27 novembre 2009

DELPO RENDE OMAGGIO AL RE

foto Getty Images
(di Backdoor)

Non posso non iniziare dagli errori di JMDP nel tiebreak del secondo set quando, avanti 5 punti a 4 e servizio, l’argentino ha messo in rete la palla che lo avrebbe portato al doppio match point; e che avrebbe in pratica significato l’eliminazione dalla competizione di Federer.

Delpo ha omaggiato Rogerio. Ma non è stato un errore voluto. Lo affermo richiamando le considerazioni fatte da JMDP e dal suo coach nelle ultime settimane. Mi spiego. L’argentino nel raccontare le sue vicende post vittoria agli US Open ha detto che la vittoria nello Slam, e la conseguente salita nell’Olimpo dei grandi del tennis, è arrivata troppo presto: “non sono pronto per questa cosa, è arrivata troppo presto”, è stato in pratica il suo pensiero. Inoltre il coach, parlando del suo lavoro col campione di Tandil, ha detto che la parte più difficile è stata, ed è tutt’ora, quella di convincere JMDP a credersi, vedersi, considerarsi forte, ma forte, “come ‘quelli là’ (Federer, Nadal & co.)”.



Ecco, in my opinion, la radice degli errori banali nel tiebreak di ieri sera è questa. Delpo, per un attimo, si è emozionato, si è distratto, ha dubitato del suo valore. Ed ha messo in rete. D’altronde, immagino, competere e giocare a quei livelli e a quella velocità richiede una concentrazione e una determinazione sempre a mille; e se appena appena il focus non è al 100% ma, diciamo, al 95%, ecco che la pallina non passa la rete per pochi centimetri. Forse non è la stessa cosa che è successa anche a Murray, ieri, il quale si è distratto un po’ troppo e adesso è lì che rimpiange la decina di palle break non sfruttate nel secondo set (almeno la metà giocate sul secondo servizio di Verdasco, tra l’altro)?

Dunque, Delpo si è distratto e ha perso un tiebreak già vinto. Ma siccome l’argentino è un campione dotato di killer instinct, nel terzo set ha rimesso a fuoco la concentrazione e per Roger non c’è stato scampo.

La vittoria è meritata e il modo in cui è arrivata toglie ogni dubbio sulle condizioni dei muscoli addominali di Gianmartino: mi sarei aspettato un calo di velocità della prima palla e invece nulla. Il martello da Tandil ha continuato a battere con regolarità ed efficacia. Al contrario di quello di Rogerio, che a differenza dei due precedenti incontri, in cui dal secondo set ha permesso allo svizzero di fare la differenza, ieri sera non è stato granché. Non so se, con un servizio migliore, ieri Rogerio sarebbe riuscito a battere Delpo, ma credo che per avere maggiori chance di vittoria contro l’argentino, Federer deve servire meglio.

Aspetto la prova dei fatti alla prossima occasione, magari nella finale.

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