'Santoro è l'unico giocatore per il quale pagherei il biglietto'. (A. Agassi).
(di Marco Caldara)
.Con la sconfitta subita ieri nel primo turno del Master 1000 di Parigi Bercy si è conclusa la carriera di Fabrice Santoro, il giocatore più longevo e spettacolare del circuito ATP. Il 37enne nativo di Haiti aveva preso la decisione già da tempo, ed ha avuto la possibilità di terminare l'attività davanti al 'suo' pubblico, arrendendosi 64 63 a James Blake.
.Era rimasto in dubbio sino all'ultimo se concludere nel 2009 o giocare anche l'Australian Open 2010, che gli avrebbe permesso di essere il primo giocatore della storia ad aver preso parte a tornei dello slam in quattro decenni differenti, ma alla fine ha preferito confermare la sua decisione iniziale: “Preferisco concludere la carriera sul centrale di Bercy che su un campo secondario degli Australian Open. Sono soddisfatto per aver gestito al massimo le mie potenzialità. Ho tirato fuori il massimo di quello che potevo. Non ho rimpianti: lo scambio di maglia con un Blake e il giro di campo sono cose che non dimenticherò mai”.
.Una carriera iniziata nel lontano 1989 da 'normale giocatore' e poi svoltata grazie ad una impeccabile decisione che gli è poi valso l'appellativo di 'le magicien', rifilatogli da Pete Sampras dopo una delle tre sconfitte da lui subite con il francese (su sette scontri diretti). Fabrice si accorse che con il suo tennis non sarebbe mai riuscito a sfondare, e quindi scelse saggiamente di cambiare. Iniziò a giocare con entrambe le mani, colpendo in maniera bimane sia il diritto che il rovescio. La modifica apportata al suo gioco gli permise quasi da subito di contraddistinguersi dai colleghi; non solo per 'le due mani', ma anche per la capacità di trovare angoli difficilmente credibili, e addirittura contro le leggi della fisica, a detta di molti.
.Ciò gli ha permesso di vincere ben sei titoli ATP in singolare, e di spingersi con la semifinale raggiunta nell'estate 2001 al Master del Canada, alla diciassettesima posizione della classifica mondiale. Oltre al singolare Fabrice si è contraddistinto nel doppio, vincendo la bellezza di 24 tornei con i più svariati compagni (fra i quali due Australian Open, una Mastercup e tre Master Series), centrando 18 finali (Wimbledon, Roland Garros, e otto Master), e divenendo nel 1999 numero 6 della classifica ATP di specialità.
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Il funambolico giocatore d'oltralpe è l'unico tennista ad aver battuto tutti i campioni dell'ultimo ventennio, fra i quali un numero elevatissimo di colleghi che sono stati al vertice della classifica mondiale. Per intenderci, cito 'qualche nome': Federer, Sampras, Agassi, Safin, Rafter, Henman, Chang, Norman, Ivanisevic, Hewitt, Pioline, Haas, Krajicek, Bruguera, Philippoussis, Mantilla, Courier, Muster, Rios, Edberg, Corretja, Stich, Connors, Korda, Becker, Wilander, Leconte, Noah, Chesnokov, Nalbandian, Ljubicic, Moya, Ferrero, Roddick e Djokovic. I suoi tricks e le sue 'magie', in grado di mettere in difficoltà anche il miglior Roger Federer (VIDEO) han riscosso una fama tale che portarono Andre Agassi (non certo uno qualunque) a pronunciare le seguenti parola: 'Santoro è l'unico giocatore per il quale pagherei il biglietto'.Ho avuto la grande fortuna di trovarlo per ben 3 anni consecutivi al Challenger di Bergamo, la mia città, torneo al quale Fabrice si affezionò sin dalla prima apparizione datata 2007, quando in scioltezza vinse la manifestazione. Legato da un solido rapporto con Marco Fermi, direttore dell'evento orobico, Santoro è voluto tornare a Bergamo anche quest'anno, e nonostante una precoce sconfitta al secondo turno ha comunque entusiasmato il pubblico bergamasco, innamoratosi con il passare degli anni della sua simpatia e del suo tennis. Uno dei pochi tennisti in grado di competere e spesso vincere con i piacchiatori moderni nonostante un fisico leggero e una palla dotata di scarsa pesantezza. Un servizio ottimo, una mano invidiabile, e uno slice a due mani insidioso come pochi, giocato da ambo le parti e stupefacente da quella destra, con la mano dominante che si stacca e la sinistra che accompagna la palla disegnando traiettorie davvero impossibili.
.Insomma, un giocatore d'altri tempi in grado di conquistare le folle di tutto il mondo, che lo ricorderà come 'il mago'. AU REVOIR FABRICE!..
3 commenti:
Trovarne ora uno come lui..
Perchè non hai mai visto giocare me...
Ahah, grande Marco!Trovato allora il suo successore..
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