07 ottobre 2009

Dagli 'ATP' a Challenger e Futures: abissale vicinanza

Foto da ATP Amburgo e Circolo Tennis Avezzano.it
(di Marco Caldara)
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Nell' opinione comune, quella che spopola fra siti, forum e blog, i Challenger vengono spesso definiti tornei di 'seconda fascia', che non hanno niente a che fare con gli 'ATP'; e ancora meno pregio viene dato ai tornei Futures; anche se è proprio con questi che i giovani campioni si 'fanno le ossa' nel mondo del professionismo.
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Parlando però con vari giocatori 'pro', si nota come secondo loro, e secondo la maggior parte della gente che di tennis ne 'mastica' (che non sono assolutamente coloro che intasano forum accusando Tizio per una sconfitta, o lodando Caio per una vittoria), la differenza sostanziale fra i vari tipi di tornei sia pressoché pari a zero.
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Basti guardare esempi come quelli di Rajeev Ram o Albert Montanes. Il primo, dopo una stagione senza mai imporsi a livello Challenger ha centrato il successo nell' ATP di Newport, da lucky loser; mentre l'iberico, dopo un mese di Challenger con risultati al di sotto delle aspettative(una semifinale, una finale, ed un secondo turno), è tornato a giocare i tornei maggiori, ed ha subito vinto il '250' di Bucarest.
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La stessa cosa, al contrario, si può trovare tra tornei Challenger e Futures. Prendendo gli esempi di Marco Crugnola ed Andrea Stoppini, la vicinanza si nota benissimo. Il giocatore varesino, che in stagione ha raggiunto per cinque volte i quarti di finale a livello Challenger (con anche una semifinale), ottenendo vittorie rilevanti con giocatori come Maximo Gonzalez, Navarro, Golubev, Bellucci, e qualificandosi al Master 1000 di Madrid; ha giocato nel 2009 un solo Futures, perdendo al secondo turno. Ancora più lampante è il caso di Stoppini, capace di vincere il 75.000$ di Izmir, centrare il tabellone degli Australian Open e battere gente del calibro di Bohli, Stakhovsky, Young, Brzezicki, Isner e Bellucci. Bene, in questa stagione il trentino ha preso parte a due tornei ITF, sempre come primo favorito del seeding, e non è mai arrivato ai quarti di finale, rimediando un solo punto, frutto di un primo e un secondo turno.

Questo evidenzia la poca differenza che, esclusi i primi 50 giocatori del mondo, ci sia fra i top300 sul piano del gioco; e ancor più quella fra un top 300 e un top 600. Casi come quello di Ram non sono proprio all'ordine del giorno, ma non vanno certo considerati delle imprese. E' ovviamente più facile che un Roger Federer, per esempio, perda con un top 50, che con un giocatore fuori dai primi 300, ma semplicemente perchè i tennisti che attualmente vediamo fra i primi cinquanta hanno probabilmente una condizione fisica e mentale superiore e maggiore continuità rispetto a chi gli sta dietro; e nel tennis moderno i tre fattori appena citati sono FONDAMENTALI; molto più di servizio e rovescio.

Ripiegando sul tennis italiano, sono molto più appariscenti giocatori come Alberto Giraudo, Massimo Ocera, Giulio Di Meo e Walter Trusendi di gente come Cipolla, Di Mauro, Arnaboldi e Burzi. E allora perché degli ultimi quattro due sono stati nel tennis che conta (o lo sono tutt'ora) e gli altri due ne sono a ridosso; mentre Di Meo e Ocera giocano gli Open e Giraudo e Trusendi faticano fra Futures e qualificazioni dei Challenger?? Il talento che hanno gli permetterebbe tranquillamente di stare a ridosso dell'elite, ed anche di entrarci, rendendoli capaci di qualsiasi exploit, ma se non supportati da una buona tenuta mentale (cosa che manca a tutti e quattro) faticano per attirare su di loro le cosiddette 'luci della ribalta'. Non sono giocatori in grado di dare continuità ai propri risultati, e pur riuscendo talvolta a compiere delle 'mezze imprese' (Trusendi a Genova ha ampiamente meritato il successo contro Simon Greul; ma il tedesco al tie-break del terzo set ha alzato il livello, e ciaociao Walter) risultano difficilmente credibili. Il talento non si discute, magari sul match secco sono in grado di battere chiunque; ma il tennis non è fatto di match singoli, ma di tornei, che implicano continuità e preparazione.

E' proprio per questo motivo che un Monatanes magari non al 100% delle motivazioni psico-fisiche perde con un modesto Aranguren al secondo turno di un Challenger; e due settimane dopo, senza grandi mutamenti, va a vincere un '250' battendo in scioltezza Starace, Fognini e Monaco. La stessa cosa vale anche per Ram, Crugnola, Stoppini; chiunque.

Non stupiamoci quindi se Giraudo è 800 del mondo e Montanes vince tre tornei maggiori in due anni. Se Bolelli, accreditato come futuro top10 negli ultimi tre Challenger disputati ha raccolto due secondi turni ed un primo turno (ieri a Mons perdendo con lo slovacco Karol Beck). Non gridiamo allo scandalo se Roddick viene sconfitto da Kubot e Del Potro da Roger-Vasselin; se Karlovic perde tirando 78 aces, e Coria vince commettendo 23 doppi falli: THAT'S TENNIS!

Questo è il tennis, lo sport più scontato ma allo stesso tempo più imprevedibile che ci sia. E' per questo che passiamo da Wimbledon a un 10.000$ in Ruanda; da Federer a King-Turner, Berrer e Wassen. Probabilmente lo sport più maledetto e spietato che ci sia; ma è proprio per questo che ci piace; eccome se ci piace : )

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