Foto Getty Images
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Volevo scrivere qualcosa a proposito di Carsten Ball, il giovane californiano (classe 1987) ma di passaporto australiano, che la scorsa settimana ha raggiunto la finale nell' ATP di Los Angeles passando dalle qualificazioni.
Il giocatore (nella foto) ha iniziato la sua stagione in Australia, rimediando due sconfitte al primo turno, e si è poi spostato a giocare due tornei ITF in Nuova Zelanda, vincendo il primo, e perdendo ai quarti nel secondo, niente di speciale comunque. Ha quindi deciso di passare ai Challenger, fermato però quattro volte su quattro al secondo turno, di cui tre da avversari di tutto rispetto (Kuznetsov, Becker e Udomchoke), e la quarta da Dannis Zivkovic, numero 1101 del mondo. Nei successivi tre tornei sono arrivate due finali (sconfitto da Ward a Sarasota e da DeHeart a Yuba City), ed un primo turno, battuto dall'uruguaiano Felder a Carson.
Sembrava quindi giunto il momento di abbandonare definitivamente i Futures, per lui che ormai era nei primi 200 giocatori del mondo, ed invece no. Ball ha deciso di giocare due 10.000$ negli States, puntando ovviamente a vincerli entrambi. Nel primo ha però perso al primo turno con il colombiano Alejandro Gonzalez, e nel secondo ha vinto.
E' quindi tornato a giocar i Challenger, ma in tre tornei ha rimediato due sconfitte con l'amico Ryler De Heart (la curiosa storia del mancino americano la trovate qua), ed una con il canadese Bruno Agostinelli, numero 1742 della classifica mondiale.
A questo punto, a uno 200 del mondo che perde contro il 1742, verrebbe da farsi qualche domanda, ma così non è stato per Carsten che si è iscritto al terzo torneo ATP della stagione, riuscendo a sorpresa di tutti a spingersi sino alla finalissima. Ball infatti, ha messo in fila nell'ordine: Yoo, Soeda, Young, Gicquel, Tursunov, Isner e Leonardo Mayer, tutti sconfitti in due set, prima di cedere 6-4 3-6 6-1 al sesto favorito della manifestazione, lo statunitense Sam Querrey.
Ora, la cosa ha dell'incredibile a livello statistico. Un ragazzo, che in precedenza aveva giocato solo 3 partite ATP; che la settimana prima aveva perso dal numero 1742 del mondo; che in stagione non aveva ancora vinto un match fra qualificazioni e main draw del circuito maggiore; che ha riportato sconfitte con gente abbondantemente fuori dai primi 400 del mondo, ed uno fuori dai 1000; possa raggiungere una finale a livello ATP, eliminando due top200 e ben 5 top100.
Questo ci aiuta a capire che, come spesso viene trascurato dagli appassionati che si basano quasi solo su classifica e rendimento, la differenza di potenzialità tra i primi 200 del mondo è molto livellata, e non c'è quindi da stupirsi se gente come Rajeev Ram vince tornei ATP, e Carsten Ball abbandona i 10.000$ per raggiungere un mese dopo la finale in un '250'.
Non sono riuscito a contattare Ball per farci rilasciare le sue impressioni a proposito dell'inatteso risultato ottenuto, ma conto di poterlo fare nei prossimi giorni, per proporvele il più presto possibile. In ogni caso complimenti all'australiano, che da questa settimana si trova nei primi 150 del mondo (145 ATP) per la precisione, e dovrà ora abbandonare in maniera definitiva gli ITF per dedicarsi al circuito ATP con più continuità.
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