28 ottobre 2008

Ricordi di Federico...

Seguo il tennis professionistico ormai da tre anni, e mi ricordo che circa due anni fa, un giorno da qualche parte, lessi di Federico Luzzi.
Il toscano era descritto come un giocatore funambolico, capace di giocate fuori dal comune; una persona di carattere che mai si tirava indietro; celebre anche per le sue liti con i giudici. Insomma, da quanto letto, Federico ero proprio il tipo di giocatore che mi sarebbe piaciuto.
Da subito ho iniziato ad informarmi di lui, cercando sue foto, i suoi risultati più importanti, e guardando i suoi video sul web. Rientrava nei miei giocatori preferiti pur senza averlo mai visto dal vivo.
Poi, lo scorso Novembre, sono andato a vederlo giocare in Serie A1, nella partita tra Sarnico e Parioli, la sua squadra.
Al mio arrivo al circolo, ho notato subito che sul campo numero 2 Federico stava facendo dei palleggi con Farrukh Dustov, e mi sono subito seduto in tribuna ad osservarlo.
Fede rideva e scherzava con il compagno di squadra, inventandosi dei 'numeri' pazzeschi già nel riscaldamento. Ho capito che Fede era così di natura, non giocava in quel modo per il pubblico, giocava così perché quello era il suo modo di vivere il tennis; infatti in tribuna, alle 8 di mattina c'ero solamente io!
Ho fatto un paio di foto e qualche video, e lui, finito il riscaldamento, si è seduto su una sedia non troppo lontano da me, ed ha fatto una telefonata. Finita la telefonata, timidamente mi sono avvicinato per chiedergli un autografo, e gli ho passato un pennarello e una cartolina.
Mi ricordo che nell'aprire il pennarello Federico fece cadere la cartolina, e nel raccoglierla si accorse che non era un semplice pezzo di carta, davanti infatti c'era una sua foto. Mi disse: "bella sta foto, è del torneo di Bergamo vero?"- "si"- "bella, mi piace!". "Come ti chiami?"- "Marco".
Appena autografata la foto mi guardò, e con il suo tipico sorriso, quello che allargava talmente tanto le guance da nascondere gli occhi, e che sprizzava gioia, mi disse: "Questo pennarello non vale un ca**o!", ed entrambi scoppiammo a ridere, perché Federico era così, schietto.
Poi mi disse che sarebbe dovuto andare a farsi una doccia, e ci salutammo.
Questo mezzo minuto passato con Federico è stato uno dei momenti più belli della mia vita; per la prima volta avevo scambiato due parole con un giocatore professionista, e non con uno qualsiasi, ma con il grande Federico Luzzi, il mio preferito.
Qualche ora più tardi Federico scese in campo, contro Dennis Van Scheppingen, numero 1 del TC Sarnico. L'aretino vinse abbastanza agevolmente il primo set, per poi cedere secondo e terzo all'olandese, entrambi al tie-break. In quella partita lottò ininterrottamente per tre ore, mettendo in mostra tutto il suo repertorio, grandi giocate a volo, spettacolari colpi in mezzo alle gambe e anche delle simpatiche sfuriate con i giudici.
Ricordo che alla fine del match mi avvicinai a Federico per fargli comunque i complimenti, e nonostante fosse visibilmente stanco ed arrabbiato, sorrise e mi ringraziò.
Quella giornata si concluse li, e me ne tornai a casa molto molto felice, grazie a Federico.
In questo 2008 poi, non ho potuto seguire molto Luzzi, ha giocato fino a Marzo, e poi la squalifica, che lo ha tenuto lontano 200 giorni dai campi da gioco, e dai suoi tifosi.
Ricordo che precedentemente al suo rientro, sul suo sito ufficiale: http://www.federicoluzzi.com/, qualcuno scrisse brutte cose su di lui, dicendo che pensava a tutto tranne che al tennis, e io ci rimasi molto male, difendendolo.
Poi la notizia che sarebbe rientrato a Todi, una vera carica di felicità, lo sapevo che uno come Federico non si sarebbe abbattuto, sarebbe tornato per far vedere che Luzzi non molla mai. In quel torneo, stupì subito tutti, eliminando Menendez e Villagran, entrambi battuti 'straight sets', per poi perdere da Marco Crugnola, litigando.
E anche li, un sacco di persone ad insultarlo, che dicevano fosse a sempre il solito cog***ne, e io sempre l'unico a difenderlo.
Anche a Napoli, fuori subito contro Fanucci, e avanti con le critiche.
Poi la serie A1; con la vittoria di carattere con Accardo alla prima giornata, ed il ritiro con Tenconi nella seconda giornata, di cui non si sapeva nulla, si pensava una semplice influenza.
Nella terza giornata il Parioli avrebbe dovuto giocare con Sarnico, e io sarei dovuto andare a veder la partita, e Federico. Ero contentissimo, era un anno che aspettavo questo momento, ne avevo parlato con tanti amici, e alcuni li avevo anche invitati a venire con me alla partita.
Poi, purtroppo lo sappiamo tutti come è andata a finire, la malattia l'ha portato via, veloce, troppo veloce, talmente veloce che stavolta, anche se come al solito Federico non si è dato per vinto, nulla ha potuto, il suo carattere da gladiatore non è bastato.
La vita spesso è ingiusta, e in questo caso lo è stata, ma sono certo che Federico anche lassù dove si trova ora, sarà ancora capace di render felici le persone, e di farsi amare da tutti, a suon di luzzate!

GRAZIE FEDERICO!

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