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30 novembre 2009

Punto sui Challenger: il dominio degli 'unseeded'

Foto da Toyota Challenger
(di Marco Caldara)

Dopo numerose settimane segnate da grande regolarità, la scorsa ha visto prevalere le 'sorprese', con tre giocatori non compresi fra le teste di serie che hanno fatto centro negli altrettanti tornei previsti dal 'cartello' dell' ATP Challenger Tour. La vittoria più sorprendente è senza dubbio quella del polacco Michal Przysiezny, che da qualificato ha fatto suo il ricco evento di Helsinki, dotato di un' entry list di tutto rispetto. Importante successo anche per il diciannovenne bielorusso Ignatik; ed altro successo per Ramon Delgado, il quale a 33 anni sta continuando a stupire.


Helsinki (Finlandia, 106.500€, Sintetico): L'acuto di Przysiezny
Qualcuno di voi lo ricorderà per aver attirato su di se l'attenzione, soprattutto dei 'media' italiani, nel 2007, quando nel torneo di Sopot sconfisse al primo turno un Filippo Volandri reduce dall'impresa della semifinale al Foro Italico ed allora 28 del mondo, guadagnandosi, da wild card numero 207 della classifica, il secondo turno nel più importante evento nazionale. La carriera del giocatore polacca è stata spesso contraddistinta da qualche acuto positivo, (anche se l'unica vittoria ATP è proprio quella sul livornese) ma anche da numerosi match negativi. Il suo 2009 era iniziato nel migliore dei modi, con la qualificazione per il 250 di Doha nella prima settimana dell'anno; ma era poi proseguito in maniera pessima, sino a vederlo sprofondare fuori dai primi 670 giocatori del mondo. Quando i risultati erano ormai deludentissimi, la svolta. Una semifinale Futures in Spagna ha dato il via alla rinascita, che l'ha visto imporsi in tre Futures consecutivi (in tre settimane) fra Germania e Bielorussia. Recuperate oltre 300 posizioni ha deciso di provare nuovamente a livello Challenger ed è subito riuscito a far bene. Ad Aachen si è qualificato ed ha raggiunto i quarti di finale, mentre a Bratislava si è fermato agli ottavi. E' stata quindi la volta di Helsinki, dove al termine di un torneo eccezionale Michal ha potuto alzare al cielo il trofeo più importante della sua sin qui 'tranquilla' carriera.

Superate le qualificazioni a spese di Bednarek e del buon Valent, il polacco ha esordito subito col botto, superando il numero 5 Harel Levy con un doppio 6-3. Al secondo turno ha facilmente sconfitto l'alternate russo Kirillov, e nei quarti ha fatto lo stesso con Karlol Beck, numero 90 del mondo e secondo favorito del torneo, in grado di raccogliere quattro soli games. Nella prima semifinale dell'anno ha impegnato due tie-break per superare l'olandese Robin Haase (il quale sta pian pian ritrovando il suo tennis); ed in una non facile finale si è imposto in tre set sullo svizzero Bohli, perdendo il primo parziale dell'intera settimana per poi imporsi 4-6 6-4 6-1. Il successo, oltre ai 15.300€ del monteprimi, che fanno sempre comodo, gli regala un balzo in avanti in classifica di ben 112 posizioni, che lo portano nei primi 200 giocatori della classifica mondiale, precisamente sul gradino numero 186 (suo nuovo best ranking). Chapeau!

Torneo da ricordare anche per il giovane finlandese Henri Kontinen, classe 1990, che dopo due eccellenti vittorie su Michael Berrer e Julian Reister è riuscito nell'impresa di superare ai quarti di finale il connazionale Jarkko Nieminen, numero uno del torneo e da molti anni miglior giocatore finlandese della classifica mondiale. La sua corsa si è poi fermata in semifinale, nella quale ha comunque venduto cara la pelle, arrendendosi a Bohli solo dopo tre set combattutissimi e con l'esito del match deciso dal tie-break finale, vinto dall'elvetico per 7-5. Henri Kontinen, ne senitremo parlare spesso, molto spesso! [CONTINUA]

RICORDO, A CHI VOLESSE LEGGERE LE 'PUNTATE' PRECEDENTI DELLA NOSTRA RUBRICA, CHE LE PUÒ TROVARE A QUESTO INDIRIZZO.

Giustizia è fatta

Foto Gabriele Villa e TC Sarnico

Di Marco Caldara - 30 Novembre 2009
Articolo apparso sul sito www.serieatennis.com

Giustizia è fatta. E’ senza dubbio questa l’espressione ideale per descrivere il passaggio del TC Sarnico alla final four di Bra. Non certo per un conto in sospeso contro il forte TC Alba, ma perché a causa di una scelta discutibile (sia pur concessa dal regolamento) del Geovillage Olbia, la formazione capitanata da Luca Stoppini era a serio rischio di non qualificarsi per una meritatissima (un solo pareggio e cinque vittorie consecutive nel girone) final four. Il match con Alba si annunciava duro e ricco di insidie, e così è stato, ma alla fine ha vinto il team più compatto, trascinato dal solito Van Scheppingen, vincitore di tre incontri, e da un solido legame formatosi con il passare delle stagioni.

Van Scheppingen, da dove sbuchi?
La giornata si è aperta con la notizia dell’esclusione di Stefano Ianni dai quattro singolaristi albesi per lasciare spazio a Simone Vagnozzi. Nel primo singolare si sono affrontati Uros Vico e Marco Pedrini: il giocatore di origini croate, spinto dal nutrito pubblico amico accorso a Cividino, si è imposto con il punteggio di 6-4 6-3. Il match è scivolato via abbastanza velocemente, con un Vico in grande spolvero che senza mai perdere il servizio si è rivelato meno falloso ed allo stesso tempo più esplosivo del rivale, dominato in poco più di un’ora. Nel frattempo sul campo adiacente era in corso il miglior singolare di giornata. L’olandese Dennis Van Scheppingen è infatti riuscito a confermare la sua imbattibilità in Serie A1 sulle superfici veloci (con vittime del calibro di Seppi, Kohlschreiber, Starace, Norman e Luzzi) al termine di un match molto equilibrato e ben giocato dal rivale, Marco Crugnola. Il varesino, forte di in servizio molto incisivo e di colpi potenti e profondi, saliva 5-3 nel primo set. A quel punto Van Scheppingen ha alzato il livello ed infilato una serie di quattro games consecutivi. La seconda partita si è articolata sulla falsariga della precedente, con Crugnola che ha però saputo mantenere il break ottenuto a metà frazione sino al 6-4 finale. Grande tennis anche nel set finale: il break decisivo è arrivato all’ottavo game. Al termine del match, Crugnola si è limitato a due sole frasi: ‘Io ho giocato un buon match, ma lui non è normale’: la capacità del lacustre di rispondere un metro dentro il campo (a servizi velocissimi o molto ‘carichi’ e su una superficie rapidissima) l’ha fatto pensare a più persone: ‘Ogni volta che lo vedo giocare mi chiedo dove siamo andati a prendere uno così’, le parole di Luca Stoppini.
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Giraudo dà ancora spettacolo
Sul punteggio di 1-1 è stata quindi la volta di Sirianni-Golubev, il match fra gli ‘stranieri’ più italiani del campionato, entrambi numero uno delle rispettive formazioni. Il portacolori del TC Sarnico è figlio di calabresi emigrati in Australia prima della sua nascita. Il russo, naturalizzato kazako, invece vive e si allena a Bra da circa otto anni. Il match è stato ricco di scambi ad elevate velocità e colpi di classe, ma povero di emozioni. Golubev si è infatti quasi unicamente limitato a “controllare” in entrambe le frazioni, forte di un break arrivato sempre nei primi giochi, ed ha chiuso con un doppio 6-4. A riportare la sfida in parità ci ha poi pensato Alberto Giraudo, vincitore del sesto match su sette disputati. Il torinese si è imposto 7-6 3-6 6-3 su un ottimo Simone Vagnozzi. La potenza e l’estro del giocatore torinese si sono abbattute sulla ‘muraglia Vagnozzi’, in grado di rispondere sempre ad un servizio davvero notevole e di colpire la palla con fluidità e precisione, nonostante la superficie in Play It gli sia totalmente inadatta. Il primo set non ha visto alcun break, e Giraudo si è imposto per 7-2 al tie-break. La seconda frazione ha invece esaltato Vagnozzi, bravo a brekkare e chiudere 6-3 dopo un interminabile nono game. Giraudo è però tornato a dominare nel parziale conclusivo e, dopo aver fallito almeno cinque palle break ed averne annullata una pericolosissima sul 3-3, ha piazzato nell’ottavo game il suo primo break, e chiuso 6-3 nel gioco successivo.

All’ultimo respiro
A quel punto sono quindi andati in scena due doppi di ottima qualità. Alba ha schierato Stefano Ianni in coppia con Andrey Golubev e il collaudato due Vico/Crugnola. Come previsto, Sirianni/Van Scheppingen (imbattuti nel 2009) hanno avuto la meglio sui primi, mentre Pedrini/Giraudo hanno confermato il loro trend negativo perdendo in due set. L’esito delle sfide sarebbe però potuto essere ben diverso. Nel primo doppio la coppia lacustre si è imposta per 6-2 7-6, recuperando un break di svantaggio nella seconda partita (in cui hanno anche cancellato due setpoint). Giraudo e Pedrini hanno invece fornito la migliore prova della stagione. Nel primo set, infatti, i due si sono portati 40-0 sul servizio di Vico nel nono game e nel tie break erano saliti 5-2: in entrambe le occasioni non sono riusciti a sfruttare il vantaggio. Medesima storia anche nel secondo set: recuperato un break di svantaggio (regalato da Pedrini in apertura con smash in rete e tre doppi falli consecutivi) han guadagnato il tie-break, salvo poi arrendersi 11-9 ai rivali, bravi nell’annullare un set-point, mentre sul secondo un doppio fallo di Pedrini ha reso le cose più facili. Sul 3-3, dunque, si è giocato il temuto doppio di spareggio.
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Sarnico ha ripiegato sul concetto di ‘squadra che vince non si cambia’, schierando Van Scheppingen e Sirianni. Alba ha invece optato a sorpresa per la coppia Vico-Ianni, mai schierata nel corso dell’anno, e decisa probabilmente dal primo che, al suo ultimo match con Alba (la prossima stagione difenderà i colori di Venezia in A2) ha scelto di giocare il match decisivo in coppia con l’amico Stefano
. I due hanno però retto il confronto solo fino al 3-3 del primo set, quando il team padrone di casa ha cambiato marcia infilando una serie di nove games consecutivi che ha chiuso l’incontro con un sonoro 6-3 6-0, regalando a Sarnico la seconda qualificazione consecutiva per la Final Four e la possibilità di giocare la semifinale con il Bassano, sulla carta meno temibile del Capri Sport Academy, con il quale avrebbero battagliato in caso di qualificazione diretta (mancata di un nonnulla). Per la squadra del presidente Dino Valerio, diretta da Fausto Marini essere a Bra è già un traguardo eccezionale. Ma in certi casi è bene non porre limiti alla provvidenza...

28 novembre 2009

NON È FINITA FINO A QUANDO NON È FINITA

foto AP
(di Backdoor)

Quando si dice che non è finita fino a quando non è finita. Avevo iniziato a scrivere così:

“Come pre-visto. Ovvero visto in precedenza, nei tre precedenti incontri di questo Master, cioè. Roger parte male e perde il primo set. Era già successo con Verdasco, Murray e JMDP. Con Davydenko il set perduto, per Re Roger è stato all’insegna del numero quaranta: 40 % di prime di servizio in campo, 40% di punti vinti con la battuta, 40% di punti conquistati in risposta e, ovviamente, 40% dei punti complessivi.

Naturale, quindi, che Davydenko si sia aggiudicato il primo parziale col punteggio di 6-2, frutto di tre break a Rogerio.

Dal secondo set è cambiata la musica alla battuta per Federer e, anche se ha fatto una qualche fatica a conquistare il break, lo svizzero si porta a casa il parziale per 6-4. Davydenko, dal canto suo, ha tenuto bene la battuta per tre turni consecutivi ma poi, all’ottavo game il russo ha dovuto ricorrere alle magie per aggiudicarsi il game e quindi, al decimo si è arreso.

Il terzo set è come il secondo e la chiave che apre la porta alla vittoria è il servizio di Roger:
- Set1: % di prime 40; % di punti sulla prima 63; % di punti sulla seconda 25
- Set2: % di prime 73; % di punti sulla prima 84; % di punti sulla seconda 71
- Set3: % di prime _; % di punti sulla prima _; % di punti sulla seconda _”


A questo punto del match sto solo attendendo il break decisivo per completare la tabellina delle statistiche. Il punteggio dice 5-4 Rogerio servizio Davydenko e sta per iniziare l’impre-visto: Nikolay si infila nella buca dello 0-30 per ‘colpa’ di un nastro svizzero e di una magia di Federer con uno smash a rimbalzo da fondo campo in difesa sull’attacco a rete del russo. Penso: “game set and match” ma Davydenko si ribella al destino, gioca il game senza la prima palla, fa quattro punti di fila e si salva. Poi, sul 5-5 si trova sotto 40-15 e, allora, decide di giocare un brutto scherzo al sonnacchioso Roger (inquadrata Mirka che sbadiglia: forse le gemelline hanno fatto fare la nottata ai coniugi Federer): BREAK!!!!

L’ultimo game da brividi perché Davydenko sale rapido 30-0 ma non riesce a piazzare i due punti finali; Roger si guadagna col suo talento la palla del tie break. Però, oggi è il giorno del “Nessuno può battere Davydenko per la tredicesima volta di fila” e così, con un dritto incrociato da Playstation e due primi servizi robusti il russo si qualifica per la finale. Meritatamente.

Federer sotto tono, nonostante la ripresa dopo il primo set ‘chock’, ma bravo Davydenko, bravo davvero.

N. Davydenko def. R. Federer 62 46 75.

27 novembre 2009

UNO SGUARDO AL 2009: POTITO STARACE

Foto da Flickr.com

Continua con Potito Starace la serie di articoli del nostro Roberto Bontempi che, con cadenza settimanale, analizza per TENNIS MASCHILE.com le stagioni dei primi 10 giocatori azzurri nella classifica mondiale.

(di Roberto Bontempi)

Trovare Starace tra i primi cento tennisti del mondo (precisamente numero 63) per il quarto anno consecutivo fa piacere, oltre che per la cosa in sé, per il modo in cui Potito, a ventotto anni e con un best-ranking numero 27 alle spalle, dimostra di non aver perso la voglia di lavorare e migliorare il suo tennis. Chi ha avuto modo di vederlo giocare, infatti, converrà con me che il tennista campano ha migliorato il rovescio e la tenuta atletica e che, proprio in quest’ultima stagione, sia stato in grado di esprimere, a tratti, il miglior tennis della carriera. Un bell’esempio per i nostri ragazzi più giovani.

Ma vediamo un po’ di numeri. Potito ha preso parte a 33 eventi ufficiali tra cui i 4 Slam, 4 Master 1000, 16 ATP, le due sfide azzurre di Davis e 7 challenger disputando, in totale, 75 incontri, vincendone 44 e perdendone 31 (questo il dettaglio: ATP, Davis, Slam 16-24; quali 8-1; challenger 20-6). Come si può notare è nei tornei Challenger sulla terra che Starace ha colto i migliori risultati dell’anno, in particolare la vittoria a Torino, le finali a Lugano e San Marino e la semi a Prostejov. Va premesso, infatti, che il giocatore di Cervinara predilige di gran lunga il mattone rosso a qualsiasi altra superficie ed imposta gran parte della sua programmazione sulla terra (quasi il 75% degli appuntamenti cui ha preso parte) sacrificando gran parte della preparazione di tornei importanti, ad esempio, Wimbledon e US Open, a vantaggio di appuntamenti minori sul rosso. Bisogna aggiungere che, anche se questo sembrerà a molti poco ambizioso, i risultati sembrano essere dalla sua parte.

A livello ATP il miglior piazzamento sono stati i quarti di finale raggiunti a Monaco, dove si è ritirato contro il tedesco Brands, ma, anche se in termini di punti sono stati poco generosi, vanno segnalati anche i secondi turni di Bastad e Amburgo, ottenuti dopo aver superato tre match di quali, e il terzo turno di Barcellona, dove Potito ha ottenuto il più prestigioso scalpo della stagione superando lo svedese Robin Soderling, che un paio di settimane dopo sarebbe stato finalista a Parigi dopo l’impronosticabile successo su Nadal.

Proprio al Roland Garros e, incredibile a dirsi, a Wimbledon, Starace ha probabilmente espresso la più alta qualità di gioco di tutto il suo 2009. A Parigi, dove nel 2004 si era fatto conoscere al grande pubblico guadagnandosi gli ottavi di finale e giocando un match epico contro Safin, l’azzurro, dopo aver approfittato del ritiro di Zverev, ha incrociato la racchetta al secondo turno con Andy Murray allora fresco numero 3. Potito, sulla situazione di un set pari, si è trovato in vantaggio per 5-1 nel terzo parziale giocando in maniera fantastica, prima di subire la rimonta dello scozzese e cedere, senza mai mollare, in quattro partite. Sull’erba dei Championships non c’erano precedenti positivi cui appellarsi, per questo, forse, il superbo match disputato da Starace al secondo turno contro il favoritissimo Stepanek ha un sapore ancora più dolce. Questa volta Potito, attaccando e rispondendo colpo su colpo alle invenzioni dell’avversario, si spingerà addirittura fino al quinto set prima di cedere 6-3 ad un rivale certo più adattabile di lui ai prati.

Per finire, non possiamo non citare i due appuntamenti di Davis, in particolare quello di settembre a Genova dove, (ahilui e ahinoi!) il campano ha fatto il possibile per ostacolare, invano, la classe del numero uno di tutti i tempi, re Roger Federer, autore di una prestazione sublime che, ne siamo certi, neanche il buon Poto dimenticherà.

Non so quali ambizioni abbia ancora Starace, certo è che sul suo talento e sui suoi risultati sulla terra, gli appassionati italiani potranno ancora contare per diverse stagioni. Ne abbiamo ancora bisogno.

CHI VOLESSE LEGGERE I DUE PRECEDENTI PROFILI TRACCIATI DA ROBERTO LI PUÒ TROVARE A QUESTO INDIRIZZO.

DELPO RENDE OMAGGIO AL RE

foto Getty Images
(di Backdoor)

Non posso non iniziare dagli errori di JMDP nel tiebreak del secondo set quando, avanti 5 punti a 4 e servizio, l’argentino ha messo in rete la palla che lo avrebbe portato al doppio match point; e che avrebbe in pratica significato l’eliminazione dalla competizione di Federer.

Delpo ha omaggiato Rogerio. Ma non è stato un errore voluto. Lo affermo richiamando le considerazioni fatte da JMDP e dal suo coach nelle ultime settimane. Mi spiego. L’argentino nel raccontare le sue vicende post vittoria agli US Open ha detto che la vittoria nello Slam, e la conseguente salita nell’Olimpo dei grandi del tennis, è arrivata troppo presto: “non sono pronto per questa cosa, è arrivata troppo presto”, è stato in pratica il suo pensiero. Inoltre il coach, parlando del suo lavoro col campione di Tandil, ha detto che la parte più difficile è stata, ed è tutt’ora, quella di convincere JMDP a credersi, vedersi, considerarsi forte, ma forte, “come ‘quelli là’ (Federer, Nadal & co.)”.



Ecco, in my opinion, la radice degli errori banali nel tiebreak di ieri sera è questa. Delpo, per un attimo, si è emozionato, si è distratto, ha dubitato del suo valore. Ed ha messo in rete. D’altronde, immagino, competere e giocare a quei livelli e a quella velocità richiede una concentrazione e una determinazione sempre a mille; e se appena appena il focus non è al 100% ma, diciamo, al 95%, ecco che la pallina non passa la rete per pochi centimetri. Forse non è la stessa cosa che è successa anche a Murray, ieri, il quale si è distratto un po’ troppo e adesso è lì che rimpiange la decina di palle break non sfruttate nel secondo set (almeno la metà giocate sul secondo servizio di Verdasco, tra l’altro)?

Dunque, Delpo si è distratto e ha perso un tiebreak già vinto. Ma siccome l’argentino è un campione dotato di killer instinct, nel terzo set ha rimesso a fuoco la concentrazione e per Roger non c’è stato scampo.

La vittoria è meritata e il modo in cui è arrivata toglie ogni dubbio sulle condizioni dei muscoli addominali di Gianmartino: mi sarei aspettato un calo di velocità della prima palla e invece nulla. Il martello da Tandil ha continuato a battere con regolarità ed efficacia. Al contrario di quello di Rogerio, che a differenza dei due precedenti incontri, in cui dal secondo set ha permesso allo svizzero di fare la differenza, ieri sera non è stato granché. Non so se, con un servizio migliore, ieri Rogerio sarebbe riuscito a battere Delpo, ma credo che per avere maggiori chance di vittoria contro l’argentino, Federer deve servire meglio.

Aspetto la prova dei fatti alla prossima occasione, magari nella finale.

26 novembre 2009

LONDRA, 5, 6, 7 E 8: LA SINTESI

Federer e Adam Helfant, il presidente dell'ATP - Getty Images

(di Marco Caldara)
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Dalla Masters Cup di Londra iniziano ad arrivare i primi verdetti. Terminate le prime quattro giornate di gara, gli spagnoli Rafael Nadal e Fernando Verdasco sembrerebbero ormai prossimi ad abbandonare la competizione; mentre Roger Federer e Robin Soderling hanno ormai ipotecato le semifinali. Lo svedese, ripescato al posto di Andy Roddick, è addirittura colui che ha il ruolino di marcia migliore fra i magnifici otto, con due successi su Nadal e Djokovic arrivati entrambi 'straights sets'. Federer invece, oltre alla semifinale, si è guadagnato la certezza di terminare la stagione sul primo gradino della classifica mondiale, centrando per la quinta volta in carriera il titolo di ATP World Tour Champion (in foto). Meglio di lui nessuno; ed in grado, come lo svizzero, di riprendersi lo 'scettro' dopo averlo perso, il solo Ivan Lendl.

Ecco l'attuale situazione dell'evento londinese:

GRUPPO A
1)Roger Federer G:2 V:2 P:0 SV:4 SP:2
2)Andy Murray G:2 V:1 P:1 SV:3 SP:3
2)Juan Martin Del Potro G:2 V:1 SV:3 SP:3
4)Fernando Verdasco G:2 V:0 P:2 SV:2 SP:4

OGGI:
Roger Federer vs Juan Martin Del Potro
Andy Murray vs Fernando Verdasco

GRUPPO B
Robin Soderling G:2 V:2 P:0 SV:4 SP:0
Novak Djokovic G:2 V:1 P:1 SV:2 SP:3
Nikolay Davydenko G:2 V:1 P:1 SV:3 SP:2
Rafael Nadal G:2 V:0 P:2 SV:0 SP:4

DOMANI:
Rafael Nadal vs Novak Djokovic
Robin Soderling vs Nikolay Davydenko

Juan Martin Del Potro def. Fernando Verdasco 64 36 76
Match molto equilibrato e combattuto. Del Potro ha vinto con due break (ad uno) la prima partita; e Verdasco si è rimesso in corsa convertendo l'unica occasione a sua disposizione nel secondo set. Nella partita finale l'argentino si è portato 5 a 2, e 30-0 sul servizio rivale, salvo subire la rimonta dello spagnolo che ha impattato sul 5-5 ed allungato il match al tie-break. A quel punto si è però 'bloccato', e il sudamericano l'ha punito, infliggendogli un secco 7-1 e avvicinandolo sempre più all'eliminazione. Verdasco non ha giocato male, ma ha dimostrato una certa difficoltà nel comandare il gioco; e con Murray sarà indispensabile farlo. Altrimenti, addio sogni di gloria. .


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Roger Federer def. Andy Murray 36 63 61
Federer parte subito strappando il servizio al rivale, ma poi lo perde in due occasioni consecutive, permettendo a Murray si portarsi 4-1 e chiudere 6-3. Roger però non molla, inizia a servire meglio, colpire meglio e riesce nella rimonta, vendicando le numerose sconfitte subite dallo scozzese davanti all'intera Gran Bretagna. Il terzo set è poi un monologo del campione svizzero, che con tre break archivia la pratica, ipoteca la semifinale, e si assicura il primo posto nel ranking ATP di fine anno. (PAROLA A BACKDOOR: ROGER VERY, VERY, VERY FEDERER). .


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Robin Soderling def. Novak Djokovic 76 61
Soderling non smette di stupire. Sembrava destinato ad una Masters Cup da inseguitore ed invece, a conferma che a questi livelli non vi è nulla di scontato, è colui che sin qui si è comportato meglio. Nonostante i precedenti con Djokovic non fossero certo a suo favore (5 sconfitte in altrettanti match, con 2 set vinti su 12). I due si equivalgono, con il serbo che spreca e lo svedese che non si da certo per vinto. Sul 5-4 per Robin, Novak salva tre set point, e si guadagna il tie-break; nel quale dopo aver sprecato un mini-break di vantaggio cede 7-5. Secondo set senza storia, con Soderling che prende il largo e uno svogliato Djokovic rimane impassibile: 6-1. (PAROLA A BACKDOOR: HEP, HEP ROBIN SODERLING) .


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Nikolay Davydenko def. Rafael Nadal 61 76.
Davydenko stellare sino al 6-1 4-3 e servizio. Per lui tutto liscio, con un Nadal spento e molto falloso, e i suoi colpi davvero molto incisivi. Nell'ottavo game Rafa però ha iniziato a crederci e recuperato il break di svantaggio. Li sono iniziati i problemi. Pur arrancando il russo è riuscito a prendersi nuovamente il break sul 5-5, ma poi l'ha ceduto nuovamente. Nel tie-break una partenza suicida (doppio fallo e diritto 'a caso' un metro largo) avrebbe potuto risultargli fatale; ed invece no. Il Nadal attuale perdona troppo, e viene eliminato. .
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Oggi a Londra:
In campo come secondo match dalle 13.30 (dopo il doppio Nestor/Zimonjic vs Bhupathi/Knowles) Novak Djokovic e Fernando Verdasco. In serata, dopo il doppio delle 20 fra Cermak/Mertinak e Fyrstenberg/Matkowski, sarà il turno di Federer e Del Potro. Diretta su Sky Sport, o possibile diretta in live streaming al sito atdhe.net.

25 novembre 2009

HEP, HEP ROBIN SODERLING

foto Getty Images
(di Backdoor)

Ho letto il pezzo di Jacopo Lo Monaco a proposito del match perso da Djokovic in due set meritatamente. Se non lo avete ancora fatto, fate un salto sul suo blog perché Opocaj descrive sempre con grande acume le vicende tennistiche.

E quindi che può dire Backdoor? Nulla se non cambiare la prospettiva: Jacopo ha messo a fuoco la prestazione di Nole e quindi io inquadro la prestazione dello svedese fortunato compagno della bellissima Jenny Mostrom.

Robin Soderling ha fatto un figurone, oggi. E considerando anche quello di martedì con Nadal, Robin si sta meritando la nomination per il titolo di protagonista del Master londinese. Sono i numeri a dirlo.

Oggi mi ha colpito il dato dei 10 aces contro 0 doppi falli. Negli ultimi tre anni ho spesso visto giocare Soderling e faccio fatica a ricordare un suo match senza doppi errori alla battuta (ad esempio, ricordo quello che ha commesso sul 4-5 del tie break decisivo nella finale di Rotterdam 2008 contro il francese Llodra).

Ora, gli esperti ci dicono che anche e soprattutto sulla seconda di servizio il fattore mentale-emotivo conta tanto. E conta anche di più in quei giocatori che non sono riconosciuti come dei veri e propri pezzi di ghiaccio. Ricordando la sciolta di Soderling di quest’anno contro Baghdatis in Australia oppure contro Benneteau al RG 08, beh, il dato odierno assume un qualche significato, no?

Soderling al servizio è stato un martello: Djokovic ha chiamato un falco su un ace di seconda dello svedese, sperando in un errore dei giudici, ma quando ha visto sullo schermo il segno all’incrocio delle righe, non ha potuto trattenere un gesto di sconforto (considerate che la palla viaggiava vicino ai 190 kmh!).

Quindi, lo svedese è in grande forma e l’aver sconfitto in sequenza i numeri 2 e 3 del ranking gli deve aver fatto salire la fiducia ai massimi. Se poi sta guardando anche le statistiche del match di oggi allora si convicerà di essere lui la mina vagante di questa edizione del Master.

Hep Hep Robin!!!!

ROGER VERY, VERY, VERY FEDERER

foto Getty Images
(di Backdoor)

Roger Federer vince in tre set, e meritatamente.
Andy Murray perde in tre set senza giocare male. Ma, ed è la cosa importante, senza giocare il terzo set. 6-1 è un risultato netto che non lascia spazio ad alcun tipo di discorso diverso da: Rogerio ha dominato il collerico scozzese. Un Muzza falloso e ‘smonato’.

Alcuni numeri del match:
- AM 9 ace ma 8 df;
- 38% di punti conquistati con la seconda di servizio per entrambi;
- 65% di prime di servizio in campo per RF;
- per AM il numero dice 44%.

Se non fosse che Federer ha ripetuto la prestazione contro Fernando Verdasco, ovvero primo set ‘sotto il par’ perso e poi due set di poesia in movimento, penserei che Murray è proprio il giocatore che stimola il n.1 mondiale a dare il meglio. Bertolucci ha avuto ragione ieri sera quando ha detto che Federer ha voluto dare a Murray una lezione.

Sì, perché Roger non ama Andy; anzi dico che non lo sopporta proprio. E quindi Federer prova una gioia particolare ogni volta che lo batte stracciandolo.

Il punto è, però, che per battere Murray è necessario un Roger very, very, very Federer.

24 novembre 2009

LONDRA: LA SINTESI DEI PRIMI INCONTRI

Foto Getty Images
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Sono terminati con la vittoria di Novak Djokovic su Nikolay Davydenko i primi match dei due 'gruppi' delle finali di Londra. La fantastica O2 Arena, nella quale la scelta di illuminare il solo rettangolo di gioco porta un effetto ottico non indifferente, ha visto combattere per tre set avvincenti tutti i giocatori, salvo Nadal e Soderling, con il secondo che ha sconfitto con un duplice 6-4 i problemi psicologici dell'ex numero uno del mondo. E' infatti questa l'unica sorpresa, se la si puòdefinire tale, dei primi quattro match; con Djokovic, Federer e Murray che, se pur al terzo set, sono riusiti a superare i rispettivi avversari.
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Andy Murray b. Juan Martin Del Potro 63 36 62
Al termine di un match molto combattuto, durato oltre due ore, è lo scozzese a spuntarla sul più giovane argentino. Andy è partito bene, salvo poi calare nel secondo set. Nella partita finale è però riuscito a tornare all'attacco, ed alla fine l'ha spuntata.
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Roger Federer b. Fernando Verdasco 46 75 61
Un break (a zero!) nel game d'apertura rischiava di costare molto caro al numero uno del mondo Roger Federer che, nonostante la superficie londinese non sia delle più rapide, non ha visto l'ombra di una palla break sino al dodicesimo gioco del secondo set, con Verdasco che giocando un ottimo tennis è riuscito a mascherare il divario presente fra i due. Sul 6-5 per l'elvetico 'Nando' ha avuto un brevissimo passaggio a vuoto, che ha permesso a Roger la prima palla break dell'incontro. L'elvetico l'ha concretizzata e, chiuso il set, ha di fatto siglato anche la vittoria, con la frazione finale scivolata via in pochissimi minuti.
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Robin Soderling b. Rafael Nadal 64 64
Il 'solito' Nadal viene schiacciato per la seconda volta consecutiva dalla foga di Robin Soderling, entrato alla Masters Cup per sostituire Andy Roddick, comparso ieri fra le tribune della manifestazione. Lo svedese ha comandato senza troppi indugi per tutto il corso dell'incontro, e con due break sul 5-4 in proprio favore (il che dimostra il momento negativo di Nadal a livello soprattutto mentale) ha chiuso la sfida. La sua Mastercup non poteva che iniziare meglio; mentre quella di Nadal, con avversari come Djokovic e Davydenko da affrontare, sembrerebbe già prossima al termine. (PAROLA A BACKDOOR: AHIA, LA SITUAZIONE DI NADAL È DISPERATA. MA NON SERIA)
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Novak Djokovic b. Nikolay Davydenko 36 64 75
Ottima prova del serbo, che nonostante un'ottimo Davydenko è riuscito ad imporsi sulla distanza. Il russo è partito benissimo e con due break ha subito fatto sua la prima frazione. Novak ha pareggiato i conti con un 6-4 nella seconda, e nel set finale ha piazzato il break decisivo nel penultimo gioco. (PAROLA A BACKDOOR: OCIO, IL SERBO C'E' ANCORA)
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Oggi a Londra..
In campo come secondo match dalle 13.30 (dopo il doppio Bhutathi/Knowles - Fyrstenberg/Matkowsky) Del Potro e Verdasco. Il big match tra Federer e Murray è invece previsto come secondo match dalle 20.00 (dopo Nestor/Zimonjic - Cermak/Mertinak). Diretta su Sky Sport, o possibile diretta in live streaming al sito http://atdhe.net.

OCIO, IL SERBO C’È ANCORA.

foto Getty Images
(di Backdoor)

Novak Djokovic dopo le ultime settimane sugli scudi (quello italiano però non centra niente, ehehehe), ha dichiarato di avere poca benzina nei serbatoi. In effetti, considerando che la stagione 2009 è giunta allo showdown finale e che il serbo dal 5 ottobre ha giocato 19 partite, è difficile non credere alle sue parole.

Nole si è aggiudicato il torneo 500 di Pechino, ha perso in semifinale a Shangai da Davydenko (l’unica sconfitta di periodo), ha vinto il 500 di Basilea e ha concluso con il successo nel Master 1000 di Parigi-Bercy: 18 successi e una sconfitta. Notevole.

E’ naturale quindi che Novak abbia dichiarato quello che ha detto e, se non fosse arrivato a Londra da defending champion, sarebbe stata probabile una sua sciolta. E nessuno lo avrebbe potuto criticare.

Allora, quanta benzina è rimasta nei serbatoi di Belgrado? Bella domanda. Io dico che dipende; dipende, perché Novak non avrà fatto certamente i miglioramenti atletici che tutti riconosciamo a Murray, ma la sua ‘gracilità’ atletica è diminuita sensibilmente. Ieri sera il suo avversario ha giocato tutt’altro che male, anzi direi che Donkeydenko ha fornito una delle migliori prestazioni del periodo, al livello di gioco che gli ha consentito di vincere il Master 1000 cinese, per intenderci. Eppure è uscito sconfitto dal campo.

Il merito è di Djokovic e della sua voglia di vincere, della sua motivazione alla vittoria.

Novak is on fire.

23 novembre 2009

Punto sui Challenger: la settimana di Pistolesi

Foto da Bratislava Challenger
(di Marco Caldara)

Quella appena terminata sarà una settimana da ricordare per Claudio Pistolesi, che ha visto i suoi Michael Berrer e Takao Suzuki imporsi in due tornei Challenger. Per Claudio quello di Berrer si tratta inoltre del terzo successo a Bratislava; città che ha visto trionfare anche i suoi due precedenti allievi: Sanguinetti (2000) e Bolelli (2007). Negli altri tre Challenger settimanali, a segno gli americani Michael Russel, Eduardo Schwank e Nicolas Massu.

Bratislava (Slovacchia, 125.000$, sintetico I): Il turno di Berrer
Come citato nell'introduzione, il tedesco Michael Berrer è il terzo allievo di Claudio Pistolesi a trionfare in quel di Bratislava. Che il buon Claudio abbia uno sconosciuto feeling con la città slovacca? Probabilmente si! Fatto sta che il prestante mancino tedesco, ha vinto Domenica il secondo Challenger del 2009, dopo una serie di ottimi risultati che l'han visto raggiungere il secondo turno agli Us Open e qualificarsi agli ATP di Metz, Stoccolma e Vienna. Arrivato in Slovacchia senza i favori del pronostico, Michael ha avuto un esordio piuttosto combattuto con il qualificato ceco Jan Minar, che l'ha visto imporsi per 3-6 6-4 6-3. Match duro anche al secondo round, con la wild card polacca Jerzy Janowicz che ha dato del filo da torcere a Michael, arrendendosi solo per 6-2 al terzo set. Nei quarti il tedesco ha regolato Stefan Koubek per 6-4 7-6; e poi ha messo fine ai tornei dei primo due slovacchi nel ranking, Lacko e Hrbaty, sconfitti entrambi per 7-6 al terzo rispettivamente in semifinale e finale. Continua quindi nel migliore dei modi l'ennesima sfida del nostro Claudio, che dopo la rottura con la Federtennis ha deciso di dedicarsi ad un giocatore straniero, riuscendo con questa vittoria a riportarlo nei primi 100 giocatori del mondo; e puntando quindi per la prossima stagione al miglioramento del best ranking (51 ATP).

Eliminati al primo turno il numero uno del torneo Denis Istomin, sconfitto dal qualificato australiano Junaid (poi battuto 7-6 al terzo da Hrbaty nei quarti di finale), e il finlandese Jarkko Nieminen (5), fermato dal kazako Andrey Golubev, poi ritiratosi nei quarti a causa di un attacco febbrile. Fuori al secondo turno Bjorn Phau (4), superato da Alex Bogdanovic, poi arresosi a Harel Levy. Buon secondo turno per i lucky loser Michal Przysiezny e Marek Smejan.

CAPITOLO ITALIANI: Torneo amaro per il canturino Andrea Arnaboldi che, perdendo 6-3 6-0 all'esordio con il tedesco Tobias Kamke, si è rivelato il giocatore ad aver raccolto il minor numero di game di tutti (escluso solo il ceco Vik, ritiratosi 6-2 sotto con il locale Martin). (CONTINUA)
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RICORDO, A CHI VOLESSE LEGGERE LE PUNTATE PRECEDENTI DELLA NOSTRA RUBRICA, CHE LE PUÒ TROVARE A QUESTO INDIRIZZO.

AHIA, LA SITUAZIONE DI NADAL È DISPERATA. MA NON SERIA

foto Getty Images
(di Backdoor)
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Robin Soderling si aggiudica anche la ‘rivincita’ contro Rafael Nadal alle ATP World Tour Finals di Londra, col punteggio di un doppio 6-4. Dopo la sconfitta ‘chock’ inflitta al Re del Roland Garros, Soderling si aggiudica nettamente anche l’incontro di round robin.

Rafael Nadal non esce dal campo con buone sensazioni oggi, ma d’altronde è difficile farlo dopo una sconfitta. Però, è una sconfitta ‘rivelatrice’ dello stato di crisi del maiorchino. Sì, perché Nadal è in crisi. Ancora.

Dopo Parigi il mondo del tennis si è interrogato sulle condizioni di Rafa e, complice il forfait a Wimbledon, si era giunti alla conclusione che il problema di Nadal fossero le ginocchia. Ora, non dico certamente che non fosse vero, ci mancherebbe, però adesso la crisi ha cambiato volto. Non è più una questione atletica.

La crisi di Nadal è di altro tipo. Chi ha visto il match oggi pomeriggio avrà notato il body language del maiorchino: agitato (addirittura con le mani nei capelli per una riposta mancata su una cannonata al servizio di Soderling) e molto impegnato in quasi continuo dialogo interiore. E quando il tennista si parla addosso sempre a commento di un punto perso, lo certificano gli esperti dello sport con la racchetta, è allarme rosso. E Rafa si trova in questa buca.

Quanto è profonda la buca della crisi ‘psicologica’? Eheheheheh, adesso consulto la mia personale sfera di cristallo e ve lo dico.

Nel frattempo, il cielo sulla testa di Nadal si è annuvolato parecchio. E promette pouring rain.

Vamos, Rafa!!!

22 novembre 2009

UNO SGUARDO AL 2009: FABIO FOGNINI

Foto da Flickr.com

Continua con Fabio Fognini la serie di articoli del nostro Roberto Bontempi che, con cadenza settimanale, analizza per TENNIS MASCHILE.com le stagioni dei primi 10 giocatori azzurri nella classifica mondiale.

(di Roberto Bontempi)

Parlare di Fabio Fognini non è semplice. Il ventiduenne tennista di Arma di Taggia, infatti, fin da bambino, ha acceso le discussioni degli appassionati italiani, indecisi se considerarlo uno dei tanti azzurri capricciosi e viziati oppure il grande talento che l’Italtennis aspetta da anni. In medio stat virtus, dicevano i latini, e anche in questo caso probabilmente il proverbio trova conferma. Al momento l’unica realtà è che Fognini, che negli ultimi dodici mesi ha guadagnato 32 posizioni nel ranking, è il più giovane italiano nei top-60, numero 54 per la precisione, dai tempi di Andrea Gaudenzi ed è numero due d’Italia.

In questa stagione il taggiasco ha preso parte a 31 eventi ufficiali tra cui i quattro Slam, 6 Master 1000, i due incontri di Davis disputati dall’Italia e due challenger. Proprio a livello challenger, come è successo anche ad Andreas Seppi, è arrivato il primo ed unico successo dell’azzurro: al 30.000$ di San Benedetto del Tronto. Il bilancio complessivo è di 65 match giocati con 37 vittorie (13 delle quali conquistate nei tabelloni di qualificazione) e 28 sconfitte.

Il 2009 del ligure non era iniziato nel migliore dei modi: a causa dei postumi dell’intervento al menisco del 30 ottobre 2008, infatti, Fognini non ha potuto preparare al meglio la trasferta australiana ed anche gli scarsi risultati ottenuti nei quattro tornei sudamericani sull’amata terra rossa, sono stati condizionati dal precario stato di forma del nostro, per la verità nemmeno troppo aiutato dai sorteggi. Questi risultati negativi avevano fatto scivolare Fabio fuori dai top-100.

Fino alla primavera l’unico acuto di Fognini è stata la buona affermazione in Coppa Davis a Cagliari: pur battendo due tennisti non straordinari come Lacko e Hrbaty, è stato lui il grande protagonista della sfida contro la Slovacchia ed ha certamente guadagnato un bagaglio di fiducia che, archiviata rapidamente la parentesi dei Master 1000 nordamericani, gli ha dato lo slancio per una buona primavera sulla terra rossa, il migliore momento della sua stagione. In questo periodo, infatti, Fabio ha colto la semifinale nel ricco challenger di Napoli e ha passato le qualificazioni al Roland Garros, ai due Master 1000 di Montecarlo e Madrid e a Barcellona. Il torneo più importante di questo 2009 è stato certamente Montecarlo dove Fabio, superate le quali, è stato capace di battere due ottimi tennisti come Berdych e Cilic (quest’ultimo addirittura umiliandolo), prima di perdere un match incredibile contro Andy Murray. Gli appassionati non dimenticheranno la qualità e la varietà di gioco offerta da Fognini in quel primo set nel quale è arrivato a condurre per 5-0 impartendo una lezione di tennis al campione britannico, prima di perdere 7-6 un tie-break combattutissimo e pieno di pathos. Questo match è un po’ la sintesi di quello che è oggi Fabio, il rissunto della sua annata e della sua vita tennistica.

Se escludiamo una parentesi erbivora tutt’altro che entusiasmante (un solo match vinto per ritiro dell’avversario) e la ancor più deludente trasferta americana, il buon momento di Fabio sul rosso è proseguito in estate grazie al già ricordato successo a San Benedetto, la semifinale a Stoccarda (miglior piazzamento ATP) e i quarti a Bucarest. In questi due appuntamenti Fabio ha colto rispettivamente il più illustre scalpo della sua carriera superando, nei quarti del torneo tedesco, l’allora numero 11 Davydenko, ancora un po’ convalescente per un infortunio per la verità, e giocando una delle più incolori partite contro Montanes in Romania.

Chiusa la stagione sul rosso Fabio è stato l’unico tennista azzurra a provare la trasferta asiatica. Di questo va dato ampio merito al nostro che ha mostrato la mentalità giusta ed ha anche giocato piuttosto bene qualificandosi sia all’ATP 500 di Pechino che al nuovo Master 1000 di Shanghai dove è stato fermato al secondo turno da Djokovic. Proprio grazie a questi risultati autunnali, Fognini è infatti riuscito a raggiungere il suo best ranking.

Ora Fabio, terminata la convalescenza per un intervento alle tonsille, è pronto a prepararsi (senza più Riccardo Piatti) per un 2010 durante il quale i suoi tanti estimatori si aspettano il vero salto di qualità. Una programmazione da grande giocatore, concentrata sui grandi tornei ed un intenso lavoro umano sulla psicologia del ragazzo, possono essere le chiavi di volta per quel balzo che tutti ci auguriamo. Tutti tra cui anche il sottoscritto che crede in Fabio potenziale top-30 da quel giorno in cui, al primo turno del challenger del Garden del 2005, vide dal vivo un Fognini 17enne recuperare e vincere un match incredibile contro il solido Luckas Dlohuy recuperando da 6-0 5-1 40/15…

21 novembre 2009

RISULTATI DEFINITIVI SERIE A1, 7°A GIORNATA

Joseph Sirianni, numero uno del Tennis Club Sarnico

A cura di Marco Caldara


La sconfitta di Volandri/Petrazzuolo, regala il primo posto del Girone 1 all' ST Bassano. I veneti, insieme al CC Aniene sono qualificati per le finali di Brà. Sarnico/Alba e Capri/Casale i playoff per i rimanenti due posti. Anzio e Olbia si guadagnano la salvezza diretta; mentre per i playout, Udinese ospiterà Castellazzo, e l' SSD Empire l'Ata Battisti Trentino. Retrocessione per TC Schio e Pistoia.

GIRONE 1

TC PISTOIA 1-5 CAPRI SPORTS ACADEMY:
Daniele Giorgini (C) b. Patrick Prader (P) 64 60
Giancarlo Petrazzuolo (C) b. Giovanni Bianchi (P) 75 62
Filippo Volandri (C) b. Riccardo Ciruolo (P) 62 60
Andreas Seppi (C) vs Johannes Ager (P) 46 63 75
Ciruolo/Ventavoli (P) b. Volandri/Petrazzuolo (C) 57 64 10-7
Seppi/Giorgini (C) b. Ager/Prader (P) 76 60

POLISPORTIVA ANZIO 4-2 CASTELLAZZO PARMA:
Matteo Colla (P) b. Alessandro Piccari (A) 76 64
Luca Vanni (P) b. Alessandro Da Col (A) 64 20 ritiro
David Marrero (A) b. Jean-Renè Lisnard (P) 61 ritiro
Francesco Piccari (A) b. Alberto Brizzi (P) 36 64 64
Da Col/F.Piccari (A) b. Colla/Montenet (P) 63 46 11-9
A.Piccari/Marrero (A) b. Vanni/Brizzi (C) 76 36 10-6

TC ALBA 6-0 SSD EMPIRE:
Stefano Ianni (A) b. Giulio Di Meo (E) 67 63 75
Uros Vico (A) b. Diego Veronelli (E) 76 64
Simone Vagnozzi (A) b. Riccardo Ghedin (E) 64 64
Marco Crugnola (A) b. Kostantinos Economidis (E) 36 63 62

Vico/Crugnola (A) b. F.Bianchi/Luddi (E) 1-0 rit.
Ianni/Vagnozzi (A) b. Di Meo/R.Ghedin (E) 1-0 rit.

GIRONE 2

TC SARNICO 5-1 TC SCHIO:
Dennis Van Scheppingen (S) b. Stefano Tarallo (SC) 62 63

Gianluca Gatto (SC) b. Marco Pedrini (S) 64 16 76
(4)
Joseph Sirianni (S) b. Gustavo Marcaccio (SC) 64 64
Al
berto Giraudo (S) b. Agustin Tarantino (SC) 63 63
Giraudo/Pedrini (S) b. Tarallo/Gatto (SC) 43 ritiro (schiena Tarallo)
Van Scheppingen/Sirianni (S) b. Marcaccio/Tarantino (SC) 76 62

CANOTTIERI ANIENE 6-0 TC UDINESE:
Marcelo Charpentier (A) b. Massimo Bosa (U) 62 61
Vincenzo Santopadre (A) b. Mauro Commisso (U) 61 36 76
Flavio Cipolla (A) b. Matteo Viola (U) 63 62
Alessio Di Mauro (A) b. Enrico Iannuzzi (U) 61 61
Santopadre/Di Mauro (A) b. Bosa/Appio (U) 61 67(6) 10-2
Cipolla/Charpentier (A) b. Iannuzzi/Mat.Viola (U) 61 62

GEOVILLAGE OLBIA 3-3 CANOTTIERI CASALE:
Stefano Galvani (G) b. Enrico Burzi (C) 61 61
Daniele Bracciali (G) b. Antonio Pastorino (C) 62 62
Marco Bella (C) b. Cucciari (G) 62 61
Elia Grossi (C) b. Madau (G) 61 62
Tenconi/Dell'Acqua (G) b. Burzi/Bella (C) 15-0 rit.
Pastorino/Grossi (C) b. Cucciari /Pasquali (G) 61 60

AGGIORNAMENTO DEFINITIVO

20 novembre 2009

ROBERTO MARCORA: DA 'SCONOSCIUTO' A CERTEZZA

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(di Marco Caldara)

La stagione italiana a livello Futures ci ha regalato numerosi spunti e vicende da raccontare. Una delle più rilevanti è, senza dubbio, l'esplosione di Roberto Marcora, ventenne lombardo in grado di guadagnare dieci punti in tre tornei, nelle sue prime vere esperienze con gli ITF professionistici. Insieme all'azzurro, da molto tempo uno degli amici di TENNIS MASCHILE.com, abbiamo tracciato una dettagliata analisi del suo 2009, e dei progetti per l'anno venturo.

Nato il 30 Agosto del 1989, Roberto ha iniziato a giocare all'età di 5 anni presso il Tennis Club Busto Arstizio, il circolo della propria città e quello nel quale tutt'ora si sente di casa. La sua crescita tennistica è proseguita di anno in anno sotto la guida di Aldo Mei, e l'ha visto entrare nell'elite della seconda categoria nel 2005, quando da 3.4 scalò ben 4 categorie in una stagione, passando 2.8. Giocando tornei Open (gli eventi nazionali italiani) ha migliorato la sua classifica nazionale sino a 2.3. Per cominciare bisogna subito evidenziare il fatto che Roberto, come pochissimi dei suoi colleghi (viene in mente l'amico e compagno d'allenamenti Matteo Mauri) abbia scelto la via del professionismo pur continuando saggiamente ad impegnarsi negli studi, in tal caso universitari. Ciò comporta quindi del tempo obbligatorio da dedicare allo studio, e che viene a mancare dal tennis. Proprio per questo motivo l'azzurro ha giocato quasi esclusivamente tornei Open sino all'ultima estate, non potendosi permettere numerose assenze dovute a grandi spostamenti.

Appena terminata la 'stagione' universitaria ha iniziato ad impegnarsi nelle qualificazioni dei tornei ITF (in precedenza ne aveva giocati pochissimi, di cui solo 4 nel 2009), qualche anno in ritardo rispetto ai suoi coetanei: "I miei genitori ci hanno sempre tenuto molto a farmi frequentare un liceo scientifico statale e a fare in modo che io non trascurassi la scuola. Dopo aver dato la maturità, ho potuto dedicarmi un po' più seriamente al tennis. Inoltre devo dire che da under non ero affatto un fenomeno, anzi: era più la gente con cui perdevo che viceversa. Sono sempre stato piuttosto indietro rispetto ai miei coetanei! Questa rivoluzione positiva ha stupito un po' tutti, ed il merito è del mio maestro di sempre ed in parte anche mio".

Ha giocato le qualificazioni nell'ITF di Bologna, e subito dopo, a Carpi, le ha superate per la prima volta in carriera, guadagnandosi l'approdo nel tabellone principale. Il sorteggio l'ha opposto al giovane Alessandro Colella, e Roberto si è imposto 6-1 6-1, guadagnando il primo punto ATP della vita. Al secondo turno si mise poi in mostra contro il belga Goffin (attualmente top300 e poi semifinalista al Challenger di Todi), vendendo cara 'la pelle' ed arrendendosi solo dopo tre set combattuti. Subito dopo è spostato a Palazzolo, e dopo aver sconfitto Travaglia e Benincà, ha impegnato seriamente Francesco Piccari, che al termine del match vinto 6-3 7-6, stupito, dichiarò proprio ai microfoni di TENNIS MASCHILE.com: 'Ho vinto un match piuttosto sofferto. Sinceramente non mi aspettavo che Marcora potesse giocare così bene per così lungo tempo. Io ho sbagliato l'impostazione tattica del match; continuavo ad attendere un suo calo, sicuro che ci sarebbe stato, ed invece no, ha tenuto un livello alto per tutto l'incontro'.

Dopo un mese di riposo e vacanza, Roberto ha partecipato al Futures 15.000$ di Piombino, uno dei tornei ITF più importanti della stagione italiana. Superate le qualificazioni per la terza volta consecutiva e opposto al primo turno a un ostacolo durissimo come Claudio Grassi, Roberto, sorprendendo tutti, si è imposto in due set. Altre due vittorie molto importanti con Travaglia e il portoghese Sousa gli hanno quindi regalato la prima semifinale della stagione, e l'azzurro è addirittura riuscito ad aggiudicarsi il primo set del match con Massimo Dell'Acqua, poi vittorioso 6-7 6-3 6-3. Entusiasta per il risultato Roberto venne letteralmente inondato da giornalisti e siti web desiderosi di conoscerlo, fra i quali ovviamente anche noi. (INTERVISTA REALIZZATA DOPO PIOMBINO).
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Il successivo torneo è stato il 10.000$ di Siena. Qualificazioni superate e buon match con Giulio Torroni, risultato però vittorioso in tre set molto combattuti. Ma non è certo la terra la superficie sulla quale il lombardo, dotato grazie all'altezza di un ottimo servizio, deve ambire ad ottenere i maggiori risultati; e quindi, per il torneo successivo, e ultimo della stagione, ha scelto nuovamente il veloce. Grazie ad una wild card ha evitato le qualificazioni nell' ITF 10.000$ di Quartu Sant'Elena, in Sardegna, e non ha perso l'occasione per farsi notare. Sconfitto al primo turno il giovane Civarolo, Roberto ha poi superato anche il promettente Federico Gaio, in un match molto interessante per il futuro, guadagnandosi i quarti, ed il re-match con Piccari, questa volta su una superficie più favorevole a se. Roberto ha giocato un buon match, ma ha perso 6-4 7-6, non senza avere varie occasioni: 'Ho perso; mi dispiace perché nel secondo set sono stato avanti per 5-2, e sul 5-3 ho fallito ben quattro set-points. In ogni caso sono abbastanza soddisfatto; nel complesso ho giocato bene, a parte un game folle sul 4-4 del primo set nel quale dove ho commesso due doppi falli che mi sono costati break e set. Nel secondo invece ho avuto un po' di sfortuna sul 5-3 40-15 e servizio; quando Piccari mi ha prima annullato bene la prima occasione, e poi approfittato di un nastro vincente sulla seconda. Gli altri due set-ball sono invece stati lottati; e li ha vinti lui'. (Per l'intera intervista post-torneo, vi rimando a questo indirizzo).

"Il giudizio che dò alla mia stagione è positivo. Il mio obiettivo era quello di prendere il mio primo punto e ne ho presi 10; e la soddisfazione si moltiplica punto dopo punto. A stagione in corso mi sono detto "proviamo a entrare nei primi 1000" e ci sono riuscito. Perciò da quel punto di vista sono molto soddisfatto. L'unico neo è la parte iniziale della stagione dove ho accumulato troppi 'negativi' (sconfitte con giocatori di classifica italiana peggiore, ndr) facendo i tornei Open. Probabilmente queste sconfitte mi costeranno care per quanto riguarda la classifica italiana in quanto pur avendo i punti necessari credo che non riuscirò a passare 2.2 a causa di questi 'negativi'".

'A mio parere ciò che invece non è andato è il fatto di non avere alle spalle una struttura adeguata, ma solo un maestro e 2/3 compagni d'allenamento. Per questo motivo son sempre dovuto andare in giro da solo e la preparazione atletica era molto "fai da te"; perché pur avendo un preparatore molto bravo, egli non poteva dedicarsi totalmente a me'.

Colpito egli stesso dal proprio rendimento, Roberto è arrivato qualche mese fa al punto di porsi la fatidica domanda: 'che sia il caso di dedicarmi al professionismo?'. L'ultima volta che l'avevamo raggiunto infatti, ci aveva dichiarato di essere in una fase di stallo, nella quale stava discutendo con allenatore e genitori sul da farsi. Ora ha invece le idee chiare, ed orientate nel verso giusto (a giudizio di noi appassionati, ovviamente): "Mi sto allenando come mai ho fatto prima. Ho deciso di provare a fare veramente il tennista. In ogni caso rimango comunque iscritto all'università e il 18 dicembre proverò a dare un esame; vedrò come andrà. In ogni caso se ho una certezza è che il mio abbandono è solo temporaneo, e prima o poi tornerò a studiare. Proprio per cercare di fare tutte le cose adeguate ad un'attività professionistica ho deciso di andare ad allenarmi al centro Marconi, diretto da Corrado Borroni con l'ausilio di Uros Vico e Mattia Livraghi; nel quale con me si allenano Ianni, Crugnola, Vagnozzi, Mauri ed altri. In quel centro, avendo a che fare con giocatori di alto livello sono organizzati nel minimo dettaglio. Speriamo sia la scelta giusta e che dia i suoi frutti. Abbiamo iniziato già con il 'carico' invernale: cercherò di lavorare in primis su servizio e risposta; e poi sulla solidità dei colpi da fondo che ancora mi manca, soprattutto quando trovo un avversario difficile da sfondare".

Anche a livello di programmazione il giocatore azzurro sembra già essersi organizzato in maniera adeguata: "Il 5 gennaio 2010 partirò insieme agli altri ragazzi che si allenano come me per Miami, a giocare tornei Futures sulla terra verde. Da lì credo mi sposterò in centro america (Costa Rica e Panama) a giocare sul veloce all'aperto. Per fine Febbraio e Marzo giocherò sul veloce indoor in Europa; e poi probabilmente sarà la volta della terra".

Insomma, il ragazzo sembra avere già le idee chiare, e quindi, ringraziandolo, non ci resta altro che augurargli un grosso 'in bocca al lupo', e che possa ottenere le soddisfazioni sperate sia sul piano tennistico che su quello universitario.

18 novembre 2009

Video of the week (8) - A lezione di qualità



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Raramente si è vista tanta quantità in un match di tennis. Nel periodo in cui si da più importanza alla quantità che alla qualità, nel quale piacciono gli Tsonga, i Monfils, i Cilic, tutta potenza e niente classe, è difficile poter trovare giocatori ancora in grado di accarezzare la pallina, di colpire con 'gesti bianchi', puri.
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Il video di oggi ci mostra il tie-break del quinto set dell'epica sfida degli Us Open (secondo turno) fra lo statunitense Taylor Dent e lo spagnolo Ivan Navarro, entrambi attaccanti d'altri tempi, in grado di piacere e piacersi a suon di serve&volley e chip&charge. Quattro ore e 12' di discese a rete, volees, passanti, pallonetti.
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A vuoi un breve e significativo sunto di dieci minuti. E se anche voi, sul match point decisivo in favore di Dent, siete saltati sul divano dopo quella risposta in back, beh, benvenuti nel clan degli amanti del tennis vero!

17 novembre 2009

Futures World - SETTIMANA 45

Foto da Copa Petrobras De Tenis
(di Alessio Baldi)

Rieccovi come di consueto l'appuntamento con Futures World, posticipato a oggi in via del tutto eccezionale. La stagione è ormai sulla via del tramonto, ed esclusivamente quattro azzurri erano infatti impegnati nella settimana presa in esame, dotata di soli sei appuntamenti, cinque dei quali in continenti extraeuropei.

Iran F7 (15.000$, Kish Island, Terra rossa)
Vincitore: Attila Balazs (HUN)

In Iran erano al via il romano Riccardo Ghedin (nella foto), speranzoso di chiudere in bellezza una stagione positiva arricchita dalla qualificazione a Wimbledon, e il forte-marmino Matteo Marrai, che sta cercando di risalire la china e di tornare nei top 300, in posizioni nelle quali ha tutti gli attributi per rimanere stabilmente. "Ghedo" forte della testa di serie numero 1 è approdato comodamente in semifinale grazie alle vittorie su Galic, Govaerts (a cui ha ceduto un set) e Lessiak; mentre il toscano ha avuto un percorso più complicato per raggiungere i last four , dopo le agevoli affermazioni sui locali Shirazi e Shahgholi, ha vinto per 7-5 4-6 7-5 un'autentica battaglia con il russo Kumantsov, riuscito in carriera a perdere tutte e sei le finali Futures disputate e quartofinalista quest'anno al Challenger di Tashkent. A questo punto si pregustava un derby per la conquista del titolo: ma l'ungherese Balazs e il serbo Savic hanno rovinato la festa ai nostri due portacolori. Il primo ha sconfitto Ghedin per 6-4 4-6 6-3 mentre Matteo si è arreso a Savic (6-3 4-6 6-3).

Turchia F13 (10.000$, Antalya, Terra rossa)
Vincitore: Aljaz Bedene (SLO)

E' andata molto peggio invece ai due azzurri impegnati in Turchia, entrambi eliminati al primo turno. Marco Simoni, si è arreso nel suo ultimo match della stagione al promettente qualificato sloveno Andraz Bedene (75 64); mentre il lucky loser Lorenzo Giustino è stato sconfitto dal bulgaro Grozdanov, che lo precede di circa 400 posti nel ranking. Il torneo è stato poi vinto dal forte sloveno Aljaz Bedene, gemello di Andraz (da lui battuto nei quarti di finale), il quale ha perso la miseria di ventuno giochi in tutto il torneo, sconfiggendo nell'atto decisivo un'altra giovane promessa, il bosniaco Nikola Mektic. Per Aljaz si tratta del quinto titolo Futures della stagione che gli permetterà di portarsi a ridosso dei primi 300 giocatori della classifica ATP.

Niland-Lemke 1-1. Atto finale in vista!
Un curioso fatto è avvenuto nei Futures nordamericani su terra battuta: negli ultimi due appuntamenti si sono infatti scontrati in finale l'irlandese Conor Niland e il giovane australiano James Lemke. Due settimane fa la spuntò Lemke per 4-6 6-2 7-5, mentre la scorsa settimana l'irlandese si è saputo prendere la rivincita con il punteggio di 3-6 6-4 6-0. Questa settimana i due sono di nuovo in parti opposte del tabellone; riusciranno a dare vita alla terza battaglia consecutiva in finale??

El Salvador si aggrappa agli Arevalo!
Passiamo ora sul giovane rappresentante di El Salvador Marcelo Arevalo, che in Messico è riuscito a vincere il suo primo titolo Futures della carriera, sconfiggendo in finale il macedone Roman Borvanov, che in precedenza aveva eliminato il grande favorito Vasek Pospisil. Per Marcelo la vittoria ITF arriva a coronamento di un'ottima stagione, che l'ha visto raggiungere anche un'altra finale (sempre in Messico, persa per un niente con Gallardo-Valles), e due semifinali sempre a livello Futures. A difendere i colori della piccola nazione dell'America meridionale c'è anche il ben più noto Rafael, fratello maggiore e coach di Marcelo. Il più anziano dei due non gioca però da Maggio di quest'anno, dopo aver raggiunto nella passata stagione un best ranking di 374 al mondo e il secondo turno alle Olimpiadi (sconfisse Lee e non sfigurò al cospetto di sua maestà Federer). Per la piccola nazione di El Salvador, poco conosciuta a livello sportivo (basti pensare che a Pechino 2008 era rappresentata da soli undici atleti), arrivano quindi buoni segnali dal minuscolo 'movimento tennistico', e la notizia non può far altro che piacere.

Ecco di seguito i vincitoridi tutti i Futures disputati nella settimana:
Argentina F23 (10.000$, Terra rossa): Valverde (ARG) def. Fabbri (ARG)
Iran F7 (15.000$, Terra rossa): Balasz (HUN) def. Savic (SRB)
Cile F6 (10.000$, Terra rossa): Garcia (CHI) def. Picco (ARG)
Messico F15 (10.000$, Cemento): Arevalo (ESA) def. Borvanov (MDA)
Usa F28 (10.000$, Terra rossa): Niland (IRL) def. Lemke (AUS)
Turchia F13 (10.000$, Terra rossa): Al. Bedene (SLO) d. Mektic (BIH)

RICORDO, A CHI VOLESSE LEGGERE LE PUNTATE PRECEDENTI DELLA NOSTRA RUBRICA, CHE LE PUO' TROVARE A QUESTO INDIRIZZO.

16 novembre 2009

PUNTO SUI CHALLENGER: SETTIMANA NUOVA, VECCHIO EQUILIBRIO

Foto da Aachen Challenger
(di Marco Caldara)

Altra settimana contraddistinta da grande regolarità quella appena trascorsa a livello Challenger, la quarantacinquesima del 2009. Tutti e quattro gli eventi (due in America e due in Europa) sono stati vinti da giocatori compresi fra le teste di serie, ed il caso ha voluto che il numero uno del torneo vincesse ad Aachen, il numero 2 a Guayaquil, il numero tre a Knoxville, ed il numero quattro nel secondo evento stagionale a Jersey (Gran Bretagna).

Aachen (Germania, 42.500€ + H, Sintetico I):
Partiamo dunque dal torneo che ha rispettato a pieno le attese della vigilia, ossia il 50.000$ tedesco di Aachen. Il primo favorito era l'indiano, di passaporto statunitense, Rajeev Ram, in grado a Newport di vincere la lucky loser il primo titolo ATP della carriera; e nonostante quattro match molto lottati, nei quali è stato più volte ad un passo dalla sconfitta, è riuscito a centrare la sua prima vittoria stagionale a livello Challenger, dopo la finale persa mesi fa a Baton Rouge. Esordito contro l'alternate svizzero Sadecky, il tennista cresciuto nell'università dell'Illinois ha perso la prima frazione per 6-4, ma si è ripreso, ed ha quindi chiuso 6-4 6-2. Grande sofferenza anche nel secondo turno, nel quale la wild card tedesca Sebastian Rieschick è arrivata addirittura a servire per il match sul 5-4 della partita decisiva. La maggiore esperienza di Ram ha però fatto la differenza, e con due break consecutivi lo statunitense si è imposto 6-4 3-6 7-5. Nei quarti ha quindi regolato con un doppio 7-5 il lucky loser irlandese Louk Sorensen, ed in semifinale è riuscito ad avere la meglio per 6-3 4-6 7-6 sul numero 3 Daniel Brands, ottimo giocatore tedesco e favorito alla vigilia del match. All'atto finale Ram non si è smentito, combattendo nuovamente per tre set, e riuscendo ad avere la meglio per 7-2 al tie-break del terzo con il funambolico giamaicano di Germania Dustin Brown, arresosi 'solo' dopo tre lunghissimi set, terminati tutti nel game decisivo.

Se nella parte alta del tabellone c'è stata grande regolarità, con Brands (3), Ram (1), Darcis (5) e Sorensen (sostituto del numero 6 Gremelmayr) approdati ai quarti di finale; lo stesso non si può dire per la 'parte bassa', dove i quattro favoriti si sono fermati tra primo e secondo turno. Il numero due Stephan Koubek ha ceduto all'esordio a Brown (bravo nel metter poi in fila anche Pashanski, Stadler e Bemelmans), Reister ha perso con Stadler, Kavcic con il qualificato Przysiezny, e Kindlmann con l'emergente belga Ruben Bemelmans, poi approdato in semifinale.

CAPITOLO ITALIANI: In gara vi erano i lombardi Marco Crugnola ed Andrea Arnaboldi, entrambi però sconfitti al primo turno. Il varesino si è arreso per 7-5 6-4 all'ottimo Darcis; mentre il più giovane mancino ha ceduto 6-1 7-5 al potente tedesco Dieter Kindlmann (8). (CONTINUA)

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UNO SGUARDO AL 2009: ANDREAS SEPPI

Foto Getty Images

Parte oggi su TENNIS MASCHILE.com una serie di articoli del nostro Roberto Bontempi che, con cadenza settimanale, andrà ad analizzare nel dettaglio le stagioni dei primi 10 giocatori azzurri nella classifica mondiale. Il primo pezzo della serie 'uno sguardo al 2009' è dedicato all'altoatesino Andreas Seppi.

(di Roberto Bontempi)

Cominciamo l’analisi della stagione 2009 dei primi dieci italiani in classifica da colui che, con certezza, si confermerà il primo azzurro nel ranking mondiale: Andreas Seppi. Il venticinquenne altoatesino, al momento 49esimo tennista al mondo, ha avuto un anno non proprio entusiasmante, privo di grandi acuti. Va ad ogni modo evidenziata la perdita di 15 posizioni in classifica rispetto al 2008, la sua migliore stagione durante la quale era stato capace di issarsi fino alla top-30.

Veniamo ai numeri. L’allievo di Massimo Sartori ha disputato 31 manifestazioni ufficiali tra cui tutti e quattro gli Slam, 7 Master 1000, lo spareggio di Davis e un solo challenger a San Marino (dove, tra l’altro, è arrivata anche la seconda vittoria challenger in carriera in finale su Potito Starace), con un bilancio di 29 incontri vinti e 30 persi. I migliori risultati dell’anno di Seppi, vittoria a San Marino a parte, sono le due semifinali colte nei tornei di Belgrado, in maggio, e Umag in agosto. Per il resto tre eliminazioni al terzo ostacolo (Wimbledon, Master 1000 di Madrid e New Haven), 13 secondi turni e 9 bocciature al primo esame.

Di fronte a queste cifre tutt’altro che esaltanti, però, bisogna sottolineare che, a parte 5-6 partite perse contro avversari decisamente alla sua portata (Korolev, Maximo Gonzalez, Gabashvili, Ramirez Hidalgo, Hajek), delle restanti sconfitte dodici, anche in tornei importanti, sono arrivate contro avversari che si sono qualificati per il Master di Londra (4 con Federer, 2 rispettivamente con Nadal, Djokovic, Murray e Verdasco), e le altre contro avversari che concluderanno il 2009 almeno tra i primi venticinque-trenta del ranking (3 con Wawrinka e 2 con Soderling, appena fuori dal Master, e Andreev). Inoltre va ammesso con soddisfazione che, in tanti di questi incontri, Seppi ha giocato alla pari con i suoi validissimi avversari. Ciò significa a mio avviso due cose: innanzitutto che Seppi, a parte l’eccezione di San Marino, ha fatto sempre la scelta giusta e coraggiosa di giocare, su qualsiasi superficie, i tornei più importanti, nei quali, ovviamente, è più facile incontrare avversari forti fin dai primi turni e dunque più complicato andare avanti; poi, e questa è la nota dolente, che Andreas difficilmente è riuscito a vincere un match contro pronostico.

Ci è riuscito solo tre volte, in pratica. Vediamole. Una volta sull’erba di Wimbledon contro un James Blake, numero 17, fresco della finale disputata contro Murray al Queen’s in quello che, a mio parere, costituisce il successo più importante della stagione dell’altoatesino. Ci è poi riuscito surclassando l’allora numero 31 Jurgen Melzer sulla terra del Master 1000 di Montecarlo, ed infine appena qualche giorno fa, ancora in un Master 1000, a Parigi Bercy, contro uno spento Philipp Kohlschreiber, 26 ATP. Tre giocatori Blake, Melzer e Kolschreiber che, bisogna riconoscerlo, non brillano certo per continuità di rendimento. Per il resto, le altre vittorie di Seppi sono maturate solitamente con avversari di valore inferiore, spesso fuori dalla top-100.

Ora, va da se che vincere un incontro nel tennis professionistico di oggi è complicato anche se si gioca contro il numero 300, per cui a Seppi va dato il grande merito di aver solitamente vinto gli incontri nei quali era favorito, è pur vero, però, che un tennista che abbia qualche ambizione maggiore del 50esimo posto in classifica, dovrebbe, ogni tanto portare a casa qualche match contro tennisti più forti. Mi sembra questo, al momento, il limite maggiore del nostro numero uno, ed è un limite, a mio modesto parere, di ordine soprattutto tecnico e, in seconda battuta, psicologico. Seppi è un ottimo incontrista che, sul ritmo, riesce a giocare alla pari con tantissimi e a fare paura a tanti. Quando però, è il momento di inventarsi qualcosa, di variare un po’ gli schemi nei frangenti caldi di un match contro un top-player, l’azzurro dimostra tutte le sue lacune e, alla fine, finisce per soccombere contro avversari più forti sul piano della personalità. Match come quello con Ferrero ad Umago, ad esempio, o come con Verdasco a Bercy o ancora (dico un’eresia) con Nadal a Cincinnati, un giocatore con una maggiore varietà di schemi ed una personalità più spiccata li avrebbe forse portati a casa, insieme ad conseguente cospicuo carico di fiducia.

Detto ciò i sostenitori italiani si aspettano grandi cose da Seppi cui auguriamo un 2010 pieno di successi: un tennista come lui, già ora con questi limiti, può stare tra i primi trenta e certamente Seppi, che è ancora giovane ed è un ragazzo serio, insieme al suo valido staff, non lasceranno nulla di intentato per provare a completarsi e tentare la grande scalata alla top-20.

PER CHI VOLESSE LEGGERE L'INTERVISTA RILASCIATA DALL'AZZURRO A TENNIS MASCHILE.COM PRIMA DELLA TRASFERTA STATUNITENSE DI AGOSTO, LA PUO' TROVARE A QUESTO INDIRIZZO.