25 marzo 2010

BRIZZI: "PUNTO ALLE QUALIFICAZIONI DEL ROLAND GARROS"


Di Marco Caldara - Foto da Trnava Challenger

Nel pomeriggio abbiamo contattato il bresciano Alberto Brizzi, che da Barletta si stava spostando a Napoli, pronto per prendere parte alle qualificazioni della Tennisl Napoli Cup, il classico torneo Challenger campano di inizio primavera, che quest'anno ha subito un netto "taglio" del montepremi, sceso a 30.000€. "Brizzo", che domani compirà 26 anni, ci ha parlato dei primi tornei stagionali, del suo attuale stato di forma, e dei programmi/obiettivi per la stagione.

Un giudizio ai primi tornei del 2010?
"Non male, ma avrei potuto fare di meglio. Nei Challenger marocchini sono stato molto sfortunato, anche se non prendo scuse, in quanto ho avuto un forte mal di schiena che non mi ha praticamente permesso di servire, infatti battevo proprio pianissimo. Nonostante questo ho battuto Ivan Navarro e sono andato vicino al successo con Veic, a segno che il livello del mio gioco è buono. Poi mi sono fermato per curare il problema e sono andato successivamente a Marrakech, dove non ho giocato affatto bene. I campi erano molto rapidi, e le condizioni troppo veloci a me non piacciono. Ho sofferto contro un giocatore locale, e poi ho perso malamente da Gremelmayr".

Venendo a Barletta, ottima qualificazione, ma poi la sconfitta con Bedene, anch'egli passato dal tabellone cadetto. Cosa non ha funzionato?
"Nelle qualificazioni mi sono ben espresso. Ho vinto con Alvarez e Del Bonis, un giovane che a mio modo di vedere gioca molto bene, e che è già numero 200 del mondo. Poi in tabellone ho avuto una buona occasione con Bedene, ma non ho giocato al top, ed ha vinto lui. Ho perso 6-4 6-4 sprecando numerosissime palle break (almeno una in quasi tutti i game di risposta), ma devo dire che in varie occasioni è stato bravo lui. Volendo dare un giudizio devo dire che per ora va bene così; anche se forse, senza i problemi alla schiena, avrei potuto raccogliere qualcosa di più".

Ti senti migliorato rispetto allo scorso anno?
"Sinceramente no; il mio livello di gioco è lo stesso dei mesi scorsi. E' nel 2009 che ho fatto dei grossi passi avanti: da quando ho iniziato a lavorare con Marcelo Charpentier credo di essere cresciuto notevolmente sul piano del gioco, ed anche i risultati lo dimostrano, in quanto ho giocato davvero delle ottime partite. Nel 2010 punto a tenere costantemente questo livello di gioco, e a non avere alcun problema di natura fisica".

Quali sono i tuoi obiettivi per la stagione?
"Volendo guardare nell'immediato, punto ad entrare nelle qualificazioni del Roland Garros. Ora giocherò Napoli, Monza e poi molto probabilmente il 15.000$ + H di Vercelli, nella speranza di raccogliere punti preziosi per Parigi. Al momento sono numero 254 del mondo, e perderò qualche punto a Monza, ma niente di che. Devo cercare di fare il maggior numero di punti in questi tornei, per avere la sicurezza di entrare; me ne servono sicuramente almeno 10. Lo scorso anno le "quali" chiusero a 250, quindi al momento sarei al limite. Per la stagione invece ambisco a migliorare il mio best ranking (230) e ad entrare nei top200, in modo poi da affrontare il 2011 con più calma; cioè giocare sempre i Challenger in tabellone, senza il bisogno di fare le qualificazioni, che a lungo andare risultano pesanti".

24 marzo 2010

RESOCONTO 2°TURNO ITF ROMA-EUR 15.000$

Foto Giulio Gabbanini

Dal nostro corrispondente a Roma, Roberto Bontempi

Roma, 24 marzo 2010. Al TC Eur di Roma oggi si sono disputati tutti gli incontri validi per il secondo turno del tabellone di singolare del torneo future, con 15.000$ di montepremi, organizzato nella splendida cornice del prestigioso circolo capitolino. Tanti i match equilibrati e tanti azzurri in campo: ben 10, 6 dei quali impegnati in tre derby tricolore. Vediamo il resoconto dei match.

Marrai b. Aldi 6/2 4/6 7/6 (5)
L’incontro più bello della giornata è stato probabilmente quello che ha messo di fronte Aldi e Marrai. I due azzurri hanno dato vita ad una grande battaglia durata quasi due ore e mezza, con spunti di tennis piuttosto vario e divertente come nelle loro abituali caratteristiche. Marrai è uscito meglio dai blocchi portandosi subito avanti nel primo parziale concluso piuttosto agevolmente per 62. Più lotta nel secondo con Aldi, quarta testa di serie del tabellone e con un passato da top-150, che riesce a ritrovare fiducia e colpi pareggiando le sorti della sfida. Nel terzo regna l’equilibrio e dominano i servizi. Nell’undicesimo, interminabile, game Aldi ha annullato quattro delicate palle break all’avversario e, nel gioco successivo, raggiunge il match point. Sprecata la chance, il tennista siciliano ha accusato un po’ di nervosismo ma è stato bravo a restare aggrappato anche nel tie-break, dove ha ceduto solo di misura ad un Marrai incitato durante tutta la partita dal suo coach Michele Tellini. Da sottolineare ancora una volta lo splendido rovescio ad una mano del tennista toscano, un colpo straordinario che spesso fa la differenza.

Giorgini b. Crugnola 7/5 1/6 7/5
L’incontro più atteso era probabilmente quello che opponeva Giorgini e Crugnola. La qualità di questo match però non è stata entusiasmante: i due tennisti sembravano piuttosto nervosi e non riuscivano a mostrare il loro miglior tennis, forse perché amici. Crugnola in particolare, nonostante i suoi gesti sempre piacevoli da vedere, pareva una copia sbiadita del tennista ammirato in certi periodi dello scorso anno. Il problema sembra più questione di fiducia. Merito anche del solito Giorgini, molto ben preparato fisicamente e pronto a vendere cara la pelle e lottare fino all’ultima palla. Alla fine l’incontro durerà circa tre ore, e riuscirà a spuntarla, a sorpresa, il tennista di San Benedetto. Decisive, nel terzo set, le incertezze di Crugnola, seguito da Uros Vico, impegnato a prendere appunti durante il match del suo pupillo, incapace di sfruttare un break di vantaggio e la possibilità di servire per il match sul 5-4.

Giraudo b. Cabal 6/3 4/6 6/3
Ottima impressione ha destato Alberto Giraudo (nella foto), uscito fuori da un’altra grande lotta contro il colombiano Cabal. Alberto, le cui qualità tecniche non sono certo una sorpresa, è stato paziente e umile a tenere a bada un avversario ostico e tignoso, che ha cercato di imbrigliare la maggiore brillantezza del piemontese costruendo una fitta rete di scambi condite da pallonetti lentissimi per spezzare il ritmo. Alla fine dell’incontro Giraudo ha detto di essere sorpreso della sua tenuta atletica visto che, per l’operazione da poco subita, ha terminato la preparazione solo da una settimana. «Nel terzo pensavo di crollare – ha detto Alberto – invece il massaggio del fisioterapista alla fine del secondo set mi ha fatto davvero bene. Certo, in alcune fasi avverto ancora un po’ di tensione a causa dei pochi match giocati (non ha chiuso il match servendo sul 5-2 nel terzo n.d.a.), ma sono molto contento».

Comporto b. Sousa 6/3 6/2
Una buona notizia per i colori italiani è arrivata dal giovane siciliano Comporto, wild card, che ha superato in modo sorprendentemente agevole il portoghese Sousa. La grande differenza in questo match l’ha fatta la diversa tenuta mentale dei due. Il nostro Comporto, infatti, ha avuto un atteggiamento perfetto in campo, lottando su tutti i punti in modo composto e determinato. Al contrario, il rivale sembrava posseduto da uno spirito malvagio, ed ha passato tutto il (breve) tempo del match a urlare e a lamentarsi. Il risultato parla chiaro e Comporto, in possesso di un tennis solido ma a volte un po’ troppo passivo, si è tolto una bella soddisfazione.

Jaziri b. Vagnozzi 1/6 7/6 (5) 6/3
Al termine della partita si è avuta l’impressione che “Vagno” abbia perso una buona occasione. Non che Jaziri, il suo avversario tunisino, sia uno scarso, anzi, certamente ha mezzi fisici e una pesantezza di palla superiori al nostro, però con un pizzico di fortuna in più l’azzurro avrebbe anche potuto portare a casa il match. D’altra parte il primo parziale lo aveva vinto facilmente. Nel secondo set, però, è stata sempre una rincorsa: Vagnozzi, infatti, sempre indietro nel punteggio, ha annullato ben 7 set point complessivi all’avversario (3 sul 5-4, 1 sul 6-5 e altri 3 nel tie-break) prima di cedere per 7/5 nel gioco decisivo. A quel punto il marocchino, non proprio un cuor di leone quando si tratta di giocare i punti pesanti, è andato via piuttosto facilmente nel terzo set, salvo cedere un turno di battuta, ma quando era già in vantaggio 5-2.

Tra gli altri match disputati da segnalare gli agevoli successi del giovane e promettente belga Goffin (6/2 6/3 al nostro Valenti) e della seconda testa di serie Haider-Maurer (uscito vincitore 6/1 6/2 dal derby austriaco con Eitzinger). Gianluca Naso, infine, che sembra avere un peso di palla superiore a tutti i partecipanti a questo torneo, ha dovuto faticare un solo set: sotto per 7-5, infatti, il suo avversario Tenconi, ha preferito ritirarsi per un problema accusato al ginocchio.

Questi gli accoppiamenti dei quarti:
NASO – JAZIRI
GIORGINI – GOFFIN (8)
COMPORTO – MARRAI
GIRAUDO – HAIDER-MAURER (2)

23 marzo 2010

Bellotti: "Mi è mancato il coraggio, ho avuto paura"



Di Marco Caldara - Foto Riccardo Bellotti

Come avrete avuto modo di notare, nelle scorse settimane ha iniziato a giocare con nazionalità italiana il giovane classe 1991 Riccardo Bellotti, giocatore dal grande talento cresciuto e formatosi tennisticamente in Austria. Attualmente numero 1145 del mondo, Riccardo vanta già due quarti di finale a livello Future, e il suo miglior successo del 2009 l'ha ottenuto contro il laziale Francesco Piccari.

Subito sconfitto al 15k di Trento (dove ha ottenuto una wild card), "Rico" si è spostato a Roma, per giocare le qualificazioni del 15.000$ dell'Eur. Ha sconfitto prima Lorenzo Di Giovanni (5-7 6-0 6-4) e poi il piemontese Alessandro Colella (6-2 7-5), centrando l'accesso al tabellone principale. Nel "main draw" ha pescato Daniele Giorgini, avversario ostico, con il quale è però riuscito a battagliare strenuamente, arrendendosi "solo" per 6-4 al terzo set.

Come ci ha spiegato Roberto Commentucci di SPAZIO TENNIS, nessun azzurro della classe ‘91 possiede attualmente il livello di tennis di Bellotti, il quale ha messo in mostra notevole pulizia tecnica in tutti i fondamentali e un buon ordine tattico. Vinto per 6-3 un primo set di altissimo livello, Riccardo sembrava essersi spento, e dopo aver ceduto per 6-0 il secondo parziale, ha fallito due break-points in apertura di terzo, finendo sotto per 5-1. Riccardo però non ha mollato, ha ripreso a crederci, e tornando a comandare gli scambi ha cercato di girare l'inerzia del match. Recuperato uno dei due break di svantaggio si è caricato, ed ha accorciato sino al 4-5, salvo poi capitolare dopo aver fallito due palle del 5-5. Incuriositi dal commento di Roberto abbiamo raggiunto il diretto interessato, per conoscere le sue opinioni a riguardo:

"Penso di aver giocato un buon match, ma l'avrei dovuto vincere. Diciamo che mi è mancato un po' di coraggio: nei punti finali mi sono "impaurito", tirando piano e cercando di non sbagliare, ma la tattica non ha pagato. Non mi aspettavo di poter giocare un match così lottato con Daniele Giorgini, ma in fondo ero consapevole di non avere niente da perdere e ho dato il tutto per tutto".

Un commento al tuo torneo: "Penso sia da giudicare ottimo, anche perché il primo all'aperto di tutta la stagione. Posso essere contento di ciò che ho fatto vedere. Certo, se avessi vinto oggi sarebbe stato meglio; ma la sfida mi porta la consapevolezza di potermela giocare anche con tennisti di quel livello".

Programmi per le prossime settimane: "Giovedì vado a Napoli a fare un torneo Open, per giocare qualche incontro sulla terra in vista delle qualificazioni del Challenger 30.000$, nelle quali spero di poter giocare. Venerdì sera andrò a firmare, sperando di entrare nel tabellone cadetto. In seguito non ho dei programmi precisi, devo ancora parlare con il mio coach che torna questa settimana dall'Asia. In ogni caso posso affermare con certezza che quest'anno giocherò spesso anche in Italia e sulla terra battuta".

22 marzo 2010

SCENDI IN CAMPO CON BNL


Grande opportunità quest'oggi per tutti gli amici di TennisMaschile.com. BNL, ormai da parecchi anni main sponsor degli Internazionali d'Italia, che avranno luogo come di consueto al Foro Italico (dal 24 Aprile all'8 Maggio), regala la possibilità di assistere all'atto finale del torneo femminile e presenziare alla premiazione finale, con la disponibilità, assolutamente gratuita, di una camera d'Hotel a 5 stelle nella quale soggiornare per una notte. Di seguito le modalità di partecipazione, ed un consiglio: il tempo sta scandendo, compilate il coupon il prima possibile.


COME SI PARTECIPA
Condizione necessaria per partecipare al concorso è quella di avere un conto corrente BNL; potranno iscriversi, quindi, tutti coloro che sono già clienti di BNL durante tutto lo svolgimento del concorso e/o che lo diventeranno nel periodo che va dal 31/01/2010 al 29/03/2010. Per partecipare al concorso i destinatari dovranno compilare il coupon di partecipazione all’interno del sito internet www.bnl.it nella sezione dedicata al concorso www.tennisbnl.it. Al termine della compilazione del coupon verrà assegnato ai destinatari un codice identificativo che permetterà di concorrere all’estrazione dei premi in palio.

IL PREMIO
Il premio è un pacchetto per due persone per assistere alla finale femminile degli Internazionali di tennis BNL d’Italia 2010, che si svolgerà a Roma l’8 maggio 2010. Il pacchetto comprende:

- pernottamento per due persone in camera doppia in hotel 5 stelle con pensione completa per il giorno 8 maggio 2010;
- Due trasferimenti da e per il Foro Italico;
- due biglietti d’ingresso allo stadio di tennis di Roma;
- la possibilità di scendere in campo durante la premiazione del torneo.

L’ESTRAZIONE
L’estrazione verrà effettuata il 7 Aprile.

BNL E TENNIS
BNL è title sponsor degli Internazionali BNL d’Italia: il gruppo bancario concepisce infatti il tennis come un fertile terreno di comunicazione che gli consente di affermare la propria identità di grande banca italiana facente parte del Gruppo BNP Paribas, tra le prime banche al mondo presente in 85 paesi con oltre 170.000 dipendenti.

Il tennis è presente nel “codice genetico” del Gruppo BNP Paribas con un legame tra i più lunghi nella storia dello sport. Presente al Roland Garros sin dal 1973, il Gruppo è attualmente uno dei primi partner del tennis mondiale: Coppa Davis e Fed Cup “by BNP Paribas”, BNP Paribas Masters di Parigi, Masters Series di Monte-Carlo. BNP Paribas è inoltre associata a migliaia di manifestazioni tennistiche a tutti i livelli: mondiale, locale, familiare, educativo e sociale.

Il concorso BNL, che offre un soggiorno per due persone a Roma durante la finale femminile e la possibilità di scendere in campo per partecipare alla premiazione, rappresenta un’ottima leva di comunicazione per aumentare il legame con i propri clienti, oltre che con tutti gli sportivi e gli appassionati di tennis. Per questi ultimi, infatti, la possibilità di partecipare da protagonisti agli Internazionali d’Italia potrà sfociare nell’aumento di interesse nei confronti del brand e nella possibilità di passare a un conto BNL. L’affidabilità e la percezione estremamente positiva dei servizi di BNL rappresenteranno un ulteriore incentivo ad affidarsi al gruppo.

19 marzo 2010

ERIK CREPALDI: "OTTIMO INIZIO DI STAGIONE"


Di Marco Caldara - Foto Moreno Faina

Ospite oggi di TennisMaschile.com è il lombardo Erik Crepaldi (classe 1990), che nella settimana corrente si è messo in mostra positivamente al Future 15.000$ di Trento, qualificandosi, eliminando Rainer Eitzinger, e arrivando non troppo lontano dal "colpaccio" con Stefano Galvani, il quale alla fine ha prevalso in tre partite. Quello trentino si trattava del secondo torneo del 2010 di Erik, dopoché la settimana precedente l'azzurro aveva preso parte al 10.000$ svizzero di Taverne, entrando in tabellone come lucky loser ed arrendendosi al calabrese Stefano Valenti.

Erik, buon inizio di stagione, no?
"Direi ottimo inizio, soprattutto per il fatto che sono stato fermo due mesi per un problema allo stomaco. Ma la cosa più importante in tutte queste prime partite è stato l'approccio positivo al match ed agli allenamenti. Ho capito che se nella vita si vuole cambiare qualcosa, i primi a crederci fino in fondo e a dare l'anima siamo proprio noi: possono arrivare molti aiuti, di ogni genere, ma la chiave della nostra vita l'abbiamo solo noi, quindi vale la pena girarla".

Al primo turno, un po' a sorpresa, hai sconfitto per 6-2 7-5 l'austriaco Eitzinger, giocatore di alto livello, attualmente numero 362 ATP, ma top200 qualche anno fa. Come è andata?
"Se dico che me l'aspettavo può sembrare presuntuoso, ma non lo è, perchè se no che cosa si lavora a fare?? Per regalare partite?? Mmm no. Sono entrato in campo convinto, sapendo ciò che posso dare e quindi ci ho creduto; d'altronde se uno non lo fa, la partita non la vince. Io l'ho fatto, ed ho vinto".

Altro buon match con Galvani, perso 6-7 6-3 6-1. Sensazioni?
"Ottimo tutto l'incotro. Ottimo perché non c'è solo da contare il gioco materiale, ma il bagaglio di esperienza che da questa partita porto a casa. A differenza di altri giocatori, lui da un'occasione, se la prendi la partita è a vantaggio tuo, se non la prendi è tutto da rifare. Questo torneo, con ogni incontro giocato, è una conoscenza delle mie potenzialità, e ne esco felice perché so di poter fare di più; quindi mi metterò da subito al lavoro. Tra il primo set e gli altri non è cambiato molto, se non l'occasione sfuggita al primo game del secondo set, nel quale ho avuto subito una palla break. Nei game seguenti l'esperienza ha contato molto; lui ha mantenuto un ritmo costante, mentre io giocavo a sprazzi, confuso, perchè non abituato a giocare a questi ritmi. Pero sono soddisfatto del mio incontro".

Come imposterai le prossime settimane?
"Ora sono in Croazia, e sto giocando le qualificazioni di un Future, con il tabellone cadetto a 128 posti. L'obiettivo è quello di giocare molte partite, perché solo giocando si migliora e si comprendono i settori sui quali lavorare maggiormente".

ARTICOLI CORRELATI:
- Erik Crepaldi si racconta a TennisMaschile.com

18 marzo 2010

Trevisan supera R.Hidalgo: "Ho giocato veramente bene"


Di Marco Caldara - Foto Walter Lo Cascio

La notizia del giorno, è sicuramente l'importante successo del toscano Matteo Trevisan, che nel secondo turno del Challenger di Caltanissetta ha sconfitto agevolmente lo spagnolo Ruben Ramirez-Hidalgo, numero 5 del torneo e 148 del mondo, cogliendo il primo quarto di finale in un torneo da 42.500€ e una delle più importanti vittorie della sua vita. Matteo ha chiuso la sfida in 1 ora e 22 minuti, con il punteggio di 6-3 6-2, piazzando una striscia di nove giochi consecutivi dal 2-3 del primo set, che l'ha portato avanti per 6-3 5-0. Perso uno dei due break, il nostro non ha comunque avuto problemi a chiudere, e l'ha fatto in grande stile. In esclusiva l'abbiamo raggiunto telefonicamente pochi minuti fa, e ci ha dichiarato:

"Credo di aver giocato un ottimo match. All'inizio ero teso, e non ho servito benissimo, anche a causa del "solito" dolorino al braccio che mi colpisce nei primi giochi delle partite, salvo poi fortunatamente andarsene. Sono finito sotto di un break, ma sono stato tranquillo e giocando bene l'ho subito recuperato, con un paio di colpi ottimi in risposta. Da quel momento la sfida è "girata" in positivo: ho iniziato a sbagliare sempre meno, e sono stato solido. Ho corso molto e sono spesso riuscito a trovare delle accelerazioni vincenti".

Tornando al match di ieri, vinto con Franko Skugor per 6-3 3-6 6-2, quali sono le tue sensazioni: "Rispetto ad oggi è stata una partita totalmente diversa, in quanto Skugor è un avversario ottimo al servizio ma "giocabile" da fondo; mentre Ramirez-Hidalgo tende a lasciar giocare, dando ritmo. Non ho giocato male neanche ieri, ma ho preso un break all'inizio del secondo set e poi ho fallito una serie interminabile di occasioni per rientrare, una da 40-0 sul suo servizio, finendo per perdere il set. Poi nel terzo è andata meglio, ed ho chiuso".

Venerdì quarti di finale, con Lorenzi e Witten. Come la vedi? Chi preferiresti affrontare? "Non fa differenza, con qualcuno bisogna pur sempre giocare. Ora mi rilasso e da domattina inizieremo a preparare la sfida, a seconda dell'avversario che mi capiterà".

Lo scorso anno hai faticato molto per ottenere dei risultati; mentre il 2010 sembrerebbe iniziato nel modo giusto. Cosa è cambiato? "In generale nulla. Sono sempre io, ma tante piccole cose, insieme, mi stanno permettendo di fare meglio. Fisicamente sono più preparato, non ho ancora avuto alcun infortunio e spero di non averne; e questo mi permette di essere più sereno fuori dal campo; cosa che poi si trasmette anche durante gli incontri. Sono più fiducioso nei miei mezzi, e questo è fondamentale".

L'amico Roberto Commentucci di SPAZIO TENNIS ha invece contattato il coach di Matteo, Fabrizio Fanucci, del quale vi proponiamo le dichiarazioni: “Matteo ha giocato molto bene e ha sconfitto un giocatore esperto e temibile a questi livelli, e per giunta anche molto caldo, in quanto veniva dalla vittoria di domenica nel Challenger di Rabat. Trevisan il potenziale lo ha, come ho sempre detto. Oggi è stato molto bravo sul piano tattico, parte su cui stiamo lavorando molto. Sta imparando a gestire lo scambio, mentre prima tirava una serie di colpi, come del resto è normale per uno della sua limitata esperienza professionistica”.

E sul piano fisico? “Le cose vanno meglio, incrociando le dita. Stiamo lavorando per renderlo più flessibile, anche se proprio mentre mi hai chiamato lo stavo rimproverando perché non era ancora andato a fare stretching dopo il match".

Coach, ma non è che ce lo fate diventare un terraiolo, con tutti questi tornei sul rosso? "Ma no, ma no. Lui con il servizio e con i colpi che ha è un giocatore universale. In questo momento però ha bisogno della terra per crescere tatticamente e per avere meno traumi, visto che fisicamente e muscolarmente deve ancora consolidarsi. Giocherà anche sul veloce, eccome. Ma io oggi gli ho fatto un regalo..."

Che regalo coach? “Gli ho regalato un paio di Asics da erba. Perché lui quest’anno deve puntare a fare le quali di Wimbledon. E ce la può fare, credetemi!”

17 marzo 2010

DANIELE GIORGINI: "POSSO E DEVO FARE DI MEGLIO"


Di Marco Caldara - Foto Walter Lo Cascio

Nel pomeriggio di ieri abbiamo contattato Daniele Giorgini, uno degli storici "amici" di TennisMaschile.com, che si è confidato ai nostri microfoni parlandoci del suo inizio di stagione e del Challenger di Caltanissetta, dove proprio ieri ha seriamente impegnato lo spagnolo Ivan Navarro, numero 123 del mondo e quarto favorito del seeding.

Nonostante abbia dato numeroso filo da torcere ad un giocatore di livello superiore, l'azzurro non si è detto troppo soddisfatto della propria prova, sottolineando che l'incontro sarebbe potuto terminare in maniera diversa: "Per carità, ho giocato bene, ma posso e devo fare di più. Vinto al tie-break il primo set avrei dovuto rimanere concentratissimo ben primi games del secondo, cosa che invece non ho fatto. Ho preso subito un break, e da quel momento il mio avversario e salito di livello ed ha prevalso al terzo set. C'era tanto vento e lo condizioni non erano buone, ma non prendo scuse".

Nel turno finale delle qualificazioni hai vinto con Aranguren. Sensazioni? "Mah guarda, a dire il vero è stato un match normale. Ho vinto facile e non ho avuto alcuna difficoltà, nonostante lui sia un buon giocatore, come recita anche la sua classifica, 100 posizioni meglio della mia. In generale devo ancora crescere sul piano del gioco, e sono consapevole di poterlo fare. I risultati ne saranno una conseguenza".

I tuoi programmi per le prossime settimane? "Ora giocherò due Futures da 15.000$, prima a Roma e poi a Foggia, e poi a seconda di come andranno questi, deciderò. Come già ho detto in precedenza, uno degli obiettivi per il 2010 è quello di giocare con continuità a livello Challenger".

15 marzo 2010

EROE NAZIONALE


Di Marco Caldara - Foto da Daylife.com
Intervista apparsa su www.tennis.it

E' tranquillo e sorridente Laurynas Grigelis; consapevole di averla "fatta grossa". Il tennista lituano (classe 1991), residente da parecchi anni nello "stivale", ha portato il punto decisivo alla sua nazione nella sfida di Coppa Davis contro la Gran Bretagna, regalando al suo paese il successo più importante di oltre 100 anni di tradizione. In esclusiva ci ha rilasciato questa lunga intervista, nella quale ci ha raccontato la sfida vista da dentro; soffermandosi sui momenti felici e i frangenti di difficoltà, e lasciando intendere che la vittoria sarà per lui un punto di partenza, dal quale prendere spunto per il futuro.

Innanzitutto. Prima volta in Coppa Davis, come è stato?

"Il primo giorno sono entrato in campo molto teso. Non avevo mai giocato di fronte a 2500 persone, ne tantomeno a Vilnius, capitale della Lituania. Ho sentito la tensione e non sono riuscito ad esprimermi al meglio, perdendo da Ward in tre set. Inizialmente non avrei dovuto scendere in campo per il doppio; ma il mio coach ha chiesto al capitano di poterlo giocare, alla luce del fatto che Domenica sarei dovuto tornare in campo per il singolare finale e di conseguenza, confrontarmi ancora con il numeroso pubblico amico, non poteva far altro che aiutarmi. Ho giocato un buon doppio, e nonostante la sconfitta mi sono rilassato, riuscendo poi Domenica a dare il meglio di me stesso. E' stata una buona tattica, che ha dato i suoi frutti".

Hai perso malamente il quarto set, e tutto sarebbe potuto cambiare. Non hai avuto la sensazione che il match ti fosse scivolato di mano?
"Io prima della partita ho detto a Willy (William Rota, il suo coach, ndr) di voler andare al quinto set! Poi ovviamente quando ho vinto secondo e terzo non ho fatto apposta a perdere il quarto, ed avrei volentieri chiuso prima. In ogni caso nel set decisivo sono entrato in campo motivato. Ho cercato di dare il meglio di me stesso, non dando troppo peso ad un eventuale esito negativo della sfida. Nel quarto game ho rischiato qualcosa, annullando due palle-break, e da li la frazione è "girata". Ho preso coraggio, ed il pubblico mi ha aiutato, accompagnandomi punto su punto. Non ho mai avuto così tante persone ad incitarmi, e questa è stata una bellissima sensazione".

Quali sono state le "chiavi" della vittoria decisiva?
"Ho servito bene per tutto il corso della sfida, e penso di aver giocato una grandissima partita di rovescio (il coach britannico l'ha definito un colpo da top20, ndr). Importante anche il fattore mentale. Sono stato sempre attento e concentrato, cercando di giocare punto su punto e regalare il meno possibile al mio avversario".

La vittoria ha mandato in visibilio il pubblico. Come sono stati quei momenti?
"Per i primi 10 minuti, o forse più, non mi sono reso conto di cosa stesse succedendo. Solo un gran "casino". Tutti saltavamo ovunque e il pubblico continuava a gridare. Poi ho realizzato di aver portato alla mia nazione la più importante vittoria in oltre 100 anni di storia, ed è stato davvero soddisfacente. Non si è mai parlato così tanto di me, e questo non fa altro che piacere".


Una squadra formata da giocatori giovanissimi che è riuscita ad ottenere uno storico successo su una nazione dalla grande tradizione tennistica come la Gran Bretagna. Sensazioni?
"E' stata sicuramente una grande esperienza per tutti. Berankis (1990) ha vinto due singolari, Saikinis (1992) ha giocato il doppio con me, che ho poi ottenuto il successo decisivo. Sono state grande emozioni che ci aiuteranno a crescere e ad andare avanti in futuro; ed in questo è stato fondamentale, e non smetterò di ripeterlo, il pubblico di Vilnius; che ringrazio ancora una volta".

Com'è stato, al rientro in Italia, trovare il tuo nome sul più importante quotidiano sportivo nazionale e su tutti i siti web specializzati, fra i quali anche il nostro?
"Ha fatto molto piacere, ma ci tengo a sottolineare che la mattina dopo ero subito in campo per allenarmi e preparare i prossimi tornei. La vittoria è stata qualcosa di speciale, ma dev'essere un punto di partenza per la mia carriera; infatti penso che mi possa aiutare molto per il futuro. Non capita spesso di giocare, e vincere, davanti ad un nutrito pubblico, e sono convinto che l'esperienza mi tornerà utile. Cercherò di entrare in campo con maggiore convinzione nei miei mezzi e la consapevolezza di poter far bene".

Al prossimo turno sarete ospiti dell'Irlanda. Cosa ti aspetti dalla sfida?
"Si, giocheremo in Irlanda dal 9 all'11 di Luglio. Credo che la squadra che ha battuto la Gran Bretagna possa avere buone possibilità di vittoria. Io lo scorso anno ho vinto con Sorensen, che è il loro numero 2, e O'Brien, il numero quattro, e me la sono giocata con Conor Niland (1), perdendo 6-4 al terzo set. Sarà un match aperto, ma ritengo che il successo sia alla nostra portata".

Quali sono i tuoi progetti per le prossime settimane?
"Domani (oggi, ndr) andrò a Trento per giocare il Future da 15.000$. Al primo turno affronterò Enrico Fioravante. L'obiettivo è quello di continuare a giocare come il Lituania, con la grinta e la concentrazione giuste; fare quello per cui sto lavorando in allenamento e continuare a giocare per divertirmi, cosa che di solito mi riesce. Successivamente andrò a giocare le qualificazioni del Challenger di Jersey, in Gran Bretagna, sempre che mi lascino entrare (ride, ndr) e poi molto probabilmente prenderò parte, sempre partendo dalle "quali", al Challenger francese di Saint Briuec, torneo che si gioca sulla terra rossa indoor con campi molto veloci".. Per i prossimi mesi invece non ho ancora deciso nulla, ma sicuramente continuerò a giocare su superfici rapide alternando Challenger a Futures. Il livello dei primi ITF sul veloce, escludendo forse quello di Trento, è abbastanza elevato, e se teniamo in considerazione che una semifinale Future vale "solo" 5 punti, è meglio provare con i Challengers, cercando la qualificazione per poi giocarsela in tabellone".

Ti sei posto degli obiettivi per il 2010?

"A livello di classifica mi piacerebbe arrivare attorno alla 350/400esima posizione della classifica; mentre per quanto riguarda il gioco l'obiettivo è sicuramente quello di continuare a migliorarmi sempre più, la stessa cosa che abbiamo cercato lo scorso anno. Il rovescio è giù un buon colpo, ma sono convinto di poter crescere ancora. Posso guadagnare un po' di precisione e ottenere più punti dopo il servizio. La stessa cosa vale per gli altri colpi, che non sono ancora al 100%".

... e per la carriera?
"Come tutti i giocatori punti ovviamente ai primi 100 giocatori della classifica mondiale, per poi cercare di progredire man mano. Il sogno è di poter arrivare fra i top10, e vincere un torneo del Grande Slam. Andrebbe bene uno qualsiasi".

Per concludere: ti alleni a Brusaporto (Bergamo), seguito dalla Future Talent, un gruppo emergente che si pone come obiettivo quello di seguire in tutto e per tutto dei giocatori, e trascinarli sino a grandi traguardi. Ci tieni a ringraziare qualcuno in particolare?
"Certamente. Per primo ringrazio William Rota, il mio allenatore, che mi segue tutti i giorni, e poi anche tutti i membri dello staff Future Talent; da Stelio Conti e Dragoljub Kladarin (i preparatori atletici) al massaggiatore Paolo Chiesa, passando per Roberto Manenti (che aiuta in campo), Daniele Monteleone, Massimo Gelmi, e tutti coloro che collaborano alla buona riuscita del progetto nel quale crediamo".

14 marzo 2010

ISMAR GORCIC: "SONO FELICE DELLA MIA SETTIMANA"


Di Marco Caldara - Foto da Sarajevo Challenger

Spesso si sente parlare di quei giocatori che potrebbero puntare davvero in altro, ma per un motivo o per un altro faticano ad esplodere e a confermare i propri risultati. Rientra a pieno titolo in questa categoria il bosniaco Ismar Gorcic, uno che, per intenderci, psicologicamente non ha nulla da invidiare a "cavallo pazzo" Marat Safin. Non conosce il significato della parola costanza, ma è forse proprio per questo motivo che i suoi match sono tutti molto molto spettacolari.

Dotato di un servizio al fulmicotone, Ismar gioca un grande tennis d'attacco, con colpi pesanti e grandi volees, e non disdegna affatto il serve&volley. Il problema è che il tennista europeo è solito alternare ace a doppi falli, sontuose giocate e banali errori, serve&volley d'altri tempi a volees steccate; rendendo spesso innocuo un tennis che potrebbe permettergli grandi cose, e che proprio per questa ragione non l'ha mai portato oltre la 443esima posizione della classifica mondiale, raggiunta nel lontano 2004. A 6 anni di distanza, e il giocatore ormai 27enne, Ismar continua a galleggiare in posizioni poco nobili per un tennista dal suo bagaglio tecnico ed è attualmente numero 577 del mondo.

Da sempre legato all'Italia, fino allo scorso inverno ha vissuto a Perugia allenandosi presso l'accademia di Alberto Castellani, Ismar si è tolto due grandissime soddisfazioni nella settimana corrente, riuscendo prima a portare il punto decisivo alla Bosnia nella sfida di Davis con i rivali macedoni, e poi a centrare i quarti di finale nel Challenger 30.000$ in corso nella sua Sarajevo, superando al termine di due match combattutissimi due tennisti dall'indiscutibile livello, quali Raemon Sluiter e Stephane Bohli, ed arrendendosi solo al tie-break del terzo set al croato Ivan Dodig nel "quarto" giocato Venerdì pomeriggio. A poche ore dal termine della deludente sfida, che l'ha visto sprecare tre match-points, l'abbiamo contattato in esclusiva e si è volentieri reso disponibile ai nostri "microfoni".

Ismar, parliamo innanzitutto della vittoria in Davis. Hai portato il punto decisivo alla tua nazionale battendo in tre set il macedone Magdincev. Sensazioni?
"Nel complesso è stata una sfida molto dura. Ho lavorato tutto l'inverno giocando sul veloce indoor per prepararmi nel migliore dei modi ai due 15.000$ di Sarajevo, ed andare un Macedonia a giocare sulla terra non era certo il massimo. C'erano almeno 2000 persone che ci fischiavano e tifavano contro; ma alla fine ce l'abbiamo fatta, e la soddisfazione è massima".


E poi i quarti nel Challenger 30.000$ di Sarajevo, a casa tua, da wild card, battendo due signori giocatori. Come è stato?
"Devo dire che nonostante le vittorie ero molto stanco. In Davis sono stati tre giorni davvero stressanti e poi ho fatto 13 ore di viaggio lunedì per arrivare nella mia città. Giocare ogni giorno è stato difficile, ma il servizio mi ha assistito. Ho "tirato" circa 30 ace contro Sluiter, annullando due match-points e chiudendo 8-6 al tie-break del terzo; e una ventina contro Bohli. Non ho giocato al meglio ma sono comunque riuscito a vincere due ottimi match".

Ai quarti di finale invece hai perso 7-6 al terzo contro Dodig, fallendo una buona occasione. Cosa ti è mancato?
"Ho servito malissimo. Avevo male al braccio, ma nonostante questo nel tie-break decisivo mi sono portato prima 6-3 e poi 6-5 e servizio, senza però riuscire a chiudere. Sul terzo match-point mi è mancata la freddezza per servire la prima e ho deciso di fare comunque serve&volley con la seconda, perdendo il punto. In ogni caso sono felice del mio torneo e della settimana; è stata una bella esperienza".

Tramite il gruppo Facebook del Circolo Tennis L'Aquila abbiamo notato che hai dedicato a loro le tue vittorie, sia di Davis che dell'ultimo torneo. Per quale motivo?
"Sono tesserato per quel circolo, dove gioco la Serie B italiana. Sono molto affezionato al posto e alla gente che lo circonda; tutte persone che stanno vivendo un brutto periodo a causa del terremoto che ha distrutto la città. Mi sembrava giusto ricompensare in qualche modo l'affetto che mi hanno sempre dato".

Fino a poco tempo fa vivevi e ti allenavi in Italia, perché la scelta di tornare a Sarajevo?
"Si, mi sono allenato a Perugia da Castellani sino all'inverno, seguito dal mio coach Franco Travaglini. Ho però avuto dei problemi economici e sono stato costretto a tornare a casa".

13 marzo 2010

Luca Vanni: "L'obiettivo è dar continuità ai risultati"


Di Marco Caldara - Foto da CircoloTennisAvezzano.it

Continua a stupire l'azzurro Luca Vanni, che dopo il prestigioso successo di ieri sullo svizzero Michael Lammer, primo favorito del torneo e numero 191 del mondo, si è imposto quest'oggi anche sul temibile rumeno Marius Copil (classe 1990), numero 4 della manifestazione. Vanni non ha mai perso la battuta, chiudendo la sfida con un doppio 6-4 e centrando la sesta finale ITF della carriera: "Sia ieri che oggi ho espresso un buon tennis - spiega l'azzurro - riuscendo a vincere grazie al servizio. Nella sfida con Lammer ho avuto delle ottime sensazioni e venendo da circa un anno intero nel quale non ho mai vinto match di livello, non posso essere altro che soddisfatto. E' stato un match molto duro, come si deduce dal punteggio, e alla fine l'ho spuntata. Ho un po' buttato la prima partita, prendendo break nel decimo game, ma mi sono "vendicato" nella seconda, strappandogli il servizio sul finire. Il terzo set invece è stato più agevole, ed avrei potuto fare almeno un break in più, ma non ce l'ho fatta, chiudendo comunque per 6-4. Oggi invece è stato più facile. Nei miei turni di servizio non ho concesso nessuna occasione all'avversario e con un break per set ce l'ho fatta".

Scivolato alla 766esima posizione della classifica a causa di un 2009 opaco (con una semifinale Future come miglior risultato), Luca sembra aver iniziato la stagione con il piede giusto, e la speranza è quella di tornare sui livelli del 2008, annata nella quale vinse due tornei consecutivi in Ucraina, raggiunse una finale, e si spinse anche ad un quarto e due ottavi Challenger, arrivando a ridosso dell'importante soglia dei top 300. Domani l'azzurro andrà a caccia del quarto titolo in carriera. A provare a negargli la gioia ci sarà il tedesco Marc Meigel, di tre anni più giovane, e di poco dentro ai primi 1000 del mondo: "Non conosco il mio avversario. Attualmente è numero 942, ma è già stato 400, quindi non sarà facile giocargli contro. Spero solamente che la voglia di giocare, vincere e far bene che mi porto dietro da qualche giorno continui ad assistermi, e di dar continuità ai risultati; anche se il tennis lo conosciamo tutti; è uno sport nel quale non si sa mai cosa può succedere".

12 marzo 2010

STEFANO VALENTI: "E' STATO UN BUON MATCH"


Di Marco Caldara - Foto da CircoloTennisAvezzano.it

In una settimana ricca di appuntamenti internazionali si è messo in mostra positivamente il calabrese Stefano Valenti, tennista classe 1989 residente da parecchi anni nella capitale. Il giocatore azzurro, attualmente numero 781 del ranking mondiale, ha combattuto strenuamente contro l'ostico Michael Lammer (191 ATP) nel Future 10.000$ di Taverne (Svizzera); mettendo in difficoltà il più quotato rivale, reduce dalla trasferta di Coppa Davis in Spagna.

L'incontro è terminato con il punteggio di 6-1 6-7 6-3 in favore del padrone di casa, primo favorito della manifestazione; e nel pomeriggio abbiamo contattato l'italiano, che ci ha parlato dei programmi per la stagione e della sfida di ieri: "E' stata una buona partita. Il primo set ero molto teso in quanto di fronte a me c'era un giocatore "vero" e mi sono lasciato sopraffare. Nel secondo invece ho giocato più sciolto e tranquillo e al tie-break lo spuntata. Il set decisivo è invece girato su pochi punti, ed qualche disattenzione sul 3-3, quando la fretta mi ha fatto commettere un paio di errori gratuiti, mi sono costate il break che ha deciso l'incontro. Sono però soddisfatto della mia prova perché sono riuscito a stare "attaccato" ad un tennista di alto livello e spesso anche a comandare gli scambi. Non ho notato grosse differenze anche se, come spesso accade, nei momenti importati Lammer ha dato sfoggio della propria superiorità, mettendo sempre la palla in campo".

Che obiettivi ti poni per la stagione? "A livello di classifica nessuno; solo cercare di star sereno, divertirmi, e giocare il maggior numero di incontri possibile. Per quanto concerne invece il "campo" devo migliorare a livello psicologico, ossia avere fiducia nei miei mezzi ed essere il primo a credere in me stesso. I colpi si migliorano giocando".

E i tuoi programmi? "Ora prenderò parte al secondo Future qui in Svizzera e poi tornerò a Roma per i classici 10.000$ primaverili. Per il resto dell'anno invece non ho alcun programma. Punto sicuramente a giocare anche qualche torneo Challenger, ma per il resto non so. L'importante è giocare bene".

08 marzo 2010

FALGHERI: "ADESSO VOGLIO I PRIMI 100"

Andrea Falgheri - Foto Ivano Viola

Di Cristian Sonzogni - 24 Febbraio 2010
Articolo apparso su "L'Eco di Bergamo"

Ospitiamo oggi su Tennis Maschile.com un articolo dell'amico Cristian Sonzogni, nota penna di TENNIS ITALIANO, apparso su "L'Eco di Bergamo" di Mercoledì 24 Febbraio. Cristian ha analizzato l'inizio di stagione del bergamasco Andrea Falgheri, raccogliendo le opinioni del diretto interessato, deciso a salire in classifica.

Ventiquattro anni sono un’età già troppo avanzata per un giocatore fuori dai 500 che voglia puntare ai top 100 del ranking Atp? Una volta lo si poteva pensare, oggi non più. Il mondo del tennis ha visto spesso elementi apparentemente di seconda o terza fascia avvicinarsi clamorosamente e in breve tempo ai vertici mondiali. Ma adesso queste vicende stanno diventando sempre più frequenti a causa del livellamento verso l’alto del circuito «pro», e proprio gli ultimi mesi hanno portato alla ribalta alcune storie che meriterebbero un approfondimento. Su tutte, c’è quella dello svizzero Marco Chiudinelli, ora 52 ma mai nei top 100 fino al 2009 e intorno alla posizione numero 700 nel 2008. Un salto in alto merito della fiducia, la stessa che sta consentendo al 25enne giamaicano Dustin Brown, recente protagonista agli Internazionali di Bergamo, di avvicinarsi al suo sogno. Poi si potrebbe parlare di Radek Stepanek, doppista di razza che grazie all’aiuto di Petr Korda si scoprì grande anche in singolare (fino a entrare nei top 10), o di Lukasz Kubot, polacco di 27 anni che dopo tante stagioni nelle retrovie oggi è nei primi 50; oppure ancora del tedesco Benjamin Becker, numero 500 circa fino ai 24 anni e poi sbocciato nel Tour maggiore fino a toccare quota 38.

Ma qui è il caso di soffermarsi su un atleta di casa nostra, il più forte bergamasco nella classifica mondiale, con record personale fresco fresco. Andrea Falgheri, classe 1985, è attualmente 587, e sta vivendo il miglior periodo della carriera, con oltre 400 posti guadagnati in dodici mesi e un obiettivo chiaro in testa. «I primi 100 al mondo - taglia corto il diretto interessato al rientro dal Messico - e non credo sia fuori dalla mia portata. Il mondo del tennis ormai è così: bisogna crederci, trovare continuità e lavorare duro. Nessuno si stupisce se il 500 batte il numero 100, e tutti questi personaggi che emergono non più giovanissimi non fanno altro che darmi morale». A lui, invece, stava per capitare di battere il 230, il tedesco Begemann. «Alla fine ho perso, ma solo per 9-7 al tie-break del terzo e dopo aver mancato un matchpoint. Ma adesso so, quando inizia un torneo, di poterlo vincere». Convinzione dunque è la parola chiave, quella che è mancata nei primi anni di professionismo. «Dai 16 ai 18 non ci ho creduto molto, poi sono anche stato un po’ sfortunato con un brutto infortunio alla schiena che mi ha tolto un anno e mezzo. Ora sono ripartito dalla Future Talent di Brusaporto, dove ho trovato uno splendido ambiente, e dai soliti consigli di "zio" Bassanelli, che non mi fa mai mancare il suo sostegno. Inoltre, fisicamente sto molto bene e so di poter competere allo stesso livello per una settimana intera».

La stagione di Falgheri è cominciata bene con una semifinale a Panama, e l’obiettivo per il 2010 è avvicinare i 300. «Per "vedere" i Challenger e le qualificazioni degli Slam, che sarebbero un primo traguardo stimolante. Giocherò sia sul rapido sia sulla terra europea, senza fare troppi calcoli». Sullo sfondo, per Andrea, le imprese di qualche illustre connazionale che, seppure un po’ in ritardo, ce l’ha fatta a coronare il suo sogno: come Davide Sanguinetti, top 100 per la prima volta a 25 anni, o Paolo Lorenzi, dentro i cento a quasi 28 anni. O ancora come quello che resta l’esempio più clamoroso di carriera «a scoppio ritardato»: Gianluca Pozzi, classe 1965, che raggiunse i primi 100 a 26 anni ma il best ranking (40) addirittura a 36, età in cui tanti giocatori hanno già smesso da un pezzo. Per chiudere con i ritardatari, l’avvio di 2010 ha portato per la prima volta ai vertici il 29enne francese Stephane Robert. Quello che, in Australia, fece dire al campano Potito Starace (sconfitto proprio dal transalpino) una frase già entrata negli annali: «Ormai, a tennis, hanno imparato a giocare tutti».

07 marzo 2010

ESORDIO COL BOTTO

Laurynas Grigelis - Foto da Daylife.com

Di Marco Caldara - 7 Marzo 2010
Articolo apparso sul sito www.tennis.it

Il week-end di Davis ha fornito, oltre al successo dell'Italia e gli otto incontri del primo turno del Gruppo Mondiale, anche una bella storia da raccontare, proveniente da Vilnius, capitale della Lituania, dove la rappresentativa locale ha centrato il successo più importante della sua storia tennistica, superando per 3-2 la Gran Bretagna, orfana del suo asso Andy Murray. Il punto decisivo è stato portato dal diciottenne Laurynas Grigelis, al debutto nella massima competizione mondiale a squadre, che al termine di un match "thriller" ha sconfitto per 6-4 al quinto set l'inglese Evans.

Il personaggio
Per chi non conoscesse Grigelis, il ragazzo vive e si allena in Italia, e precisamente nella provincia di Bergamo, dall'età di 14 anni. Attualmente seguito da William Rota presso la Future Talent di Brusaporto, Laurynas è oggi numero 521 della classifica mondiale (suo best ranking), e in carriera, oltre alla vittoria in un torneo Futures da 10.000$, ha ottenuto già due ottavi di finale Challenger (uno proprio a Bergamo il mese scorso) e vanta successi di rilievo su giocatori come Ignatik, Sorensen, Checa-Calvo e Janowicz. Da sempre amante delle superfici veloci, Grigelis è dotato di un grandissimo talento, e piano piano lo sta dimostrando. Gli ottimi risultati ottenuti negli ultimi mesi hanno convinto il coach di Davis lituano a convocarlo per la delicata sfida con i "british" e lui ha ricambiato regalando ai suoi conterranei, ma soprattutto regalandosi, una vittoria storica.


La condotta eccellente
Sceso in campo subito dopo che il numero uno della formazione Ricardas Berankis aveva agevolmente sconfitto James Ward, riportando la sfida in parità dopo la sconfitta del doppio, Laurynas è partito visibilmente teso, e con la consapevolezza di avere riposta in se la speranza di un intero paese. Nonostane qualchè difficoltà è riuscito a rimanere attaccato al rivale sino al tie-break, nel quale, dopo aver recuperato l'iniziale svantaggio di 0-3, si è portato sul 6-4. A quel punto però un piccolo errore di distrazione gli è risultato fatale, e Evans si è aggiudicato il primo set. Nella seconda partita è scattato più sciolto, e desideroso di riprendersi dopo l'ingenuo epilogo del set precedente. Ha dominato per lunghi tratti gli scambi, dando l'impressione di poter fare ciò che volesse con uno splendido rovescio bimane. Dopo aver annullato una palla break sul 4-4, e due sul 5-5, Evans si è guadagnato l'occasione per salire 6-5, ma nel punto seguente "Grigio" l'ha "infilato" con un sontuoso lob, trovando il primo colpo vincente del match con il diritto (da sempre la sua "croce") e ristabilendo la parità; ed ha poi piazzato due "bombe" col rovescio lungolinea, prendendosi di prepotenza un importantissimo break, confermato subito dopo per il 7-5. Sulle ali dell'entuasiasmo, e fortemente spinto dal calore degli oltre 2500 spettatori accorsi a Vilnius, Grigelis è scattato a razzo nella terza partita, iniziando a colpire meglio anche col il diritto e non dando scampo a Evans, tramortito con un eloquente 6-0. Quando la sfida sembrava ormai incanalata nella giusta direzione, Evans ha messo in mostra tutte le sue qualità, cercando sempre più la via della rete. Scelta che ha pagato, e complice un Grigelis un po' appagato, il britannico ha chiuso per 6 giochi a 2, approfittando di tre doppi falli di "Lory" nell'ottavo game e guadagnando il 5° set.


Emozioni interminabili
La differente situazione psicologica fra i due nella lunga pausa che ha preceduto il "decider", con Evans felice e sorridente, e il lituano teso e spento, avrebbe fatto pensare ad un finale in favore dell'ingelse; ma Grigelis ha dato ulteriore sfoggio del suo talento, sovvertendo nuovamente le sorti dell'incontro. Subito obbligato a fronteggiare due palle break (15-40), il giocatore dell'est Europa ha piazzato quattro buonissime prime di servizio, togliendosi dalle "grane"; e nel gioco seguente, il quinto, ha stupito tutti, tirando un favoloso diritto vincente lungolinea seguito da un passante di rovescio da 2 metri fuori dal campo. Le due giocate gli sono valse il break mantenuto, seppur con qualche difficoltà, sino al 5-3, dopo aver annullato una palla del 4-4 regalata da due doppi falli (la tensione si è fatta sentire). Nel nono game il bravo e fortunato Evans ha annullato un primo match-point con un nastro vincente, e ha tenuto il servizio. A quel punto la battuta è "passata" a Grigelis, il quale è andato a servire per chiudere incontro e sfida. Un paio di indecisioni l'hanno portato 0-30, e una dubbia correzione del giudice di sedia su una palla che ad onor del vero sembrava buona, ha dato un altro punto ad Evans, regalandogli tre possibilità per il 5-5. In una situazione complicatissima Grigelis non ha fatto una piega, e ha cancellato la prima occasione del rivale con l'ennesimo ace, in un punto nel quale gran parte dei suoi colleghi sarebbe crollata con un doppio fallo. Con la complicità di Evans ha quindi ristabilito la parità, riacciuffando in extremis un game che pareva compromesso. Nel punto seguente il britannico ha contribuito nuovamente ad aiutare Laurynas, sparando largo un comodo diritto con i piedi dentro al campo e regalandogli un secondo match point, che il lituano ha concretizzato con un passante di rovescio al termine di un lungo scambio, lasciandosi cadere a terra fra il boato e gli applausi del pubblico amico che l'ha accompagnato in uno storico successo, gridando poi ad alta voce il suo nome nell'obbligatorio giro d'onore (con bandiera nazionale sulle spalle).


Vittoria che profuma d'impresa
All'esordio in Coppa Davis Laurynas è stato subito "buttato" nella mischia, e inizialmente ha sofferto. Venerdì ha ceduto in tre set a Ward, e Sabato (con Sakinis) ci ha provato in doppio, ma la coppia Fleming/Skupski (42esimo duo del ranking di specialità) ha avuto la meglio in 4 sets. Le due vittorie della stella Berankis - di un anno più vecchio e in grandissima forma - han permesso alla rappresentativa di spingersi sino al singolare decisivo, e di continuare a sognare. E' toccato quindi al bergamasco acquisito giocare quello che forse è il match più importante della storia lituana, e Grigelis non ha tradito le attese. Sceso in campo davanti ad una bolgia di connazionali, tutti ovviamente schierati dalla sua parte, Laurynas ha dato sfoggio delle sue qualità, con l'accoppiata servizio-rovescio su livelli altissimi ed un diritto che, pur avendolo fatto soffrire nelle prime fasi dell'incontro, è cresciuto con il passare dei game, finendo per aiutarlo nei passaggi chiave della sfida. Un match disputato con autorità, serietà, concentrazione; mai un errore causato dalla fretta, mai una distrazione, e solo qualche piccola ingenuità, che sono però normalissime per un giovane come lui, che si è preso la responsabilità di un intera nazione. Lo si è spesso visto ripetersi (in italiano) espressioni come "dai", "forza", "andiamo", segno della grande convinzione nei propri mezzi e della voglia di dimostrare che ce l'avrebbe potuta fare. Alla fine ce l'ha fatta, e la soddisfazione è stata immensa. La vittoria potrebbe contribuire all'atteso salto di qualità di Laurynas, o meglio, anticiparlo, in quanto siamo sicuri che, prima o poi, arriverà comunque.

Che sia nata una stella? Ai posteri l'ardua sentenza.


LITUANIA b. GRAN BRETAGNA 3-2:

James Ward (GBR) b. Laurynas Grigelis (LTU) 64 62 64
Ricardas Berankis (LTU) b. Daniel Evans (GBR) 61 46 76 36 63
Fleming/Skupski (GBR) b. Grigelis/Sakinis (LTU) 60 67 75 63

Ricardas Berankis (LTU) b. James Ward (GBR) 76 63 64

Laurynas Grigelis (LTU) b. Daniel Evans (GBR) 67 75 60 26 64


IL VIDEO DELLA VITTORIA DI GRIGELIS


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05 marzo 2010

IL PARERE DEI NOSTRI

Potito Starace - Foto Antonio Costantini
(Di Marco Caldara)

Grazie alle vittorie nei primi due singolari l'Italia si trova in vantaggio per 2-0 sulla Bielorussia, con un bilancio di 6-0 nei sets e di 36-14 nei singoli games. Pura formalità le vittorie di Potito Starace e Fabio Fognini, che hanno sconfitto rispettivamente Uladzmir Ignatik e Alexander Bury: il tennista di Cervinara si è imposto per 6-4 6-1 6-2, mentre il ligure ha chiuso la sfida per 6-2 6-4 6-1, dopo 1 ora e 24 minuti di gioco (31' più veloce del connazionale). Di seguito le dichiarazioni dei nostri (tratte da Supertennis) al termine della giornata:

POTITO STARACE: "All'inizio ho fatto fatica ad entrare in partita, e c'era anche del vento fastidioso. Era importante essere solido contro un giocatore giovane come lui. Non ho capito cosa sia successo fra i bielorussi, che ad un certo punto hanno avuto un piccolo diverbio e poi non si sono più rivolti la parola. Se Barazzutti mi chiederà di disputare anche il doppio, risponderò presente. Non sono al massimo, essendo tornato dal Messico 3 giorni fa, ma ho tanta voglia di fare bene".

FABIO FOGNINI: "Sono sicuramente soddisfatto della mia vittoria, in quanto ho fatto ciò che il capitano mi aveva chiesto, ossia portare il punto alla squadra. All'inizio il match sembrava facile, con il mio avversario che ha servito male e mi ha subito permesso di andare facilmente avanti. Poi però secondo me è salito di livello, ed ha provato ad impensierirmi di più. Sapevo di essere favorito, ma la Davis è ben altra cosa rispetto ai tornei individuali, e un giocatore può fare la differenza. Non avevo molta pressione addosso, ed infatti sono partito tranquillo, cercando di farlo giocare il più possibile ed approfittando dei suoi errori. Ho cercato di fare ciò che Barazzutti mi ha chiesto, e fatta eccezione per qualche palle giocata senza test,a credo di avercela fatta. Per quanto mi riguarda credo ci sia sempre da migliorare, ed ancora non mi ritengo un giocatore completo. Mi manca quel salto di qualità che mi potrebbe portare nelle zone alte della classifica, dove io punto ad arrivare. Sto lavorando ogni giorno per questo, e la strada è ancora lunga. In passato ho fatto magari qualche cavolata, ed ora la sto pagando, ma sono sereno. Devo diventare più solido e costante, e imparare a giocare il mio miglior tennis più a lungo possibile. In sudamerica ho espresso un buon tennis, anche se i risultati non mi hanno dato ragione; ma sono comunque fiducioso".

Fabio Fognini - Foto Antonio Costantini

SIMONE BOLELLI: "I ragazzi oggi sono stati molto bravi, e non hanno avuto problemi. Potito è partito un po' teso ed è andato sotto per 3-0, ma da quel momento ha cambiato marcia, dimostrando che il divario tecnico fra i due giocatori era molto elevato. Fabio invece ha condotto dall'inizio alla fine, concludendo senza distrazioni. Siamo più forti ed oggi l'abbiamo dimostrato. Domani dovrei giocare il doppio. Attualmente sono "segnato" con Filippo, ma le cose potrebbero cambiare, tutto ovviamente su scelta di Corrado. A Genova mi ero trovato molto bene con Starace e domani potrebbe magari avvenire la stessa cosa. Comunque siamo 2-0 sopra, ed è questo ciò che conta, e ci permetterà di guardare con più serenità alle rimanenti due giornate".

CORRADO BARAZZUTTI: "Va bene così, sono tranquillo ed è quello che mi aspettavo dai ragazzi. Noi sulla carta partivamo favoriti, ma in Coppa Davis non è mai facile e i match vanno giocati e vinti. C'erano tutti i presupposti per farlo, e noi l'abbiamo fatto nel migliore dei modi; per questo per oggi possiamo ritenerci soddisfatti. I risultati potrebbero dare l'immagine di due match facili, ma secondo me non è stato così: erano incontri non semplici da gestire, e i nostri sono stati bravi nell'aggiudicarseli agevolmente. Sono contento sia per il punteggio che per i ragazzi, ed in primis per Fabio, il quale ha dimostrato numerosi progressi e di essere una garanzia in solidità. Partire con i favori del pronostico non è mai semplice, ma Fabio e Potito hanno fatto il giusto, senza sbavature, ed è andato tutto liscio. Nel doppio potrebbero esserci cambiamenti. E' alla nostra portata, e noi confidiamo di poterlo vincere, per chiudere la sfida il prima possibile; cosa che ci viene permessa dalle due vittorie di oggi".

04 marzo 2010

ACQUISTA ONLINE CON KELLER SPORTS


Come avrete notato, ormai da qualche giorno campeggia nel blog - quest'oggi sensibilmente rinnovato (ma non ancora "definitivo") - il banner pubblicitario di Keller Sports, negozio tedesco specializzato nella vendita online di materiale tennistico, come racchette, corde, scarpe, abbigliamento, borse, palle e via dicendo.

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Lunedi 1 Marzo 2010, ordinate:
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Una volta inviato il bonifico (vi sono altri numerosi modi per saldare l'acquisto) non ci è rimasto che attendere; e questa mattina il materiale è arrivato. Nessuna ulteriore, ed inattesa, spesa al corriere; e gli oggetti da noi ordinati perfetti in ogni loro sfumatura.

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03 marzo 2010

Bortolotti supera Lobkov: "Sono al top fisicamente"


Di Marco Caldara - Foto Giulio Gabbarini

Nella giornata di ieri si è messo in mostra nel 10.000$ spagnolo di Terrasa il giovane elimiano Marco Bortolotti, che dopo aver superato quattro lunghi turni di qualificazione, ha sconfitto con un agevole 6-4 6-1 il russo Lobkov, di un anno più vecchio, e già numero 481 della classifica mondiale. La vittoria ha portato all'azzurro il secondo punto ATP della carriera (il primo stagionale), dopo quello conquistato nello scorso Ottobre sul cemento sardo di Porto Torres.

Entrambi i punti sono giunti da quando Bortolotti ha abbandonato le cure di "mamma Fit" (dopo 4 anni di collaborazione) per trasferirsi in Spagna, dove tutt'ora si allena nell'accademia di Sergi Bruguera. L'abbiamo raggiunto per conoscere le sue impressioni sull'importante vittoria, l'attuale stato di forma, e i programmi per le prossime settimane: "Il match di ieri è stato molto duro, come del resto tutti e quattro i turni di quali. Vinto per 6-4 il primo set sono riuscito ad approfittare del fatto che Lobkov, vedendo sempre la palla tornare indietro nonostante avesse dei colpi piuttosto pesanti, ha finito per sbagliare spesso, perdendo fiducia nei propri mezzi. Per questo motivo il secondo set è "volato via" molto velocemente. Sono stato sono molto solido e consistente, ma la cosa più importante è che mi sento al top fisicamente".

Cosa è cambiato da quanto ti sei trasferito? "Mi sono trasferito a Barcellona a Settembre, e mi sono subito trovato bene, iniziando subito ad allenarmi duramente. Ho fatto un ottima preparazione invernale, in particolare sotto il punto di vista fisico. Per quanto riguarda invece l'aspetto del gioco, lavoriamo più che altro sul sistema di questo, mentre ci focalizziamo poco sulla tecnica. Mi piace molto la mentalità combattiva che hanno i giocatori spagnoli ed è quella che sto cercando di acquisire, perché per il mio tennis lottare ogni singolo punto è basilare. Ho deciso di trasferirmi perché, dopo 4 anni nel centro tecnico federale, vedevo che i progressi erano ormai minimi, e quindi era meglio cambiare. Il settore tecnico non ha chiesto di trattenermi, condividendo a pieno la mia scelta, e quindi sono venuto qua. Gli orari di allenamento sono simili a quelli di Tirrenia, ma c'è la differenza che non frequento la scuola; ma il metodo è diverso: qui lavoriamo molto di più al cesto e l'allenamento è più vario, non schematico".

Quali sono i tuoi obiettivi per la stagione? E i Programmi?
"Quest'anno punto ad entrare nei primi 500 del mondo; anche se il mio coach dice che ho già il livello da top 300. Devo solo cercare di migliorare sul piano mentale. Per quanto riguarda la programmazione, ora giocherò altri 2 Futures nei pressi di Barcellona, per poi probabilmente andare in Turchia. Questo però non è ancora sicuro, in quanto giocherà anche la Serie B (per il TC Albinea), e quindi dipenderà dagli impegni che avrò con il campionato a squadre".