Continua con Marco Crugnola la serie di articoli del nostro Roberto che, con cadenza settimanale, analizza per TENNIS MASCHILE.com le stagioni dei primi 10 giocatori azzurri nella classifica mondiale.
(di Roberto Bontempi)
Il numero 9 d’Italia per le ultime classifiche internazionali dell’ATP è Marco Crugnola, 224 del mondo. Quasi sconosciuto al grande pubblico, Marco è un ventiseienne ragazzo di Varese che si allena a Milano con Corrado Borroni e che a tennis gioca parecchio bene: buoni fondamentali, buon servizio e una certa propensione al gioco offensivo fanno di Marco uno dei tanti tennisti azzurri che si fa guardare volentieri.
Fino a questo 2009 i suoi risultati erano stati piuttosto deludenti ma, proprio in questa stagione, Marco ha finalmente avuto occasione di assaggiare il circuito dei grandi tornei, mostrare il suo valore ad una platea più vasta ed accumulare esperienze certamente preziose per il futuro.
Ben 34 tornei disputati, la stragrande maggioranza Challenger, ma anche le qualificazioni tentate nei quattro Slam e in una mezza dozzina di ATP, per un totale di 36 match vinti e 34 persi, Crugnola ha come migliori piazzamenti le semifinali nel Challenger di Roma-Rai e quattro quarti di finale sempre in appuntamenti del circuito minore in Italia (Bergamo, Alessandria, Trani e Como), ma il risultato più importante l’ha raggiunto nel Master 1000 di Madrid: nella capitale spagnola, infatti, Crugnola ha superato per la prima e unica volta dell’anno le qualificazioni in un torneo del tour maggiore, battendo due solidi top-100 come Maximo Gonzalez e Navarro, ed ha avuto la possibilità di giocare su un campo importante contro l’ex top-10 Wawrinka.
Nel corso dell’anno l'allievo di Borroni ha avuto modo di superare altri tennisti di un certo livello come il brasiliano Bellucci (a Torino), Andrey Golubev (sul veloce di Bergamo) e Alessio Di Mauro (sulla terra di Trani).Anche questi successi hanno permesso al tennista varesino di conquistare, all’indomani dello sfortunato torneo di Wimbledon in cui è stato sconfitto nell’ultimo turno di quali dall’altro azzurro Riccardo Ghedin, il suo best ranking, numero 165.
Non c’è dubbio che dal talento di Marco si possano pretendere risultati ancora più importanti. E’ possibile che l’anno prossimo Crugnola si programmi ancora più coraggiosamente da giocatore vero, provando ancor più di frequente di quanto non abbia già fatto quest’anno le qualificazioni dei tornei maggiori. Solo confrontandosi regolarmente con giocatori più forti, infatti, il tennista azzurro potrà testare il suo reale livello di gioco e la propria tenuta fisica e mentale ad un certo standard, e provare a migliorare ancora tutte queste caratteristiche. E solo così, rischiando, potrà evitare di avere rimpianti ed evitare anche a noi appassionati che lo seguiamo con affetto di pronunciare, tra qualche anno, amaramente il solito ritornello: “però, peccato, quel Crugnola giocava proprio bene, poteva diventare più forte di quanto non sia stato!”. Mi sono stancato di ripetere questa frase e confido nel fatto che anche Marco non vorrà sentirsela ripetere.
CHI VOLESSE LEGGEREI GLI OTTO PRECEDENTI PROFILI TRACCIATI DA ROBERTO LI PUÒ TROVARE A QUESTO INDIRIZZO.

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