01 dicembre 2009

UNO SGUARDO AL 2009: PAOLO LORENZI

Foto Giulio Gabbanini

Continua con Paolo Lorenzi la serie di articoli del nostro Roberto Bontempi che, con cadenza settimanale, analizza per TENNIS MASCHILE.com le stagioni dei primi 10 giocatori azzurri nella classifica mondiale.


(di Roberto Bontempi)

Per alcuni è solo la sintesi del tennis di oggi in cui la tecnica tennistica in senso stretto conta in modo relativo, per altri, invece, è un esempio per tutti i giovani tennisti italiani che spesso mancano della necessaria tenacia ed applicazione per migliorare ed emergere. Per me Paolo Lorenzi è un mezzo miracolo e l’unica cosa certa è che il tennista tesserato per la Società Tennis Bassano ha iniziato il 2009 da numero 207 e l’ha finita al numero 83 del ranking mondiale diventando, di fatto, il quarto italiano del mondo.

Per analizzare la stagione del simpatico ventisettenne nato a Roma, dobbiamo addentrarci in un mondo diverso da quello del tennis d’elite. Il tennista azzurro, infatti, ha costruito la sua straordinaria scalata del 2009 esclusivamente su tornei del cosiddetto circuito minore dal momento che ben 26 dei 33 appuntamenti da lui disputati e soprattutto 55 dei 58 match vinti, si riferiscono a Challenger e Futures. Va riconosciuto che, a questo livello, la continuità di risultati di Lorenzi è stata straordinaria: quattro tornei vinti (i Challenger di Reggio Emilia, Rijeka, Lubjana sulla terra e un Future in Costa d’Avorio sul duro), tre finali, tre semifinali e ben sei quarti spiegano bene il balzo in classifica.

Nei tabelloni principali dei tornei ATP, invece, Lorenzi ha disputato un solo match, l’ultimo della sua stagione tra l’altro, a Lione, perdendolo contro Benjamin Becker. Detto ciò bisogna notare come la programmazione di Paolo sia stata praticamente perfetta per il raggiungimento dell’ obiettivo prefissato: ha giocato i tornei nei quali entrava in tabellone e li ha giocati bene, piazzandosi su tutte le superfici. Inoltre, quando il ranking gliel’ha permesso, ha tentato (senza mai peraltro riuscire a superarle) le qualificazioni negli appuntamenti più importanti: ha preparato bene la trasferta australiana e giocato tutti gli Slam. A Parigi, tra l’altro, non è stato troppo lontano dal main-draw, giungendo al terzo turno e perdendo da Bozoljac. Pur non raccogliendo di fatto alcun beneficio in termini di punti, Lorenzi, proprio in questi appuntamenti ha acquisito quella fiducia che gli ha permesso di fare il grande salto nella top-100.

Proprio questo è il punto. Lorenzi, da sempre forte fisicamente, è piuttosto migliorato tecnicamente ed oggi, nei momenti importanti, tenta soluzioni che fino a qualche tempo fa non gli appartenevano. Ma la grande risorsa di Paolo, quella qualità che gli ha permesso di raggiungere questo livello, è certamente la forza mentale. Ancora più di qualche tempo fa, lui che in campo ha avuto sempre un body language corretto e un atteggiamento professionale, ha acquisito ancor più fiducia in sé ed oggi è consapevole di essere un giocatore vero che può dar fastidio a tanti colleghi sulla carta più dotati.

L’augurio che si può fare a Lorenzi per il suo 2010, ora che la classifica è buona, è quello di puntare ancora più in alto e di giocare sempre i grandi tornei. Chissà che non ci siano altri miracoli…

CHI VOLESSE LEGGERE I TRE PRECEDENTI PROFILI TRACCIATI DA ROBERTO LI PUÒ TROVARE A QUESTO INDIRIZZO.

2 commenti:

Newton ha detto...

Grande Paolino!Il miglior azzurro quest'anno!

Marco Caldara ha detto...

Più quantitativamente che qualitativamente, ma mi trovo d'accordo con la tua affermazione..