
Questo mio pezzo, apparso nella notte su Tennis Best (il sito della rivista Tennis Magazine) sancisce il passaggio del sottoscritto fra le file dell'importante sito web gestito da Riccardo Bisti e Lorenzo Cazzaniga, per il quale da oggi in poi lavorerò e scriverò in maniera costante, cercando di portare il mio entusiasmo e la mia passione anche in un 'loco' di tale importanza e qualità. Ovviamente, TennisMaschile.com non si fermerà qui, ed anzi, proseguirà quasi esclusivamente con interviste e dichiarazioni dei giocatori, la cosa che in questi 17 mesi di attività ha attirato maggiormente l'attenzione di Voi lettori.
Cercheremo di potenziare ulteriormente la rubrica '30 scambi con', e di proseguire con il neonato 'Blog di Uros', senza dimenticare i resoconti dei match seguiti nei tornei visitati. Per tutto ciò che riguarda quindi l'attualità e gli editoriali avrete modo di leggermi su TennisBest, e vi ricordo inoltre il Punto sui Challenger che, come di consueto, verrà redatto ogni lunedì (a partire da domani) per Mytennis.it; mentre su TennisMaschile.com continuerete a trovare le nostre interviste, le dichiarazioni dei giocatori, e molto altro ancora. Per facilitare il tutto verrà inserita nella barra di sinistra una nuova applicazione, che vi permetterà di leggere tramite questo sito, tutti i miei 'pezzi' che appariranno anche altrove.
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Di Marco Caldara - 10 Gennaio 2010
Articolo apparso sul sito TennisBest.com
Tutto invariato! A circa un mese di distanza dal Masters di Londra, il dominatore è ancora lui: Nikolay Davydenko. L’avevamo lasciato mentre alzava al cielo - nella spettacolare cornice dell’ O2 Arena - il trofeo del torneo di fine anno, e al primo verdetto stagionale lo troviamo nuovamente vincitore. Le importanti vittorie su Karlovic e Federer l’hanno spinto in finale, nel quale non è bastato neanche un Rafael Nadal apparentemente ritrovato - con una nuova racchetta e una buona condizione fisica - per fermarlo. Il ‘robot’ Kolya si è imposto in due ore e 43’ di gioco con il punteggio di 0-6 7-6 6-4 e due match-points cancellati, conquistando per la prima volta in carriera il titolo del ‘Qatar ExxonMobil Open’, e portando a casa di 185.850 dollari per la gioia della moglie Irina.
Che partita!
Ha sofferto, ha lottato, ha dominato, ha rimontato, ha sbagliato, ed alla fine ha vinto. Partenza decisamente pessima, con un primo set che gli ha visto conquistare soli 11 punti e zero game, fortemente condizionato dai due doppi falli sul 40-30 in secondo e quarto game (che hanno regalato break e fiducia al rivale spagnolo). Sotto 0-6 0-1, nell’ottavo game è finalmente sceso in campo anche mentalmente, e per Nadal sono iniziati i problemi. Conquistato di prepotenza il primo gioco dell’incontro – con tanto di braccia al cielo per dimostrare l’alto grado di soddisfazione – il russo ha ingranato, e poco dopo si è avvantaggiato di un break. L’ha difeso, giocando un’ottimo tennis sino al 5-4, quando un’indecisione di troppo (nonchè un doppio fallo sulla palla break) gli sono costati il 5-5. Inevitabile quindi il tie-break, anche questo ricco di colpi di scena. In grande stile ‘Kolya’ si è portato sul 4-1, ma si è poi lasciato rimontare. Un grande rovescio incrociato (arma micidiale, oggi) gli ha regalato il 5-4, e da quel momento è successa una cosa irreale. I successivi otto punti sono stati tuttimini-break, con Davydenko capace di annullare due matchpoint e spuntarla 10-8 grazie ad un perfetto rovescio lungolinea. La terza partita si è aperta con un Nadal comunque molto carico e subito avanti 3-1 con palla del doppio-break. Finita? Neanche per sogno: Nikolay, dopo lo scampato pericolo ha piazzato l’ennesimo allungo, e per Nadal non c’è stato più niente da fare. Nel sesto gioco il contro-break, e nel decimo (con il maiorchino al servizio), la vittoria.
Ventesimo titolo in carriera
Quello conquistato questo pomeriggio è il ventesimo titolo ATP per Davydenko, che nelle prossime settimane avrà tutto da guadagnare. Nel 2009, infatti, si infortunò ad un tallone durante il torneo di Chennai e fu costretto a saltare a piè pari sia il torneo di Melbourne che i primi due Master 1000 sul cemento americano, Indian Wells e Miami; e nel totale dei 18 tornei che fanno classifica ha quindi tre caselle vuote. Di conseguenza, qualsiasi risultato otterrà da oggi a fine Marzo gli sarà utile per la classifica, e non andrà a colmare nessuna "scadenza". Il quinto posto del ranking è a oltre 1500 punti, mentre per raggiungere la terza piazza (suo best ranking di sempre) avrà bisogno di altre 3400 lunghezze. Arrivarci sarà dura, ma il russo ha senza dubbio la consapevolezza di meritare quella posizione e, dopo aver battuto Federer e Nadal nello stesso torneo, per due volte consecutive, cosa riuscita al solo David Nalbandian (Djokovic e Del Potro li han battuti entrambi nello stesso evento ma per una volta sola), forse anche qualcosa di più. Tanta amarezza invece per lo sconfitto, che non vince un torneo da Roma 2009, e che mai, in questi mesi di digiuno, era arrivato così vicino al successo. La delusione potrà però essere subito colmata da un buon risultato a Melbourne, decisamente alla portata del Nadal visto quest’oggi , il quale, con una forma fisica finalmente ritrovata e colpi che sembrerebbero tornati ai loro standard, potrebbe anche riuscire nell’impresa (e che impresa!) di confermare il titolo della passata stagione.
Inversione di tendenza
C'è un dato statistico che alimenta le speranze di Davydenko: prima della Master Cup londinese, il dato sugli scontri diretti fra il russo e Roger Federer recitava 12-0 per l’elvetico, con Nikolay in grado di strappare al numero uno del mondo quattro soli set su ventotto giocati, tre dei quali nei primi tre ‘face to face’ (fra il 2002 e il 2004). Gli ultimi due incontri hanno però finalmente dato ragione a Davydenko, che pare averci preso gusto. La seconda vittoria consecutiva sul numero uno del mondo, arrivata senza eccessive difficoltà, ci lascia numerosi spunti. Vedere Federer uscire dal campo, dopo 80 minuti di gioco, senza ‘averci capito niente’, tramortito dall’aggressivo e preciso gioco d’anticipo del russo, è fatto decisamente raro. Dal 2004 ad oggi infatti, il tennista di Basilea ha perso solamente 17 volte senza vincere nemmeno un parziale, e in sole cinque occasioni (tre delle quali sulla terra battuta), ha raccolto meno game degli otto conquistati in semifinale. Ciò che stupisce maggiormente non è però il punteggio, ma il modo nel quale questo è maturato. Una partenza ad handicap di Federer, che finisce 0-3 con due break di svantaggio, e ne recupera uno solo, regala il primo set al rivale, che poi, galvanizzato dalla propria prestazione ne piazza un terzo in apertura di secondo parziale (sull’ 1-1), mantenendolo poi sino al termine della sfida, chiusa con un doppio 6-4. Un Davydenko completo ed abile, spesso inferiore solo sul piano emotivo, una fragilità che in passato gli è spesso valsa lo spiacevole appellativo di ‘tenerone’, ma che, a suon di vittorie, sta tranquillamente smentendo. Battere Federer una volta può essere un caso (Fish e Volandri ne sono testimoni), due forse (Canas e Simon); tre decisamente no. Attendiamo quindi ora il terzo successo di Nikolay sull’elvetico per dare conferma anche ai più scettici (sempre che ce ne siano ancora) del valore dello zar. Che sia forse giunto il momento di inserire il russo fra i giocatori temibili anche nei tornei del Grande Slam? Agli Australian Open l’ardua sentenza.
Brisbane e Chennai senza sorprese, Melbourne in arrivo
Tornei segnati da grande regolarità anche a Brisbane (Australia) e Chennai (India), con gli atti finali ancora da disputarsi. Nel primo si sfideranno per il titolo il numero uno del seeding Andy Roddick e il ceco Radek Stepanek, campione in carica e secondo favorito della manifestazione; mentre la finale del torneo indiano, segnato dall’eliminazione all’esordio dello svedese Robin Soderling (1), sarà fra Marin Cilic (anch’egli campione uscente), e lo svizzero Stanislas Wawrinka, terza testa di serie. Per tutti i big impegnati questa settimana vi saranno ora sette giorni di pausa in vista degli Australian Open, che scatteranno domenica prossima sui campi in Plexhicushion di Melbourne Park. Per quanto riguarda invece i giocatori azzurri, Seppi e Starace giocheranno a Sidney (entrambi con un qualificato all’esordio); mentre Fognini e Lorenzi giocheranno ad Auckland, con il secondo rimasto fuori di una sola posizione dal main draw ed obbligato quindi alle qualificazioni. Per Fabio ci sarà l’austriaco Jurgen Melzer. La settimana in arrivo prevede inoltre il torneo di qualificazione dell’Open d’Australia, al quale prenderanno parte sei giocatori di casa nostra. Il tennista con più chance di qualificarsi dovrebbe essere Flavio Cipolla, qualificatosi già nella passata stagione, quando superò pure il primo turno a spese del russo Tursunov. Senza dubbio avranno discrete possibilità anche Andrea Stoppini (anche lui qualificato nel 2009), Marco Crugnola, Riccardo Ghedin, Andrea Arnaboldi e Simone Vagnozzi, con quest’ultimo reduce dall’ottimo torneo di Noumea, dove dopo due ottimi successi su Bemelmans e Zemlja si è reso protagonista di una lunga lotta con il temibile tedesco Florian Mayer (61 ATP), terminata a favore del teutonico con il punteggio di 6-3 2-6 6-3.
Che partita!
Ha sofferto, ha lottato, ha dominato, ha rimontato, ha sbagliato, ed alla fine ha vinto. Partenza decisamente pessima, con un primo set che gli ha visto conquistare soli 11 punti e zero game, fortemente condizionato dai due doppi falli sul 40-30 in secondo e quarto game (che hanno regalato break e fiducia al rivale spagnolo). Sotto 0-6 0-1, nell’ottavo game è finalmente sceso in campo anche mentalmente, e per Nadal sono iniziati i problemi. Conquistato di prepotenza il primo gioco dell’incontro – con tanto di braccia al cielo per dimostrare l’alto grado di soddisfazione – il russo ha ingranato, e poco dopo si è avvantaggiato di un break. L’ha difeso, giocando un’ottimo tennis sino al 5-4, quando un’indecisione di troppo (nonchè un doppio fallo sulla palla break) gli sono costati il 5-5. Inevitabile quindi il tie-break, anche questo ricco di colpi di scena. In grande stile ‘Kolya’ si è portato sul 4-1, ma si è poi lasciato rimontare. Un grande rovescio incrociato (arma micidiale, oggi) gli ha regalato il 5-4, e da quel momento è successa una cosa irreale. I successivi otto punti sono stati tuttimini-break, con Davydenko capace di annullare due matchpoint e spuntarla 10-8 grazie ad un perfetto rovescio lungolinea. La terza partita si è aperta con un Nadal comunque molto carico e subito avanti 3-1 con palla del doppio-break. Finita? Neanche per sogno: Nikolay, dopo lo scampato pericolo ha piazzato l’ennesimo allungo, e per Nadal non c’è stato più niente da fare. Nel sesto gioco il contro-break, e nel decimo (con il maiorchino al servizio), la vittoria.
Ventesimo titolo in carriera
Quello conquistato questo pomeriggio è il ventesimo titolo ATP per Davydenko, che nelle prossime settimane avrà tutto da guadagnare. Nel 2009, infatti, si infortunò ad un tallone durante il torneo di Chennai e fu costretto a saltare a piè pari sia il torneo di Melbourne che i primi due Master 1000 sul cemento americano, Indian Wells e Miami; e nel totale dei 18 tornei che fanno classifica ha quindi tre caselle vuote. Di conseguenza, qualsiasi risultato otterrà da oggi a fine Marzo gli sarà utile per la classifica, e non andrà a colmare nessuna "scadenza". Il quinto posto del ranking è a oltre 1500 punti, mentre per raggiungere la terza piazza (suo best ranking di sempre) avrà bisogno di altre 3400 lunghezze. Arrivarci sarà dura, ma il russo ha senza dubbio la consapevolezza di meritare quella posizione e, dopo aver battuto Federer e Nadal nello stesso torneo, per due volte consecutive, cosa riuscita al solo David Nalbandian (Djokovic e Del Potro li han battuti entrambi nello stesso evento ma per una volta sola), forse anche qualcosa di più. Tanta amarezza invece per lo sconfitto, che non vince un torneo da Roma 2009, e che mai, in questi mesi di digiuno, era arrivato così vicino al successo. La delusione potrà però essere subito colmata da un buon risultato a Melbourne, decisamente alla portata del Nadal visto quest’oggi , il quale, con una forma fisica finalmente ritrovata e colpi che sembrerebbero tornati ai loro standard, potrebbe anche riuscire nell’impresa (e che impresa!) di confermare il titolo della passata stagione.
Inversione di tendenza
C'è un dato statistico che alimenta le speranze di Davydenko: prima della Master Cup londinese, il dato sugli scontri diretti fra il russo e Roger Federer recitava 12-0 per l’elvetico, con Nikolay in grado di strappare al numero uno del mondo quattro soli set su ventotto giocati, tre dei quali nei primi tre ‘face to face’ (fra il 2002 e il 2004). Gli ultimi due incontri hanno però finalmente dato ragione a Davydenko, che pare averci preso gusto. La seconda vittoria consecutiva sul numero uno del mondo, arrivata senza eccessive difficoltà, ci lascia numerosi spunti. Vedere Federer uscire dal campo, dopo 80 minuti di gioco, senza ‘averci capito niente’, tramortito dall’aggressivo e preciso gioco d’anticipo del russo, è fatto decisamente raro. Dal 2004 ad oggi infatti, il tennista di Basilea ha perso solamente 17 volte senza vincere nemmeno un parziale, e in sole cinque occasioni (tre delle quali sulla terra battuta), ha raccolto meno game degli otto conquistati in semifinale. Ciò che stupisce maggiormente non è però il punteggio, ma il modo nel quale questo è maturato. Una partenza ad handicap di Federer, che finisce 0-3 con due break di svantaggio, e ne recupera uno solo, regala il primo set al rivale, che poi, galvanizzato dalla propria prestazione ne piazza un terzo in apertura di secondo parziale (sull’ 1-1), mantenendolo poi sino al termine della sfida, chiusa con un doppio 6-4. Un Davydenko completo ed abile, spesso inferiore solo sul piano emotivo, una fragilità che in passato gli è spesso valsa lo spiacevole appellativo di ‘tenerone’, ma che, a suon di vittorie, sta tranquillamente smentendo. Battere Federer una volta può essere un caso (Fish e Volandri ne sono testimoni), due forse (Canas e Simon); tre decisamente no. Attendiamo quindi ora il terzo successo di Nikolay sull’elvetico per dare conferma anche ai più scettici (sempre che ce ne siano ancora) del valore dello zar. Che sia forse giunto il momento di inserire il russo fra i giocatori temibili anche nei tornei del Grande Slam? Agli Australian Open l’ardua sentenza.
Brisbane e Chennai senza sorprese, Melbourne in arrivo
Tornei segnati da grande regolarità anche a Brisbane (Australia) e Chennai (India), con gli atti finali ancora da disputarsi. Nel primo si sfideranno per il titolo il numero uno del seeding Andy Roddick e il ceco Radek Stepanek, campione in carica e secondo favorito della manifestazione; mentre la finale del torneo indiano, segnato dall’eliminazione all’esordio dello svedese Robin Soderling (1), sarà fra Marin Cilic (anch’egli campione uscente), e lo svizzero Stanislas Wawrinka, terza testa di serie. Per tutti i big impegnati questa settimana vi saranno ora sette giorni di pausa in vista degli Australian Open, che scatteranno domenica prossima sui campi in Plexhicushion di Melbourne Park. Per quanto riguarda invece i giocatori azzurri, Seppi e Starace giocheranno a Sidney (entrambi con un qualificato all’esordio); mentre Fognini e Lorenzi giocheranno ad Auckland, con il secondo rimasto fuori di una sola posizione dal main draw ed obbligato quindi alle qualificazioni. Per Fabio ci sarà l’austriaco Jurgen Melzer. La settimana in arrivo prevede inoltre il torneo di qualificazione dell’Open d’Australia, al quale prenderanno parte sei giocatori di casa nostra. Il tennista con più chance di qualificarsi dovrebbe essere Flavio Cipolla, qualificatosi già nella passata stagione, quando superò pure il primo turno a spese del russo Tursunov. Senza dubbio avranno discrete possibilità anche Andrea Stoppini (anche lui qualificato nel 2009), Marco Crugnola, Riccardo Ghedin, Andrea Arnaboldi e Simone Vagnozzi, con quest’ultimo reduce dall’ottimo torneo di Noumea, dove dopo due ottimi successi su Bemelmans e Zemlja si è reso protagonista di una lunga lotta con il temibile tedesco Florian Mayer (61 ATP), terminata a favore del teutonico con il punteggio di 6-3 2-6 6-3.

4 commenti:
Complimenti ed in bocca al lupo per il nuovo impegno!
Un abbraccio
Grazie Roberto!!!
ahhahahahah praticamente Tennis Maschile sarà un sito di merda da domani!
Se lo dici tu..
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