Di Marco Caldara - 28 Febbraio 2010
Articolo apparso sul portale Tennis.it
Il croato Marin Cilic, classe 1988, sembra sempre più lanciato verso la top5 mondiale, ed in questo inizio di stagione ha dato ampio sfoggio delle sue qualità. Fresco di accesso fra i primi dieci, Marin è il giocatore a vantare il maggior numero di successi stagionali fra tutti i suoi colleghi, ben 17 (a fronte di due sole sconfitte), che gli sono valsi la vittoria nei tornei di Chennai e Zagabria - il quarto e il quinto della sua vita -, la semifinale a Melbourne e i quarti a Dubai. Ha già guadagnato la bellezza di 1310 punti, che l'hanno proiettato per la prima volta in carriera sul gradino numero nove della classifica ATP, avvicinandolo notevolmente al suo coetaneo, ed eterno rivale, Juan Martin Del Potro.
Dopo aver battuto Murray allo scorso Us Open, Nadal qualche settimana dopo a Pechino, e sia Roddick che lo stesso Del Potro in Australia, Cilic ha dimostrato di aver tutte le credenziali per superare i top player, ed è quindi pronto per diventare, a sua volta, uno dei "mostri sacri" del circuito. Nel torneo di Dubai l'allievo di Bob Brett non ha sicuramente raggiunto i risultati sperati, fermandosi contro Melzer ai quarti di finale, ma avrà modo di rifarsi nei due Master 1000 statunitensi, dove andrà a caccia del primo titolo della sua giovane carriera in un torneo di tale caratura. Al termine del match perso con l'austriaco, Marin ha scambiato volentieri quattro chiacchiere con i giornalisti, che vi riportiamo di seguito:
Come ti senti rispetto allo scorso anno?
"I risultati di queste prime settimane mi han dato moltissima fiducia e consapevolezza di poter far vedere grandi cose. Sono un anno più grande e mi sento meglio sia fisicamente che sul piano del gioco. Nell'ultimo anno ho avuto molte esperienze, sia positive che negative, che mi aiuteranno nel corso della mia carriera e della vita".
Quali obiettivi ti poni per la stagione?
"Credo di avere buone possibilità di qualificarmi per le Barclays ATP World Tour Finals di Londra, per giocare nella fantastica O2 Arena. Non voglio sottovalutare nessuno, ma penso di potercela fare, anche se dipenderà anche dagli altri. Sto inoltre cercando di perfezionare il mio gioco di settimana in settimana, in modo da poter competere fino in fondo in un torneo dello Slam, la mia priorità principale".
Uno stile, il tuo, che ricorda Goran Ivanisevic, che, in assenza di Bob Brett, ha lavorato con te per tutto il torneo di Zagabria: "E 'stata una buona esperienza lavorare con Goran - spiega Marin - perché abbiamo trovato subito un buon feeling, ma credo sia una cosa normale in quanto all'inizio della mia carriera Goran era il mio idolo, e continuo a stimarlo molto, sia come persona, che come amico".
Come è nata la vostra collaborazione?
"Mi ha chiesto se mi avrebbe potuto aiutare, e l'idea mi ha subito entusiasmato. Goran quando era più giovane ha vissuto molte cose che io sto attraversando in questi mesi. Abbiamo fatto un lavoro specifico sul servizio, e credo che non ci sia persona migliore di Ivanisevic per aiutarmi in battuta, in quanto lui è uno dei migliori servitori della storia di questo sport. Mi sento di poter migliorare ancora".
Articolo apparso sul portale Tennis.it
Il croato Marin Cilic, classe 1988, sembra sempre più lanciato verso la top5 mondiale, ed in questo inizio di stagione ha dato ampio sfoggio delle sue qualità. Fresco di accesso fra i primi dieci, Marin è il giocatore a vantare il maggior numero di successi stagionali fra tutti i suoi colleghi, ben 17 (a fronte di due sole sconfitte), che gli sono valsi la vittoria nei tornei di Chennai e Zagabria - il quarto e il quinto della sua vita -, la semifinale a Melbourne e i quarti a Dubai. Ha già guadagnato la bellezza di 1310 punti, che l'hanno proiettato per la prima volta in carriera sul gradino numero nove della classifica ATP, avvicinandolo notevolmente al suo coetaneo, ed eterno rivale, Juan Martin Del Potro.
Dopo aver battuto Murray allo scorso Us Open, Nadal qualche settimana dopo a Pechino, e sia Roddick che lo stesso Del Potro in Australia, Cilic ha dimostrato di aver tutte le credenziali per superare i top player, ed è quindi pronto per diventare, a sua volta, uno dei "mostri sacri" del circuito. Nel torneo di Dubai l'allievo di Bob Brett non ha sicuramente raggiunto i risultati sperati, fermandosi contro Melzer ai quarti di finale, ma avrà modo di rifarsi nei due Master 1000 statunitensi, dove andrà a caccia del primo titolo della sua giovane carriera in un torneo di tale caratura. Al termine del match perso con l'austriaco, Marin ha scambiato volentieri quattro chiacchiere con i giornalisti, che vi riportiamo di seguito:
Come ti senti rispetto allo scorso anno?
"I risultati di queste prime settimane mi han dato moltissima fiducia e consapevolezza di poter far vedere grandi cose. Sono un anno più grande e mi sento meglio sia fisicamente che sul piano del gioco. Nell'ultimo anno ho avuto molte esperienze, sia positive che negative, che mi aiuteranno nel corso della mia carriera e della vita".
Quali obiettivi ti poni per la stagione?
"Credo di avere buone possibilità di qualificarmi per le Barclays ATP World Tour Finals di Londra, per giocare nella fantastica O2 Arena. Non voglio sottovalutare nessuno, ma penso di potercela fare, anche se dipenderà anche dagli altri. Sto inoltre cercando di perfezionare il mio gioco di settimana in settimana, in modo da poter competere fino in fondo in un torneo dello Slam, la mia priorità principale".
Uno stile, il tuo, che ricorda Goran Ivanisevic, che, in assenza di Bob Brett, ha lavorato con te per tutto il torneo di Zagabria: "E 'stata una buona esperienza lavorare con Goran - spiega Marin - perché abbiamo trovato subito un buon feeling, ma credo sia una cosa normale in quanto all'inizio della mia carriera Goran era il mio idolo, e continuo a stimarlo molto, sia come persona, che come amico".
Come è nata la vostra collaborazione?
"Mi ha chiesto se mi avrebbe potuto aiutare, e l'idea mi ha subito entusiasmato. Goran quando era più giovane ha vissuto molte cose che io sto attraversando in questi mesi. Abbiamo fatto un lavoro specifico sul servizio, e credo che non ci sia persona migliore di Ivanisevic per aiutarmi in battuta, in quanto lui è uno dei migliori servitori della storia di questo sport. Mi sento di poter migliorare ancora".

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