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Nella seconda frazione invece Novak ha alzato il suo livello di gioco, iniziando a spostarsi meglio ed a colpire con più precisione. Fabio dal canto suo ha proseguito sulla propria strada solo con il servizio, continuando a servire un'altissima percentuale di prime. C'è stato però un calo abbastanza notevole sia sul piano del gioco, sia sulla concentrazione, che gli è costato quattro break consecutivi. Fabio ha faticato maggiormente nel trovare delle giuste contromisure al gioco divenuto spumeggiante del serbo; e Djokovic si è quindi limitato a controllare, avendo solo un piccolo passaggio a vuoto nel secondo game, che gli è costato il tanto bello quando inutile contro-break immediato.
E' da poco terminato il match fra Fabio Fognini e Novak Djokovic, incontro conclusivo della quarta giornata del Master 1000 di Shanghai, disputato sullo Stadium Court, campo sede della Mastercup di fine stagione sino allo scorso anno. Ha vinto il serbo, 63 61, ma ciò che è subito balzato all'occhio è che la differenza nel gioco fra i due giocatori, pur trattandosi di cemento e di un torneo importante, non è assolutamente abissale; anzi.
Quello che è piaciuto di Fabio è la voglia di combattere, mettersi in mostra, e di non sfigurare al cospetto di un giocatore che su quel campo lo scorso anno ha messo in fila i sette qualificati al Master. L'azzurro ha iniziato molto bene, facendo subito capire al rivale, di non esser certo sceso in campo per fare presenza. Subito 0-30 e poi una palla break, non sfruttata, ma non fa niente. Ottima 'apertura' anche al servizio, con quattro prime e quattro punti facili, intervallate da un ininfluente doppio fallo. I due si sono quindi equivalsi per tutta la durata della frazione, con punti spettacolari da una parte e dall'altra. Fabio è partito male nel solo ottavo game, e Novak, da top player qual'è, gliel'ha prontamente fatta pagare. Due diritti frettolosi in rete e 0-30, poi 30-40, ed altro dritto che si ferma nel campo dell'azzurro: break, 5-3 e conseguente 6-3.
Nella seconda frazione invece Novak ha alzato il suo livello di gioco, iniziando a spostarsi meglio ed a colpire con più precisione. Fabio dal canto suo ha proseguito sulla propria strada solo con il servizio, continuando a servire un'altissima percentuale di prime. C'è stato però un calo abbastanza notevole sia sul piano del gioco, sia sulla concentrazione, che gli è costato quattro break consecutivi. Fabio ha faticato maggiormente nel trovare delle giuste contromisure al gioco divenuto spumeggiante del serbo; e Djokovic si è quindi limitato a controllare, avendo solo un piccolo passaggio a vuoto nel secondo game, che gli è costato il tanto bello quando inutile contro-break immediato.Volendo dare uno sguardo alle principali differenze fra i due, Djokovic ha fatto sicuramente valere la maggiore esperienza in un palcoscenico così importante, e nonostante abbia faticato non poco nel primo set, è stato bravo ad alzare il suo livello di gioco da un momento all'altro, caratteristica di tutti i 'campiono'. La pesantezza di palla è parsa pressoché simile, ed anche a rete i due si sono tutto sommato equivalsi. Fabio si è solo un po' demoralizzato causa un primo set perso per tre punti; ma con giocatori del calibro di Djokovic è cosa abbastanza normale.
In ogni caso il Fognini del primo set è parso davvero buono, e capace di mettere in difficoltà un giocatore sicuramente al top sul cemento ed apparentemente al top della condizione. Sicuramente Fabio potrà ripetere, e perché no migliorarli, buoni risultati sul cemento; che non gli va affatto 'scomodo'. Coraggio Fabio, manca meno di quanto si pensasse!
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1 commenti:
D'accordissimo, ho visto solo il primo set e non mi sembrava per niente male, anzi..
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