07 novembre 2009

Stagione italiana nei Challenger: chi su e chi giu


Di Marco Caldara - 7 Novembre 2009
Articolo apparso sul sito www.mytennis.it
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L'Italia è la nazione leader al mondo per numero di tornei Challenger organizzati; con ben 25 eventi fra i quali il ricco appuntamento di San Marino, un torneo sul sintetico indoor (Bergamo), due sul cemento all'aperto (Recanati e Cremona), e ben 21 Challenger sulla terra rossa outdoor che attraversano tutto lo stivale, articolandosi da Palermo (il più a sud) a Cordenons (il più a nord); e che permettono all'Italia di poter vantare ben sei tornei dell' ATP Challenger Tour in più rispetto agli USA, che presentano una superficie di oltre trenta volte maggiore alla nostra e sono composti da ben 51 stati. Per quanto riguarda il numero di tornei vinti siamo però ben al di sotto della media 'tornei organizzati/tornei vinti' di gran parte delle nazioni del 'vecchio continente', e non solo. Nel 2009 infatti gli azzurri sono andati a segno in soli otto tornei, quattro dei quali all'estero (compreso quello di San Marino). Il numero è abbastanza preoccupante, perché a fronte di numerosissime partecipazioni sono arrivati due titoli in meno del 2008, che venne definito a tratti 'disastroso', e rimangono pochissimi tornei (una manciata quelli in Europa, ai quali molto probabilmente la partecipazione dei nostri portacolori sarà pressoché nulla), per cercare di mettere in cascina almeno un altro 'alloro'.

Nel corso della stagione il miglior azzurro è stato senza ombra di dubbio il senese Paolo Lorenzi (nella foto), uno che, per intenderci, solo a Febbraio giocava Futures in Costa d'Avorio, ed ha chiuso la stagione con l' ATP di Lione e la certezza di un posto fra i 128 dell'Open d'Australia, suo primo slam di sempre. Il toscano ha giocato 34 tornei nel corso dell'anno, spostandosi in tutti i continenti e prendendo parte a 25 appuntamenti del circuito Challenger (sparsi fra Europa, America, Asia e Oceania). Può vantare tre successi (Rijeka, Reggio Emilia e Lubiana), 3 finali (San Luis Potosi, Tenerife e Tarragona), due semifinali (Como e Roma Garden), sette quarti di finale e tre ottavi; con vittorie su gente del calibro di Lu, Petzschner, Zeballos, Greul e Hajek. Tutto ciò l'ha portato a guadagnare ben 532 punti solo nei Challenger (secondo assoluto dopo Zeballos in questa speciale classifica), ed a posizionarsi questa settimana sul gradino numero 84 della classifica, suo miglior risultato di sempre ottenuto a 29 anni d'età.

La brillante stagione di Paolo:

SLAM:
Primo turno qualificazioni Australian Open.
Turno decisivo qualificazioni Roland Garros.
Primo turno qualificazioni Wimbledon.
Primo turno qualificazioni Us Open.

ATP:
Secondo turno qualificazioni Dubai.
Primo turno qualificazioni Queen's.
Primo turno main draw Lione.

CHALLENGER:
Vittoria: Reggio Emilia, Rijeka, Lubiana.
Finale: San Luis Potosi, Tenerife, Tarragona.
Semifinale: Como, Roma Garden.
Quarti di finale: Recanati, Busan, Orbetello, Todi, Izmir, Khorat, Bangkok.
Secondo turno: Alphen aan den rijn, Noumea, Rimini.
Primo turno: Cherbourg, Napoli-2, Cordenons, San Marino, Furth, Alessandria, Mexico City.

FUTURES:
Vittoria Costa d'Avorio F1 (15.000+H).
Finale Costa d'Avorio F2 (15.000+H).

Un altro italiano che si è fatto notare è il giovane mancino Andrea Arnaboldi, il quale nonostante la sua 'leggerezza' ha saputo ben figurare e spesso vincere con giocatori più blasonati, quali Crivoi, Ouanna, Villagran, Evans e Bozoljac. La sua stagione era scattata con 4 tornei ITF consecutivi in Spagna, e dopo la vittoria nell'ultimo il giocatore nativo di Cantù ha deciso di lanciarsi a pieno regime nei Challenger, riuscendo spesso a mettersi in mostra. Due semifinali (Todi e Lugano), e i quarti di Roma Rai e Alphen aan den rijn (con successi su Bubka, Lorenzi e tre set lottati con il francese Stephane Robert, uno dei protagonisti a livello Challenger e poi vincitore del torneo); ai quali si aggiungono due vittorie, una semifinale, e tre quarti a livello Futures, gli han permesso di issarsi ad un passo dai top 200 (206 per l'esattezza) e gli consentiranno nella prossima stagione di poter subito iniziare ad alti livelli, cercando magari di prendere maggior confidenza con il cemento (Australia) che sino ad oggi si è rivelato il suo 'tallone d'Achille'.
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Ottima stagione anche per il campano Potito Starace, che con soli sette tornei ha raccolto circa metà del suo bottino targato 2009 (320 su 682) posizionandosi al ventesimo posto dello Special Ranking Challenger (classifica redatta ogni Lunedì dall'amico Riccardo Bisti, Tennisbest). Il tennista di Cervinara (Benevento) ha centrato il successo in quel di Torino, fermandosi quindi all'ultimo atto a Lugano (sconfitto da Wawrinka), San Marino (da Seppi) e Napoli Posillipo (da Gil). Dalla sua anche una semifinale nel ricco evento ceco di Prostejov e due primi turni (Napoli-1 e Sunrise). Come appena citato l'azzurro è stato sconfitto nella finale di San Marino dall'altoatesino Andreas Seppi, numero 1 d'Italia, e bravo nel centrare il bottino massimo nel primo ed unico torneo al quale ha preso parte. Un successo anche per Fabio Fognini, Andrea Stoppini e Alessio Di Mauro. Il primo (2 partecipazioni) ha fatto suo il 30.000€ di San Benedetto, dopo che nei primi mesi dell'anno si era fermato in semifinale a Napoli. Il giocatore di Riva Del Garda (Trento) ha invece centrato il primo titolo della carriera nel 75.000$ turco di Izmir (Smirne), arrivato all'apice di una buona prima parte di stagione, che non è poi stata confermata nel prosieguo, con numerosi alti e bassi e una trasferta USA al di sotto delle aspettative. Il siciliano ha invece raggiunto il picco massimo all'Harbour Club di Milano, conquistando il 30.000€ ma regredendo poi improvvisamente e notevolmente nei tornei successivi: tredici appuntamenti Challenger che non l'hanno mai visto andare oltre il secondo turno (8 le eliminazioni all'esordio).

Molto vicini ad una vittoria che è però mancata il patavino Stefano Galvani, fermato all'ultimo atto nel torneo di Wolfsburg (da Ruben Bemelmans), e il romano Riccardo Ghedin, stoppato dal locale Salamanca nella finale di Bogotà-3. Il primo ha avuto una stagione ricca di alti e bassi, principalmente 'bassi', e ben distante dalle sue aspettative (Stefano ambiva ai top80 del ranking). Il portacolori dell' SSD Empire invece ha mantenuto costante la classifica di fine 2008, con l'importante finale nel torneo della Copa Petrobras (sei eventi consecutivi sulla terra sudamericana) e la 'ciliegina sulla torta' della qualificazione al torneo di Wimbledon.

Coloro che invece non sono riusciti a difendere le vittorie della stagione precedente sono Flavio Cipolla, Filippo Volandri e Tomas Tenconi. Il giocatore romano, che nel corso della stagione è entrato per la prima volta in carriera nei top100 (99), non è riuscito a vincere alcun torneo Challenger (nel 2008 vinse a Noumea il primo torneo dell'anno); anche se va detto che ha optato per una programmazione ambiziosa, giocando quasi esclusivamente a livello ATP e ripiegando sui tornei minori solo nel finale di stagione, quando una serie di problemi fisici ne ha però limitato notevolmente le capacità. Sottotono invece il 2009 di Volandri e Tenconi.

Il livornese, dopo l'ingiusta squalifica subita appena prima dell'Australian Open (gli venne imputato del 'doping' per un'eccessiva quantità di salbutamolo riscontratagli in un test effettuato a Miami 2008 e dovuta al regolare e consentito uso che Filippo faceva del 'Ventolin') è rientrato nel torneo di Monza, e nel corso dell'anno ha giocato sempre a livello Challenger, eccezion fatta per il Roland Garros e gli ATP di Umag e Bucarest. Come miglior risultato ha raggiunto la finale nel 50.000$ di Trani, non riuscendo però a difendere i ricchi successi ottenuti nella stagione precedente a San Marino e Cordenons, e perdendo molto spesso match alla sua portata. Stesso discorso vale per l'italo-argentino, uno dei migliori azzurri del 2008 e uno dei peggiori del 2009. Lo scorso anno scalò oltre 900 posizioni, vincendo numerosi tornei Futures e arrivando a ridosso dei top150, con la 'doppietta' negli ultimi due Challenger italiani della stagione (Todi e Napoli Posillipo), vinti consecutivamente. Quest'anno ha invece deluso le attese, raggiungendo solo tre volte i quarti di finale (Como, Roma Rai e Scheveningen) ed infilando una serie di sconfitte all'esordio. Fino a Luglio/Agosto è riuscito a 'galleggiare' attorno ai 150, entrandovi anche, difendendo con qualche vittoria Challenger i successi Futures dell'anno precedente. Da li in poi però, con la 'scadenza' dei punti del 15.000 +H di Bolzano, e dei due Challenger Tomas è precipitato in classifica e perdendo circa 250 posizioni. Oggi è numero 400 del mondo, ma entro fine anno indietreggierà ancora.

Grande crollo anche per Giancarlo Petrazzuolo, che in tutto il 2009 non è riuscito mai a superare il secondo turno di un torneo, Challenger o Futures che fosse, perdendo oltre 300 posizioni e rialzandosi sono parzialmente con 4 buoni match negli ultimi due tornei Challenger della sua stagione, nei quali ha sconfitto gli ottimi Rosol e Aranguren, giocando poi alla pari con Greul e Hernandez. Con i suoi risultati deludenti rientra in quella serie di azzurri che non sono stati in grado di confermare una finale ottenuta lo scorso anno (Lubiana nella fattispecie). A fargli compagnia Simone Vagnozzi e Marco Crugnola, che nonostante una buona stagione non sono riusciti a confermare le finali di Alessandria e Vigo. Rispondono 'presente' anche Enrico Burzi (Siviglia) e Walter Trusendi (Rimini), autori di un 2009 non degno dei propri mezzi e notevolmente calati in classifica. All'interno di questo spiacevole rango pure il siciliano Gianluca Naso, a mio avviso la maggior delusione dell'anno. Dopo un 2008 brillante e ambizioso, che l'aveva visto qualificarsi per vari tornei ATP (Amburgo, Umag e Monaco per citarne alcuni) e raggiungere la finale a Genova, ci si aspettava per lui la definitiva consacrazione, ed invece dopo il terzo turno raggiunto nelle qualificazioni dell'Australian Open ha iniziato una preoccupante parabola discendente, perdendo con chiunque capitasse, e riuscendosi a mettere in mostra solo per i tre match point consecutivi sprecati con Filippo Volandri nel secondo turno del Challenger di Milano. La sua stagione (mai un quarto di finale per lui) è poi terminata in anticipo a causa di un brutto infortunio al polso e se non riuscisse quest'inverno ad attuare la giuste contromisure al precipitoso calo, c'è il grosso rischio di aver perso un giocatore dal potenziale veramente elevato.
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Per quanto riguarda invece gli 'altri', ossia tutti coloro ad aver giocato spesso dei tornei Challenger, viene subito alla luce il nome di Alberto Brizzi, autore di una buona 'annata' che l'ha visto raggiungere il miglior risultato nel primo torneo dell'anno giocato a Tanger, in Marocco, dove il nostro si è fermato ad un passo dalla finalissima, sconfitto da Pere Riba (semifinale poi bissata a Tampere, Finlandia). Grazie a numerose wild card concessagli dalla Federtennis (della quale è consigliere) ha ben figurato anche l'aretino Daniele Bracciali, semifinalista in tre tornei (Recanati, San Remo e Trani). Qualche bella vittoria l'hanno ottenuta anche Thomas Fabbiano, quarto finalista nel 100.000$ di Torino, e il marchigiano Daniele Giorgini, nei quarti a San Remo e Manerbio. Per concludere, otto le partecipazioni stagionali del siciliano Francesco Aldi, che ha raggiunto il 'season best' con la semifinale nel Challenger 30.000€ rumeno di Brasov.

Questi tutti gli altri italiani ad aver superato almeno un turno in un torneo del circuito Challenger:

-Matteo Trevisan: ottavi Torino (WC), 5 primi turni
-Luigi D'Agord: ottavi Santiago, 3 primi turni
-Giuseppe Menga: ottavi Cremona (WC), primo turno Bergamo (q)
-Matteo Marrai: ottavi Ginevra
-Francesco Piccari: ottavi Milano
-Antonio Comporto: ottavi Palermo (WC)
-Manuel Jorquera: ottavi Orbetello (WC)
-Davide Sanguinetti: ottavi Caltanissetta (WC)

Questi invece i rimanenti azzurri ad aver preso parte ad un evento Challenger (senza vincere):

-Federico Torresi: primo turno Recanati (WC), Roma-2 (q), Blumenau
-Stefano Ianni: primo turno Monza (WC), Manerbio (q), Trani (q)
-Giacomo Miccini: primo turno Recanati (WC), San Benedetto (WC)
-Enrico Fioravante: primo turno Napoli-1 (WC), Napoli-2 (WC)
-Simone Bolelli: primo turno Mons
-Stefano Travaglia: primo turno San Benedetto (WC)
-Luca Vanni: primo turno Milano (WC)
-Matteo Viola: primo turno Samarcanda
-Federico Gaio: primo turno Orbetello (WC)
-Mauro Bosio: primo turno Cremona (WC)
-Alberto Cammarata: primo turno Palermo (WC)
-Jacopo Marchegiani: primo turno Alessandria (WC)
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MARCO CALDARA

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