Di Marco Caldara - 4 Dicembre 2009
Articolo apparso sul sito www.mytennis.it
Dopo la lunga analisi dedicata alla stagione 2009 degli azzurri a livello Challenger (CHE TROVATE QUI) è giunta l'ora di tirare le somme di questa stagione anche per quanto riguarda i tornei Futures.
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Dopo la lunga analisi dedicata alla stagione 2009 degli azzurri a livello Challenger (CHE TROVATE QUI) è giunta l'ora di tirare le somme di questa stagione anche per quanto riguarda i tornei Futures.
L'Italia ha organizzato ben 32 eventi, dato che la pone al secondo posto sul panorama internazionale, seconda solo alla Spagna (36), e davanti agli Stati uniti (29) e al Brasile (28). Di questi trantadue eventi, 26 sono stati giocati sulla terra battuta (1 indoor) e sei sul veloce (1 indoor). Il primo evento ha avuto luogo alla Società Angiulli di Bari il 9 Febbraio 2009, e come presumibile dalla data è stato giocato al coperto; mentre l'ultimo evento italiano si è svolto sulla terra di Frascati (Roma) il 12 Ottobre, subito dopo il classico mese di cemento, quest'anno diviso fra Sardegna e Campania.
Gli azzurri hanno totalizzato ben 214 presenze nei quarti di finale. 106 sono coincise con un'eliminazione, mentre le altre 108 sono proseguite oltre. Le semifinali sono state 58, mentre in 50 occasioni (una media di una ogni settimana 'di gioco') un giocatore azzurro ha raggiunto la finale; vincendo il torneo in 22 occasioni e fermandosi all'ultimo atto in 28. Dei 22 successi 'solo' nove sono arrivati nello stivale (2 sul cemento e 7 sulla terra); mentre le altre 13 risultano sparse tra Asia, Africa e America. Questi risultati ci portano ad affermare con una certa sicurezza che l'Italia è la quarta potenza mondiale a livello di tornei ITF maschili, posizionata alle spalle di Francia, Spagna e Argentina sia nel totale di vittorie e finali, sia in quello di quarti e semifinali.

Gli azzurri hanno totalizzato ben 214 presenze nei quarti di finale. 106 sono coincise con un'eliminazione, mentre le altre 108 sono proseguite oltre. Le semifinali sono state 58, mentre in 50 occasioni (una media di una ogni settimana 'di gioco') un giocatore azzurro ha raggiunto la finale; vincendo il torneo in 22 occasioni e fermandosi all'ultimo atto in 28. Dei 22 successi 'solo' nove sono arrivati nello stivale (2 sul cemento e 7 sulla terra); mentre le altre 13 risultano sparse tra Asia, Africa e America. Questi risultati ci portano ad affermare con una certa sicurezza che l'Italia è la quarta potenza mondiale a livello di tornei ITF maschili, posizionata alle spalle di Francia, Spagna e Argentina sia nel totale di vittorie e finali, sia in quello di quarti e semifinali.

Poco meno di 1/5 dei successi azzurri targati 2009 sono giunti da un unico atleta, Luigi D'Agord (nella foto sopra). Il tennista italo-statunitense, nonostante la classifica e la continuità di risultati gli avrebbero probabilmente permesso di competer su buoni livelli anche nei tornei Challenger, ha impostato metà della sua stagione sui Futures. Nei 10 appuntamenti ai quali ha preso parte, il tennista cresciuto nell'università dell'Alabama ha centrato ben quattro successi, divisi fra America: Orange Park (Florida) e Puerto Vallarta (Messico) e Asia: Petaling Yaya e Kuala Lumpur (entrambi in Malesia). Dalla sua anche una finale, una semifinale (che hanno fermato rispettivamente a 14 e 13 due striscie di successi consecutivi) e due quarti di finale che, sommati a due ottavi, l'hanno portato a guadagnare la bellezza di 89 punti con i tornei ITF, e di posizionarsi secondo in questa speciale classifica nazionale. Meglio di lui ha saputo fare Claudio Grassi, bravo nel raccogliere 92 punti (77esimo in assoluto, in testa il francese Guez con 180). Va però detto che il giocatore toscano, noto per la capacità di utilizzare indifferentemente le mani (serve con la sinistra e gioca con entrambe, prevalentemente la destra), ha disputato la bellezza di 27 tornei ITF, solo Matteo Volante come lui, ottenendo in media 3,4 punti a torneo. Grassi ha vinto nel corso dell'anno ben 48 incontri (primo azzurro in assoluto), andando a segno nel 10.000$ greco sull'erba sintetica di Paros, e raggiungendo 3 finali, 3 semifinali (secondo in entrambe le classifiche specifiche), sette quarti di finale (primo) e otto ottavi (settimo).
Al terzo posto nella classifica dei punti troviamo il siciliano Francesco Aldi, il quale pur non avendo preso parte ad un altissimo numero di eventi (10), ha guadagnato 86 punti, programmandosi nel migliore dei modi. Le vittorie nei 15.000$ di Vicenza e Capri gliene hanno portati 50, le finali di Sabadell e Modena altri 23, mentre gli ultimi tredici arrivano da due semifinali e da un 'ottavo' un Marocco. Un punto meno di Aldi è il bottino del veneto Matteo Viola, presente in 23 tornei, vittorioso a Bucarest e finalista a Frascati, Portschach, Mestre e Quartu Sant'Elena. Per lui anche 2 semifinali, 6 quarti e cinque ottavi, per un totale di 44 partite vinte in main draw. Dietro a Viola troviamo Matteo Marrai (84 lunghezze), vincitore di due tornei da 10.000$, finalista in uno, e semifinalista in altri tre. Il primo successo è arrivato a Vercelli, mentre il secondo in Georgia. La finale risale al 10.000$ di Siena, mentre le semifinali sono divise fra Italia (Viterbo), Iran (Kish Island) e Georgia (Tblisi). Oltre ad Aldi e Marrai, altri due giocatori italiani sono riusciti a vincere due titoli nel corso della stagione. Daniele Giorgini ha centrato il successo nel 15.000$ di La Spezia e nel 10.000$ di Trieste, fermandosi in finale al Cairo e ad Avezzano; guadagnando 77 punti con la bellezza di 40 match vinti (33 nei main draw). Andrea Arnaboldi ha invece vinto a Parma (15.000$) e nel 10.000$ spagnolo di Cartagena, raggiungendo anche una semifinale e tre quarti. 56 i punti da lui guadagnati, poco meno di un terzo del bottino che gli ha permesso di entrare nei primi 250 giocatori della classifica ATP.

Nella top10 dei punti guadagnati con i tornei ITF troviamo anche Simone Vagnozzi e Walter Trusendi, entrambi con un successo ed appaiati a 64 punti. Il primo ha vinto a El Cairo, raggiunto tre finali (Pozzuoli, Belgrado e Palazzolo) e due semifinali, imponendosi in 26 incontri; mentre il secondo dopo il successo a Bari nel primo torneo italiano dell'anno, si è fermato cinque volte al penultimo atto, vincendo 27 match in tabellone principale. Decimo, con 52 punti, l'anziate Francesco Piccari che, nelle sue 24 apparizioni stagionali, ha vinto 34 partite (2 in qualificazioni) e raggiunto 2 finali (una sulla terra in Gran Bretagna e una sul cemento di Alghero), 3 semifinali, tre quarti e ben otto 'ottavi'. Gli è mancato solo la vittoria, che avrebbe portato a undici i suoi allori Futures in carriera.

Le rimanenti sei vittorie sono arrivate invece per mano di Marco Simoni, Antonio Comporto, Stefano Ianni, Daniele Bracciali, Stefano Galvani e Paolo Lorenzi. Il primo ha cambiato decisamente marcia dopo la semifinale di Palazzolo, raggiungendo una finale in Lettonia e poi ottenendo il primo titolo della carriera nel 10.000$ di Ankara (Turchia). Comporto invece, dopo la finale di Padova (15.000) sembrava leggermente calato, ma a seguito di una saggia decisione, che l'ha portato nel lontano Cile per un mese, ha vinto il primo Futures della carriera proprio in sudamerica, chiudendo il 2009 con 23 successi nei tabelloni principali (decimo azzurro). Ianni ha vinto a Napoli l'ultimo torneo sul cemento della stagione italiana, battendo in finale Andrea Falgheri (2 le finali perse dal bergamasco, entrambe sul 'veloce'). Arrivano dal cemento anche i successi di Bracciali, che nella sua seconda finale stagionale (a Piombino) ha sconfitto l'amico Max Dell'Acqua, e Paolo Lorenzi, in grado di infilare una vittoria e una semifinale negli unici due tornei ai quali ha partecipato, ossia due 15.000$ + H in Costa d'Avorio. Stefano Galvani ha invece vinto il 15.000$ + H di Este, raggiungendo anche una finale e un quarto. Per lui 50 punti, undicesimo azzurro dell'anno. Con le vittorie abbiamo terminato, mentre per completare le finali dobbiamo ancora citare Adriano Biasella, finalista in un 10.000$ messicano, e il mancino toscano Leonardo Azzaro, fermatosi due volte all'ultimo atto (a Bari e in Olanda).
Spostiamo ora la nostra attenzione sui tabelloni di qualificazione. L'Italia è la nazione leader al mondo in questa specialità, con la bellezza di 238 qualificazioni ottenute, 14 in più della Francia, e 23 più della Spagna. Il recordman azzurro è il romano Stefano Valenti, in grado di superare nove volte il tabellone cadetto, vincendo 34 match nel corso dell'anno (19 in 'quali'), e di raggiungere una semifinale ed un quarto di finale come migliori risultati. Seguono a ruota (8 qualificazioni) i giovani Fortuna e Travaglia, e l'aretino Federico Raffaelli. Il diciannovenne siciliano ha vinto 31 match nel corso della stagione, decimo azzurro assoluto, ma primo per quanto riguarda il tabellone secondario, con 25 successi. Il suo miglior torneo è stato il 10.000$ di Siena, dove si è spinto in semifinale a spese di due 'colossi' come Piccari e Giorgini, arrenendosi poi (con tre match-point falliti) al tedesco Poerschke, poi vincitore del torneo. 24 i match vinti per Travaglia (32 in totale) con un quarto di finale in Serbia come 'season best'. Appaiati a Travaglia, nel dato dei match vinti nelle qualificazioni, il veneto Nicola Ghedin e Lorenzo Giustino. Il primo ha ottenuto sette qualificazioni (in 18 presenze), mentre il secondo ne ha 5 in 17 presenze; anche per loro un quarto di finale come miglior risultato dell'anno.
Spostiamo ora la nostra attenzione sui tabelloni di qualificazione. L'Italia è la nazione leader al mondo in questa specialità, con la bellezza di 238 qualificazioni ottenute, 14 in più della Francia, e 23 più della Spagna. Il recordman azzurro è il romano Stefano Valenti, in grado di superare nove volte il tabellone cadetto, vincendo 34 match nel corso dell'anno (19 in 'quali'), e di raggiungere una semifinale ed un quarto di finale come migliori risultati. Seguono a ruota (8 qualificazioni) i giovani Fortuna e Travaglia, e l'aretino Federico Raffaelli. Il diciannovenne siciliano ha vinto 31 match nel corso della stagione, decimo azzurro assoluto, ma primo per quanto riguarda il tabellone secondario, con 25 successi. Il suo miglior torneo è stato il 10.000$ di Siena, dove si è spinto in semifinale a spese di due 'colossi' come Piccari e Giorgini, arrenendosi poi (con tre match-point falliti) al tedesco Poerschke, poi vincitore del torneo. 24 i match vinti per Travaglia (32 in totale) con un quarto di finale in Serbia come 'season best'. Appaiati a Travaglia, nel dato dei match vinti nelle qualificazioni, il veneto Nicola Ghedin e Lorenzo Giustino. Il primo ha ottenuto sette qualificazioni (in 18 presenze), mentre il secondo ne ha 5 in 17 presenze; anche per loro un quarto di finale come miglior risultato dell'anno.

Passiamo ora alle note dolenti. Il peggior azzurro della stagione è stato Paolo Benincà, anche se va detto che l'italiano ha avuto vari problemi fisici. Paolo ha preso parte a 24 tornei di qualificazione, superando il tabellone cadetto in due sole occasioni. Simile anche la stagione del veneto Stefano Rodighiero, qualificatosi una sola volta. Nelle 23 apparizioni infatti, Stefano ha rimediato 22 sconfitte, ma in ben tre occasioni è stata baciato dalla fortuna, e ripescato come lucky loser (perdente fortunato). Questi sono, senza dubbio, i motivi per i quali nessuno dei due ha racimolato zero punti ATP nel corso della stagione, uscendo dal ranking. Nessun punto anche per gli altri 'fedelissimi' delle qualificazioni, ovvero Alberto Tosti-Croce e Francesco Vilardo. Entrambi hanno superato le 'quali' una sola volta, 20-1 per Tosti-Croce e 23-1 per Vilardo, che è però stato ripescato tre volte come LL. Sono lui e Rodighiero i più 'fortunati' della stagione.

Appuntamento alla prossima settimana con un'analisi sul ranking. Prenderemo in considerazione le variazioni fra la classifica degli italiani di fine 2008 e quella attuale, soffermandoci sui giocatori usciti da questa, sulle new entry, e su chi vi è rientrato dopo un'anno (o più) di assenza.

3 commenti:
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Grande Marco! Un lavorone!
Quanto cuore per TENNIS MASCHILE.com :):):)
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