una magia di Federer con uno smash a rimbalzo da fondo campo in difesa sull’attacco a rete del russo. Penso: “game set and match” ma Davydenko si ribella al destino, gioca il game senza la prima palla, fa quattro punti di fila e si salva. Poi, sul 5-5 si trova sotto 40-15 e, allora, decide di giocare un brutto scherzo al sonnacchioso Roger (inquadrata Mirka che sbadiglia: forse le gemelline hanno fatto fare la nottata ai coniugi Federer): BREAK!!!!

L’ultimo game da brividi perché Davydenko sale rapido 30-0 ma non riesce a piazzare i due punti finali; Roger si guadagna col suo talento la palla del tie break. Però, oggi è il giorno del “Nessuno può battere Davydenko per la tredicesima volta di fila” e così, con un dritto incrociato da Playstation e due primi servizi robusti il russo si qualifica per la finale. Meritatamente.

Federer sotto tono, nonostante la ripresa dopo il primo set ‘chock’, ma bravo Davydenko, bravo davvero.

N. Davydenko def. R. Federer 62 46 75.

27 novembre 2009

DELPO RENDE OMAGGIO AL RE

foto Getty Images
(di Backdoor)

Non posso non iniziare dagli errori di JMDP nel tiebreak del secondo set quando, avanti 5 punti a 4 e servizio, l’argentino ha messo in rete la palla che lo avrebbe portato al doppio match point; e che avrebbe in pratica significato l’eliminazione dalla competizione di Federer.

Delpo ha omaggiato Rogerio. Ma non è stato un errore voluto. Lo affermo richiamando le considerazioni fatte da JMDP e dal suo coach nelle ultime settimane. Mi spiego. L’argentino nel raccontare le sue vicende post vittoria agli US Open ha detto che la vittoria nello Slam, e la conseguente salita nell’Olimpo dei grandi del tennis, è arrivata troppo presto: “non sono pronto per questa cosa, è arrivata troppo presto”, è stato in pratica il suo pensiero. Inoltre il coach, parlando del suo lavoro col campione di Tandil, ha detto che la parte più difficile è stata, ed è tutt’ora, quella di convincere JMDP a credersi, vedersi, considerarsi forte, ma forte, “come ‘quelli là’ (Federer, Nadal & co.)”.



Ecco, in my opinion, la radice degli errori banali nel tiebreak di ieri sera è questa. Delpo, per un attimo, si è emozionato, si è distratto, ha dubitato del suo valore. Ed ha messo in rete. D’altronde, immagino, competere e giocare a quei livelli e a quella velocità richiede una concentrazione e una determinazione sempre a mille; e se appena appena il focus non è al 100% ma, diciamo, al 95%, ecco che la pallina non passa la rete per pochi centimetri. Forse non è la stessa cosa che è successa anche a Murray, ieri, il quale si è distratto un po’ troppo e adesso è lì che rimpiange la decina di palle break non sfruttate nel secondo set (almeno la metà giocate sul secondo servizio di Verdasco, tra l’altro)?

Dunque, Delpo si è distratto e ha perso un tiebreak già vinto. Ma siccome l’argentino è un campione dotato di killer instinct, nel terzo set ha rimesso a fuoco la concentrazione e per Roger non c’è stato scampo.

La vittoria è meritata e il modo in cui è arrivata toglie ogni dubbio sulle condizioni dei muscoli addominali di Gianmartino: mi sarei aspettato un calo di velocità della prima palla e invece nulla. Il martello da Tandil ha continuato a battere con regolarità ed efficacia. Al contrario di quello di Rogerio, che a differenza dei due precedenti incontri, in cui dal secondo set ha permesso allo svizzero di fare la differenza, ieri sera non è stato granché. Non so se, con un servizio migliore, ieri Rogerio sarebbe riuscito a battere Delpo, ma credo che per avere maggiori chance di vittoria contro l’argentino, Federer deve servire meglio.

Aspetto la prova dei fatti alla prossima occasione, magari nella finale.

25 novembre 2009

HEP, HEP ROBIN SODERLING

foto Getty Images
(di Backdoor)

Ho letto il pezzo di Jacopo Lo Monaco a proposito del match perso da Djokovic in due set meritatamente. Se non lo avete ancora fatto, fate un salto sul suo blog perché Opocaj descrive sempre con grande acume le vicende tennistiche.

E quindi che può dire Backdoor? Nulla se non cambiare la prospettiva: Jacopo ha messo a fuoco la prestazione di Nole e quindi io inquadro la prestazione dello svedese fortunato compagno della bellissima Jenny Mostrom.

Robin Soderling ha fatto un figurone, oggi. E considerando anche quello di martedì con Nadal, Robin si sta meritando la nomination per il titolo di protagonista del Master londinese. Sono i numeri a dirlo.

Oggi mi ha colpito il dato dei 10 aces contro 0 doppi falli. Negli ultimi tre anni ho spesso visto giocare Soderling e faccio fatica a ricordare un suo match senza doppi errori alla battuta (ad esempio, ricordo quello che ha commesso sul 4-5 del tie break decisivo nella finale di Rotterdam 2008 contro il francese Llodra).

Ora, gli esperti ci dicono che anche e soprattutto sulla seconda di servizio il fattore mentale-emotivo conta tanto. E conta anche di più in quei giocatori che non sono riconosciuti come dei veri e propri pezzi di ghiaccio. Ricordando la sciolta di Soderling di quest’anno contro Baghdatis in Australia oppure contro Benneteau al RG 08, beh, il dato odierno assume un qualche significato, no?

Soderling al servizio è stato un martello: Djokovic ha chiamato un falco su un ace di seconda dello svedese, sperando in un errore dei giudici, ma quando ha visto sullo schermo il segno all’incrocio delle righe, non ha potuto trattenere un gesto di sconforto (considerate che la palla viaggiava vicino ai 190 kmh!).

Quindi, lo svedese è in grande forma e l’aver sconfitto in sequenza i numeri 2 e 3 del ranking gli deve aver fatto salire la fiducia ai massimi. Se poi sta guardando anche le statistiche del match di oggi allora si convicerà di essere lui la mina vagante di questa edizione del Master.

Hep Hep Robin!!!!

ROGER VERY, VERY, VERY FEDERER

foto Getty Images
(di Backdoor)

Roger Federer vince in tre set, e meritatamente.
Andy Murray perde in tre set senza giocare male. Ma, ed è la cosa importante, senza giocare il terzo set. 6-1 è un risultato netto che non lascia spazio ad alcun tipo di discorso diverso da: Rogerio ha dominato il collerico scozzese. Un Muzza falloso e ‘smonato’.

Alcuni numeri del match:
- AM 9 ace ma 8 df;
- 38% di punti conquistati con la seconda di servizio per entrambi;
- 65% di prime di servizio in campo per RF;
- per AM il numero dice 44%.

Se non fosse che Federer ha ripetuto la prestazione contro Fernando Verdasco, ovvero primo set ‘sotto il par’ perso e poi due set di poesia in movimento, penserei che Murray è proprio il giocatore che stimola il n.1 mondiale a dare il meglio. Bertolucci ha avuto ragione ieri sera quando ha detto che Federer ha voluto dare a Murray una lezione.

Sì, perché Roger non ama Andy; anzi dico che non lo sopporta proprio. E quindi Federer prova una gioia particolare ogni volta che lo batte stracciandolo.

Il punto è, però, che per battere Murray è necessario un Roger very, very, very Federer.

24 novembre 2009

OCIO, IL SERBO C’È ANCORA.

foto Getty Images
(di Backdoor)

Novak Djokovic dopo le ultime settimane sugli scudi (quello italiano però non centra niente, ehehehe), ha dichiarato di avere poca benzina nei serbatoi. In effetti, considerando che la stagione 2009 è giunta allo showdown finale e che il serbo dal 5 ottobre ha giocato 19 partite, è difficile non credere alle sue parole.

Nole si è aggiudicato il torneo 500 di Pechino, ha perso in semifinale a Shangai da Davydenko (l’unica sconfitta di periodo), ha vinto il 500 di Basilea e ha concluso con il successo nel Master 1000 di Parigi-Bercy: 18 successi e una sconfitta. Notevole.

E’ naturale quindi che Novak abbia dichiarato quello che ha detto e, se non fosse arrivato a Londra da defending champion, sarebbe stata probabile una sua sciolta. E nessuno lo avrebbe potuto criticare.

Allora, quanta benzina è rimasta nei serbatoi di Belgrado? Bella domanda. Io dico che dipende; dipende, perché Novak non avrà fatto certamente i miglioramenti atletici che tutti riconosciamo a Murray, ma la sua ‘gracilità’ atletica è diminuita sensibilmente. Ieri sera il suo avversario ha giocato tutt’altro che male, anzi direi che Donkeydenko ha fornito una delle migliori prestazioni del periodo, al livello di gioco che gli ha consentito di vincere il Master 1000 cinese, per intenderci. Eppure è uscito sconfitto dal campo.

Il merito è di Djokovic e della sua voglia di vincere, della sua motivazione alla vittoria.

Novak is on fire.

23 novembre 2009

AHIA, LA SITUAZIONE DI NADAL È DISPERATA. MA NON SERIA

foto Getty Images
(di Backdoor)
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Robin Soderling si aggiudica anche la ‘rivincita’ contro Rafael Nadal alle ATP World Tour Finals di Londra, col punteggio di un doppio 6-4. Dopo la sconfitta ‘chock’ inflitta al Re del Roland Garros, Soderling si aggiudica nettamente anche l’incontro di round robin.

Rafael Nadal non esce dal campo con buone sensazioni oggi, ma d’altronde è difficile farlo dopo una sconfitta. Però, è una sconfitta ‘rivelatrice’ dello stato di crisi del maiorchino. Sì, perché Nadal è in crisi. Ancora.

Dopo Parigi il mondo del tennis si è interrogato sulle condizioni di Rafa e, complice il forfait a Wimbledon, si era giunti alla conclusione che il problema di Nadal fossero le ginocchia. Ora, non dico certamente che non fosse vero, ci mancherebbe, però adesso la crisi ha cambiato volto. Non è più una questione atletica.

La crisi di Nadal è di altro tipo. Chi ha visto il match oggi pomeriggio avrà notato il body language del maiorchino: agitato (addirittura con le mani nei capelli per una riposta mancata su una cannonata al servizio di Soderling) e molto impegnato in quasi continuo dialogo interiore. E quando il tennista si parla addosso sempre a commento di un punto perso, lo certificano gli esperti dello sport con la racchetta, è allarme rosso. E Rafa si trova in questa buca.

Quanto è profonda la buca della crisi ‘psicologica’? Eheheheheh, adesso consulto la mia personale sfera di cristallo e ve lo dico.

Nel frattempo, il cielo sulla testa di Nadal si è annuvolato parecchio. E promette pouring rain.

Vamos, Rafa!!!

29 settembre 2009

INTERVISTA A FERNANDO VERDASCO

Fernando Verdasco parla del suo finale di stagione alla caccia della qualificazione alla Masters Cup, della Coppa Davis, della linea di abbigliamento FeVer e altro ancora.

16 settembre 2009

ULTIMO SGUARDO SULLO SLAM: LE PAGELLE

foto Getty Images
(di Backdoor)

L’ultimo Slam della stagione 2009 è andato in archivio. Tutto quello che è successo è ormai storia, argomento buono per la statistica e per le chiacchiere da tifosi.

E allora che chiacchiere siano: ecco le pagelle degli US Open.

JMDP, 10 e lode. GianMartino lo aveva anche ammesso; il torneo major, la città di New York, il cemento come superficie, tutti ingredienti per una ricetta perfetta. Il ragazzo di Tandil ha vinto con pieno merito il suo primo Slam battendo il n.2, Nadal, e il n.1, Federer (e se Murray non si fosse eliminato da solo, JMDP avrebbe fatto fuori anche il n.3 della classifica ATP). Al di là delle considerazioni tecnico-tattiche (a proposito, se non lo avete ancora fatto, andate a leggere l’analisi di Jacopo Lo Monaco sul suo blog) il ‘vero’ segreto del successo argentino sono i suoi piedi. Yes, avete letto bene, JMDP è alto due metri ma ha i piedi di uno alto 15 cm meno di lui. Decisamente un bel vantaggio.

Rogerio, 8. Federer ha illuso tutti noi a Cincinnati e anche nel corso dello Slam (almeno a tratti) con il suo gioco, con la sua intensità, con la sua capacità di variare, con il suo essere il più di tutti. Però ci ha illusi e forse si è illuso anche lui stesso. Un’ora, un’ora e mezzo di prestazioni galattiche bastano contro molti avversari, magari contro quelli sui quali esercita una certa pressione psicologica (penso a quelli con cui ha vinto 8-10 volte o più, tipo Roddick, Gonzalez, Soderling, Djokovic, per esempio). Ha perso la finale che ha certamente sentito di aver vinto almeno 3 volte nel corso della stessa. Un peccato di supponenza?

Nadal, 8. L’ho scritto a commento della sconfitta contro Del Potro. Rafa è tornato dopo un’assenza prolungata dal circuito, ha affrontato la superficie meno gradita e raggiunto, uguagliandolo, il suo miglior risultato (semifinale, mica 3rd round). C’è tantissimo per cui sentirsi soddisfatti.

Djokovic, 6. Ha raggiunto la semifinale nello Slam, risultato che ormai gli è abiutale a New York come negli altri major. Ma nel suo caso, a differenza di Nadal, non basta. Novak non dà più l’impressione di essere competitivo per la vittoria finale. E, forse la cosa peggiore, lo crede lui stesso. Pare rassegnato ad una mediocrità di alto livello.

Cilic, 7. Marin è un 1988 ed è stato capace di raggiungere per la prima volta un quarto di finale in uno dei tornei che contano davvero. E’ stato il primo quarto e non sarà l’ultimo. Il mio giudizio sul croato non è cambiato però: ha un servizio mediocre, un dritto ballerino e, a differenza del ‘gemello’ JMDP (stessa età e, in pratica, stessa altezza), ha dei piedi enormi.

Roddick, 6. A-Rod non è stato fortunato nel match contro Isner (voto 7, il gigante sta mostrando di essere cresciuto nei colpi da fondo e adesso vale tutta la posizione che occupa nel ranking). Sì forse, un paio di punti potevano girargli a favore invece che dirgli male. Ma non cambia la sostanza: Roddick avrà pure migliorato il rovescio, ma il suo dritto è un colpo tra i più involuti di tutto il circuito e il servizio tiene per un’ora e mezza ma poi cala. Se fosse un ciclista, direi che Andy è ormai uno buono per una classica del Nord ma non è più competitivo per una grande corsa a tappe. L’ultima chance l’ha avuta, Wimbledon, ma sappiamo bene come è andata (aaaaaahhhhh quella volee nel tiebreak!!!).

Verdasco e Soderling, 7. Li accoppio perché ai miei occhi sono i due giocatori che nel 2009, anche in momenti diversi, hanno fatto il salto di qualità. Li vedo come due top 10, parte bassa della classifica certo, ma lo spagnolo e lo svedese hanno maturato quella solidità che dovrebbe garantire loro un posto negli ‘ultimi otto’ di ciascuna prova dello Slam dei prossimi tre anni.

Monfils, 6. Lo segnalo perché, imo, esce con le ossa rotta dal match con Nadal. Con il maiorchino può perdere chiunque, certo, ma il francese ha dimostrato una certa ottusità sportiva. Al limite del ridicolo i suoi monologhi ‘pugilistici’ quando ormai a tutti era evidente quanto Nadal lo avesse suonato.

Blake e Wawrinka, 5. Tennisti alla frutta: l’americano per logorio più fisico che psichico, mentre per lo svizzero (il voto è mooolto generoso) si tratta di calo mentale bello e buono. Per i loro tifosi è iniziata la stagione delle sorprese, in negativo però.

Gasquet, 3. Il voto non può essere il riflesso del risultato (come detto, contro Nadal può perdere chiunque). Il voto è il riflesso del modo in cui il risultato è arrivato. Gasquet è parso molle e senza la motivazione che i miracolati dimostrano quando si stanno giocando la seconda chance della vita. E invece il fighetta francese se ne frega, forse pensando che le carte false fatte dalla sua federazione sono un atto dovuto.

Italiani, 1. Come il numero di set conquistati complessivamente nel tabellone principale. Mamma mia.

15 settembre 2009

JUAN MARTIN DEL POTRO È IL CAMPIONE DEGLI US OPEN 2009

foto Getty Images
(di Backdoor)

JMDP ha sconfitto dopo poco più di quattro ore di gioco e in rimonta Roger Federer, col punteggio di 36 76 46 76 62.

Che sorpresa, mates. Una grande grandissima sorpresa. Ma m-e-r-i-t-a-t-i-s-s-i-m-a: JMDP è andato sotto nel punteggio e a tratti nel morale, ha tenuto duro si è portato in parità; quindi è scattato avanti ma è stato ripreso proprio mentre iniziava a credere di poter mettere la testa fuori dell’acqua. Ma non si è dato per vinto, ha di nuovo provato l’allungo ma l’avversario non gli ha lasciato strada. Alla fine, nel decider, ha stravinto. E, mi ripeto, ha finito per vincere con merito la sua prima finale di Slam.

Roger Federer dal suo canto, si è forse illuso di aver avuto in pugno il match troppe volte: nei primi due set è stato superiore trovandosi 63 54 e servizio; quindi ha recuperato un break di svantaggio nel terzo set finendo per vincerlo e anche nel quarto parziale ha riacciuffato l’argentino portandolo al tiebreak, dove forse lo svizzero contava di far pesare la sua esperienza. E invece il doppio fallo commesso nel primo punto gli è costato il set. E forse il match.

Adesso, però, non è tempo delle sole parole, ma anche di qualche immagine. I commenti seguiranno.



Con quel passante di dritto Roger Federer mette l'ipoteca sul primo set. E anche sul secondo, visto che JMDP accusa il colpo subito.

Il dritto steccato da Federer nel settimo punto del tiebreak gli costa il secondo parziale, nel quale ha servito per conquistarlo al decimo game.



Il match sta prendendo una direzione inattesa e Roger mostra qualche segno di insofferenza emotiva discutendo col chair umpire.



"Vamos caraco!!!!".

14 settembre 2009

PUO' NON FARE FINALE QUESTO QUI??

In un solo punto Backdoor ha raccolto, con questo spettacolare video, un intero match. Fatto sta che il finalista degli Us Open è ancora lui, Roger Federer, campione uscente, alla quarta finale Slam del 2009 (su quattro).

Come analizzato nel pezzo precedente, Del Potro ha sovrastato Nadal, ed oggi, nella sua prima finale della carriera in un major, tenterà di spodestare il numero uno del mondo dal trono di campione degli Us Open. Questa sera alle 22.00 la resa dei conti.

Ricordo, per chi non avrà la possibilità di seguire il match in televisione, che all'inidirizzo http://atdhe.net/ sarà presente, come di consueto, la diretta gratuita del match in live streaming, ad una qualità ottima.

13 settembre 2009

JMDP STRAVINCE PER LA SUA PRIMA FINALE SLAM

foto Getty Images
(di Backdoor)

La semifinale si è da poco conclusa con un vincitore e uno sconfitto. Il vincitore è JMDP mentre esce dal torneo Rafel Nadal. Il punteggio è severo, 62 62 62, ma giusto. Prima di entrare nel merito di quello che si è visto sul campo vorrei solo dire che il commento alle immagini di Eurosport è stato non altezza. Si tratta come ovvio di giudizi di valore, niente a che vedere con i dati di fatto ovvio, ma dopo una mezz’ora della stessa musica, “Nadal oggi non c’è, non è in condizione di giocare’, ho esercitato la pressione sui tasti del telecomando per passare sulle voci in lingua inglese. Peccato, perché temo si sia perso il gusto di vedere il match con le lenti della tecnica e della tattica, così da apprezzare la prova di JMDP e così da ricordarsi che oggi si giocava sul cemento, una superficie mal sopportata da Nadal e sulla quale, quella di NY, ha fatto al massimo semifinale (come oggi, uguagliando il suo best, quindi).

E quindi JMDP è alla sua prima finale di Slam. Dopo la semifinale di Parigi, l’argentino migliora il suo record nei major. Nemmeno nel suo miglior inner-tennis si sarebbe immaginato di superare l’ostacolo della semifinale in questo modo in 3 set senza storia, con qualche palla break concessa ma sempre salvata dal servizio che è il suo premium shot. E che avversario che affrontato JMDP. Complimenti GianMartino, well done. Ma non è stata da subito una passeggiata. Sì perché nei primi quattro game dell’incontro Rafa ha illuso i numerosissimi sostenitori, con un ritmo di palleggio che ha sistematicamente messo in difficoltà JMDP sul lato destro. Nadal è sembrato essere in grado di agganciare sistematicamente l’argentino in rallies lunghi e in questo modo l’efficacia del gioco in pressing di JMDP tende a perdere di efficacia. La rondine, però, non ha fatto primavera sull’isola di Maiorca.

Sì, per Nadal ha cominciato a volgere al brutto non appena JMDP ha carburato in particolare con un colpo: il rovescio incrociato colpito in avanzamento. Questo colpo ha iniziato a mandare ai matti Rafa e, imo, gli ha fatto capire che avrebbe fatto bene a trovarsi un maglioncino di lana e una sciarpona, per coprirsi. Il gigante di Tandil ci ha anche aggiunto un servizio solidissimo e vincente ogni volta che è stato necessario, e il quadro è completo. Rafa ha provato anche a mischiare un po’ le carte, cercando di giocare il rovescio in back lungolinea per far arrivare una palla senza pesa sul rovescio di JMDP e togliergli così il vantaggio di appoggiarsi e spingere in diagonale a sua volta. In questo modo, nei piani di Nadal, l’argentino avrebbe dovuto fargli arrivare una palla comoda sul dritto da spingere in lungo linea e mettere in difficoltà sul lato destro Del Potro. I risultati sono stati insoddisfacenti e il punteggio finale non ammette dubbi.

Grande JMDP e mi dispiace per Rafa, che ha comunque raggiunto i suoi obiettivi (tornare n.2 e fare almeno il risultato della scorsa edizione): per uno al rientro da due mesi di stop è stato un ottimo torneo.

JMDP def. R. Nadal 62 62 62.

11 settembre 2009

JMDP È GIÀ IN VANTAGGIO

foto Getty Images
(di Backdoor)

La giornata di Giovedì, come previsto purtroppo, è stata caratterizzata dall’arrivo della pioggia. Per questo, il programma dei quarti di finale maschile, parte bassa del draw, non è stato completato. Solo il match JMDP v Cilic si è concluso, mentre Nadal v Gonzalez dovrebbe andare a conclusione oggi. Però dico dovrebbe perché anche oggi la pioggia pare timbrerà il cartellino. Vedremo. Al momento la prosecuzione del match sospeso, è fissata non prima delle 20:00 italiane.

Innanzitutto il match che si è concluso. JMDP ha conquistato il diritto a giocarsi un posto in finale battendo in 4 set il croato Marin Cilic col punteggio di 46 63 62 61. Il match ho potuto seguirlo live solo a partire dal primo quindici del quarto parziale, per miei motivi istituzionali; mentre i tre precedenti parziali li ho visti in replica durante le interruzioni per pioggia del match Nadal v Gonzalez. Prima del replay, però, contavo sul commento di Ferrero e Canè, che ripetevano di come il match tra l’argentino e il croato, fosse stato un match dai due volti, con un Cilic straripante nel primo set e mezzo (avanti di un set e un break) e in seguito caratterizzato per il calo di Marin contestuale alla crescita di JMDP.

Nel cercare di dare una storia alle loro parole, dominio di Cilic iniziale quindi, mi sono immaginato un croato che prendeva a pallate un JMDP inerme di fronte ad un avversario too good. Poi è arrivato il replay del match e, nel primo set, JMDP nell’ottavo game è andato 0-30 sul servizio dell’avversario, nel decimo va 15-30 e annulla il primo set point. Allora mi sono domandato dove fosse la dominanza croata. Intendiamoci sui termini, allora, perché vincere un set 6-4 come ha fatto Cilic non è dominare. Dominare è vincerlo con più break di vantaggio o, al limite, con un solo break di vantaggio ma senza concedere nulla sul proprio servizio (tipo i primi due set di Rogerio contro Soderling). Imvho.

Comunque, JMDP è stato bravo a far passare la buriana in fretta, e poi a iniziare il suo solito pressing tritatutto. Cilic si è opposto quanto ha potuto (e in questa occasione il suo servizio è stato anche migliore, con percentuali di prime di servizio vicine al 60%), però il 63 62 61 è un punteggio che non ammette troppe incertezze di giudizio. JMDP è in semifinale ed è sempre più una minaccia per i futuri avversari. Solo un’osservazione su JMDP e Cilic; i due giganti sono simili dal punto di vista fisico (certo JMDP è più robusto) ma JMDP ha dalla sua parte un vantaggio marginale ma non indifferente: ha i piedi più piccoli di Cilic di almeno un 4-5 numeri (stimo che Cilic abbia il 53 e JMDP il 48) e questo gli dà un bel vantaggio negli spostamenti laterali e verticali.

Ora, JMDP aspetta il vincente del quarto di finale tra Nadal v F. Gonzalez che è stato sospeso per pioggia durante il tiebreak del secondo set (e dopo che il primo parziale lo aveva vinto Rafa al tredicesimo gioco). L’interruzione avrà certamente giovato al maiorchino visto che anche ieri ha dovuto ricorrere al trainer per il riacutizzarsi dei dolori nella zona addominale. Alla ripresa del match, con Gonzalez al servizio sul punteggio di 2-3, sapremo quanto Rafa ha saputo approfittarne. Certo che chiunque la vinca, si troverà a partire da sfavorito nella semifinale contro l’argentino di Tandil.

JMDP def. M. Cilic 46 63 62 61
R. Nadal v F. Gonzalez 76 66 (3-2) sospesa per pioggia.

10 settembre 2009

FEDERER EVITA COMPLICAZIONI E ATTENDE L'ESITO DEI ‘MATCH TO WATCH’

foto AP
(di Backdoor)

Probabilmente avrete già letto, dopo magari aver assistito alla diretta, del match a due facce di Roger Federer contro Robin Soderling. Saprete già che il Re di Flashing Meadows ha chiuso in quattro set (60 63 67 76) per l’accesso alla ventiduesima (!) semifinale di Slam consecutiva.

L’espressione ‘a due facce’ che ho usato è un po’ tirata nel senso che non si riferisce tanto a Federer Jekyll e Roger Hyde, perché lo svizzero è sì un po’ calato dall’ultima parte del terzo set, ma complessivamente il n.1 ATP ha consegnato agli archivi una vittoria meritatissima e impreziosita da un’ora e mezzo almeno di lezione di tennis, a Soderling e al mondo intero.

Allora perché match a due facce? Perché fino a quando lo svedese non si è accorto che l’efficacia del suo servizio stava impercettibilmente crescendo, in campo c’era un solo giocatore. Poi appunto, il bazooka di Robin è diventato più consistente, e questo ha dato allo svedese più possibilità di colpire a rimbalzo con un minimo di agio in più. La differenza rispetto ai primi due velocissimi set sta tutta qui, anche perché Federer ha comunque continuato a servire in modo pazzesco, così da non lasciare alcuna speranza di break.

Si è in pratica realizzato quello che dicevamo qui ieri in sede di match to watch: se Soderling tiene la battuta e arriva al tiebreak allora avrà delle chance. E che chance: infatti poco ci è mancato che lo svedese riuscisse a conquistare anche il secondo ‘gioco decisivo’. Il risultato finale non sarebbe cambiato, quasi certamente, però sai che thrilling!

Adesso, match to watch. Devo ricordare che da oggi il rischio pioggia è diventato un fattore da considerare. Le probabilità sono al momento vicine al 50%. Sperem:
- M. Cilic v JMDP: non nascondo che JMDP è il mio favorito della parte bassa del draw. E con l’uscita di Murray, la candidatura del gigante argentino si è rafforzata. D’altronde, pur avendo riconosciuto il giusto merito a Cilic per il match stravinto sullo scozzese, però, bisogna considerare una cosa: è come quando, nel calcio, una squadra vince per 5-0. L’allenatore a fine partita si domanda quanto il risultato sia frutto del merito dei suoi ragazzi e quante invece sono le responsabilità degli avversari. Fuor di metafora, Murray non ha proprio giocato, l’altro giorno. Mi piacerebbe stare a dilungarmi su perché tatticamente e tecnicamente il match di oggi per il croato è diverso dall’ottavo di finale. Ma non mi compete. Per queste cose vi rimando alla competenza di Jacopo Lo Monaco. Per me oggi vince JMDP in 4 set.
- R. Nadal v F. Gonzalez: Rafa is back, lo abbiamo visto contro Monfils. Basta questo per inquadrare il match odierno. ElBombarderDeLaReina ha vinto bene con JWT, ma il francese rispetto a Nadal non è continuo e non ha un vero piano tattico di gioco. Nadal ha entrambe le cose, eccome se ce le ha. Gonzalez non ha scampo, gli concedo un set.

Have fun with US Open, mates.

08 settembre 2009

WHAT THE HELL IS GOIN' ON, ANDY?

foto AP
(di Backdoor)

Il match è ancora in corso ma quello che sta succedendo merita di iniziare a digitare sulla tastiera del laptop con un po' di anticipo. Mi assumo il rischio che le nel frattempo le cose possano girare a favore di Andy Murray anche se al momento le probabilità che accada sono davvero bassine.

Allo scozzese servirebbe un aiuto dal servizio di Marin Cilic: il fatto è che il croato sta servendo col 49% di prime di servizio in campo, cioè come al solito. Però quello che non è solito è che il Muzza sia flat as a pancake, per dirla con il commentatore di British Eurosport.

Polo Fred Perry scollacciata, manco fosse un Safin qualunque, bocca perennemente aperta a cercare una respirazione migliore e sguardo spento: questo è il Murray che sta soccombendo nella gara di ottavi di finale dello Slam, quell'altro animale che Andy sta dimostrando anche stavolta di non saper domare.

Se Marin Cilic, al momento opportuno, non si brekkerà da solo, allora saremo stati testimoni di una nuova 'stecca' di Murray quando conta veramente.

NOLE A VALANGA E "MATCH TO WATCH"

foto AP
(di Backdoor)

Prima di parlare dei match to watch odierni, voglio spendere due parole sulla prestazione di Novak Djokovic, vittorioso su Radek Stepanek col punteggio 61 63 63.

Premetto che il match l’ho visto fino al break iniziale nel secondo set, quando Radek in vantaggio 30-0 ha ceduto la battuta al serbo. A quel punto, mi sono deciso a prendere la via del letto visto che quanto avevo visto era più che sufficiente.

Mi ha sorpreso Novak. Mi ha sorpreso non come ti sorprende una Oudin che arriva ai quarti di finale di uno Slam a 17 anni, perché Novak con quella di ieri si è qualificato ai quarti di finale in otto degli ultimi dieci Slam; ma perché la performance di ieri sera non pensavo fosse nelle corde del Djokovic attuale. E non credo che Stepanek fosse in una cattiva giornata o avesse qualche limitazione fisica (a parte la gag con la lente a contatto), semplicemente il ceco è stato travolto, buttato a terra e non è riuscito ad alzarsi. Bravo Nole e ….. attento Rogerio.

Il programma odierno, adesso. Come ieri i match to watch sono quattro, ma a differenza di ieri l’inizio delle competizioni, per quanto riguarda i singolari, non comincerà alle 17:00, perché sono programmati match di doppio sia sull’AAS sia sul LAS. Presumibilmente, le prime immagini di quello che ci interessa dovrebbero andare in onda verso le 19:00 con JMDP v JCF.

Ecco i match to watch:
- M. Cilic v A. Murray: si continua a dire che Cilic è un futuro top10 e del resto è agli ottavi di finale, e quindi ci può anche stare. Ma continuo a sostenere che il croato è sopravvalutato attualmente, visto il rendimento mediocre del servizio e tutto sommato anche del dritto. Oggi non avrà scampo con lo scozzese. Forse si porta a casa un set, ma comunque Murray sarà messo alla prova.
- G. Monfils v R. Nadal: ahi ahi ahi Rafa, il moro oggi rischia di farti male; per cui preparati, fai in modo che il tuo rovescio magicamente si allunghi oppure per te saranno guai, guai seri. Il francese ha dato l’impressione di essere in condizioni fisiche esplosive. Monfils in 4.
- JMDP v JCF: Non credo che la prestazione contro Koellerer abbia un qualche significato per la gara di oggi. Con l’austriaco c’era una situazione pendente che ha toccato JMDP dal lato emotivo. Oggi con JCF tornerà ad essere lo schiacciasassi che preoccupa Muzza e Rogerio.
- JWT v F. Gonzalez: il match che mi attrae di meno. Pur apprezzando entrambi i giocatori singolarmente, la combinazione dei due non mi piace. Mi aspetto un match senza ritmo, come quelli tra big servers. Comunque, Gonzalez in 5.

Have fun with US Open, mates.

07 settembre 2009

US OPEN, OTTAVI DI FINALE. “MATCH TO WATCH”

foto Internet
(di Backdoor)

Lo Slam è entrato nella fase calda, ed è evidente anche perchè questo spazio non è più “DAY qualcosa” ma OTTAVI DI FINALE.

I ragazzi da 128 sono rimasti solamente in 16 e di questi, otto si sfidano nei quattro incontri in programma oggi lunedì 7 settembre, con inizio alle 17:00 italiane. I nomi dei players impegnati sull’Arthur Ashe Stadium e sul Louis Armstrong Stadium sono quelli di R. Federer (tds 1), N. Djokovic (4), N. Davydenko (8), F. Verdasco (10), R. Soderling (12), T. Robredo (14), R. Stepanek (15) e J. Isner. Quest’ultimo è l’unico a non aver iniziato il torno da testa di serie, comprendendo anche gli altri otto qualificati al 4th round e che scenderanno in campo domani.

“Match to watch”? Beh, comincia ad essere complicato fare una selezione, o meglio escludere qualche incontro dalla lista, perché, a parte Federer v Robredo, gli accoppiamenti ‘nascondono’ più di un motivo di interesse. Inoltre, dato che gli incontri sono solo 4, è probabile che si riuscirà a seguirli tutti. Forse, vedendo lo schedule of play odierno, ci potrebbe essere una sovrapposizione tra il match di Federer e quello tra Verdasco v Isner.

Comunque, la lista è completa, i match to watch sono tutti e quattro:
- Federer v Robredo: cosa aspettarsi da questo match? Dato che non è in dubbio l’esito, ciò che mi aspretto è una prova migliore di Rogerio rispetto a quella opaca contro Hewitt. E quindi molti meno colpi steccati. E una vittoria in 3 rapidi parziali.
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- Djokovic v Stepanek: questo è un match molto meno ‘lineare’ di quello precedente. Sia perché Novak ha fornito una prova opaca anch’egli, ma contro il numero 276 del ranking; sia perché Stepanek è un cliente più scomodo di Robredo su questa superficie e inoltre viene da un match giocato mostrando una condizione di forma sorprendente. E poi, come non considerare il precedente, 2nd round US Open 07, vinto da Novak per 67 76 57 75 76? Il 2007 è lontano però per Djokovic: quelli erano bei tempi, newcomer amato dalla folla, mentre adesso lui sa che quel feeling non c’è più, e la cosa gli pesa. Però va detto che sono passati due anni anche per Radek, per lui questione atletica soprattutto. Mah, vedremo. Per me match da coin toss; e dico Stepanek in 4.
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- Soderling v Davydenko: questi due non li ho proprio visti fin’ora, a parte qualche quindici di Robin contro Querrey. E proprio questo match e il modo in cui si è sviluppato, con Querrey giocatore caldo dell’estate americana reso inerme dalla potenza dei colpi dello svedese, a indurmi a credere che oggi pomeriggio andrà in onda la seconda parte della stesa che Nikolay subì sul clay di Parigi. Soderling in 3.
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- Verdasco v Isner: su Verdasco mi sono espresso in anticipo a conclusione del match con Haas. Su Isner ha scritto il Boss. Confermo la mia posizione, Isner è favorito. E Verdasco dovrà mantenere la concentrazione con continuità, oppure dirà bye allo Slam. Verdasco in 5.

Have fun with US Open, mates.

TOH, JMDP È VULNERABILE (MA KRYPTONITE-KOELLERER NON BASTA)

foto Getty Images
(di Backdoor)

Quando è iniziato il palleggio di riscaldamento mi sono domandato, prevedendo l’andamento scontato del punteggio, cosa mai avrei trovato di interessante da scrivere. Però, avendo anticipato al Boss la copertura di questo match come quello di Muzza, mi sono detto che qualcosa avrei trovato.

“Ready. Play.” e il primo set è già finito: 6-1 con 30 punti a 16 per l’argentino. Le note a margine che vado scrivendo, mentre si consuma il rituale, più o meno mettono in evidenza come JMDP impone allo scambio un ritmo che Koellerer non è in grado di sostenere. Penso tra me e me che magari non essendo l’austriaco abituato a questo palcoscenico perché assiduo frequentatore del circuito Challenger, ha bisogno di qualche tempo per capire e alzare le sue capacità. Mi era evidente che stavo solo tracciando una possibilità, disegnando il possibile e che questo scenario aveva probabilità pari a ZERO. E infatti….. Concludevo le note del primo set con un “JMDP di oggi è quello dei tornei di Washington e del Masters canadese (finale esclusa): palleggio monstre, elevata potenza e comando degli scambi. Le sue quotazioni sono in crescita”.

Quando inizia il secondo set sono quasi rassegnato ad una replica del primo parziale, ma non sarà così. Infatti, comincia la saga dei break e contro-break, quattro nei primi cinque giochi. La sorpresa sono i due subiti dall’argentino di Tandil; l’impressione che ne traggo è che abbia momentaneamente perso il ritmo nel movimento della sua battuta: si è distratto lui o nel frattempo Koellerer ha alzato il suo ritmo in modo sensibile? Mentre considero il dilemma Carrolliano (‘o la chiave è troppo piccola o è la serratura troppo grande’) JMDP perde altre due volte il proprio turno di battuta (in pratica non lo ha mai tenuto) e così Daniel Koellerer from Austria, il bambino brutto e cattivo, si aggiudica con merito il secondo set per 6-3.

Che succede a Superman Del Potro? Non avrà mica incontrato Kryptonite-Koellerer (ricordando il precedente di qualche anno fa quando l’austriaco condusse alle lacrime il diciassettenne GianMartino)? Neanche il tempo di considerare la cosa, che inizia il terzo set e mi accorgo che Koellerer si è sgonfiato, non riesce a tenere quel livello che non gli appartiene, e così si torna allo scenario del primo set. E tutto fila liscio.

In conclusione, riconosco che questo match è andato come nelle attese nel primo, terzo e quarto set, mentre il secondo, inaspettatamente, ha raccontato di un JMDP vulnerabile e non esente da distrazioni.
JMDP def. D. Koellerer 61 36 63 63.

06 settembre 2009

US OPEN, DAY 7. "MATCH TO WATCH"

foto AP
(di Backdoor)

Oggi si conclude il programma dei match di terzo turno del tabellone di singolare maschile, con inizio, ancora per poco, alle solite ore 17:00 italiane.

Prima di passare ai match to watch, solo un pensiero su quanto è successo ieri, ma non nel torneo maschile bensì in quello femminile. La diciassettenne Melanie Oudin ha strapazzato Maria “quanto mi sento fica” Sharapova e al di là del significato tecnico c’è una cosa che penso vada sottolineata: ieri, e preceduto dalle sconfitte di Ivanovic, Jankovic & co., ha presentato i libri al Tribunale del Tennis per evidente fallimento tecnico il modello della tennista “tutta red carpet e poco commitment sportivo”. Questo è tennis non una sfilata di moda!!!

Torno a bomba con i miei match to watch:
- T. Dent v A. Murray: continua la favola del ragazzo che ritorna alla vita (tennistica), alias Dent(one). Oggi leggeremo il capitolo in cui affronta il cattivo drago scozzese, in un duello in cui si contrapporranno il serve&volley ai passanti e la necessità di scambi brevi all’opportunità di allungarli il più possibile. Non vi svelo il finale della storia perché la conoscete in anticipo.
- JCF v G. Simon: questo è il match tra tennisti ritrovati (o così è sembrato nei primi due turni). Lo spagnolo dopo un periodo di latitanza maggiore di quella del nizzardo, certo. Mi aspetto una gara di regolarità più adatta al clay, forse, che al cemento americano, ma tant’è. JCF vince in 4 set tirati; o il match finisce al quinto? Boh.
- JMDP v D. Koellerer: il provocatore austriaco che farà oggi? Metterà in atto il suo piano destabilizzante e irritante anche nei confronti del gigante argentino? E se sì, ha calcolato il rischio che JMDP faccia qualche buco in più, non solo sul cemento ma anche sulla sua capoccia?

Non ho inserito nella lista principale il match di Nadal contro Almagro perché lo ritengo un match ancora di routine per Rafa: Nicolas non è nello stato per impensierire il semifinalista dell’edizione 2008. Salvo smentite, ovvio.

Have fun with US Open, mates.

VERDASCO v HAAS: ELOGIO DELLA FOLLIA.

foto AP
(di Backdoor)
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Fernando Verdasco e Tommy Haas non hanno avuto un comportamento normale, se normale è una parola che si adatta ad un tennista professionista. Si sono comportati come due folli; sono stati presi e posseduti dalla Follia, quella sportiva naturalmente, un po’ l’uno e un po’ l’altro, mai contemporaneamente, però.

Ha vinto Verdasco in cinque set e in rimonta nel decider, ma se il match fosse finito in tre set tirati a favore di Haas non ci sarebbe stato nulla di sbagliato, come ha fatto notare Federico Ferrero in telecronaca. E anche questa cosa tanto normale non è.

La Follia dunque è protagonista in questo match. Si è divertita con entrambi i giocatori, li ha presi, li ha scossi e poi lasciati. E quello tra i due che ne è uscito meglio è stato Verdasco, il quale nonostante abbia avuto “l’attacco di follia” per ultimo, è riuscito a mantenere i nervi saldi.

Haas già nel primo turno aveva mostrato di non essere tanto in qua con la testa e oggi ha pagato questo suo stato emotivo alterato. Troppo nervoso il Tommy teutonico. E folle, folle. Infatti, nel secondo set si porta col break in suo favore sul 5-4, non chiude, perde il servizio una volta e poi una seconda volta sul 5-6, concedendo un parziale di sua proprietà visto che Verdasco in ogni turno di servizio ha annullato palle break. Ma mica è finita. Eccerto, la Follia se li sceglie buoni e quindi Haas ripete la scena praticamente identica anche nel terzo set: break di vantaggio fino a quando serve per il parziale nel decimo game. Questa volta però Tommy perde solo una volta il game, sale al tiebreak, dove recupera da due minibreak sotto (2-5 e due servizi per lo spagnolo), ha set point ma vince Fernando. E Tommy schiuma di rabbia.

Adesso tocca a Verdasco, però. La Follia si prende lo spagnolo nel secondo game del quarto set e non lo molla fino a quando Fernando non si ‘libera’ sotto di un break nel quinto parziale. Ma torniamo al quarto, lo spaniard serve: 0-15 con uno smash al salto esagerato; poi tre facili punti per un comodo 40-15. A questo punto il raptus: dritto comodo largo; altro dritto comodo largo e siamo 40-40. Quindi doppio fallo e per concludere rovescio in rete. Break Haas e quarto set finito in 26 minuti perché Verdasco non gioca più un colpo. Alla conclusione del set lo spagnolo esce dal campo: si riprenderà? è la domanda che mi pongo. La risposta però alla ripresa del gioco è negativa visto che Haas brekka in apertura, e poi conferma 2-0, e poi 3-1.

Match finito? Macchè. Il Louis Armstrong Stadium è di proprietà della Follia, ricordate? Ebbene, questa ha deciso per un ultimo giro finale col tedesco, che infatti si fa prendere dalla fretta e sparacchia in corridoio qualche dritto di troppo. E alla fine paga due volte: perde il break di vantaggio nel sesto game e infine concede il game dell’incontro per il 6-4 finale.

In conclusione, ripeto quanto anticipato all’inizio. Questo match lo ha vinto Verdasco e quindi W Fernando, ma se avesse vinto Tommy in tre il risultato sarebbe comunque stato giusto. La considerazione finale che mi viene in mente è chi vince tra Isner e Roddick partirà favorito con lo spagnolo di Madrid.

F. Verdasco def. T. Haas 36 75 76 16 64.

05 settembre 2009

US OPEN, DAY 5. IL GIOCO SI FA DURO, PARTE 2.

foto AP
(di Backdoor)

Il gioco si fa duro agli US Open, seconda parte. E i duri hanno cominciato a giocare.

Eh sì. Andy Murray e Rafael Nadal, forse inaspettatamente, sono stati messi alla prova dai rispettivi avversari, Paul Capdeville e Nicholas Kiefer. Entrambi i pretedenti al trono di Re Roger hanno lasciato per strada un set, il secondo, dopo aver passeggiato nel primo parziale. Questo non credo abbia fatto loro temere che il risultato dei match fosse di colpo stato messo in dubbio, ma di certo li ha messi nell'ordine delle idee che per poter andare avanti nel tabellone la concentrazione deve essere al massimo, anche in turni 'scontati' come questi di secondo turno.

Mi sono chiesto chi tra i due arriva meglio al 3rd round, e la risposta che mi sono dato è Rafa Nadal. Sembra forse paradossale perchè Nadal è a corto di competizione da diversi mesi, non è ancora consapevole di quali siano i suoi attuali limiti fisici (intendendo con questo il sapere quanto possa chiedere ai tendini delle sue giunture) e perchè comunque Rafa gioca sulla superficie meno gradita. Eppure mi sono risposto Nadal perchè i primi due set di Murray hanno risvegliato in me le perplessità sulle condizioni atletiche dello scozzese, in un particolare contesto almeno. Cosa aveva Andy che non andava? Perchè ho avuto l'impressione che il suo motore non riuscisse a trovare la giusta carburazione? Aveva mangiato del sushi avariato? Ne aveva mangiato poco o forse troppo? Oppure a Andy manca quel qualcosa la cui assenza si era notata in ognuna delle tre precedenti prove "dell'altro animale"? E se ieri invece di Capdeville ci fosse stato qualcunaltro, tipo JMDP?

Veniamo al resto. Ho visto per intero il match tra Taylor Dent e Ivan Navarro; in pratica ho rischiato l'indigestione di serve&volley. Tanto, tantissimo serve&volley e tutto in una volta. Quattro ore e qualche minuto di continui attacchi alla rete: ossessionante Ivan Navarro (ma d'altronde i suoi colpi di rimbalzo sono meno affidabili del conterraneo Feliciano Lopez), mentre Taylor Dent (che tra le altre cose ha sparato col bazzoka diverse volte oltre le 145 miglia orarie) ha a tratti abusato dei ricami a rete. Spettacolare la serie di lob con cui Dent ha regolarmente infilato lo spagnolo (e l'ennesimo lob ha regalato all'americano che sta commuovendo Flashing Meadows, il match point nel tiebreak del quinto): sono sicuro che qualche suo tifoso realizzerà una clip di soli lob, su YouTube. S-P-E-T-T-A-C-O-L-A-R-I.

Ultimo ma non ultimo, Jose Acasuso. Dopo aver perso secondo e terzo set da David Ferrer, quanti avrebbe pensato ad una vittoria dell'argentino, anche alla luce dei confronti diretti tra i due? E invece Jose avanza mentre David 'si mangia il cappello': non ci sono state immagini a testimoniare, ma in qualcosa deve averci messo lo zampino Ferrer se negli ultimi due parziali ha collezionato solamente cinque games!

The temperature is rising at Flashing Meadows. So, mates, stay tuned.

A. Murray def. P. Capdeville 62 36 60 62
R. Nadal def. N. Kiefer 60 36 63 64
T. Dent def. I. Navarro 64 67 57 75 76
J. Acasuso def. D. Ferrer 63 36 16 63 62