
31 agosto 2009
Us Open: Starace 'stecca' la prima, vince Chiudinelli

Como: Brizzi supera Trevisan, fuori quattro azzurri

ITF Trieste: terminate le qualificazioni
30 agosto 2009
TENNIS MASCHILE agli Us Open? Yes mates!

Punto sui Challenger: Del Bonis incanta Manerbio
Ecco come di consueto la rubrica nella quale prendiamo in analisi i risultati nei tornei Challenger della settimana appena trascorsa. Quest'oggi, essendo solo due i tornei in questione, ci soffermeremo più del solito sull'evento più ricco, quello di Manerbio, seguito molto da vicino da TENNIS MASCHILE, in quanto sono stato tre intere giornate sui campi del circolo bresciano, compresa quella odierna. I titoli sono andati all'argentino Federico Del Bonis (nella foto) e al russo Ivan Sergeyev.
Us Open: ecco i qualificati, Chiudinelli per Starace
New Haven: Verdasco supera Querrey
ITF Piombino: titolo a Daniele Bracciali
29 agosto 2009
Manerbio: la bella favola di Di Mauro e Vagnozzi
Como: Lorenzi al comando della pattuglia azzurra
Roberto Marcora: 'è stato un torneo incredibile!'
Le mille luci di New York. Parte terza
Andy Roddick è stato ospite del Dave Letterman Show un paio di giorni fa; è sembrato sorridente, rilassato e confidente anche se indossava un polo Lacoste con il coccodrillo grande appena un bici meno dell’ovale della sua Babolat (da vero ‘marchettaro’, anche se negli US si direbbe ‘a real business man’). Puah.
Molte domande rivoltegli riguardavano la famigerata finale di Wimbledon; A-Rod ha risposto con distacco e humor al limite del sarcasmo. Sì è anche detto felice che quell’episodio abbia consentito di portare il tennis al centro dell’attenzione dei media e del pubblico americani: ottima prova da attore Andy, ma qui nessuno se la beve del tutto. Sì, perché QUELLA partita ha lasciato il segno, e che segno: perdere il quel modo, per quanto si dica che vincere o perdere 16-14 al quinto set non fa poi così tanta differenza, rappresenta l’ultimo chiodo, quello del sigillo, piantato da Rogerio sulla bara delle speranze (riaccese dopo Miami 2008) di avere almeno una chance di battere lo svizzero. Amen.
E’ vero però che Roddick è un giocatore più completo di quanto lo sia mai stato: il suo rovescio è magicamente diventato un colpo su cui contare, anche per piazzare più di un vincente. Il servizio sta benissimo, mentre, imvho, il diritto si è indebolito. Cerco di spiegarmi perché le ragioni tecniche non mi appartengono: l’impressione che ho è che il colpo una volta esplosivo di Andy, adesso viaggi un po’ meno fluidamente nell’aria; sembra meno piatto e più coperto di un tempo. E questo ha limitato le chance dell’americano di vincere i quindici con pochi scambi e lo ha così portato ad imparare a ‘remare da fondo’. Oh, Andy ci sta riuscendo bene, benissimo ma non abbastanza per ri-vincere un major.
Nel draw, prima dell’incontro con Tommy Haas (che la mia monetina ha eletto vincitore), Andy Roddick vince in tre con Phau, al massimo in quattro set con Gicquel e con qualche tie-break con Isner. Se poi gli riuscisse il miracolo col tedesco (ahahahah) allora Roddick è in semifinale con Rogerio perché è favorito con Djokovic.
Oh, finalmente compare il nome di Novak ‘the djoker’ Djokovic. Non voglio ripetermi nel dire perché il mio sentimento nei suoi confronti è ambivalente (link), ma preferisco sottolineare che mi unisco al pensiero di Jacopo Lo Monaco quando dice che Novak è il top player che meno si è migliorato nell’ultimo biennio. E se le lacune tecniche non fossero sufficienti a spiegare l’empasse che vive il serbo, aggiungo io una cosa ‘invisibile’. Dopo aver scoperto il segnale inconscio che rivela quando Djokovic interromperà i rimbalzi della pallina per iniziare il movimento del servizio, ho ‘scoperto’ che Novak soffre della perdita dei favori di pubblico e, in parte, dei media. Non è più il guascone che diverte prendendo in giro (ma anche a pallate) i colleghi: il pubblico si è presto stancato del contorno, da ormai un anno Novak è visto come un professionista come gli altri, con tifosi 'pro' e non-tifosi 'contro', che può risultare simpatico come no. Se ci pensate, anche la stella della Jankovic si è leggermente eclissata negli ultimi tempi: anche la serba non è più graditissima per i suoi atteggiamenti off-tennis.
Il punto è, tornando su Djokovic, che il serbo non ha superato questa perdita di appoggio. Prendete l’episodio recente, a Montreal contro Roddick, quando Nole ha di fatto chiamato contro di sé un challenge su un punto che né Roddick né il chair-umpire avevano intenzione di contestare. Il falco ha poi dato ‘ragione’ a Djokovic, Roddick ha vinto il punto, ha brekkato il serbo e ha vinto poi il match. Ora, potrei anche leggere l’episodio come il gesto di fair play verso l’avversario; in realtà credo che Nole avesse in mente il pubblico e non Roddick; Nole ha voluto ‘dimostrare’ qualcosa agli spettatori, ha cercato il gesto che li portasse dalla sua parte. Ecco, questa è la mia tesi, Nole è più interessato a ri-creare il feeling col pubblico che a vincere i match. Che mona, Novak.
A New York il tabellone gli regala il primo ostacolo vero nei quarti di finale, proprio A-Rod, perché Stepanek e Andreev non sono attualmente in grado di batterlo, a meno che il serbo non decida di battersi da solo, ovvio, per giocare l’altro match, quello ‘invisibile’. Vedremo.
Have fun with US Open, mates.
ITF Piombino: finale Bracciali-Dell'Acqua
Alla vigilia dell' ITF 15.000 di Piombino (cemento) qualsiasi appassionato italiano si sarebbe atteso una finale fra i due nomi illustri del torneo, giocatori che fa un certo effetto vedere battagliare nei Futures; ma che sono sempre in grado di regalare grande spettacolo. Questi azzurri sono Daniele Bracciali (nella foto) e Massimo Dell'Acqua, due ottimi amici, che domani si affronteranno nella finale del torneo.28 agosto 2009
Player's Blog - CAPITOLO SESTO

Perseguitato da numerose domande sull'azzurro (nella foto accanto), ho cercato in tutti i modi di contattarlo, chiedendo indirizzo, cellulare, contatti. Niente, nessuno lo conosce, nessuno sa praticamente nulla su di lui. A quel punto allora, ho deciso di domandare informazioni a Stefano Ianni, uno dei due italiani che in questa stagione hanno affrontato il giocatore dell' Alabama (l'altro è Falgheri, che contatterò). Queste le parole di Ianni a proposito: 'Io ci ho giocato nella semifinale del decimo Futures statunitense. Ero davvero molto molto stanco, ma devo dire che lui giocava molto bene. Ho perso 6-4 6-1. E' un giocatore dotato di un gran servizio (aiutato anche dall'altezza, in quanto supera il metro e novanta) ed ha un gran diritto. Tira davvero molto forte, insomma, è il tipico giocatore moderno, come tutti quelli cresciuti nelle università dell'America. La parte più debole del suo gioco è il rovescio, ma anche quello non è certo un colpo scarso. Insomma, un buon giocatore, da primi 150/200 del mondo'. 'Non sa una parola di italiano, ha solo il passaporto e basta'.Manerbio Challenger: Giorgini si arrende a Del Bonis
Le mille luci di New York. Parte seconda
Messa così, la seconda appare un mossa almeno discutibile perché Nadal merita maggiore considerazione in quanto ‘former n.1’ e “vincitore” del Grande Slam 2009 fino all’uscita prematura dal RG la scorsa tarda primavera (dopo gli AUS Open in molti pensavano che la preoccupazione di Rafa sarebbe stata solo quella di arrivare pronto per il primo titolo a NY). Poi le ginocchia, quindi il forfait da Wimbledon e per ultimo la ‘macchia’ della retrocessione a numero tre. La caduta degli Dei è sempre rumorosa e rovinosa. O no?
Le ultime su Nadal sono quelle della netta sconfitta subita a Cincinnati in semifinale da Djokovic. In quell’occasione ci sono state due cose che sono balzate alla mia attenzione: il rovescio coperto di Nadal che rimbalza sette volte su dieci dentro l’area del servizio e, poi, l’ottima giornata pescata da Novak (soprattutto se confrontata con la pessima della finale con Federer).
Avanzo con ordine, dal rovescio di Nadal. Evito di entrare nelle considerazioni tecniche, perché Jacopo Lo Monaco ha già affrontato il tema evidenziando come dalla Babolat del maiorchino escono ‘palle col paracadute’; e soprattutto perché la tecnica non mi interessa granchè. La mia attenzione è semmai concentrata nel trovare risposta al quesito fondamentale, sul cemento di Flashing Meadows. Ovvero, mi domando: sulla ‘road to the final’ che il sorteggio ha creato per Rafa, chi è (o chi sono) che saprà approfittare di questa regressione di Rafa sulla diagonale destra?
Perché il punto, imvho, è questo; a Cincinnati il perdentone PHM e il morbidone Seppi non lo hanno saputo fare ma a New York, dove si gioca 3 set su 5 e più si allunga la partita più i tendini tendono ad infiammarsi? Percorrendo a ritroso il cammino di Rafa, dalla semifinale (dove lo vedo sconfitto da Andy Murray in 4 set) fino al primo turno, nei quarti di finale Tsonga o Gonzalez possono rappresentare un problema per Nadal a patto che sia il cileno a scendere sul cemento quel giorno. Su quelle ‘palle col paracadute’ che arrivano dal rovescio, ElBombarderoDeLaReina si sposterà agevolmente sul diritto e farà un sacco di buchi sul cemento (chiudendo il match in tre rapidi set). Se invece l’avversario fosse JWT allora le chance di Rafa salirebbero di non poco perché, pur il frenchman capace di colpire fortissimo e profondo di forehand, devo riconoscere che Jo-Wil si è ormai adattato al ruolo della ‘mina vagante’ pronta a esplodere contro chiunque ma anche troppo spesso di facile disinnesco, anzi auto-disinnesco. JWT è un giocatore imprevedibile perché non so mai se i suoi colpi resteranno in campo o supereranno la rete. Nella mia personale classifica, il francese è un Gulbis con un passato di risultati e di fiducia maggiori (una finale di Slam e un Masters 1000 di fine stagione) MA non scommetterei su una sua prolungata presenza in tabellone (non prima del quarto turno, comunque).
Per completare il percorso ‘gambero rosso’ di Nadal, il quarto turno contro un Monfils o un Ferrer potrà essere problematico per il maiorchino? Mmmm, io credo proprio di no perché né Gael né David stanno vivendo dei momenti di forma e di gioco particolarmente brillanti, e se non al 100% hanno molte meno chance con un Rafa anch’esso non al top. Infine i primi due turni saranno due rapide pratiche da sbrigare, due match di allenamento, la prima contro il paraculato col vizietto (proprio come i fidipà descritti da Stefano Benni in Baol) e la seconda contro un ex-giocatore (sia Llodra sia Kiefer). FORZA RAFA!
Gli ‘agevoli’ Roddick e Djokovic nella terza parte.
Have fun with US Open, mates.
Le mille luci di New York
Oggi scrivo qualche riga sugli US Open, ormai prossimi alla partenza. Infatti, e lo sapete già, giovedì alle ore 12 americane si è svolto il sorteggio per la composizione del tabellone principale del torneo maschile.
La 'breaking news' è quella che Nadal, tds n.3, è capitato nella parte bassa del draw, quella di Andy Murray. Ma non solo Rafa dalla parte dello scozzese, anche JMDP. E Roger 'sorride' perchè la sorte gli ha riservato i più agevoli Roddick e Djokovic.
Ma iniziamo con ordine, ovvero con la 'questione di metodo': in questo post prendo spunto da un pezzo scritto qualche giorno fa sul suo blog da Jacopo Lo Monaco, per dare una risposta alle domande che mi sono venute in mente via via che visionavo il tabellone del singolare maschile appena pubblicato sul sito ufficiale. Ora, Jacopo ha avuto un'idea davvero riuscitissima, quella cioè di 'posizionare' i tennisti sulla griglia di partenza del gran premio di Formula 1 di Flashing Meadows: ne è uscita così la lista dei 20 giocatori 'caldi', schierati lungo le dieci file, dalla ventesima posizione fino alla Pole Position.
Ora, la domanda che mi sono posto è la seguente: il tabellone sorteggiato modifica la griglia di partenza del Gran Premio? E se sì, in che modo? Cioè, Roger Federer è ancora in pole position per la vittoria dello Slam dopo che la sorte ha disegnato la sua 'strada verso la finale'? E Murray? Andy rimane in prima fila dopo che il sorteggio gli ha regalato Nadal e JMDP? E per Rafa cambia qualcosa? Voi che ne pensate? Intanto che cercate la risposta, ecco le opinioni di Backdoor.
Rogerio era e rimane in pole position; anzi, il gap sugli inseguitori si è allargato perchè Hewitt al 3rd round, Blake al 4th e Soderling ai quarti di finale riusciranno, forse, a collezionare complessivamente due set vinti allo svizzero. E solo se Federer inizia il gran premio "con molta benzina nei serbatoi".
Murray era in seconda posizione con buon margine sulla seconda fila, ma adesso devo visionare le immagini al fotofinsh perchè non sono poi così tanto sicuro che lo scozzese abbia conservato il vantaggio su JMDP. Dico questo pensando all'incontro di primo turno con Gulbis; il lettone uscirà sconfitto dal campo, ma il 'nuovo Safin' potrebbe, dico potrebbe, incappare in una di quelle giornate in cui le palle che spara, all'Ernesto stanno tutte dentro le righe, e quindi per lo scozzese l'assunto potrebbe complicarsi. E parecchio. Però, ripeto, la doppia-vu per Murray non è in dubbio, però un esordio più soft Murray lo avrebbe certamente gradito (volete mettere, d'altronde, il primo match di Federer con Britton?). Dopo Gulbis, Murray trova Karlovic al 3rd round: il match potrà essere facile se Andy riesce a trovare subito la chiave per aprire la serratura del servizio del gigante croato, altrimenti se i primi due tie-break andassero a Ivo, beh..... allora altri problemi da risolvere (mentre nel frattempo Rogerio si allena con lo sparring preferito, alias Hewitt from Australia). Last but not least, JMDP (che è rimasto 'nascosto' nella pit lane, mentre Murray consumava la meccanica nell'afa di Cincinnati) ai quarti di finale. Che sorteggio sfigato, 'scott'!!
E aggiungo, che dallo scontro JMDP v Murray esce il nome del finalista della parte bassa del tabellone, perchè le altre tds presenti nel terzo quarto di finale, ovvero Nadal, Ferrer, Monfils, Gonzalez e Tsonga, per molte e varie considerazioni, possono ragionevolmente puntare al massimo alla semifinale, ma l'accesso al posto di Runner Up è cosa degli altri due, quelli di prima.
Ora, avviandomi alla conclusione e evidenziando che ignoro il tabellone degli italiani per non dover scrivere in anticipo di sconfitte al primo turno, lancio in aria la moneta e butto lì due risultati 'a sorpresa': Tommy Haas batte Andy Roddick agli ottavi di finale, mentre Stan Wawrinka esce subito per mano di Nicolas Lapentti.
Have fun with US Open, mates.
Piombino: Marcora non smette di stupire, ok i big
Foto Giulia Taboni27 agosto 2009
Comunicato Stampa Aon Open Challenger 2009 - GE
Foto Paolo Cresta - GenoaOpen.comAd oggi confermata la partecipazione di 8 giocatori compresi tra i primi 100 tennisti del mondo: Simon Greul (n°66), Peter Luczak (n°79), Eugeny Korolev (n°82), Oscar Hernandez (n°84), Marcel Granollers (n°90), Steve Darcis (n° 92), Potito Starace (n°96),e Alberto Martin (n°97).
Cresce l’attesa per i nominativi delle 4 wild card che verranno assegnate direttamente dall’organizzazione e che contribuiranno ad innalzare ulteriormente livello tecnico del torneo, mai così alto come nell’edizione di quest’anno.
8 dei primi 100 giocatori della classifica ATP e tabellone principale “chiuso” al numero 170 del ranking mondiale: salvo defezioni dell’ultimo momento è questo il biglietto da visita dell’AON OPEN CHALLENGER - Primo Memorial Giorgio Messina, settima edizione del tradizionale Challenger genovese in programma a Genova sui campi in terra rossa di Valletta Cambiaso e dello storico stadio “Beppe Croce” dal 6 al 13 settembre prossimi.
L’ATP (l’associazione che riunisce i tennisti professionisti di tutto il mondo) ha infatti reso nota l’entry list del torneo genovese dove spiccano i nomi di Simon Greul, ventottenne tedesco numero 66 ATP e numero uno del seeding genovese, quest’anno quartofinalista al torneo ATP di Amburgo e di Peter Luczak, ventinovenne australiano attualmente numero 79 del ranking mondiale e autore di un’ottima stagione culminata con le vittorie ottenute nei challenger di Cordenons, Poznan e Furth.
Gli altri top 100 che parteciperanno all’AON OPEN CHALLENGER sono il ventunenne russo Eugeny Korolev, numero 82 della classifica ATP, quest’anno finalista nel torneo ATP di Delray Beach e semifinalista al torneo ATP di Huston (sconfitto dall’ex numero uno dal mondo Lleyton Hewitt), il trentunenne spagnolo Oscar Hernandez, numero 84 del ranking mondiale, vincitore dell’edizione 2003 del challenger genovese, semifinalista quest’anno al torneo ATP di Kitzbuhel e quartofinalista del torneo ATP dell’Estoril, il ventitreenne spagnolo Marcel Granollers, numero 90 ATP (best ranking 38), nel 2008 testa di serie numero uno del challenger genovese, il venticinquenne belga Steve Darcis, attuale numero 92 della classifica mondiale, quartofinalista del prestigioso torneo ATP del Queen’s Club a Londra (sconfitto dall’ex numero uno del mondo Juan Carlos Ferrero), il campano Potito Starace, oggi numero 96 della classifica ATP (best ranking numero 27) e vincitore nel 2005 della terza edizione del challenger genovese ed infine il trentunenne spagnolo Alberto Martin, numero 97 del mondo (best ranking numero 34).
“Siamo particolarmente felici - afferma Mauro Iguera, Presidente dell’Associazione Genoa Open 2003, - di questo risultato che conferma la crescita del nostro torneo, oggi tra le principali manifestazioni tennistiche italiane nel calendario annuale redatto dall’ATP”. “Oltre a questi forti giocatori - prosegue Mauro Iguera - speriamo di poter contare sulla partecipazione di altri top players di caratura mondiale in modo da innalzare ulteriormente il livello tecnico del torneo offrendo in questo modo un grande spettacolo tennistico per i numerosissimi appassionati che dal 6 al 13 settembre seguiranno lo svolgimento degli incontri”.
Grande attesa dunque per le 4 wild card a disposizione dell’organizzazione che potrebbero consentire la partecipazione al torneo di alcuni dei più forti giocatori della classifica mondiale e di possibili “grandi nomi” della racchetta (nelle scorse edizioni ricordiamo l’argentino Gaston Gaudio, numero 5 della classifica ATP nel 2005 e finalista nel 2004 del Roland Garros, il più importante torneo al mondo su terra battuta, e il cileno Nicolas Massu, vincitore della medaglia d’oro in singolare e doppio alle Olimpiadi di Atene 2004) contribuendo ad innalzare ulteriormente il livello tecnico della manifestazione mai così elevato come per l’edizione 2009 oramai alle porte.
Inoltre, la collocazione dell’Aon Open Challenger con la seconda settimana degli Us Open, quarto e ultimo torneo del Grande Slam, potrebbe consentire la partecipazione di alcuni giocatori eliminati dal prestigioso major durante la prima settimana della kermesse newyorkese e desiderosi di un pronto riscatto sui campi in terra rossa del challenger genovese. In concomitanza con il challenger genovese si svolgerà inoltre sui campi del Park Tennis Genova una tappa italiana del prestigioso Nike Junior Tour, circuito giovanile internazionale riservato alle categorie under 10, 12 e 14 maschile e femminile.
Infine, in occasione delle tre giornate conclusive dell’Aon Open Challenger, che si disputeranno nello storico stadio “Beppe Croce” di Valletta Cambiaso, che avrà una capienza di oltre 5 mila posti a sedere in vista del prossimo spareggio di Coppa Davis Italia - Svizzera in programma dal 18 al 20 settembre, tutti gli allievi delle Scuole Tennis dei circoli liguri, accompagnati dai rispettivi maestri e istruttori, avranno diritto all’ingresso gratuito e potranno usufruire di posti riservati, previa prenotazione con almeno un giorno di anticipo, contattando la Segreteria Organizzativa del torneo al numero 347 8739202 oppure all’indirizzo e-mail letizia.tomaselli@genoaopen.com.
Contact: Barabino & Partners, Tel. 010.272.50.48
Jacopo Pedemonte, Email: j.pedemonte@barabino.it
Roberto Stasio, Email: r.Stasio@barabino.it
Di seguito l'entry list completa:
Manerbio: Brizzi lotta, ma Berlocq è troppo forte
Si ferma al secondo turno la corsa di Alberto Brizzi nel Challenger 75.000$ di Manerbio. L'idolo di casa ha infatti ceduto con il punteggio di 6-3 3-6 6-3 all'argentino Carlos Berlocq(nella foto), proveniente dalle qualificazioni e vittorioso Martedì sul numero 2 Hajek..
Us Open: gli accoppiamenti degli azzurri
Foto Getty ImagesIntervista ad Alessio Di Mauro: 'Obiettivo top100'

ITF Piombino: quattro azzurri ai quarti di finale
Nell' ITF 15.000$ in corso sul cemento della città livornese di Piombino, quattro azzurri si sono guadagnati l'accesso ai quarti di finale.
Vittorie attese per Massimo Dell'Acqua (6), che ha sconfitto Alessandro Giannessi con un doppio 6-4; e per il numero 3 Daniele Bracciali (nella foto), che si è imposto con un netto 6-3 6-0 su Massimo Capone. Bene anche Francesco Piccari (7), che ha rimontato un set di svantaggio allo svizzero Guenat, imponendosi 4-6 6-2 6-2; e il lombardo Roberto Marcora, che sconfiggendo per 6-4 7-6 il giovane Stefano Travaglia, si è guadagnato per la prima volta in carriera la qualificazione ai quarti di finale di un evento Futures (il rivale c'era riuscito la scorsa settimana).
Eliminato invece Pietro Fanucci, che si è arreso 6-1 6-3 al numero uno del torneo Filip Prpic; Luca Vanni (8), sconfitto 6-3 6-4 da Pedro Souza; e Giacomo Miccini, ritiratosi per dei problemi fisici quando si trovava 5-0 sotto contro il francese Philippe De Bonnevie, numero 2.
Oggi i quarti di finale, con il derby Bracciali-Piccari (quest'anno sulla terra dell' Harbour vinse il secondo), e le delicate sfide tra Marcora e il portoghese Souza; e Dell'Acqua e il numero 1 del torneo Filip Prpic.
New Haven: Seppi si arrende in due set a Verdasco
26 agosto 2009
Quali Us Open: fuori anche Lorenzi e Crugnola
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