22 dicembre 2009

UNO SGUARDO AL 2009: FILIPPO VOLANDRI

Foto Edoardo De Campora

Continua con Filippo Volandri la serie di articoli del nostro Roberto che, con cadenza settimanale, analizza per TENNIS MASCHILE.com le stagioni dei primi 10 giocatori azzurri nella classifica mondiale.


(di Roberto Bontempi)

Per analizzare l’annata non proprio esaltante del tennista italiano più forte del decennio che sta per concludersi, non si può non tener conto del burrascoso avvio del 2009 di Volandri che, il 15 gennaio, era stato squalificato per tre mesi per doping dalla Federazione internazionale per via del valore anomalo di salbutamolo, sostanza contenuta in un farmaco usato per curare l’asma, di cui Filippo soffre da anni, trovato nelle sue analisi in un test effettuato ad Indian Wells nel 2008. Solo a metà aprile, quando la squalifica era ormai quasi terminata, il Tribunale d’appello dello sport di Losanna ha accolto il ricorso dell’azzurro cancellando la squalifica e restituendo a Volandri soldi e punti ATP da lui conquistati nell’estate 2008.

Capìte bene che, iniziare una stagione così non deve essere il massimo per un atleta che, proprio sul finire del 2008, superato un fastidioso infortunio al ginocchio che aveva tormentato gran parte della sua stagione più delicata, con tanti punti pesanti da difendere, era riuscito a rimettersi prepotentemente in carreggiata giungendo molto vicino ai primi cento.

Filippo, però, non si è mai davvero ripreso e raramente lo si è visto giocare ai suoi straordinari livelli nel corso di questa sua stagione “a metà”.

Solo 20 tornei disputati, tutti sulla amata terra battuta e tutti Challenger (gran parte dei quali disputati in Italia) ad eccezione del Master 1000 di Roma (disputato grazie ad una wild card), le qualificazioni (non superate) a Parigi, e gli ATP 250 di Bucarest e Umago. Migliori risultati: una finale a Trani, sconfitto dal rissoso Koellerer (sua bestia nera) dopo aver superato anche il numero 60 del mondo, Christophe Rochus, e tre semifinali a Roma, Milano e Cordenons. Davvero pochino. Si spiega così il numero 218 ATP, una posizione non semplice da gestire per un ragazzo che sulla terra ha battuto tanti tennisti fortissimi (Federer su tutti…) e che era abituato, nelle ultime 4-5 stagioni, a calcare ben altri palcoscenici.

Lasciato ormai alle spalle questo annus horribilis, il nostro Filo potrebbe ricominciare a crederci davvero nel 2010. A Volandri, nonostante i limiti tecnici al servizio a tutti noti, almeno un posto nei primi 50 giocatori del mondo sulla terra spetta quasi di diritto. Anche se gli anni passano ci auguriamo tutti che i guai fisici lascino in pace il nostro tennista che, se avrà il coraggio di rischiare una programmazione da grande giocatore qual è, potrà regalarsi e regalare ai suoi sostenitori altre stagioni piene di bei risultati.

CHI VOLESSE LEGGERE I SETTE PRECEDENTI PROFILI TRACCIATI DA ROBERTO LI PUÒ TROVARE A QUESTO INDIRIZZO.

1 commenti:

ADMIN ha detto...

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