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12 gennaio 2010

IMPRESSIONI DA MELBOURNE PARK

Foto Edoardo de Campora
(Di Marco Caldara)

E' stato sorteggiato nella notte il tabellone di qualificazione degli Australian Open, che vedrà impegnati sei giocatori azzurri. L'unico compreso fra le teste di serie è il romano Flavio Cipolla, che se la vedrà con l'olandese Sijsling; con la sfortuna però di essere stato inserito nello 'spot' di Xavier Malisse, numero uno del tabellone cadetto. Impegni australiani per Andrea Arnaboldi e Simone Vagnozzi; opposti rispettivamente a Mitchell e Millman. Per il romano Ghedin ci sarà il temibile tedesco Kamke; mentre Stoppini ha pescato lo slovacco Klizan. Infine, Marco Crugnola, reduce dal Challenger di Noumea, se la vedrà con il coreano Kyu Tae Im.

Come primi impegni gli azzurri avrebbero potuto 'pescare' di peggio, ma in proiezione secondo e terzo turno, tutti gli italiani avranno da faticare moltissimo per qualificarsi. Il merito abbiamo raggiunto Marco Crugnola (nella foto) e Simone Vagnozzi, che ci raccontano le loro impressioni sul sorteggio.

Marco Crugnola: 'Im è un giocatore tosto, cresciuto sul cemento. Non lo conosco molto bene; in ogni caso, come sempre, io dovrò pensare a fare il mio gioco, il resto verrà di seguito. Fortunatamente, grazie alla forte pioggia di oggi, domani sono previsti solo 20 gradi a Melbourne; dopo i 43 di ieri. Per quanto riguarda lo spot di qualificazione preferisco non pensarci, devo puntare a vincere match dopo match. Sono carico, punto a far bene'.

Simone Vagnozzi
: 'Ovviamente è meglio pensare ad un match per volta, senza guardare avanti da subito. Gioco con Millman, un australiano, e giocare qua contro dei tennisti locali è sempre dura. Mi hanno detto che gioca benino, di più non so. Io devo dire che mi sento bene, anche se in campo non si sa mai. Per passare le qualificazioni in un torneo dello slam è necessario battere gente forte, quindi si vedrà'.

03 febbraio 2009

AUSTRALIAN OPEN: CHI SÙ E CHI GIÙ


di Backdoor

Il torneo è in archivio visto che l’ATP World Tour ha già ripreso a girare (con Vina del Mar e Zagabria, in evidenza). Ma le immagini, i suoni e le emozioni di Melbourne sono ancora presenti in tutti noi, che guardare indietro e stilare le pagelle è qualcosa di immediato e, spero, piacevole. Così inizio.

NADAL: 10
Ha vinto uno Slam sul cemento (cosa che per moltissimi era considerata come impresa improbabile).
Ha passeggiato fino alla semifinale vincendo sempre ‘straight sets’. Ok, C. Rochus e Karanusic chi sono?; ma contro Haas 3-0, contro Gonzalez 3-0, contro Simon 3-0.
Ha ‘maltrattato’ ancora una volta Roger Federer. E se fino a sei mesi fa il concetto ‘maltrattare Rogerio’ era adatto a descrivere le finali al RG, da Wimbledon 08 Nadal ha iniziato a farlo anche ‘nei giardini dello svizzero’ (erba e cemento).
Il 10 è meritatissimo. La lode no, imo, per l’atteggiamento a volte eccessivamente difensivo in determinati momenti nel match con Verdasco.

FEDERER: 9
Mmmmm, ho dato il voto al solo pronunciare le parole ‘Federer’ e ‘finale’. Ma guardando il cammino nel draw mi sono domandato “E’ una giusta valutazione, il 9?”
Con Seppi ha faticato, a parte il primo set in cui è stato in giocabile.
Con Korolev è andato via liscio.
Con Safin….vabbè Safin del campione ha ormai solo il passato.
Con Berdych Rogerio ha visto i ‘sorci verdi’. Jacopo ha citato una dichiarazione in cui Federer ha ammesso di non aver mai temuto di uscire per mano del ceco. Mmmmm Rogerio ha anche dichiarato di non aver rimpianti per come è andata la finale (ma qualcuno gli crede?). Comunque, quello con Berdych è stato il match della svolta (un po’ come lo fu quello con Tipsarevic nel 2008); dal terzo set Roger ha alzato il volume e……ha iniziato a illudere tutti noi.
Strepitoso con JMDP e Roddick.
Ma ‘solita’ finale contro la sua ‘kriptonite’, che però non viene dallo spazio ma da un’isoletta nel mar Mediterraneo.

DJOKOVIC: 6
Un quarto di finale allo Slam è un buon risultato. Parto da qui per muovere una critica, o due, a Nole.
Primo. Che la Head sia simile alla Wilson è una cosa; ma simile non vuol dire identica, le differenze ci sono: il servizio corre meno, il dritto corre troppo e così Novak è corso a casa anzitempo. Quando R. Baggio lasciò la Fiorentina per andare a Torino, i tifosi della Viola iniziarono a cantare “Baggio pu...ana” lo hai fatto per la grana”.
Secondo. Non so quando sia cominciato, forse proprio col titolo in Australia nel 2008, ma Nole è passato dai “Simpatici” agli “Antipatici” nelle menti di stampa e pubblico. E questo, anche se non lo ammetterà mai, gli pesa tantissimo.

MURRAY: 7
Tutti gli esperti hanno sottolineato che il balzo di Murray è dovuto soprattutto ad un
miglioramento delle sue condizioni atletiche. A Melbourne proprio queste lo hanno ‘tradito’ sul più bello.
Aspetto un altro Slam per testare la mia ipotesi che il suo calo fisico, nei momenti di prolungata tensione e pressione, sia dovuto ad una latente ‘debolezza mentale’. Se così fosse, Murray un titolo Slam se lo scorda.

RODDICK: 8
Inattesa semifinale. Ha colto benissimo le opportunità. A mio parere, fortunato.

JMDP: 7
L’ho visto con Muller, Cilic e Federer e mi è piaciuto abbastanza. Abbastanza perché ho notato che il suo palleggio non è stato così potente e incontenibile come nel 2008 (a Melbourne stava molto meno con i piedi nei pressi della linea di fondo).
La prestazione contro Federer potrà avere effetti devastanti sulla sua autostima. Jacopo ritiene di no perché JMDP è sufficientemente arrogante per evitare che accada.

BAGHDATIS: 8
Su di lui mi sono già espresso qui. Gli auguro di dare continuità al suo tennis.

VERDASCO 9:
Riporto un commento di Jacopo fatto in telecronaca: se due settimane di allenamento a Las Vegas lo hanno portato a questi livelli, pensa cosa diventa con un mese o più. La chiave per leggere Verdasco sta in quelle parole. Anche lui è atteso alla conferma.

TSONGA: 7
Fare quarti dopo essere stato finalista nell’edizione precedente non è male. Come non male sono state le sue prestazioni, compreso il match contro Verdasco.
La sensazione è che JWT sia un po’ come era Ruud Gullit, un’atleta troppo potente e allo stesso tempo troppo fragile per durare con continuità.

In conclusione vorrei lasciare un piccolo spazio alle delusioni del torneo, secondo me. Tra queste metto:

FERRER: 4
Dell’uomo ‘che non muore mai’, che nel 2007 e inizio 2008 ha scalato la classifica a furia di dritto e grandi corse, rimane solo lo spirito indomito.

GASQUET: 4
Da queste parti si dice che ‘el xe ancora un bòcia’. Il confronto contro Gonzalez lo ha dimostrato ancora una volta: il bambinetto con grembiule e tegamino di pollo e spinaci si è spaventato (due set avanti) di fronte al petto villoso del rude macho Fernando. Recidivo (Wimbledon 08, contro Murray).
Ma talento il francese ne ha e dalla sua anche l’età, è del 1986. Merita di essere atteso ancora un po’.

01 febbraio 2009

IL PIANTO DELLA RESA (PASSAGGIO DI CONSEGNE)


di Backdoor

Gli Dei del Tennis benedicano la ‘fantastica coppia’. Che match, che colpi, che emozioni! Credo sia giusto ringraziare Rogerio per le emozioni che riesce a trasmettere quando gioca; il punto, quello decisivo, però lo vince Rafa.

Che numero 1, Rafa!! Non sono d’accordo con Paolo Canè che in telecronaca ha detto che in campo c’erano due numeri uno; l’unico risponde al nome di Rafael Nadal of Spain. Il quale tra, l’altro, rispetto allo svizzero, con oggi è riuscito a vincere uno Slam sul cemento, sull’erba e sulla terra. Direi che questo dato tolga ogni dubbio sulla dimensione che il maiorchino raggiunge.

Per quanto riguarda la cronaca, ho segnato quelli che in my opinion sono stati i momenti, i punti chiave, dei set giocati. Li propongo qui nel modo in cui sono andato segnandoli.

Primo set: Nadal 7-5.
Il momento chiave si ha nel settimo game (4-2 e servizio Roger): sul 30-15 e sul 30-30 Nada tira due vincenti incredibili di rovescio; Roger si spaventa al punto che sulla palla break commette doppio fallo.

Secondo set: Federer 6-3
Il passaggio chiave si ha nel sesto game (3-2 e servizio Nadal): sul 15-15 Rafa commette doppio fallo. Sul 15-30 Nadal si scompone un attimo e nonostante riesca a salvare quattro palle break (mi pare), cede il servizio, che risulterà il primo di quattro game persi di fila.

Terzo set: Nadal 7-6
Le chiavi del match, in questo parziale, sono i 3 doppi falli di Nadal (che nei precedenti due set erano uno solamente) ma soprattutto le numerosissime palle break non sfruttate da Roger (addirittura 0-40 sul servizio di Rafa nel nono game).

Nel quarto e quinto set l’emozione ha quasi avuto la meglio sul sottoscritto. Dico quasi perché ho segnato quali sono stati i momenti chiave dei parziali; ma mentre stavo per metterli in questo post, ho visto le lacrime di Federer. E allora di fronte alla sua emozione, a chi interessa la statistica? A nessuno.

Roger piange lacrime di sconfitta: è uscito battuto ancora una volta per mano di quel ‘discolaccio’ di isolano, il quale è ‘too good’ per lui. Ecco, il significato che do al pianto di Roger è proprio quello della resa, del passaggio di consegne, dell’abdicazione del Re in favore dell’inatteso Delfino.

Mi è sembrato che Roger dicesse: “Mannaggia, signore e signori presenti nella Rod Laver Arena. Io ce l’ho messa tutta. Ma questo qui è più forte, è il numero uno”.

30 gennaio 2009

Australian Open, finale Federer-Nadal..

Per la prima volta in carriera, Rafael Nadal, numero uno del mondo, si è qualificato per la finale dell' Open d'Australia.
Il maiorchino ha infatti superato, dopo una maratona di 5 ore e 14 minuti, il connazionale Fernando Verdasco (14), sconfitto con il punteggio di 6-7 6-4 7-6 6-7 6-4.

Non ho visto tutto il match, ma per quello che ho potuto vedere, vi posso assicurare che entrambi hanno disputato una gran bella partita.
Per Verdasco rimarranno sicuramente moltissimi rimpianti. Nel quinto set infatti, sul 4-4, l'iberico si è trovato 30-0 sul servizio del rivale, ma non è riuscito a chiudere in suo favore il game. Sotto 5-4, ha poi dovuto servire per rimanere nel match, e si è trovato velocemente (anche a causa di un doppio fallo) sullo 0-40. Con due ottime chiusure a rete ha accorciato sul 30-40, salvo poi commettere nuovamente un doppio fallo, che ha consegnato il match al numero uno del mondo.

L'incontro è stato giocato totalmente alla pari, come dimostra anche il dato dei punti totali: 193 per Nadal, 192 per Verdasco; che ha fatto segnare una quarantina di colpi vincenti in più rispetto al rivale, equilibrati però da ben 76 errori non forzati (25 per Rafael).

Nella finale, che si disputerà Domenica mattina a partire dalle 9.30 italiane, l'atleta di Manacor se la vedrà con l'eterno rivale Roger Federer, che ieri ha 'passeggiato' contro Andy Roddick.
Fra i due sarà il diciannovesimo match in carriera, e sul cemento, lo svizzero ha vinto 3 delle 5 sfide disputate (2 indoor).

Sarà sicuramente una sfida avvincente, Nadal arriverà decisamente più stanco di Roger, anche se, come ben sappiamo, il fisico dello spagnolo è molto difficile da scalfire, e credo che Nadal arriverà carico come non mai all'ultimo atto del torneo.

Comunque, forza ROGER, che in caso di vittoria raggiungerebbe Pete Sampras, a quota 14 slam vinti.

29 gennaio 2009

ROGERIO, DON’T WORRY BE HAPPY


di Backdoor

R. Federer def. A. Roddick 62 75 75.

L’immagine dell’ennesimo capitolo della sfida Roger e Andy è quella che fotografa quest’ultimo a capo chino. E’ così infatti che ho visto Roddick dopo ogni punto perso, tantini in verità. Lo statunitense ha giocato al meglio le sue chance; Federer ha riconosciuto in conferenza stampa che la collaborazione con Larry Stefanky ha già portato ai dei miglioramenti: “I thought Roddick played a bit more aggressive with his backhand, he played a bit more flat, so the ball goes through [the court] a little bit more,” ha detto Rogerio. “I really think he improved [his] returns. The second serves he takes more easily. I have the feeling he's improved at the net. He's a bit better mover. Before, he didn't run a whole lot for drop shots. Today I didn't play 25 dropshots, but I still felt he was running for every ball. He wasn't always doing that. That's also a big key to his game.” Ma contro la propria nemesi, ad Andy tutto questo migliorare continua a non essere sufficiente.

E, non me ne vogliano i tanti fans del Roddico, non sono sufficienti non dico a battere Federer, ma nemmeno a fare match con lo svizzero. Dico questo perché la sensazione durante tutti i tre set è stata quella di stare ad assistere Federer in azione con il suo sparring partner preferito.


Posso immaginare la frustrazione dell’americano per l’impotenza del suo ‘big serve’, il quale contro quasi tutti gli altri sul circuito fà tanto male, mentre con Roger no. E lo ha più volte sottolineato Federico Ferrero in telecronaca: povero Andy, tira i missili a 220 km/h e la pallina continua a tornare indietro. NO CONTEST, at all.

Tutto bene, quel che finisce bene, dunque per Rogerio in vista del quattordicesimo titolo di un major. Sì e No. Sì perché come si fa a negare, dopo le vittorie contro Berdych, JMDP e Roddick, che Il Re è tornato? D’altronde, egli è andato ripetendo che uno dei principali problemi nel 2008 per lui è stata la condizione atletica; mentre questi AUS Open hanno dimostrato che Roger è bello tonico, fresco e pimpante, per dirla un po’ alla Canè. E, la condizione atletica conta, eccome.

Non vorrei, però, alimentare troppe aspettative circa il trionfo di Roger. Questo sarà scontato se il finalista dovesse essere Fernando Verdasco. Ma quanti sono disposti a scommetterci sopra, dopo aver solo considerato che Nadal è 6-0 nei confronti del ‘Verda’ o dopo aver richiamato alla mente la ‘stesa’ all’ultimo Roland Garros? Risposta: nessuno.

E così, avendo stabilito che la finale sarà Rafa v Rogerio, mi immagino che il sorriso sul viso di Marco e di tutti gli altri Federerissimi si ridimensioni un pochetto. E il perché lo sappiamo ormai bene.

28 gennaio 2009

Australian Open, Nadal in semifinale..

E' appena terminato il match fra lo spagnolo Rafael Nadal ed il francese Gilles Simon.
Che dire? Nadal ha dimostrato di essere superiore al rivale solo nei punti importanti (che sono stati 3 o 4), e credo che il punteggio non rispecchi del tutto l'andamento del match.

Andiamo con ordine.
Primo set giocato male da Simon, che ha subìto il break in apertura, trovandosi velocemente 3-1 sotto. Nel quinto game Nadal ha poi bissato il break, salendo 4-1, ma è stato poi il francese ad accorciare le distanze, strappando la battuta al rivale e portandosi sul 2-4 e servizio. Simon ha però poi perso nuovamente il suo turno di battuta, con Nadal, che non si è lasciato scappare l'occasione, ed ha chiuso 6-2 sul proprio servizio.

Il secondo parziale invece è stato più equilibrato. Nadal è stato nuovamente avanti da subito di un break, ma Simon l'ha poi recuperato. Sul 5-4 in suo favore, il francese ha anche avuto un set point sul servizio del rivale, ma non è riuscito a concretizzarlo. Nadal si è quindi portato sul 5-5, per poi strappare (a zero!) la battuta all'avversario, e successivamente chiudere 7-5 nel suo turno di servizio.

Nel terzo, Nadal ancora avanti di un break, con Simon che recupera nuovamente, e si porta sul 4-3. Nel game successivo, il francese ha fallito anche due palle break, che gli avrebbero permesso di servire per il set. Tutto regolare quindi sino al 5-5, quando Nadal ha strappato il servizio all'avversario, chiudendo al dodicesimo game il parziale, ed aggiudicandosi di conseguenza il match, dopo 2 ore e 28 minuti di gioco.

A mio parere lo spagnolo non ha giocato un match troppo entusiasmante. Ogni volta che Simon riusciva a cambiare gioco il punto finiva nella sue mani. Anche al servizio Nadal è apparso molto 'giocabile'; e con un avversario con un servizio migliore rispetto a quello di Simon, la partita potrebbe complicarsi notevolmente.

Il prossimo avversario di Nadal sarà il connazionale Fernando Verdasco (alla sua prima semifinale in carriera in un major), che ha sconfitto in 4 set il francese Jo-Wilfried Tsonga, 7-6 3-6 6-3 6-2 il punteggio. Più tardi l'analisi di Backdoor su quest'ultimo match.

AUSTRALIAN OPEN, QUARTI DI FINALE:
(1)Rafael Nadal (ESP) b. (6)Gilles Simon (FRA) 62 75 75
(14)Fernando Verdasco (ESP) b. (5)Jo-Wilfried Tsonga (FRA) 76 36 63 62
(7)Andy Roddick (USA) b. (3)Novak Djokovic (SRB) 67 64 62 21 ritiro
(2)Roger Federer (SUI) b. (8)Juan Martin Del Potro (ARG) 63 60 60

AUSTRALIAN OPEN, SEMIFINALI:
(1)Rafael Nadal (ESP) vs (14)Fernando Verdasco (ESP)
(2)Roger Federer (SUI) vs (7)Andy Roddick (USA)

Aus Open doppio, fuori Bolelli/Seppi..


Si ferma nei quarti di finale la corsa degli azzurri Simone Bolelli e Andreas Seppi nel torneo di doppio agli Australian Open.

I due (nella foto), sono stati infatti sconfitti dalla coppia numero 4 del torneo, composta dal ceco Lukas Dlouhy e dall'indiano Leander Paes, con il punteggio di 6-1 7-6.
Qualche rimpianto per i nostri, che, nel secondo parziale hanno sprecato due set-point, e nel tie-break hanno lasciato vari punti agli avversari, non chiudendo delle volèe piuttosto semplici.

Per gli azzurri resta comunque il miglior risultato in carriera nel doppio, piccola consolazione dopo le amare sconfitte nel torneo di singolare.

AUSTRALIAN OPEN DOPPIO:
1°Turno: Bolelli/Seppi (ITA) b. Kohlmann/Vliegen (GER/BEL) 76 75
2°Turno: Bolelli/Seppi (ITA) b. Petzschner/Peya (GER/AUT) 63 36 64
Ottavi: Bolelli/Seppi (ITA) b. (WC)Coelho/Sirianni (AUS) 36 61 64
Quarti: (4)Dlouhy/Paes (CZE/IND) b. Bolelli/Seppi (ITA) 61 76

27 gennaio 2009

Un favoloso Federer conquista la semifinale!


Chi ha assistito al match fra Roger Federer e Juan Martin Del Potro, molto probabilmente si starà ancora lustrando gli occhi.

All'elvetico sono bastati solo 80 minuti per umiliare l'avversario, sconfitto con un perentorio 6-3 6-0 6-0.
Nel primo set, l'ex (?) numero uno del mondo ha strappato il servizio all'argentino nel quarto game, salendo 3-1 e mantenendo il vantaggio sino al 6-3 finale. Negli altri due parziali invece non c'è stata minimamente partita, con Roger che si è aggiudicato ben 12 game di fila.

Un Federer così in forma non lo si vedeva da molto tempo; pochissimi errori non forzati, molti colpi vincenti ed una favolosa prova al servizio.
Lo svizzero infatti non ha concesso nessuna palla break al rivale, vincendo l' 86% dei punti con la prima di servizio, e siglando anche 12 ace, a fronte di nessun doppio fallo.

Dal canto suo Del Potro è apparso piuttosto stanco, ma soprattutto sfiduciato. E dopo un incontro simile lo sarà ancora di più. L'autostima dell'argentino era quasi ai massimi livelli, tanto che, imo, il ventenne di Tandil si sentisse quasi al livello di Roger.
Credo che Del Potro, famoso anche per aver un carattere non certo 'di roccia', farà molta fatica a smaltire questa sconfitta, che si somma anche alla cocente delusione (ancora viva) per l'inattesa sconfitta nell'ultima Coppa Davis.

Ora Federer -che ha dimostrato nuovamente quanto la forma fisica sia fondamentale- in semifinale se la vedrà con lo statunitense Andy Roddick (7), che ha superato il campione uscente, Novak Djokovic (3).

Si giocheranno invece domani gli altri due quarti di finale; che vedranno Rafael Nadal (1) opposto a Gilles Simon (6) e Jo-Wilfried Tsonga (5) opposto a Fernando Verdasco (14).

AUSTRALIAN OPEN, QUARTI DI FINALE:
(1)Rafael Nadal (ESP) vs (6)Gilles Simon (FRA)
(14)Fernando Verdasco (ESP) vs (5)Jo-Wilfried Tsonga (FRA)
(7)Andy Roddick (USA) b. (3)Novak Djokovic (SRB) 67 64 62 21 ritiro
(2)Roger Federer (SUI) b. (8)Juan Martin Del Potro (ARG) 63 60 60

UN OMAGGIO AL RE


di Backdoor

Novak Djokovic esce sconfitto ai quarti di finale. Andy Roddick gli è stato superiore soprattutto per la tenuta atletica: mentre Nole da metà del secondo set è andato in crisi, l’americano è parso fresco come una rosellina. Inevitabile il ritiro sul punteggio di 67 64 62 21 Roddick.

Strano match fino al momento del crollo di Nole: il primo set lo ha vinto al tiebreak nonostante abbia continuato a litigare col diritto (lungolinea soprattutto). Ma sembra stare bene, non si vedono segni di ‘coccolone’ imminente e nonostante 16 errori gratuiti, contro i 7 di Roddick, il doppio dei vincenti gli danno credito: 1-0.

Le note positive sul serbo finiscono però con il primo set, perché nel secondo parziale la sua ossessione per le palle corte gli costano il break. E considerato che al servizio oggi Roddick è in versione A-Rod, quel break equivale al secondo set: 1-1.

Il terzo set è il set delle palle break, per entrambi, all’inizio. Ma dopo i tre break consecutivi, che portano Roddick avanti 2-1 e servizio, Djokovic chiama il trainer. Questa volta non sta tentando la gherminella; il caldo e lo sforzo lo hanno svuotato e steso. E’ già pronto per il ritiro, secondo me, ma dopo essersi consultato col medico e dopo il massaggio sui muscoli delle gambe col ghiaccio, rientra e poco ci manca che riconquisti il break perché Andy commette 3 doppi falli nel game. Ma ormai il corso del match è segnato e Andy holds. E siamo 2-1.

Inizia il quarto ma in pochi pensano che finisca. E infatti dopo aver subito il break a zero nel suo secondo game di servizio (aveva comunque concesso 3 bp anche nel 1st game) Djokovic getta la spugna. Roddick in semifinale e lui a casa.

Ora, la spugna gettata da Djokovic idealmente viene raccolta da Roddick che la piega per bene, la avvolge nella più pregiata carta regalo, ci mette pure un bel fiocco colorato sopra e la dona a Sua Maestà Rogerio V° (quinto perché cinque sono i set del match di Berdych, la svolta del torneo dello svizzero): “Re Roger questo è per te”.

Che omaggio al Re!!!

26 gennaio 2009

"LO SLAM E’ UN ALTRO ANIMALE"


di Backdoor

La seconda giornata degli incontri di ottavi di finale ha il sapore dolceamaro per il sottoscritto perché ho lucrato sì bene sui match di Suarez Navarro, Dementieva, Simon e Williams, ma i miei prono ante/post al Game di Jacopo Lo Monaco sono naufragati. Sob. Avevo infatti scelto Andy Murray e Victoria Azarenka quali vincitori dell’Australian Open ed entrambi sono stati sconfitti. Murray ha perso da Verdasco al set decisivo mentre la bielorussa dell’Arizona ha lasciato strada a Serena Williams per ritiro sul punteggio di 63 24.

Il match femminile l’ho seguito per intero e quindi sono in grado di descrivere quello che è successo per esperienza diretta; mentre Murray v Verdasco l’ho seguito dalle 8.20 di stamattina sul punteggio di uno pari al quinto, e quindi, prima di leggere la trascrizione della conferenza stampa, sono andato formandomi l’idea delle possibili cause della sconfitta di Andy sulla base del commento live di Jacopo, che ha spesso sottolineato che “Andy non ne aveva più”. Allora ho tracciato una ipotesi di natura psicologica, un denominatore comune, che univa Murray alla Azarenka. E per esplicarla ho preso a prestito l’immagine usata da Roger Federer per descrivere un Grand Slam rispetto ad un qualunque altro torneo, “uno Slam è un altro animale” con la quale lo svizzero ha voluto intendere che per vincerlo ci vuole qualcosa in più (non tanto a livello tecnico, a mio giudizio).

Ora, visto che apparentemente sia l’Azarenka che Murray hanno perduto perché il loro fisico non li ha supportati adeguatamente, ho ipotizzato che, la tensione, la pressione, le aspettative avessero in un certo modo giocato uno scherzetto ai due giovani, penalizzandoli, alla prova decisiva contro una Top Player agli ottavi, per l’Azarenka, e nel match in cui partiva strafavorito, per Murray. E ho concluso il mio ragionamento così: Victoria è un’ottima giocatrice, una top 10 ma non una Top Player e Murray ha creato molte aspettative per poi steccare inaspettatamente.
Dopo questo esercizio di ‘logica tennistica’ :-), ho letto le interviste ai due protagonisti e le fondamenta della mia tesi hanno subito iniziato a tremare, o forse al contrario si sono rinforzate?

Azarenka ha dichiarato di non essersi ritirata per il ‘coccolone’ dovuto al caldo (tra l’altro la temperatura era intorno ai 28 gradi, quindi non elevatissima) ma perché stava male già dalla mattina, aveva dato di stomaco, qualcosa mangiato la sera precedente doveva essere all’origine dei suoi problemi. Andy Murray ha detto di non essersi sentito debole o scarico al quinto set, che questa non è la ragione della sua sconfitta. Ha perduto perché ha avuto le sue chance, anche diverse, ma non le ha colte; mentre il suo avversario sì. Verdasco, ha proseguito lo scozzese, ha servito in modo ‘too good’ al punto da impedirgli di guadagnare campo in risposta e di trarre così vantaggio dal suo colpo migliore.

Ho visto solo il quinto set di Andy e quindi non posso paragonare le sue condizioni atletiche nei set precedenti, ma Jacopo è uno che se ne intende e ha evidenziato che nel corso del match Murray correva e si spostava a passi brevi e svelti, ma nel quinto set questo non avveniva più.

Mi fido delle osservazioni di Jacopo e non delle dichiarazioni di Murray in conferenza stampa. E così la mia tesi rimane valida :-).

Seppi e Bolelli nei quarti del doppio...


Nel torneo di doppio, altra buona vittoria per i nostri Andreas Seppi e Simone Bolelli (nella foto), che hanno superato anche gli australiani Andrew Coelho e Joseph Sirianni, guadagnandosi uno storico accesso ai quarti di finale della manifestazione oceanica.
La coppia italiana ha superato gli avversari (Wild Card) con il punteggio di 3-6 6-1 6-4, ed al prossimo turno affronterà la coppia numero 4 del seeding, composta dal ceco Lukas Dlouhy e dall'indiano Leander Paes.

AUSTRALIAN OPEN DOPPIO:
1°Turno: Bolelli/Seppi (ITA) b. Kohlmann/Vliegen (GER/BEL) 76 75
2°Turno: Bolelli/Seppi (ITA) b. Petzschner/Peya (GER/AUT) 63 36 64
Ottavi: Bolelli/Seppi (ITA) b. (WC)Coelho/Sirianni (AUS) 36 61 64
Quarti: Bolelli/Seppi (ITA) vs (4)Dlouhy/Paes (CZE/IND) dopodomani

(Foto Tonelli - federtennis.it)

Australian Open: bene Nadal, fuori Murray!

Nella notte australiana, inattesa sconfitta per la testa di serie numero 4, il britannico Andy Murray. Lo scozzese è infatti stato sconfitto dallo spagnolo Fernando Verdasco (14), che ha avuto la meglio dopo 5 set con il punteggio di 2-6 6-1 1-6 6-3 6-4. Murray non è apparso troppo integro fisicamente, e la sconfitta è probabilmente dovuta anche a questo.

Tutto facile invece per il numero uno del mondo Rafael Nadal, che ha sconfitto il cileno Fernando Gonzalez (13) per 6-3 6-2 6-4, dopo 1 ora e 55 minuti di gara. Il tennista di Manacor non ha ancora ceduto un set agli avversari, e nei quarti affronterà il francese Gilles Simon (6), che ha approfittato del ritiro del connazionale Gael Monfils (12), che ha preferito abbandonare il campo prima dell'inizio del quarto set.
'Lamonf si trovava sotto per 6-4 2-6 6-1, e si è ritirato per un presunto problema al braccio destro.

Avanza anche Jo-Wilfried Tsonga (5), finalista lo scorso anno, che ha sconfitto con il punteggio di 6-4 6-4 7-6 il numero nove del torneo, lo statunitense James Blake. Per Tsonga nei quarti ci sarà Verdasco.

AUSTRALIAN OPEN, QUARTI DI FINALE:
(1)Rafael Nadal (ESP) vs (6)Gilles Simon (FRA)
(14)Fernando Verdasco (ESP) vs (5)Jo-Wilfried Tsonga (FRA)
(7)Andy Roddick (USA) vs (3)Novak Djokovic (SRB)
(8)Juan Martin Del Potro (ARG) vs (2)Roger Federer (SUI)

25 gennaio 2009

Australian Open, avanti anche Djokovic..

Nella nottata australiana, oltre alla grande prova (dal secondo set in poi) dello svizzero Roger Federer, sono da sottolineare anche le belle vittorie di Andy Roddick, Juan Martin Del Potro e Novak Djokovic.

Lo statunitense, numero 7 del seeding, ha superato in tre set facili l'iberico Tommy Robredo (21); chiudendo l'incontro per 7-5 6-1 6-3 dopo solo 1 ora e 48 minuti circa di partita.
Del Potro (8) invece, ha recuperato un set di svantaggio (5-7) al croato Marin Cilic (19), aggiudicandosi abbastanza velocemente gli altri tre parziali, chiusi 6-4 6-4 6-2.

Il serbo Djokovic (3) invece, ha dato vita -con il cipriota Marcos Baghdatis- ad un bel match (che non ho visto perché ero a giocare, a proposito, abbiamo vinto anche oggi, e siamo qualificati per le semifinali provinciali juniores). Novak (nella foto), si è aggiudicato molto velocemente il primo set, chiudendo poi al tie-break (7-1) il secondo. E' stato decisivo il tie-break anche nel terzo set, ma l'esito è stato diverso, con il cipriota che se l'è aggiudicato per 7 punti a 5. Il campione uscente non si è però perso d'animo, giocando un bel quarto set, vinto per 6-2.

Nei quarti ora, le sfide saranno fra Federer e Del Potro e fra Roddick e Djokovic. Entrambi i match si prospettano molto interessanti, e non mi stupirei se ci fossero delle sorprese.

Domani si giocheranno le altre quattro sfide in programma per gli ottavi di finale, e saranno: Nadal-Gonzalez, Monfils-Simon, Murray-Verdasco e Tsonga-Blake.

In campo domani anche Andreas Seppi e Simone Bolelli, impegnati negli ottavi di finale del torneo di doppio. I due, dopo aver brillantemente superato Kohlmann/Vliegen e Peya/Petzschner, se la vedranno con la coppia australiana composta dal mio amico Joseph Sirianni e da Andrew Coelho, presenti in tabellone grazie ad una Wild Card.
Il match è in programma sul campo 2, come secondo incontro dalle 11.00 locali, l'una di notte in Italia.

AUSTRALIAN OPEN, OTTAVI DI FINALE:
(1)Rafael Nadal (ESP) vs (13)Fernando Gonzalez (CHI)
(6)Gilles Simon (FRA) vs (12)Gael Monfils (FRA)
(4)Andy Murray (GBR) vs (14)Fernando Verdasco (ESP)
(5)Jo-Wilfried Tsonga (FRA) vs (9)James Blake (USA)
(7)Andy Roddick (USA) b. (21)Tommy Robredo (ESP) 75 61 63
(3)Novak Djokovic (SRB) b. Marcos Baghdatis (CYP) 61 76 67 62
(8)Juan Martin Del Potro (ARG) b. (19)Marin Cilic (CRO) 57 64 64 62
(2)Roger Federer (SUI) b. (20)Tomas Berdych (CZE) 46 67 64 64 62

ROGERIO AL QUINTO..

di Backdoor

La prima giornata dedicata agli incontri di ottavi di finale l’ho passata come le precedenti: davanti al televisore e al monitor del computer per assistere a quanti più incontri possibile. Nel momento in cui scrivo Kleybanova e Dokic sono al terzo set, con la russa in vantaggio di un break (ma come ha detto Jacopo in telecronaca, il break di vantaggio è poco significativo perché il match si gioca punto a punto). E il match tra le due ‘ottavo-finaliste’ meno attese tra le 16 rimaste nel tabellone femminile arriva dopo quelli, tornando indietro, tra Rogerio su Berdych, Safina su Cornet, Zvonareva su Petrova , Bartoli su Jankovic e JMDP su Cilic. Li ho visti tutti, tra Eurosport e lo streaming, e ognuno meriterebbe una parola o due.

Ma, considerando lo spazio che ospita queste righe e la passione di Marco per Lui, non posso che concentrare l’attenzione su Roger Federer che si è qualificato per i quarti battendo Berdych con punteggio di 46 67 64 64 62.

Io non sono un esperto di tennis, quindi non sarei in grado di descrivere da un punto di vista tecnico le fasi del match. Non so cioè se Roger abbia commesso degli errori nei set perduti e se abbia corretto qualcosa quando, nel terzo set, ha cominciato a sentire l’acqua alla gola. Però vi posso raccontare che Berdych ha giocato un match come mai gli ho visto giocare (e sono ormai tre anni che praticamente non perdo un match di tennis trasmesso): aggressivo, potente, preciso…..praticamente perfetto. Al punto che per contro Rogerio è parso tra il sorpreso e l’intimorito di fronte alla ‘furia ceca’. E infatti si è trovato sotto di due set e incapace di confermare i break che riusciva ad ottenere (contro-break immediati, puntuali, anche a zero).

Ora, considerando adesso il punteggio del match, sarebbe troppo facile affermare che pur sotto di due set Federer non ha mai avuto il dubbio di non farcela. Perché secondo me non è così, e credo che pensare di poter perdere da Berdych sia stata la chiave di volta dell’incontro. Stavo seguendo il match con l’audio in inglese quando Mats Wilander ha detto: “A differenza di Murray, che cerca di adattare le sue qualità e caratteristiche di gioco per meglio sconfiggere l’avversario, Roger è diverso. Federer fa affidamento sulla sua bravura e non si preoccupa troppo di cercare gli adattamenti al giocatore. In questo modo, per vincere il suo gioco deve funzionare bene”.

E, indipendentemente da Wilander, questo è successo. Federer: ha avuto paura di perdere ma siccome è un campione ha fatto la sola cosa che lo avrebbe tirato fuori dalla buca, ha alzato il livello del volume e ciao ciao ottimo Berdych.

Spettacolare, bellissimo. E soprattutto un Federer come non si è visto da molto tempo. Però attenzione solo dal terzo set in poi e con Berdych, o Gasquet, la rimonta è fattibile. Ma con gli altri tre componenti dei Fantastici Quattro è escluso. Spero tanto che Roger lo sappia.

24 gennaio 2009

Oz Open, tutto secondo copione..

In tutti gli otto match di terzo turno giocati oggi, è stato rispettato il ranking, ed in ogni incontro ha vinto il giocatore meglio posizionato nella classifica ATP.
Nessun problema per il numero 1 del mondo Rafael Nadal, che ha superato il tedesco Tommy Haas con il punteggio di 6-4 6-2 6-4, dopo circa due ore di partita.
Tutto facile anche per il britannico Andy Murray (4), che ha sconfitto l'austriaco Jurgen Melzer (31) per 7-5 6-0 6-3.
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Avanti anche il terzetto francese Simon (6), Tsonga (5) e Monfils (12).
Il primo ha superato in tre set con il punteggio di 7-6 6-4 6-2 il croato Mario Ancic; Tsonga ha sconfitto l'israeliano Dudi Sela 6-4 6-2 1-6 6-1, mentre Monfils ha avuto la meglio in tre set su Nicolas Almagro (17).
Eliminato invece Richard Gasquet (24), che ha sprecato un vantaggio di 2 set con il cileno Fernando Gonzalez (13-nella foto), cedendo il terzo parziale dopo un lungo tie-break (12-10), prima di capitolare, dopo 4 ore e 9 minuti, con il punteggio di 3-6 3-6 7-6 6-2 12-10.
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Avanti anche Fernando Verdasco (14), che ha lasciato solo 4 games (64 60 60) al numero 22 Radek Stepanek -che l'aveva sconfitto due settimane fa nella finale del torneo di Brisbane- e lo statunitense James Blake (9), che ha superato il russo Igor Andreev, numero 18 del seeding australiano con il punteggio di 6-3 6-2 3-6 6-1.
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Ricordo che l'unico giocatore non compreso tra le teste di serie ad essersi qualificato per gli ottavi di finale è il cipriota Marcos Baghdatis, che se la vedrà con Novak Djokovic, campione uscente.
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Queste tutte le sfide previste per gli 'ottavi':
(1)Rafael Nadal (ESP) vs (13)Fernando Gonzalez (CHI)
(6)Gilles Simon (FRA) vs (12)Gael Monfils (FRA)
(4)Andy Murray (GBR) vs (14)Fernando Verdasco (ESP)
(5)Jo-Wilfried Tsonga (FRA) vs (9)James Blake (USA)
(6)Andy Roddick (USA) vs (21)Tommy Robredo (ESP)
Marcos Baghdatis (CYP) vs (3)Novak Djokovic (SRB)
(8)Juan Martin Del Potro (ARG) vs (19)Marin Cilic (CRO)
(2)Roger Federer (SUI) vs (20)Tomas Berdych (CZE)

23 gennaio 2009

Aus Open, terzo round parte bassa..

Nella giornata odierna, si sono giocati gli incontri di terzo turno della parte bassa del tabellone australiano, e non ci sono state grosse sorprese.
La vittoria sicuramente più significativa di oggi è stata quella del cipriota Marcos Baghdatis (nella foto), che ha eliminato senza troppe difficoltà (62 64 64) lo statunitense Mardy Fish (23).
Avanzano anche i migliori, con Federer che ha sconfitto un buon Safin in tre set, con il punteggio di 6-3 6-2 7-6, e Novak Djokovic che ha faticato un po' di più contro il connazionale, ma di passaporto statunitense Amer Delic. Il campione uscente ha vinto in 4 set, 6-2 4-6 6-3 7-6 lo score. Da segnalare che al termine del match ci sono stati degli scontri -che oserei definire calcistici- tra i tifosi dei due giocatori. Tutto però è stato sistemato, e non ci sarebbero gravi conseguenze.
Avanti anche il numero 8 Juan Martin Del Potro, che ha recuperato un set di svantaggio (perso al tie-break) al lussemburghese Gilles Muller, prima di chiudere il match per 7-5 al quarto set.
Passa agli ottavi anche lo statunitense Andy Roddick, che ha fermato la corsa del mago francese Fabrice Santoro, sconfiggendolo in tre set piuttosto veloci con il punteggio di 6-3 6-4 6-2.
Altre note positive vengono anche dai match del croato Marin Cilic, che ha superato in tre set il numero 11 David Ferrer, e del ceco Tomas Berdych, che ha eliminato l'elvetico Wawrinka in 4 set.
Avanza anche Tommy Robredo, che ha lasciato solo 6 games al cinese Lu.
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Per quanto riguarda invece i nostri giocatori, Fabio Fognini è stato eliminato anche dal torneo di doppio, nel quale in coppia con il croato Ivan Ljubicic, ha ceduto 6-3 6-4 alla coppia numero 4 del seeding, formata dall'indiano Paes e dal ceco Lukas Dlouhy.
In campo domani Bolelli e Seppi, opposti a Petzschner/Peya (GER/AUT).

Queste le sfide previste per gli ottavi di finale (parte bassa):
(6)Andy Roddick (USA) vs (21)Tommy Robredo (ESP)
Marcos Baghdatis (CYP) vs (3)Novak Djokovic
(8)Juan Martin Del Potro (ARG) vs (19)Marin Cilic (CRO)
(2)Roger Federer (SUI) vs (20)Tomas Berdych (CZE)

22 gennaio 2009

L'Australian Open degli italiani..

Volevo scrivere qualcosa a proposito dell'Australian Open dei nostri 6 giocatori impegnati.
Prima di iniziare però mi sembra doveroso dedicare due parole a Filippo Volandri, che per la qualifica si è dovuto cancellare all'ultimo momento dal torneo. Probabilmente avrebbe comunque avuto poche possibilità, e penso che avrebbe racimolato pochi games con Mario Ancic; ma la squalifica impostagli dall'ITF è a dir poco scandalosa, e spero vivamente che venga revocata, ponendo a Filippo tutto il mio (e spero anche vostro) sostegno.
Per maggiori informazioni sulla sanzione vi rimando al post: 'Volandri squalificato tre mesi'. Comunque, Volandri senza voto, ITF voto 2.
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Vediamo ora invece gli azzurri che hanno preso parte al torneo, tutti eliminati fra primo e secondo turno. A mio parere gli unici 'promossi' sono Andrea Stoppini e Flavio Cipolla.
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Partiamo dal primo. Il trentino, dopo 3 brillanti match nelle qualificazioni (che gli sono valsi il primo main draw in carriera in un torneo del Grand Slam) ha fatto il possibile contro il serbo Novak Djokovic.
Sicuramente giocare il primo match 3 su 5 in carriera, nella Rod Laver Arena, contro il campione uscente, non deve essere semplice; ma per il nostro restano comunque alcuni rimpianti.
Nel secondo set infatti Andrea si è trovato avanti 3-1 ed ha ceduto 3-6 il parziale. Nel terzo poi era avanti addirittura 4-0, ed ha anche servito per il set sul 5-4 in suo favore, salvo poi subire due break consecutivi, e cedere 7-5.
L'incontro è comunque stato positivo, e speriamo sia solo l'inizio di una grande stagione, che deve portare Andrea a ridosso dei top 100, posizione ampiamente meritata. Voto 7.
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Flavio Cipolla, che dire del romano? Dopo aver brillantemente superato il tabellone cadetto, nel quale ha ceduto solo 11 giochi in 3 incontri, ha giocato un incontro stupendo con Tursunov, domando il bombardiere russo fino al 4-6 6-2 7-6 7-5 finale.
Al secondo turno Flavio è stato però letteralmente 'schiacciato' dal tedesco Tommy Haas, il quale non gli ha lasciato spazio, chiudendo dopo circa un ora e mezza per 6-1 6-2 6-1. Come dichiarato a fine match dal nostro, il punteggio è molto netto, ma non del tutto vero. Molti game infatti sono stati giocati alla pari, ma è stato sempre il tedesco ad aggiudicarseli. Se è stato numero 2 del mondo, e vanta 3 semifinali all'Open d'Australia, un motivo ci sarà.
Complimenti comunque a Flavio, che si merita un bel sette; media fra il nove delle qualificazioni e del match con Tursunov e il cinque del match odierno. Voto 7.
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Passo ora al capitolo bocciati.
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Parto da Andreas Seppi. Leggendo il punteggio del match con Federer, si penserebbe ad una buona prova del nostro, che ha giocato alla pari per due set con il migliore, ma non è assolutamente stato così. O meglio, hanno giocato si alla pari, ma nei momenti importanti Federer si è sempre preso il punto abbastanza facilmente, quasi volesse 'controllare' il match, e chiuderlo nel momento più opportuno.
E' vero, giocare contro l'elvetico non è certo facile; ma il nostro è apparso anche stavolta senza carattere, piuttosto spento, apatico.
Ha avuto la bellezza di dieci palle break, una valida per aggiudicarsi il secondo set, ma non è riuscito a concretizzarne nessuna. 0/10.
Non è certo colpa sua se su tre tornei giocati nell'anno corrente, in due si è dovuto battere da subito (o quasi) con Federer, ma dal numero 1 d' Italia ci si aspetta comunque di più. Voto 5.
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Deludente anche il torneo di Simone Bolelli, che dopo aver vinto un match non impossibile contro il belga Vliegen (in tre set), ha ceduto malamente al numero 23 del seeding, lo statunitense Mardy Fish.
Se Simone, come da lui stesso confessato, punta ad entrare facilmente nei primi 20 giocatori del mondo, non si può certo permettere di perdere con Fish, che nonostante sul cemento sia un osso duro, a mio parere vale appena la sua posizione in classifica, ed, escluso forse Almagro, non credo sia al livello di nessuno dei giocatori che lo precedono nel ranking.
Quindi, o Simone sistema servizio e RISPOSTA, o i Top20 li vedrà solo da lontano. Voto 4,5.
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Bocciato pure Fabio Fognini, anche se non saprei proprio come giudicare il torneo di Fabio.
Il ligure era al rientro dopo l'infortunio al ginocchio che ne aveva caratterizzato il finale della scorsa stagione, ed ha vinto al primo turno in 4 set, un buon match con il kazako d'Italia Andrey Golubev, aggiudicandosi il primo match in carriera in un major, dopo 3 sconfitte al quinto set. Al secondo turno però ha perso piuttosto nettamente con l'iberico Nicolas Almagro.
E' ormai noto che Fabio soffra il gioco dello spagnolo, che in 3 match gli ha lasciato solo 14 games, ma dopo il brillante primo turno da lui ci si aspettava qualcosa di più.
Sarei pronto a scommettere che se nel 2009, riuscirà ad aver una stagione senza infortuni, a fine anno lo vedremo facilmente fra i top 30/35, quindi questa prestazione non è da considerarsi soddisfacente, e la giudicherei insufficiente. Voto 5,5, ma forza Fogna!
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Assolutamente negativo è invece il torneo dell'irpino Potito Starace sconfitto 7-6 1-6 7-6 7-6 al primo turno, da una Wild Card, il sedicenne australiano Bernard Tomic.
Non credo sia ammissibile che un professionista del calibro di Potito, che nonostante abbia una classifica costruita principalmente (se non interamente) sulla terra rossa, è stato comunque nei primi 30 giocatori del mondo, possa perdere in questo modo con un giovane ragazzo di belle speranze, al suo secondo match in carriera nel circuito professionistico.
Starace solitamente non è un giocatore che sente più di tanto la pressione del match, e quindi il fatto che abbia perso tre tie-break consecutivi fa pensare. Tomic ha sicuramente giocato un buon match (che non ho visto) e fra un paio di anni lo vedremo di certo in posizioni di vertice, ma la sconfitta di Starace non è comunque ammissibile. Voto 3.

NEVER SAY NEVER..


di Backdoor

Negli ultimi due giorni di incontri, ho preso molti appunti. Riguardandoli mi rendo conto che la maggior parte non merita la fatica di digitare sulla tastiera del mio laptop. Per cui mi risparmio le vostre per considerazioni tipo sulle condizioni climatiche nel Melbourne Park (‘fa molto caldo, sì, perché la temperatura è sopra i 30-35 gradi; ma il tasso di umidità è molto basso, inferiore al 20%. E chi ha fatto sport d’estate con l’umidità superiore al 60-70%, pensa che ‘sti tennisti si lamentano non poco’). Cose di questo genere sarebbe meglio che restassero dove sono.

Invece qualche nota positiva l’ho scritta, e hanno per protagonisti Canas, Djokovic e Andreev. Per rispetto delle gerarchie di classifica inizio con Nole. Durante la partita con Chardy, in due episodi Novak ha mostrato di che pasta è fatto. Prima di procedere premetto che il mio sentimento su Djokovic è ambivalente: mi piace e non mi piace. Mi piace perché è un atleta di grande talento, un campione dotato di killer instinct; e non mi piace perché, per dirla come mia nonna Irma diceva delle persone di cui non si fidava, “el gà el muso da do musi”. Novak è un vincente, non si discute, e dalla prestazione con Chardy escono aumentate le sue possibilità di bissare il successo del 2008. Anche se alcuni suoi atteggiamenti appaiono un bici forzati, al punto da sembrare pianificati (ma non importa).

Invece, ho rivisto il Djokovic che ha conquistato Melbourne docidi mesi fa, e che legittimò la sua ascesa per tutta la primavera scorsa: a inizio match col francese, Nole ha iniziato ad un ritmo definito, che Chardy è bene o male riuscito a tenere, fino al 5-6. A quel punto, come accaduto nella finale con Tsonga, Djokovic ha cambiato marcia: ha alzato il ritmo e..... au revoir Jeremy: break, primo set, e poi soli altri quattro game lasciati al rivale. Per cui, le quotazioni di Nole per la vittoria si impennano, o per dirla nei termini dei bookies, la quota precipita.

All’estremo di Djokovic, rispetto al ranking cioè, metto Canas. O meglio quel che resta di Canas, il Camoranesi del tennis. Mi spiego: match con Gonzalez, terzo set, 2 giochi pari, servizio Canas, 15-30. Lo scambio si svolge sulla diagonale di sinistra, con Willy che sventaglia di diritto sullo rovescio di Gonzo (che và di back). Una-due-tre-quattro volte avanti così con Canas a spingere (?) e Gonzo a respingere, finchè Canas è costretto anche lui ad un rovescio tagliato sulla stessa diagonale, Gonzalez di sposta e……BOOOOM missile di diritto down the line. Per la serie (argentina) “Una volta era un diritto (guerriero)”. Poveraccio Guillermo.

E infine Igor Andreev, A me piace Andreev. Mi piace perché è una atleta eccellente, un tennista più che discreto (?) e un’agonista straordinario: oggi ha vinto 6-4 al quinto set, dopo essersi trovato due set avanti, non aver colto la chance per chiudere straight sets, aver perso il terzo e chiamato il trainer per farsi massaggiare ripetutamente i muscoli addominali. Ora, chi gioca a tennis potrà dire “tutto qui?”. Beh, sarebbe già abbastanza ma manca il dettaglio che Gulbis nel decider era 4-3 e servizio.

Per come ha portato a casa il match con l’iper-valutato Ernests (“Ernesto spara-lesto” ?), mi ha fatto ricordare il Manchester United nella finale di Coppa dei Campioni del 1999 al Camp Nou contro il Bayern Monaco: Never say never. E mi piacerebbe saperlo scrivere in russo.

Australian Open, fuori tutti gli azzurri..

Nella quarta giornata degli Australian Open, brutte sconfitte per gli ultimi due italiani impegnati in tabellone. Flavio Cipolla ha infatti ceduto per 6-1 6-2 6-1 al tedesco Tommy Haas (nella foto), mentre Fabio Fognini ha lasciato strada a Nicolas Almagro (17) impostosi 6-2 7-5 6-0.
Cipolla non è mai stato in partita, ed ha probabilmente subito la maggior esperienza del rivale. Al termine del match il romano ha dichiarato: "Il punteggio è piuttosto pesante ma molti game sono stati equilibrati li avrei potuti anche vincere. Lui è stato numero due del mondo, ha tanta esperienza ed oggi è riuscito a giocare molto bene nonostante il forte vento".
Fognini invece, dopo un primo set giocato male, è stato molto vicino (2 punti) alla vittorie del secondo, ma non è riuscito ad aggiudicarselo, cedendo poi facilmente anche il terzo parziale. Queste le parole del ligure al termine dell'incontro: "Fino al 5-5 qualcosa ero riuscito a cambiare, ero attaccato al match: sul cinque pari ho però provato a prendere qualche rischio. Forse ho avuto troppa fretta, ed è andata male". Per i due resta comunque un buon torneo.
Per quanto riguarda invece il torneo di doppio, avanti anche Seppi-Bolelli, che hanno sconfitto 7-6 7-5 Kohlmann/Vliegen, ed al prossimo turno affronteranno il due Petzschner-Peya (GER/AUT).

AUSTRALIAN OPEN ITALIANI, SECONDO TURNO:
(23)Mardy Fish (USA) b. Simone Bolelli (ITA) 64 61 75
Tommy Haas (GER) vs (q)Flavio Cipolla (ITA) 61 62 61
(17)Nicolas Almagro (ESP) vs Fabio Fognini (ITA) 62 75 60

AUSTRALIAN OPEN ITALIANI, PRIMO TURNO DOPPIO:
Bolelli/Seppi (ITA) vs Kohlmann/Vliegen (GER/BEL) 76 75

AUSTRALIAN OPEN ITALIANI, SECONDO TURNO DOPPIO:
Fognini/Ljubicic (ITA/CRO) vs Dlouhy/Paes (CZE/IND)
Bolelli/Seppi (ITA) vs Peya/Petzschner (AUT/GER)

21 gennaio 2009

Aus Open: fuori Nalbandian, miracolo Santoro!


Nella notte australiana sono stati giocati 16 incontri di singolare, ovvero tutti i secondi turni della parte bassa del tabellone. Eliminati quattro seeded players: Nalbandian (10), Soderling (16), Mathieu (28) e Kohlschreiber (32).
L'argentino Nalbandian è stato sconfitto in 5 set da cinese Yen-Hsun Lu, che sotto per 2 set a 1 ha recuperato abilmente lo svantaggio, e chiuso dopo quasi 4 ore di gioco per 6-4 5-7 4-6 6-4 6-2.
Soderling invece, ha ceduto ad un ritrovato Marcos Baghdatis con il punteggio di 3-6 7-5 6-3 6-3. Altro buon match per il cipriota, che dopo aver superato Lunedì l'ostico francese Benneteau si è ripetuto oggi.
Per Marcos terzo turno abbordabile con lo statunitense Mardy Fish, poi ci sarebbe Djokovic (impegnato con Delic), ma sperare è lecito.
Per quanto riguarda poi Mathieu, il transalpino ha lasciato strada al qualificato serbo, ma di nazionalità statunitense, Amer Delic, che dopo due set persi malamente, ha improvvisamente incrementato il suo gioco, recuperando lo svantaggio e vincendo 9-7 al quinto dopo 3 ore e 22 minuti di partita.
Ma il risultato sicuramente più emozionante del giorno è la vittoria del mago francese Fabrice Santoro (Classe 1972!!), che dopo l'inattesa vittoria con Ferrero al primo turno, ha superato anche il tedesco Kohlschreiber. Sicuramente Philipp non era al top fisicamente, ma il transalpino ha dimostrato nuovamente di poter ancora competere (e spesso vincere) con i migliori, esclusi magari i top 5.
Al termine del match, chiuso dopo più di 4 ore con il punteggio di 5-7 7-5 3-6 7-5 6-3, Santoro (che consiglio caldamente, se non l'avete ancora fatto, di andare a veder dal vivo) faceva gran fatica a reggersi in piedi, consapevole però di aver scritto un altro pezzo di storia. Con la vittoria odierna, diventa infatti il più vecchio giocatore ad aver vinto due match consecutivi all'Australian Open, record che reggeva dal 1978.
Al terzo round Santoro (nella foto) se la vedrà con Andy Roddick (46 62 76 62 al belga Malisse), in un match sulla carta già deciso; ma per il funambolico Fabrice impossible is nothing.
Avanti invece i big, con Federer che ha lasciato solo 6 games a Korolev (62 63 61), Del Potro facile su Florian Mayer (61 75 62) e Djokovic senza troppi problemi con con Chardy (75 61 63). Supera facilmente il turno anche Marat Safin, che ora darà vita con Federer al match sicuramente più interessante di quelli in programma al terzo turno.