07 luglio 2009

Alex Kuznetsov: la piacevole sorpresa di Winnetka

foto Daylife
(di Marco Caldara)
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Non sono solito seguire più di tanto i Challenger nei quali non siano presenti giocatori azzurri, anche se lo dovrei fare; ma almeno uno sguardo al vincitore ed all'andamento del tabellone lo 'butto' sempre. Scorrendo il draw del Challenger 50.000$ di Winnetka, vinto dall'ucraino di passaporto statunitense Alex Kuznetsov (nella foto), ho notato che il giocatore era proveniente dalle qualificazioni, ed allora ho dato uno sguardo anche al tabellone cadetto, notando dei particolari che secondo me meritano attenzione.

Il nome di Kuznetsov non mi è nuovo, e sicuramente lo conosco da almeno tre anni; sono sicuro di averlo visto giocare; ma scorrendo la sua 'playing activity' delle ultime tre stagioni, non ho trovato nessun match che mi ricordi qualcosa.

La stagione dello statunitense è iniziata davvero male; nei primi 11 tornei giocati nel 2009 (tutti Challenger) Kuznetsov non ha guadagnato nessun punto, raccogliendo 6 sconfitte nelle qualificazioni e 5 eliminazioni al primo turno. Non si è però dato per vinto, ed a Savannah (Terra Verde, 50.000$), ha raggiunto la finale, vincendo un match per 7-5 al terzo (con Isner) e due per 7-6 al terzo (con Kim e Ball), prima di arrendersi in due set a Michael Russel.

Ci si aspettava sicuramente che il torneo gli restituisse un po' della fiducia persa negli ultimi tempi, considerando anche le 3 vittorie portate a casa con freddezza, ed invece no. Lo statunitense infatti, ha poi racimolato due secondi turni ed un primo turno, ed ha deciso quindi di giocare due tornei Futures. Nel primo ha raggiunto i quarti, e nel secondo la semifinale (sempre sconfitto dal colombiano Salamanca).

Sprofondato alla posizione numero 404, e sicuramente nel peggior anno della propria carriera, si è iscritto al Challenger 50.000$ sul cemento di Winnetka. Per poco, e forse per sua fortuna, non è riuscito per soli 3 posti ad entrare in tabellone, ed ha dovuto partire dalle qualificazioni. Al primo turno ha ricevuto un BYE, ed al secondo ha faticato tre set con il connazionale Brett Joelson, venticinquenne numero 1103 del mondo, sconfitto 6-2 3-6 7-5. Al turno finale, atteso dalla wild card Marek Czerwinski (senza punti ATP), è riuscito a cedere al tie-break la prima partita, per poi imporsi 6-1 6-2, centrando la qualificazione.

Nel tabellone principale, aiutato dalla fortuna, ha pescato la WC Dennis Nevolo (anche lui senza punti ATP), e l'ha battuto facilmente per 6-1 6-2.
A questo punto uno pensa: 'Ha perso due set con due semi-professionisti, ha vinto al primo turno contro una Wild Card senza ranking, appena prende un giocatore tosto perde facile e se ne va a casa'. Il giocatore tosto è arrivato, si tratta di Rajeev Ram, lo statunitense (originario dell'India) reduce dal primo turno di Wimbledon, e numero 5 del torneo. Kuznetsov vince il primo 6-4, cede 7-6 il secondo, ed si impone anche stavolta al tie-break del terzo, confermando la grande freddezza dimostrata a Savannah.

Nei quarti trova Todd Widom, al quale lascia 5 game, ed in semifinale (giocate Domenica causa pioggia) se la vede con il danese Pless, giunto al penultimo atto con solo quindici game sulle spalle (vittoria 6-1 6-2 al primo turno e due forfait). Kuznetsov invece reduce da 5 match di cui tre terminati al terzo set, ma senza problemi si impone 6-4 7-6, centrando la finale, la seconda del 2009.

All'ultimo atto, giocato sempre Domenica, nel tardo pomeriggio, trova di fronte un altro qualificato, il connazionale Tim Smyczek, reduce da una semifinale vinta al tie-break del terzo set con il mancino Ryler De Heart, che eliminando Isner aveva 'aperto' il primo quarto del tabellone.
Kuznetsov si impone per 6-4 7-6, vincendo l'ennesimo tie-break, e coronando così una settimana partita male e terminata con il primo Challenger in carriera, conquistato nell'anno più buio della sua attività.

Vederlo alla posizione numero 404 del mondo, lui che nel 2007 è stato a ridosso dei primi 150 (158 per la precisione) era davvero un peccato, considerando che a tennis sa giocare davvero bene.
La vittoria di Winnetka, oltre a portarlo numero 271 del mondo, conferma che Kuznetsov, oltre ad avere grande freddezza, quando trova fiducia è davvero un giocatore ostico, e considerata l'età (1987) potrà ancora secondo me approdare nel tennis che conta, ma quello che conta per davvero; sicuyramente le qualità per starci non gli mancano, affatto.

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