'Scusa Nikolay, non ho fatto apposta!'
Questo è quello che sembra dire il russo Marat Safin al connazionale Nikolay Davydenko. I due si sono affrontati questo pomeriggio nel torneo di Mosca, ed a vincere è stato l'ex numero uno del mondo, che con una buona prova si è imposto 46 64 62. Una vittoria ricca di significati; e nonostante Davydenko arrivasse da Shanghai, va ricordato che in Cina il russo ha vinto un Master 1000, esprimendo un tennis di altissimo livello, e sicuramente non ha preso la decisione di giocare Mosca (uno dei due tornei stagionali nel suo paese), per venir subito eliminato.
Marat, proprio lui che a fine anno abbandonerà uno sport al quale ha dato molto, forse senza ricevere il giusto premio. Quante sono le persone (ragazze in primis) che si sono avvicinate al tennis solo per seguire le vicende del 'belloccio' di Mosca? Tantissime. E le persone 'stregate' dal suo tennis potente e talentuoso allo stesso tempo? Forse ancor di più. Un giocatore che se avesse inserito il tennis fra le priorità della sua vita ora sarebbe senza problemi la chiara alternativa al duopolio Nadal-Federer. Rovescio fatato, buon fisico, e grandi colpi; che a tratti lo rendono tutt'ora ingiocabile per la maggior parte dei giocatori del circuito. Un circuito del quale si è stancato, la routine dei continui viaggi, gli aeroporti, il tempo trascorso lontando da casa; tutte cose con 'non fanno più per lui'.
E pensare che a vent'anni era numero uno del mondo e campione degli Us Open, prima dell' attuale fenomeno (?) Del Potro, per intenderci. Poi una vita di piaceri, fra serate, alcool, donne (le ormai celebri 'safinette') e tanti altri svaghi che hanno allontanato la sua mente da ciò che forse avrebbe potuto dargli le maggiori soddisfazioni; il tennis.

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