(di Backdoor)
Roger Federer vince in tre set, e meritatamente.
Andy Murray perde in tre set senza giocare male. Ma, ed è la cosa importante, senza giocare il terzo set. 6-1 è un risultato netto che non lascia spazio ad alcun tipo di discorso diverso da: Rogerio ha dominato il collerico scozzese. Un Muzza falloso e ‘smonato’.
Alcuni numeri del match:
- AM 9 ace ma 8 df;
- 38% di punti conquistati con la seconda di servizio per entrambi;
- 65% di prime di servizio in campo per RF;
- per AM il numero dice 44%.
Se non fosse che Federer ha ripetuto la prestazione contro Fernando Verdasco, ovvero primo set ‘sotto il par’ perso e poi due set di poesia in movimento, penserei che Murray è proprio il giocatore che stimola il n.1 mondiale a dare il meglio. Bertolucci ha avuto ragione ieri sera quando ha detto che Federer ha voluto dare a Murray una lezione.
Sì, perché Roger non ama Andy; anzi dico che non lo sopporta proprio. E quindi Federer prova una gioia particolare ogni volta che lo batte stracciandolo.
Il punto è, però, che per battere Murray è necessario un Roger very, very, very Federer.
Andy Murray perde in tre set senza giocare male. Ma, ed è la cosa importante, senza giocare il terzo set. 6-1 è un risultato netto che non lascia spazio ad alcun tipo di discorso diverso da: Rogerio ha dominato il collerico scozzese. Un Muzza falloso e ‘smonato’.
Alcuni numeri del match:
- AM 9 ace ma 8 df;
- 38% di punti conquistati con la seconda di servizio per entrambi;
- 65% di prime di servizio in campo per RF;
- per AM il numero dice 44%.
Se non fosse che Federer ha ripetuto la prestazione contro Fernando Verdasco, ovvero primo set ‘sotto il par’ perso e poi due set di poesia in movimento, penserei che Murray è proprio il giocatore che stimola il n.1 mondiale a dare il meglio. Bertolucci ha avuto ragione ieri sera quando ha detto che Federer ha voluto dare a Murray una lezione.
Sì, perché Roger non ama Andy; anzi dico che non lo sopporta proprio. E quindi Federer prova una gioia particolare ogni volta che lo batte stracciandolo.
Il punto è, però, che per battere Murray è necessario un Roger very, very, very Federer.

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