11 dicembre 2009

Intervista a Paolo Lorenzi: 'Punto a entrare nei top 50'

Foto Giulio Gabbanini
(di Marco Caldara)

In occasione della final four di Bra abbiamo finalmente incontrato Paolo Lorenzi, il miglior azzurro del 2009, che con la cordialità e la simpatia che lo c
ontraddistiguono si è reso disponibile per una lunga chiacchierata ai 'microfoni' di TENNIS MASCHILE.com. Eccovene una parte:

Innanzitutto Paolo, un giudizio a questa favolosa stagione?
'E' stata senza dubbio la migliore della mia carriera. Sono partito giocando Futures, ed ora gioco tornei ATP in tabellone e ho un posto per l'Australian Open. Arrivare 84 del mondo è stato un traguardo assolutamente inaspettato; il mio obiettivo era entrare nei primi 150 del mondo, e l'ho ampiamente superato. Ho giocato quasi solo tornei Challenger e le qualificazioni degli Slam, con la sconfitta al turno finale del Roland Garros con Bozoljac che ancora si fa sentire. E pensare che quest'anno i Challenger davano anche meno punti, quindi era ancora più difficile. Se consideriamo anche la serie a francese ho giocato circa 100 match nel 2009, e mi sono divertito un sacco. Man mano che giocavo continuavo a prendere fiducia, e ci prendevo gusto nel giocare'.

Fenomenale scalata la tua, come avete lavorato day by day?
'Abbiamo lavorato principalmente sull’aggressività; che comporta quindi il servizio, e la ricerca di prendersi il punto scendendo a rete. Ci stiamo ancora lavorando perché non mi riesce sempre nel migliore dei modi. Poi ad inizio anno ho giocato quasi sempre sul veloce quindi quel genere di tennis serviva maggiormente ed è più facile essere aggressivi. Abbiamo cercato di tagliare meglio il campo, e tutto sommato di fare ciò che facevo prima ma a livello più alto, lavorando sul back, e cercando qualche variazione in più. Sulla terra invece ho ripreso qualche schema vecchia maniera. Ora sto lavorando principalmente su servizio e diritto'.

Qual'è stata a tuo parere la chiave dei tuoi successi?
'Devo subito dire che il prossimo anno sarà molto difficile trovare continuità, in quanto giocando tornei molto più grossi è molto più dura. E' stata proprio la continuità la mia maggiore qualità. Da Reggio Emilia in poi ho giocato bene per qualche settimana; e poi ho dato il meglio verso fine anno, giocando bene a Tarragona, dove trovando Andujar al primo turno pensavo di uscire subito, memore della sua facile vittoria ad Orbetello; ed anche in serie a, italiana e francese, nella quale ho battuto Santoro, e vinto facile con Ascione. Devo dire che dopo New York, dove con Olaso ho perso uno dei match più brutti dell'anno, sono andato in crescendo'.

Quando hai capito che questa era forse la stagione della svolta?
'Senza dubbio a Rijeka. Sono arrivato la dopo aver vinto Reggio Emilia, e non pensavo di potercela fare. Ero rimasto da solo, ed ho vinto semifinale e finale giocando benissimo; è li che la mia stagione è svoltata'.

A fine anno hai poi giocato a Lione, quali sono le principali differenza riscontrare con i tornei Challenger?
'Non ho avuto modo di prendere confidenza con il torneo di Lione in quanto sono arrivato Lunedì perché Domenica avevo la Serie A, ho dormito, giocato, e poi sono tornato subito a casa. Avrò modo di adattarmi nella prossima stagione. Comunque si viene trattati molto meglio, e l'accoglienza è sicuramente migliore'.

Hai ottenuto risultati sia sul cemento che sulla terra, quale superficie prediligi?
'Io a casa mi alleno solo sulla terra e quindi mi risulta normale prediligerla, ma sinceramente non trovo troppa differenza. L'importante è che si giochi all'aperto, poi mi basta qualche giorno di allenamento per rendere al meglio su entrambe. E' indoor che ancora faccio fatica, non mi piace. Tutti giocano bene li; è secondo me più facile giocare. Io invece amo usare spesso una palla più 'alta'; mentre indoor giocano tutti più basso, e i miei schemi mi aiutano meno. Però ora che servo meglio con un po' di allenamento penso di poter dire la mia anche li. L'erba invece è strana: tutti gli anni vado sull'erba e sono soddisfatto perché mi sembra di giocare bene, però non vinco mai una partita. Evidentemente la mia idea di giocare bene sull'erba è un po' sbagliata (ride, ndr)'.

Parliamo ora della stagione in arrivo, come la imposterai?
'Io inizierò a Doha, e poi mi sposterò a Auckland, entrambi tornei in preparazione agli Australian Open. Poi giocherò appunto a Melbourne, e al momento penso che dall'Australia mi trasferirò direttamente in sud america, per giocare i tornei sul rosso: Santiago, Buenos Aires e Acapulco. Fino a Parigi, anche ottenendo scarsi risultati dovrei riuscire a rimanere nei top100, quindi giocherò solo tornei maggiori. Mi piacerebbe guadagnare ancora qualche punto per poter entrare nei tabelloni di Miami e Indian Wells. Ritengo che i top 20 siano di un altro altro livello, mentre con tutti gli altri credo di potermela giocare'.

Quindi avrai un obiettivo piuttosto alto per il 2010?

'Si. Io e il mio allenatore puntiamo ad andare sotto i 50. Forse è un po' eccessivo, ma a me piace sempre esagerare, se vuoi rimanere dove sei non ci riesci, e non va bene. Non so se riuscirò a competere a livello ATP, avendo giocato davvero pochi tornei nella mia carriera; ma quando entro in campo punto a vincere più match possibile. Devo trovare continuità, ambientarmi un attimo, magari iniziare a superare subito dei turni, fare quarti; poi si vedrà'.

Con l'ST Bassano è finita in finale, come ti sei trovato quest'anno?
'Sono sette anni che gioco per Bassano, e mi trovo benissimo. Si è creato un grandissimo rapporto, tanto che ci troviamo anche fuori dalla Serie A. Poi dopo cosi tanto tempo è bello, ci conosciamo bene coi capitani e col presidente; ed è un'esperienza sempre piacevole giocare 'per loro'.

Sappiamo che il tuo allenatore è Galoppini, ma poco altro..
'Io mi alleno come hai ben detto con Claudio, mentre il mio preparatore atletico è Stefano Giovannini. Con me si allenano altri due ragazzi, ossia Lorenzo Papasidero e Matteo Baldi. Il mio manager è Riccardo Ferretti'.

A questo punto Paolo non ci resta che ringraziarti ed augurarti un grosso un bocca al lupo per il raggiungimento dei tuoi obiettivi!
'Crepi il lupo, grazie davvero a tutti per il sostegno che mi avete fatto sentire nel corso dell'anno. Spero di potermi migliorare ancora'.

2 commenti:

ADMIN ha detto...

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Newton ha detto...

Un po troppo ottimistico un top50..!