23 agosto 2009

Stefano Ianni is back, più forte di prima!!!

(di Marco Caldara)

Non lo nego. E' da molto tempo che seguo le vicende tennistiche dell'azzurro Stefano Ianni, giocatore dal talento indiscusso, e da una simpatia molto piacevole. Sempre con la battuta pronta, sempre con la voglia di scherzare, divertirsi. Un protagonista indiscusso anche fuori dal campo di gioco, insomma una persona come piace a me!

Stefano è infatti uno dei miei giocatori preferiti, anche se, fino a ieri, non l'avevo mai visto giocare (a parte uno spezzone di un'allenamento con Giorgini a Monza se non sbaglio). Ho deciso allora di andare quest'oggi a Manerbio, dove ho scelto di abbandonare per un giorno la mia veste di 'giornalista/cronista' per seguire da vicino gli impegni dell'azzurro.

Arrivato al circolo la mattina presto, mi sono subito posizionato ad un tavolo nella zona coperta dalla linea ADSL (anche se il mio computer non ne ha voluto sapere di connettersi); e dopo qualche minuto che ero li, sento un simpatico urlaccio accompagnato da una risata, era Stefano, che avendomi visto è subito venuto a salutarmi. Con lui Uros Vico, altro giocatore (o ex? neanche lui lo sa!!) molto simpatico e con il quale mi trovo sempre a mio agio, tanto che col tempo è nata anche una buona amicizia.

Mi faccio subito raccontare da Stefano qualcosa a proposito del suo match di ieri con Garcia. Il cileno si è ritirato a causa di un colpo di sole, con Stefano che per tutto il match, pur essendosi trovato anche nella situazione di set e break sotto, ha giocato un buon tennis. L'azzurro va poi a fare il pre-riscaldamento con Francesco Aldi.

Dopo qualche ora (il match precedente sul campo 2 è durato un eternità) arriva il momento del suo match con Kallias, mancino cipriota dotato di un gioco ottimo, e posizionato sul gradino numero 483 del mondo. Insieme a Vico creiamo una sorta di 'box' dell'azzurro, ed il match inizia. Non nascondo che sia io che Uros eravamo molto preoccupati per l'esito del match, in quanto 'Jean' soffre molto i mancini, che con il classico diritto 'ad arpione' lo costringono a giocare spesso col rovescio in una posizione nella quale non si trova a suo agio. Il primo set è molto combattuto, con i due che giocano ad un ritmo molto molto alto. Il punteggio (6-2 per Ianni) non rispecchia affatto l'andamento del match, che è stato davvero lottato. Nel secondo invece l'azzurro è più tranquillo e continuando a giocare un tennis preciso e potente, coadiuvato da una grande tenuta a livello mentale, si impone con un facile 6-1.

Circa un'ora e mezza dopo è già ora per il match del turno decisivo, con Stefano opposto al brasiliano Andre Ghem. Il giocatore sudamericno (pari classifica di Ianni ma già nei top200 prima di un grave infortunio alla spalla) arrivava da una vittoria sul numero 1 delle qualificazioni Cristian Villagran, che però si è dovuto arrendere a dei problemi fisici. Se io e Vico eravamo preoccupati per il match precedente, lo eravamo almeno il triplo per questo, in quanto Ghem gioca davvero un grande tennis (non a caso è stato 181 del mondo..).

La sfida inizia con la coppia Caldara-Vico che vede aggiungersi nell'improvvisato box di Ianni anche il doppista britannico Jamie Delgado e il davisman croato Lovro Zovko, entrambi amici di Uros. Pronti via e Ianni si porta 40-0 sul servizio dell'avversario (che stecca tre palle di fila). Il nostro ha però fretta di chiudere e si lascia riprendere, con Ghem che tiene poi il servizio. Già nel secondo game Ianni azione il servizio-bomba e tiene agevolmente la battuta. Nel terzo game il monzese spreca cinque palle break, ma alla sesta strappa la battuta a Ghem. In un batter d'occhio il 2-1 si trasforma poi in 6-1, con il brasiliano che, tenuto sotto pressione da Ianni, ha iniziato a tirare molte pallate a caso e come si sul dire: 'a non prendere nemmeno il circolo'.

Stefano è stato però molto bravo nel rimanere concentrato e non permettere al rivale di rientrare nel match (a questi livelli basta un minimo calo per fregarsi 'da soli'), ed in circa un'ora, tenendo un livello eccellente, ha chiuso con un altro 6-1.

L'azzurro è quindi uscito dal campo con un sorriso a 42 denti, saltellando, ed è subito stato ripreso dal suo coach-odierno Vico, che in simpatia gli ha subito detto: 'Non montarti la testa'. Nel tempo di defaticamento ho fatto una lunga chiacchierata con lui, che mi ha raccontato molte cose. Userò quindi il discorso indiretto per rendere il tutto meno frammentario.

Quando l'avevo intervistato, al Challenger di San Benedetto, mi era sembrato davvero molto giù, in quanto reduce da un periodo negativo, aveva quasi perso tutta la fiducia, diceva di non riuscire a fare cose che un tempo gli venivano naturali. Il brutto momento è durato sino a dopo il Challenger di Torino, quando qualcosa ha iniziato a muoversi. Stefano è finalmente riuscito ad allenarsi bene e come avrebbe voluto. Ha iniziato a recuperare fiducia, e dopo qualche buon match e la brutta sconfitta con Trevisan al turno decisivo di Cordenons (Ste non stava bene fisicamente), ha centrato queste due qualificazioni (qua e a Trani). Gli ultimi risultati pagano anche la scelta di abbadonare le sue Dunlop 500 per tornare alla vecchie Babolat Aeropro Drive (come nella foto), presa appena dopo Cordenons, e che gli ha fruttato le prime due qualificazioni della stagione, e per di più consecutive.

Si è detto davvero molto contento perché ha ritrovato il livello di gioco di quando ha raggiunto il suo apice in classifica (in effetti oggi ha stupito pure me, suo tifoso numero uno); e pronto per battagliare con chiunque gli capiti al primo turno. Dopo aver discusso su mille (o forse più altre cose) l'ho lasciato andare a fare la doccia. Nel frattempo mi sono spostato sul campo in cemento del circolo, dove Vico si stava allenando con Cristian Brandi, il coach di Thomas Fabbiano. Sul finire della sessione arriva pure Ianni, giusto in tempo per vedere Uros perdere 11-3 un tie-break speciale giocato dai due per chiudere la sessione (Brandi sarebbe ancora in grado di competere a buoni livelli!!!).

Quando i due se ne stanno per andare, mi accordo con Vico per venire a vedere il prossimo match di Stefano (Martedì) e con grande gentilezza mi offre un passaggio. Sono quindi tornato a casa in macchina con Uros e Stefano (loro rientravano a Milano), ed abbiamo avuto tempo per scambiare qualche chiacchiera sugli eventuali accoppiamenti.
Il giocatore da evitare è sicuramente il ceco Hajek, mentre gli altri tre sono tutti più o meno allo stesso livello. A Jean piacerebbe giocare con Trevisan, con il quale a Cordenons non ha potuto praticamente giocare.

Brizzi, Middelkoop, Trevisan e anche Hajek; oltre a tutti gli altri tennisti presenti nel tabellone del torneo sono avvisati. IANNI IS BACK!

3 commenti:

Van Damme ha detto...

Bel pezzo ;-)
Per me con Matteo Trevisan perde, meglio Middelkoop :-P

Nikola Tesla ha detto...

"Con lui Uros Vico, altro giocatore (o ex? neanche lui lo sa!!) "
ahah!!

Bell'articolo.......

Marco ha detto...

Trevisan non è in forma...Ianni anche troppo...ci po vincere