(Di Marco Caldara)
Qualche giorno fa vi avevamo portato una breve intervista realizzata con Walter Trusendi, indicando il giocatore toscano come uno di quegli azzurri attesi ormai da qualche anno al definitivo salto di qualità. In questa fascia di giocatori vi sono anche tennisti come Marco Crugnola, Matteo Trevisan, Matteo Marrai, e molti altri, posizionati nei bassifondi della classifica ATP. Fra questi spicca senza ombra di dubbio il nome di Alberto Giraudo, ragazzo mancino, estroso e molto appariscente, dotato di un tennis pulito, esplosivo ed efficace, con due ottimi fondamentali (un rovescio ad una mano di rara bellezza), un servizio molto incisivo e una buona dimestichezza nei pressi della rete. Un giocatore completo in grado di fare bene su tutte le superfici, come dimostrato dai risultati ottenuti in carriera.
Nato a Torino il 27 Giugno 1983, Alberto è attualmente numero 771 della classifica mondiale, e come miglior piazzamento vanta la posizione numero 495, raggiunta nell'estate del 2008. Una carriera sin qui molto altalenante la sua, con pochi tornei fra 2003 e 2005 e il vero è proprio ingresso nel circuito nel 2006. Al secondo torneo di quello'anno Alberto ebbe subito modo di farsi notare, e da numero 874 del mondo vinse un Futures 10.000$ sul cemento di Trento, infilando cinque facili successi in due set su giocatori classificati oltre 400 posizioni meglio di lui, e del livello di Vagnozzi, Golubev, Ocera e Stoppini. Il 2006 è stato anche l'anno dei quarti di finale nel Challenger di Torino, la sua città, risultato che però non ha mai avuto seguito. L'esplosione di Giraudo ha infatti continuato a tardare, ed oggi, a quattro anni di distanza, non è ancora arrivata.
La stagione appena terminata, a livello di tornei individuali, è andata sulla falsariga delle due precedenti, con pochi risultati soddisfacenti e la consapevolezza di poter fare molto meglio. Una semifinale al 15.000$ di La Spezia, con la bella vittoria sul polacco Przysiezny (oggi numero 190 ATP), è il miglior risultato del 2009 di Giraudo, anno che però sembrerebbe svoltato sul finire. Il torinese ha infatti preso parte alla serie A1, difendendo i colori del Tennis Club Sarnico, ed ha ottenuto risultati rilevanti. Vittorie su gente come Di Mauro e Pastorino (sulla terra), Iannuzzi e Vagnozzi (veloce indoor) e Bracciali (cemento all'aperto) hanno dato l'ennesima dimostrazione del valore del tennista piemontese. Tutti successi ottenuti, su superfici diverse, grazie ad una condotta pressoché perfetta sia tatticamente che psicologicamente (che gli ha anche permesso di battagliare tre set con uno dei migliori Stoppini visti quest'anno), due ambiti nei quali l'azzurro non è mai parso troppo 'ferrato'.
Sicuramente le vittorie di spicco ottenute nella competizione a squadre fanno morale e portano una buona dose di fiducia; ed Alberto, dopo un'operazione per un'ernia inguinale, sta per preparare una stagione 2010 che potrebbe (e mai come questa) decretare la sua definitiva consacrazione. Da sempre vicino a TENNIS MASCHILE.com, Giraudo si è confidato senza problemi ai nostri microfoni, lasciando intendere di essere lui stesso il primo ad attendersi molto dalla stagione in arrivo: "Ho appena ripreso ad allenarmi. Nello scorso fine settimana ho iniziato a fare un po' di nuoto e qualche esercizio con gli elastici; mentre domani proverò a correre ed anche a scambiare qualche palla da metà campo. Sono i primi passi verso una riabilitazione (si spera) piuttosto veloce. Mi sento bene e sono molto carico. L'obiettivo che mi pongo per la preparazione che fra qualche giorno inizierò è quello di viverla con calma, senza strafare, in modo da arrivare ai tornei pronto e senza troppa pressione addosso; insomma, con la tranquillità che mi porto dietro ormai da Settembre. Nelle stagioni passate infatti pur allenandomi bene, arrivavo all'inizio dei tornei teso come una corda di violino, finendo per fornire brutte prestazioni. Non lo voglio ripetere!"
Nonostante la tua partenza sia ancora lontana, hai già dei programmi per la stagione: "Non proprio. Ora sto valutando, insieme anche al mio nuovo preparatore atletico, quante settimane di preparazione fisica fare, se 5, 6, oppure ben 7. Partirò sicuramente con dei tornei Futures, per giocare più match possibile e recuperare il ritmo della partita, per poi giocare tornei di livello superiore. Potrei iniziare in Spagna, nonostante il posto sia davvero pessimo, o da altre parti. Non è certo questo che fa la differenza".
I risultati ottenuti in Serie A, quali ambizioni ti danno: "Sicuramente sono stati importanti. Ho iniziato a credere sepre più nei miei mezzi, cosa che prima, dentro di me, non facevo del tutto. So di poter fare bene e mi aspetto di salire notevolmente in classifica. L'obiettivo è quello di arrivare intorno alle posizioni che mi spettano, non perché in carriera sia arrivato chissà dove, ma perché sento di poter stare nei primi 300 giocatori del mondo. Una cosa che ci tengo a sottolineare però, è il fatto che io mi sia sempre impegnato al massimo, cercando di ottenere il meglio da me stesso, a differenza di quanto certe persone a volte abbiano sostenuto. Ora sto capendo sempre meglio in quale ambito direzionare i miei sforzi; in passato ho anche sofferto per questo. Tralasciando però la classifica, che è una conseguenza, punto a tenere un livello costante per tutto il corso dell'anno, iniziando bene da subito e mantenendo un buon livello. Negli ultimi anni ho sempre 'salvato' le mie stagioni con qualche risultato ottenuto nel giro di uno/due mesi, raccogliendo poco nel restante periodo. Voglio salire in maniera graduale, giocare una stagione in crescendo, in modo da poter giocare qualche torneo Challenger anche verso la fine dell'anno, nel periodo della Serie A".
Qualche giorno fa vi avevamo portato una breve intervista realizzata con Walter Trusendi, indicando il giocatore toscano come uno di quegli azzurri attesi ormai da qualche anno al definitivo salto di qualità. In questa fascia di giocatori vi sono anche tennisti come Marco Crugnola, Matteo Trevisan, Matteo Marrai, e molti altri, posizionati nei bassifondi della classifica ATP. Fra questi spicca senza ombra di dubbio il nome di Alberto Giraudo, ragazzo mancino, estroso e molto appariscente, dotato di un tennis pulito, esplosivo ed efficace, con due ottimi fondamentali (un rovescio ad una mano di rara bellezza), un servizio molto incisivo e una buona dimestichezza nei pressi della rete. Un giocatore completo in grado di fare bene su tutte le superfici, come dimostrato dai risultati ottenuti in carriera.
Nato a Torino il 27 Giugno 1983, Alberto è attualmente numero 771 della classifica mondiale, e come miglior piazzamento vanta la posizione numero 495, raggiunta nell'estate del 2008. Una carriera sin qui molto altalenante la sua, con pochi tornei fra 2003 e 2005 e il vero è proprio ingresso nel circuito nel 2006. Al secondo torneo di quello'anno Alberto ebbe subito modo di farsi notare, e da numero 874 del mondo vinse un Futures 10.000$ sul cemento di Trento, infilando cinque facili successi in due set su giocatori classificati oltre 400 posizioni meglio di lui, e del livello di Vagnozzi, Golubev, Ocera e Stoppini. Il 2006 è stato anche l'anno dei quarti di finale nel Challenger di Torino, la sua città, risultato che però non ha mai avuto seguito. L'esplosione di Giraudo ha infatti continuato a tardare, ed oggi, a quattro anni di distanza, non è ancora arrivata.
La stagione appena terminata, a livello di tornei individuali, è andata sulla falsariga delle due precedenti, con pochi risultati soddisfacenti e la consapevolezza di poter fare molto meglio. Una semifinale al 15.000$ di La Spezia, con la bella vittoria sul polacco Przysiezny (oggi numero 190 ATP), è il miglior risultato del 2009 di Giraudo, anno che però sembrerebbe svoltato sul finire. Il torinese ha infatti preso parte alla serie A1, difendendo i colori del Tennis Club Sarnico, ed ha ottenuto risultati rilevanti. Vittorie su gente come Di Mauro e Pastorino (sulla terra), Iannuzzi e Vagnozzi (veloce indoor) e Bracciali (cemento all'aperto) hanno dato l'ennesima dimostrazione del valore del tennista piemontese. Tutti successi ottenuti, su superfici diverse, grazie ad una condotta pressoché perfetta sia tatticamente che psicologicamente (che gli ha anche permesso di battagliare tre set con uno dei migliori Stoppini visti quest'anno), due ambiti nei quali l'azzurro non è mai parso troppo 'ferrato'.
Sicuramente le vittorie di spicco ottenute nella competizione a squadre fanno morale e portano una buona dose di fiducia; ed Alberto, dopo un'operazione per un'ernia inguinale, sta per preparare una stagione 2010 che potrebbe (e mai come questa) decretare la sua definitiva consacrazione. Da sempre vicino a TENNIS MASCHILE.com, Giraudo si è confidato senza problemi ai nostri microfoni, lasciando intendere di essere lui stesso il primo ad attendersi molto dalla stagione in arrivo: "Ho appena ripreso ad allenarmi. Nello scorso fine settimana ho iniziato a fare un po' di nuoto e qualche esercizio con gli elastici; mentre domani proverò a correre ed anche a scambiare qualche palla da metà campo. Sono i primi passi verso una riabilitazione (si spera) piuttosto veloce. Mi sento bene e sono molto carico. L'obiettivo che mi pongo per la preparazione che fra qualche giorno inizierò è quello di viverla con calma, senza strafare, in modo da arrivare ai tornei pronto e senza troppa pressione addosso; insomma, con la tranquillità che mi porto dietro ormai da Settembre. Nelle stagioni passate infatti pur allenandomi bene, arrivavo all'inizio dei tornei teso come una corda di violino, finendo per fornire brutte prestazioni. Non lo voglio ripetere!"
Nonostante la tua partenza sia ancora lontana, hai già dei programmi per la stagione: "Non proprio. Ora sto valutando, insieme anche al mio nuovo preparatore atletico, quante settimane di preparazione fisica fare, se 5, 6, oppure ben 7. Partirò sicuramente con dei tornei Futures, per giocare più match possibile e recuperare il ritmo della partita, per poi giocare tornei di livello superiore. Potrei iniziare in Spagna, nonostante il posto sia davvero pessimo, o da altre parti. Non è certo questo che fa la differenza".
I risultati ottenuti in Serie A, quali ambizioni ti danno: "Sicuramente sono stati importanti. Ho iniziato a credere sepre più nei miei mezzi, cosa che prima, dentro di me, non facevo del tutto. So di poter fare bene e mi aspetto di salire notevolmente in classifica. L'obiettivo è quello di arrivare intorno alle posizioni che mi spettano, non perché in carriera sia arrivato chissà dove, ma perché sento di poter stare nei primi 300 giocatori del mondo. Una cosa che ci tengo a sottolineare però, è il fatto che io mi sia sempre impegnato al massimo, cercando di ottenere il meglio da me stesso, a differenza di quanto certe persone a volte abbiano sostenuto. Ora sto capendo sempre meglio in quale ambito direzionare i miei sforzi; in passato ho anche sofferto per questo. Tralasciando però la classifica, che è una conseguenza, punto a tenere un livello costante per tutto il corso dell'anno, iniziando bene da subito e mantenendo un buon livello. Negli ultimi anni ho sempre 'salvato' le mie stagioni con qualche risultato ottenuto nel giro di uno/due mesi, raccogliendo poco nel restante periodo. Voglio salire in maniera graduale, giocare una stagione in crescendo, in modo da poter giocare qualche torneo Challenger anche verso la fine dell'anno, nel periodo della Serie A".


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